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Arranger, tastiere da suonare con stile

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Korg Sound Pack Church Organ si estende da Pa4X a Pa1000 e Pa700

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Ritorniamo a parlare del Sound Pack #01 dedicato all’organo liturgico, dopo averne dato notizia ai tempi della prima pubblicazione nel 2016 quando Eko Music Group l’aveva reso disponibile come Add-On gratuito per i possessori di Korg Pa4X. Lo facciamo oggi per due ragioni essenziali: la prima è dare notizia che il pack è stato incluso nella V3 NEXT dell’arranger al top di gamma di casa Korg; la seconda è che, a brevissimo, sarà scaricabile gratuitamente anche dai possessori di arranger medi Pa1000 e Pa700. Ringrazio Raffaele Mirabella di Eko Music Group per avermi dato la possibilità di testare il pack in anteprima su Pa700 e così ho potuto studiarlo e provarlo di persona.

Korg Pa700 con Sound Pack #01 Church Organ

Caratteristiche tecniche

Il pacchetto include 60 suoni e 40 keyboard set. La dotazione è quindi ricca di contenuti e agevola numerose variazioni, laddove i suoni preset erano alquanto avari limitandosi a qualche ripieno a canne spiegate e un paio di variazione di registri di flauto. Qui invece le possibilità abbondano. La cartella ChurchOrgansPack01.set contiene 92MB di campioni PCM. Una volta caricata a sistema, l’arranger Korg visualizza i nuovi suoni nelle prime otto pagine (da P1 a P8) del banco Sound1 sotto l’area USER. I MIDI Program Change sono associati alla posizione 121 (MSB), 064 (LSB) e uno specifico numero di programma da 000 a 061 per ciascun suono (alcuni programmi sono vuoti). I keyboard set sono invece inseriti sul banco User 3.

Simulare l’organo a canne su un arranger Korg

Tutti i suoni sono sensibili alla dinamica, sebbene non sia un concetto nativo nell’organo a canne classico originale: tuttavia, tale scelta sembra rispondere ad un’esigenza espressiva a cui un tastierista digitale al giorno d’oggi fatica a rinunciare. L’organista classico dovrà però prestare attenzione: la macchina-organo della cattedrale esprime sempre lo stesso volume sonoro alla pressione del tasto, mentre la stessa cosa non succede qui su un arranger Korg: chi preferisce evitare, potrà agire sul parametro globale Velocity Curve impostando il valore Fixed per eliminare del tutto la sensibilità alla dinamica. Il tocco è per l’organista un aspetto importante: i 61 tasti leggeri di Pa700 si prestano bene ad esprimere lo staccato, mentre ho rilevato qualche difficoltà con il legato, specialmente nell’uso del pollice; presumo che lo stesso inconveniente non si verifichi sui tasti semi-pesati di Pa1000 e Pa4X. Non ho riscontrato invece complicazione alcuna ad applicare la tipica tecnica organistica di sostituzione delle dita.

I timbri a disposizione

La maggioranza dei campioni riprende i suoni espressi da canne a otto e sedici piedi. Sono presenti anche suoni basati su canne a quattro piedi per l’ottava superiore, ma – in questi casi – i timbri sono sempre combinati con altre canne riferite ad ottave inferiori. Sono rappresentati i registri di tutte le famiglie organistiche fondamentali: ad anima, ad ancia, di mutazione, oscillanti e violeggianti. Il registro più diffuso è ovviamente il Principale che è presente con sette variazioni; altre volte appare unito ad altri registri sfruttando i due oscillatori associabili ad un Multisample. Da questo dettaglio, si evince il motivo per cui il numero di campioni nel pack è superiore a quello dei Multisample: alcuni campioni sono infatti associati al secondo oscillatore, e mai da soli. I registri di flauto sono presenti in cinque variazioni oltre ad apparire in unione a campioni diversi in altri suoni. Abbondano Bordoni, Ripieni, Plenum, fondi e ance. Non mancano un paio di Harmonium e di Double II. Sono presenti invece con una sola variazione: Camoscio, Gedakt e Krummhorn per i registri ad anima; Bombard, Dulziana, Regale, Tromboncino, Trompete e Vox Humana per i registri ad ancia; Celeste e Unda Maris per gli oscillanti; Quintone e Salicionale per i violeggianti. C’è persino una voce di Subbasso, solitamente associata alla pedaliera dell’organo: e questo aspetto ci porta a menzionare la possibilità/necessità di collegare una pedaliera MIDI esterna, cosa che non ho potuto testare di persona; l’argomento richiede una ricerca ad hoc e un approfondimento e, magari, tornerò sulla materia in una prossima occasione. Il primo campione della lista è il classico Bordone 8’ ed è invitante perché, nella sua nitidezza e spazialità, mi ha rapito consentendomi di riprodurre brani meditativi di lunga memoria storica. Mentre vi segnalo la presenza del tremolo applicato a registri di Flute, Gedakt e Fondi, devo evidenziare che, in alcuni suoni, è possibile aggiungere il vibrato agendo sul Joystick. Purtroppo, al rilascio dello stesso, il vibrato si ferma. Per gli effetti, i suoni si appoggiano essenzialmente sul riverbero specifico degli organi (O-Verb) con l’aggiunta di una coloritura di Ensemble per dare profondità tridimensionale alla diffusione sonora.

