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Arranger, tastiere da suonare con stile

Archive for the ‘Korg’ Category

Korg Pa700 RD: rosso shocking

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Non agitatevi inutilmente, non c’è nulla di nuovo sotto il sole.

Korg Pa700 RD

Come ha confermato Eko Music Group, distributore nazionale dei prodotti Korg, si tratta della stessa arranger workstation Pa700 che molti hanno già apprezzato e che ora viene resa disponibile in una nuova versione con “finitura di color rosso brillante metallizzato” su cui poggia il pannello nero.

Tranne l’aspetto cromatico, le specifiche dell’unità sono identiche a quelle del modello di Pa700 già in distribuzione da tempo con l’uscita video HDMI e di cui abbiamo già parlato in questo blog.

Ci sarà sicuramente qualche musicista in circolazione desideroso di farsi notare sul palco e sarà interessato.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

8 settembre 2019 at 22:42

Pubblicato su Korg

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Korg Pa700/Pa1000/Pa4X: dallo Style Creator Bot alla pagina Marker

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Alla ricerca dell’interattività degli stili

Ero curioso di provare di persona (e con calma) lo Style Creator Bot, la funzione presente di serie nella generazione attuale di Professional Arranger. La promessa di Korg è quella di convertire gli Standard MIDI File in stili di accompagnamento. Dopo averci provato, la mia conclusione è stata inaspettata ma comunque positiva: da una parte ho lasciato perdere la creazione dello stile, dall’altra mi sono ritrovato a mio agio come non mai nel replicare la classica interattività degli stili utilizzando la pagina Marker nella modalità Song Play.  
A volte, è destino puntare ad un obiettivo e scoprire di raggiungere la stessa soddisfazione, ma con una soluzione diversa da quella pensata in origine. Ma andiamo con ordine.

Style Creator Bot

Voglio essere sincero. Sin dall’inizio avevo cominciato con qualche timore: del resto Korg stessa aveva messo le mani avanti per prima, quando aveva dichiarato nei video-tutorial ufficiali: “Ovviamente non tutti i MIDI file possono essere convertiti”.  

Onde ridurre la complessità, avevo cercato per il mio primo test un brano dall’armonia e dall’arrangiamento molto lineari. La scelta è caduta su Stay With Me di Sam Smith, remake del celebre brano I Won’t Back Down dell’indimenticabile e immenso Tom Petty. Dopo aver raffinato per conto mio lo Standard MIDI File con il sequencer di Korg Pa700 e aver ottenuto un risultato accettabile, ho richiamato lo Style Creator Bot.

Style Creator Bot

Devo dirvi che la conversione è stata pressocché istantanea: è durata pochissimi istanti. Ho salvato lo stile nel banco USER e ho provato subito a suonarlo come avrei fatto con qualsiasi stile di accompagnamento uguale a tutti gli altri.

Il risultato della conversione

La qualità del risultato è discreta ma, a mio modo di vedere, anziché una conversione “tutta automatica” avrei preferito avere a disposizione qualche parametro di personalizzazione. Infatti, nello stile generato, l’Intro1 termina il proprio corso con una briciola di esitazione, l’Intro3 non è Count-In pur avendolo lasciato apposta nel brano, le diverse variazioni non sono attribuite rispettando le quattro modalità insite nel brano MIDI (la mia attesa infatti era che le quattro variazioni sarebbero state assegnate in ordine e con precisione di durata di ciascun pattern, assegnandole rispettivamente alla quattro alterazioni della canzone: la prima strofa, il ritornello, il ritornello cantato dal coro e quello cantato senza percussioni dal solista). I Fill-In sfilano rapidi e il Break è una misura nel vuota dopo un colpo deciso sui piatti della batteria. Per finire, l’Ending1 è un ritornello completo. Insomma, in quel momento, mi sentivo sulla buona strada ma, allo stesso tempo, avvertivo la necessità di poter assegnare i segmenti della canzone ai pattern dello stile per poi ripetere la conversione.

