Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

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MusikMesse 2018: le conclusioni

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L’edizione 2018 del MusikMesse potrebbe passare alla storia come quella in cui il calo di visitatori ha accentuato una curva discendente che, ad onor del vero, si trascinava da tempo (secondo gli organizzatori, i visitatori sono stati il 10% in meno dello scorso anno). E’ un fenomeno endemico e non è un caso: in tutto il mondo, le fiere tradizionali hanno difficoltà ad attrarre le grandi folle, sin da quando i clienti e il mercato hanno avuto la possibilità di aggiornarsi quotidianamente tramite Internet. E questo vale non solo per gli strumenti musicali, ma per qualsiasi categoria merceologica.

Veniamo ora al nostro argomento preferito: gli arranger. E scorriamo velocemente insieme le novità dei presenti e commentiamo anche gli assenti.

I presenti

  • Come da tradizione, lo stand Yamaha ha annichilito la concorrenza in quanto a numero e varietà di strumenti esposti. Per quanto ci concerne, non abbiamo registrato novità arranger. La casa giapponese ha però avuto il modo di presentare, per la prima volta in una fiera europea, i modelli di arranger annunciati nel 2017: PSR-S975, PSR-S775, PSR-EW401, PSR-E463 e Genos. Per quest’ultima, non è mancato l’annuncio di una nuova versione software 1.30, particolarmente interessante. Merita una memoria a parte l’esibizione dal vivo del polistrumentista Jacob Collier.
  • Anche nello stand Korg non abbiamo assistito al lancio di nuovi modelli arranger. I clienti hanno potuto però apprezzare l’annuncio di aggiornamenti software per modelli che sono sul mercato da parecchi anni.
  • In termini di novità di prodotto, anche quest’anno la parte del leone l’ha fatta Ketron presentando in fiera i primi due discendenti di SD9: trattasi di SD60 (61 tasti e amplificatori di bordo) e SD90 (modulo arranger). Da ricordare l’esibizione travolgente di progressive rock da parte di un bravo Marcello Colò.
  • Lo stand Casio ha ospitato la presentazione europea della nuova serie di tastiere economiche CT-X. E il loro spazio è stato il teatro di una convincente performance dal vivo di Cory Henry.
  • Anche nello stand Orla, non ci sono novità arranger: è stato riproposto il pianoforte codino Grand 500 con sezione arranger.

Gli assenti

  • L’assenza che è stata notata di più in fiera è quella di Roland. Ma non è la prima volta che succede.
  • Anche Dexibell quest’anno non ha avuto uno stand tutto suo: è stato un peccato per i visitatori del MusikMesse; sono convinto che molti avrebbero avuto piacere di poter provare di persona i due nuovi prodotti (VIVO S9 e VIVO SX7) presentati al Winter NAMM di gennaio.
  • Anche i due produttori tedeschi (Wersi e Deebach) non si sono presentati con un proprio stand a Francoforte.

Dulcis in fundo

Il mercato muta per sua natura: non è mai fermo. E così il mondo delle tastiere arranger è ancora in evoluzione. Nuove sfide del futuro ci attendono e il MusikMesse 2018 è stata testimone di un momento di transito e di passaggio che dura da qualche anno. I contorni del futuro sono ancora incerti, ma qualcosa si intravede. In questo blog cercheremo di raccontarvi la storia di questa ricerca e vi aggiorneremo sui prossimi sviluppi, nell’ambito delle nostre possibilità e contanto sulla fiducia accordata da voi lettori di Tastiere Arranger.

Fate clic, godetevi questo filmato riassuntivo del MusikMesse 2018 e poi finalmente… relax!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

16 aprile 2018 at 05:00

MusikMesse 2018: Ketron alza il sipario su SD60 e SD90

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La fiera di Francoforte apre i cancelli oggi e noi ci avviamo, come da tradizione pluriennale del blog Tastiere Arranger, a visitarla insieme “virtualmente”. Il primo stand che attira la nostra attenzione è quello di Ketron: anche quest’anno la Casa di Ancona si è presentata al MusikMesse con un paio di interessanti novità: a distanza di un anno, sono infatti arrivati i fratelli di SD9. Il top di gamma Ketron è ora affiancato da altri due modelli che, pur avendo lo stesso contenuto “sotto il cofano”, si distinguono in modo sostanziale per la veste esterna.

Chi di voi si aspettava di vedere prima poi l’arranger Ketron SD9 in versione modulo, troverà pane per i propri denti con SD90. E chi di voi era alla ricerca di SD9 in versione portatile con 61 tasti e amplificatori di bordo, potrà considerare ora il nuovo modello SD60. Insomma, tutti accontentati.

