Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

Posts Tagged ‘genos

Programmazione stili Yamaha, se ne parla su SM Strumenti Musicali

with 2 comments

Quanti di voi in queste settimane stanno seguendo il corso di programmazione degli stili su arranger Yamaha? Proprio oggi, il portale SM Strumenti Musicali ha pubblicato l’approfondimento che gli ho dedicato. È sottinteso che la lettura è consigliata.

Il corso è organizzato da Danilo Donzella e Mauro Di Ruscio di Yamaha Music Europe (divisione italiana). Il docente Michele Mucciacito è una vecchia conoscenza dei lettori di questo blog: si veda l’intervista e il nostro racconto del successo raggiunto dal pacchetto di espansione Greetings from Italy.

Michele Mucciacito – Docente del corso di Style Making

Il corso on line riguarda i suonatori di arranger workstation Yamaha di ultima generazione, tutti strumenti che ho già recensito: Yamaha Genos, Yamaha PSR-SX900 e Yamaha PSR-SX700.

Tuttavia, anche i possessori di modelli Yamaha precedenti possono essere comunque interessati a questo corso. Mi riferisco a tastiere arranger di cui abbiamo ampiamente parlato in questo blog come: PSR-S975/S775, PSR-S970/S770, Tyros 5, PSR-S950/S750, Tyros 4, PSR-S910/S710, Tyros 3, PSR-S900/S700

Buona lettura su SM Strumenti Musicali!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

16 marzo 2020 at 13:15

Il “di dietro” degli arranger workstation

with 8 comments

La parte posteriore di una tastiera digitale è quella di cui il tastierista non si cura quando suona dal vivo, ma è quella che vede il pubblico. È un dettaglio non è del tutto trascurabile. Tuttavia, ancora più importante è che quello è lo spazio dedicato alle connessioni. Non ha quindi un valore esclusivamente estetico. E oggi ho pensato di dedicare un articolo a questo argomento, confrontando il “di dietro” degli arranger workstation oggi a listino nelle categorie ammiraglie e livello medio.

Trattasi di nove modelli prodotti da Korg, Yamaha e Ketron e, per i quali abbiamo pubblicato una rassegna in un paio di occasioni: arranger di lusso e mid-level.

Osserviamo questi arranger da vicino mentre, al fondo dell’articolo, una tabella sinottica ci permette di confrontare i dati tecnici delle connessioni disponibili.

Yamaha Genos

La sponda posteriore di Genos spicca per le forme sinuose ed eleganti. Dal punto di vista delle connessioni, l’elenco è sovrabbondante. Spiccano rispetto la concorrenza, la presenza di una doppia coppia di MIDI IN e MIDI OUT, ben tre coppie di uscite stereo, gli speaker digitali per gli amplificatori esterni GNS-MS01. Infine, Genos è l’unica della serie ad offrire un’uscita digitale.

Il design di Yamaha Genos

Korg Pa4X

Anche l’ammiraglia di casa Korg riserva connessioni dedicate per un’amplificatore proprietario, PaAS. Come tutte le ammiraglie, dispone di ingresso microfonico compatibile per jack 1’4″ standard e XLR con alimentazione Phantom (per i microfoni a condensatore). Pa4X è l’unico della serie ad avere un ingresso AUX IN stereo, in aggiunta alla coppia Right-Left. Le forme squadrate sono alleggerite dal taglio di colore della scocca.

Korg Pa4X

Ketron SD9, SD60 e SD90

I tre modelli di Ketron si distinguono per il doppio ingresso MIDI IN: la ragione dipende dal fatto che questi arranger hanno un duplice motore sonoro (proprietario e GM) e ognuno di essi ha un ingresso MIDI dedicato. Gli arranger Ketron potrebbero attirare l’attenzione dei musicisti grazie alla porta MIDI THRU, scomparsa su tutti gli altri arranger qui in rassegna. Altre connessioni originali sono l’ingresso multipolare per l’unità a pedale footswitch e l’uscita video DVI. Gli ingressi AUX IN e AUX OUT sono monofonici.

Ketron SD90, unico modulo arranger di questa rassegna

Korg Pa1000 e Pa700

Scendiamo di categoria con le due coppie di fratelli Korg e Yamaha: lo si nota dal diradarsi di connessioni disponibili che restano comunque, ad onor del vero, sufficienti per un utilizzo professionale. Pa1000 e PA700 si distinguono per la condivisione dell’ingresso AUX IN (Right-Left) utile per collegare un microfono dinamico o una chitarra. Le nuove serie di questi modelli hanno adottato la porta HDMI, diventato lo standard de facto per i monitor video.

Il retro di Korg Pa700 (analogo a quello di Pa1000)

Yamaha PSR-SX900 e PSR-SX700

I due fratelli di casa Yamaha non sono perfettamente identici: il fratello maggiore PSR-SX900 vanta due uscite sub-stereo, la possibilità di collegare un adattatore USB per inviare il segnale video ad un monitor esterno e la connessione Bluetooth per ricevere il segnale audio da uno smartphone o tablet. Entrambi però meritano una menzione per la loro eleganza delle forme.

Il retro elegante di PSR-SX900 (analogo a quello di PSR-SX700)

Conclusioni

Nella scelta di una tastiera nuova da acquistare, succede talvolta di sorvolare sulle connessioni disponibili: onde evitare sorprese inaspettate, vi propongo una tabella riepilogativa. Osservate gli aspetti analoghi e quelli distintivi di ogni modello: spero che queste informazioni possano aiutare tutti a fare chiarezza sulle caratteristiche di ciascuno strumento.