Ed è così che, in quel momento di interlocuzione, ho aperto la pagina Marker sulla Pa700. Ed è stato… “amore a prima vista”.

Marker, eventi MIDI di posizione nella Song

Avevo già sperimentato l’uso dei marker in passato su altre tastiere, ma devo riconoscere che l’attuale serie di arranger Korg offre un’interattività molto semplice e intuitiva, lasciando inserire i punti di contrassegno nella canzone in tempo reale a tempo di esecuzione oppure a mano con il brano fermo. È possibile inserire una descrizione per ogni punto di marker come ho fatto io nell’esempio che segue.

La pagina Marker con le mie impostazioni per il brano Stay With Me.

In breve, mi è passato di schianto il desiderio originale di creare lo stile di accompagnamento. Anziché ostinarmi a capire lo Style Creator Bot, ho creato in un amen tutti i marker all’inizio di ogni pattern direttamente nello Standard MIDI file. Ho assegnato un nome a ciascun marker, proprio così come sono nella realtà del brano e ho avviato il Song Play tenendo la pagina Marker davanti a me.

Ed è stata una semplice magia. Mi sono trovato a pilotare il MIDI file come fosse uno stile di accompagnamento. Potevo ripetere il ritornello quante volte volevo, mettere in loop la strofa cantata senza percussioni per poi balzare dalla prima strofa alla variante cantata dal coro e tornare all’Intro e, alla fine, andare direttamente al finale.  E, soprattutto, la qualità delle tracce, dei timbri e degli effetti erano gli stessi nel brano perché stavo suonando il MIDI originale senza conversioni!

Rispetto ad uno stile, manca la possibilità di mutare la sequenza armonica degli accordi. Ma, d’altro canto, è possibile mettere in mute in una parte (ad esempio il pianoforte) e suonare quella parte liberamente con le proprie mani, senza la preoccupazione di dover suonare gli accordi stessi per comandare l’arranger. In altre parole, i marker potrebbe dimostrarsi come una valida alternativa a chi cerca a fatica di ottenere song style.

Per chi non lo sapesse, i marker permettono di passare velocemente da un punto all’altro della canzone. Sono nati per ripetere un passaggio più volte, ad esempio durante lo studio o le prove. In genere, è buona norma posizionare il marker una o due misure prima del punto a partire dal quale ci si vuole esercitare, ma nel mio caso li ho posizionati all’inizio esatto di ogni pattern, al fine di comandare con precisione l’avvio delle diverse variazioni del brano.

Nella pagina Marker, ciascuna posizione può essere modificata successivamente o eliminata. E, una volta completata la configurazione, pur essendo in modalità Song Play (e non Sequencer), è possibile agire con la funzione Save Mk. per salvare gli eventi MIDI dei marker nello Standard MIDI File e riutilizzarli in futuro.

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Per quanti non hanno mai usato i marker prima, ho messo a vostra disposizione il brano che ho creato per questo test, Stay With Me. Potete scaricarlo da qui e utilizzarlo sul vostro arranger Korg a titolo didattico, per sperimentare e prendere confidenza con questa modalità esecutiva. I marker sono eventi MIDI universali e sono riconosciuti anche dagli arranger di altri marchi (Yamaha Genos e PSR-S975/S775 li chiamano Phrase Remark ma non hanno l’interattività e l’immediatezza di impostazione che ho potuto sperimentare con Korg Pa700; Roland E-A7 li chiama Mark & Jump e ha un limite di 4 marker per canzone; l’ultima serie di modelli SD Ketron gestiscono marker illimitati come Korg, ma non hanno una funzione per il loro inserimento; Casio CT-X5000 permette di impostare al volo due posizioni per mettere in loop una parte del brano ma nulla di più).

Nella base ho lasciato la traccia della melodia, ma consiglio vivamente di metterla in mute durante l’uso della pagina Marker.

PS: Dulcis in fundo, mentre c’ero, ho aggiunto il testo della canzone e gli accordi allo Standard MIDI file sfruttando il fido PSRUTI.  Ma questa tecnica ve l’avevo già raccontata.

