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Arranger Korg 2026: il rinnovo della serie è ancora a metà strada

A quattro anni dal debutto di Korg Pa5X e ben nove dalla presentazione della coppia Pa700 e Pa1000, la gamma arranger Korg vive una situazione piuttosto particolare. Da una parte abbiamo una ammiraglia che, dopo aver arricchito progressivamente il proprio corredo software, ora cerca di dimostrare di aver trovato la stabilità definitiva; dall’altra, due strumenti di fascia media che continuano ad essere offerti al mercato, pur appartenendo alla stirpe tecnologica del passato Korg. La domanda che molti musicisti si pongono è semplice: quando arriveranno i successori di Pa700 e Pa1000?

Pa5X: da debutto difficile a riferimento professionale

Quando Pa5X venne presentata nel giugno 2022, le aspettative erano altissime. Nuova piattaforma hardware, nuovo sistema operativo, interfaccia completamente ridisegnata e un motore sonoro profondamente rinnovato promettevano un salto generazionale importante. Il lancio, però, non è stato semplice. Molte funzioni presenti su Pa4X mancavano ancora, costringendo Korg a una lunga serie di aggiornamenti che hanno richiesto quattro anni per riportare lo strumento alla completezza funzionale attesa dai professionisti. Oggi la situazione è profondamente cambiata. Gli aggiornamenti hanno introdotto le numerose funzioni richieste dagli utenti. La casa italo-giapponese continua inoltre a investire nella piattaforma con nuovi update dedicati sia alla stabilità sia alle prestazioni. In altre parole, Pa5X del 2026 è molto diversa da quella vista al debutto. Per chi cerca oggi il top della produzione arranger Korg, rappresenta probabilmente un momento propizio per l’acquisto.

Korg Pa5X versione 61 tasti – Fonte: Diana Musik

Pa700 e Pa1000: gli “evergreen”

Il caso di Pa700 e Pa1000 ci induce a qualche interrogativo. Presentate nel 2017, utilizzano gran parte dell’architettura sonora di Pa4X (tecnologia nata con Pa80 e non dalla rivoluzionaria architettura di Pa5X). I due modelli – pur con caratteristiche tecniche ridimensionate rispetto al top di gamma – mantenendo intatta la filosofia operativa che ha decretato il successo della vecchia serie. In quasi dieci anni, Korg non ha mai presentato alcun sostituto. Anzi, nel 2024 ha perfino rilasciato un aggiornamento importante per Pa1000 aumentando la memoria User Sample fino a circa 960MB, segnale evidente che il prodotto non era stato completamente abbandonato. Del resto, in base a quanto si può costatare nei social network, si intuisce che il mercato di questi prodotti sia in movimento nel mondo latino-americano ed asiatico. Questa longevità è piuttosto insolita, normalmente il ciclo di vita di un arranger varia fra i quattro e i sei anni.

Dettaglio di Korg Pa1000 – Fonte: Loja Alldaz

Perché Korg non le ha ancora sostituite? Le ragioni di questo lungo stallo potrebbero essere diverse. La prima riguarda probabilmente la lunga gestazione di Pa5X, un progetto che ha assorbito gran parte delle risorse di sviluppo. La ricostruzione del sistema operativo su una piattaforma completamente nuova si è rivelata più complessa del previsto, richiedendo anni di aggiornamenti prima di raggiungere l’attuale livello di maturità. È plausibile che questo abbia inevitabilmente rallentato anche lo sviluppo della futura gamma di fascia media. A ciò si aggiunge un importante cambio generazionale all’interno di Korg Italy. Con l’uscita per pensionamento di Francesco Castagna, figura storica delle produzioni arranger e punto di riferimento per lo sviluppo dei Professional Arranger Korg, si è chiusa un’epoca. Raccogliere un’eredità professionale e umana di questo calibro non è semplice: i nuovi responsabili hanno dovuto affrontare una fase di transizione e consolidamento, necessaria per dare continuità a una tradizione che per decenni ha contribuito al successo della serie Pa.