I Keyboard Set

La composizione dei 40 Keyboard Set suggerisce le più appropriate sovrapposizione dei suoni. In molte occasioni, i layer sono pronti all’uso ancorché “dormienti”: è sufficiente attivare le voci Upper2 e/o Upper3 per ottenere impasti sonori di particolare effetto. Questa comodità non previene la possibilità creativa e gli organisti più capaci ed esperti possono ignorare bellamente i set predisposti e crearne di personali, adatti al proprio estro e alla propria sensibilità musicale. Se vi è un aspetto migliorabile nei set proposti è quello di non aver mai assegnato i suoni di questo Pack alla voce Low, trascurando quindi la possibilità di simulare l’utilizzo contemporaneo di due manuali o della pedaliera su una tastiera sola: anche qui, ogni organista potrà farlo liberamente creando Keyboard Set a preferenza.

In conclusione

I punti di forza di questo pack sono nella qualità generale dei campioni e nella varietà dei registri proposti. Onestamente, alcuni timbri suonano in modo più efficace di altri, ma è indubbio che la presenza di questo pacchetto gratuito aumenta il valore degli arranger Korg rendendoli strumenti più completi e pronti all’uso sia nell’ambito liturgico sia in situazioni diverse e meno prevedibili. È un gradito regalo da parte di Eko Music Group, giacché estende le possibilità dello strumento, prolungandogli il corso di utilizzo nel tempo. Eventuali limiti sono da ricercare nel fatto oggettivo che gli arranger Korg non nascono per essere specificamente organi liturgici: ma l’assenza di un secondo manuale e della pedaliera potrebbe risolta con l’uso dello Split o addirittura con l’accoppiamento di due tastiere su supporto doppio e il collegamento di una pedaliera MIDI esterna. Se usato dal vivo, servirà poi un sistema di amplificazione possente e in grado di riprodurre fedelmente lo spettro complesso del suono delle canne d’organo.

Ci sono comunque numerosi contesti dove questo pack può essere efficace usando l’arranger portatile così come è. Ad esempio, l’idea di utilizzare un Professional Arranger Korg garantisce la possibilità di esercitarsi a casa su timbri realistici prima di recarsi a suonare l’organo a canne autentico in cattedrale. A volte una marcia nuziale o una suonata d’organo si rende necessaria all’ingresso degli sposi al ristorante, altre volte l’esecuzione di una toccata e fuga può essere incisiva in locali pubblici. E una tastiera portatile è l’ideale quando si tratta di accompagnare un coro per le prove (o dal vivo) in un ambiente non attrezzato. Ci sono poi ambienti extra-ecclesiastici che possono richiedere il ricorso a timbri d’organo classici: cerimonie laiche, commemorazioni, concerti all’aperto e saggi. Alcuni generi musicali (gotici, dark, barocchi e progressive) non disdegnano l’uso di ripieni e di altri registri d’organo per dare drammaticità alla propria performance. Non trascurerei l’uso di questi suoni anche per sottofondi meditativi o anche solo rilassanti. Dulcis in fundo, questi suoni possono essere preziosi anche nella produzione di colonne sonore. Non sarebbe la prima volta: mi viene in mente, ad esempio, la celebre scena di The Commitments dove l’organo a canne si presta ad improvvisare una simpatica discussione sulle liriche e sulle note di A Whiter Shade of Pale; oppure la serie Netflix dei Peaky Blinders dove, prima dell’omicidio di un fabbro irlandese, ascoltiamo la voce struggente di Johnny Cash cantare Danny Boy accompagnato dal più classico degli organi liturgici.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

8 gennaio 2020 at 06:00

Il panorama delle tastiere arranger del 2019

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Rieccoci qua, a fine anno: tiriamo insieme le somme e rivediamo la cronaca del 2019 per quanto compete il mercato degli arranger.