Sam Smith – Video ufficiale di Stay With Me (2014)

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

20 Mag 2019 at 06:00

Pubblicato su Korg

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Korg Pa1000 e Pa700: lo stesso aggiornamento software, ma in due tempi diversi

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In un giorno di benedetta pioggia dal cielo, metto in sottofondo uno degli album che amo di più fra quelli usciti negli ultimi tempi (Encore di Anderson East) e comincio a scrivere a favore dei lettori del blog delle tastiere arranger. Lo faccio insieme a voi, cercando ad analizzare il significato degli ultimi due rilasci di software da parte di Korg sui Professional Arranger. [NDA: se non avete ancora letto l’intervista rilasciata da Raffaele Mirabella al nostro blog, vi consiglio di farlo ora, giusto per rinfrescarsi le idee sulla materia].

Korg Pa700 è il fratello "minore" di Pa1000, ma nasconde una potenza di suono staordinaria
Korg Pa700

L’annuncio di nuovo software è avvenuto in due colpi, a distanza di circa un mese uno dall’altro: l’11 marzo Korg ha reso noto l’aggiornamento del firmware di Pa1000 battezzandolo V1.3.1 e il 10 aprile (tre giorni fa) ha comunicato l’uscita di V1.4 per Pa700. Cerchiamo di fare chiarezza.

Nuove versioni di sistema operativo per Korg Pa700 (1.4) e Pa1000 (1.3.1)

Di solito questi due strumenti viaggiano per vie parallele e, pur distinguendosi dal volume di caratteristiche di bordo, ricevono abitualmente aggiornamenti omonimi. Ma stavolta il rilascio e asincrono e la numerazione è difforme. Ma non lasciatevi ingannare: a livello sostanziale, il contenuto dell’aggiornamento 1.4 di Pa700 corrisponde integralmente a quanto rilasciato con la versione 1.3.1 di Pa1000. Le novità essenziali coincidono su entrambi i modelli. Vediamole insieme, ad una ad una.

Modifiche hardware: uscita video HDMI e batteria clock

Nasce una seconda serie di modelli Pa700 e Pa1000 a seguito di una modifica hardware che comporta la sostituzione dell’uscita video (da RCA video composito a HDMI) e della batteria dell’orologio interno (Korg opta ora per batterie CR1632 di dimensioni più piccole e con inferiore capacità). Da questa novità, consegue la nascita di un nuovo impacchettamento del sistema operativo per entrambi i modelli. Da ora in poi, si dovrà prestare attenzione alla serie di produzione per capire quale package di sistema operativo possa essere installato e quale batteria di clock debba essere rimpiazzata. La prima serie è denominata Type A e la seconda Type B e il numero di serie determina l’appartenenza.

Modello Numero di serie Uscita video Batteria
Pa1000 Type A fino a 39999 RCA (composito) CR2032
Pa1000 Type B da 40000 HDMI CR1632
Pa700 Type A fino a 39999 RCA (composito) CR2032
Pa700 Type B da 40000 HDMI CR1632

Da questo rilascio software in poi, Pa700 e Pa1000 avranno rispettivamente un firmware diverso a livello di microcodice in base alla serie di produzione ma, a livello funzionale, si distingueranno unicamente per la diversa gestione dell’uscita video (RCA video composito vs. HDMI).

Porta HDMI per gli schermi esterni

La nuova uscita HDMI permette agli arranger Korg di entrare finalmente nel ventunesimo secolo a beneficio di chi possiede monitor attuali (ormai HDMI è uno standard de facto). E anche coloro che hanno schermi con uscite DVI o VGA saranno contenti perché potranno trovare più facilmente gli adattatori specifici nei centri commerciali, cosa che stava per farsi complicata per chi cercava gli adattatori RCA. Osserviamo a latere come gli altri produttori di tastiere digitali facciano ancora fatica ad accettare lo standard HDMI.

Estensione dei MIDI Preset

Korg ha esteso il numero di preimpostazioni MIDI disponibili per facilitare le operazioni di configurazione automatica dello strumento, quando viene connesso a dispositivi esterni.