Nonostante l’età progettuale, molti musicisti continuano a suonare Pa700 e Pa1000. I motivi sono noti: sistema operativo estremamente stabile, SongBook collaudato, enorme disponibilità di stili e risorse. Sono strumenti “conosciuti”, affidabili e largamente supportati dalla comunità.

Korg Pa700 (disponibile in due colori) – Fonte: Guitarlicious Malaysia

Arriveranno davvero delle nuove Pa700 e Pa1000? Questa è la domanda da un milione di euro. Ad oggi Korg non ha annunciato alcun successore. Potrebbe essere nell’autunno o in vista delle vendite natalizie. Potrebbe essere nel 2027. Potrebbe essere… mai? Come da tradizione, Korg Italy è impenetrabile e io non ho la sfera di cristallo per predire il futuro. Le discussioni online restano nel campo delle ipotesi e delle aspettative della comunità di appassionati, senza conferme da parte dell’azienda. Naturalmente ciò non significa che il progetto non esista. Anzi. Dal punto di vista commerciale sarebbe piuttosto logico immaginare una nuova fascia media basata sulla tecnologia della Pa5X, con la stessa architettura, stesso motore sonoro, medesima interfaccia aggiornata e così via. Ma al momento non abbiamo certezze.

Il verdetto

La gamma arranger Korg nel 2026 vive una fase di transizione. Pa5X è finalmente diventata ciò che molti musicisti si aspettavano fin dal lancio: una workstation arranger moderna, potente e ormai matura. Pa700 e Pa1000, invece, continuano a sfidare il tempo. È una longevità rara nel settore. E proprio questa longevità rende ancora più affascinante la materia. Per il momento, soltanto Korg conosce la risposta. E fino a un annuncio ufficiale, ogni previsione resta soltanto una speculazione.

Quick Record (Pa4X) a confronto di Recording Studio (Pa5X)

Negli ultimi mesi molti lettori di TastiereArranger.com avranno notato un cambio di passo nella comunicazione di KORG. L’azienda sta infatti pubblicando materiali sempre più mirati per spiegare in modo trasparente come funziona il nuovo Recording Studio di Pa5X e quali differenze ci siano rispetto al vecchio Quick Record. L’ultimo contributo è arrivato il 27 aprile, quando sul sito ufficiale è comparsa una guida PDF che mette a confronto diretto le due modalità.

In effetti la funzionalità Recording Studio di Pa5X (introdotta nel luglio 2025 con la pubblicazione della versione software 1.4.0) segna un punto di svolta. Non è più soltanto il tasto Record premuto al volo per buttare giù un’idea: è un ambiente completo, dove un brano può nascere in un attimo e poi crescere con calma, rientrando più volte sul progetto per rifinirlo come si farebbe in un vero studio. La registrazione immediata c’è ancora, certo. Ma ora si può tornare indietro, correggere, aggiungere, ripartire da un punto preciso grazie a una timeline navigabile, che dovrebbe rendere tutto più naturale. È un modo di lavorare che supera il vecchio Quick Record (NDA: a mio modesto modo di vedere, quest’ultimo non mi aveva mai convinto pienamente sin da quando era comparso anni orsono) .

Per aiutare gli utenti a orientarsi, KORG ha inserito nella guida una tabella comparativa molto chiara. Ogni riga è accompagnata da un’icona video che rimanda al tutorial dedicato alla funzione corrispondente della Pa5X: un modo pratico per vedere subito come lavorare con il nuovo sistema.
Se non l’avete ancora fatto, vale la pena scaricare il PDF dal sito web ufficiale, andare direttamente a pagina 8 — dove inizia la sezione italiana — e dare un’occhiata alla tabella.