Fate clic sull’immagine per ingrandirla

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

28 febbraio 2020 at 06:00

Misuriamo Yamaha PSR-SX700 (accanto a PSR-SX900)

with 9 comments

Da vent’anni, da quando cioè Yamaha ha intrapreso l’evoluzione ricorrente della serie PSR, abbiamo assistito all’uscita regolare – ogni due-tre anni – di due modelli abbinati: uno completo e uno ridimensionato. Nelle prime coppie di modelli, la distanza fra i due arranger era notevole e il “fratello” minore si presentava spesso al mercato come una classica scelta di ripiego, a causa dei tagli operati. Ma il progressivo rilascio di caratteristiche hardware e software di rilievo verso modelli più economici ha avuto conseguenze anche su questa scelta strategica: negli ultimi dieci anni, il modello minore della coppia si è presentato con credenziali notevoli e, grazie al mantenimento di un prezzo più aggressivo, si è fatto spazio fra quei clienti che cercano risoluti il bilanciamento qualità-prezzo.

Oggi, affrontiamo questo esercizio con i nuovi arranger Yamaha del momento: PSR-SX900 e PSR-SX700. Il primo si trova in vendita poco sotto i 1800 Euro, il secondo si sta assestando sui 990 Euro. La differenza di prezzo è considerevole ma, prima di vedere insieme il perché, vorrei puntualizzare i punti di forza di PSR-SX700. Non è uno strumento che vive all’ombra del modello superiore e ha tutte le carte in regola per destare l’attenzione di molti appassionati di arranger.

Yamaha PSR-SX700 dal tono elegante

Valori assoluti, a prescindere dal confronto

Nel mio recente test di PSR-SX900, pubblicato su SM Strumenti Musicali, ho scritto tutto quello che avevo potuto sperimentare su questa opera di tecnologia applicata alla musica. Vi consiglio la lettura: vedrete le tante caratteristiche di pregio insite in PSR-SX900: molte di queste le ritroverete intatte anche su PSR-SX700: fra tutte, vi segnalo in primis la presenza dei tasti FSB. Infatti, in questa gamma di prezzo, normalmente la qualità dei tasti montati dai costruttori è molto leggera; qui invece Yamaha merita un applauso avendo introdotto i tasti FSB che erano stati per anni una presenza apprezzata nella serie Tyros. Passando al resto, in estrema sintesi, PSR-SX700 ha conservato del modello superiore lo schermo a colori touch screen con l’usabilità pari a quella dell’ammiraglia Genos, lo stesso generatore AWM, le quattro parti di tastiera, lo Style Creator e il registratore MIDI/audio rinnovati, il registratore MP3, il joystick, le funzioni di assegnazione, la Playlist, lo Style Section Reset… (le specifiche tecniche complete sono qui). Che ve ne pare?

C’è anche un punto a favore di PSR-SX700 rispetto il modello superiore: i consumi energetici inferiori (21W) pesano di meno sui conti della bolletta.

Detto questo, vediamo ora il dettaglio dei tagli operati. Spuntateli e chiedetevi se potete farne a meno.

Assenze significative

  • PSR-SX700 ha 5 effetti Insert invece di 8: poco male, direte voi. Ma all’appello mancano gli effetti VCM (sono 13 in tutto, fra cui varianti di Flanger, Phaser ed Auto Wah, oltre ad un compressore “analog”); su questo strumento si dovrà fare ricorso agli altri effetti standard. Sono sempre risorse di qualità ma manca quel tono vintage che la tecnologia VCM consente.
  • La wavetable è sostanzialmente condivisa ma il numero di suoni disponibili diminuisce: 986 voci (contro 1337) e 41 drum kit (contro 56). La ridotta varietà timbrica è diffusa equamente fra tutte le famiglie di strumenti.
  • Gli stili di fabbrica sono 433 contro 525. Si potrà compensare riutilizzando stili di modelli Yamaha precedenti oppure acquistandone di nuovi. O personalizzando gli stili esistenti facendo ricorso al migliorato Style Assembly.
  • 226 sono i banchi di Multipad (contro 329).
  • Chord Looper: qui non c’è la gestione automatica della progressione di accordi che per Yamaha è una novità introdotta appositamente su PSR-SX900.
  • No Vocal Harmony (VH2) e no vocoder. Qui non c’è storia: se siete abituati a cantare e a utilizzare l’armonizzatore interno e i suoi effetti, non avete alternativa.
  • Nessuna uscita video. A dire il vero, se non fate karaoke dal vivo, nemmeno vi serve.
  • Gli spettacolari speaker di PSR-SX900 qui non ci sono e sono sostituiti da una coppia di diffusori a 15W ciascuno. Il modello superiore dispone di diaframma in polipropilene disposto in una nuova struttura: occorre usare le proprie orecchie per capire la differenza. Se fosse questo il solo punto di rammarico, si potrebbe optare per l’acquisto a parte di un subwoofer compatto come KS-SW100. Ma chi ascolta in cuffia oppure utilizza un PA esterno, non è nemmeno sfiorato da questa riduzione.
Yamaha PSR-SX700

Assenze marginali

Proseguo con le recisioni, separandole dall’elenco principale, perché queste sono marginali, ovviamente in modo del tutto soggettivo.