Ketron SD60, 61 tasti con amplificatori di bordo

Ketron SD60 in fiera (foto di Marcello Colò)

Tutto quello che abbiamo visto di buono in SD9 è ora qui disponibile su SD60 con le seguenti varianti:

  • SD60 ha 61 tasti semi-pesati e non 76.
  • La polifonia è sempre di 128 note e il modulo timbrico è confermato a 64 parti.
  • SD60 monta lo stesso schermo LCD a colori TFT 7” di SD9.
  • Coincidono fra i due modelli anche la libreria interna di suoni, Drum Set, Live Drum, Audio Drum, Live Guitar e Grooves. Non muta la sezione arranger da 400 styles, con relativi inserti audio e controlli vari. E tutto resta uguale per molte altre caratteristiche: Style Edit, Live Modeling, Launchpad, Double Player, Audio Multitrack Player, DJ, Juke Box, Pic& Movie, uscita video DVI, supporto memorie SSD, USB, possibilità di utilizzare dischi rimuovibili HD_ SATA, eccetera.
  • Cambia l’alimentatore esterno che passa da 9V a 15V, un voltaggio superiore e necessario per erogare il potenziale elettrico richiesto dagli amplificatori di bordo.
  • Dicevamo degli amplificatori: la potenza è di 2 x 20 Watt (due coni per le frequenze medie e due tweeter). È disponibile altresì la possibilità di abilitare/disabilitare tali amplificatori.
  • Inevitabilmente il peso aumenta e raggiunge i 19 KG. Erano 16 KG su SD9.
  • Nonostante l’assenza di un’ottava rispetto SD9, le dimensioni sono sostanzialmente le stesse (anzi 2cm di lunghezza in più), a causa della presenza di una sponda laterale su cui è presente il joystick. In pratica: 110,5 x 13,5 x 40 cm.

Ketron SD90, modulo arranger

Ketron SD90 in fiera (foto di Riccardo Gerbi)

Con SD90, Ketron intende mantenere la propria leadership nell’ambito dei moduli arranger professionali: una nicchia di mercato che da diversi anni è totalmente dominata a livello mondiale dalla Casa di Ancona. Per quanto riguarda le caratteristiche, potremmo ripeterci ancora una volta, data la condivisione di quasi tutte le specifiche tecniche di SD9. Limitiamoci a commentare alcuni aspetti:

  • Nonostante sia in formato rack, è presente uno schermo ed è lo stesso LCD a colori TFT 7” con sensibilità al tocco di SD9 e SD60.
  • Per le unità di memoria, non vi è la possibilità di collegare un disco esterno SATA, ma piuttosto esiste uno slot compatibile con le schede SD.
  • L’alimentatore esterno è lo stesso di SD9 a 9V-4A.
  • Le dimensioni sono ovviamente super compatte: 112 x 25,5 x 41 cm
  • Sebbene le dimensioni siano più ridotte, sono stati mantenuti tutti gli ingressi e le connessioni presenti su SD9.
  • Il peso è di 4 Kg soltanto.

Conclusione

Ketron non ha ancora comunicato né i prezzi né la data di disponibilità dei nuovi modelli nei negozi. Attendiamo fiduciosi.

Colgo l’occasione per segnalarvi la dimostrazione di Ketron SD9 eseguita da Marcello Colò e pubblicata da Riccardo Gerbi di SM Strumenti Musicali, nuovo canale di AudioFader. Consiglio di apprezzare l’integrazione audio, MIDI e l’uragano di diversi suoni e di parti suonati in tempo reale da parte di Marcello. Meraviglia pura: ecco il collegamento al filmato video.

 

Ritornate qui presto, vi racconterò degli altri stand presenti in fiera a Francoforte con altre novità e conferme del comparto arranger.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

11 aprile 2018 at 11:26

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Cronologia degli arranger Ketron

