Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

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La mia lista

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Per una volta in questo blog  non parliamo di strumenti, ma di musicisti. Parliamo di pianisti, tastieristi e organisti in particolare. Ecco a voi dieci nomi: anche se non hanno mai occupato i grandi titoli, sono di tutto rispetto. Non era il mio intento quello di elencare i dieci artisti rock più bravi alle tastiere in assoluto: del resto, la mia lista non contiene i nomi di celebrità universalmente acclamate come Keith Emerson, Rick Wakeman, Tony Banks, Jordan Rudess, Jon Lord, Ray Manzarek, Joe Zawinul, Chick Corea e così  via. Gli artisti della mia lista sono pianisti e organisti che ho ammirato e seguito, alcuni di questi da tantissimi anni. Questa è solo una lista dei miei artisti preferiti e non è nemmeno definitiva: voi potete fare la vostra e condividerla nei commenti, se volete. L’ordine non significa una classifica: i numeri da uno a dieci sono puramente casuali.

1. Billy Preston

Il primo della serie è il compianto Billy Preston (1946-2006) dalla carriera ampia e variegata. A 10 anni era un ragazzo prodigio e già suonava per Mahalia Jackson, negli anni ’60 suonava abitualmente per Little Richard. E’ diventato celebre in Europa per aver suonato con i Rolling Stones e i Beatles (è suo l’organo in Let It Be). Qui lo vediamo in una versione istrionica e veemente di That’s the Way God Planned It da cui potete percepire la disinvoltura e la padronanza del palco.

2. Jools Holland

Il numero due della lista è Jools Holland. Questo signore non è solo il conduttore della più nota trasmissione televisiva musicale Later… trasmessa dal 1992 ad oggi sulla BBC 2 britannica: Jools è anche un valente pianista solitamente accompagnato dalla Rhythm and Blues Orchestra che lo segue nelle tournee del vivo. Ammiriamo Jools in Grand Hotel, video promozionale girato in occasione del suo album del 2016: Piano.

3. Nina Simone

Non posso fare a meno di citare Nina Simone (1933-2003), un’artista dal talento unico: passione e coraggio l’hanno portata a brillare nel firmamento delle stelle della musica. Se avete la possibilità di accedere a Netflix vi consiglio la visione di What happened Miss Simone?  E’ la storia della sua vita: ne resterete incantati. Vi propongo una registrazione live del 1976: How It Feels To Be Free da cui si intuisce che, solo per uno scherzo amaro del destino, Nina non è diventata una concertistica classica di primissimo piano.

4. Benmont Tench

Il quarto artista si chiama Benmont Tench: è stato il pianista di Tom Petty & the Heartbreakers. Ho avuto la fortuna di vedere questo mitico gruppo dal vivo negli anni ’80 a Torino e devo confidarvi che è stato uno dei concerti più appassionanti della mia vita. Nel 2014 Benmont ha pubblicato un album solita il cui singolo You Should Be So Lucky ci dà un saggio della propria tecnica pianistica in pura ispirazione rock & blues.

5. Roy Bittan

Siamo al quinto artista, un maestro del pianoforte prestato al rock’n’roll. Si chiama Roy Bittan. Il suo nome è legato alla lunga storia di successo della E Street Band di Bruce Springsteen (l’ho ammirato di persona a San Siro, nel giugno 1985). Al di là della collaborazione con il Boss, Roy va citato per un bellissimo album di strumentali pianistici (Out of the Box) e la partecipazione alla registrazione in studio con i Dire Straits di Tunnel of Love, brano che ha contribuito a portare alla storia grazie ai suoi ampi arpeggi pianistici finali. Il filmato che vi propongo riporta Bruce Springsteen nel 2009 con Racing in the Street: seguite il lavoro al piano di Roy, specialmente nella seconda parte, quando Bruce gli lascia tutto lo spazio e il pianoforte diventa il protagonista assoluto.

