Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

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Dieci anni del blog Tastiere Arranger

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Dieci anni passati in un soffio. Non lo nascondo: avevo pubblicato il primo articolo il 10 ottobre 2009 senza grandi attese. In breve tempo, mi sono trovato al centro di un ciclone di attenzioni che non avrei saputo immaginare. All’inizio pensavo di scrivere (per me e per 25 lettori al massimo) gli articoli che avrei voluto leggere sulle riviste specializzate sugli strumenti musicali in tema di tastiere arranger. A quei tempi, spendevo infatti ore a leggere e studiare gli articoli di Luca Pilla e Riccardo Gerbi e, caso del destino, con il tempo mi sono ritrovato a scrivere con loro e per loro sul portale di SM Strumenti Musicali.

In questi dieci anni, in questo blog abbiamo documentato l’evoluzione Yamaha della serie Tyros e PSR fino alla nascita di Genos e PSR-SX. Vi abbiamo raccontato di almeno tre generazioni di arranger Korg della serie Pa. Abbiamo riportato la creatività italiana di Ketron con Audya e la successiva generazione SD nata dal capostipite MidJPro. Abbiamo ritrovato i vecchi progettisti di arranger contribuire a far crescere il marchio Casio con la serie CT-X. Abbiamo assistito alla scomparsa dalla scena degli arranger di Technics, Generalmusic e al declino di Roland (seppur ravvivato da una splendida sequenza di modelli finali della serie BK). Abbiamo rilevato i tentativi di dire qualcosa di nuovo con gli arranger virtuali XMURE di Dexibell e il recente modulo francese di Cavagnolo e di mille altre storie produttive.

E, soprattutto, qui sul sito delle Tastiere Arranger, abbiamo cercato di scavare a fondo nel mondo delle tastiere con accompagnamenti raccontandovi le storie dei protagonisti degli arranger in Italia e nel mondo: Sandro Fontanella, Marcello Colò, Danilo Donzella, Mauro Di Ruscio, Michele Mucciacito, Raffaele Mirabella, Max Tempia, Luigi Bruti, Roberto Gaetani, Marco Di Paolo, Giorgio Marinangeli, Martin Harris, Jerry Kovarski, Jürgen Schmitz, Francesco Castagna, Luca Serenelli ed Enrico Monaci.

Questo blog appartiene ai suoi lettori (1 milione e 460.000 clic alla data odierna, una media di 581 visite al giorno): quante volte ho scritto a seguito di stimoli, domande, messaggi e critiche da parte di chi è solito frequentare questo spazio web. E, ogni tanto, quando rallentavo la produzione di articoli nuovi, quante volte ho dovuto riprendere a scrivere con sollecitudine sotto il fuoco incrociato di amici che mi chiedevano dove fossi finito.

Tutte le realtà umane hanno un inizio e una fine. Gli arranger sono apparsi sul mercato con le prime tastierine Casio alla fine degli anni Settanta, hanno vissuto la loro età dell’oro con Roland, Yamaha e Korg, sono diventati un classsico delle sale da ballo con Solton e Ketron e oggi rappresentano un segmento maturo di strumenti musicali sotto l’assedio di sintetizzatori, pianoforti digitali, cloni, software e strumenti virtuali. Indubbiamente, gli arranger hanno rappresentato lo strumento acceleratore di creatività per musicisti che (comunque) sapevano suonare con le proprie mani. E oggi questi musicisti autentici non vogliono ancora arrendersi, neppure davanti al dilagare dei finti musicisti e dei DJ Set.

Con un arranger che costa un migliaio di euro o poco più, oggi ci si può esibire dal vivo in contesti professionali con un repertorio vasto i cui limiti sono posti solo dalle proprie capacità. Con un arranger worstation, si può entrare in studio di registrazione e produrre un risultato professionale (clip audio, jingle, colonne sonore…). Si possono costruire demo completi ed espressivi delle proprie composizioni musicali. È possibile esercitarsi a fondo per imparare a suonare con serietà, con l’ausilio di strumenti che non annoiano mai. Si possono trascorrere notti e giornate intere suonando senza fine con l’accompagnamento di una band virtuale che non si stanca mai, non perde un battito di tempo ed è sempre pronta a suonare alla semplice pressione del tasto Start.