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La storia di Ketron è cominciata nel 1981 come consociata della società tedesca Solton e con la produzione discreta di un certo numero di modelli, in cui è stato offerto il tentativo di sperimentare i primi accompagnamenti automatici. Ma è solo nel 1992, con la progettazione e distribuzione della serie MS, che la casa di Ancona è riuscita a far evolvere il proprio concetto di arranger professionale e raggiungendo la maturità. La serie MS è stata un grande successo su larga scala e ha permesso a questa azienda di farsi conoscere in molti paesi nel mondo. Successivamente Ketron ha consolidato le proprie posizioni con le serie X, XD e SD. Merita una menzione a parte il modulo MidJay che ha fatto centro sul mercato dal 2004 e per molti altri anni a seguire. Una successiva rivoluzione è avvenuta nel 2008 grazie all’innovativa serie Audya, che ha spostato in alto l’asticella degli strumenti digitali che, dal vivo, permettono al musicista di dominare la scena nel volume e nel ritmo: per la prima volta nel comparto degli arranger, Ketron aveva introdotto massicciamente tracce audio nelle parti di chitarra e nelle percussioni degli stili di accompagnamento, elevando in modo sorprendente il tasso di realismo.

La sezione arranger di marca Ketron è celebre per la rinomata “pacca” grazie alla quale è un gioco da ragazzi riempire la pista e mantenere acceso l’entusiasmo in sala per tutta la durata dell’esibizione. La particolare lunghezza e ricchezza dei pattern degli stili permette ai musicisti di evitare il rischio di apparire ripetitivi suonando l’arranger.

In questi pochi concetti si racchiude la missione di Ketron: produrre strumenti con suoni mozzafiato e talmente credibili da creare Leggi il seguito di questo post »

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

21 febbraio 2018 at 21:34

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Ajamsonic: nuovi stili per Ketron SD7, SD9, SD50, SD80 e MidJPro

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Il distributore USA dei prodotti Ketron ha provveduto recentemente a pubblicare una nutrita serie di stili di accompagnamento, come aveva fatto già in passato per la serie Ketron Audya. Sul sito Internet di questa azienda, sono infatti disponibili in vendita, da alcune settimane, nuovi pacchetti di stili musicali utili per espandere il repertorio di serie degli arranger: SD7, SD9, SD40, SD80 e MidJPro.

In occasione del periodo natalizio, queste nuove risorse sono state messe in vendita in due pacchetti:

  • Gold Pack 1: 40 stili, 28 audio drum, 5o nuovi timbri.
  • Gold Pack 2: 50 stili, 30 audio drum, 6o nuovi timbri.

In entrambi i casi il prezzo è di 199 dollari USA (circa 168 Euro) nella versione per SD7 e SD40, 299 dollari (circa 252 Euro) nella versione per SD9 e 109 dollari (92 Euro) per MidJPro. Costa di meno per quest’ultimo, perché mancante dei nuovi timbri.

Potete ascoltare le dimostrazioni di tutti gli stili nella pagina web: http://www.ajamsonic.com/styles.html. E non dimenticate che AjamSonic offre altri prodotti come: manuali di istruzione sugli strumenti Ketron (filmati DVD) e lo sviluppo di stili su misura.

Godiamoci ora la dimostrazione!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

23 dicembre 2017 at 19:25

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Raffica di aggiornamenti software in casa Ketron

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Ketron, arranger workstation Made in Italy

Con l’arrivo dell’autunno, Ketron ha inondato di aggiornamenti software i propri clienti a favore di diversi modelli di arranger: SD9 ha ottenuto un nuovo sistema operativo che apporta una ricca serie di importanti perfezionamenti; SD40 ha ricevuto ben due aggiornamenti da applicare in stretta sequenza; e, infine, la famiglia di prodotti Audya si arricchisce di funzioni di diagnosi e della possibilità di sbloccare le protezioni di copia nel caso di sostituzione dell’Hard Disk.

SD9: abbondanza di miglioramenti

Battezzata con la numerazione di 1.02, questa rivisitazione del software consente di andare a correggere 18 guasti software che sono stati rilevati nei primi mesi di vita del prodotto nel mondo reale. L’intervento correttivo è un buon segno a prescindere, per tutti i clienti che hanno scelto questo prodotto del marchio anconetano o per tutti i clienti che, in prospettiva, stanno valutando questo acquisto. I guasti riparati riguardano condizioni d’uso particolari o esecuzioni di operazioni in specifiche sequenze e ora SD9 si presenta con una maggiore robustezza operativa e un’affidabilità superiore.