6. Seth Farber

Al numero sei, vorrei citare il nome di Seth Farber, un pianista che non ha mai raggiunto la celebrità, ma che ho apprezzato come musicista al servizio di Willy De Ville (l’ennesimo grande artista sottovalutato dal grande pubblico ma amato con passione estrema dai suoi fan; Willy è scomparso nel 2009). Dicevamo di Seth Farber: questo pianista dispone di una tecnica versatile che gli consente di essere aggressivo nei brani rock, torrido nei ritmi latini e dolcissimo nelle ballate. Purtroppo non si trova molto su YouTube su Seth e ho dovuto scegliere un brano molto intimo in cui accompagna al piano Willy De Ville incredibilmente ispirato in Heaven Stood Still. Un’esecuzione accorata e strappalacrime.

7. Georgie Fame

Vorrei farvi ora il nome di Georgie Fame che aveva goduto una certa celebrità negli anni sessanta con diversi singoli di successo. A partire dalla fine degli anni 80 era ritornato a suonare dal vivo per accompagnare all’organo Hammond, il vate irlandese Van Morrison, in numerose tournèe di successo. Ero tentato di proporvi lo splendido lavoro di Georgie con il più classico brano successo di Van Morrison cioè Moondance, ma poi ho cambiato idea, quando ho trovato questo gioiello di feeling, atmosfera, divertimento e nostalgia in cui Georgie gioca all’organo duettando con Van in Vanlose Stairway.

8. Steve Nieve

Il numero otto della serie è Steve Nieve. Per anni ha suonato il piano e l’organo con i diversi gruppi guidati da Elvis Costello e con i Madness. A seguire, si è dedicato ad una discreta carriera da solista. Osservate la sua bravura al pianoforte in questa registrazione del 2015: Muriel On The Beach.

9. Sara Bareilles

L’artista numero nove è la giovane Sara Bareilles. Con lei veniamo ai giorni nostri. Sara è una cantante pop di successo dell’ultimo decennio. E’ anche autrice dei propri brani e, da un paio d’anni, si è fatta notare  nel mondo di Broadway grazie allo spettacolo Waitress (autrice ed interprete) e ad aver interpretato la parte di Maddalena nell’acclamatissima diretta TV di Jesus Christ Superstar della notte di Pasqua 2018. Qui la vediamo nel suo ultimo singolo Armor dove potete apprezzarne la personalità.

10. Warren Zevon

Terminiamo la rassegna con il decimo musicista. Si chiamava Warren Zevon (1947-2003) anche lui è già passato a miglior vita. La sua tecnica pianistica era essenziale, robusta e particolarmente ritmica. Mi piaceva per questo: della stessa scuola di Roy Bittan. Niente fronzoli e tutta sostanza travolgente da blue collar rock. Questa è Excitable Boy, uno dei suoi migliori successi nei primi anni ottanta. This is my generation. Che nostalgia.

Alla prossima!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

10 dicembre 2018 at 06:00

Suonare l’arranger in chiesa

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Suonare un arranger Korg in chiesa

Chissà quanti fra di voi, lettori abituali di questo blog, suonate l’organo liturgico o le tastiere durante le celebrazioni in chiesa. A me succede talvolta, a dire il vero sempre più di rado: da tempo infatti , se posso, preferisco farmi da parte e dare spazio alle giovani generazioni. Tuttavia, salta sempre fuori la necessità di fare il tappabuchi e mi tocca prendere il mio strumento arranger (e qui la portabilità è tutto!), caricarlo in auto e raggiungere la mia chiesa oppure quella dove si svolge un matrimonio o una celebrazione particolare. 

Organi liturgici portatili

Da secoli, lo strumento più adatto all’uso liturgico è l’organo. Ci sono sul mercato diversi strumenti digitali portatili che sono idealmente candidati a questo scopo. La giovanissima Dexibell propone due modelli diversi: Classico L3 per il repertorio più “esatto” e Combo J7 per l’emulazione Hammond; entrambi i prodotti includono diverse varianti di pianoforti acustici ed elettrici, archi e altri strumenti acustici tali da coprire un’estesa paletta sonora. Un’azienda italiana di lunga tradizione è Viscount che offre due modelli portatili di organo: Legendo Solo è l’organo che simula le ruote foniche tonewheels e Cantorum VI Plus che si distingue per la parte più classica.  Orla, ancora un’azienda italiana, offre Stage Concert uno strumento con 88 tasti pesati che si presta ad essere un ibrido fra organo, pianoforte digitale con piccola sezione arranger. E poi c’è Ahlborn con il modello Parvus II, organo portatile costruito intorno al processore DRAKE della compianta Generalmusic. Il mondo dei cloni di organi portatili Hammond è molto più vasto e il mercato offre un discreto elenco di strumenti da diversi produttori (Clavia Nord, Roland, Crumar, DLQ e Hammond-Suzuki ovviamente), ma qui mi fermo, altrimenti uscirei dal seminato di questo blog.

