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Il viaggio di Marcello Colò nell’industria musicale italiana

Questo è un libro che i lettori del blog Tastiere Arranger devono assolutamente leggere.

Il protagonista è Marcello Colò: ha avuto la fortuna di vivere nella cabina di regia l’epoca industriale italiana della musica dagli anni ’70 ad oggi. La storia si è svolta tutta nelle Marche (e in un pezzo di Romagna), nel centro globale per la tecnologia e l’innovazione degli strumenti musicali che hanno avuto successo in tutto il mondo. Il curriculum di Marcello spicca per la trasversalità con cui ha attraversato quegli anni: lui ha vissuto in prima persona la progettazione e la costruzione dei migliori synth e arranger di elaborazione italiana nelle diverse aziende con cui ha collaborato.

Nel libro “Scusi, ma lei che lavoro fa?” troverete la grande storia di CRB Elettronica di Duilio Borsini, un’azienda che ha forgiato un’intera generazione di professionisti del settore. Marcello ci racconta poi la fugace esperienza dei prodotti Delco. Nelle pagine successive, si possono conoscere da vicino gli inizi di Ketron Lab con la larga distribuzione internazionale curata dalla teutonica Solton. Il cuore del racconto riguarda la fortunata e lunga parabola di successo di Generalmusic, alias GEM. Le vicissitudini degli arranger professionali continuano con il Made in Italy di Korg e la distribuzione Syncro. In conclusione, il libro si porta a compimento con la straordinaria innovazione italiana avviata dall’indipendente Ketron e l’introduzione degli streaming audio negli arranger.

È un perfetto equilibrio fra viaggio nella tecnologia musicale e racconti di umanità vera. Si avverte il contributo della penna di Riccardo Gerbi nella stesura di quest’opera. Non vi nascondo che è un’emozione particolare per me commentare il lavoro prodotto da due amici e colleghi del team Arranger Legacy insieme a Giorgio Marinangeli (per la cronaca, protagonista di un capitolo del libro).

Del resto, pur citando una teoria sterminata di strumenti musicali e un elenco ricco di nomi e cognomi di persone, il libro si fa apprezzare come un racconto avvincente ed appassionato. Quando ho cominciato a leggerlo, sono stato catturato dalla smania di lettura e l’ho divorato in breve. Si narrano storie di persone e momenti di emozione; i dati tecnici sono annegati nel racconto e non annoiano mai; ci sono numerose foto a testimonianza dell’autentica e genuina sorgente di questo libro.

Ma, al di là della mia vicinanza con gli autori di quest’opera, devo riconoscere che oggettivamente questo libro vale tutta la vostra attenzione. Noi appassionati di arranger, abbiamo qui la possibilità di scoprire – da una fonte originale – molte informazioni sconosciute ai più e legate alle tastiere con accompagnamenti prodotte negli anni da GEM, Korg e Ketron. Non mancano poi riferimenti a SIEL, Roland, Technics e Yamaha.

Da pochi giorni, il libro può essere acquistato su Amazon e pare che stia scalando le classifiche di vendita nella sua categoria. Potete ordinare la versione cartacea (10,40€) oppure quella digitale su Kindle (2,99€). È una piccola spesa, ma – se siete un appassionato di tastiere musicali o un addetto ai lavori – il valore che potete ottenere in cambio, è incommensurabile.

Alla ricerca (vana) di arranger con tasti waterfall

Qualche mese fa, avevamo passato al setaccio l’offerta arranger sul mercato attuale alla ricerca di tasti semi-pesati. Avevamo riscontrato che questi sono prerogativa esclusiva dei modelli di classe ammiraglia. Ma, a pensarci proprio bene, c’è un’altra tipologia di tasti trascurata, del tutto assente fra gli arranger a listino.

Mi riferisco ai tasti waterfall, quelli tipici negli organi, non solo Hammond. Gli organisti non hanno l’opzione di una tastiera arranger costruita su misura della loro tecnica e del loro repertorio.

Dicesi waterfall la tastiera con un’azione analoga ai tasti semi-pesati, ma in grado di consentire l’esecuzione di passaggi rapidi, come sugli organi Hammond: i tasti waterfall hanno infatti un profilo frontale piatto, senza spigoli vivi e sono più arrotondati; la plastica è robusta perché deve resistere e facilitare il glissando (break) con il palmo della mano o con l’esterno delle dita. E poi hanno un alto punto di contatto per garantire quella risposta veloce che è essenziale per chi suona timbri di organo elettronico.

