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Arranger, tastiere da suonare con stile

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Francia e Italia, un solo distributore Korg

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Non vi è sicuramente sfuggito l’annuncio del due marzo scorso in merito alla cessione del ramo d’azienda di Eko Music Group (le cui radici storiche risalgono al 1959) alla società francese Algam e la conseguente nascita di Algam Eko, nuova realtà italiana che eredita i contratti di concessione distributiva di numerosi marchi di strumenti musicali per il nostro Paese: per limitarci al mondo delle tastiere, parliamo di Nord, Studiologic, Alesis, Akai Professional, Roli e, guarda caso, Korg. Nelle note del comunicato, si fa cenno al fatto che la sede italiana resta negli uffici di recente costruzione a Montelupone, nelle vicinanze di Recanati (AN) e che avevo visitato in occasione dell’intervista a Raffaele Mirabella pubblicata in questo blog nel 2018 (NDA: vi consiglio di leggerla, contiene informazioni interessanti per i suonatori di Professional Arranger).

Algam Eko rimane nella sede di Montelupone

Se qualcuno di voi si stesse chiedendo se questa notizia possa avere un qualche effetto sulla distribuzione dei prodotti Korg sul mercato italiano, allora è bene tenere presente un dettaglio non trascurabile.

La società francese, con sede a Nantes, è il distributore di Korg anche in Francia. Tramite la propria vetrina commerciale (La Boite Noire du Musicien), Algam ha una penetrazione commerciale capillare in tutta la Francia fino al Maghreb, per alcune centinaia di marchi di strumenti musicali.

Ne consegue che, con questa cessione, Algam è diventato un partner privilegiato di Korg: ora controlla il mercato dei suoi prodotti in ben due importanti paesi europei.

Salvo sorprese, non dovremmo vedere grandi trasformazioni se non una accresciuta capacità di acquisto a livello internazionale e una migliore sinergia commerciale. A volte, queste situazioni possono generare una buona ricaduta sui clienti. A volte. Noi speriamo che sia proprio così.

Cogliamo l’occasione per salutare Raffaele Mirabella e tutti i suoi colleghi di Eko Music Group e per augurare loro un futuro luminoso anche dopo questa trasformazione aziendale.

Michel Deuchst di La Boite Noir presenta
il Volume 36 di stili gratuiti
per Korg Pa700, Pa1000 e Pa4X

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

6 marzo 2020 at 21:40

Korg Sound Pack Church Organ si estende da Pa4X a Pa1000 e Pa700

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Ritorniamo a parlare del Sound Pack #01 dedicato all’organo liturgico, dopo averne dato notizia ai tempi della prima pubblicazione nel 2016 quando Eko Music Group l’aveva reso disponibile come Add-On gratuito per i possessori di Korg Pa4X. Lo facciamo oggi per due ragioni essenziali: la prima è dare notizia che il pack è stato incluso nella V3 NEXT dell’arranger al top di gamma di casa Korg; la seconda è che, a brevissimo, sarà scaricabile gratuitamente anche dai possessori di arranger medi Pa1000 e Pa700. Ringrazio Raffaele Mirabella di Eko Music Group per avermi dato la possibilità di testare il pack in anteprima su Pa700 e così ho potuto studiarlo e provarlo di persona.

Korg Pa700 con Sound Pack #01 Church Organ

Caratteristiche tecniche

Il pacchetto include 60 suoni e 40 keyboard set. La dotazione è quindi ricca di contenuti e agevola numerose variazioni, laddove i suoni preset erano alquanto avari limitandosi a qualche ripieno a canne spiegate e un paio di variazione di registri di flauto. Qui invece le possibilità abbondano. La cartella ChurchOrgansPack01.set contiene 92MB di campioni PCM. Una volta caricata a sistema, l’arranger Korg visualizza i nuovi suoni nelle prime otto pagine (da P1 a P8) del banco Sound1 sotto l’area USER. I MIDI Program Change sono associati alla posizione 121 (MSB), 064 (LSB) e uno specifico numero di programma da 000 a 061 per ciascun suono (alcuni programmi sono vuoti). I keyboard set sono invece inseriti sul banco User 3.