  • Lo spazio di memoria per l’aggiunta dei pacchetti di espansione vale 400MB (contro 1GB). Significa semplicemente minore comodità nel caricamento degli eventuali Expansion Pack che vorrete installare.
  • La sezione arranger è incompatibile con gli stili audio. Considero questo taglio fra quelli marginali perché Yamaha non sta spingendo seriamente sulle tracce audio fra gli stili e, quindi, il repertorio di accompagnamenti basati sul MIDI continua ad essere trainante in questo eco-sistema.
  • Sul retro ci sono le due uscite audio stereo di alta qualità, ma mancano le uscite stereo addizionali di SUB OUTPUT, che possono essere usate per adattare il suono a varie situazioni dal vivo: ad esempio, convogliando i bassi attraverso un subwoofer separato per un risultato più pieno e potente, oppure inviando strumenti a percussione a una console esterna per dare forma al proprio suono.

Assenze del tutto trascurabili

Infine, per completezza di informazione, ecco gli ultimi tagli che – a mio modesto avviso – sono del tutto trascurabili:

  • Il Bluetooth non è disponibile: per ascoltare dalle casse il segnale audio da un dispositivo esterno (smartphone, tablet…) si dovrà fare ricorso ad un cavo con connettore mini-jack, come quello delle cuffie, da collegare alla porta AUX-IN.
  • Lo spazio di memoria per i dati utente è di 1GB (contro 4GB). Si potrà agevolmente sopperire con una memoria USB sempre inserita. Le più economiche oggi hanno ben più di 4GB.
  • C’è una sola porta USB-to-Device (contro due). È un limite insignificante, dato che si può collegare comunque un hub USB per accedere fino a quattro dispositivi flash USB.

Conclusioni

Va da sé che i tastieristi che suonano esclusivamente fra le proprie mura di casa potrebbero risentire di meno del rammarico provocato da tali ridimensionamenti. Chi fosse in procinto di acquistare un arranger e fosse in dubbio nella scelta dovrebbe semplicemente chiedersi se qualcuna delle caratteristiche tagliate sia essenziale e irrinunciabile. Per tutti gli altri, PSR-SX700 è un buono strumento, ben equilibrato, e vi permette di risparmiare 900 Euro (in taluni casi anche di più) per ottenere un arranger workstation Yamaha con cui suonare, registrare, esercitarsi e divertirsi.

Dulcis in fundo, vale sempre la stessa regola: recatevi in un negozio di strumenti musicali e provate di persona qualsiasi strumento, prima dell’acquisto. Chi trascura questa regola avrà sempre un motivo di rimpianto per non averlo fatto (credetemi, so di cosa stato parlando).

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

13 febbraio 2020 at 20:22

Pubblicato su Yamaha

Tagged with , , , , , , ,

Sample Creator: intervista a Maurizio Filisdeo

with 2 comments

Nei giorni scorsi, il 28 gennaio, presso il negozio di strumenti musicali Cherubini a Roma, si è svolta la presentazione ufficiale di Sample Creator. È un’occasione ghiotta per approfondire la conoscenza di questa nuova realtà. Ne parliamo direttamente con uno dei protagonisti di punta, Maurizio Filisdeo.

Re: Maurizio, in due parole, cosa c’è dietro Sample Creator?

MF: Sample Creator è una giovane realtà imprenditoriale nata nella Campania, ma che conta collaborazioni musicali anche in altre regioni d’Italia.  Siamo un gruppo di musicisti professionisti che realizza Styles & Sound Pack per tastiere arranger.  Ci occupiamo di produrre risorse di qualità per musicisti reali: il nostro mondo ideale è quello dei tastieristi che suonano con le proprie mani dal vivo. Esiste un’importante realtà di chi lavora nelle sale, nelle discoteche, nei grandi ristoranti e in tutti luoghi dove si intrattiene il pubblico con la musica. Ma per noi sono importanti anche coloro che suonano fra le proprie mura di casa: anche lì, c’è chi è alla ricerca di un repertorio nuovo e vivace.

Maurizio Filisdeo (al centro) insieme ai protagonisti di Sample Creator da Cherubini (Roma)

Re: Il vostro software è compatibile con tutti gli arranger?

MF: Al momento attuale, il nostro mercato di riferimento sono i possessori di arranger Yamaha compatibili con YEM 2.4 e versione successive. YEM è il pack manager necessario per l’installazione dei nostri prodotti. I modelli interessati sono quindi Genos, Tyros 5, PSR-SX900, PSR-SX700, PSR-S975, PSR-S775 e PSR-S970. Nel nostro piccolo, pensiamo di poter offrire un valore aggiunto ai clienti Yamaha.

Re: La presentazione a Roma è stata l’occasione per dare visibilità al vostro catalogo.

MF: La nostra vetrina è sul web. Dal sito di Sample Creator è possibile acquistare i nostri prodotti. Al momento attuale, l’offerta di suoni e composta da tre pack. Prima c’è RealPiano SC, un campionamento di pianoforte acustico di 120MB con tre varianti Normal, Mellow e Bright, 5 layer di dinamica stereo, fino a 10 secondi di campionamento per nota, con un controllo accurato dello smorzamento. Sound Pack 1 offre invece suoni storici e che non sono presenti fra i preset Yamaha. Nel Sound Pack 2 si trovano pianoforti Rhodes, EP Ray con il tremolo, il classico suono di piano del Korg M1 (utilizzato in migliaia di dischi) e un basso finger PX Bass.

Re: Vedo che il pezzo forte di Sample Creator sono comunque gli stili per gli arranger.

