Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

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Sample Creator: intervista a Maurizio Filisdeo

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Nei giorni scorsi, il 28 gennaio, presso il negozio di strumenti musicali Cherubini a Roma, si è svolta la presentazione ufficiale di Sample Creator. È un’occasione ghiotta per approfondire la conoscenza di questa nuova realtà. Ne parliamo direttamente con uno dei protagonisti di punta, Maurizio Filisdeo.

Re: Maurizio, in due parole, cosa c’è dietro Sample Creator?

MF: Sample Creator è una giovane realtà imprenditoriale nata nella Campania, ma che conta collaborazioni musicali anche in altre regioni d’Italia.  Siamo un gruppo di musicisti professionisti che realizza Styles & Sound Pack per tastiere arranger.  Ci occupiamo di produrre risorse di qualità per musicisti reali: il nostro mondo ideale è quello dei tastieristi che suonano con le proprie mani dal vivo. Esiste un’importante realtà di chi lavora nelle sale, nelle discoteche, nei grandi ristoranti e in tutti luoghi dove si intrattiene il pubblico con la musica. Ma per noi sono importanti anche coloro che suonano fra le proprie mura di casa: anche lì, c’è chi è alla ricerca di un repertorio nuovo e vivace.

Maurizio Filisdeo (al centro) insieme ai protagonisti di Sample Creator da Cherubini (Roma)

Re: Il vostro software è compatibile con tutti gli arranger?

MF: Al momento attuale, il nostro mercato di riferimento sono i possessori di arranger Yamaha compatibili con YEM 2.4 e versione successive. YEM è il pack manager necessario per l’installazione dei nostri prodotti. I modelli interessati sono quindi Genos, Tyros 5, PSR-SX900, PSR-SX700, PSR-S975, PSR-S775 e PSR-S970. Nel nostro piccolo, pensiamo di poter offrire un valore aggiunto ai clienti Yamaha.

Re: La presentazione a Roma è stata l’occasione per dare visibilità al vostro catalogo.

MF: La nostra vetrina è sul web. Dal sito di Sample Creator è possibile acquistare i nostri prodotti. Al momento attuale, l’offerta di suoni e composta da tre pack. Prima c’è RealPiano SC, un campionamento di pianoforte acustico di 120MB con tre varianti Normal, Mellow e Bright, 5 layer di dinamica stereo, fino a 10 secondi di campionamento per nota, con un controllo accurato dello smorzamento. Sound Pack 1 offre invece suoni storici e che non sono presenti fra i preset Yamaha. Nel Sound Pack 2 si trovano pianoforti Rhodes, EP Ray con il tremolo, il classico suono di piano del Korg M1 (utilizzato in migliaia di dischi) e un basso finger PX Bass.

Re: Vedo che il pezzo forte di Sample Creator sono comunque gli stili per gli arranger.

MF: Gli stili di nostra produzione vanno ad ampliare il repertorio da ballo per i suonatori di prodotti Yamaha. Non è un caso che nascono tutti con tracce audio innovative per la parte drum: le parti percussive sono il frutto di registrazioni dal vivo di un vero batterista. L’audio viene campionato, segmentato in slice e compresso in RX2. Sono pienamente compatibili con gli arranger Yamaha e possono essere usati per suonare dal vivo o per registrare Song: le tracce possono essere riutilizzate per assemblare nuovi stili grazie alla funzione Style Creator di serie sugli strumenti Yamaha. L’offerta è in crescita e già otto pack sono in vendita, più un super-pacchetto Ultimate che include le risorse degli altri pack. Pop 1 e Soft Dance sono rivolti ai musicisti di repertorio moderno contemporaneo. Per la musica dance ci sono i pack Reggaeton 1, Disco & House 1 e Latin Dance 1.

Re: Dimmi di più della collaborazione con Alfredo Golino, musicista di caratura internazionale.

MF: Da tempo collaboriamo con Alfredo Golino che oggi vive a Brescia. È un onore per noi collaborare con un musicista completo che, grazie al grande talento e alla grande professionalità, ha dato tantissimo alla musica. La sua storia professionale è costellata di esperienze con musicisti celebri. Gli stili realizzati insieme sono raccolti in tre pack, dove le percussioni sono state tutte registrate da Alfredo in persona. Si spazia dal pop, al repertorio dance fino ai generi più tradizionali da sala.