Simulare l’organo a canne su un arranger Korg

Tutti i suoni sono sensibili alla dinamica, sebbene non sia un concetto nativo nell’organo a canne classico originale: tuttavia, tale scelta sembra rispondere ad un’esigenza espressiva a cui un tastierista digitale al giorno d’oggi fatica a rinunciare. L’organista classico dovrà però prestare attenzione: la macchina-organo della cattedrale esprime sempre lo stesso volume sonoro alla pressione del tasto, mentre la stessa cosa non succede qui su un arranger Korg: chi preferisce evitare, potrà agire sul parametro globale Velocity Curve impostando il valore Fixed per eliminare del tutto la sensibilità alla dinamica. Il tocco è per l’organista un aspetto importante: i 61 tasti leggeri di Pa700 si prestano bene ad esprimere lo staccato, mentre ho rilevato qualche difficoltà con il legato, specialmente nell’uso del pollice; presumo che lo stesso inconveniente non si verifichi sui tasti semi-pesati di Pa1000 e Pa4X. Non ho riscontrato invece complicazione alcuna ad applicare la tipica tecnica organistica di sostituzione delle dita.

I timbri a disposizione

La maggioranza dei campioni riprende i suoni espressi da canne a otto e sedici piedi. Sono presenti anche suoni basati su canne a quattro piedi per l’ottava superiore, ma – in questi casi – i timbri sono sempre combinati con altre canne riferite ad ottave inferiori. Sono rappresentati i registri di tutte le famiglie organistiche fondamentali: ad anima, ad ancia, di mutazione, oscillanti e violeggianti. Il registro più diffuso è ovviamente il Principale che è presente con sette variazioni; altre volte appare unito ad altri registri sfruttando i due oscillatori associabili ad un Multisample. Da questo dettaglio, si evince il motivo per cui il numero di campioni nel pack è superiore a quello dei Multisample: alcuni campioni sono infatti associati al secondo oscillatore, e mai da soli. I registri di flauto sono presenti in cinque variazioni oltre ad apparire in unione a campioni diversi in altri suoni. Abbondano Bordoni, Ripieni, Plenum, fondi e ance. Non mancano un paio di Harmonium e di Double II. Sono presenti invece con una sola variazione: Camoscio, Gedakt e Krummhorn per i registri ad anima; Bombard, Dulziana, Regale, Tromboncino, Trompete e Vox Humana per i registri ad ancia; Celeste e Unda Maris per gli oscillanti; Quintone e Salicionale per i violeggianti. C’è persino una voce di Subbasso, solitamente associata alla pedaliera dell’organo: e questo aspetto ci porta a menzionare la possibilità/necessità di collegare una pedaliera MIDI esterna, cosa che non ho potuto testare di persona; l’argomento richiede una ricerca ad hoc e un approfondimento e, magari, tornerò sulla materia in una prossima occasione. Il primo campione della lista è il classico Bordone 8’ ed è invitante perché, nella sua nitidezza e spazialità, mi ha rapito consentendomi di riprodurre brani meditativi di lunga memoria storica. Mentre vi segnalo la presenza del tremolo applicato a registri di Flute, Gedakt e Fondi, devo evidenziare che, in alcuni suoni, è possibile aggiungere il vibrato agendo sul Joystick. Purtroppo, al rilascio dello stesso, il vibrato si ferma. Per gli effetti, i suoni si appoggiano essenzialmente sul riverbero specifico degli organi (O-Verb) con l’aggiunta di una coloritura di Ensemble per dare profondità tridimensionale alla diffusione sonora.

I Keyboard Set

La composizione dei 40 Keyboard Set suggerisce le più appropriate sovrapposizione dei suoni. In molte occasioni, i layer sono pronti all’uso ancorché “dormienti”: è sufficiente attivare le voci Upper2 e/o Upper3 per ottenere impasti sonori di particolare effetto. Questa comodità non previene la possibilità creativa e gli organisti più capaci ed esperti possono ignorare bellamente i set predisposti e crearne di personali, adatti al proprio estro e alla propria sensibilità musicale. Se vi è un aspetto migliorabile nei set proposti è quello di non aver mai assegnato i suoni di questo Pack alla voce Low, trascurando quindi la possibilità di simulare l’utilizzo contemporaneo di due manuali o della pedaliera su una tastiera sola: anche qui, ogni organista potrà farlo liberamente creando Keyboard Set a preferenza.