Dexibell Classico L3

Suonare un arranger in un contesto liturgico

Del resto questo sito è dedicato agli arranger e, su questo terreno, vorrei tornare a condividere le mie riflessioni. Qualsiasi arranger si presta “sulla carta” ad essere utilizzato in chiesa per accompagnare un coro: Korg, Yamaha, Ketron, Roland, Casio e così via. Ovviamente, suonare un arranger in chiesa non è la stessa cosa come farlo su un palco, in balera o al ristorante. Innanzitutto, il punto essenziale è che qualsiasi strumento utilizzato nella liturgia, serve essenzialmente per accompagnare e sostenere il canto e, in certi momenti. per riempire il silenzio dell’azione liturgica, aiutando i partecipanti a mantenere la concentrazione. Personalmente, faccio spesso ricorso ai suoni d’organo presenti sul mio arranger, sia classici sia moderni. Talvolta passo all’uso di pad e tappeti d’archi, al pianoforte acustico o al piano vintage EP. In molte situazioni, un suono di pianoforte acustico in layer con un pad rappresenta la condizione più efficace. Quando è presente anche un chitarrista, mi trovo molte volte a suonare le parti di basso. Cerco di non caricare troppo gli effetti ed evito tutto il resto, di solito. Se mi trovo a suonare da solo e il coro da guidare è fatto di ragazzi giovani, faccio anche ricorso a qualche stile di accompagnamento nei brani più ritmati.

Per quanto riguarda i suoni classici d’organo, vale la pena segnalare che alcuni arranger possono essere estesi con pacchetti dedicati come Church Organ per Yamaha e #01 Church Organ per Korg.

Musica per il worship negli USA

Dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, al contrario della vecchia Europa, la musica religiosa moderna sta vivendo un periodo di grande popolarità: il repertorio worship è molto vasto e brulica di artisti che vi si dedicano con passione. Provate a cercare da voi Christian Music su Spotify, Deezer, Amazon Music o Apple Music e potrete intuire le dimensioni e la varietà di questo fenomeno musicale. La crescita continua dagli anni 90 ad oggi e, secondo Billboard, negli USA le vendite della musica di ispirazione cristiana sono superiori a quelle della musica classica, jazz, latin, new age e delle colonne sonore.

Yamaha spinge PSR-S975 e PSR-S775 per la musica worship

Data questa situazione, recentemente Yamaha USA ha dato vita ad una serie di azioni promozionali volte ad attirare l’attenzione del mondo dei tastieristi di worship su PSR-S975/S775: ne è un esempio questo video tutorial dedicato ai musicisti che accompagnano il canto dell’assemblea in condizioni di One Man Band. Una realtà nella quale, per la cronaca, l’arranger si trova ben attrezzato grazie ad un valido arsenale di suoni, all’amplificazione di bordo, alla possibilità di utilizzare basi MIDI o MP3, alla disponibilità di collegare un microfono per cantare con un’armonizzatore vocale e, infine, alla capacità di proiettare i testi delle canzoni.

Prima di chiudere, vorrei segnalarvi una giovane artista che, dopo essersi dimostrata una brava autrice e interprete di musica worship, ha raggiunto nel 2018 la cima delle classifiche e di download negli USA. Si chiama Lauren Daigle: da un paio di mesi sto “consumando” il mio abbonamento di musica streaming ascoltando all’infinito il suo ultimo album Look Up Child. Lauren non è un fulmine a ciel sereno: nella sua musica e nella sua voce potete trovarci  un po’ di Adele e di Amy Winehouse. Ma vale la pena davvero ascoltarla.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

7 dicembre 2018 at 06:00

Arranger: i prezzi calano, ma non per tutti

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Esibirsi con Roland GO:KEYS a Picadilly Circus (Londra, 2018)

Nei giorni scorsi, mentre aggiornavo la tabella dei prezzi indicativi degli arranger sul mercato, è stato inevitabile osservare il generale assestamento dei prezzi che ha avuto effetto su tutti i modelli lanciati nella prima parte del 2018. Rispetto l’aggiornamento precedente, che risaliva ad aprile, colpisce il fatto come il mercato si sia già adattato, rinunciando a sfruttare più a lungo quell’effetto novità che permette solitamente di cogliere migliori profitti nel primo ciclo di vendite, quando gli appassionati di particolari modelli e definiti marchi sono disposti a spendere un po’ di più pur di avere a disposizione l’ultima novità.