MF: Gli stili di nostra produzione vanno ad ampliare il repertorio da ballo per i suonatori di prodotti Yamaha. Non è un caso che nascono tutti con tracce audio innovative per la parte drum: le parti percussive sono il frutto di registrazioni dal vivo di un vero batterista. L’audio viene campionato, segmentato in slice e compresso in RX2. Sono pienamente compatibili con gli arranger Yamaha e possono essere usati per suonare dal vivo o per registrare Song: le tracce possono essere riutilizzate per assemblare nuovi stili grazie alla funzione Style Creator di serie sugli strumenti Yamaha. L’offerta è in crescita e già otto pack sono in vendita, più un super-pacchetto Ultimate che include le risorse degli altri pack. Pop 1 e Soft Dance sono rivolti ai musicisti di repertorio moderno contemporaneo. Per la musica dance ci sono i pack Reggaeton 1, Disco & House 1 e Latin Dance 1.

Re: Dimmi di più della collaborazione con Alfredo Golino, musicista di caratura internazionale.

MF: Da tempo collaboriamo con Alfredo Golino che oggi vive a Brescia. È un onore per noi collaborare con un musicista completo che, grazie al grande talento e alla grande professionalità, ha dato tantissimo alla musica. La sua storia professionale è costellata di esperienze con musicisti celebri. Gli stili realizzati insieme sono raccolti in tre pack, dove le percussioni sono state tutte registrate da Alfredo in persona. Si spazia dal pop, al repertorio dance fino ai generi più tradizionali da sala.

Re: È possibile ascoltare la vostra produzione?

MF: Sul nostro sito, sono presenti tutte le demo. Siamo convinti che molti saranno sorpresi di trovare stili particolarmente utili dal vivo, rispetto generi che i preset non hanno ancora coperto. Pensiamo che Sample Creator possa diventare una risorsa importante a disposizione di molti musicisti perché va a completare l’offerta standard di Yamaha che è già di grande qualità.

Re: L’altra sera, nel vostro evento a Roma, avete accennato qualcosa di interessante per il vostro futuro imminente.

MF: Sì, la prossima generazione di stili sarà basata su una nuova nostra tecnica. Andremo ad utilizzare il motore degli arranger Yamaha per suonare stili completamente audio, aumentando così il tasso di realismo che questi fantastici strumenti sono già in grado di offrire oggi. Il nostro Revolution Algorithm ci consentirà di produrre stili dove anche le chitarre e gli altri strumenti saranno in formato audio. Lavorando sul time stretching e sul riconoscimento armonico, riusciamo ad ottenere risultati sino a ieri impensabili su un arranger. Sarete sorpresi. Queste parti non saranno editabili sull’arranger Yamaha, ma saranno assemblabili e quindi utili per la costruzione di nuovi stili secondo i gusti e le scelte del singolo musicista. Siamo in fase di rifinitura e di collaudo finale: entro la primavera pubblicheremo le prime risorse innovative.

Re: Grazie, Maurizio. Vi auguro tutto il meglio.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

31 gennaio 2020 at 06:00

Il panorama delle tastiere arranger del 2019

with one comment

Rieccoci qua, a fine anno: tiriamo insieme le somme e rivediamo la cronaca del 2019 per quanto compete il mercato degli arranger.

Ammiraglie

Il 2019 è stato un anno di assestamento nell’area degli arranger di lusso e l’unica novità hardware riguarda l’annuncio dei Clavinova CVP-800, realizzati incorporando il motore di Yamaha Genos all’interno di un pianoforte digitale con mobile e finiture di pregio. Genos stessa continua la propria sfida contro Korg Pa4X, mentre la triade Ketron (SD9, SD60 e SD90) persevera nella propria caccia a favore di professionisti interessati a disporre di macchine disegnate su misura per le serate dal vivo. Pa4X ha ottenuto un aggiornamento importante nel mese di marzo con il rilascio della versione 3.0 denominata Next, i cui aspetti più evidenti riguardavano la nuova interfaccia video (Dark Glimmering) e il raddoppio della memoria per i campioni personali (3GB lineari). Da parte sua, Genos ha ricevuto ben due aggiornamenti vistosi del software (1.40 a luglio e 2.0 a novembre): anche qui raddoppio della memoria a 3GB, presenza del Superior Pack e molto altro ancora. Anche Ketron non è rimasta a guardare e ha provveduto al rilascio del Pack Audya Styles nei mesi estivi e della versione 2.0.3 in autunno, il tutto a favore dei suoi tre prodotti di punta.

Yamaha Clavinova serie CVP-800

Arranger medi

Dopo un 2018 tranquillo, la terra di mezzo degli arranger workstation è stata movimentata da importanti annunci. Il primo riguarda l’ingresso di PSR-SX700 e PSR-SX900 sul mercato con cui Yamaha offre l’esperienza utente innovativa di Genos anche nella serie PSR. Non è un aspetto banale, dato che – oltre alla nuova usabilità su touch screen – i modelli PSR hanno potuto colmare il gap che li distanziava dalla concorrenza, grazie all’introduzione del registratore MP3, quattro parti da suonare in tempo reale (Right 1-2-3 + Lower), il reset del tempo durante l’esecuzione di uno Style, il chord looper e una memoria interna generosa che spazia da 1GB a 4GB. Dobbiamo poi registrare l’ingresso di un nuovo produttore di arranger: si chiama Cavagnolo, proviene dalla Francia e con Air Symphony ha presentato il suo primo box arranger, associabile ad un tablet e disegnato su misura dei fisarmonicisti. In quest’area, continua a giocare un ruolo da protagonista anche Korg che, con Pa700 e Pa1000, presenta ai musicisti gran parte del concentrato di tecnologia musicale di Pa4X; nella seconda parte dell’anno, Korg ha rinnovato questi due modelli intervenendo a livello hardware: uscita HDMI al posto di RCA e nuova batteria clock. Tali novità hanno comportato un aggiornamento del sistema operativo (V1.4 per Pa700 e V1.3.1 per Pa1000: due numeri diversi a parità di contenuto).