Ammiraglie

Il 2019 è stato un anno di assestamento nell’area degli arranger di lusso e l’unica novità hardware riguarda l’annuncio dei Clavinova CVP-800, realizzati incorporando il motore di Yamaha Genos all’interno di un pianoforte digitale con mobile e finiture di pregio. Genos stessa continua la propria sfida contro Korg Pa4X, mentre la triade Ketron (SD9, SD60 e SD90) persevera nella propria caccia a favore di professionisti interessati a disporre di macchine disegnate su misura per le serate dal vivo. Pa4X ha ottenuto un aggiornamento importante nel mese di marzo con il rilascio della versione 3.0 denominata Next, i cui aspetti più evidenti riguardavano la nuova interfaccia video (Dark Glimmering) e il raddoppio della memoria per i campioni personali (3GB lineari). Da parte sua, Genos ha ricevuto ben due aggiornamenti vistosi del software (1.40 a luglio e 2.0 a novembre): anche qui raddoppio della memoria a 3GB, presenza del Superior Pack e molto altro ancora. Anche Ketron non è rimasta a guardare e ha provveduto al rilascio del Pack Audya Styles nei mesi estivi e della versione 2.0.3 in autunno, il tutto a favore dei suoi tre prodotti di punta.

Yamaha Clavinova serie CVP-800

Arranger medi

Dopo un 2018 tranquillo, la terra di mezzo degli arranger workstation è stata movimentata da importanti annunci. Il primo riguarda l’ingresso di PSR-SX700 e PSR-SX900 sul mercato con cui Yamaha offre l’esperienza utente innovativa di Genos anche nella serie PSR. Non è un aspetto banale, dato che – oltre alla nuova usabilità su touch screen – i modelli PSR hanno potuto colmare il gap che li distanziava dalla concorrenza, grazie all’introduzione del registratore MP3, quattro parti da suonare in tempo reale (Right 1-2-3 + Lower), il reset del tempo durante l’esecuzione di uno Style, il chord looper e una memoria interna generosa che spazia da 1GB a 4GB. Dobbiamo poi registrare l’ingresso di un nuovo produttore di arranger: si chiama Cavagnolo, proviene dalla Francia e con Air Symphony ha presentato il suo primo box arranger, associabile ad un tablet e disegnato su misura dei fisarmonicisti. In quest’area, continua a giocare un ruolo da protagonista anche Korg che, con Pa700 e Pa1000, presenta ai musicisti gran parte del concentrato di tecnologia musicale di Pa4X; nella seconda parte dell’anno, Korg ha rinnovato questi due modelli intervenendo a livello hardware: uscita HDMI al posto di RCA e nuova batteria clock. Tali novità hanno comportato un aggiornamento del sistema operativo (V1.4 per Pa700 e V1.3.1 per Pa1000: due numeri diversi a parità di contenuto).

Pagina degli stili di Cavagnolo Air Symphony

Apri-pista

Tre sono le novità più importanti nel segmento di primo ingresso, dove si scatena il numero più elevato di attori fra chi produce strumenti musicali. Al Winter NAMM di gennaio 2019, Yamaha aveva annunciato PSR-E360, l’ennesima variazione della tastiera ideale per principianti. Casio invece si è segnalata per due annunci: Privia PX-S3000 è un pianoforte digitale smilzo nelle forme, ma eredita buona parte dei progressi raggiunti nella serie CT-X (generatore sonoro AiX e rinnovato parco stili) e nuova serie Casiotone, che è composta da tre modelli fra cui spicca CTS-300 grazie alla presenza di tasti dinamici.