Ma non è tutto qua. Il sistema operativo 1.02 introduce una schiera importante di perfezionamenti e che andiamo ad elencare in dettaglio grazie al contributo di Marcello Colò di Ketron:

  • Come se non bastasse la qualità notevole dello strumento, con il software 1.02 il suono globale di SD9 incrementa ancor di più la botta d’impatto grazie all’equalizzazione Flat che, all’interno della funzione Enhancer, concede allo strumento un sensibile aumento delle frequenze medio–basse.
  • Udite! Udite! Anche Ketron introduce la funzione Half Bar: se il tasto viene premuto entro i primi due movimenti, quando si arriva a metà misura, il tempo riparte del primo quarto. In questo modo, finalmente, si potranno gestire le c.d. mezze misure a favore della creatività e, soprattutto, al rispetto rigoroso della partitura.
  • Ketron ha aggiunto la possibilità di scegliere la successiva variazione 1 oppure 2 durante l’esecuzione di un Fill-In di uno style.
  • Al fine di migliorare la visibilità, il numero dei caratteri del nome dello style attivo (e visualizzato in alto a sinistra sullo schermo) è stato portato a 24: in base alla lunghezza della stringa, il sistema diminuisce o aumenta le dimensioni del font.
  • La flessibilità di utilizzo cresce: il Lock Tempo non è più automatico.
  • Con l’intento di accontentare quei clienti che avevano chiesto un immediato adeguamento del basso automatico, la latenza è stata migliorata e ora è possibile cambiare velocemente gli accordi in modalità Bass Lowest. Il miglioramento è percepibile in tempo reale.
  • Incrementata la velocità di buffering dello streaming audio su Live Drum e Launch Pad. Quest’ultimo in particolare è ora in grado di gestire fino a tre file wave contemporanei calcolando in tempo reale Pitch e Time Stretching.
  • È stato introdotto un nuovo controllo della compressione della dinamica negli style con Drumset e Audio Drum: si chiama MIDI Compress.
  • Launch Pad si arricchisce di Auto-Fill e della possibilità di memorizzazione nelle Registration.
  • In modalità USB, SD9 come se fosse composta da due generatori sonori: lasciando il collegamento USB intatto e commutando da SD9, si possono gestire le due sorgenti sonore in modo indipendente.
  • La gestione delle Registration è stata estesa di numerose piccole-grandi migliorie: salvataggio completo per le famiglie Voice, memorizzazione dell’Intro dello style, degli slider Right e 2nd Voice e altro ancora.

Vi pare poco?

 

SD40: due aggiornamenti da applicare in sequenza

Per quanto concerne il modulo SD40, Ketron ha pubblicato due aggiornamenti software a distanza di pochi giorni, tra il 28 settembre e il 12 ottobre. La più recente versione software Styles SD40 va applicata immediatamente dopo aver installato la versione 1.0.2. È importante applicare entrambi gli aggiornamenti per avere una macchina stabile. Per l’elenco delle funzioni aggiornate e migliorate, vi rimando all’elenco pubblicato da Ketron.

 

Lunga vita ai modelli Audya: versione 5.4C

Anche per i classici modelli Audya, l’azienda di Ancona ha riservato novità: l’ultimo rilascio è uscito il 4 ottobre e include nuove routine di test interno, sia hardware sia software. Queste funzioni di diagnosi sono utili per il miglioramento dei prodotti, permettendo uno scambio di informazioni tecniche accurate fra azienda e centri di assistenza, a beneficio esclusivo degli utenti finali che possono così ottenere rapide risposte alle possibili difficoltà tecniche che possono sorgere nelle situazioni di utilizzo più impensate.

L’aggiornamento software include anche una nuova caratteristica: trattasi della funzione utente HD UNLOCK. Si trova nell’ambiente DISK UTILITY e va riferita ai possessori di memorie USB con stili e suoni: va utilizzata nell’eventualità di sostituzioni del disco fisso e nel caso di installazione di dischi SSD. Come noto infatti, le memorie USB di Ketron sono protette dalle copie non autorizzate; e questa protezione riconosce anche dispositivi differenti (quali HD o SSD). La nuova funzione HD UNLOCK sblocca quindi tale protezione, consentendo la nuova installazione sempre sulla stessa tastiera con HD o SSD sostituito.

 

Conclusioni

In caso di problemi, potete fare riferimento in primis al servizio di assistenza Ketron oppure partecipare alla comunità web dei Supporti Ketroniani e fare conto sulla solidarietà di altri entusiasti clienti di questi arranger Made in Italy.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

14 ottobre 2017 at 11:53

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Rulli di tamburi: la stirpe di Yamaha Genos è alle porte

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Da mesi circolavano indiscrezioni. Negli ampi spazi della fiera di Francoforte, lo scorso aprile, la notizia veniva data per certa: in autunno avremmo assistito alla fine della stra-fortunata serie Tyros e, dalla sua ceneri, sarebbe sorta come un’araba fenice una nuova generazione di tastiere arranger al top di gamma.