Non possiamo conoscere il futuro: dove saranno gli arranger fra dieci anni? Qualcuno li dava spacciati già dieci anni fa. È probabile che, fino a quando ci sarà un ragazzo o una ragazza che vorrà divertirsi suonando davvero, ci sarà un pulsante Intro e un Main da avviare.

Grazie a tutti voi lettori di questo blog. Ad uno ad uno. Un abbraccio, con affetto e gratitudine.

Ora però, è tardi, scusatemi ma devo premere il tasto Ending.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

14 ottobre 2019 at 06:00

Come ottenere (a buon prezzo) tasti semi-pesati al posto di quelli leggeri

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Non posso trattenermi oltre dal condividere con voi, qui sul blog delle Tastiere Arranger, l’opportunità che mi è stata segnalata da un amico di lunga data, Antony Spatola, vecchia conoscenza nella grande comunità degli appassionati di tastiere digitali.

Non ho sperimentato nulla di persona: vi passo la notizia così come è e come l’ho capita; un po’ come avevo fatto nel 2012 quando avevo pubblicato un articolo sulla sostituzione del floppy drive con un lettore di unità di memorie flash USB (NDA: per la cronaca, quell’articolo continua ad apparire nelle statistiche di WordPress fra i dieci articoli più letti e popolari nei dieci anni di vita di questo blog). Quell’articolo aveva contribuito ad amplificare la conoscenza della tecnica che ha ridato vita a tastiere digitali che sembravano essere destinate ad accelerare la propria obsolescenza a causa dell’unità floppy-disk.

Stavolta invece – Udite! Udite! – diamo spazio alla possibilità di dotare di tasti semi-pesati le tastiere leggere dei vostri strumenti. Vi siete comprati un arranger e ora il peso dei tasti vi sembra troppo scarso? Bene, ecco la soluzione a basso costo che vi permetterà di avere la stessa sensazione di suonare i tasti semi-pesati di arranger che solitamente costano più di 2.000 Euro.

Lo scorso anno, quando vi avevo descritto come orientarsi fra i diversi modelli di tastiera in base al peso e alla dinamica dei tasti, si era parlato di come i costruttori sono soliti aumentare la massa dei tasti leggeri ponendo una barretta metallica sotto il tasto per ottenere così i tasti semi-pesati di serie sullo strumento. Bene, è tecnicamente possibile fare lo stesso anche sulle tastiere in vostro possesso.

Tasti leggeri negli arranger

È facile? Beh, se avete dimestichezza nella manutenzione di strumenti digitali (il vostro PC ad esempio) e non vi spaventate davanti all’uso del cacciavite, potrebbe essere una soluzione alla vostra portata, anche perché il costo si aggira intorno ai 10-20 euro. Altrimenti dovrete chiedere aiuto ad un tecnico e considerare i costi addizionali di manodopera.

AVVERTENZA!
Ci sono controindicazioni? A dire il vero, al di là dei rischi di danneggiare lo strumento se la manovra non viene eseguita a regola d’arte, la grande controindicazione è quella che, a seguito di questa operazione, di certo il vostro strumento non avrà più copertura del produttore nel periodo di garanzia.  Sta a ciascuno di voi decidere se il gioco vale la candela.

Il segreto sta nel procurarsi 61 barrette di contrappesi adesivi da 5 grammi ciascuno: quelle che si usano per l’equilibratura di pneumatici delle auto. I materiali sono fatti in lega di piombo o in ferro zincato e si trovano nei negozi che vendono prodotti per cerchioni e pneumatici. Qualcuno inserisce barrette da 10 grammi ma, data l’assenza di un meccanismo a molla apposito, questo peso potrebbe risultare eccessivo su tastiere nate per essere leggere: del resto i 5 grammi dovrebbero essere sufficienti. Il costo totale nei negozi normalmente oscilla fra i 10 e 20 Euro, IVA compresa.

Barretta di contrappesi adesivi di bilanciamento

Nel filmato video che segue più sotto, Bojan Bojovic di Dynamix Audio, azienda che dalla Serbia distribuisce suoni & stili per tastiere arranger, vi dimostra visivamente come eseguire la procedura sugli arranger Yamaha (PSR-S975, PSR-S775, PSR-S970 e PSR-S770). Va da sé che la stessa procedura può essere eseguita su altri modelli di arranger di qualsiasi marca, con le dovute distinzioni causate dalla diversa modalità costruttiva all’interno dello strumento.

Dymamix Audio dimostra come trasformare tasti leggeri di una Yamaha PSR in tasti semi-pesati
  1. Posate lo strumento capovolto su due cuscini sopra un tavolo.
  2. Rimuovete tutte le viti in sequenza: prima quelle che bloccano la scocca inferiore e poi quelle principali che bloccano il corpo dello strumento. Mettete da parte le viti tenendo nota dei diversi tipi e da dove le avete tolte.
  3. Aprite lo strumento: scollegate il cavo che collega la scheda che comanda la tastiera.
  4. Rimuovete la vite che blocca la tastiera alla scocca superiore: potete ora rimuovere la tastiera e posatela a parte provvisoriamente.
  5. Ricompattate lo strumento e spostatelo.
  6. Togliete i cuscini e posizionate la tastiera rovesciata sul tavolo.
  7. Con lenta sicurezza, agite sui clip che bloccano le strisce di gomma sopra i contatti.
  8. È il momento ideale per pulire i contatti (con il tempo questi contatti si sporcano e rendono difettoso l’uso delle singole note).
  9. Rimuovete le viti che bloccano la scheda di controllo della tastiera e togliete tutto il blocco.
  10. Ora potete girare la tastiera e rimuovere tutte le viti che bloccano i singoli tasti.
  11. È il momento di togliere i tasti neri e quelli bianchi. Avendo la parte con le viti verso di voi, i tasti neri vanno rimossi da destra verso sinistra e quelli bianchi da sinistra verso destra.
  12. Ponete una barretta di cinque grammi nel corpo di ogni tasto.
  13. Ripetete tutte le operazioni a ritroso per rimontare lo strumento.
  14. Prima della chiusura definitiva, eseguite una prova tasto per tasto, al fine di essere sicuri del buon montaggio dei contrappesi.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

13 Mag 2019 at 06:00

Il rapporto 2018 del blog

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Ieri, ultimo giorno dell’anno, abbiamo fatto insieme il punto sul comparto arranger del 2018. E oggi cominciamo l’anno nuovo tirando le somme sulle evoluzioni di questo blog negli ultimi 12 mesi.

Suonatore di Yamaha DGX-650B in via Roma a Torino

Realizzazioni del 2018

Letture Quest’anno 2018, il blog Tastiere Arranger ha registrato oltre 183.000 clic a fronte di 67.000 visitatori unici. Negli ultimi mesi dell’anno le letture giornaliere si sono stabilizzate su una media di 562.

Format Nel mese di marzo, ho migliorato il formato del blog, registrato il dominio tastierearranger.com e – per facilitare la vostra lettura – rimosso gli inserti pubblicitari che l’hosting di WordPress infilava in mezzo al testo.

Articoli In tutto l’anno, ho pubblicato 59 articoli: qui sotto ho selezionato per voi i titoli che hanno suscitato il maggiore numero di clic. Nel caso vi siate persi qualcosa, questa potrebbe essere l’occasione buona per recuperarne la lettura.

Suonatore di Roland GO-Keys in Oxford Street a Londra

Collaborazione con SM Strumenti Musicali

E ancora, sempre in questo lungo 2018, ho aumentato la mia produzione letteraria per la testata web guidata da Luca Pilla; sotto la supervisione di Riccardo Gerbi, caporedattore area tastiere, ho pubblicato diversi articoli su argomenti fondamentali per gli appassionati di arranger. Ovviamente ve ne consiglio caldamente la lettura:

Buon anno nuovo!

Mi sembra che ci sia stato abbastanza materiale quest’anno per la vostra lettura. Voi che dite? Spero di essere riuscito a stuzzicare il vostro interesse sulla materia tastiere arranger e di aver conquistato l’attenzione da parte di qualche nuovo collega tastierista. Ora non ci resta che passare all’azione e suonare, suonare, suonare, suonare.

Nel ringraziare tutti i lettori per l’attenzione prestata, vi auguro di trascorrere un buon anno nuovo, nella speranza che possiate dedicarvi alla musica dei vostri sogni e, sopratutto, possiate sperimentare una vita autentica, degna di essere vissuta. Dio ci benedica tutti.

Alla prossima!

Suonatore di arranger Ketron SD5

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

1 gennaio 2019 at 07:00

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Tastiere arranger: buona lettura

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Tastiere Arranger è il blog nato dalla voglia di sperimentare e raccontare, dalla voglia di condividere informazioni, tutorial, storie, interviste, confronti, notizie e tutte quelle occasioni che ogni giorno catturano la curiosità degli appassionati suonatori di tastiere arranger.

Oltre ai 522 articoli pubblicati dal 2009 ad oggi (10 febbraio 2018), vi segnalo il particolare di alcune pagine addizionali:

Per la cronaca, tutti gli articoli nascono sulla piattaforma di WordPress, sono replicati a specchio su Tumblr, e sono poi diffusi nei classici social network come Facebook e Twitter.

Buona lettura!

Casio MZ-X500

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

10 febbraio 2018 at 14:06

Un milione di volte clic

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Oggi, 23 maggio 2017, il blog delle tastiere arranger https://tastiere.wordpress.com ha raggiunto e superato il traguardo di un milione di letture, un dato confermato ufficialmente da WordPress.

Dall’ottobre 2009 ad oggi ho pubblicato qui 487 articoli che, nel corso di questi anni, hanno collezionato ogni volta un briciolo della vostra attenzione fino a raggiungere la quota di un milione di clic a fronte di oltre 303.000 visitatori unici.

Lasciate che, per un attimo (solo per un attimo), possa voltarmi indietro e ricordare con voi alcuni fra i momenti più significativi della mia storia di blogger:

Un milione di clic potrebbe non significare molto per una grande testata editoriale del web. Ma per un libero pensatore, armato solo della propria passione, è un numero straordinario. Non mi stancherò mai di esprimere la mia gratitudine per voi lettori, abituali ed occasionali, per il tempo che avete dedicato ai miei scritti in materia di tastiera arranger.

Ancora una volta un abbraccio a ciascuno di voi e un augurio di poter suonare sempre la vostra musica, dappertutto!
Renato

Schroeder suona il pianoforte (Peanuts, disegno di Charles M. Schulz)

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

23 Mag 2017 at 17:00

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Jerry Kovarsky: tastiere for dummies

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Tastiere for Dummies - Edizioni Hoepli

Tastiere for Dummies – Edizioni Hoepli

Oggi vi parlo di un libro. Sì, stavolta vi consiglio di dedicarvi alla lettura. Da un paio d’anni è disponibile sul mercato il libro che (ora la sparo grossa!) avrei voluto essere capace di scrivere io.

Voi sapete che io scrivo questo blog solo per passione e non sono nessuno nel mondo delle tastiere, quindi state tranquilli: se non ho ancora pubblicato un libro, non vi siete persi niente. Ma Jerry Kovarsky è davvero qualcuno e il suo libro è un qualcosa che nessun lettore di questo blog dovrebbe perdersi. Specialmente se avete l’onestà di ammettere che vi mancano ancora conoscenze sufficienti per padroneggiare il mondo delle tastiere digitali e siete desiderosi di saperne di più.

Abbiamo già parlato di Jerry Kovarsky in questo blog: ad esempio, nell’intervista che Max Tempia ha rilasciato per i lettori di questo blog lo scorso anno (NDA: se non l’avete ancora letta, vi consiglio farlo ora, almeno nella prima parte; poi tornate qui, che continuiamo il nostro discorso). Bene, in quell’intervista Max ci ha raccontato di Jerry  Kovarsky, membro del leggendario Voicing Team di Korg e che ha guidato i grandi progetti delle storiche workstation Korg insieme a Michele Paciulli e altri musicisti. Dopo aver abbandonato Korg, Jerry ha avviato una collaborazione con Casio sempre nell’ambito delle tastiere digitali. Non solo, Jerry è riuscito a stupire tutti anche nel mondo dell’editoria musicale specializzata: il Nostro scrive dannatamente bene e i suoi numerosi e vivaci articoli sono pubblicati da diversi anni sulla rivista americana Keyboard Magazine: quei testi sono oro che cola per quanti suonano tastiere ai giorni nostri. I più fedeli lettori di questo blog ricorderanno l’illuminante articolo di Jerry che mi sono permesso di tradurre in italiano nel febbraio 2016: Arranger calunniati ed incompresi.

Torniamo al libro. Dicevamo, se siete assetati di informazioni su come suonare le tastiere, non potevate chiedere di più di questo: che Jerry Kovarsky mettesse nero su bianco la sintesi della sua ultra decennale esperienza e conoscenza e che lo facesse utilizzando un linguaggio semplice, alla portata di tutti, come è nella tradizione della collana for dummies.

Cari amici, cari fedeli lettori di tastiere.wordpress: questo libro vi spiega tutto quello che vi serve sapere: perché i tasti pesati o waterfall, a cosa serve l’aftertouch, e come sono fatti i suoni campionati e ancora: fondamenti della musica, effetti e ritmi di accompagnamento, MIDI, audio, editing dei suoni… Udite! Udite! Ci sono ben due capitoli dedicati agli arranger (agli arranger!) e agli stili di accompagnamento: già da soli questi due testi valgono l’acquisto di tutto il libro.

Tastiere for dummies non può annoiarvi, visto che può essere letto in pillole, solo quando serve per capire certuni argomenti. Un po’ come un manuale di facile consultazione da leggere alla bisogna. Va da sé che la lettura sistematica dall’inizio alla fine potrebbe solo giovarvi, dandovi la possibilità di ottenere una panoramica ragionata e completa su tutta la conoscenza di base necessaria per orientarvi nell’ampio universo della musica suonata e prodotta con tastiere digitali.

Il prezzo di copertina è di 15 Euro circa, ma se siete clienti Kindle potete scaricarlo in versione digitale a soli 10,99 Euro. In ogni caso, sono cifre abbordabili e il piccolo investimento non è nulla a confronto del valore che otterrete da questa lettura.

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In questo filmato che segue, Jerry si diletta con un suono di pianoforte accompagnato dai ritmi di accompagnamento (Casio Privia PX-5S).

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

11 febbraio 2017 at 06:00

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Suonare, suonare, suonare

Suonare, suonare, suonare

Chi frequenta abitualmente questo blog sa che raramente ritorno e modifico articoli già pubblicati in passato. Su un argomento già trattato, preferisco scrivere un articolo nuovo. Di norma è sempre così, poi ci sono le eccezioni. Ad esempio vi segnalo le pagine che trovate sulla destra della home page sotto il titoletto Informazioni. Vi consiglio di visitarle di tanto in tanto , almeno per verificare gli aggiornamenti periodici di questi tre articoli di cui ora vi faccio cenno, in quanto possono rappresentare un breviario informativo aggiornato sugli arranger.

Il primo è l’Indice di questo blog che potete utilizzare per consultare un elenco sintetico di tutti gli articoli pubblicati su https://tastiere.wordpress.com.

Il secondo è la Rassegna del mondo arranger dove troverete uno specchietto sommario che riporta gli arranger lanciati sul mercato globale in questimi ultimi cinque anni, in ordine cronologico inverso di apparizione.

E, per finire, non dimenticate di fare clic su I prezzi degli arranger dove è pubblicata una sintetica guida all’acquisto. I prezzi sono puramente indicativi: e di certo potrete trovare negozi pronti ad applicarvi importi diversi (inferiori o superiore). Ma così, almeno avete un’idea di base per l’orientamento. Recentemente ho aggiunto la colonna dell’anno di lancio di ciascun modello, giusto per far capire quali modelli sono da più tempo a listino.

E ora vi lascio con Barry Gonen, la sua voce e la sua Yamaha Tyros 4, alle prese con la reinterpretazione di Moondance (brano scritto e pubblicato da Van Morrison nel febbraio 1970, soltanto 45 anni fa).

A presto!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

25 febbraio 2015 at 20:00

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