Le 16 configurazioni MIDI preimpostate possono essere tutte sovrascritte, qualora non vi bastino quelle tipiche già pronte per l’uso per collegare, ad esempio, una Master Keyboard, un generatore sonoro esterno (expander o VST), una DAW, una fisarmonica, un tablet per il SongBook, o per gestire l’invio selettivo di messaggi MIDI secondo le varie parti, e così via.

Scorciatoia operativa

Questa è una chicca che potrà tornare utile a quanti sono soliti registrare style o song con Pa700 o Pa1000: mentre si lavora attivando il modo Style Record o Song Record, premendo contemporaneamente il pulsante SHIFT e uno dei pulsanti UPPER OCTAVE, lo strumento apre direttamente la pagina Tuning del Mixer. È stato introdotto un trucchetto insomma. Da imparare e mandare a memoria, perché nascosto dietro tasti che hanno un altro significato.

Grazie a Zoran Cikovak (da Vukovar in Croatia) per questo filmato in cui possiamo vedere e ascoltare Korg Pa700 in azione

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

13 aprile 2019 at 12:00

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Korg EK-50: come importare basi MIDI, WAV e MP3

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Come sapete, da qualche mese anche Korg è entrata nell’arena movimentata delle tastiere entry-level. Lo ha fatto immettendo sul mercato il modello EK-50 il cui prezzo appettibile a molte tasche facilita l’accesso alla rinomata qualità dei suoni Korg. Lo scenario d’uso è quello tipico del mondo consumer: si va dalle prime esperienze con le tastiere alle occasioni di chi, sapendo già suonare, cerca il divertimento personale; e poi le prove con il coro, le feste con gli amici, gli esercizi in classe a scuola, la scampagnata all’aria aperta, i ricevimenti a casa propria e così via.

Korg EK-50

Si considera ormai come una caratteristica standard di questa categoria di strumenti, la possibilità di collegare un dispositivo (smartphone, tablet) per ascoltare i brani audio dalle casse o dalle cuffie ed esercitarsi per suonare insieme ai brani famosi. Anche EK-50 lo può fare. Non con il bluetooth, ma tramite collegamento fisico grazie ad un cavo con connettore mini jack da 3’5″ da inserire nell’ingresso AUDIO IN sul retro dello strumento.

Ma, per consentire una migliore autonomia e indipendenza, EK-50 è dotato di un player audio e MIDI interno che può attingere alle basi MP3, WAV e MIDI importate tramite una memoria flash USB. A beneficio dei poco esperti della materia, segnalo che, nel caso delle basi MIDI, si potranno facilmente mettere in Mute le singole tracce, modificare la tonalità e il tempo di esecuzione di ogni brano.

La procedura di importazione basi è articolata e richiede un po’ d’attenzione. data l’essenzialità dei controlli disponibili (il tono economico del prodotto consente la presenza di uno schermo LCD custom retroilluminato unitamente ad un set di pulsanti alquanto limitato).

In breve:

  • Se non lo avete ancora fatto, formattate una chiavetta USB direttamente sullo strumento.
  • Quindi estraete la chiavetta dallo strumento e inseritela su PC.
  • Sul PC potete copiare le basi dentro la cartella EK-50 della memoria USB.
  • A questo punto, re-inserite la memoria USB su Korg EK-50 ed attivare il modo Song (un classico per gli arranger Korg!)
  • Selezionate la categoria Song Files per cercare e, finalmente, mettere in playback la vostra base.

Mentre la base suona, potete agire sul pannello di EK-50 per impostare i timbri da suonare con le vostre mani sulla tastiera. Non lo davo per scontato e, quindi, ho apprezzato la scelta di mettere a disposizione ben tre voci in layer sulla mano destra, oltre a quella in split sulla mano sinistra.

Il filmato che segue spiega tutta la procedura di importazione basi per benino.