Nuovi modelli Casiotone nel 2019

Prossimamente: il rapporto del blog Tastiere Arranger

Saremo di nuovo qui molto presto: ci faremo gli auguri per l’anno nuovo, in occasione della pubblicazione del rapporto annuale 2019 del blog Tastiere Arranger.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

31 dicembre 2019 at 09:00

Il campionatore negli arranger Korg (Pa700, Pa1000, Pa4X e modelli precedenti)

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Korg non dispone di un eco-sistema di suoni aggiuntivi pronti all’uso così vasto come quello offerto dalla concorrenza. Tuttavia gli arranger della serie Pa sono tutti dotati di un campionatore completo che consente di registrare nuovi suoni, caricare campioni, Multisamples, suoni e banchi di suoni da vari formati. L’abilità ad estendere le proprie capacità timbriche è una caratteristica tipica negli arranger Korg.

Pagina video del campionatore (arranger Korg della serie PA)

La registrazione di nuovi campioni su Pa700, Pa1000 e Pa4X avviene da un microfono o da un qualsiasi lettore (CD/DVD o player in streaming) collegato agli ingressi audio. Altrimenti, se avete già una raccolta di campioni, potete semplicemente importarli da un dispositivo di memoria.

Successivamente, per essere utilizzabili, i campioni devono essere assegnati a Multisamples, Drum Kits o Grooves.

  • I Multisamples dispongono i campioni in zone separate della tastiera: i suoni creati con questa funzione possono essere utilizzati come qualsiasi timbro normale e assegnati a qualsiasi parte o traccia.
  • I Drum Kits assegnano un campione diverso a ciascuna nota della tastiera, con un massimo di sei livelli dinamici per nota.
  • La modalità Time Slice è destinata ad aggiungere realismo alle tracce MIDI creando Audio Grooves: sono brevi campioni ritmici che, in esecuzione ciclica, possono essere combinati con tracce MIDI e sincronizzati con il tempo, al fine di ottenere tracce percussive di particolare realismo. Ad esempio, un groove può essere assegnato ad un pad per essere eseguito a tempo con gli stili dell’arranger.

Gli arranger Korg gestiscono campioni (mono oppure stereo) con una risoluzione pari ad 8 oppure 16 bit e una frequenza di campionamento che può arrivare fino a 48kHz. I formati compatibili sono tre:

  • Il formato nativo Korg ereditato dalle workstation Trinity e Triton.
  • Il formato AIFF di particolare predilezione per chi lavora con Apple Mac.
  • Il formato WAVE preferito da chi opera con Microsoft Windows.

È inoltre possibile importare risorse provenienti da altri modelli Korg (i suoni .pcg e i Multisample .kmp). La compatibilità con i banchi di suoni di Creative Labs (.sf2) è possibile ma non garantita al 100% in tutte le occasioni.

Nei Professional Arranger di Korg, la gestione del campionatore è nascosta dietro il modo Sound. Premendo il tasto Record, il sistema operativo presenta le funzionalità di registrazione, importazione e modifica dei campioni.

L’editore di bordo facilita le operazioni di editing dei campioni: normalizzazione, definizione del punto di inizio e di fine del loop, taglio di materiale audio eccedente, riconoscimento della nota originale per rendere più naturale il trasporto dei Multisample. Il Crossfade Loop può essere usato per minimizzare la differenza di intonazione e livello tra l’inizio e la fine della regione del loop, e ottenere un ciclo graduale dal suono naturale.

Pa700, Pa1000 e Pa4X possono leggere e riprodurre campioni utente compressi: la compressione del campione consente di raddoppiare la memoria di campionamento disponibile. Attenzione però: i campioni compressi non possono più essere decompressi e chi desidera conservare i campioni originali, dovrà salvare una copia prima di comprimerli.

Il campionatore di Pa700 è in grado di contenere campioni personali fino a 128MB compressi (256MB lineari), Pa1000 raggiunge 300MB (600MB lineari) e Pa4X offre uno spazio di 1,5GB (pari a 3GB non compressi) con la recente versione OS 3.0 Next.

Infine, i campioni possono essere esportati e riutilizzati su altri strumenti o DAW.

La materia è molto ampia e richiede studio, pratica ed esperienza per chi è agli inizi. Chi invece è abituato a lavorare con i campionatori potrà trovarsi più facilmente a proprio agio. Nel video istruttivo che segue, possiamo vedere insieme la procedura per caricare un campione percussivo da utilizzare in un pad, in un stile oppure in un MIDI file.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

23 dicembre 2019 at 06:00

Pubblicato su Korg

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Winter NAMM 2019: le conclusioni

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Vi avevo promesso che avremmo letto insieme i risultati dell’edizione 2019 del Winter NAMM, ovviamente sotto la prospettiva arranger. In sintesi? Non avevamo grandi aspettative e quindi oggi, alla fine dell’evento, non proviamo nemmeno grandi delusioni.