Re: È possibile ascoltare la vostra produzione?

MF: Sul nostro sito, sono presenti tutte le demo. Siamo convinti che molti saranno sorpresi di trovare stili particolarmente utili dal vivo, rispetto generi che i preset non hanno ancora coperto. Pensiamo che Sample Creator possa diventare una risorsa importante a disposizione di molti musicisti perché va a completare l’offerta standard di Yamaha che è già di grande qualità.

Re: L’altra sera, nel vostro evento a Roma, avete accennato qualcosa di interessante per il vostro futuro imminente.

MF: Sì, la prossima generazione di stili sarà basata su una nuova nostra tecnica. Andremo ad utilizzare il motore degli arranger Yamaha per suonare stili completamente audio, aumentando così il tasso di realismo che questi fantastici strumenti sono già in grado di offrire oggi. Il nostro Revolution Algorithm ci consentirà di produrre stili dove anche le chitarre e gli altri strumenti saranno in formato audio. Lavorando sul time stretching e sul riconoscimento armonico, riusciamo ad ottenere risultati sino a ieri impensabili su un arranger. Sarete sorpresi. Queste parti non saranno editabili sull’arranger Yamaha, ma saranno assemblabili e quindi utili per la costruzione di nuovi stili secondo i gusti e le scelte del singolo musicista. Siamo in fase di rifinitura e di collaudo finale: entro la primavera pubblicheremo le prime risorse innovative.

Re: Grazie, Maurizio. Vi auguro tutto il meglio.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

31 gennaio 2020 at 06:00

Yamaha alza il sipario su PSR-SX900 e PSR-SX700

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Negli ultimi mesi, il mercato degli arranger workstation di media levatura ha assistito al predominio nelle vendite da parte di Korg, grazie ai due modelli Pa1000 e Pa700 che, presentando caratteristiche tecniche derivate dall’ammiraglia Pa4X da una parte e una politica aggressiva di prezzi dall’altra, si sono dimostrati gli autentici killer del mercato 2019. Sinora.

L’annuncio dirompente di questi ultimi giorni potrebbe però aver scombinato i piani di casa Korg, rimescolando le carte in vista di un autunno-inverno piuttosto caldo, grazie all’ingresso prossimo sul mercato di due nuovi protagonisti Yamaha che inaugurano la nuova serie PSR-SX. Questi modelli vanno a sostituire a listino PSR-S775 e PSR-S975, i quali, alla fine, si sono rivelati come una soluzione-ponte di carattere tattico, in attesa che il centro R&D di Yamaha fosse pronto con il rilascio dell’impachettamento di una parte della vasta tecnologia innovativa Genos sul segmento di mezzo.

Yamaha, ecco la nuova serie PSR-SX

Diamo quindi il benvenuto a PSR-SX900 e PSR-SX700: grazie all’eredità di Genos, la casa dei tre diapason riduce il gap tecnologico che la metteva in difficoltà davanti ai modelli Korg di pari levatura. Così come sugli arranger Korg da molti anni, anche sui modelli Yamaha, i musicisti potranno (finalmente) avere ora lo schermo touch-screen, il registratore MP3, quattro parti da suonare in tempo reale (Right 1-2-3 + Lower), il reset del tempo durante l’esecuzione di uno Style, il chord looper e una memoria interna generosa che spazia da 1GB a 4GB.

Potrebbe essere un segnale distintivo la presenza di tasti FSB rispetto la leggerezza di Pa700 e Pa1000: il condizionale è d’obbligo perché queste tastiere vanno provate prima di esprimere qualsiasi giudizio di merito.

Sempre a livello di specifiche tecniche, i nuovi modelli Yamaha vantano da 5 a 8 effetti Insert e, come nelle tastierine di primo ingresso, offrono il collegamento audio Bluetooth per utilizzare uno smartphone o un tablet come player. Si segnala la derivazione Genos a livello sonoro, nella User Experience dell’interfaccia video, nella disponibilità della Playlist (addio definitivo a Music Finder) e in molto altro ancora.