Che cosa si potrà fare di più che non sia stato già fatto con le cinque serie di modelli Tyros? Che cosa di rivoluzionario si potrà mai immaginare in questo mercato tecnologico ormai maturo e che, nei nuovi modelli, ci stupisce solo più per i dettagli di contorno? Da quanto tempo non assistiamo al lancio di un prodotto che introduca un rinnovamento straordinario sul modo di suonare le tastiere con gli accompagnamenti? Ce lo chiediamo in tanti.

Non che il 2017 sia stato un anno avaro di novità (come purtroppo era stato il 2016). Al contrario, quest’anno non è mancato l’impegno da parte delle case produttrici di strumenti musicali. In questo blog, infatti, abbiamo registrato una serie discreta di annunci interessanti.

  • Aveva aperto le danze Ketron con la presentazione definitiva di SD9 il cui punto distintivo di innovazione era nella presenza del Launch Pad, una soluzione disegnata su misura dei musicisti interessati a moltiplicare la propria creatività dal vivo.
  • Il secondo botto è arrivato da casa Korg, dove il rinnovamento ha avuto effetti significativi su tutta la serie Pa. Per prima, l’ammiraglia Pa4X è stata rigenerata grazie ad un nuovo sistema operativo che l’ha dotata di nuove funzioni, nuovi suoni e nuovi stili e l’ha arricchita nell’usabilità a favore dei musicisti dèditi al dj-set.
  • La raffica di novità Korg non si è fermata qui: il recente lancio contemporaneo di Pa1000 e Pa700 ha dato un ulteriore tocco di vivacità all’offerta del mercato, portando il contenuto del rinnovamento dal top di gamma fino ai due modelli del segmento medio.
  • Yamaha invece ha dato un primo cenno di vitalità nei giorni scorsi scorsi con i nuovi pianoforti Clavinova CSP, dotati di sezione arranger e dove spicca il trasferimento del controllo delle funzioni dal pannello all’interfaccia video touch-screen di un tablet esterno con l’app Smart Pianist.

E ora? Ora tocca ancora a Yamaha. Il conteggio alla rovescia sul web sta catturando magicamente l’attenzione degli appassionati. Tutti i dettagli saranno svelati il due di ottobre. Intanto la casa giapponese gioca nel creare suspense con una pagina web dedicata nella quale una serie di filmati video svelerà pian piano l’aspetto della nuova ammiraglia, pur nascondendo la tastiera nei ritagli dei filmati: si chiamerà Genos, nel greco antico significava “stirpe”. Il primo video è uscito lo scorso 8 settembre, il secondo è uscito oggi 15 settembre. I prossimi sono previsti per il 22 e il 29 settembre. Poi, la settimana successiva, dovremmo sapere tutto. E allora è inutile perdersi in speculazioni: aspettiamo qualche settimana e poi potremmo tutti scriverne e parlarne con cognizione di causa.

Nel frattempo? Nel frattempo, lo sapete, ve l’ho scritto fino alla noia in questo blog: nel frattempo suoniamo con gioia la tastiera che abbiamo ora. Del resto, per fare buona musica non conta poi così tanto quale esatta tecnologia digitale abbiamo fra le mani: conta sempre di più la persona, il musicista. Siamo noi i protagonisti. Siamo noi che diamo valore. Il resto, lo dice la parola stessa, sono solo “strumenti”.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

15 settembre 2017 at 09:00

Pubblicato su Yamaha

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Arranger: touch-screen e controlli fisici

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Vi siete mai guardati bene mentre suonate la vostra tastiera arranger? Con le dita toccate tasti bianchi e neri, premete pulsanti sul pannello, muovete cursori, sfiorate le superfici dei pad, agite sul joystick, ruotate la manopola del volume e, con i piedi, schiacciate il pedale tonale o quello dell’espressione. In breve: comandate l’esecuzione strumentale e artistica tramite contatti fisici.

Tecnologia digitale in movimento

Il punto non è banale, come potrebbe sembrare. La tecnologia digitale è, per definizione, in continuo movimento: dagli anni ’80 in poi, l’industria ha ricercato e realizzato soluzioni di usabilità ispirandosi a principi innovativi di semplicità e rapidità d’uso. Tale ricerca continua ancora oggi. Non siamo ancora arrivati ad un punto fermo, anche se il touch-screen sembra essere diventata la soluzione standard de facto per un’interfaccia d’uso moderna e intuitiva.

