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Confrontiamo Yamaha Chord Looper con Korg Chord Sequencer

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Con l’introduzione recente di Chord Looper su PSR-SX900, Yamaha ha potuto colmare un piccolo divario che la separava dagli altri arranger e, in particolare, della serie Korg PA di ultima generazione dove tutti i modelli (Pa700, Pa1000 e Pa4X) offrono il Chord Sequencer. È un’occasione ghiotta per metterli a confronto.

Chiariamo bene, innanzitutto, di che cosa stiamo parlando. Trattasi di una funzionalità che consente di memorizzare una progressione di accordi e di darla in pasto allo stile di accompagnamento in esecuzione: il vantaggio evidente è quello di poter aver entrambe le mani libere per suonare sulla tastiera le parti che si ritengono opportune senza più essere vincolati alla diteggiatura degli accordi in tempo reale per pilotare i pattern dell’arranger. Yamaha utilizza l’espressione mano sinistra virtuale che mi sembra calzante.

Sebbene, entrambi i produttori di strumenti musicali abbiano realizzato un software che funziona a dovere, le due realizzazioni si distinguono per la modalità di configurazione e per gli accessori di contorno: mi spiego meglio.

1 – Registrare una progressione di accordi

La prima cosa da fare è ovviamente registrare gli accordi che si vogliono poi eseguire. Sia PSR-SX900 da una parte, sia Pa700/Pa100/Pa4X dall’altra, si basano sul concetto di registrare gli accordi che si stanno suonando in tempo reale mentre uno stile è in esecuzione.
Tenete altresì presente che il tempo non viene registrato e, pertanto, qualora la sequenza di accordi sia di particolare difficoltà, potete rallentare il metronomo e suonare gli accordi con la calma necessaria.
È delicato tuttavia capire bene il momento in cui il registratore entra in azione, perché talvolta vorrete registrare la sequenza dal vivo, proprio mentre state suonando davanti al pubblico e volete attivare gli accordi registrati per poi liberare entrambe le mani di slancio.

Yamaha
L’avvio della registrazione degli accordi è vincolata al fatto che uno stile è in riproduzione. La funzione Sync Start facilita l’avvio contemporaneo dello stile e della registrazione.

Korg
In aggiunta a quanto valido per Yamaha, si può fare anche ricorso ad uno dei tre switch assegnabili per avviare la registrazione degli accordi nel momento desiderato.

2 – Come avviare la sequenza di accordi

Una volta registrata una sequenza, è possibile richiamarla alla bisogna: questa entra in loop e non cessa fino a quando non si ferma lo stile o non si interrompe la stessa. Gli accordi in esecuzione sono visualizzati sullo schermo, come succede quando si suonano con le proprie mani in tempo reale.

Yamaha
Avviare il Chord Looper durante un Intro non crea alcun rischio: PSR-SX900 aspetta l’inizio della Variation per innescare la sequenza di accordi.
Il tasto Reset non solo riavvia lo stile dall’inizio della Variation, ma anche la progressione degli accordi e questo dettaglio non è per nulla banale.

Korg
Ci sono due diversità rispetto Yamaha.
Non conviene avviare la sequenza durante un Intro: si rischia di trovarsi all’inizio della Variation con un accordo a metà della progressione.
E poi il tasto Reset/Tap Tempo riavvia lo stile, ma interrompe il loop degli accordi.

3 – Come avviare una diversa progressione di accordi al volo

Può essere comodo avere più sequenze a portata di mano: una per la strofa, una per il ritornello e magari un’altra per l’eventuale parte speciale del brano musicale che state eseguendo. Oppure per suonare diverse canzoni che volete eseguire in Medley con lo stesso stile di accompagnamento.

Yamaha
L’arranger PSR-SX900 gestisce fino ad otto diverse sequenze di accordi gestibili sullo schermo touch screen nella pagina Chord Looper: basta toccare una delle otto memorie perché questa sia attivata.