Pagina degli stili di Cavagnolo Air Symphony

Apri-pista

Tre sono le novità più importanti nel segmento di primo ingresso, dove si scatena il numero più elevato di attori fra chi produce strumenti musicali. Al Winter NAMM di gennaio 2019, Yamaha aveva annunciato PSR-E360, l’ennesima variazione della tastiera ideale per principianti. Casio invece si è segnalata per due annunci: Privia PX-S3000 è un pianoforte digitale smilzo nelle forme, ma eredita buona parte dei progressi raggiunti nella serie CT-X (generatore sonoro AiX e rinnovato parco stili) e nuova serie Casiotone, che è composta da tre modelli fra cui spicca CTS-300 grazie alla presenza di tasti dinamici.

Nuovi modelli Casiotone nel 2019

Prossimamente: il rapporto del blog Tastiere Arranger

Saremo di nuovo qui molto presto: ci faremo gli auguri per l’anno nuovo, in occasione della pubblicazione del rapporto annuale 2019 del blog Tastiere Arranger.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

31 dicembre 2019 at 09:00

Yamaha Genos, PSR-SX900/SX700: Player e Song List

with 2 comments

Nell’ambito delle molteplici innovazioni introdotte da Yamaha con la nuova esperienza utente rilasciata su Genos, PSR-SX900 e PSR-SX700 (ne abbiamo già parlato spesso, ricordate?) vorrei oggi approfondire qui con voi un aspetto preciso: il lettore di basi. Ritengo che molti di voi siano già consapevoli che su questi strumenti possiamo eseguire sia Standard MIDI file sia basi Audio, ma forse non tutti sanno che ci sono due modalità operative distinte: Player e Song List. Vediamole entrambe.

Modalità Player

Premendo il tasto fisico Player si accede al riproduttore di basi. Qui sono organizzati, in modo chiaro ed efficace, tutti i controlli delle song. Qualora si mettano in esecuzione due brani contemporaneamente, è possibile regolare il bilanciamento del volume tra il brano MIDI e quello Audio, assegnando la funzione MIDI/Audio Song Balance ad una manopola di Live Control: tutta girata a sinistra, si ascolterà la base MIDI, tutta girata destra si ascolterà il brano Audio. Nel passaggio fra i due, si dovrà girare la manopola con una certa sollecitudine, altrimenti si rischia l’effetto marmellata sonora. Il doppio lettore consente di agire sulla singola base spostando il punto di esecuzione in avanti/indietro semplicemente toccando la linea di avanzamento e scorrendo il dito sullo schermo. Si può fermare un brano in pausa e passare con un colpo di dita immediatamente al brano successivo, eventualmente prenotato come Next.

Modalità Player: MIDI sulla sinistra e Audio sulla destra

I brani MIDI sono controllabili con quattro marcatori di posizione che agevolano la ripetizione in loop di alcuni segmenti del brano o il salto a posizioni specifiche, ottenendo una certa qual interattività creativa nell’esecuzione dei brani preregistrati. I controlli principali del Tempo e del Transpose dello strumento agiscono ovviamente anche sui brani in formato MIDI (ma questo lo immaginatave già, vero?).

Nei brani Audio sono invece disponibili: Vocal Cancel per eliminare la voce del canto dalle basi e cantarci sopra, Time Stretch per rallentare/accelerare il tempo e Pitch Shift per eseguire la trasposizione tonale, senza esagerare onde evitare risultati voci stridule o, al contrario, alquanto ottuse. Si può ripetere in loop un segmento audio segnando al volo, a tempo di esecuzione, i punti di inizio e fine (A-B Repeat).

Lo spartito digitale Score è disponibile solo per i brani MIDI, mentre Lyrics e Text valgono anche per i brani Audio. La differenza fra Lyrics e Text è nota e la ricordo qui solo per quei pochi distratti a cui è sfuggita:

  • Lyrics sono i testi del brano sincroni con la musica, trattasi di eventi MIDI specifici negli Standard MIDI File, o di tag (LYRICSBEGIN, SLT/SYLT, ULT/USLT, CD+G) nei brani MP3.
  • I file di testo sono semplici file .txt creati con un blocco note su PC, Mac, tablet o persino smartphone. Si prestano ad impieghi diversi e molto utili:  non solo per visualizzare testi o accordi a pagina piena, ma anche per rivedere note personali o appunti vari da ricordare al momento della performance.

Nei brani MIDI, gli accordi sono visibili solo se già presenti nello Standard MIDI file.

Modalità Song List

In alto, nella pagina video Player, è presente un selettore per passare a Song List e, successivamente, ritornare a Player se si desidera farlo.

Modalità Song List – Esempio di una scaletta su PSR-SX900

Potrà sembrare singolare ad alcuni di voi, ma in tutte le serie Tyros e PSR precedenti, la possibilità di creare scalette di basi da eseguire in playback sequenziale era affidata al concetto di Repeat Folder: trattavasi di una proprietà di sistema che, se attivata, consentiva di riprodurre i brani presenti in una cartella. Va da sé che la creazione di scalette personalizzate era vincolata alla copia dei brani interessati in una certa cartella. In alternativa – e solo per la serie Tyros – si potevano associare quattro cartelle ai quattro pulsanti SONG [I] – [IV] e chiedere allo strumento di eseguire i brani da quei percorsi.