In conclusione

I punti di forza di questo pack sono nella qualità generale dei campioni e nella varietà dei registri proposti. Onestamente, alcuni timbri suonano in modo più efficace di altri, ma è indubbio che la presenza di questo pacchetto gratuito aumenta il valore degli arranger Korg rendendoli strumenti più completi e pronti all’uso sia nell’ambito liturgico sia in situazioni diverse e meno prevedibili. È un gradito regalo da parte di Eko Music Group, giacché estende le possibilità dello strumento, prolungandogli il corso di utilizzo nel tempo. Eventuali limiti sono da ricercare nel fatto oggettivo che gli arranger Korg non nascono per essere specificamente organi liturgici: ma l’assenza di un secondo manuale e della pedaliera potrebbe risolta con l’uso dello Split o addirittura con l’accoppiamento di due tastiere su supporto doppio e il collegamento di una pedaliera MIDI esterna. Se usato dal vivo, servirà poi un sistema di amplificazione possente e in grado di riprodurre fedelmente lo spettro complesso del suono delle canne d’organo.

Ci sono comunque numerosi contesti dove questo pack può essere efficace usando l’arranger portatile così come è. Ad esempio, l’idea di utilizzare un Professional Arranger Korg garantisce la possibilità di esercitarsi a casa su timbri realistici prima di recarsi a suonare l’organo a canne autentico in cattedrale. A volte una marcia nuziale o una suonata d’organo si rende necessaria all’ingresso degli sposi al ristorante, altre volte l’esecuzione di una toccata e fuga può essere incisiva in locali pubblici. E una tastiera portatile è l’ideale quando si tratta di accompagnare un coro per le prove (o dal vivo) in un ambiente non attrezzato. Ci sono poi ambienti extra-ecclesiastici che possono richiedere il ricorso a timbri d’organo classici: cerimonie laiche, commemorazioni, concerti all’aperto e saggi. Alcuni generi musicali (gotici, dark, barocchi e progressive) non disdegnano l’uso di ripieni e di altri registri d’organo per dare drammaticità alla propria performance. Non trascurerei l’uso di questi suoni anche per sottofondi meditativi o anche solo rilassanti. Dulcis in fundo, questi suoni possono essere preziosi anche nella produzione di colonne sonore. Non sarebbe la prima volta: mi viene in mente, ad esempio, la celebre scena di The Commitments dove l’organo a canne si presta ad improvvisare una simpatica discussione sulle liriche e sulle note di A Whiter Shade of Pale; oppure la serie Netflix dei Peaky Blinders dove, prima dell’omicidio di un fabbro irlandese, ascoltiamo la voce struggente di Johnny Cash cantare Danny Boy accompagnato dal più classico degli organi liturgici.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

8 gennaio 2020 at 06:00

Volume 32: otto stili addizionali per Korg Pa4X, Pa1000 e Pa700

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Nei giorni scorsi, alla vigilia del Black Friday e a distanza regolare di quattro mesi dalla pubblicazione del volume 31 di stili addizionali, sul sito ufficiale di Eko Music Group è apparsa la pagina web che annuncia la disponibilità dell’ennesima nuova raccolta di stili per arranger. Anche questi sono scaricabili gratuitamente dai possessori dell’ultima generazione di professional arranger: Pa4X, Pa1000 e PA700.

Korg Pa1000, appartiene all’ultima generazione di professional arranger

Il Volume 32 contiene otto nuovi stili dedicati al repertorio Pop, Soul e Dance. Ecco i titoli:

  • Angel Dance
  • Bitter Sweet Dance
  • Latin Dance
  • Cintura Lat Dance
  • Done
  • Side Pop
  • E. City Pop
  • Lost in Groove

Anche per questa raccolta, come nei casi precedenti, a causa dell’utilizzo di timbri e drum kit presenti dal sistema operativo 2.0 in poi, chi possiede una Korg Pa4X è tenuto ad installare quella versione software sullo strumento per poter suonare propriamente questi stili. Gli altri due modelli coinvolti (Pa1000 e Pa700) non dovrebbero avere questo tipo di problemi.