Dalla lettura, emerge con trasparenza ed onestà, l’elenco delle funzioni presenti in Pa4X e non ancora rilasciate su Pa5X:

  • registrare più di uno stile di accompagnamento dalla libreria,
  • sostituire gli stili dopo la registrazione,
  • importare un SMF in uno Style Element in modo Style Edit.

È comprensibile che chi possiede una Pa5X speri di vedere presto anche queste funzioni finalmente integrate — idealmente entro il 2026 — così da completare il quadro operativo del nuovo Recording Studio.

Korg rilascia la versione 1.4.3.1 per Pa5X

Il 12 febbraio scorso, Korg aveva annunciato un nuovo aggiornamento del sistema operativo per Pa5X, che raggiungeva così il livello 1.4.3; ma, dopo appena sei giorni (il 18 febbraio) l’azienda italo-giapponese è intervenuta nuovamente pubblicando una versione correttiva 1.4.3.1 per sistemare un guasto software involontariamente generato sulla versione rilasciata pochi giorni prima (in particolare, si verificava l’inattesa interruzione delle note prolungate da pedale Sustain durante il cambio dell’elemento attivo dello stile).

In breve; l’aggiornamento 1.4.3.1 corrisponde alla versione 1.4.3 con l’aggiunta di un bug fix.

Per i pochi distratti che non hanno ancora verificato di persona il significato del tutto, vale la pena segnalare che gli arricchimenti funzionali sono solo due e rappresentano due aspetti minori:

Fonte: Algam EKO

La buona sostanza dell’intero annuncio riguarda una nutrita serie di problemi risolti. In effetti, a seguito del rilascio della versione 1.4.2 era necessario risolvere rapidamente alcune instabilità introdotte con l’aggiornamento al fine di risolvere e migliorare il sistema.

In aggiunta al problema del pedale Sustain di cui sopra:

  • Tempo errato nei file MP3 quando Tempo Lock è attivo.
  • Transizioni di stili errate in presenza di time signature differenti.
  • Misura silenziosa alla fine dei Fill-In.
  • Volume errato assegnato ai Pad.
  • Valori di scala ricevuti via MIDI non visualizzati correttamente.
  • Ottimizzazioni nelle operazioni di Cut & Paste nel File Menu.
  • Problemi con caratteri speciali nelle risorse musicali durante operazioni di copia o scambio.

L’aggiornamento è gratuito e scaricabile dal sito Korg.

L’atmosfera nella comunità dei musicisti appassionati di arranger Korg è piuttosto sfaccettata. Da un lato, c’è chi ha accolto con sollievo il fatto che Korg stia risolvendo bug rimasti aperti; dall’altro, alcuni hanno fatto notare che l’aggiornamento è modesto e si limita a interventi urgenti. Del resto, l’uscita ravvicinata di due aggiornamenti software in successione non è confortante. Ne risulta un sentimento duplice: una soddisfazione reale per i passi avanti, accompagnata però da una persistente sensazione di incompletezza. In questo clima trovano spazio nel web anche quei commentatori che, con toni un po’ catastrofisti, amplificano ogni dubbio. È una fase che alcuni marchi hanno attraversato nella loro storia e Korg ha un solo modo per (ri)conquistare tutti: rivedere i processi di test, collaudo e controllo qualità al fine di fissare tutti i guasti software una volta per tutte.

A proposito di Korg Pa5X…

Non so quanti di voi seguano il canale YouTube di Masataka Kono, ma se non lo fate ancora, vale davvero la pena scoprirlo. Questo musicista giapponese, oltre ad essere un valente pianista jazz, ha un talento raro che esprime nel raccontare gli strumenti che prova e lo fa con una chiarezza e una competenza tali da catturare rapidamente l’attenzione. Le sue performance, unite a commenti sempre puntuali, sono una miniera di informazioni. La comprensione dei suoi interventi è facilitata dai sottotitoli tradotti in inglese. Personalmente, grazie a Kono-san ho imparato a riconoscere pregi e limiti di diversi strumenti attuali.