Ora, Yamaha ha migliorato sensibilmente queste funzionalità introducendo la nuova modalità Song List: la composizione di una scaletta è di una semplicità disarmante. È sufficiente spostarsi dalla modalità Player a Song List e poi navigare sulla memoria interna o sulle memorie USB per aggiungere brani MIDI e MP3 alle proprie scalette. Basta poi toccare Up/Down per spostare un brano nell’elenco. Toccando Info si ha sotto mano il percorso della cartella originale in cui è salvato il brano. Si possono creare scalette con centinaia di brani ciascuna e memorizzare quante scalette si vogliono.

Song List è una funzionalità ben studiata e molto facile da usare.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

30 dicembre 2019 at 12:32

Pubblicato su Yamaha

Tagged with , , , , , , ,

Yamaha Genos 2.0 vede la luce

with 6 comments

Il rilascio odierno del sistema operativo 2.0 di Genos ci fa capire come Yamaha stia introducendo concetti di piattaforme totalmente aggiornabili sui propri prodotti.

Yamaha Genos 2.0

La nuova versione di Genos include numerosi miglioramenti, alcuni di questi già introdotti recentemente su PSR-SX900 e SX700: fra questi c’è il Chord Looper, detto anche “la vostra mano sinistra virtuale”, che permette di pilotare i pattern degli stili partendo da una sequenza di accordi registrata: in questo modo, il musicista potrà suonare insieme ad uno stile di accompagnamento, senza dover imputare gli accordi in tempo reale. Inoltre, la pagina video dello Style Creator è stata rivista e potenziata mentre la funzione Style Section Reset è stata associata al pulsante Tap Tempo. Da segnalare anche la gestione di scale temperate separate e diverse fra le tre voci Right1, Right2 e Right3.

L’elenco completo di tutte le novità è sul sito ufficiale: https://europe.yamaha.com/en/support/updates/firm_genos.html

Le novità odierne di Yamaha riguardano anche la disponibilità del Superior Pack che, gratuitamente, estende le risorse di bordo di Genos con 68 nuovi timbri (5 voci S.Art2!, 10 voci S.Art!, 6 MegaVoice e molte altre voci Live! e Sweet!) e 50 nuovi stili, dove la parte del leone la fa il repertorio germanico dello Schlagel (ben 11 style Entertainer); a ruota si fanno notare i generi RetroPop (7 style), Dance (6), Trad&Folk (5) e Oldies (4). Seguono poi, con tre stili ciascuno, le famiglie EasyListening, R&B, Movie&Show e Rock. Solo due stili per Pop, due per Jazz e un solo stile per il Country. Fate clic qui per l’elenco completo.

L’annunciato aumento della memoria di espansione da 1,8GB a 3GB merita un approfondimento: è evidente che questa miglioria si sia resa necessaria per dare spazio al nuovo Superior Pack. Senza tale accrescimento di memoria, alcuni clienti si sarebbero potuti trovare in ristrettezza di spazio data la compresenza di altri pacchetti di espansione eventualmente già installati. Altre vie non erano percorribili, dal momento che gli utenti non possono comprimere i propri campioni tramite YEM o altro.  Sono sicuro che anche alcuni di voi si saranno chiesti allora come Yamaha abbia potuto aumentare questo spazio fisico: non sono cose che si possono fare per magia e del resto V2.0, alla fin fine della fiera, è solo un aggiornamento software. Le ipotesi possono essere diverse e si muovono nell’area della compressione dei campioni. I campioni utente sono memorizzati tutti nel formato lineare a 16 bit, mentre solo le forme d’onda preset sono impacchettate all’interno della capacità fisica della memoria secondo un algoritmo di compressione che è l’ingrediente segreto alla base di AWM2, il generatore sonoro di Yamaha. Se quindi quella memoria di circa 1,8 GB era a disposizione per campioni utente non compressi, da dove viene fuori quindi lo spazio aggiuntivo fino a 3GB? Yamaha ha forse scovato un modo per far agire la compressione AWM2 anche sui campioni utente? Oppure, ha trovato ulteriore spazio per i campioni degli utenti agendo nella memoria flash interna – quella che racchiude le forme d’onda preset? Indagheremo con Yamaha per chiarire questo arcano.  

Dimenticavo: parallelamente, Yamaha ha anche aggiornato YEM alla versione 2.6.0, proprio per supportare Genos V2.0 e per gestire un’installazione rapida ed incrementale degli Expansion Pack.

Tutto questo (in aggiunta a quanto rilasciato lo scorso aprile con la versione V1.40) è davvero tanta roba. Chi ha investito su Yamaha Genos – dal 2017 ad oggi – può ritenersi ampiamente soddisfatto.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

15 novembre 2019 at 19:11

Yamaha: transizione alla nuova “esperienza utente”

with one comment

Se ricordate, in occasione del mio test di Genos dello scorso anno, avevo evidenziato come l’esperienza utente (UX) del nuovo sistema operativo, basato su schermo touch-screen, avrebbe potuto risultare un po’ complessa in una prima fase di utilizzo dello strumento, soprattutto per chi arrivava da un modello della serie Tyros o da un arranger della categoria PSR.

Allo stesso tempo, avevo però sottolineato come queste difficoltà fossero – tutto sommato – alquanto relative: certo, all’inizio lo strumento richiede di armarsi di pazienza per cercare quello che si desidera fra le pagine video che, in taluni casi, possono apparire d’amblais alquanto affollate. È naturale che sia così: rispetto Tyros, su Genos sono scomparsi dal pannello decine di pulsanti fisici; ritrovarne l’interattività fra i menu dello schermo touch screen potrebbe non essere così immediato a prima vista. Posso assicurare però che, dopo alcuni giorni di utilizzo, si comincia ad andare a memoria nelle posizioni a video specifiche di ciascuna funzione e tutto diventa più facile.