Il business degli strumenti musicali è così arduo ai giorni nostri, da accelerare ancor più la fase di passaggio dal prezzo-novità al valore regolare di vendita?

Il fenomeno è trasversale, avendo coinvolto i modelli al top di gamma, quelli medi e i più economici. Sono esclusi i modelli usciti da luglio in poi come Korg EK-50, Ketron SD90 e SD60: per loro, effettivamente, sarebbe stato davvero troppo presto.

E’ un buon segno?

In genere, la discesa dei prezzi può rallegrare i consumatori perché possono accedere più agevolmente ai prodotti desiderati. Tuttavia, questo aspetto ci deve fare pensare: un calo generalizzato dei prezzi comprime il margine dei commercianti e, indirettamente, quello di tutta la filiera che li precede: distributori, produttori, progettisti e artisti.

E un mercato che vive da anni  un periodo critico, come quello degli strumenti musicali, potrà continuare ad evolvere nell’innovazione solo fino a quando sarà sostenibile. Il giorno in cui non ci saranno più margini di guadagno, le case potrebbero essere costrette a ridurre gli investimenti, rinunciando sempre di più alla ricerca e alla realizzazione di modelli nuovi. Ricordiamo quanti importanti attori sono già scomparsi dalla scena delle tastiere con accompagnamenti: Generalmusic, Technics, Farfisa

Esultiamo pure per il calo di prezzi, ma facciamolo nella speranza che non sia una vittoria di Pirro. E, mi raccomando, andiamo a visitare ogni tanto i negozi di strumenti musicali.  Che sia la volta buona in cui troviamo la tastiera arranger che stavamo cercando?

Perché no?

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

17 ottobre 2018 at 06:00

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Supporto per tastiere a tavolino

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Erano anni che mi frullava nel cervello. Era troppo tempo che ci giravo intorno. Poi la frenesia dei giorni nostri, le priorità giornaliere, i mille impegni prendevano il sopravvento e continuavo a suonare le mie tastiere sul vecchio e classico supporto a X. E così rimandavo la decisione di cambiare cavalletto. Eppure quante volte mi trovavo a suonare in condizoni di oscillazione, quasi un dispetto nei momenti in cui mi infervoravo sul suono di pianoforte tirando i miei migliori fendenti sui tasti per sfruttare la gamma dinamica del suono. Lo sapevo bene che quello che faceva per me era un supporto diverso. E così finalmente sono passato all’azione.

Il prodotto che ho trovato disponibile è quello distribuito da GEWA (società tedesca con produzione in Cina). E’ un modello universale che, essendo regolabile in lunghezza ed altezza, può essere usato per apparecchi acustici ed elettronici, tastiere e pianoforti elettrici: che la vostra tastiera abbia 61, 76 oppure 88 tasti, non importa perché questo supporto è in grado di essere adattato in lunghezza. La capacità massima di carico è di 50 kg, per cui non dovrebbero esserci limiti di utilizzo con gli strumenti a tastiera sul mercato.

Un aspetto importante è la possibilità di regolare le gambe del supporto in altezza: nel caso in cui non possiate agire sull’altezza dello sgabello o della sedia, vi permette di posizionare la tastiera alla distanza giusta da terra. Ricordate la regola aurea per suonare a lungo con efficacia ed evitando torcicollo, dolori cervicali e mal di schiena: il braccio deve essere sullo stesso piano della tastiera e parallelo rispetto il pavimento: se il braccio è troppo basso rispetto la tastiera, non sfruttate tutto il peso del corpo, se è troppo alto, il polso sarà in una posizione che vi renderà difficile suonare forte con le vostre dita. Questo cavalletto GEWA può essere facilmente richiuso e pesa 6,8 kg. Potete quindi piazzarlo in qualsiasi angolo della vostra casa e poi smontarlo per un facile trasporto nel caso dobbiate recarvi a suonare da qualche parte.

