Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

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Believe in Music 2021: i video su YouTube

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Nei giorni scorsi, su Tastiere Arranger.com vi ho segnalato tutti i video dimostrativi che hanno catturato la mia attenzione sulla piattaforma di Believe in Music 2021. A favore di coloro che, non essendosi registrati alla fiera virtuale del NAMM 2021, non hanno potuto accedere alla visione di quei contributi in tempo reale, segnalo qui una serie di quei video che ora sono stati resi visibili su YouTube. Ora non avete più scuse e potete guardarli da voi.

Cominciamo con l’unico vero annuncio di un nuovo arranger nel corso della fiera. Si tratta del pianoforte Yamaha DGX-670. Ecco a voi Gabriel Aldort: si è rivelato il più brillante fra i dimostratori di tutte le case.

Yamaha DGX-670 pianoforte arranger

Lo stesso Gabriel ha riproposto altri video. Sono tutti sul canale YouTube di Yamaha Corporation of America. Qui mi limito a riproporre la presentazione di PSR-E373 di cui abbiamo già parlato lo scorso settembre in questo stesso blog e su SM Strumenti Musicali.

Casio non ha ancoras pubblicato su YouTube le presentazioni dedicate agli arranger della serie CT-X e CDP-S che avevo citato nei giorni scorsi. Per ora si è limitata a farci vedere in chiaro l’intervista musicale di Rich Formidoni a Tom Brislin (tastierista dei Kansas dal mese di febbraio 2019). Questa è stata l’occasione per parlare dei pianoforti Privia PX-S3000 e Celviano Grand Hybrid GP-510.

Passiamo allo stand virtuale di Korg, dove non sono state presentate novità nel comparto arranger. Vale la pena tuttavia segnalarvi un paio di video. Nel primo osserviamo Luciano Minetti e James Saveja suonare con entusiasmo Nautilus e Kronos.

Nel secondo video, vi ripropongo Luciano Minetti nella veste di dimostratore dei nuovi pianoforti digitali Korg della serie LP380 U, progettati per la casa, lo studio, la didattica e per gli appassionati in genere.

Ovviamente, c’è molto altro materiale disponibile sui vari canali YouTube in rete. Lascio a voi il divertimento nella ricerca e nella caccia dei contributi che saranno a voi più graditi.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

23 gennaio 2021 at 10:11

Believe in Music 2021: quarta e quinta giornata di fiera virtuale

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La partecipazione da remoto agli ultimi due giorni del Believe in Music 2021 mi ha lasciato alcune sensazioni precise e che discendono direttamente dallo spirito degli organizzatori del Winter NAMM. Il rispetto con cui la materia è stata trattata. La passione che è emersa da tutti i dimostratori video che ho seguito, Il buon umore che si poteva cogliere nelle sfumature e che infondeva ottimismo in un periodo così buio per l’intera umanità. La voglia di fare squadra: dopo essermi iscritto, sono stato contattato da diversi espositori che non volevano vendere nulla, volevano solo farsi conoscere e aprire un contatto: nulla di più. Il senso di responsabilità: un aspetto a cui nessuno di noi si può sottrarre, volente o nolente.

Dalla sponda Roland giunge l’artista R&B Brook D’Leau con la presentazione di questo box pieno di pad, pulsanti e tasti che si presta ad essere il tipo di strumento musicale per i creatori di musica moderna. VERSELAB MV-1 consente di registrare brani multitraccia con registrazione vocale. Grazie al motore sonoro ZEN-Core integrato, è possibile accedere ad una vasta libreria di strumenti e suoni ritmici. Che sia questa la tipologia di strumenti che manderà definitivamente in pensione gli arranger per il songwriting?

Alvaro Gandul ha offerto il proprio contributo presentando due nuove varianti del clone Hammond portatile di casa Yamaha.
Dopo YC61, escono YC76 (76 tasti semipesati) e YC88 (88 tasti pesati). La serie YC si presenta con una sezione d’organi elaborata da due motori: Virtual Circuitry Modeling (VCM) e il nuovo FM Synth Organ.

Jordan Rudess ha legato il proprio nome a Korg e quest’anno è tornato al Winter NAMM per una dimostrazione dal vivo in streaming. In questo caso, si è trattato dei nuovi NAUTILUS e OPSIX. Per quei pochi che non lo sapessero, Jordan è stato votato “miglior tastierista di tutti i tempi” e deve la propria fama per essere stato il tastierista / polistrumentista della band prog rock Dream Theater e del gruppo strumentale Liquid Tension Experiment.

Negli ultimi 11 anni del Winter NAMM, il concerto di Yamaha Night of Worship ha presentato esibizioni dal vivo di artisti contemporanei di musica di ispirazione cristiana. Quest’anno ho seguito l’esibizione dei We The Kingdom, nominati artisti dell’anno 2020 dalla Gospel Music Association e mi sono piaciuti per la loro bravura e freschezza.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

22 gennaio 2021 at 22:42

NAMM | Believe in Music 2021

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Cucù, la fiera del Winter NAMM non c’è più. Anzi, no: c’è ancora, ma quest’anno è “virtualizzata”. Non potendo aprire i padiglioni di Anaheim (California, USA), gli organizzatori del NAMM hanno dato vita ad una fiera basata su stand digitali ai quali è possibile accedere da casa propria tramite Internet. Idealmente potrebbe accadere che questa modalità di fiera possa fare il botto, avendo a disposizione una platea globale di visitatori da tutti gli angoli del pianeta.

Coloro che vogliono visitare il NAMM 2021 Believe in Music possono farlo iscrivendosi sulla pagina web di registrazione.

Aspettiamo le 15 (ore italiane ) di lunedì 18 gennaio per scoprire eventuali novità. Nel frattempo possiamo circolare fra gli stand virtuali e prendere confidenza con i marchi presenti all’evento.

Il portale di Believe in Music 2021 offre una discreta serie di possibilità di partecipazione, come:

  • Consultare il prospetto di tutti gli eventi programmati in streaming (Full Schedule).
  • Visitare gli stand virtuali e conoscere i prodotti “esposti” (Brands).
  • Seguire in tempo reale la Believe TV (Global Livestream).
  • Assistere a numerose presentazioni di strumenti musicali nella Gear TV.
  • Seguire l’esibizione dal vivo di musicisti nella Artist TV.
  • Contattare direttamente i protagonisti di ogni casa di produzione di strumenti musicali.
  • Molto altro ancora.

Dopo l’iscrizione è possibile individuare i marchi preferiti da tenere d’occhio. E, per quanto riguarda gli arranger, nell’immagine che segue (e che ho catturato dal portale) potete vedere i nomi delle aziende che ho trovato; dovessero saltare fuori altre sorprese, non esiterò a farmi vivo e a darvene notizia.

Torneremo qui a commentare insieme nei prossimi giorni. A presto!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

17 gennaio 2021 at 21:35

Come cercare lo stile più appropriato per ogni canzone

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Avete necessità di suonare una certa canzone sul vostro arranger, ma non avete idea di quale stile di accompagnamento utilizzare? Potrebbe tornarvi utile confrontarvi con questa piccola guida ispirata ad una metodologia utile su come provvedere quando Songbook, Registration, MusicFinder e altri database non contengono il brano che state cercando.

L’esperienza del MyMusicFinder

Quando avevo programmato la prima edizione del MyMusicFinder per Yamaha Tyros nel 2010 (NDA: l’ultimo aggiornamento è del 2017), ricordo di aver speso notti, settimane, mesi per ottenere il più ampio repertorio. Lo scopo particolare era di arricchire il file originale fornito da Yamaha con due caratteristiche allora mancanti:

  • Titoli veri delle canzoni originali. Per questioni di diritti editoriali, Yamaha era solita camuffare con nomi di fantasia. Ad esempio, A Whiter Shade of Pale era nascosta dietro White and Pale.
  • Massiccia presenza di brani italiani (il file ufficiale aveva quasi esclusivamente successi internazionali).

Quell’esperienza mi aveva permesso di approfondire la conoscenza del mio arranger e di maturare una certa confidenza con le potenzialità musicali degli stili.

Nell’articolo di oggi, vi racconto la metodologia che avevo adottato allora e che sostanzialmente utilizzo ancora oggi, nella prospettiva che possa tornare utile a qualcuno di voi. Magari non per rifare le stesse cose nello stesso modo ma, piuttosto, per pensare un vostro metodo personale, atto a migliorare il vostro lavoro con l’arranger che avete a disposizione.

Reinventare la musica con gli arranger

Fase I – Studiare il repertorio di fabbrica

Un arranger normalmente offre diverse centinaia di stili di serie. La vostra ricerca sarà molto più rapida se, prima di cominciare, vi siete spesi preparandovi con uno studio volto ad ottenere la padronanza di massima degli stili disponibili: questa fase di approfondimento richiede tempo, certo, ma i risultati saranno percepibili da voi stessi quando andrete a provare e ad analizzare le varie categorie di repertorio. Mentre provate gli stili, prendete nota delle possibilità di ogni stile che vi stuzzica. Potrete farvi già una idea su come orientarvi successivamente e risparmiare molto tempo nelle fasi che seguono.

Fase II – Alla ricerca dello stile verticale

Una volta individuato il titolo della canzone che vogliamo assegnare ad uno stile, andiamo alla ricerca di un possibile stile costruito ad hoc. Questa è la parte più facile di tutto il lavoro.

Tutti gli stili sono programmati partendo da brani specifici. Alcuni di questi sono stati costruiti in modo blindato sulla canzone originale. Lo si intuisce dall’Intro che ripropone la stessa sequenza del brano di successo o dalle variazioni che si prestano facilmente a seguire l’arrangiamento autentico, con le varie sfumature armoniche.

I fortunati possono quindi trovare l’accompagnamento baciato sulla canzone cercata. Va da sé che questo è più probabile che succeda con i brani di successo internazionale. Se così è, avete finito la vostra ricerca.

Quando la vostra ricerca di uno stile verticale non ha successo, cosa potete fare? Fra le diverse opzioni, c’è quella di cercare lo stile sul web (magari acquistandolo dal portale ufficiale del produttore), di programmarlo da voi se il vostro arranger dispone di funzioni di editor degli stili e/o di costruzioni automatiche di stili da MIDI file. Resta però un’altra possibilità: cercate fra gli altri stili (versatili) del vostro arranger, se per caso ne esiste uno che si adatta alla canzone in oggetto. Approfondiamo quest’ultima.

Fase III – Alla ricerca di uno stile versatile

Se siete arrivati qui, significa che siete versatili. Bene. Ecco per voi la guida passo a passo.

  1. Individuate il tempo (BPM) della canzone originale e impostatelo sull’arranger.
  2. Mettetevi nelle condizioni di effettuare confronti a parità di risorsa: tempo bloccato (cercate sul manuale come tenere lo stesso tempo pur caricando in memoria un nuovo stile) e partenza da variazione 1.
  3. Cominciate ora a passare in rassegna gli stili preset ad uno ad uno: avendo bloccato il tempo, tutti gli stili suoneranno con il BPM corretto. E questa è già una prima scrematura: alcuni stili saranno “stravolti” dal cambio di tempo e quindi vi sarà rapido scartarli al primo ascolto.
  4. Partendo sempre dalla variazione 1, avete un modo uniforme e immediato di confronto. Vi permetterà di misurare velocemente l’attinenza di ogni stile sulla vostra canzone. Se vi ha convinto, non esitate a provare le altre variazioni.
  5. Se alcune tracce dell’arrangiamento sono inadatte ma la scansione ritmica delle percussioni sembra funzionare, non esitate a mettere in mute le tracce eccessive. Sapete bene come la penso sulla leggerezza degli arrangiamenti: guadagnerete in realismo. Sarà necessario salvare lo stile con minori tracce in una locazione di memoria User, assegnandogli un nuovo nome.
  6. Ovviamente avrete cominciate l’analisi degli stili dalle categorie di repertorio più vicine al brano originale ma, se non trovate nulla di interessante, passate tranquillamente ad altre categorie. Scoprirete con sorpresa che, persino nell’area degli stili jazz, ballroom o etnici potreste trovare qualcosa di stimolante per chi suona il pop o il rock.
  7. Non abbiate paura di sperimentare e abbiate il coraggio di abbandonarvi alla vostra ispirazione: non è detto che dobbiate per forza suonare ogni canzone mantenendo la fedeltà servile all’arrangiamento originale. Se trovate che uno stile lontano dal brano di riferimento riesce comunque a mantenere lo spirito del brano o, semplicemente, gli trasferisce maggiore freschezza, perché non tentare?
  8. Ignorate Intro ed Ending elaborati: salvo rare eccezioni, si ottengono minori discordanze in esecuzione se si parte da introduzioni più semplici o addirittura dal Count-In.
  9. Una volta individuato lo stile più giusto, memorizzatelo nel vostro database (Registration, MusicFinder, SongBook, Performance o come diavolo si chiama sul vostro arranger) ma non consideratela una scelta fatta per l’eternità. Può succedere spesso nel tempo di cambiare idea o di scoprire maggiore efficacia in uno stile diverso. Cambiatelo!

Arrangiatevi!

Reinventare la musica è una delle caratteristiche più intriganti fra quelle che sono a portata di mano di chi suona un arranger. Non abbiate paura di dare spazio alla vostra creatività interpretando brani famosi in modo personale, molto più originale.

Fate come Scott Bradlee i suoi Postmodern Jukebox: da alcuni anni, pubblica sul web (e, finché si potevano fare concerti, in giro per il mondo) centinaia di canzoni famose, dandole una nuova veste e una nuova vita. A questo scopo, guardate cosa è riuscito a fare con All the Small Things dei Blink 182 facendola cantare a Puddles Pity Party (a parte il travestimento, che voce!). Io adoro la nuova versione, molto più dell’originale pop punk che aveva venduto milioni di dischi nel 1999.

Seguono qui sotto entrambi i video: quale preferite voi?

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

7 gennaio 2021 at 06:00

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Il rapporto 2020 del blog Tastiere Arranger

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Come da tradizione di ogni Capodanno, ci ritroviamo qui a tirare le somme sull’anno appena trascorso, cercando conforto insieme, noi compagni di passione, amici suonatori di tastiere con accompagnamenti. Ancora una volta, cominciamo un anno nuovo osservando insieme l’evoluzione del blog Tastiere Arranger negli ultimi 12 mesi.

Letture e traguardi

Ecco i dati, brevemente:

  • Negli ultimi 12 mesi, il blog Tastiere Arranger ha registrato oltre 198.000 clic a fronte di 80.000 visitatori unici, dimostrando una crescita del 5% rispetto il 2019.
  • Negli ultimi mesi dell’anno, la media si è stabilizzata su 645 visite giornaliere.
  • In totale, negli undici anni di vita di questo blog, abbiamo pubblicato 678 articoli che hanno superato 1 milione e 700.000 clic in totale.

Diffusione

Ogni nuovo articolo viene pubblicato contemporaneamente sul sito ufficiale ospitato su WordPress, sulla piattaforma di Tumblr, nella pagina Facebook, come messaggio di Twitter e sul canale Tastiere Arranger di Telegram. Chissà che nel 2021 non trovi l’intuizione, la forza, le capacità e soprattutto il tempo per sbarcare su Instagram e YouTube (non prometto nulla, meglio non allargarsi non troppo).

Non tutti gli articoli che scrivo sono pubblicati nelle piattaforme web da me gestite: alcuni di questi sono disponibili in esclusiva su SM Strumenti Musicali, il magazine gratuito online per i musicisti professionisti italiani e l’home recording. È sempre un onore e un grande piacere per me collaborare con due firme editoriali così importanti come Riccardo Gerbi e Luca Pilla.

Cronologia totale degli arranger

Nel 2020 ho esteso la pagina della cronologia: la nuova versione ricostruisce la storia degli arranger dai giorni nostri fino alle origini (1980), dove sono documentati oltre 300 modelli di tastiere con accompagnamenti lungo 40 anni di storia dell’industria musicale internazionale.

Articoli da non perdere (o rileggere)

In tutto l’anno 2020, ho scritto e pubblicato 50 articoli: qualora vi siate persi qualcosa, vi rinfresco la memoria con questo sommario.

Gli articoli più letti contengono test e recensioni o rassegne di prodotti sul mercato;

Oppure confronti tecnici fra diversi prodotti:

Non mancano le guide passo passo (detti tutorial da chi, al giorno d’oggi, considera che sia riprorevole l’uso della lingua italiana):

Ci sono poi articoli in cui ho scritto le mie opinioni, in base alla mia personale visione della materia e alla luce della mia esperienza maturata in trent’anni spesi a studiare e suonare tastiere arranger. Non è detto che siate d’accordo con me: sappiate che apprezzo i commenti e i messaggi di chi esprime una prospettiva diversa da quella del sottoscritto.

Altrove ci sono testimonianze vive di protagonisti attivi nella comunità degli arranger o informazioni di aggiornamento:

Non vi ringrazio mai abbastanza

Esprimo con sincerità ancora una volta la mia massima e devota gratitudine a tutti voi lettori. La musica è un dono di Dio, un’esperienza di vita autentica, degna di essere vissuta.

Tanti auguri a tutti voi, possiate vivere un buon anno 2021 (NDA: non dovrebbe essere un lavoro difficile essere migliore del 2020, il 2021 ce la può fare).

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

1 gennaio 2021 at 06:00

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Woody Piano Shack, vlogger ideale per arranger

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Ogni argomento su YouTube ha i propri vlogger quelli che, davanti ad una platea potenzialmente planetaria, raccontano le proprie esperienze con passione e competenza. E lo fanno con immediatezza comunicativa. Chi suona arranger non può restare indifferente di fronte alla qualità dei contenuti, alla brillante capacità di intrattenimento che, negli ultimi anni, sta offrendo il canale YouTube di Woody Piano Shack. Vi suggerisco di iscrivervi e di seguirlo.

Il mestiere di vlogger

Fra i nuovi “mestieri” nati nel mondo nell’ultima decade, quello del vlogger è uno dei più entusiasmanti. Sia per chi lo fa, sia per chi ne fruisce i contenuti. Basta aprire YouTube e cercare un argomento a noi caro e trovare qualcuno che ha affrontato quello stesso tema con passione, lo ha sviscerato e lo ha ponderato raccontandone tutti i dettagli più impensati, secondo i più eterogenei punti di vista. Ci sono vlogger che raccontano di viaggi, di vita all’estero, su come imparare nuove lingue, cinema, serie televisive, fotografia, nuove tecnologie, moda, cucina, sport, musica, salute, spiritualità e così via. Il web pullula di persone che raccontano con serietà e impegno delle loro passioni e delle loro esperienze.

Anche il mondo degli strumenti musicali è particolarmente ricco di testimonianze. Ci sono musicisti che pubblicano le loro performance artistiche, altri che tengono corsi di musica, e altri ancora che recensiscono strumenti hardware e software per fare musica. Ovviamente il pianeta degli arranger non è esente da personaggi eccellenti.

Woody Piano Shack

A livello internazionale, il vlogger che reputo più interessante in tema di arranger (e tastiere in genere) arriva dalla Svezia e si chiama Woody Alan. Se non lo avete ancora fatto, vi invito a iscrivervi al suo canale Woody Piano Shack. Woody ha aperto la propria attività su YouTube nel 2015 con lo scopo di ispirare, intrattenere ed insegnare a come suonare il piano, i sintetizzatori e le tastiere in genere. Nel suo canale, si possono trovare lezioni di pianoforte e teoria musicale, recensioni di strumenti, dimostrazioni, tutorial di canzoni, cover e altro ancora. L’obiettivo è quello di aiutare tutti a fare musica.

Woody Alan, dalla Svezia con Woody Piano Shack

Lo stesso Woody, nel suo sito Woody Piano Shack – Helping you make music racconta brevemente la sua storia musicale: “Vengo dal Regno Unito e mi sono trasferito in Svezia 20 anni fa. Ecco la storia del mio background musicale. Mia nonna era un’insegnante di musica, quindi ho avuto la fortuna di iniziare presto quando avevo circa quattro anni. Ho seguito una formazione classica fino ai miei primi anni dell’adolescenza conseguendo il grado ottavo delle Royal Schools of Music. A quel tempo ho capito che potevo suonare a orecchio e intrattenere i miei compagni eseguendo successi popolari dell’epoca. Dopo aver lasciato la scuola, ho suonato il pianoforte nei pub e nei piano bar. La mia prima band era un duo di synth chiamato Parallel. Per i due decenni successivi ho lavorato come tastierista in diverse band che suonavano in luoghi della costa meridionale dell’Inghilterra, Londra e Stoccolma. Ho suonato rock, pop, soul, jazz e blues ed è stato fantastico!”

Video imperdibili per appassionati di arranger

Lo so: c’è la difficoltà della lingua. Anche se Woody ha una parlantina molto aperta e chiara, che facilita la comprensione del suo inglese agli stranieri, l’inglese potrebbe essere una barriera linguistica per molti: per costoro, c’è sempre la possibilità di attivare i sottotitoli con traduzione automatica in italiano.

Il primo video che sottopongo alla vostra attenzione è uscito solo tre giorni fa. Woody dimostra come utilizzare gli stili, la parte ritmica, gli split della tastiera, le modalità di riconoscimento degli accordi e come personalizzare gli stili e i suoni secondo le proprie preferenze. Woody utilizza Yamaha PSR-SX900 nel video ma le sue idee valgono per qualsiasi arranger della serie Yamaha, Korg, Ketron, Roland e Casio.

Il secondo video è tutto suonato. Niente chiacchiere. Woody ci dimostra concretamente come trovare lo stile adatto per suonare alcuni brani musicali di Kevin MacLeod, il compositore celebre per aver scritto e pubblicato oltre 1500 brani senza pretendere i diritti d’autore. Woody esegue una lezione concreta e lo fa con due arranger che lui suona alternativamente: Korg i3 e Yamaha PSR-SX900.

Il terzo video è la dimostrazione di Korg i3, arranger workstation di cui ho redatto una recensione su SM Strumenti Musicali.

Woody ha persino allestito una battaglia delle band virtuali, mettendo a confronto diretto Band-In-A-Box con gli arranger Yamaha. Il confronto lo ha talmente appassionato da realizzare ben due filmati. Vi segnalo il primo, il secondo è disponibile direttamente sul canale.

Sono numerosi i video dedicati a PSR-SX900, quello che preferisco è questo, dove prende per mano un tastierista che non conosce gli arranger e gli illustra le possibilità infinite che questa categoria di strumenti riesce a produrre.

E, per finire, un video del 2016 molto divertente dove Woody – alle prime armi con YouTube (e si vede) – si diletta suonando Yamaha PSR-S970 provando uno stile per ciascunta categoria di repertorio e condividendo con noi la sua travolgente spensieratezza musicale.

Pianoforti digitali, workstation, sintetizzatori e tutorial vari

L’argomento arranger è solo una parte dei contenuti di Piano Shack. Sul canale di Woody troverete centinaia di video dedicati a tanti strumenti fra cui Korg Nautilus, Yamaha YC61, Casio Privia PX-S1000, Yamaha P121, Roland GO:PIANO, Yamaha Montage, Roland FA06 e FA08, Yamaha MODX, Roland D-05 e D-50, Korg Wavestation, Roland JD-Xi, Korg M1, Nord Lead A1, Yamaha DX7, Korg Triton ed Electribe, Yamaha Motif XF

Fra i contributi formativi, vi segnalo quelli dedicati a come suonare le parti di percussioni sulla tastiera, come suonare i riff d’organo, come accompagnare con gli accordi sulla tastiera e come scegliere un sistema di amplificazione a cui collegare la propria tastiera dal vivo.

Cheerio!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

19 dicembre 2020 at 06:00

Guida all’acquisto arranger 2020

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Per quanti si trovano nelle condizioni di pensare ad una nuova tastiera, che sia il primo acquisto o l’ennesimo di una lunga serie, sappiate che ho predisposto una rassegna completa a favore dei lettori della rivista web SM Strumenti Musicali. Ovviamente, ne raccomando la lettura anche a tutti voi, appassionati seguaci del blog delle Tastiere Arranger.

La mia solita esortazione è quella di utilizzare queste indicazioni, come qualsiasi altra possiate leggere sul web o ascoltare su YouTube, come una pura traccia indicativa. La vostra decisione di acquisto non può prescindere da una prova personale in un negozio di strumenti musicali.

E ora sognate in grande!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

14 dicembre 2020 at 19:34

Glossario arranger multimarca

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Chi sta pensando di cambiare arranger, passando ad un modello di un’azienda diversa, ha un problema: la terminologia in uso fra i diversi produttori di tastiere arranger non corrisponde.  La stessa caratteristica può assumere nomi diversi, causando confusione. Ora, dal confronto dei manuali degli arranger, è possibile trarre una tabella sinottica utile per orientarsi nel glossario fra produttori.

Roland BK-9, l’ultimo arranger prodotto da Roland Europe (Acquaviva Picena, Italia)

Negli anni passati, fra i produttori di strumenti musicali circolava la convinzione che fosse più prudente usare nomi diversi per proteggersi da cause legali legate al deposito dei brevetti e alla registrazione dei marchi. Onestamente, termini come stili, ritmi, timbri, suoni, sequencer e così via sono di uso comune e troverei arduo sostenere in sede di contenzioso che l’utilizzo possa essere considerato un “furto”.

Oltre alla complessità terminologica, noi italiani siamo penalizzati dall’utilizzo misto di termini inglesi e italiani. A questo proposito, è interessante osservare come i manuali tradotti in italiano dei produttori esteri (Yamaha e Casio) chiamino gli accompagnamenti automatici nella nostra lingua: stili e ritmi. Invece, fra i produttori italiani (Korg Italy, Ketron e la scomparsa Roland Europe) vige l’uso di termini stranieri: style e rhythm. Stravagante, non trovate? È una lunga storia e non voglio affrontarla qui per non uscire dal seminato; mi limito a segnalarvi, sul tema dell’abuso dei termini inglesi in italiano, l’interessante riflessione di Annamaria Testa.

Ecco la tabella, a vostro uso e consumo.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

1 dicembre 2020 at 06:00

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Cronologia arranger completa: dalle origini ai giorni nostri

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La pagina della Cronologia degli arranger ha vissuto diverse vicissitudini in questo blog.

Nei primi anni di vita di questo blog dal 2009, la usavo per documentare la lista di ogni modello nuovo lanciato sul mercato, anno dopo anno. Ogni arranger era accompagnato da una foto in miniatura e un commento succinto.

GeneralMusic WK4 nella storia degli arranger: era il 1996

Poi, nel 2018, nell’ambito della ristrutturazione grafica del blog, ho esteso la pagina della cronologia a ritroso fino al 2000. In quell’occasione, ho rimosso le miniature (impossibili a gestirsi in un elenco così lungo) e aggiunto tutti i modelli di arranger precedenti usciti nel periodo 2000-2009.

Ma non ero ancora soddisfatto. Seppur la pagina fosse più ricca di informazioni, sentivo che il lavoro enciclopedico non era ancora completo.

La versione odierna ricostruisce la storia degli arranger dai giorni nostri fino alle origini (1980): ho documentato oltre 300 modelli di tastiere con accompagnamenti lungo 40 anni di storia dell’industria musicale internazionale! Per scelta, non ho elencato i modelli per principianti, tranne rare eccezioni laddove, a mio personale giudizio, ne valeva la pena.

Per quanti avessero dubbi sui dati, si tenga conto che ho basato il mio lavoro certosino di ricerca e datazione su fonti ufficiali e cioè i siti e i documenti pubblicati dai produttori. Errori sono essere sempre possibili: se qualche lettore avesse a disposizione l’evidenza di datazioni diverse da quelle riportate, non esiti a inviarmi la documentazione che mi permetta di rettificare sulla base di dati certi.

Fate clic qui per leggere la cronologia completa degli arranger dal 1980 ai giorni nostri.

Buona lettura e… lunga vita a noi, ostinati suonatori di arranger! Siamo duri a morire.

Ketron X1, arranger rilasciato nel 1999

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

20 novembre 2020 at 06:00

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Il valore della leggerezza negli stili di accompagnamento

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“Dedicherò la prima conferenza all’opposizione leggerezza-peso, e sosterrò le ragioni della leggerezza. Questo non vuol dire che io consideri le ragioni del peso meno valide, ma solo che sulla leggerezza penso d’aver più cose da dire”.

Così esordiva Italo Calvino nelle sue celebri Lezioni Americane che avrebbe dovuto tenere all’Università di Harvard nel 1985, se non fosse morto inaspettamente pochi giorni prima di partire per la trasferta oltreoceanica. Ecco, io penso che questo concetto possa essere stimolante anche per tutti noi, ferrati suonatori di tastiere arranger con accompagnamenti.

Da numerosi lustri, Yamaha, Korg, Ketron e Casio fanno a gara nel proporre stili di accompagnamento molto curati, nel tentativo di offrire quel wall of sound da sempre cercato con ostinazione da Phil Spector. Succede nelle variazioni 3 e 4 di quasi tutti gli stili, succede in gran parte degli stili orchestrali e succede altrettanto spesso nei c.d. song style quando costruiti su misura di canzoni dall’arrangiamento particolarmente ricco.

Ecco, io penso che questa varietà e profondità degli accompagnamenti possa darci soddisfazione prevalentemente in ambito casalingo, quando si suona l’arranger per sé stessi. Quando si vogliono provare emozioni personali per vivere pienamente l’esperienza del c.d. one man band (espressione che io detesto vivamente, spero Dio mi perdoni per averla usata, ma stavolta dovevo proprio rendere l’idea).

Ora però, in tutti gli altri contesti in cui noi suoniamo una tastiera arranger, io credo che il principio di leggerezza di Italo Calvino abbia ragioni più intense e possa condurre a risultati più efficaci.

Cerco di spiegarmi meglio, facendo un esempio semplice.

  • Scenario A. Immaginiamo di suonare dal vivo e di farlo con uno stile composto di basso e batteria, mentre noi suoniamo in tempo reale la parte del piano. Tutto qua.
  • Scenario B. Immaginiamo di suonare lo stesso brano dal vivo aggiungendo tutte le altre tracce: oltre a basso e percussioni, abbiamo archi, chitarre, fiati, synth e pad. E noi suoniamo la parte del pianoforte.

Bene.

Ora mettiamoci nei panni di chi ci sta ascoltando (stiamo suonando dal vivo, ricordate?): secondo voi, quale dei due scenari offre il più alto tasso di realismo? O meglio: in quale dei due scenari abbiamo maggiori possibilità di riuscire a catturare l’attenzione del pubblico?

La risposta è davanti a voi, non c’è storia.

Lo scenario B incanterà probabilmente chi ci sta ascoltando ma l’impressione che avrà è che sta girando una base in playback oppure che sta facendo tutto il software della tastiera.

Nello scenario A ridotto all’osso, invece, chi ci ascolta sarà più propenso a concentrarsi sulla parte che stiamo suonando noi dal vivo e a percepire il valore della nostra interpretazione. Nello scenario A il pubblico ha maggiori possibilità di percepire che siamo noi che stiamo suonando. Lo scenario A è la risposta.

E tutto questo a favore dell’autenticità, quella che vi permettere di catturare l’attenzione del pubblico. La leggerezza batte il peso. Almeno in questo caso.

Direi di più: il tramonto dell’uso degli arranger dal vivo nei piano-bar, nelle feste e nei concerti di piazza, è forse dovuto anche a questo. Fra uno stile fatto di un pesante muro del suono e la base originale, il pubblico (soprattutto qui in Italia) ha stabilito di preferire la seconda. Ma siamo noi tastieristi che non gli abbiamo dato la possibilità di far sentire la nostra intensità artistica. E, nel mondo delle tastiere digitali con accompagnamenti, questa intensità ha bisogno di leggerezza intorno per emergere.

Insomma, proviamoci! Mettiamo in mute le tracce superflue dello stile e suoniamo con il minimo indispensabile e lasciamo che sia il cuore a guidarci.

Questa è solo la mia opinione.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

14 novembre 2020 at 10:11

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