Fate clic qui per il download dell’intero set file.

E ora gustiamoci insieme la qualità sonora di Korg Pa4X grazie a questo filmato di Pete Shaw, dimostratore inglese per conto di Korg UK.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

23 novembre 2018 at 22:03

Arranger Korg a tutto tondo: intervista con Raffaele Mirabella di Eko Music Group

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Preparatevi: l’articolo di oggi richiede tutta la vostra attenzione e, credetemi, ne vale la pena. Oggi facciamo insieme il punto a tutto tondo sugli arranger Korg con il sostegno diretto di Raffaele Mirabella (Product Specialist di Eko Music Group, l’azienda che distribuisce in Italia i prodotti Korg). è un’occasione unica e privilegiata per i lettori di Tastiere Arranger: ci permette di entrare nel merito del valore dei professional arranger nel mondo di oggi, per chi suona dal vivo, in studio o anche semplicemente in un contesto casalingo.

Credo che in questa intervista possiate trovare indicazioni preziose, se siete interessati a comprendere a fondo il significato degli arranger Korg. E sono personalmente grato a Raffaele per aver concesso questa intervista: possiamo soltanto imparare dalla sua lunga esperienza nel settore delle tastiere digitali, prima in Yamaha, poi in General Music (GEM) ed ora con Korg. Il contenuto di questa intervista è piuttosto succoso, per cui cercate un posto tranquillo, mettetevi comodi e rilassatevi dedicando il vostro tempo alla lettura. Il momento è ora: siete pronti a espandere la vostra conoscenza degli arranger Korg?

Raffaele Mirabella, Eko Music Group

Eko Music Group: distributore nazionale non esclusivo

Re’: Raffaele, cominciamo dalla tua azienda: Eko Music Group è un’importante e storica azienda nel nostro paese e vanta nel proprio portafoglio commerciale un ampio numero di produttori di strumenti musicali.

RM: Per limitarci al mondo delle tastiere, oltre a Korg, Eko distribuisce Nord, StudioLogic, Roli, e Alesis. La quota di Korg è del 65%, Nord del 25% e il resto è diviso fra gli altri brand.

Il valore aggiunto della generazione nata con Pa4X

Re’: La serie dei professional arranger di casa Korg ha una storia notevole e rappresenta un elemento importante del listino Korg, accanto a synth, workstation, pianoforti digitali e altri prodotti. Quali sono gli elementi di novità più importanti che la generazione inaugurata da Pa4X ha introdotto sul mercato, quali sono i punti di forza e perché un musicista dovrebbe essere interessato.

RM: L’ultima generazione della serie Pa presenta non solo le “ovvie” caratteristiche evolutive rispetto ai modelli precedenti, ma introduce alcuni elementi per certi aspetti tecnologici rivoluzionari, ma decisamente poco spettacolari ed appariscenti ad una analisi solo superficiale. Innanzitutto l’introduzione su tastiere di classe arranger della tecnologia dei suoni in streaming, introdotta per prima da Korg su Kronos nel 2010/2011. Come possiamo immaginare l’obiettivo di ogni costruttore di strumenti musicali e di tastiera in primis, è sempre teso al miglioramento costante della resa timbrica dei propri strumenti. Nelle tastiere elettroniche a campionamento, fino in tempi recenti, l’unica soluzione per avere un database di suoni sempre più ampio e di alta qualità (cioè multi sample più accurati), è stato quello di aumentare costantemente le dimensioni della memoria destinata ai suoni interni, e sviluppare nel contempo sistemi di compressione dati lossless, cioè senza perdita di qualità percepibile, che in pratica permettono di immagazzinare una quantità sempre maggiore di suoni condividendo lo stesso spazio. Korg ha integrato una “terza via”, che è quella di utilizzare la memoria interna solo come buffer temporaneo per la lettura dei sample, utilizzando come storage
area un disco virtuale interno. Questa soluzione permette di superare le limitazioni della RAM fisica, sfruttando tutto lo spazio disponibile del disco virtuale. Questo sistema ovviamente richiede l’utilizzo di tecnologia avanza con DSP molto veloci e performanti, unita a una gestione software “Rock Solid”.