Fatar TP80 – Tastiera waterfall

Sappiamo tutti che i produttori di strumenti musicali sono organizzazioni destinate a generare valore e profitto per gli azionisti. Immagino quindi che, se negli ultimi decenni non sia mai stato prodotto un arranger con tastiera waterfall, è perché non ci siano mai state le garanzie di numeri sufficienti a coprire gli investimenti. Tuttavia, permettetemi di interrogarmi in proposito.

Se ci fosse infatti, oggi, una tastiera arranger moderna, portatile con tasti waterfall, io non escluderei un qualche interesse da parte degli appassionati della materia. Del resto su YouTube ho trovato diversi contributi di organisti che hanno accoppiato al proprio arranger la classica pedaliera d’organo con cui suonare la parte più grave durante le loro performance. Qualcosa vorrà pur dire.

Qualcuno di voi conosce i voluminosi e inamovibili organi con ritmi e accompagnamenti (FarfisaRoland AtelierTechnics GA3Lowrey, Hohner, Elka e compagnia): hanno fatto da precursori, aprendo la strada alla tecnologia più moderna degli attuali arranger. Fra quegli organi, erano popolari i tasti waterfall, almeno su uno dei due manuali. Erano strumenti monumentali, ora sono quasi tutti scomparsi (rimangono in vita Yamaha Electone per il mercato asiatico e Wersi serie OAX per il mercato tedesco). Godetevi il video che segue con un Roland Atelier AT-350C (cessata produzione), non male vero?

Nuova pagina di Indice dei contenuti del blog

Con la pubblicazione della Parte XI, abbiamo terminato la ristrutturazione della pagina di Indice dei contenuti del blog dedicato alle Tastiere Arranger.

La pagina Indice è sempre raggiungibile, da qualsiasi pagina del blog, facendo clic sulla barra dei menu. Se state leggendo il blog con un schermo grande, il menu con il link dell’Indice è visibile in alto; se invece state leggendo il blog da uno schermo piccolo (tipico di uno smartphone), allora il menu va prima aperto toccando il pulsante omonimo; e poi si potrà selezionare la pagina Indice.

Esempio di accesso alla pagina Indice su dispositivo con schermo grande
Esempio di accesso alla pagina Indice su dispositivo con schermo piccolo

Da ottobre 2009 a luglio 2022, ho pubblicato 744 articoli: orientarsi nella giungla di contenuti potrebbe essere complicato. Spero il nuovo formato (più compatto) della pagine Indice, possa aiutarvi nel trovare rapidamente le informazioni che state cercando.

Insomma, se il mondo delle tastiere con accompagnamenti appassiona anche voi, auspico possiate trovare qualche scritto interessante da leggere.

Suonare un arranger, una marcia in più

Qualcuno crede ancora che gli arranger siano strumenti a tastiera dove l’unico modo di esprimersi sia quello di suonare gli accordi con la mano sinistra e la melodia con la mano destra. Sembra che sia così, davvero: i luoghi comuni sono duri a morire.

Circola questa convinzione che gli arranger siano rimasti tecnicamente gli stessi che erano alla fine degli anni 80. Ragazzi, sono passati più di 30 anni da allora. Il mondo della tecnologia applicata alla musica è cambiato, più e più volte. Eppure, gli arranger continuano ad essere discriminati e ci tocca leggere frasi del tipo “è riduttivo essere costretti a suonare gli styles con la mano sinistra”.

Ovviamente, quanti vogliono continuare a suonare gli accordi con la mano sinistra sono liberi di farlo, ma ci sono almeno altre quattro modalità principali di suonare in tempo reale con un accompagnamento, impiegando con libertà entrambe le mani per suonare come se fosse un pianoforte o un organo.

Vediamole insieme, applicandole ai vari modelli di arranger sul mercato.

