Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

Archive for dicembre 2018

La mia lista

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Per una volta in questo blog  non parliamo di strumenti, ma di musicisti. Parliamo di pianisti, tastieristi e organisti in particolare. Ecco a voi dieci nomi: anche se non hanno mai occupato i grandi titoli, sono di tutto rispetto. Non era il mio intento quello di elencare i dieci artisti rock più bravi alle tastiere in assoluto: del resto, la mia lista non contiene i nomi di celebrità universalmente acclamate come Keith Emerson, Rick Wakeman, Tony Banks, Jordan Rudess, Jon Lord, Ray Manzarek, Joe Zawinul, Chick Corea e così  via. Gli artisti della mia lista sono pianisti e organisti che ho ammirato e seguito, alcuni di questi da tantissimi anni. Questa è solo una lista dei miei artisti preferiti e non è nemmeno definitiva: voi potete fare la vostra e condividerla nei commenti, se volete. L’ordine non significa una classifica: i numeri da uno a dieci sono puramente casuali.

1. Billy Preston

Il primo della serie è il compianto Billy Preston (1946-2006) dalla carriera ampia e variegata. A 10 anni era un ragazzo prodigio e già suonava per Mahalia Jackson, negli anni ’60 suonava abitualmente per Little Richard. E’ diventato celebre in Europa per aver suonato con i Rolling Stones e i Beatles (è suo l’organo in Let It Be). Qui lo vediamo in una versione istrionica e veemente di That’s the Way God Planned It da cui potete percepire la disinvoltura e la padronanza del palco.

2. Jools Holland

Il numero due della lista è Jools Holland. Questo signore non è solo il conduttore della più nota trasmissione televisiva musicale Later… trasmessa dal 1992 ad oggi sulla BBC 2 britannica: Jools è anche un valente pianista solitamente accompagnato dalla Rhythm and Blues Orchestra che lo segue nelle tournee del vivo. Ammiriamo Jools in Grand Hotel, video promozionale girato in occasione del suo album del 2016: Piano.

3. Nina Simone

Non posso fare a meno di citare Nina Simone (1933-2003), un’artista dal talento unico: passione e coraggio l’hanno portata a brillare nel firmamento delle stelle della musica. Se avete la possibilità di accedere a Netflix vi consiglio la visione di What happened Miss Simone?  E’ la storia della sua vita: ne resterete incantati. Vi propongo una registrazione live del 1976: How It Feels To Be Free da cui si intuisce che, solo per uno scherzo amaro del destino, Nina non è diventata una concertistica classica di primissimo piano.

4. Benmont Tench

Il quarto artista si chiama Benmont Tench: è stato il pianista di Tom Petty & the Heartbreakers. Ho avuto la fortuna di vedere questo mitico gruppo dal vivo negli anni ’80 a Torino e devo confidarvi che è stato uno dei concerti più appassionanti della mia vita. Nel 2014 Benmont ha pubblicato un album solita il cui singolo You Should Be So Lucky ci dà un saggio della propria tecnica pianistica in pura ispirazione rock & blues.

5. Roy Bittan

Siamo al quinto artista, un maestro del pianoforte prestato al rock’n’roll. Si chiama Roy Bittan. Il suo nome è legato alla lunga storia di successo della E Street Band di Bruce Springsteen (l’ho ammirato di persona a San Siro, nel giugno 1985). Al di là della collaborazione con il Boss, Roy va citato per un bellissimo album di strumentali pianistici (Out of the Box) e la partecipazione alla registrazione in studio con i Dire Straits di Tunnel of Love, brano che ha contribuito a portare alla storia grazie ai suoi ampi arpeggi pianistici finali. Il filmato che vi propongo riporta Bruce Springsteen nel 2009 con Racing in the Street: seguite il lavoro al piano di Roy, specialmente nella seconda parte, quando Bruce gli lascia tutto lo spazio e il pianoforte diventa il protagonista assoluto.

6. Seth Farber

Al numero sei, vorrei citare il nome di Seth Farber, un pianista che non ha mai raggiunto la celebrità, ma che ho apprezzato come musicista al servizio di Willy De Ville (l’ennesimo grande artista sottovalutato dal grande pubblico ma amato con passione estrema dai suoi fan; Willy è scomparso nel 2009). Dicevamo di Seth Farber: questo pianista dispone di una tecnica versatile che gli consente di essere aggressivo nei brani rock, torrido nei ritmi latini e dolcissimo nelle ballate. Purtroppo non si trova molto su YouTube su Seth e ho dovuto scegliere un brano molto intimo in cui accompagna al piano Willy De Ville incredibilmente ispirato in Heaven Stood Still. Un’esecuzione accorata e strappalacrime.