Re’: Ci sono altri aspetti importanti di novità.

RM: Certamente. Il Player dedicato alla registrazione dei file audio Mp3 diventa “doppio” cioè ora è possibile registrare utilizzando come risorsa sonora un altro Mp3: questo processo è teoricamente replicabile a piacere. È stata reintrodotta la modalità di lettura DIRECT dei dati operativi dello strumento come: suoni, styles, ecc. un trucco che permette di ampliare in modo esponenziale le locazioni USER (cioè personalizzabili), di questi elementi. Non è da sottovalutare poi l’incremento degli effetti in Insert (Insert FX), utilizzabili simultaneamente su styles e song. La presenza della funzione STYLE CREATOR BOT è utile per ricavare automaticamente uno style completo, da “qualsiasi” SMF. E poi c’è la funzione CHORD SCAN, che calcola ed estrae, da qualsiasi SMF, la traccia degli accordi visualizzabili sullo schermo o su video esterno. Non dimentichiamo l’introduzione delle funzioni in tempo reale KAOSS. Insomma le novità sono tante e importanti: la totalità di queste nuove funzioni risponde anche al tuo quesito originale e cioè “perché un musicista dovrebbe essere interessato”. Del resto, il valore di tutte queste caratteristiche è che sono la soluzione alla domanda reale del mercato: queste nuove implementazioni software sono state introdotte grazie ai suggerimenti ed alle indicazioni raccolte da Korg tramite i propri specialisti nei vari paesi, dai musicisti e dagli utilizzatori.

Re’: Personalmente sono rimasto colpito favorevolmente dal recente rinnovamento del sistema operativo.

RM: Sì, è altrettanto importante segnalare che Pa4X è stata sottoposta ad un corposo restyling grazie alla nuova versione software OS release 2.0, che è stato rilasciato completamente gratuito per i clienti (un aspetto che non darei per scontato), e che arricchisce lo strumento con nuovi suoni, styles, funzioni ecc. Questa iniziativa fa percepire al musicista utente degli arranger Korg della serie Pa di possedere uno strumento in evoluzione continua, continuamente sottoposto ad ottimizzazioni e miglioramenti da parte dell’azienda costruttrice.

Korg Pa1000 in vendita nei negozi di strumenti musicali

Tipicità dei modelli Pa700 e Pa1000

Re’: Il lancio contemporaneo di due modelli Pa700 e Pa1000 mi ha incuriosito. È stato un caso o una scelta strategica che si ripeterà in futuro?

RM: A dire il vero, Korg ci ha abituato da tempo ormai a “sorprese” di questo tipo, come quando ad esempio nel 2010/11 presentò contemporaneamente due flagship: KRONOS per le synth workstation e Pa3X per gli arranger. Nel caso recente delle nuove Pa700/1000, possiamo solo supporre che si tratti di una scelta di natura marketing/commerciale orientata a dare subito al cliente una maggiore possibilità di scelta, modulandola opportunamente in base al rapporto: prestazioni/funzioni/possibilità economiche individuali.

Re’: Come possiamo distinguere con chiarezza Pa1000 e Pa700 nell’affollato panorama di arranger?