Sembra. Ma è davvero così?

Era tutto cominciato con i dispositivi dei bancomat e degli sportelli informativi. Poi è dilagato sui dispositivi mobili, sui navigatori satellitari e sulle console portatili dei videogiochi. Successivamente è toccato a smartphone, tablet e PC. La tradizionale tastiera fisica QWERTY (o AZERTY nei paesi francofoni) sta cedendo il passo: il numero di dispositivi digitali che emulano la tastiera sul touch-screen è in crescita inesorabile.

Ma, venendo a noi, e gli strumenti musicali? Le tastiere digitali hanno veramente bisogno di uno schermo touch-screen? Vediamo insieme alcuni esempi tratti dal mercato reale.

Korg i30, nel 1998 è stato il primo arranger dotato di schermo touch-screen

Arranger con touch-screen

Grande estimatore dello schermo touch-screen è Korg. Sin da quando è stato lanciato sul mercato i30 (nel 1998), tranne un ripensamento con Pa80, questa scelta è diventata un punto fermo della casa giapponese. Schermi tattili sono montati su tutti i modelli della serie Pa: non solo sui modelli più elevati come Pa4X e Pa900, ma anche su quelli più economici come Pa600 e Pa300. Del resto, il sistema operativo di queste macchine è articolato e offre notevoli profondità di programmazione, permettendo di agire su un vasto numero di dettagli. L’elenco dei parametri configurabili è così elevato da richiedere necessariamente il ricorso a numerose pagine video: in queste condizioni non riuscirei nemmeno ad immaginarmi un arranger Korg senza uno schermo tattile.

La scelta tecnologica di passare al touch-screen è stata fatta recentemente anche da Ketron con SD7 nel 2015. E ora ha stabilito di estenderla anche a SD9. Rispetto la serie Audya, ora gli arranger del produttore di Ancona si presentano con un pannello più moderno e spoglio di pulsanti.

Non è un caso che anche il produttore “più tecnologico” di tutti, abbia introdotto lo schermo touch-screen. Mi riferisco ovviamente a Casio che, pur facendo ricordo ad una qualità costruttiva più contenuta, ha applicato la propria soluzione di schermo sensibile al tocco su MZ-X500 e MZ-X300 riprendendo il buon lavoro fatto sui pianoforti digitali della serie Privia.

Ci sono altri costruttori di strumenti musicali che hanno fatto una scelta diversa.

Arranger senza touch-screen

Chi non intende rinunciare ai controlli fisici, potrà trovare sempre più interessanti gli arranger di casa Yamaha (Tyros e PSR-S). Questi strumenti montano gli schermi a colori più attraenti sul mercato, eppure non sono touch-screen. Per agire sulle funzioni, occorre premere i pulsanti posti accanto e sotto lo schermo stesso: sulle pagine video, sono chiaramente indicati quali pulsanti premere per quali finalità. L’interattività è immediata, la semplicità d’uso è a portata di mano e, in breve tempo, è possibile diventare operativi. Quasi ad occhi chiusi.

Roland E-A7 è un arranger in cui spicca con chiarezza la scelta progettuale di portare all’estremo il numero di parametri disponibili sotto il controllo fisico a pannello, rendendo immediato l’accesso ad un numero elevato di funzionalità e senza costringere alla navigazione sui classici menu a video.  Anzi, se vogliamo dirla tutta, E-A7 dispone di due schermi minuscoli e, in questo senso, la scelta si contrappone alla brillantezza dei display presenti sugli strumenti Yamaha. Tuttavia, l’ergonomia non è stata penalizzata: al contrario, i rinomati concetti di usabilità di Roland sono ora fondati sul solo uso di pulsanti e manopole a pannello. E’ una scelta progettuale diversa e, se vogliamo, contro-corrente, ma non per questo è da sottovalutare.

Roland E-A7: un pannello affollato di pulsanti e controlli fisici

Questione di scelte

I musicisti abituati a cose semplici ed immediate, quelli alla ricerca della massima interattività e i musicisti non vedenti potrebbero essere in difficoltà con l’uso del touch-screen: per tutti costoro, la scelta dei controlli fisici a pannello continua ad essere la scelta più favorevole. Non mi stupisce, d’altra parte, che nativi digitali, patiti degli smartphone ed appassionati delle ultime tecnologie in genere, possano prediligere le tastiere digitali dotate di schermi tattili.

Ad ognuno il suo. E mi piace costatare come sia confortante poter ancora scegliere.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

15 giugno 2017 at 20:00