Yamaha Genos, l’ammiraglia con UX innovativa

Una nota di merito va comunque riconosciuta a Yamaha: prima di Genos, il passaggio da un arranger all’altro era di una semplicità sconcertante. L’omogeneità delle funzioni e dei tasti a pannello era rimasta sostanzialmente inalterata per tutta la famiglia Tyros e per la serie PRS sin da PSR-2000/PSR1000 in poi. Insomma, possiamo dirlo tranquillamente: i musicisti erano stati abituati bene.

Al fine di semplificare la transizione all’universo Genos, Yamaha ha provveduto con la pubblicazione di alcune guide disponibili al download in formato PDF, utili per tutti gli appassionati del genere arranger per documentarsi su come sono cambiate le funzioni dalla vecchia generazione alla nuova.

La lettura è consigliata per tutti e questi brevi documenti sono ricchi di illustrazioni ed esempi:

Come sapete, Yamaha ha rilasciato la tecnologia touch-screen anche sugli arranger workstation PSR-SX900 e PSR-SX750: diventa importante per tutti gli appassionati del marchio Yamaha affrontare prima o poi la conoscenza della nuova esperienza utente.

Per cui chiudo, augurandovi… buona lettura!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

7 ottobre 2019 at 06:00

Pubblicato su Yamaha

Tagged with , , ,

Yamaha Genos V1.40: promessa mantenuta

with 11 comments

La promessa fatta da Yamaha lo scorso aprile si è compiuta: ricordate? Ne avevamo parlato qui nei giorni in cui aveva fatto capolino sul web l’annuncio dell’aggiornamento del sistema operativo di Genos con il numero di sequenza V1.40.

L’annuncio di tre mesi fa citava, fra le novità più importanti, la rifinitura dell’esperienza utente al touch screen, l’introduzione di nuove funzioni di controllo Live e il completamento del supporto software allo schermo esterno. Ora che il software è uscito, abbiamo delle certezze e possiamo commentare insieme i dettagli.

Yamaha Genos (foto originale da AudioFanzine)

Chi ha installato V1.40 ha confermato che le prestazioni e i tempi di risposta dello strumento sono rimasti eccellenti e ha preso nota che, una volta installato, non c’è possibilità di ritornare indietro alla versione precedente (perché poi farlo?). Nel complesso, è migliorata la stabilità dello strumento e, sebbene gli arricchimenti funzionali non rappresentino nulla di straordinario, tutto sommato questo aggiornamento dimostra comunque una particolare attenzione ai dettagli e alla qualità.

Potete leggere da voi il dettaglio completo di tutte le singole modifiche, scorrendo la lettura integrale del change log (da v1.30 a V1.40) sul sito ufficiale oppure leggendo la presentazione istituzionale. Da parte mia, ho notato questi miglioramenti principali:

Nuove informazioni in tempo reale sulla pagina Home
  • La pagina Home è stata arricchita di nuove informazioni in tempo reale: 1) Bar/Beat/Tempo durante la riproduzione dello stile o del MIDI file; 2) Upper Octave/Transpose; 3) l’indicazione metrica, il tempo e la posizione corrente della Song; 4) e altrettanto per lo stile oltre all’indicatore di Tempo Lock.
  • E’ stata estesa la lista delle funzioni assegnabili ai controlli Live e al display Assignable.
  • Ora è possibile vedere il risultato delle operazioni dei pulsanti ASSIGNABLE tramite la finestra pop-up.
  • La capacità massima per una Song MIDI è stata estesa a 3MB.
  • La nota lacuna di controllo dell’uscita video è stata risolta permettendo di selezionare nelle pagine di Utility il contenuto visualizzato sul monitor esterno.
Risolta la lacuna di gestione dell’uscita video di Genos

A latere, seppure in sincronia con l’uscita del nuovo firmware, vale la pena di segnalare:

  • La funzione delle guide vocali è stata aggiornata a questa versione: Yamaha raccomanda di scaricare contestualmente anche l’ultima versione di questo file.
  • Anche il tool per la generazione di style in formato audio è stato adeguato: Audio Phraser si trova ora alla versione 1.0.1.

Per i proprietari di una Yamaha Genos, V1.40 rappresenta un aggiornamento importante che arricchirà ancor di più il contenuto di questo formidabile strumento. Ma, se confrontato al percorso di crescita software dell’ammiraglia concorrente di casa Korg, dobbiamo rilevare che Pa4X ha ricevuto due aggiornamenti rivoluzionari che hanno rinnovato profondamente l’usabilità dello strumento prima con la V2.0 del giugno 2017 e poi con V3.0 Next del gennaio 2019. La competizione fra le due ammiraglie giapponesi è sempre più elevata ma il quadro non sarebbe completo senza citare Ketron SD9: è fra questi tre strumenti al top di gamma che si gioca la partita per l’arranger più capace di soddisfare le richieste dei musicisti più esigenti.