Io qui mi sto riferendo alla tastiera ma, capirete da voi che la forma a tavolino consente l’utilizzo di questi supporti anche per altri scopi: potete posizionare il mixer, un modulo arranger, il PC o altre console di controllo.

La solidità trasmette tranquillità e il modello GEWA si può trovare a meno di 40 Euro.

Naturalmente, ci sono altri prodotti equivalenti sul mercato: ad un prezzo comparabile c’è lo Stagg MSX-A1; invece il Quik Lok WS/420 si trova dai 55 Euro in su; il prezzo di Soundsation KS60 si aggira sui 59 Euro, mentre il Proel EL720 costa 75 Euro. Al top dei prezzi c’è il pregevole Koenig & Meyer 18950  che può raggiungere i 130 Euro. La qualità dei materiali, le possibilità di estensione, il peso e i costi di distribuzione fanno la differenza del prezzo.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

19 maggio 2018 at 10:00

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Gruppo di Tastieropoli, su Facebook: intervista con Eber Dimarti

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Cari lettori di Tastiere Arranger, dopo avervi raccontato delle due comunità web più vivaci sui temi a noi cari, dapprima gli amici di Supporti Ketroniani dall’entusiasmo contagioso e poi gli amici di Arrangers Italia appassionati come noi delle tastiere con accompagnamenti, il dovere di cronaca ci impone di riportarvi qui in merito al gruppo di Facebook noto come Tastieropoli: al di là del nome (bellissimo), sono i numeri che parlano a loro favore, dal momento che, dalla creazione del gruppo di fine novembre 2017 ad oggi, questa comunità vanta già 2532 membri iscritti. Una crescita rapidissima che chiediamo di commentare a Eber Dimarti, fondatore e moderatore del gruppo insieme a Daniela Losasso.

Gruppo di Tastieropoli, su Facebook

ED: Sto vivendo questa esperienza con molta passione. L’idea è nata dopo aver frequentato altre comunità web dove le regole vigenti determinavano la specificità degli argomenti. Io, per carattere, sono diverso: a me piace affrontare qualsiasi argomento con libertà. Su Tastieropoli possiamo parlare di tutte le tastiere a ruota libera. Possiamo pubblicizzare le nostre attività e i nostri prodotti. Chi è musicista e fa serate, può raccontare la propria esperienza. Chi ha programmato uno style, può parlarne. Chi ha problemi con questa o quella tastiera, può esternare le proprie difficoltà e chiedere aiuto. La libertà di parola è una bella cosa.

Re’: Eber, tu sai che le comunità web devono però darsi delle regole, altrimenti si rischia di portare le discussioni al di fuori della materia principale o, peggio, di accendere conflitti.

ED: Sono d’accordo. Infatti il rispetto reciproco è l’unica regola che ci siamo dati. Il rispetto delle persone e del lavoro degli altri è fondamentale. Daniela ed io, in qualità di moderatori, interveniamo nelle occasioni in cui la discussione eccede a senso unico. La critica è utile se è ragionata, se è costruttiva. Se è solo distruttiva non serve a niente.

Re’: Chi sono gli iscritti al gruppo di Tastieropoli?

ED: Ci sono musicisti di diversa estrazione. Professionisti, semi-professionisti e amatori. Ci sono musicisti di varia provenienza e, pur restando nell’ambito delle tastiere e della musica, gli argomenti spaziano un po’ dappertutto. Fanno parte di Tastieropoli anche persone che operano all’interno delle aziende che producono o distribuiscono tastiere o prodotti per fare musica: ad esempio Ketron, Yamaha, Korg, M-Live e Dexibell. Sono presenti a titolo personale, ma i loro interventi sono autorevoli, perché innanzano il livello di conoscenza e aiutano tutti a capire meglio le caratteristiche dei diversi strumenti. Per chi fa serate e suona dal vivo, la partecipazione a questa comunità può rivelarsi molto utile.

Re’: Eber, puoi raccontarci qualcosa di più di te.