Da cinque anni, nel suo canale ospita infatti una vasta serie di arranger: Roland Go:Keys 3, Korg EK-50, Yamaha PSR-E473 (insieme ai modelli E383 ed E373) e Casio CT‑S1000V. Ma il Nostro non si limita alle tastiere con accompagnamenti: altrettanto illuminanti sono le prove dedicate ad altri strumenti Roland (come Juno D6, RD‑400, Go:Piano 88), Yamaha (CK‑61, CP‑88, Montage M6, MODX M6, PSS‑A50) e Casio (CT‑S1). Ne ho citato solo alcuni, ce ne sono molti di più.

Oggi vorrei segnalarvi un paio di video recenti, quelli in cui Kono‑san si diverte a esplorare un esemplare di Korg Pa5X, mettendone in luce con grande naturalezza molte delle sue qualità.

Nota bene: non stupitevi se il Nostro sta dedicando spazio a Korg Pa5X e non a Yamaha Genos2, è dovuto al fatto che da sempre le serie Tyros e Genos NON sono disponibili nel mercato interno giapponese.

A proposito di Korg Pa5X, negli ultimi giorni di dicembre 2025, sono usciti tre video-tutorial nuovi per lo strumento sul canale ufficiale, dove è illustrato il funzionamento di alcune fra le nuove funzionalità rilasciate con l’aggiornamento V1.4.0.

Pa5X – Recording Studio (Quick Record)
Record Modes (Record, Overwrite, Overdub)
Pa5X Recording Studio – Edit

Se ve lo siete perso tre mesi fa, potete ancora recuperare il tutorial in italiano di Algam Eko sullo stesso argomento e presentato da Raffaele Mirabella con un maggior livello di dettagli esplicativi.

KORG Pa5X | Rilascio del sistema operativo 1.4.2

Oggi 25 novembre 2025, Korg Pa5X si arricchisce con il nuovo aggiornamento OS V1.4.2: un rilascio che non introduce funzioni rivoluzionarie ma, sulla stessa lunghezza d’onda del precedente V1.4.1, punta a raffinare e stabilizzare l’esperienza d’uso. Le note di rilascio parlano chiaro: ottimizzazioni e bug fix mirati.

Tra i punti salienti:

  • Filtro SysEx sul MIDI OUT: aggiunta di un controllo più granulare sul traffico MIDI, evitando comportamenti anomali con dispositivi esterni nei casi di SysEx.
  • Transizioni fra stili più fluide: addio ai fastidiosi sbalzi di volume quando si cambia stile di accompagnamento al volo.
  • Valori di espressione per le tracce in modalità OFF: possiamo presumere che, gestendo comunque i valori di Expression anche per le tracce che sono in stato “OFF”, anche se una traccia non produce suono, i suoi valori di espressione vengono calcolati o mantenuti, evitando incoerenze quando la traccia viene riattivata.
  • Blocco dei pulsanti del tempo: utile quando le finestre Metronomo e/o Ricerca sono aperte.
  • Gestione Fill migliorata: ora anche i Fill-In più brevi (¼) sono selezionabili senza vincoli.
  • Correzioni su metriche multiple negli stili: per performance più raffinate.
  • Stima più precisa della durata degli MP3 lunghi: niente più interruzioni inaspettate di playback MP3.
  • Matrix Pad: assegnazione dei PAD alla Matrix (strano, per qualche ragione ero convinto fosse già ben funzionante nelle versioni precedenti).
  • SongBook: evitati effetti collaterali quando si cancella un elemento dal SongBook.

Se V1.4.0 ha riacceso i riflettori sull’ammiraglia Korg e V1.4.1 ha consolidato, con V1.4.2 il lavoro dietro le quinte contribuisce a rendere tutto ancora più stabile. Dopo le critiche sulla lentezza di Korg nel rilasciare aggiornamenti, questa nuova rapida sequenza di rilasci (tre nuove versioni in 5 mesi) è un notevole segnale da sottolineare per tutti gli appassionati del comparto arranger.