7. Georgie Fame

Vorrei farvi ora il nome di Georgie Fame che aveva goduto una certa celebrità negli anni sessanta con diversi singoli di successo. A partire dalla fine degli anni 80 era ritornato a suonare dal vivo per accompagnare all’organo Hammond, il vate irlandese Van Morrison, in numerose tournèe di successo. Ero tentato di proporvi lo splendido lavoro di Georgie con il più classico brano successo di Van Morrison cioè Moondance, ma poi ho cambiato idea, quando ho trovato questo gioiello di feeling, atmosfera, divertimento e nostalgia in cui Georgie gioca all’organo duettando con Van in Vanlose Stairway.

8. Steve Nieve

Il numero otto della serie è Steve Nieve. Per anni ha suonato il piano e l’organo con i diversi gruppi guidati da Elvis Costello e con i Madness. A seguire, si è dedicato ad una discreta carriera da solista. Osservate la sua bravura al pianoforte in questa registrazione del 2015: Muriel On The Beach.

9. Sara Bareilles

L’artista numero nove è la giovane Sara Bareilles. Con lei veniamo ai giorni nostri. Sara è una cantante pop di successo dell’ultimo decennio. E’ anche autrice dei propri brani e, da un paio d’anni, si è fatta notare  nel mondo di Broadway grazie allo spettacolo Waitress (autrice ed interprete) e ad aver interpretato la parte di Maddalena nell’acclamatissima diretta TV di Jesus Christ Superstar della notte di Pasqua 2018. Qui la vediamo nel suo ultimo singolo Armor dove potete apprezzarne la personalità.

10. Warren Zevon

Terminiamo la rassegna con il decimo musicista. Si chiamava Warren Zevon (1947-2003) anche lui è già passato a miglior vita. La sua tecnica pianistica era essenziale, robusta e particolarmente ritmica. Mi piaceva per questo: della stessa scuola di Roy Bittan. Niente fronzoli e tutta sostanza travolgente da blue collar rock. Questa è Excitable Boy, uno dei suoi migliori successi nei primi anni ottanta. This is my generation. Che nostalgia.

Alla prossima!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

10 dicembre 2018 at 06:00

Suonare l’arranger in chiesa

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Suonare un arranger Korg in chiesa

Chissà quanti fra di voi, lettori abituali di questo blog, suonate l’organo liturgico o le tastiere durante le celebrazioni in chiesa. A me succede talvolta, a dire il vero sempre più di rado: da tempo infatti , se posso, preferisco farmi da parte e dare spazio alle giovani generazioni. Tuttavia, salta sempre fuori la necessità di fare il tappabuchi e mi tocca prendere il mio strumento arranger (e qui la portabilità è tutto!), caricarlo in auto e raggiungere la mia chiesa oppure quella dove si svolge un matrimonio o una celebrazione particolare. 

Organi liturgici portatili

Da secoli, lo strumento più adatto all’uso liturgico è l’organo. Ci sono sul mercato diversi strumenti digitali portatili che sono idealmente candidati a questo scopo. La giovanissima Dexibell propone due modelli diversi: Classico L3 per il repertorio più “esatto” e Combo J7 per l’emulazione Hammond; entrambi i prodotti includono diverse varianti di pianoforti acustici ed elettrici, archi e altri strumenti acustici tali da coprire un’estesa paletta sonora. Un’azienda italiana di lunga tradizione è Viscount che offre due modelli portatili di organo: Legendo Solo è l’organo che simula le ruote foniche tonewheels e Cantorum VI Plus che si distingue per la parte più classica.  Orla, ancora un’azienda italiana, offre Stage Concert uno strumento con 88 tasti pesati che si presta ad essere un ibrido fra organo, pianoforte digitale con piccola sezione arranger. E poi c’è Ahlborn con il modello Parvus II, organo portatile costruito intorno al processore DRAKE della compianta Generalmusic. Il mondo dei cloni di organi portatili Hammond è molto più vasto e il mercato offre un discreto elenco di strumenti da diversi produttori (Clavia Nord, Roland, Crumar, DLQ e Hammond-Suzuki ovviamente), ma qui mi fermo, altrimenti uscirei dal seminato di questo blog.