ED: Io sono fortunato e vivo di musica. Mi sono diplomato al Conservatorio Giovanni Battista Pergolesi di Fermo in percussioni. Ho svolto i due anni di tirocinio necessari per poter insegnare e oggi il mio lavoro principale è quello di insegnante. Insegno batteria, percussioni e i primi livelli di tastiera. Con mia moglie Daniela, già diplomata allo stesso Conservatorio in Canto Jazz si sta specializzando ora in Discipline Musicali Jazz, con lei abbiamo formato il duo Eber & Dany. Suoniamo in occasioni di feste, matrimoni, serate all’insegna del pianobar, eventi in piazza… Maciniamo km insieme per fare musica: da quando abbiamo cominciato, ci esibiamo mediamente per 50 serate circa all’anno, prevalentemente nel marchigiano ma anche fuori, il nostro raggio d’azione è 250km da Magliano di Tenna (Fermo), dove risediamo. Abbiamo una nostra pagina Facebook e un sito Internet dove sono pubblicate le nostre informazioni e documentiamo le nostre attività musicali.

Re’: Vi faccio i miei complimenti: ho visto nel portale Matrimonio.com che dal 2014 al 2018, siete stati premiati ogni anno con il Wedding Awards, come migliori fornitori di feste di matrimoni dell’anno, in base alle recensioni ottenute.

Eber & Dany

ED: Siamo il top del top (ride).

Re’: Parlami della vostra strumentazione attuale.

ED: Eroghiamo il suono con una coppia di amplificatori ProMaxx di FBT con coni woofer da 14″ e driver ad alta frequenza da 1.4″ e una capacità di potenza sonora da oltre 700W. Dopo aver usato mixer Behringer, ora stiamo sperimentando il nuovo mixer digitale di M-Live: ha pochi canali ma dispone dei tagli di frequenza di cui abbiamo bisogno. E poi ci piace la sua semplicità d’uso e compattezza. I microfoni dinamici a cardioide sono Sennheiser della serie Evolution 900. E, come tastiera, da poco, da qualche mese mi esibisco con l’ammiraglia Yamaha Genos. Prima lavoravo essenzialmente con Ketron SD9.

Re’: Càspita, questo è molto interessante.

ED: Il mio primo arranger è stato una Korg Pa4X che ho lasciato prima che uscisse il nuovo sistema operativo e poi, come dicevo, sono passato a Ketron SD-9 con cui ho lavorato più a lungo e di cui ho sempre apprezzato il forte realismo dei timbri. Per completezza di informazioni, ho anche collaborato con Ketron come beta-tester, ai tempi in cui ero membro di Supporti Ketroniani, cercando di dare il mio contributo per consentire a Ketron stessa di perfezionare e migliorare il prodotto. Ora con Genos, mi trovo bene: come tutte le tastiere digitali di nuova progettazione, anche questo strumento aveva denunciato qualche problema iniziale di stabilità software. Ma, come anche tu hai documentato nel tuo blog, in pochissimi mesi Yamaha sta rilasciando una rapida serie di aggiornamenti del firmware che risolvono i problemi rilevati. La macchina è impressionante dal punto di vista sonoro. L’aspetto che più mi ha colpito è la presenza di ben 28 DSP disponibili per assegnare 28 diversi effetti Insert: anche quando attivi un effetto diverso per ciascuna traccia del sequencer, la polifonia rimane dedicata alle note, senza compromessi. Il realismo è assicurato. E poi pesa solo 13kg: non è banale per chi va in giro a suonare.

Re’: Suonare dal vivo è faticoso, ma dà grandi soddisfazioni.

ED: Nel corso di una lunga serata, al giorno d’oggi, ti devi spendere sia come animatore sia come musicista per tenere alto il livello di divertimento e riempire la pista. Per suonare, mi affido a style che suono interattivamente o a basi su cui suono sovrapponendo alcune parti dal vivo. Animare una festa è un duro lavoro, ma Daniela ed io sappiamo quanto è importante farlo con entusiasmo per essere solari e comunicativi, per rendere speciale quel giorno di festa. Purtroppo però, ed è un dato di fatto acquisito, si suona sempre di meno nei locali. La nostra realtà di musicisti è rovinata da tutti quei discorsi che girano intorno ai talent in TV: quei programmi televisivi ti sbattono davanti una realtà che non c’è. Puoi anche diventare famoso da un giorno all’altro, ma dopo cosa fai? Dove vai a cantare e a suonare se non c’è più una rete di locali, un’infrastruttura reticolare in Italia che ti consente di farti le ossa e di crescere come musicista? Anche le scuole di musica ne risentono: si presentano genitori che, al primo colloquio, ti chiedono già una scadenza, vogliono sapere quanto ci vuole perché il loro figlio o la loro figlia possa imparare a suonare il pianoforte. Vogliamo tutto subito ma, con la musica, questo non è realistico. Perché la musica è una cosa meravigliosa, ma per farla bene non ci sono scorciatoie: si richiede studio e impegno nel tempo.