Il peso coincide – 11.5kg su entrambi i modelli – e questo è un peccato. Onestamente, mi aspettavo che almeno uno dei due modelli fosse stato ottimizzato al meglio per la massima portabilità.

E’ richiesta un’analisi approfondita per descrivere l’autentico valore della nuova serie PSR-SX. Del resto l’area degli arranger di mezzo potrebbe essere quella dove – sul serio – si gioca il futuro delle tastiere con accompagnamenti.

Prossimamente, su questo blog.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

1 agosto 2019 at 18:53

Drawbar per suonare l’organo negli arranger

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Il celeberrimo organo Hammond utilizzava la sintesi additiva delle forme d’onda armoniche per generare i suoni, grazie a ruote elettro-meccaniche (e non ad oscillatori!). Anche nelle tastiere digitali attuali, dove tali suoni sono riprodotti con tecnologie totalmente diverse rispetto l’originale, è possibile emulare il controllo delle armoniche fondamentali mediante lo stesso tipo di cursori (drawbar) e altri tasti: i drawbar in particolare hanno rappresentato – sin dalla loro apparizione – un’invenzione originale.

Organo Hammond esposto al Museo degli Strumenti Musicali di Hamamatsu (Giappone)

Funzionamento dei drawbar

I drawbar sono un insieme di cursori variabili che rappresentano un tono fondamentale e otto tratti della serie armonica relativa a quel tono. Possono essere regolati come i fader di una console di missaggio e hanno scatti incrementali contrassegnati da 0 a 8. La posizione 0 significa che quel tono è in silenzio. Un musicista può miscelare i livelli di volume di ciascuna armonica sia per creare colori di tono diverso sia per controllare la gamma sonora complessiva della tastiera.

Le impostazioni sono tipicamente trascritte in base agli incrementi dei nove drawbar in sequenza, ad esempio: 888800007 che genera un bel suono grasso grasso da usare nel rock. I cursori sono facili da manipolare in tempo reale e la loro impostazione è sempre ben visibile a colpo d’occhio. La maggior parte degli organisti ha memorizzato le proprie impostazioni preferite dal modo in cui i nove drawbar appaiono visivamente e non dalle impostazioni numeriche. Le impostazioni incrementali possono funzionare nella registrazione in studio ma non così bene nel mezzo di un assolo quando si ha bisogno di agire sulle armoniche per variare il suono interattivamente. Nei numerosi filmati su YouTube, potete osservare come, per ottenere il giusto colore del suono, la maggior parte degli organisti è solito regolare costantemente i drawbar mentre suona.

Ci sono altri controlli importanti per suonare i campioni di organo Hammond come gli effetti di percussione, key on/off, leakage e rotary speaker (Leslie) ma per ora ci fermiamo qui: questo blog è dedicato agli arranger e non specificamente agli organi (ne producono ottimi esemplari Hammond-Suzuki, Dexibell, Crumar, Roland, Viscount, Clavia Nord e altri piccoli produttori). Il nostro interesse odierno dunque è quello di verificare la presenza di controlli drawbar fra gli arranger.

Dettaglio sugli slider di un arranger (Korg Pa4X in questo caso) utilizzabili come drawbar nei suoni d’organo

Alla caccia di suoni d’organo fra gli arranger

Le ammiraglie sono solitamente (ma non tutte) dotate dei nove slider fisici che sono sempre il modo migliore e più comodo per controllare le armoniche dei suoni d’organo Hammond. Alcuni arranger dotati di schermo touch-screen permettono di regolare gli incrementi dei singoli drawbar sulla superficie tattile del display. Infine, gli arranger governati da pulsanti fisici hanno pulsanti up/down per aumentare o diminuire gli incrementi 0-8.

Vediamo ora quali modelli arranger a listino sono dotati di drawbar: nella tabella che segue, sono ordinati in base al prezzo decrescente e raggruppati fra loro secondo modelli omogenei. I modelli che non hanno alcun controllo dei drawbar non sono qui menzionati, anche se provvisti di una valida sezione di suoni d’organo preset.