Dexibell Classico L3

Suonare un arranger in un contesto liturgico

Del resto questo sito è dedicato agli arranger e, su questo terreno, vorrei tornare a condividere le mie riflessioni. Qualsiasi arranger si presta “sulla carta” ad essere utilizzato in chiesa per accompagnare un coro: Korg, Yamaha, Ketron, Roland, Casio e così via. Ovviamente, suonare un arranger in chiesa non è la stessa cosa come farlo su un palco, in balera o al ristorante. Innanzitutto, il punto essenziale è che qualsiasi strumento utilizzato nella liturgia, serve essenzialmente per accompagnare e sostenere il canto e, in certi momenti. per riempire il silenzio dell’azione liturgica, aiutando i partecipanti a mantenere la concentrazione. Personalmente, faccio spesso ricorso ai suoni d’organo presenti sul mio arranger, sia classici sia moderni. Talvolta passo all’uso di pad e tappeti d’archi, al pianoforte acustico o al piano vintage EP. In molte situazioni, un suono di pianoforte acustico in layer con un pad rappresenta la condizione più efficace. Quando è presente anche un chitarrista, mi trovo molte volte a suonare le parti di basso. Cerco di non caricare troppo gli effetti ed evito tutto il resto, di solito. Se mi trovo a suonare da solo e il coro da guidare è fatto di ragazzi giovani, faccio anche ricorso a qualche stile di accompagnamento nei brani più ritmati.

Per quanto riguarda i suoni classici d’organo, vale la pena segnalare che alcuni arranger possono essere estesi con pacchetti dedicati come Church Organ per Yamaha e #01 Church Organ per Korg.

Musica per il worship negli USA

Dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, al contrario della vecchia Europa, la musica religiosa moderna sta vivendo un periodo di grande popolarità: il repertorio worship è molto vasto e brulica di artisti che vi si dedicano con passione. Provate a cercare da voi Christian Music su Spotify, Deezer, Amazon Music o Apple Music e potrete intuire le dimensioni e la varietà di questo fenomeno musicale. La crescita continua dagli anni 90 ad oggi e, secondo Billboard, negli USA le vendite della musica di ispirazione cristiana sono superiori a quelle della musica classica, jazz, latin, new age e delle colonne sonore.

Yamaha spinge PSR-S975 e PSR-S775 per la musica worship

Data questa situazione, recentemente Yamaha USA ha dato vita ad una serie di azioni promozionali volte ad attirare l’attenzione del mondo dei tastieristi di worship su PSR-S975/S775: ne è un esempio questo video tutorial dedicato ai musicisti che accompagnano il canto dell’assemblea in condizioni di One Man Band. Una realtà nella quale, per la cronaca, l’arranger si trova ben attrezzato grazie ad un valido arsenale di suoni, all’amplificazione di bordo, alla possibilità di utilizzare basi MIDI o MP3, alla disponibilità di collegare un microfono per cantare con un’armonizzatore vocale e, infine, alla capacità di proiettare i testi delle canzoni.

Prima di chiudere, vorrei segnalarvi una giovane artista che, dopo essersi dimostrata una brava autrice e interprete di musica worship, ha raggiunto nel 2018 la cima delle classifiche e di download negli USA. Si chiama Lauren Daigle: da un paio di mesi sto “consumando” il mio abbonamento di musica streaming ascoltando all’infinito il suo ultimo album Look Up Child. Lauren non è un fulmine a ciel sereno: nella sua musica e nella sua voce potete trovarci  un po’ di Adele e di Amy Winehouse. Ma vale la pena davvero ascoltarla.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

7 dicembre 2018 at 06:00

Ketron SD90: la mia recensione pubblicata su SM Strumenti Musicali

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Ketron SD90

Potete considerare la mia recensione di Ketron SD90 (pubblicata oggi su SM Strumenti Musicali) come il seguito del focus pubblicato sullo stesso strumento alcune settimane fa. Vi rimando a quell’articolo per la descrizione generale del prodotto: stavolta invece si tratta della mia esperienza diretta sullo strumento e degli approfondimenti che ho avuto la possibilità di esaminare di persona, grazie al fatto di aver avuto un esemplare di SD90 fra le mie mani per alcune settimane.

Ketron assicura che, fatto salvo il concetto di modulo senza tastiera e senza amplificazione di bordo, tutte le altre caratteristiche di SD90 sono equivalenti in SD9 e SD60: in questo senso, quanto ho scritto, dovrebbe valere per tutti e tre gli arranger Ketron di ultima generazione.

Seguiranno ulteriori riflessioni, prossimamente su questo blog.

Buona lettura!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

3 dicembre 2018 at 11:40

Pubblicato su Ketron

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