Suonare un arranger (fonte: Bartek Krzemiński, YouTube)

1 – Riconoscimento accordi sull’intera estensione della tastiera

Questo è il modo più rapido e semplice: consente di produrre l’accompagnamento adeguato mentre si suona con entrambe le mani come si farebbe su un pianoforte convenzionale, agendo in qualsiasi punto della tastiera. L’arranger interpreta quali note si stanno suonando per determinare i cambi di accordo al momento appropriato: l’uso di entrambe le mani a proprio piacimento permette di mantenere il controllo interattivo in tempo reale della progressione armonica della propria musica. Si dovrà avere solo l’accortezza  di suonare in simultanea le necessarie note degli intervalli armonici ad ogni necessità di cambio accordo.

MarcaModelloFunzionalità
YamahaGenos, serie PSR-SX900, PSR-SX700, PSR-SX600Diteggiatura: Full Keyboard
e AI Full Keyboard
KorgPa5X, Pa4X, Pa1000, Pa700,
Pa600
Chord Scan Area: LOWER+UPPER Oppure Split Off
KetronSD-9, SD-90, SD-60, SD-7, SD-40Play Mode: Pianist On
RolandEX-50, E-A7, BK-9Modo Chord: WHOLE
CasioCT-S500, CT-S1000V, CT-X5000, CT-X3000Diteggiatura: FULL RANGE CHORD

2 – Sfruttare le sequenze di accordi

Su molti arranger è disponibile una funzionalità che offre ancor maggior libertà nell’esecuzione a mani libere. Questa funzione consente di memorizzare una progressione di accordi e di assegnarla allo stile di accompagnamento in esecuzione. L’arranger guida la sequenza e le mani sono libere per suonare con autonomia sulla tastiera, senza preoccuparsi minimamente degli accordi, mentre l’accompagnamento procede secondo la sequenza prevista. Si possono creare centinaia di progressioni di accordi e richiamarli dal vivo al volo. Il prezzo della libertà totale consiste nel fatto che la sequenza è registrata e non si possono improvvisare accordi diversi: tuttavia, si potrà sempre passare da una progressione ad un’altra per aumentare la varietà ed evitare la ripetitività.

MarcaModelloFunzionalità
Yamaha Genos, PSR-SX900 Chord Looper
Korg Pa5X, Pa4X, Pa1000, Pa700 Chord Sequence
Ketron SD-9, SD-90, SD-60 Launch Pad: PHRASE
Roland BK-9 CHORD LOOP
Casio CT-X5000, CT-X3000 Pre-regolazioni musicali

3 – Suonare su basi con il controllo dei marker

Suonare sopra le basi sembra apparentemente l’unico metodo che può utilizzare chi non possiede un arranger: vedi workstation, lettori di basi e pianoforti digitali e così via. Si mette in playback una song mentre le parti dal vivo restano disponibili per suonare con le nostre mani. Sembrerebbe quindi che, con questa tecnica, gli arranger siano uguali agli altri strumenti, ma non è così. Anche in questo caso gli arranger “vincono facile”, grazie all’immediato accesso ai marker. Come ho già illustrato in questo blog, l’utilizzo dei marker consente di costruire performance inedite in tempo reale, pur essendo di fronte ad una base preregistrata. Sugli arranger, sono abitualmente presenti i controlli fisici dei marker (pulsanti o touch screen): è possibile ripetere frasi, saltare da una misura della song all’altra, allungare l’esecuzione quando necessario o accorciarla di schianto passando alle misure finali.

MarcaModello Funzionalità
Yamaha Genos, PSR-SX900, PSR-SX700, PSR-SX600 Marcatori di posizione
Korg Pa5X, Pa4X, Pa1000, Pa700,
Pa600
Markers
Ketron SD-9, SD-90, SD-60, SD-7, SD-40 Marker
Roland E-A7, serie BK Mark & Jump

4 – Suonare sopra basi personali costruite con rapidità

Ovviamente potete usare basi già fatte da altri (acquistate o scaricate dal web) ma… che grigiore! Perché non costruite da voi le vostre registrazioni? Ora se avete una DAW o un sequencer, potrete registrare le vostre basi musicali multi-traccia e poi editarle per renderle perfette. Ottimo. E, anche in questo caso, gli arranger vi offrono un qualcosa in più. Grazie all’integrazione degli stili di accompagnamento nel sequencer, potrete creare velocemente le basi e poi editarle a piacere aggiungendo il vostro tocco di personalità. E il valore aggiunto è che, invece di trascorrere ore del vostro tempo a costruire parti ripetitive (traccia ritmica, basso e non solo), con un arranger potrete concentrarvi sulle parti più creative e interessanti dei vostri brani. Trattasi di un acceleratore di creatività artistica che solo un arranger può offrirvi.

Marca Modello Funzionalità
Yamaha Genos, PSR-SX900, PSR-SX700, PSR-SX600 Song Recording (ex Song Creator)
Korg Pa5X, Pa4X, Pa1000, Pa700,
Pa600
Sequencer
Ketron SD-9, SD-90, SD-60, SD-7, SD-40 MIDI/Audio Recording
Roland EX-50, E-A7, BK-9 Registrazione
Casio CT-S500, CT-S1000V, CT-X5000, CT-X3000 Registrazione

Conclusioni

Insomma, non c’è motivo di sentirsi inferiori o inadeguati se suonate un arranger invece di una workstation o qualsiasi altra tipologia di strumento digitale a tastiera. Chi suona un arranger dispone di uno strumento con tecnologia musicale estesa, studiata per “suonare veramente” e non per fare finta. Il corredo musicale e le funzionalità software delle tastiere con accompagnamenti sono una marcia in più. Il resto lo dobbiamo mettere noi con le nostre capacità, il nostro gusto musicale e il nostro estro.

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PS: Gli argomenti di oggi fanno parte di un discorso più ampio, cominciato mesi fa in questo blog con Nozioni di base e, successivamente, esteso con Pad, Multipad, Live Control, Groove Creator, LaunchPad e Kaoss FX.

Tastiere arranger – Parte XI

Software Heiko Plate

PSR Utility (PSRUTI)
Accordi in un MIDI file
Come inserire testi e accordi (I)
Come inserire testi e accordi (II)
Come inserire testi e accordi (III)

Software Michael Bedesem

MidiPlayer
MixMaster
MusicFinderView

Software Yamaha

YEM 2.0istruzioniYEM 2.2

Yamaha NoteStarYamaha Note Star in crescitaAddio NoteStar

Yamaha Music SoftSuonare insieme alle tracce audioYamaha Music Soft si rinnovaPromozione sconto/quantità

Altro software

iReal Pro
BandLab e Cakewalk by BandLab
EMC Style Works Universal XT
MidiBand
MuseScore
Tyros/PSR Magic

Tastiere arranger 2020
Tastiere arranger

Focus Korg PA5X su SM Strumenti Musicali

Il mio articolo di focus su Korg Pa5X è ora disponibile su SM Strumenti Musicali.
Ve l’avevo promesso l’altro giorno.

Buona lettura!

PS: Se qualcuno di voi si fosse perso qualche articolo di questo blog in merito agli arranger Korg, vi consiglio una visita alla pagina Tastiere Arranger – Parte III interamente dedicata all’argomento.

Tastiere arranger – Parte X

Questo blog

Note dell’autore: Qualcuno potrebbe chiedersi… , Pagine web di questo blog, Questo blog 2.0, Un milione di volte clic, Anniversario 10 anni

Rapporto 2010 

Rapporto 2011 

Rapporto 2012

Rapporto 2013 

Rapporto 2014 

Rapporto 2015

Rapporto 2016 

Rapporto 2017 

Rapporto 2018

Rapporto 2019 

Rapporto 2020 

Rapporto 2021

Korg Pa900 (sopra) e Pa4X Pro (sotto) – Foto di Mario Jr Restagno

Tastiere arranger – Parte IX

Oscillazione prezzi

Febbraio 2022
Novembre 2021
Ottobre 2018 
Comprare e vendere tastiere usate (2016)
Ottobre 2015  

Il team di Arranger Legacy

Riccardo Gerbi, Marcello Colò, Giorgio Marinangeli e Renato Restagno

Solton TS4K by Ketron Lab
Roland E-20, E-10, E-5 e PRO E
Korg i5M, i5S
Generalmusic WS2

Fiere

Fiere ai tempi del web:

Suonare di tutto e dappertutto

Suonare brani classici
Spartiti cartacei o digitali, Spartito digitale per Windows
Sostituire l’unità floppy-disk della tastiera con un lettore di memorie flash USBfarlo su Roland E-86
Mescolare gli arrangiamenti
Suonare l’arranger in chiesa

Punti di vista

Musica in sala
Il paese dei figuranti
Troppa tecnologia
Alla ricerca di arranger con tasti semi-pesati o con tasti waterfall
Basi MIDI e file MP3 contro gli arranger
Ogni occasione è buona per (imparare a) suonare

Eventi

Una serata all’Ariston nel 2015 e una nel 2016,
Museo degli strumenti musicali di Hamamatsu (Giappone)
Niente Giappone per PSR-S910/S710 e Tyros 3

Bibliografia varia

Jerry KovarskiTastiere for Dummies
Il viaggio di Marcello Colò nell’industria musicale italiana
Confronto tra ammiraglie 
Yamaha Music Club
Canali YouTube per arranger workstationTutorSynth

NAMM 2022 | Tanto tuonò, ma poi non piovve

La buona notizia è che, passata la buriana epidemica, la fiera californiana del NAMM è tornata a fare capolino con i suoi padiglioni, i suoi stand e le migliaia di visitatori che si accalcano per vedere da vicino e toccare gli strumenti musicali del presente e del futuro.

La comunità degli appassionati di tastiere musicali si era scaldata nel web nelle ultime settimane. C’era chi dava per sicura la presentazione della nuova ammiraglia arranger presso lo stand Korg. C’era chi ipotizzava l’apparizione del successore di Genos presso lo stand Yamaha. C’era chi si sentiva pronto ad applaudire nuovi prodotti generati dai centri R&D di Casio, Ketron e Roland.

La sede del NAMM Show 2022 | Anaheim (California, USA)

E invece per noi appassionati di arranger… nisba. Nada. Nulla di nuovo sotto il sole. Yamaha ha presentato – per la prima volta alla vetrina nordamericana – il modello PSR-E473 che ho testato per voi qualche settimana fa. Da Korg non ci sono conferme: evidentemente la gestazione della nuova ammiraglia di cui si vocifera da almeno 12 mesi richiede ancora tempo e il lancio è rinviato al prossimo autunno. Casio ha semplicemente smosso le acque con una CT-S1 colorata da Romero Britto e denominata CT-S1FH. Qualcosa di più interessante si è visto allo stand Dexibell dove sono stati presentati i nuovi S10 e S10L.

Questo NAMM sarà ricordato probabilmente per la presenza virtuale e palpabile di Dave Smith, mitico fondatore di Sequential Circuit, scomparso il 31 maggio scorso e ricordato con affetto e rispetto da tutte le aziende produttrici di strumenti musicali che, negli anni avevano avuto a che fare con quest’uomo che ha lasciato un segno indelebile nella produzione dei sintetizzatori (Prophet-5 il modello più celebre) e nella definizione del protocollo universale del MIDI.

Dave Smith | Riposa in pace

Tastiere arranger – Parte VIII

I miei scritti su SM Strumenti Musicali

Rassegne:

Korg Pa5X – Focus
Yamaha PSR-E473 – La mia recensione
Dexibell XMURE: arranger per tastieristi e chitarristi
Tastiere usate: sapete sceglierle?
Idee regalo per tastieristi arranger
Regalare una tastiera nel 2021
Yamaha PSS-A50: la compatta che piace ai musicisti
Yamaha DGX-670: pianoforte moderno e versatile
Nuovo arranger? Pensate in grande!
Yamaha PSR-SX600 – La mia recensione
Korg i3 – La mia recensione
Yamaha PSR-EW310 e PSR-E373: Super Articulation per tutti
Focus su Yamaha PSR-SX600
Supporti Ketroniani Gold
Suonare un arranger al giorno d’oggi
Style Making: il corso per Yamaha Genos e PSR-SX
Pianoforti arranger 2020 – Seconda edizione
Yamaha PSR-SX900 – La mia recensione
Roland Go:Keys sotto lente di ingrandimento
Yamaha Genos: la mia recensione, prima parteseconda parte
Ketron SD90focusla mia recensione
Reportage Dexibell

I miei scritti su Audiofader

Yamaha Greetings from Italy: la mia recensione
Yamaha PSR-S970 e PSR-S770: la mia recensione
Roland E-A7: la mia recensione
Pianoforti arranger 2017 (pagine all’interno dello speciale “Pianoforti digitali”) – Prima edizione

I miei scritti su MusicOff

La tastiera portatile per tutte le tasche
Workstation arranger low cost
Consigli per gli acquisti di fine anno – parte I, parte II