RM: Per dare una risposta sintetica, tieni presente un elemento fondante nella filosofia di sviluppo e produzione della serie Pa, cioè tutti gli strumenti che fanno parte di questa serie possiedono la medesima qualità sonora, quindi dall’Entry
Level, al flagship non ci sono differenze di suono in termini qualitativi (rumore residuo, rapporto s/n, dinamica ecc.), ma solo in termini di quantità di risorse sonore come suoni e styles, la memoria RAM utente, o alcune funzioni accessorie come il processore vocale, ecc. Un tipo di scelta quindi che legittima in pieno la definizione di: “professional arranger” per tutta la linea. Per farti un esempio pratico: c’è una fascia di utente che spesso non ha bisogno di tutte le possibilità operative e delle risorse del modello “Top”, anzi talvolta può esserne perfino intimorita. Solitamente appassionati, utilizzatori dello strumento in un contesto “casalingo”, che sono rimasti particolarmente colpiti dalle risorse musicali e dalla sonorità degli arranger Korg, per cui la scelta fra Pa700 e Pa1000 è determinata solo dalle esigenze personali e di… portafoglio. In definitiva un acquisto del genere consente di portarsi a casa uno strumento con le stesse possibilità operative dell’ammiraglia, senza spendere la stessa cifra.

Korg Pa700

Essere musicisti con arranger nel presente e nel futuro

Re’: Raffaele, tu conosci il mondo degli strumenti musicali da molto tempo, la tua esperienza è di lunga data. Come hai visto cambiare il concetto di arranger nel corso degli anni fino ad oggi?

RM: Le tastiere di classe arranger nell’ultimo periodo stanno ancora cambiando il ruolo e di conseguenza la fisionomia. In primo luogo c’è stato un progressivo adeguamento delle risorse sonore – suoni e styles – al mondo musicale circostante. È finita da tempo l’epoca degli arranger realizzati con tecnologie di “riporto”, derivate cioè da altre linee di prodotti dello stesso costruttore ad almeno una generazione tecnologica di distanza, con database sonori approssimativi e styles “così così”. Oggi non è raro vedere anche su palchi live importanti, la presenza di tastiere Korg della serie Pa, estremamente apprezzate per suoni e funzioni anche in contesti altamente professionali: un fatto assolutamente impensabile fino a qualche anno fa. Alla crescita delle potenzialità musicali, per contro è in atto un apprezzabile tentativo di razionalizzare è “semplificare” le funzioni, renderle più accessibili, e comprensibili; anche se sotto questo profilo l’interfaccia utente Korg con l’uso di display Touch View sempre più avanzati, ha sempre avuto una marcia in più dal punto di vista dell’operatività generale. Il vero invecchiamento a mio avviso lo stanno subendo anagraficamente solo gli utenti di questa tipologia di prodotto! Korg sta lavorando e continuerà a lavorare moltissimo per allargare la base degli utenti, per questo tipo di strumenti, come dimostra l’introduzione con l’ultimo OS delle funzioni KAOSS, fino a poco tempo fa appannaggio esclusivo degli strumenti di classe DJ.

Re’: Secondo te, quale ruolo possono rivestire oggi i musicisti che si esibisco dal vivo con arranger?

RM: Dopo l’equivoco degli anni 80/90 in cui questo tipo di strumento è stato visto (spesso a proposito), come il paravento di una certa categoria di musicisti, utilizzatori intensivi di MIDI File, in cui la tastiera era vista solo come un “serbatoio” di basi, e altri contenuti extramusicali (testi, ecc.), a cui appoggiarsi nel caso di performance vocali spesso ai limiti di legge… Questo tipo di personaggio si è emancipato al punto tale da evitare di doversi portare dietro una ingombrante e costosa tastiera, per virare definitivamente verso l’uso del solo computer, con un player free, suoni improbabili e sempre gli stessi milioni di MIDI file di programmazione approssimativa e dall’esito musicale ripetitivo. Dalla natura delle domande che mi vengono rivolte svolgendo il servizio di supporto tecnico musicale Korg, parrebbe che il musicista dotato di arranger ed un certo tipo di capacità tattile, stia tornando a suonare per distinguersi (anche in termine di cachet…), dalla categoria dei Karaoke Performer, e quindi sia sensibile alle problematiche esecutive, musicali e tecniche.