Ricordate il mio resoconto di fine 2018, quando ho cercato di tratteggiare il panorama dell’offerta arranger sul mercato? Bene, rispetto la situazione fotografata a capodanno, oggi direi che questa fiera ha portato pochissime variazioni. Nulla di sconvolgente. Ricapitoliamo insieme.

Winter NAMM 2019 ha chiuso le porte
  • Nello stand Yamaha abbiamo visto molti prodotti nuovi, come nella tradizione del produttore di strumenti musicali numero 1 al mondo. In breve, l’elenco delle novità comprende PSR-E360, una tastiera arranger per esordienti, Sonogenic SHS-S500, una keytar per il puro divertimento, e una simpatica clavietta Pianica P-37E. Fra i nuovi pianoforti Arius, c’è un modello YDP-184 dotato di una manciata di ritmi (faccio fatica a chiamarla sezione arranger), mentre è più interessante il pianoforte portatile P-121 che potrebbe mietere successi come i suoi predecessori: include 20 styles di due tracce (batterie e basso) per suonare con scioltezza in base all’atmosfera che si vuole creare. Richiede approfondimenti! Ovviamente c’era molto di più allo stand, che ve lo dico a fare: lasciatemi solo citare in conclusione i due sintetizzatori piano-oriented CP73 e CP88.
  • Nello stand Korg c’è la novità più importante del comparto arranger: la presentazione di NEXT, la versione 3.0 di Korg Pa4X di cui vi abbiamo già raccontato tutto nei giorni precedente la fiera. Korg ha rinnovato il proprio listino con la presentazione di MINILOGUE-XD, KROMEEX, VOLCA DREAM, VOLCA MODULAR, KRONOS 2 e KROSS 2. Mi piacerebbe ritornare su quest’ultimo modello, in particolare, per approfondire la conoscenza dell’arpeggiatore polifonico, così vicino “concettualmente” ai ritmi e alle tracce di un arranger.
  • Nello stand Casio hanno fatto capolino i due nuovi pianoforti Privia e cioè PX-S1000 e PX-S3000: il secondo dei due è un vero pianoforte arranger, grazie alla dotazione standard di 200 timbri, 200 stili e funzioni di songwriting. Anche questo modello richiede un approfondimento per il nostro blog.
  • Nello stand Dexibell si sono potuti vedere e ascoltare i nuovi pianoforti da palco VIVO PRO S7 (88 tasti) e S3 (73 tasti), il cui arricchimento più interessante riguarda l’introduzione della meccanica Fatar TP40 Graded Hammer.
  • Nello stand Kurzweil c’è stata la carrellata di tastiere portatili a buon prezzo. Kurzweil utilizza questi strumenti arranger per entrare nel settore consumer e non per introdurre la sua qualità rinomata nelle tastiere di primo ingresso: KP300X, KP200, KP150, KP70 e KP30.
  • Nello stand Roland continuano a latitare gli arranger. Interessanti comunque le novità nell’area pianoforti digitali con GO:PIANO88 (il primo strumento integrabile con Alexa), i nuovi pianoforti verticali eleganti della serie LX e un interessante FP-10 che si preannuncia come il diretto concorrente di Yamaha P-121 e Casio PX-S1000 che abbiamo citato qui sopra.

E’ tutto qua. Per ora. Lasciamoci con tre filmati registrati da Kraft Music in cui sono stati cuciti i momenti migliori delle performance avvenute nei vari stand. Alla prossima!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

29 gennaio 2019 at 21:07

Winter NAMM 2019: lo stand Korg

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Dopo aver pubblicato il resoconto di Yamaha e Casio presso la fiera invernale degli strumenti musicali in California (USA), ora tocca a Korg.

Per quanto concerne gli arranger, la notizia importante di casa Korg è già stata commentata nei giorni scorsi in questo blog: per la seconda volta nella sua storia, il cuore di Korg Pa4X è stato rinnovato profondamente ed è nata NEXT, la versione 3 del sistema operativo dell’ammiraglia degli arranger workstation. Ci siamo già dilungati nelle nostre valutazioni di merito in questo blog: oggi assistiamo alla presentazione del sistema operativo 3.0 NEXT da parte di Frank Tedesco direttamente in fiera al Winter NAMM 2019.

Al Winter NAMM 2019, lo stand di Korg presenta una discreta serie di novità su prodotti diversi dagli arranger: un nuovo synth polifonico analogico MINILOGUE-XD, una nuova serie del synth workstation KROMEEX, la drum machine VOLCA DREAM, il sintetizzatore analogico VOLCA MODULAR, l’edizione speciale tutta rossa di KRONOS 2 e quella multicolorata di KROSS 2.

Nuovi colori per Korg Kross 2 a 61 tasti

Personalmente, sin dal suo annuncio, ho trovato interessante l’arpeggiatore polifonico di KROSS 2, molto efficace nella sua semplicità: deve molto probabilmente alla lunga esperienza fatta da Korg nei Professional Arranger. Lo vediamo all’opera nel filmato che segue.

Frank Tedesco suona Korg Kross 2

Continuiamo la visita di altri stand al Winner NAMM 2019 nei prossimi articoli sempre su TastiereArranger.com. A presto!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

26 gennaio 2019 at 10:33

Korg Pa4X: rilascio del sistema operativo V3.0 (NEXT)

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L’annuncio di Korg di sabato scorso 19 gennaio merita tutta la nostra attenzione. Per la seconda volta, il software di Korg Pa4X viene rinnovato profondamente e nasce NEXT, la versione 3 del sistema operativo dell’ammiraglia degli arranger workstation. L’annuncio è stato dato nei giorni precedenti il Winter NAMM 2019, in un momento propizio, quando è possibile ottenere la più elevata considerazione da parte dei media, dei social network e di tutta la comunità di musicisti, potenziali clienti.

E allora, come possiamo commentare insieme questa notizia?

Sin dal 2015, l’ammiraglia di casa Korg è Pa4X

Pa4X era apparsa a settembre 2015 facendosi apprezzare per la qualità costruttiva della scocca, i tasti semipesati con aftertouch e lo schermo reclinabile. Il processo di rinnovamento aveva lasciato il proprio segno grazie all’introduzione della generazione sonora EDS-X, a nuovi campioni PCM fra cui un pregevole campione di pianoforte acustico, l’aggiornamento dei pianoforti elettrici e l’automatismo di trasformazione degli Standard MIDI file in stili di accompagnamento. Tanta roba, ma si poteva fare di più?

Certamente: la successiva rivoluzione è avvenuta il 30 giugno 2017 come documentato qui in questo blog. La versione 2.0 ha rivoluzionato lo strumento introducendo nuove modalità operative per DJ (KaossFX), arricchimento dei campioni di suoni, aggiunta di 52 stili, Chord Detect e molto altro ancora.

E ora Anno Domini 2019, siamo arrivati alla versione 3.0, nome di battaglia NEXT, che ancora una volta aggiorna seriamente le capacità dello strumento.

Apprezziamo Korg per aver progettato e realizzato questa strategia a favore dei propri clienti: proteggere i loro investimenti nel tempo dimostrando che non è necessario cambiare tastiera ogni due anni per ottenere funzionalità nuove e l’espansione di suoni e stili di bordo. Chissà: Pa4X farà scuola o resterà un caso isolato?

Pa4X OS NEXT: uso più intuitivo del touch-screen

Le novità di NEXT (che sarà effettivamente scaricabile dal sito ufficiale Korg a partire dal 7 marzo 2019) sono descritte molto bene nell’annuncio pubblicato da Eko Music Group. Le riassumo qui in breve:

  • Il rinnovamento dell’interfaccia video offre concetti più intuitivi nell’usabilità dello schermo touch-screen. La nuova GUI si chiama Dark Glimmering.
  • La memoria per i campioni personali sale da 800MB a 1.5GB (raddoppiabile fino a 3GB grazie all’algoritmo proprietario di compressione).
  • E’ possibile copiare le impostazioni dei suoni da tastiera (Keyboard Sets) fra stili ed elementi del SongBook.
  • Come ha fatto Yamaha nel 2018, anche Korg qui ha introdotto miglioramenti del Legato e del Portamento per i suoni monofonici.
  • Aggiornamento della sezione Drawbars nelle timbriche e nella visibilità sul display. Bene, molto bene.
  • Finalmente, Korg concede la possibilità di accedere alle funzioni di RECORD con immediatezza.
  • E’ disponibile una nuova versione del Quick Record (questa ci voleva proprio e merita approfondimenti).
  • E molto altro ancora, inclusi qualche guasto software riparato per migliorare la stabilità dello strumento

Vale la pena approfondire. Prossimamente su questo blog. Ora prepariamoci a seguire il Winter NAMM 2019.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

21 gennaio 2019 at 06:00

Pubblicato su Korg

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Drawbar per suonare l’organo negli arranger

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Il celeberrimo organo Hammond utilizzava la sintesi additiva delle forme d’onda armoniche per generare i suoni, grazie a ruote elettro-meccaniche (e non ad oscillatori!). Anche nelle tastiere digitali attuali, dove tali suoni sono riprodotti con tecnologie totalmente diverse rispetto l’originale, è possibile emulare il controllo delle armoniche fondamentali mediante lo stesso tipo di cursori (drawbar) e altri tasti: i drawbar in particolare hanno rappresentato – sin dalla loro apparizione – un’invenzione originale.

Organo Hammond esposto al Museo degli Strumenti Musicali di Hamamatsu (Giappone)

Funzionamento dei drawbar

I drawbar sono un insieme di cursori variabili che rappresentano un tono fondamentale e otto tratti della serie armonica relativa a quel tono. Possono essere regolati come i fader di una console di missaggio e hanno scatti incrementali contrassegnati da 0 a 8. La posizione 0 significa che quel tono è in silenzio. Un musicista può miscelare i livelli di volume di ciascuna armonica sia per creare colori di tono diverso sia per controllare la gamma sonora complessiva della tastiera.

Le impostazioni sono tipicamente trascritte in base agli incrementi dei nove drawbar in sequenza, ad esempio: 888800007 che genera un bel suono grasso grasso da usare nel rock. I cursori sono facili da manipolare in tempo reale e la loro impostazione è sempre ben visibile a colpo d’occhio. La maggior parte degli organisti ha memorizzato le proprie impostazioni preferite dal modo in cui i nove drawbar appaiono visivamente e non dalle impostazioni numeriche. Le impostazioni incrementali possono funzionare nella registrazione in studio ma non così bene nel mezzo di un assolo quando si ha bisogno di agire sulle armoniche per variare il suono interattivamente. Nei numerosi filmati su YouTube, potete osservare come, per ottenere il giusto colore del suono, la maggior parte degli organisti è solito regolare costantemente i drawbar mentre suona.

Ci sono altri controlli importanti per suonare i campioni di organo Hammond come gli effetti di percussione, key on/off, leakage e rotary speaker (Leslie) ma per ora ci fermiamo qui: questo blog è dedicato agli arranger e non specificamente agli organi (ne producono ottimi esemplari Hammond-Suzuki, Dexibell, Crumar, Roland, Viscount, Clavia Nord e altri piccoli produttori). Il nostro interesse odierno dunque è quello di verificare la presenza di controlli drawbar fra gli arranger.

Dettaglio sugli slider di un arranger (Korg Pa4X in questo caso) utilizzabili come drawbar nei suoni d’organo

Alla caccia di suoni d’organo fra gli arranger

Le ammiraglie sono solitamente (ma non tutte) dotate dei nove slider fisici che sono sempre il modo migliore e più comodo per controllare le armoniche dei suoni d’organo Hammond. Alcuni arranger dotati di schermo touch-screen permettono di regolare gli incrementi dei singoli drawbar sulla superficie tattile del display. Infine, gli arranger governati da pulsanti fisici hanno pulsanti up/down per aumentare o diminuire gli incrementi 0-8.

Vediamo ora quali modelli arranger a listino sono dotati di drawbar: nella tabella che segue, sono ordinati in base al prezzo decrescente e raggruppati fra loro secondo modelli omogenei. I modelli che non hanno alcun controllo dei drawbar non sono qui menzionati, anche se provvisti di una valida sezione di suoni d’organo preset.

Arranger a listino con drawbar

Conclusione

Vi lascio con due filmati in sequenza. Dapprima vediamo un breve ma interessante filmato in cui emerge la bravura di Martin Harris nel suonare gli Organ Flutes di Yamaha Genos. E poi, a seguire, Tony White di Bonners Music illustra brevemente le caratteristiche dei suoni d’organo su Korg Pa4X.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

16 gennaio 2019 at 20:00