Arranger a listino con drawbar

Conclusione

Vi lascio con due filmati in sequenza. Dapprima vediamo un breve ma interessante filmato in cui emerge la bravura di Martin Harris nel suonare gli Organ Flutes di Yamaha Genos. E poi, a seguire, Tony White di Bonners Music illustra brevemente le caratteristiche dei suoni d’organo su Korg Pa4X.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

16 gennaio 2019 at 20:00

Il panorama delle tastiere arranger del 2018

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Anche quest’anno, il capodanno è l’occasione per fare il punto sul comparto arranger e per tirare le somme dopo dodici mesi filati. Facciamolo insieme.

Ammiraglie Il 2018 è stato dominato essenzialmente dalla visibilità di due modelli: Yamaha Genos e Ketron SD90. Da una parte, abbiamo la workstation arranger più possente che la casa di Hamamatsu possa mai avere immaginato: la nuova interfaccia touch screen ha semplificato concretamente la gestione della vasta libreria di suoni sorprendenti, mentre l’esteso repertorio di stili musicali di ottima fattura e l’abbondante dotazione di tecnologie innovative hanno fatto il resto. Dall’altra parte, la casa di Ancona ci ha colpiti con il lancio di un modulo arranger che, badando alla sostanza, si distingue per l’elevato tasso di realismo capace di “bucare” il mix e riempire la pista in sala. In disparte, Korg si è concentrata sul difendere le posizioni guadagnate nel 2017 a seguito del profondo rinnovamento rilasciato su Pa4X Version 2.0.

Yamaha Genos

Arranger medi  Questo segmento intermedio di prodotti è stato abbastanza tranquillo nel periodo: da tempo infatti Yamaha e Korg si dividono indisturbate questo pezzo profittevole di mercato grazie alle rispettive accoppiate di modelli PSR-S975/S775 (testé rinnovati nel 2018) e Pa1000/Pa700. A latere, Roland sembra essersi eclissata dopo essere stata leader di quest’area per lunghi anni: non percepiamo segnali a distanza di tre anni dal timido lancio di E-A7.

Arranger apri-pista Abbiamo notato più vitalità nel segmento di base degli arranger. Innanzitutto, Korg ha fatto il proprio ingresso in campo con l’uscita di EK-50, modello scaled down di cui onestamente dobbiamo ancora misurare per bene i dettagli. Casio ha confermato la propria presenza stabile inaugurando la nuova serie CTX (con CT-X5000 al top), dove l’innovazione principale consiste nel motore sonoro AiX. Yamaha ha rinnovato il proprio catalogo con PSR-E463 e PSR-EW410 introducendo la possibilità di campionare i suoni dall’ingresso AUX-IN e la modalità Groove Creator utile per i DJ set. Discrete le vendite di Roland GO-Keys, una tastiera a buon prezzo con suoni discreti e una modalità arranger irrituale, tutta da scoprire.

Casio CT-X5000

E domani: il rapporto del blog Tastiere Arranger

Prepariamoci ora a chiudere in bellezza il 2018. Domattina saremo di nuovo qui: ci faremo gli auguri per l’anno nuovo in occasione della pubblicazione del rapporto annuale 2018 del blog Tastiere Arranger.

A domani!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

31 dicembre 2018 at 07:00

Pack Greetings from Italy Versione 2 (per Genos e PSR-S975/S775)

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Nel mese di novembre, Yamaha Music Soft ha pubblicato – in sordina – la versione aggiornata del pacchetto di espansione Greetings from Italy rendendolo compatibile con gli arranger workstation di ultima generazione: Genos e PSR-S975/S775. L’aggiornamento software include tutti i contenuti della versione precedente con l’aggiunta di dodici stili nuovi, altri suoni e inediti groove. Vi ho già raccontato, in un paio d’occasioni, l’importanza di questo lavoro sponsorizzato dal distributore italiano di prodotti Yamaha: ricorderete il mio racconto diretto registrato dai protagonisti in questo blog nel maggio 2017 e, successivamente, il test approfondito pubblicato dal sottoscritto su SM Strumenti Musicali nel mese di settembre dello stesso anno.  