Pagina video di Chord Looper di Yamaha PSR-SX900

Korg
I Professional Arranger invece gestiscono una sola sequenza di accordi per volta.

4 – Eseguire lo stesso giro di accordi su stili diversi in sequenza

Immaginate di avere una progressione di accordi particolari in testa e volete ascoltare al volo come possa funzionare con diversi generi musicali. Oppure immaginate di suonare dal vivo alcuni brani che condividono lo stesso giro di accordi: potreste voler passare da un brano all’altro, cambiando lo stile e mantenendo attiva la scansione armonica con continuità.

Yamaha
È la situazione standard. Funziona proprio così e non è possibile fare diversamente.

Korg
Per difetto, quando cambiate lo stile in un arranger Korg, la sequenza di accordi si perde. Perché la memoria del Chord Sequencer non venga cancellata al cambio di stile e si possa fare quanto descritto qui sopra per Yamaha, occorre modificare una proprietà di sistema nel modo Global.

5 – Importare la progressione originale e integrale degli accordi da una canzone

Quando si tratta di suonare un brano completo, potrebbe tornare utile riutilizzare la sequenza di accordi originale memorizzata in un brano.
Purtroppo, né Yamaha Korg supportano il formato Music XML adottato dalla popolare comunità di iReal Pro, come invece succede con XMURE di Dexibell. Chissà se un domani vedremo questa compatibilità nelle prossime versioni del firmware…

Yamaha
Se disponete dell’adattatore wi-fi e di un iPhone/iPad, potete inviare una sequenza di accordi di un brano audio tramite l’app Chord Tracker.

Korg
Qui è molto più semplice: vi basta avere uno Standard MIDI File (è irrilevante se contenga gli eventi MIDI degli accordi o meno) e Korg è in grado di calcolare e importare gli accordi completi entro il Chord Sequencer. Credetemi, funziona bene. Ovviamente, a patto che il brano contenga tracce suonate con armonia completa.

Pagina video di Chord Sequencer di Korg serie Pa

6 Modificare un solo accordo (o alcuni) di una sequenza

Avete, per esempio, registrato una lunga sequenza di otto misure con sedici cambi di accordo (uno ogni 2/4) e vi rendete conto di voler modificare un accordo alla settima misura. Come fare?

Yamaha
Registrate la progressione da capo.

Korg
Registrate la progressione da capo è sempre una possibilità e, in fondo, è la più rapida.
Altrimenti potete esportare la sequenza di accordi in uno Standard MIDI File grazie alla funzione di Export. Tale MIDI file può essere salvato e riaperto con il Sequencer. Si va a cercare la misura con l’accordo da modificare e si correggono le note dell’accordo. Attenzione: a differenza di quanto ci si potrebbe aspettare, l’Export non genera gli eventi MIDI specifici degli accordi, ma piuttosto le singole note che compongo l’accordo stesso. Salvate il MIDI file e poi reimportatelo nel Chord Sequencer.

7 Come salvare una sequenza di accordi

Qualora si voglia riutilizzare una progressione di accordi appena creata, si dovrà salvare da qualche parte, non credete?

Yamaha
Le otto progressioni possono essere salvate insieme in un file (*.clb) e poi richiamate tutte insieme.
Altrimenti, potete esportare le singole memorie in file *.cld per reimportarle successivamente.

Korg
La soluzione più comoda è salvare la sequenza di accordi in un elemento del SongBook.
In alternativa, è possibile memorizzarla direttamente nello stile, però mi sembra una scelta un po’ troppo invasiva.

E gli altri arranger?

Chord Looper e Chord Sequencer non sono gli unici attori sul mercato che offrono l’esecuzione automatica di progressione degli accordi.
In passato, Roland aveva introdotto Chord Loop presente, ad esempio, su BK-9.
In Casio CT-X5000 sono disponibili 310 pre-regolazioni musicali in cui memorizzare altrettante progressioni di accordi.
Gli arranger Ketron (SD9, SD90 e SD60) includono la modalità Phrase del Launchpad, anche se questa agisce su tutte le tracce MIDI e Audio.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

23 gennaio 2020 at 06:00

Korg Pax4: rilascio del sistema operativo V2.0

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Kog Pa4X – Versione 2.0

Quante volte ci siamo detti in passato: perché dover cambiare tastiera per ottenere funzioni nuove? Non sarebbe forte se i produttori di arranger workstation si concentrassero sul rilascio periodico di nuovo software evolutivo invece di proporre ai propri clienti l’accesso a proprie risorse economiche per comprare un nuovo strumento ogni due anni? Ebbene, oggi possiamo affermare che questo tipo di desideri è stato ascoltato in casa Korg. A fine giugno 2017, a distanza cioè di quasi due anni dal lancio avvenuto nel settembre 2015 e del successivo aggiornamento di novembre 2016, l’azienda italo-giapponese ha annunciato il rilascio gratuito della versione 2.0 del sistema operativo della propria ammiraglia Pa4X Pro, recentemente premiata in Germania dalla stampa specializzata come migliore arranger workstation (MIPA Awards). E con il nuovo sistema operativo arriva un’infornata corposa di nuovi timbri e nuovi stili di accompagnamento.

L’introduzione di Kaoss FX

Questo nuovo sistema operativo non è un semplice aggiornamento software, è molto di più. Dopo l’installazione del nuovo software, il musicista si trova davanti ad uno strumento più ricco di funzionalità e, se vogliamo, trasformato nell’usabilità grazie all’introduzione di KaossFX. Ne saranno entusiasti coloro che suonano gli arranger in contesti di DJ set: non pensate esclusivamente in termini di performance live in discoteche, club e via dicendo, ma anche nelle situazioni di chi esegue mix nel proprio studio per creare playlist personalizzate, pubblicare musica da distribuire secondo canali digitali innovativi oppure semplicemente coltivare il proprio hobby.

KaossFX è in buona sostanza lo stesso software Korg che abbiamo visto sul mercato per la prima volta nel 1999 su Kaoss Pad, un controller MIDI portatile di successo, con capacità aggiuntive di gestire campioni audio e di processare effetti. Il suo punto di forza era nella superficie touch-screen: sfruttando il posizionamento del tocco su un classico piano cartesiano, si poteva agire sulle coordinate X e Y e pilotare eventi MIDI ottenendo de facto stringhe di controllo continuo. La novità odierna è nello schermo touch-screen di Pa4X che può ora essere usato nello stesso modo, come possiamo vedere nel filmato che segue.

Come avete visto, KaossFX consente di controllare in tempo reale l’arpeggiatore, i filtri, l’intonazione e molto di più.

Risorse addizionali

La novità della versione 2.0 di Pa4X non è tutta qui. L’aggiornamento è affiancato da un significativo e importante rilascio di nuove risorse:

Funzionalità rinnovate

Dal punto di vista del sistema operativo propriamente detto, si registrano altre novità:

  • La funzione MIDI Song to Style Converter cambia nome e diventa Style Creator Bot: oltre a creare automaticamente uno stile partendo da una canzone in formato MIDI file, è ora possibile generare una Chord Sequence, in base gli accordi contenuti in una Song. Potete immaginarne l’uso: prendete il MIDI file più trito e ritrito del vostro repertorio e rigeneratelo ottenendo una nuova song più fresca che sfrutta gli originali stili di accompagnamento presenti sullo strumento.
  • Con Chord Detect, è possibile ora leggere gli accordi di qualsiasi MIDI file sulla pagina Lyrics e Score. Non sarà necessario inserire gli eventi degli accordi nel MIDI file. Questa funzione di calcolo, in passato, era presente su tutti gli arranger Roland, e ora è disponibile anche per i clienti Korg. Ovviamente, se trasportate la tonalità della song, gli accordi possono essere ricalcolati.
  • La comoda porta USB Host posta sul pannello frontale può essere sfruttata per collegamenti MIDI con controller esterni (pad, microtastiere, pianoforti digitali), senza dover fare ricorso ai soliti adattatori. Tutto più sempice.
  • Ci sono altre piccole migliorie di usabilità fra cui vale la pena menzionare la configurazione del punto di split in ciascuna locazione di Keyboard Set, le 128 posizioni aggiuntive per i Drum Kit, una migliore regolazione del guadagno del microfono (Mic Input Meter), le estensioni all’edit degli stili, del SongBook e – finalmente! – la possibilità di attivare il Keyboard Set immediatamente o, a scelta, solo sulla misura successiva.
  • Non manca una generale semplificazione dell’usabilità dello strumento e una maggiore stabilità grazie al fatto di aver risolto i vari guasti software emersi nel tempo.

Conclusioni

Nella versione originale di lancio nel 2015, Pa4X era già un contenitore straordinario di ottimi timbri e di stili di accompagnamento innovativi, e traboccava di un numero sterminato di funzioni software. Con questo aggiornamento, le potenzialità digitali e le capacità di programmazione raggiungono livelli mai visti prima su un arranger workstation. Se da una parte esultano i musicisti programmatori e quelli dediti al DJ set, dall’altra parte anche i musicisti tradizionali (quelli che suonano con le proprie mani su tasti bianchi e neri) possono trovare motivi di interesse grazie all’espansione del numero di voci e di stili.

Manca qualcosa? E’ difficile trovare ragioni per cui lamentarsi davanti a questa abbondanza. Tuttavia – personalmente – mi sento di insistere su un punto particolare: non ho trovato traccia della rivisitazione del file system proprietario basato su cartelle .SET e sulle conseguenti strutture di risorse organizzate per banchi e numero predefinito di locazioni di memoria. Sembra dunque che questa scelta progettuale sia dura a morire. Chissà se un giorno Korg non deciderà di rinnovare anche questo aspetto, regalando un botto definitivo di semplicità operativa ai propri strumenti.

L’aggiornamento è d’obbligo per chi possiede già questa ammiraglia. Per tutti gli altri, è un motivo in più per visitare un negozio di strumenti musicali e provare di persona dove sono arrivati i progettisti del centro R&D di Korg Italy.

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Per saperne di più, potete visitare le note di rilascio redatte da Raffaele Mirabella e pubblicate sulla pagina dedicata nel sito del distributore nazionale Eko Music Group oppure sul sito internazionale di Korg.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

10 luglio 2017 at 13:11

Pubblicato su Korg

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Gli eventi degli accordi nei MIDI file su arranger Yamaha

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Pagina CHD di Song Creator

Pagina CHD di Song Creator

Vedere gli accordi sullo schermo

Rendere visibili gli accordi di un MIDI file sullo schermo di un arranger Yamaha è uno degli argomenti più gettonati di questo blog, dato che ritorna spesso fra i messaggi che ricevo dai più attenti lettori di tastiere.wordpress.com.

Abbiamo già sfiorato il tema in un articolo pubblicato un paio d’anni fa, ora vorrei approfondielo con riferimento a chi suona una tastiera della serie PSR o Tyros nella consapevolezza che molte osservazioni possono tornare utili anche a chi suona arranger KorgKetron, mentre chi suona Roland ne è totalmente esente, in quanto questo gli arranger Roland sono gli unici in cui il sistema operativo include una ottima funzione che calcola e presenta gli accordi in tempo reale e tutto in modo automatico.

Registrazione rapida

Veniamo al mondo Yamaha e in particolare alla funzione Quick Record. Questa utile caratteristica consente di Leggi il seguito di questo post »

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

13 aprile 2014 at 20:18