Una sbirciatina al setup di Eber & Dany

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

7 maggio 2018 at 07:00

Orientarsi fra i diversi modelli di tastiera in base al peso e alla dinamica dei tasti

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I tasti non sono tutti uguali

Quando si parla di risposta e di tocco dei tasti, si sta affrontando un tema utile per comprendere la qualità di una tastiera moderna. Le possibilità possono variare moltissimo da un modello all’altro: è importante quindi capire come funziona la risposta dei tasti e apprendere le caratteristiche specifiche di ciascun modello. Oggi affrontiamo insieme tali aspetti in modo essenziale, senza entrare troppo nei dettagli meccanici costruttivi, per restare a favore di chi – digiuno della materia – è alla ricerca delle informazioni di base per orientarsi tra i diversi modelli.

Sensibilità al tocco

Cominciamo distinguendo due macro-categorie: le tastiere dinamiche (cioè sensibili al tocco) e quelle non dinamiche.

Il termine “dinamica” corrisponde al cambiamento di volume: le tastiere dinamiche dispongono di un meccanismo sensibile alla velocità che il musicista può controllare premendo i tasti. L’informazione su come sono premuti i tasti (dolcemente o con decisione) viene trasferita al Leggi il seguito di questo post »

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

9 aprile 2018 at 08:20

Tastiere arranger 2.0

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Arranger, tastiere da suonare con stile

Non solo i sistemi operativi vivono di rilasci di nuove versioni: anche i blog lo possono fare. Nel caso di Tastiere Arranger, ho apportato una piccola serie di miglioramenti introdotti al fine di facilitare la vostra lettura e consultazione. E’ nato Tastiere Arranger 2.0.

Nota di rilascio

Ecco l’elenco sommario delle novità editoriali di maggiore rilievo per il blog che state leggendo:

  • Da qualche giorno, sono scomparsi gli inserti pubblicitari che si interponevano sulle pagine del blog rendendo fastidiosa la lettura. E’ stata una scelta onerosa, nel senso che ho dovuto accedere ad un account di WordPress a pagamento, ma conto sul fatto che questo mio piccolo investimento abbia un importante significato per tutti i lettori.
  • Potete sempre trovare il blog al classico indirizzo di wordpress.com ma da ora in poi potete anche accedere alla pagina tastierearranger.com avendone registrato il nuovo dominio.
  • Il pulsante Change Language consente la traduzione automatica del testo del blog in qualsiasi lingua straniera, a favore dei lettori di altri paesi nel mondo. La traduzione automatica non è perfetta, tuttavia permette di generare testo intelleggibile e abbastanza scorrevole. Spero sia apprezzato e utilizzato al di fuori dell’Italia (nel 2017 le visite a questo sito dall’estero erano state più di 24.000).
  • Una piccola caratteristica aggiunta visualizza il conteggio dei visitatori totali al blog in tempo reale.

Funzioni di ricerca

Colgo l’occasione per ricordare le possibilità di ricerca di contenuti nel blog, tutte presenti in fondo pagina:

  • Il campo “Cerca in questo blog” permette di inserire un dato qualsiasi di ricerca.
  • Altrimenti potete scegliere una delle “Categorie”: di massima, ogni categoria corrisponde ad un produttore di arranger
  • Ancora, è possibile fare clic su un termine presente nella “Nuova dei tag”: di massima, ogni tag corrisponde ad un modello di arranger o ad una fiera.
  • L’archivio articoli permette di cercare un articolo in modo cronologico.
  • Resta intesto che, molto probabilmente, la pagina Indice di questo blog è il modo di trovare la materia desiderata scorrendo un elenco analitico ordinato per argomento.

Buona lettura!

 

 

 

 

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

26 marzo 2018 at 13:30

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