Versione 2 del celebre pacchetto di espansione per arranger Yamaha

Le vendite del primo pacchetto sono state particolarmente incoraggianti e hanno superato i confini italiani, propagandosi verso paesi esteri in Europa ed oltre, con grande soddisfazione del quartiere generale di Yamaha. Ed è così che Michele Mucciacito di Evento Suono, nel continuare la propria collaborazione con il distributore italiano di Yamaha, allo stesso tempo, si può permettere il lusso di strizzare l’occhio ad una dimensione più internazionale.

L’expansione pack originale era focalizzato sul repertorio da balera del centro-sud: questa volta si aggiungono ritmi e timbri provenienti dalla Romagna e da altre regioni nel nord-Italia. Fra i nuovi stili di repertorio liscio, possiamo citare Romagna Waltz, Romagna Polka, Piacentina Waltz, Piacentina Polka e Tango Beguine. Nelle sale da ballo, i ritmi tradizionali si lasciano contaminare spesso da sfumature più moderne: non a caso, nella versione 2 Michele ha inserito stili nuovi come Pop Beguine, Hully Gully Dance, Party Ballad, Moderato Dance, Tarantella Dance, Disco Cha Cha e un Terzinato che stimolerà le coppie dei più teneroni sulla pista. Da non sottovalutare, poi, la riproposizione della voce di soprano di Alessandra Bosco che caratterizza le parti di alcuni stili già presenti della prima versione.

Fra le voci inedite in questa secondo rilascio di Greetings from Italy, fanno capolino un timbro di clarinetto in Do (lo strumento che Secondo Casadei aveva assegnato alle parti virtuosistiche principali del liscio romagnolo), un timbro di fisarmonica alla piacentina (con accordature particolari adatte per valzer, polka e mazurka) e un kit di percussioni specifico per la pizzica. Ci sono 60 memorie di Registration e non mancano due MIDI file da effetto, vale a dire La donna è mobile e Libiamo ne’ lieti calici, che chiudono le danze in modo spettacolare.

Come succede in situazioni simili, il nuovo pacchetto non è compatibile a ritroso sui modelli Yamaha precedenti, come Tyros 5 e PSR-S970/S770: per questi arramger resta valido il pacchetto originale. Il prezzo è però rimasto invariato – 129,99 Euro – indipendentemente dal modello di destinazione.

Riuscirà Yamaha a conquistare quote di mercato importanti nel settore dell’intrattenimento in balera & affini, un settore da sempre dominato da un’azienda italiana (marchigiana) molto nota ai lettori di questo blog? Lo scopriremo presto, se vedremo crescere nelle sale da ballo il numero di musicisti che suonano Genos, PSR-S975 o PSR-S775 con i ritmi di questo nuovo pacchetto di espansione.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

14 dicembre 2018 at 22:01

Suonare l’arranger in chiesa

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Suonare un arranger Korg in chiesa

Chissà quanti fra di voi, lettori abituali di questo blog, suonate l’organo liturgico o le tastiere durante le celebrazioni in chiesa. A me succede talvolta, a dire il vero sempre più di rado: da tempo infatti , se posso, preferisco farmi da parte e dare spazio alle giovani generazioni. Tuttavia, salta sempre fuori la necessità di fare il tappabuchi e mi tocca prendere il mio strumento arranger (e qui la portabilità è tutto!), caricarlo in auto e raggiungere la mia chiesa oppure quella dove si svolge un matrimonio o una celebrazione particolare. 