Re’: Un grazie sincero, Raffaele. Sono certo che ti sono grati anche i lettori di Tastiere Arranger per questo tuo notevole contributo.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

2 maggio 2018 at 09:09

Pubblicato su Korg

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Tutto quello che avreste voluto sapere su Korg Pa1000 e Pa700

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Korg rinnova la serie Pa di arranger professionali con Pa700 (nella foto) e Pa1000

Il tam tam mediatico che sta convogliando l’attenzione internettiana intorno all’imminente lancio di Yamaha Genos sta offuscando in questi giorni il recente annuncio delle ultime novità di casa Korg: Pa1000 e Pa700. Senza nulla togliere all’importanza dell’evento relativo al successore di Tyros 5, credo sia altrettanto doveroso rivolgere la nostra attenzione ai due gioielli di tecnologia applicata alla musica che vanno ad aggiornare l’offerta di Korg, avendo ampliato la famiglia di modelli derivati da Pa4X.

Siete dunque alla caccia di informazioni su Pa1000 e Pa700? Ecco a voi la rapida bibliografia web del momento.

  • Cominciamo dal momento istituzionale: la presentazione dei due prodotti sul sito di Eko Music Group, già distributore nazionale dei prodotti Korg in Italia: Pa1000 e Pa700. In lingua tricolore, troverete le descrizioni dei due prodotti e le specifiche tecniche (piccola soddisfazione personale: osservate come l’espressione forgiata anni fa dal sottoscritto per il motto di questo blog “suonare con stile” sia stata mutuata e riutilizzata nel testo di presentazione; personalmente mi fa molto piacere).
  • In attesa che sia disponibile la versione italiana, è possibile assistere ai manuali video di entrambi i prodotto in lingua sul sito internazionale di Korg: manuali Pa1000 e manuali Pa700. Sono 10 interessanti filmati istruttivi la cui visione è consigliata per chi vuole saperne di più.
  • E’ anche disponibile la guida rapida (in italiano!) per Pa700 e Pa1000 e il manuale utente completo (in inglese) per Pa700 e Pa1000.
  • Sono altresì scaricabili dal web i driver aggiornati a favore di quanti collegano il nuovo arranger Pa700 o Pa1000 al proprio computer (Windows 7, Windows 8, Windows 10 e Mac).

Evoluzione tecnologica delle serie Pa

Per quanti si chiedono quali caratteristiche specifiche di Pa1000 siano state aggiunte rispetto il modello precedente Pa900, possiamo qui citare questi aspetti essenziali: il naturale aggiornamento dei suoni e degli stili preset, la memoria RAM estesa da 192MB a 600MB (lineari) con la possibiltà di caricare campioni compressi, un processore più robusto e veloce che rende più rapidi i tempi di avvio e permette di far lavorare meglio i 128 oscillatori a favore della polifonia, un numero superiore di locazioni di memoria per le proprie personalizzazioni, uno schermo con migliore definizione, inclinabile e pronto ad essere utilizzato come controller del Kaoss FX, il nuovo convertitore di MIDI file in stili di accompagnamento (Style Creator Bot), un maggior numero di effetti fra cui il Vocoder, la possibilità di memorizzare le progressioni di accordi del Chord Sequencer negli style e nel Songbook e i nuovi amplificatori di bordo che promettono una maggiore dinamica sonora.

Analoghe valutazioni possono essere su Pa700 rispetto a Pa600 con l’ampliamento ad esempio della memoria RAM da 256MB (lineari) contro 96MB, gli amplificatori da 25W cad. invece di 15W e coni per i bassi, un peso più leggero di oltre 1KG (non male!) e uno schermo con superiore definizione dei colori.

Per quanto riguarda le differenze fra i due modelli nuovi (Pa1000 e Pa700), vi rimando al mio precedente articolo pubblicato qualche settimana fa.

Styles

Vi suggerisco qui la visione del terzo video-manuale (della serie di dieci), in cui la voce narrante di Steve McNally (Korg USA) ci illustra con pienezza le funzioni di controllo della sezione arranger con i suoi 430 stili di fabbrica. Ricordate sempre che, se avete difficoltà a intendere il testo in inglese, potete attivare i sottotitoli con la traduzione automatica in italiano.

Conclusioni

Vi racconterò di più di Pa1000 e Pa700 in futuro. Alla prossima!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

23 settembre 2017 at 12:57

Pubblicato su Korg

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