Tornando al firmware 1.40, ci sono altre modifiche di minore importanza, ma comunque significative:

  • Onde evitare errori involontari dal vivo, quando si lavora sul touch screen con manopole e slider, il primo tocco non cambierà immediatamente il valore, ma lo selezionerà soltanto.
  • Le impostazioni dei caratteri di Lyrics e Text sono salvate e conservate anche dopo lo spegnimento dello strumento. Onestamente, questa cosa assomiglia più ad un bug fix che ad una miglioria.
  • Non è chiaro il perché, ma è stata disabilitata la possibilità di passare dalla modalità Dual Player alla pagina di Song List durante la riproduzione di una song.
  • L’elemento Song di una Registration Memory dà evidenza del fatto che si tratti di un brano MIDI piuttosto che un formato audio.

A corredo di tutto le migliorie introdotte con V1.40, non poteva mancare il consuento elenco di guasti software risolti. L’annuncio Yamaha ne riporta ben 13: potete leggere i dettagli da voi sul sito ufficiale

Carrellata di suoni e stili di Yamaha Genos, grazie a Bonedo Synthetizers

Alla prossima.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

1 luglio 2019 at 06:00

Pubblicato su Yamaha

Tagged with ,

Yamaha Genos: 10 brevi filmati istruttivi

with 8 comments

Yamaha Genos? Càspita, ma ho scritto davvero tanto su questa ammiraglia. Sia per questo blog, sia per SM Strumenti Musicali dove la mia recensione è stata giudicata dalla redazione talmente estesa da richiedere di essere spezzata in due: prima e seconda parte.

Oggi torno a parlarvi di questo strumento per segnalare – a quei pochi distratti a cui sono sfuggiti – i recenti filmati istruttivi pubblicati da Yamaha tre settimane or sono. Sono brevi video sottotitolati in italiano: possono facilitare la comprensione delle funzionalità software principali costruite all’interno dell’ammiraglia Yamaha, a favore di chi non conosce ancora a fondo lo strumento.

Commentiamo questi filmati allora, facciamolo tutti insieme. Ad uno ad uno.

Suonare Yamaha Genos, che spettacolo!

Il primo video illustra come trasferire l’intero ammontare delle risorse personalizzate da Tyros a Genos: in sequenza, Yamaha ci mostra come copiare i MIDI Setup e gli effetti, trasferendoli su una memoria USB da utilizzare per il successivo caricamento su Genos.

Invece, tramite un cavo USB collegato al proprio PC, è possibile copiare l’intero contenuto del disco fisso di Tyros: dal PC si può poi trasferire il tutto nuovamente su una memoria USB. In questo caso specifico, seppure sia possibile utilizzare la stessa memoria USB di cui sopra, Yamaha suggerisce di destinarne una in via definitiva, sfruttando uno slot presente sotto il pannello di Genos: servirà un cacciavite per aprire lo sportello e poi richiuderlo. La memoria USB, ivi installata in modo residente, potrà essere utilizzata con la stessa continuità garantita dal tradizionale hard disk della serie Tyros.

Compatibilità di Genos con la serie Tyros

Nel secondo contributo, Yamaha dimostra come ricercare qualsiasi risorsa sullo strumento: stili di accompagnamento, banchi di Registration, voci, elementi del Playlist, MIDI file e brani audio. I filtri agiscono sull’intero contenuto della memoria e possono trovare nomi di file, anche parziali, stili per range di tempo e file con contrassegni (tag) personalizzati.

La funzione di ricerca su Genos

Il terzo filmato illustra come individuare facilmente e richiamare i suoni preferiti all’interno del repertorio molto vasto. Le personalizzazione sugli effetti delle singole voci possono essere poi memorizzate in un banco di Registration.

Selezione di suoni preferiti su Yamaha Genos

Il video numero quattro corrisponde al precedente ma riguarda gli stili, suddivisi fra le numerose categorie. Anche per gli stili è possibile individuare quelli preferiti per un richiamo più immediato. Come da tradizione Yamaha, ogni stile ha il proprio banco di OTS in cui memorizzare le quattro parti da suonare dal vivo con la tastiera, da associare idealmente a ciascuna variazione dello stile stesso.

Selezione di stili di accompagnamento

Della Playlist di Genos vi ho già scritto in lungo in largo: se avete voglia, rileggete questo mio articolo di approfondimento, altrimenti seguite il clip che segue.

Con Playlist, Genos ha mandato in pensione MusicFinder.

Anche i Multipad rappresentano da sempre un’utile estensione degli stili per gli arranger Yamaha PSR/Tyros. Non potevano mancare su Genos.

I Mutipad possono gestire anche segmenti audio.

Il MIDI Song Edit di Tyros offre le stesse funzioni del buon vecchio Song Creator, sfruttando però le capacità offerte dallo schermo tattile di Genos.

MIDI Song Edit ha mandato in pensione Song Creator

I Live Control di Genos sono particolarmente ricchi di possibilità: nove slider e sei manopole assegnabili. Cosa volete di più?

Live Control su Yamaha Genos

Su Genos, è possibile assegnare a tre tasti il richiamo immediato di pagine o funzioni di utilizzo frequente. Ci sono poi gli HOME SHORTCUT – di ispirazione Ketron – nella parte inferiore dello schermo principale e anche questi sono personalizzabili.

Tasti assegnabili a sinistra del pannello e Home Shortcut al fondo del Touch Screen

Concludiamo con un filmato che illustra come utilizzare i banchi delle Registration per memorizzare tutte le scene possibili per le proprie esecuzioni. I banchi di Registration sono presenti da sempre sugli arranger Yamaha, ma Genos è il primo della serie che offre dieci locazioni per banco, due in più rispetto i modelli Tyros/PSR.

Registration: dieci locazioni di memoria per ciascun banco

Alla prossima!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

25 giugno 2019 at 06:00

Pubblicato su Yamaha

Tagged with

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: