Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

Archive for the ‘Argomenti vari’ Category

Tutti gli arranger dal 2000 al 2019

leave a comment »

Giusto per la cronaca, sappiate che ho appena aggiornato la pagina della cronologia.

La precedente versione era composta da tabelle annuali con una foto in miniatura di ciascun modello. Quel formato sembrava una buona idea dieci anni fa; ma poi, con il tempo e l’aumentare dei modelli nuovi, l’impaginazione si faceva sempre più complicata e la sua lettura non era molto scorrevole. Inoltre, le foto non venivano renderizzate bene su alcuni dispositivi (tablet e smartphone).

Pertanto, ho deciso di rimuovere tutte le foto e di impaginare il testo al di fuori delle tabelle HTML.

Per farmi perdonare, ho colto l’attimo e ho completato la cronologia a ritroso fino al 2000. Oltre 130 modelli di arranger sono usciti nel periodo, a testimonianza di una lenta ma inesorabile evoluzione di questo comparto. Ancora vitale oggi.

L’accesso alla pagina della cronologia è sempre disponibile nel blog dalla pagina principale

Alla prossima!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

28 novembre 2019 at 20:56

Pubblicato su Argomenti vari

Tagged with

Ultimo desiderio, suonare Yamaha Genos

with 6 comments

Quando ho ricevuto questo racconto, scritto di proprio pugno dal testimone diretto di questa storia, ho pensato di pubblicarla qui nel blog, ovviamente con l’autorizzazione dello stesso autore.

Yamaha Genos

“Da alcuni mesi cercavo di contattare il mio amico, l’ingegnere Giacomo Cosentino (storico dirigente di una nota azienda dolciaria siciliana, 75 anni, cordiale, gentile, un signore), volevo sapere come stesse.

L’ultima volta che l’avevo sentito è stato poco dopo Pasqua. Mi aveva dato in gestione vendita uno strumento musicale Korg Pa3X-61 con Hard Disk, kit Hard Disk, sistema di amplificazione Korg PaaS, un sacco di accessori Roland, Korg, eccetera. Ma ricordo anche che aveva una fretta pazzesca di acquistare una Yamaha Genos e non capivo il motivo di tanta impazienza.

Quando mi ha consegnato il tutto presso un centro commerciale di Catania, rivedendolo dopo qualche anno, mi era sembrato più magro, un po’ affaticato. Sempre con la sua flemma, era cordiale con il tono di voce pacato.

Era venuto con la moglie, una donna gentilissima come lui, a cui spiegava con un po’ di orgoglio cosa facessi io nella vita, nonostante avessi un Diploma di Pianoforte alle spalle.

Passano i mesi e, due giorni fa, noto un annuncio sul mercatino Subito.it. Il venditore propone in blocco un lotto di strumenti musicali ad un prezzo molto basso. Il mio interlocutore si chiama Matteo e gentilmente mi dà informazioni sugli strumenti dicendo che sono del padre, che ne ha tanti, che non sa suonare e non conosce il valore di mercato di quello che propone. Accetta la mia offerta e ci salutiamo non prima di aver deciso il giorno in cui ci saremmo incontrati per portare a termine la transazione.

Mi ricontatta dopo qualche minuto chiedendomi se io fossi Antony Spatola quello di Raddusa perché suo padre gli parlava spesso di un musicista di Raddusa. Confermo che sono io ma allo stesso tempo un brivido corre lungo la mia schiena e capisco chiaramente cosa fosse successo. Senza fare nessuna domanda, Matteo mi disse che “papà” era deceduto sei mesi prima per un male incurabile e che avevano tentato di tutto anche in un centro specialistico di Milano. Si scusava per il fatto di vendere tutti gli strumenti del padre ma non sapeva suonare, non aveva seguito le orme del papà.

Allora tutto mi fu chiaro. Con la signorilità che lo ha sempre distinto, senza mai dirmi niente, l’ingegnere Cosentino, a suo modo, mi chiese l’ultimo favore prima del suo trapasso: prima di morire avrebbe avuto il piacere di suonare una tastiera musicale Yamaha Genos da poco immessa sul mercato. Probabilmente, era l’ultimo desiderio della sua vita.

Stava male ma non mi ha mai detto nulla a riguardo. Però, nell’ultimo nostro incontro, quando mi ha messo al corrente del suo futuro acquisto, mi ha consegnato anche una grande busta piena di accessori musicali parecchio costosi. In quel momento non ne avevo compreso il motivo. Avevo concordato con un negozio di strumenti musicali la gestione dello strumento tanto desiderato dall’ingegnere e ho fatto in modo che entro pochi giorni il tutto fosse recapitato presso il mio domicilio, come concordato con l’ingegnere, solo perché avrei dovuto aggiungere allo strumento dei nuovi suoni e dei nuovi arrangiamenti che piacevano tanto al neoproprietario.

Purtroppo, i miei troppi impegni non mi consentirono di far nulla. Così l’ingegnere decise di venire a casa mia per ritirare lo strumento. Lo aiutai a caricarlo dentro la sua auto, ci salutammo cordialmente e andò via soddisfatto.

Nei giorni successivi cercai di aiutare telefonicamente l’ingegnere ad aggiungere quei suoni e quegli arrangiamenti che io avrei dovuto fare ma lui non riuscì, era palesemente impacciato e non capivo ancora il perché di tanta difficoltà per delle operazioni semplicissime. Col senno mi poi, se solo avessi saputo, sarei andato fino a casa sua ad aiutarlo. Ma non vi fu nessuna sua richiesta.

Ricordo che mi aveva promesso di regalarmi un costoso accessorio del valore di quasi 100 euro che lui stesso aveva acquistato e mai utilizzato. Trovai una persona disposta ad acquistare questo accessorio e allora pregai l’ingegner Cosentino di provvedere a spedire l’accessorio non più a me ma al nuovo proprietario. Fui informato, da lì a pochi giorni, che il kit era stato spedito.

Dopo alcuni giorni fui contattato dall’ingegnere in quanto desiderava sapere se l’accessorio fosse stato consegnato. Parlava con un filo di voce, riuscivo a stento a capirlo. Ansimava ed era praticamente senza voce. Mi preoccupai moltissimo e gli chiesi che cosa avesse. Con tono rassicurante, mi disse: “Poi le spiego, maestro”. Immaginai la sua risposta come era solito fare, come quando ci vedevamo di persona, con lo sguardo ammiccante e il sorrisino a denti stretti. Gli dissi che tutto era andato a posto. Lui gentilmente ha salutato non prima di essersi assicurato che la spedizione fosse andata a buon fine.

È stata l’ultima volta che l’ho sentito.

Nella mia attività di compra-vendita che effettuo da quasi 25 anni, ho conosciuto tantissime persone per bene e con moltissime di esse si è instaurato un rapporto di sincera amicizia. Ecco, l’ingegnere Cosentino era un amico, un amico con la “A” maiuscola. Mi piace pensare di aver contribuito a rendere la fine della sua esistenza un po’ più serena con la realizzazione dell’ultimo suo desiderio, quello di poter suonare per pochi giorni ancora lo strumento musicale che desiderava fortemente e che sicuramente lo avrebbe impegnato psicologicamente cercando di allontanare l’attesa…il momento in cui vi sarà stata la dipartita da questa vita terrena.

È stato un “signore” nel senso più nobile del termine. Mi mancherà l’ingegner Cosentino… mi mancherà tantissimo”.

Antony Spatola

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

5 novembre 2019 at 06:30

Pubblicato su Argomenti vari

Tastiere arranger: top di gamma

leave a comment »

Un’antologia non è un’antologia fino a quando non è completa. Ora lo è.

Su SM Strumenti Musicali, potete finalmente leggere la terza e ultima parte della rassegna degli arranger, quella che ho dedicato ai c.d. top di gamma, altrimenti noti con l’epiteto di ammiraglie!

Una dura battaglia fra gli arranger di primo ingresso

Quando, mesi orsono, avevo esteso la prima rassegna, quella più ricca di modelli in termini numerici e dedicata alle tastiere di primo ingresso, mi ero concentrato su strumenti accessibili, dai costi contenuti. Il settore di questi prodotti è sicuramente quello più vivace. I costi bassi sono garantiti dall’economia dei materiali e dalla limitatezza funzionale, ma potreste rimanere sorpresi da timbri e stili di questa categoria. Leggerezza e portabilità sono la cifra distintitiva di questo segmento di modelli.

Arranger di fascia media: pochi ma buoni

Successivamente, è stato il turno delle tastiere della fascia intermedia: in questo territorio, il numero di modelli diviene rarefatto, ma qui potete trovare il concetto di arranger classico e più genuino, inteso come strumento portatile che permette di disporre di una stazione musicale operativa completa: accompagnamenti, lettore di basi MIDI e audio, sequencer MIDI, registratore audio e amplificatori di bordo. È presente quello che serve per suonare, registrare e comporre. E il rapporto qualità/prezzo è quello che molti cercano.

Arranger di lusso: fuoriclasse per intenditori

E così sono arrivato all’ultima rassegna, quella uscita oggi: per completare l’antologia mancavano solo più le tastiere ammiraglie. Sono strumenti al top, perché sono progettati con la massima cura dei dettagli e contengono elementi di tecnologia più avanzata. Sono strumenti di lusso per qualsiasi occasione musicale: in studio, dal vivo, a casa, dappertutto. Questi strumenti fanno percepire sotto le proprie dita una qualità superiore, incomparabile con tutti gli altri arranger “normali”. In questo senso, potremmo definire le ammiraglie arranger, come i contenitori più ricchi e completi della serie.

Tastiere arranger di lusso

Indice degli articoli pubblicati su SM Strumenti Musicali:

Le tre rassegne sono stata realizzate dal sottoscritto sotto la supervisione di Riccardo Gerbi che ha contribuito con l’ispirazione, l’indirizzo redazionale, la revisione dei testi, una mole di suggerimenti, la redazione web e l’aggiunta di filmati e immagini. Un ringraziamento a Riccardo è doveroso e un ancora più sentito motto di gratitudine va a tutti i lettori che hanno dedicato il loro tempo prezioso a queste fatiche.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

28 ottobre 2019 at 22:30

Dieci anni del blog Tastiere Arranger

with 10 comments

Dieci anni passati in un soffio. Non lo nascondo: avevo pubblicato il primo articolo il 10 ottobre 2009 senza grandi attese. In breve tempo, mi sono trovato al centro di un ciclone di attenzioni che non avrei saputo immaginare. All’inizio pensavo di scrivere (per me e per 25 lettori al massimo) gli articoli che avrei voluto leggere sulle riviste specializzate sugli strumenti musicali in tema di tastiere arranger. A quei tempi, spendevo infatti ore a leggere e studiare gli articoli di Luca Pilla e Riccardo Gerbi e, caso del destino, con il tempo mi sono ritrovato a scrivere con loro e per loro sul portale di SM Strumenti Musicali.

In questi dieci anni, in questo blog abbiamo documentato l’evoluzione Yamaha della serie Tyros e PSR fino alla nascita di Genos e PSR-SX. Vi abbiamo raccontato di almeno tre generazioni di arranger Korg della serie Pa. Abbiamo riportato la creatività italiana di Ketron con Audya e la successiva generazione SD nata dal capostipite MidJPro. Abbiamo ritrovato i vecchi progettisti di arranger contribuire a far crescere il marchio Casio con la serie CT-X. Abbiamo assistito alla scomparsa dalla scena degli arranger di Technics, Generalmusic e al declino di Roland (seppur ravvivato da una splendida sequenza di modelli finali della serie BK). Abbiamo rilevato i tentativi di dire qualcosa di nuovo con gli arranger virtuali XMURE di Dexibell e il recente modulo francese di Cavagnolo e di mille altre storie produttive.

E, soprattutto, qui sul sito delle Tastiere Arranger, abbiamo cercato di scavare a fondo nel mondo delle tastiere con accompagnamenti raccontandovi le storie dei protagonisti degli arranger in Italia e nel mondo: Sandro Fontanella, Marcello Colò, Danilo Donzella, Mauro Di Ruscio, Michele Mucciacito, Raffaele Mirabella, Max Tempia, Luigi Bruti, Roberto Gaetani, Marco Di Paolo, Giorgio Marinangeli, Martin Harris, Jerry Kovarski, Jürgen Schmitz, Francesco Castagna, Luca Serenelli ed Enrico Monaci.

Questo blog appartiene ai suoi lettori (1 milione e 460.000 clic alla data odierna, una media di 581 visite al giorno): quante volte ho scritto a seguito di stimoli, domande, messaggi e critiche da parte di chi è solito frequentare questo spazio web. E, ogni tanto, quando rallentavo la produzione di articoli nuovi, quante volte ho dovuto riprendere a scrivere con sollecitudine sotto il fuoco incrociato di amici che mi chiedevano dove fossi finito.

Tutte le realtà umane hanno un inizio e una fine. Gli arranger sono apparsi sul mercato con le prime tastierine Casio alla fine degli anni Settanta, hanno vissuto la loro età dell’oro con Roland, Yamaha e Korg, sono diventati un classsico delle sale da ballo con Solton e Ketron e oggi rappresentano un segmento maturo di strumenti musicali sotto l’assedio di sintetizzatori, pianoforti digitali, cloni, software e strumenti virtuali. Indubbiamente, gli arranger hanno rappresentato lo strumento acceleratore di creatività per musicisti che (comunque) sapevano suonare con le proprie mani. E oggi questi musicisti autentici non vogliono ancora arrendersi, neppure davanti al dilagare dei finti musicisti e dei DJ Set.

Con un arranger che costa un migliaio di euro o poco più, oggi ci si può esibire dal vivo in contesti professionali con un repertorio vasto i cui limiti sono posti solo dalle proprie capacità. Con un arranger worstation, si può entrare in studio di registrazione e produrre un risultato professionale (clip audio, jingle, colonne sonore…). Si possono costruire demo completi ed espressivi delle proprie composizioni musicali. È possibile esercitarsi a fondo per imparare a suonare con serietà, con l’ausilio di strumenti che non annoiano mai. Si possono trascorrere notti e giornate intere suonando senza fine con l’accompagnamento di una band virtuale che non si stanca mai, non perde un battito di tempo ed è sempre pronta a suonare alla semplice pressione del tasto Start.

Non possiamo conoscere il futuro: dove saranno gli arranger fra dieci anni? Qualcuno li dava spacciati già dieci anni fa. È probabile che, fino a quando ci sarà un ragazzo o una ragazza che vorrà divertirsi suonando davvero, ci sarà un pulsante Intro e un Main da avviare.

Grazie a tutti voi lettori di questo blog. Ad uno ad uno. Un abbraccio, con affetto e gratitudine.

Ora però, è tardi, scusatemi ma devo premere il tasto Ending.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

14 ottobre 2019 at 06:00

iRig BlueTurn: è tempo di voltare pagina

with 2 comments

Da quando mi sono procurato iRig BlueTurn, non suono più dal vivo con i tradizionali spartiti cartacei. A dire il vero, da anni la mia raccolta di partiture era digitalizzata sul mio tablet, ma avevo sempre esitato ad utilizzarlo davanti al pubblico, a causa della difficoltà di voltare pagina a tempo durante l’esecuzione.  BlueTurn ha risolto questo problema: lo utilizzo come “pedale digitale” per passare alla pagina successiva senza staccare le mani dalla mia tastiera.

Questo gingillo prodotto in Italia da IK Multimedia comunica con il tablet tramite Bluetooth. È una grande comodità, dato che non richiede l’installazione di software specifici: basta attivare il Bluetooth sul tablet e accendere BlueTurn; dopo pochi secondi, i due dispositivi si “incrociano” attivando la connessione. Da quel momento è possibile lavorare.

iRig BlueTurn di IK Multimedia, nella sua confezione

L’uso di BlueTurn è intuitivo. Va posto sul pavimento, sotto la tastiera e accanto al pedale del damper. Quando è il momento di voltare pagina, basta premere il pad avanti (o indietro) al momento giusto. Il tempo di risposta istantaneo mi tranquillizza durante l’esecuzione.

Io sono solito appoggiare il tablet in verticale sul leggio per avere davanti a me lo spartito PDF a pagina piena. Talvolta però, le dimensioni delle note sono così piccole da rendere difficile la lettura: in questi casi, oriento il tablet in orizzontale per visualizzare mezza pagina con un pentagramma più ampio; BlueTurn rileva immediatamente la diversa situazione e, quando premo il pulsante di pagina avanti, avviene lo scorrimento verso la mezza pagina in basso. E solo alla pressione successiva del pulsante, si passa finalmente alla pagina successiva. Lo trovo molto comodo.

Di più. BlueTurn mi permette di essere a mio agio anche di fronte a quei “maledetti” spartiti che hanno segmenti di misure in ripetizione e che pullulano di ritorni (avanti e indietro) fra diverse pagine: il pulsante pagina indietro mi permette di ritornare alla pagina precedente e con due colpi di pedale mi sposto di due pagine per volta. Ora non sono più preoccupato di vedere su uno spartito digitale le barre di ripetizioni fra pagine diverse e riesco a spostarmi al volo quando vedo i segni “Da capo”, “Da Capo al Fine”, “Al Coda” e così via su quei brani che hanno ripetizioni a cavallo di pagina.

iK Multimedia iRig BlueTurn

Per la cronaca, BlueTurn funziona con iPhone, iPad, Mac e Android e può essere utilizzato in qualsiasi occasione sia necessario voltare pagina: non è detto che serva solo ai musicisti. Può essere usato anche da relatori che devono cambiare diapositiva nelle presentazioni o altri utilizzi in pubblico dove sia necessario controllare la paginazione di un dispositivo avendo le mani occupate.

iRig BlueTurn è in vendita presso i negozi di strumenti musicali solitamente al prezzo di 59 Euro, a volte anche meno.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

10 ottobre 2019 at 06:00

Pubblicato su Argomenti vari

Tagged with , , , , ,

Tastiere arranger mid-level: la rassegna

leave a comment »

Diamo oggi seguito alla rassegna delle tastiere arranger di primo ingresso pubblicata lo scorso febbraio su SM Strumenti Musicali.

E’ disponibile alla lettura il resoconto sugli arranger di media levatura.

Come ho scritto nell’articolo, non si tratta di un segmento di prodotto posto semplicemente a metà strada fra entry-level e ammiraglie. Al contrario è il segmento prìncipe degli arranger workstation classici: qui si trovano strumenti completi per l’uso dal vivo, in studio e nell’ambito casalingo con suoni, effetti e stili di elevata qualità. La disponibilità di amplificatori di bordo consente di spostarsi facilmente avendo con sé tutto quello che server per suonare, accompagnare, registrare, comporre, esercitarsi e divertirsi.

Fanno parte di questa rassegna:

Buona lettura sul sito di SM Strumenti Musicali!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

26 agosto 2019 at 10:14

Yamaha alza il sipario su PSR-SX900 e PSR-SX700

with 4 comments

Negli ultimi mesi, il mercato degli arranger workstation di media levatura ha assistito al predominio nelle vendite da parte di Korg, grazie ai due modelli Pa1000 e Pa700 che, presentando caratteristiche tecniche derivate dall’ammiraglia Pa4X da una parte e una politica aggressiva di prezzi dall’altra, si sono dimostrati gli autentici killer del mercato 2019. Sinora.

L’annuncio dirompente di questi ultimi giorni potrebbe però aver scombinato i piani di casa Korg, rimescolando le carte in vista di un autunno-inverno piuttosto caldo, grazie all’ingresso prossimo sul mercato di due nuovi protagonisti Yamaha che inaugurano la nuova serie PSR-SX. Questi modelli vanno a sostituire a listino PSR-S775 e PSR-S975, i quali, alla fine, si sono rivelati come una soluzione-ponte di carattere tattico, in attesa che il centro R&D di Yamaha fosse pronto con il rilascio dell’impachettamento di una parte della vasta tecnologia innovativa Genos sul segmento di mezzo.

Yamaha, ecco la nuova serie PSR-SX

Diamo quindi il benvenuto a PSR-SX900 e PSR-SX700: grazie all’eredità di Genos, la casa dei tre diapason riduce il gap tecnologico che la metteva in difficoltà davanti ai modelli Korg di pari levatura. Così come sugli arranger Korg da molti anni, anche sui modelli Yamaha, i musicisti potranno (finalmente) avere ora lo schermo touch-screen, il registratore MP3, quattro parti da suonare in tempo reale (Right 1-2-3 + Lower), il reset del tempo durante l’esecuzione di uno Style, il chord looper e una memoria interna generosa che spazia da 1GB a 4GB.

Potrebbe essere un segnale distintivo la presenza di tasti FSB rispetto la leggerezza di Pa700 e Pa1000: il condizionale è d’obbligo perché queste tastiere vanno provate prima di esprimere qualsiasi giudizio di merito.

Sempre a livello di specifiche tecniche, i nuovi modelli Yamaha vantano da 5 a 8 effetti Insert e, come nelle tastierine di primo ingresso, offrono il collegamento audio Bluetooth per utilizzare uno smartphone o un tablet come player. Si segnala la derivazione Genos a livello sonoro, nella User Experience dell’interfaccia video, nella disponibilità della Playlist (addio definitivo a Music Finder) e in molto altro ancora.

Il peso coincide – 11.5kg su entrambi i modelli – e questo è un peccato. Onestamente, mi aspettavo che almeno uno dei due modelli fosse stato ottimizzato al meglio per la massima portabilità.

E’ richiesta un’analisi approfondita per descrivere l’autentico valore della nuova serie PSR-SX. Del resto l’area degli arranger di mezzo potrebbe essere quella dove – sul serio – si gioca il futuro delle tastiere con accompagnamenti.

Prossimamente, su questo blog.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

1 agosto 2019 at 18:53