Organi liturgici portatili

Da secoli, lo strumento più adatto all’uso liturgico è l’organo. Ci sono sul mercato diversi strumenti digitali portatili che sono idealmente candidati a questo scopo. La giovanissima Dexibell propone due modelli diversi: Classico L3 per il repertorio più “esatto” e Combo J7 per l’emulazione Hammond; entrambi i prodotti includono diverse varianti di pianoforti acustici ed elettrici, archi e altri strumenti acustici tali da coprire un’estesa paletta sonora. Un’azienda italiana di lunga tradizione è Viscount che offre due modelli portatili di organo: Legendo Solo è l’organo che simula le ruote foniche tonewheels e Cantorum VI Plus che si distingue per la parte più classica.  Orla, ancora un’azienda italiana, offre Stage Concert uno strumento con 88 tasti pesati che si presta ad essere un ibrido fra organo, pianoforte digitale con piccola sezione arranger. E poi c’è Ahlborn con il modello Parvus II, organo portatile costruito intorno al processore DRAKE della compianta Generalmusic. Il mondo dei cloni di organi portatili Hammond è molto più vasto e il mercato offre un discreto elenco di strumenti da diversi produttori (Clavia Nord, Roland, Crumar, DLQ e Hammond-Suzuki ovviamente), ma qui mi fermo, altrimenti uscirei dal seminato di questo blog.

Dexibell Classico L3

Suonare un arranger in un contesto liturgico

Del resto questo sito è dedicato agli arranger e, su questo terreno, vorrei tornare a condividere le mie riflessioni. Qualsiasi arranger si presta “sulla carta” ad essere utilizzato in chiesa per accompagnare un coro: Korg, Yamaha, Ketron, Roland, Casio e così via. Ovviamente, suonare un arranger in chiesa non è la stessa cosa come farlo su un palco, in balera o al ristorante. Innanzitutto, il punto essenziale è che qualsiasi strumento utilizzato nella liturgia, serve essenzialmente per accompagnare e sostenere il canto e, in certi momenti. per riempire il silenzio dell’azione liturgica, aiutando i partecipanti a mantenere la concentrazione. Personalmente, faccio spesso ricorso ai suoni d’organo presenti sul mio arranger, sia classici sia moderni. Talvolta passo all’uso di pad e tappeti d’archi, al pianoforte acustico o al piano vintage EP. In molte situazioni, un suono di pianoforte acustico in layer con un pad rappresenta la condizione più efficace. Quando è presente anche un chitarrista, mi trovo molte volte a suonare le parti di basso. Cerco di non caricare troppo gli effetti ed evito tutto il resto, di solito. Se mi trovo a suonare da solo e il coro da guidare è fatto di ragazzi giovani, faccio anche ricorso a qualche stile di accompagnamento nei brani più ritmati.

Per quanto riguarda i suoni classici d’organo, vale la pena segnalare che alcuni arranger possono essere estesi con pacchetti dedicati come Church Organ per Yamaha e #01 Church Organ per Korg.

Musica per il worship negli USA

Dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, al contrario della vecchia Europa, la musica religiosa moderna sta vivendo un periodo di grande popolarità: il repertorio worship è molto vasto e brulica di artisti che vi si dedicano con passione. Provate a cercare da voi Christian Music su Spotify, Deezer, Amazon Music o Apple Music e potrete intuire le dimensioni e la varietà di questo fenomeno musicale. La crescita continua dagli anni 90 ad oggi e, secondo Billboard, negli USA le vendite della musica di ispirazione cristiana sono superiori a quelle della musica classica, jazz, latin, new age e delle colonne sonore.

Yamaha spinge PSR-S975 e PSR-S775 per la musica worship

Data questa situazione, recentemente Yamaha USA ha dato vita ad una serie di azioni promozionali volte ad attirare l’attenzione del mondo dei tastieristi di worship su PSR-S975/S775: ne è un esempio questo video tutorial dedicato ai musicisti che accompagnano il canto dell’assemblea in condizioni di One Man Band. Una realtà nella quale, per la cronaca, l’arranger si trova ben attrezzato grazie ad un valido arsenale di suoni, all’amplificazione di bordo, alla possibilità di utilizzare basi MIDI o MP3, alla disponibilità di collegare un microfono per cantare con un’armonizzatore vocale e, infine, alla capacità di proiettare i testi delle canzoni.

Prima di chiudere, vorrei segnalarvi una giovane artista che, dopo essersi dimostrata una brava autrice e interprete di musica worship, ha raggiunto nel 2018 la cima delle classifiche e di download negli USA. Si chiama Lauren Daigle: da un paio di mesi sto “consumando” il mio abbonamento di musica streaming ascoltando all’infinito il suo ultimo album Look Up Child. Lauren non è un fulmine a ciel sereno: nella sua musica e nella sua voce potete trovarci  un po’ di Adele e di Amy Winehouse. Ma vale la pena davvero ascoltarla.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

7 dicembre 2018 at 06:00

Sample Creator: nuovo pack di 30 stili dance per Yamaha Genos, Tyros5, PSR-S975 e PSR-S970

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L’amico Filippo Liguori, animatore del gruppo Facebook Arrangers Italia, mi ha segnalato con entusiasmo la recente iniziativa denominata Sample Creator. L’idea alla base è quella di sfruttare groove audio per le parti percussive degli accompagnamenti e offrire quindi nuovi materiali compatibili con gli arranger Yamaha dove l’adozione degli audio drum permette di incrementare il tasso di realismo a livelli di resa dal vivo, in situazioni altrimenti non raggiungibili tramite i tradizionali drum kit MIDI.

Ecco le parole di Filippo, che riporto integralmente, dopo aver ottenuto la sua approvazione per la pubblicazione qui su Tastiere Arranger. Gli sono molto grato per questo.

Potremmo chiamarlo “amore a prima vista” anche se in questo caso il senso deputato ad esprimersi, sarebbe l’udito, ma questo conta poco. La frase rende l’idea di quanto accaduto.

Dopo aver assistito mercoledì 5 giugno alla prima uscita ufficiale della Sample Creator, mi sono subito accaparrato quanto ascoltato, portando a casa il primo pack prodotto dal mitico trio Amedeo Siotto, Ciro Capobianco e Maurizio Filisdeo. L’impressione era di quelle davvero entusiasmanti, un po’ come rifare l’unboxing della mia Yamaha Genos.

E non mi sbagliavo. Il lavoro svolto dalla Sample Creator è proprio orientato in questo senso. Non è solo aggiungere una mole impressionante di materiale sonoro (style riscritti per rendere la proposta ancora più attuale a quanto richiesto in un ambito pianobaristico estremamente professionale; loop audio elaborati, sincronizzati e processati in modo da spingere quasi come un ologramma batteristi e percussionisti fuori dalla tastiera, per materializzarsi al centro del mio studio; nuovi elementi drums One Shot per arricchire eventualmente i drum kit di fabbrica e nuovi suoni in SDF di basso e piano desunti da mitici strumenti che hanno fatto la storia della musica pop).

Già, non solo questo. Il lavoro della Sample Creator reinventa lo strumento, restituendomi sotto le mani una nuova entità.

Nuova sonorità, impressionante, profonda, attuale, ma in totale armonia con quanto preesistente nella mia Yamaha Genos (ma potrebbe essere anche una PSR-S970, una PSR-S975 o una Tyros 5, il discorso non cambia), così da dare modo, a chi ama personalizzarsi in modo maniacale il proprio strumento, di sfruttare tanto il pack nel suo meraviglioso assemblaggio, ma anche di attingere da esso le infinite risorse che offre combinandole a quanto dato di fabbrica da Yamaha nei suoi evolutissimi prodotti.

Perché, se è vero che l’immaginazione non ha fine, a volte bisogna fare i conti con scelte aziendali che orientano fortemente il sound e le possibilità musicali di questi strumenti.

Da oggi e per quanto riguarda gli arranger Yamaha, grazie alla Sample Creator, questo orizzonte si allarga talmente tanto da restituirci un panorama mozzafiato che prima non c’era.

E sapere che il mitico trio è già a lavoro per nuovi pack non fa che rendermi ancora più entusiasta.

(Filippo Liguori)

Potete rintracciare altre informazioni su Sample Creator sulla pagina Facebook oppure sullo specifico canale YouTube.

Dopo la presentazione del 5 giugno citata da Filippo, il trio  Sample Creator ha annunciato che sarà messo a disposizione uno style gratuito in versione demo al fine di permettere il test personale sulle potenzialità di questi stili con audio drum.

Chi fosse interessato può inviare un messaggio a samplecreator@gmail.com specificando il modello della tastiera (Genos, PSR-S975, PSR-S970) ed il file info dello strumento.

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Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

9 giugno 2018 at 11:41