KORG Pa5X | Rilascio del sistema operativo 1.4.1

Dopo il clamore suscitato dal rilascio della versione 1.4, a fine settembre KORG ha pubblicato il Pa5X OS v1.4.1, un aggiornamento mirato che aggiunge poche nuove funzioni ma – soprattutto – risolve problemi critici emersi con l’adozione massiva del precedente firmware.

Cosa cambia rispetto la versione precedente? La v1.4 aveva introdotto una vera rivoluzione: Recording Studio avanzato, Full Song Edit per costruire sequenze MIDI professionali, Style Creator Bot per generare stili da file MIDI, miglioramenti nella gestione risorse e nuovo De-Esser per il processore vocale.

Ma come spesso accade, la potenza porta anche fragilità. Alcuni utenti hanno segnalato guasti che potevano compromettere l’esperienza live e in studio. Ecco perché è nata la v1.4.1.

Problemi principali risolti nella v1.4.1

  • Risolta l’inattesa interruzione delle note sostenute alla pressione del tasto FILL.
  • La linea di basso poteva suonare in modo errato quando si cambiava l’accordo con un leggero ritardo.
  • Risolto il problema della parte Lower che a volte veniva annullata dopo l’eseguzione dell’Intro.
  • Con Synchro Start attivo, l’uso di uno Switch assegnato a Quarter Tone poteva avviare inavvertitamente lo stile di accompagnamento.
  • La pressione del pulsante RESET/TAP poteva interrompere l’esecuzione dello stile e i Pad.
  • Passando da una voce SongBook basata su Song a una basata su stile, i LED nella sezione STYLE ELEMENTS del pannello di controllo potevano mostrare una selezione errata.
  • Il Manual Bass poteva ricevere un valore di Expression errato dal pedale di espressione, causando un livello di volume indesiderato.
  • Il Global Mic Preset selezionato (che si può scegliere in Impostazioni > Menu > Mic Setup > pagina Setup) non veniva salvato automaticamente.
  • Le tracce Song in mute venivano talvolta eliminate durante il salvataggio del brano.

Migliorie introdotte con v1.4.1

Non ci sono solo bug fix, ma anche qualche miglioria.

  • Style Creator Bot: è stata migliorata la compatibilità con gli Standard MIDI files e ottimizzata la creazione dei Keyboard Set associati.
  • Visualizzazione testi nei file MP3: migliorata la sincronizzazione dei testi associati a file MP3.
  • Riconoscimento degli accordi: ora è molto accurato anche all’avvio di uno stile di accompagnamento.

In breve

La v1.4.1 non è un aggiornamento creativo, ma è fondamentale per la credibilità del Pa5X. In un mercato dove la concorrenza (Yamaha Genos2 in primis) punta tutto sulla stabilità, KORG dimostra di voler ascoltare gli utenti e reagire rapidamente.

Questo rilascio è anche un segnale forte: la piattaforma Pa5X è viva, e il team di sviluppo di Korg Italy nelle Marche è attivo e reattivo. Non è solo una tastiera arranger, è un ecosistema in evoluzione, che cresce anche grazie al messaggio di ritorno da parte della comunità dei clienti-musicisti che hanno scelto di suonare Pa5X. Il passo successivo potrebbe essere l’applicazione di questa piattaforma sui modelli di classe mid-range (i successori di Pa1000 e Pa700 che reggono il passo dal lontano 2017): ma non sappiamo ancora quando succederà.

Nuntio vobis gaudium magnum: habemus Pa5X 1.4.0

L’ufficialità tanto attesa è ora realtà: quanto descritto nel mio recente articolo Sta arrivando Korg Pa5X 1.4.0 ha finalmente una data. Ed è quella di oggi 29 luglio 2025. Ecco il link che chiude finalmente una lunga attesa:
https://www.korg.com/it/products/synthesizers/pa5x/newos_4.php

Devo dire che, contrariamente a molte opinioni lette online, questa lunga attesa non mi ha mai lasciato completamente perplesso. D’altronde, nel 2022 il centro di sviluppo di Korg Italy ha avviato una fase cruciale di transizione: lo storico team capitanato da Francesco Castagna, insieme ai suoi fidati collaboratori tra cui Andrea Bernardelli, è andato meritatamente in pensione. Questa svolta ha richiesto tempo al reparto R&D per riorganizzarsi e ripartire con una nuova energia. È proprio per questo che l’intero processo di sviluppo, particolarmente complesso e intenso, ha inevitabilmente richiesto più tempo del previsto.

In altre parole, il ritardo nel completare la piattaforma dell’ammiraglia arranger di casa Korg non è stato solo dovuto al fatto che l’azienda italo-giapponese ha riscritto da capo tutto il sistema operativo su un’architettura hardware rinnovata, ma anche (e direi soprattutto) al fatto che il centro R&D di Korg ha vissuto questo cambio generazionale molto impattante e le nuove risorse hanno avuto bisogno di tempo per padroneggiare tutto il software e farsi carico dei nuovi sviluppi.

C’è poi un dato incoraggiante: la casa-madre giapponese Korg continua a credere negli arranger studiati e prodotti in Italia. Quando la generazione che aveva gettato le fondamenta dell’azienda marchigiana nel 1996 – prima con Korg iS40, poi con il successo mondiale di Pa80 e ben 4 generazioni di Professional Arranger – ha lasciato il testimone, Korg non ha seguito l’esempio di Roland (che nel 2013 decise di smantellare il proprio centro R&D di Acquaviva Picena). Al contrario, ha scelto di investire e rinnovare, confermando la sede marchigiana come cuore pulsante del progetto internazionale.

Ora non ci resta che sperare che questa lunga attesa si traduca in risultati tangibili per tutti i musicisti che hanno scelto – e continueranno a scegliere – di suonare Korg Pa5X.

Sta arrivando Korg Pa5X 1.4.0, ma non si sa quando

La notizia è sicura ma la data ancora incerta. Non abbiamo ancora una previsione ufficiale del giorno di rilascio, ma il 24 giugno scorso il sito ufficiale di Korg ha confermato l’imminente uscita della versione 1.4.0 del sistema operativo di Pa5X.

Sin dal primo annuncio nel giugno 2022, l’assenza di funzioni importanti si era fatta notare e l’attesa era divenuta febbrile. Cinque aggiornamenti si sono susseguiti nei tre anni a seguire ma, salvo la versione 1.3.0, tutti gli altri erano poca cosa rispetto i desideri degli appassionati. Finalmente, le acque si sono smosse con l’anteprima al NAMM nel mese di gennaio di quest’anno, che per molti è suonata come una promessa di un qualcosa di importante che era ‘quasi pronto’. Le funzionalità mostrano chiaramente che si tratta di un aggiornamento sostanzioso, una sorta di Pa5X Next (ricordate?).

Il nuovo Recording Studio (fonte: korg.com)

Per i pochi a cui è sfuggita la notizia, ripropongo qui i contenuti principali in arrivo:

  • Il nuovo Quick Record: porta il nome di Recording Studio e (auspichiamo) finalmente dovrebbe consentire la registrazione di basi MIDI sfruttando i pattern degli stili.
  • Il nuovo Sequencer: sarà chiamato Full Song Edit e include l’editing avanzato e totale dei brani MIDI.
  • La riedizione di Style Creator Bot utile per convertire i file MIDI in stili, con la speranza che vada a coprire le lacune della versione precedente, prevedendo funzioni di personalizzazioni così come abbiamo visto fare in Yamaha MIDI Song to Style.
  • La possibilità di personalizzare a piacere l’ordinamento delle risorse utente e delle icone.
  • Una funzionalità che copia e scambia i Keyboard Set fra le diverse voci del SongBook.
  • E De-Esser, nuovi effetti per la voce per il microfono collegato alla porta dedicata.
Il nuovo Full Song Edit (fonte: korg.com)

Fa ovviamente piacere vedere cosa è finalmente in dirittura d’arrivo – ma è innegabile che la lunga attesa abbia messo alla prova la pazienza dei clienti: sia quelli che hanno acquistato l’ammiraglia di casa Korg dal 2022 ad oggi, sia quelli che attendevano questo rilascio per passare al nuovo modello. In sintesi: bene l’annuncio, benissimo le nuove funzioni, ma ora serve concretezza. Gli utenti sono pronti, ispirati, e forse anche un po’ affaticati dall’incertezza. Speriamo che la prossima comunicazione sia finalmente quella decisiva, con una data chiara e ravvicinata.

Fonte: Instagram

Korg rilascia la versione 2.13 per i modelli EK-50

Piccoli movimenti si percepiscono in casa Korg. Non è nulla di eclatante dal punto di vista dei contenuti. Ma è molto più importante ed è degno di nota, rilevare il fatto che la casa giapponese ha segnalato uno sprazzo di vita fra i prodotti arranger, avendo rilasciato un aggiornamento software che, seppure modesto, giunge dopo un silenzio che durava da giugno 2023.

La versione 2.13 è applicabile ai modelli della serie EK-50 (sia nella versione standard sia in quella Limitless), un arranger valido ma di rango economico: ci è giunto su concezione giapponese, prodotto e distribuito in affiancamento a più blasonati arranger progettati in Italia della serie Pa. In origine, il software di EK-50 seguiva pari passo quanto succedeva sul modello i3 (2020) che abbiamo recensito qui: ora non è più così e i3 ormai vive di vita propria restando per il momento fermo all’aggiornamento 1.6.

La nota di rilascio di EK-50 – pubblicata il 4 marzo u.s. – riporta l’aggiunta di due parametri di impostazione generale dello strumento: Transpose Lock e Style Lock. In precedenza, quando si selezionava una Set List, venivano sempre cambiati il valore della tonalità di trasporto e lo stile in base a quelli della Set List selezionata. Ora, impostando il parametro aggiunto su “On”, è possibile evitare questo cambiamento e uno dei due valori (o entrambi) possono restare invariati.

Una seconda novità riguarda l’opzione di auto-spegnimento dello strumento: è stata modificata per disattivare lo strumento dopo 20 minuti di inattività (erano 30 nella versione precedente).

La comunicazione Korg cita poi una serie imprecisata di guasti software che sono stati riparati.

Fonte: http://www.korg.com

Korg Pa5X: rilascio del sistema operativo V1.3.1

La versione 1.3.1 del software di Pa5X consiste in un semplice aggiornamento, volto a rimuovere guasti software e aumentare il livello di stabilità dello strumento. L’annuncio risale a ieri 29 ottobre: è una buona notizia, ma non aggiunge funzionalità di sostanza al prodotto.

Korg ha migliorato la flessibilità del SongBook e ora offre l’uso di suoni diversi per una traccia anche in elementi di stile diversi. La selezione del suono non è forzata dall’operazione di salvataggio della voce nel SongBook. Inoltre, ha risolto un problema legato all’uso degli effetti: il routing del segnale segue ora correttamente le impostazioni audio. I guasti software più evidenti sono stati risolti in aree come SCALE in combinazione con la trasposizione, l’allineamento di testi e accordi per monitor HDMI esterni, parametri del Keyboard Set e compatibilità dei caratteri dei testi. In ultimo, onde ridurre i consumi energetici, la funzionalità di spegnimento automatico predefinita ha ridotto il timer delle impostazioni di fabbrica da 2 ore a 20 minuti (è comunque possibile attivare/disattivare questa funzione in base alle proprie esigenze).

Tutti i dettagli sono illustrati sul sito ufficiale: https://www.korg.com/it/news/2024/1029/