Video istruttivo su come caricare brani musicali su Korg EK-50

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

16 marzo 2019 at 15:43

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Michele Mucciacito di Evento Suono: l’intervista

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Oggi ospitiamo nel nostro blog Michele Mucciacito, musicista specializzato nella produzione di suoni e stili per arranger. Sotto il marchio della sua azienda, Evento Suono, Michele ha partecipato attivamente alla programmazione degli stili preset per gli arranger di quasi tutte le case dal 1992 ad oggi: Generalmusic, Ketron, Korg, Roland e Yamaha. Siamo quindi di fronte a uno dei protagonisti che hanno portato al successo le tastiere con accompagnamenti: materia privilegiata per i lettori del nostro blog.

Re’: Ciao Michele. Da dove comincia la tua vita di musicista?

MM: Sono stato educato alla musica prima di tutto in famiglia. Mio padre suonava la chitarra in un gruppo beat dei primi anni 70 a Pesaro. A cinque anni ero un’attrazione in qualità di “bambino prodigio” che suonava la batteria durante i concerti di mio papà nei vari locali della riviera romagnola. Correva l’anno 1976. Per il Natale del 1979 trovai sotto l’albero la mia prima batteria “seria” e da grandi: una Hoshino gialla, meravigliosa! Non ho dormito per almeno due giorni.

Re’: Sei un figlio d’arte, allora.

MM: Ho avuto la fortuna di trovare in casa tanti strumenti musicali, soprattutto elettronici. Mio papà, oltre a suonare la chitarra nella sua band, aveva un piccolo studio di registrazione casalingo: un organo Elka a due manuali con ritmi automatici e un registratore Grundig multipista a bobine a nastro. Io ero sempre con papà in studio a giocare registrando musica. Negli anni 80 ho iniziato gli studi musicali presso la scuola media ad indirizzo musicale di Pesaro. Successivamente, ho frequentato i corsi di pianoforte e composizione presso il Conservatorio Gioacchino Rossini di Pesaro. Ho avuto anche la fortuna di seguire il corso di musica per film condotto da Ennio Morricone in persona. Sono stati anni meravigliosi, pieni di entusiasmo e di scoperte. Mentre studiavo al Conservatorio, facevo serate nei locali di pianobar e nelle piazze in estate con la mia Rock Band.

Michele Mucciacito, deus ex machina di Evento Suono

Re’: Come è stato il balzo alla musica digitale?

MM: Ho fatto tutta la trafila di quell’epoca di noi giovani pionieri: all’inizio c’era il Commodore VIC-20, poi il Commodore 64 e il campionatore Roland S-50. Ho usato i primi veri sequencer (Notator, Creator e poi Cubase) programmando le sequenze MIDI su ATARI ST-1040 con i suoni degli expander Roland U110 e U220. Suonavo musica dal vivo nelle discoteche della riviera portando sul palco l’ATARI ST-1040 e il suo monitor. In quel periodo ho fatto le mie prime esperienze con gli accompagnamenti automatici di Arranger Plus di Solton by Ketron.

Re’: Ed è allora che hai pensato di dare vita ad Evento Suono?

MM: Sì, il destino ha battuto alla mia porta nell’estate del 1992: un mio collega musicista mi ha chiesto di accompagnarlo in Generalmusic a San Giovanni in Marignano: lo avevano convocato per un colloquio di lavoro e lui quel giorno aveva l’auto ferma per un guasto. Arriviamo alla reception e ci fanno accomodare nella sala d’aspetto. Il mio amico entra nell’ufficio del responsabile musicale e dopo tre minuti esce e mi dice di entrare perché stanno cercando programmatori di MIDI file per le loro tastiere. E così ho iniziato aprendo l’attività di Evento Suono: all’inizio realizzavo basi MIDI file e style per GEM WS2, S2 e WX2. La Generalmusic nei primi anni 90 era una realtà industriale e tecnologica ai massimi livelli. Ho potuto conoscere, lavorare e imparare da persone molto competenti.

Re’: Ma non ti sei fermato a Generalmusic.

MM: Nel 1994 ho avviato la collaborazione con Ketron che aveva appena presentato MS50, uno strumento di grande successo. Ho sperimentato per la prima volta degli style con il groove audio che MS50 poteva caricare da floppy al suo interno e gestire tramite un primitivo algoritmo di time stretching. Ho seguito parte della progettazione e della realizzazione degli styles di MS100 e subito dopo nel 1998 il progetto X1, dove per la prima volta su arranger sono stati aggiunti dei groove audio tagliati a fettine con la tecnica degli slice. Il risultato era notevole. Poi c’era la possibilità di caricare 16MB di suoni utente.

Michele Mucciacito all’opera nel suo studio

Re’: Erano anni straordinari per l’azienda Ketron.

MM: Il progetto successivo SD1 è stato un altro centro: ho potuto lavorare nella programmazione di nuovi groove di batteria fatti per essere efficaci dal vivo. Ho visto anche crescere XD9, progetto basato su SD1, ma con l’intenzione di proporre un prodotto meno costoso. Anche in Ketron ho avuto la fortuna di lavorare con un gruppo creativo e motivato. Prima di terminare quella collaborazione, ho avuto la possibilità di partecipare all’ideazione e creazione del progetto Audya dove i groove audio inseriti negli style erano eseguiti in streaming dal disco.

Re’: Poi sei arrivato in Korg.

MM: Ho trovato in Korg Italy una realtà nuova e altrettanto stimolante per crescere professionalmente. Ricordo di aver cominciato con la programmazione dei ritmi delle card Latin e Latin Dance per Pa80. Poi nel 2002, è arrivato il tempo della progettazione di Pa1X. Ho avuto l’onore di coordinare i programmatori di styles Korg nel mondo per realizzare il nuovo parco di accompagnamenti automatici. È stato incredibile confrontarsi con musicisti di tutto il mondo. Ho anche partecipato alla realizzazione di Pa800 con altri styles creati ad hoc.

Re’: Faccio fatica a starti dietro. Cosa è successo dopo?

MM: Ho avuto poi una piccola collaborazione verso il 2004 con Roland Europe di Acquaviva Picena. Al tempo ho realizzato alcuni style sulla seconda versione della G-70 e la successiva E-80. Quest’ultima suonava da paura ed era molto avanti come suoni e funzioni.

Re’: E-80 era un’autentica bomba. L’ho studiata e testata per la mia primissima recensione che abbia mai scritto su un arranger. Gli sono affezionato. Michele scusa: ma, alla fine, manca solo Yamaha all’appello.

MM: Quando avevo provato la prima Tyros ero rimasto folgorato dai suoni dei drum set e dal design. Quindi mi ero subito proposto a Yamaha Italia. Sino a quei tempi Yamaha aveva privilegiato una clientela internazionale a scapito di un repertorio nazionale. E così ho cominciato realizzando gli styles che Yamaha Italia ha pubblicato sul suo portale ufficiale a favore dei tastieristi italiani: i numeri di download hanno trasformato quell’esperienza in un successo importante.

Re’: Mi ricordo benissimo: anch’io ho scaricato quegli stili gratuiti dal sito Yamaha e li ho suonati per anni sulla mia Tyros.

I suoni e gli stili di Michele Mucciacito sono presenti in diversi expansion pack di YamahaMusic Soft

MM: Ho lavorato sotto la supervisione del product specialist Yamaha di allora, Paolo Stefano, un caro amico. Poi, nel 2009 sono stato inserito nel team dei programmatori di Yamaha Music Europe di Amburgo in Germania. E così sono diventato il programmatore ufficiale Yamaha di suoni, styles e MIDI file per l’Italia.

Re’: Ancora oggi collabori con Yamaha.

MM: Periodicamente partecipo ai meeting che Yamaha Music Europe organizza in esclusiva per i programmatori di suoni, styles e MIDI file sparsi per l’Europa. Ho cominciato così a creare gli expansion pack per arranger Yamaha dedicati al mercato italiano. Da quell’esperienza sono nati i pacchetti Latin (South Europe) e Greetings from Italy (quest’ultimo giunto recentemente alla seconda versione).

Re’: Ci puoi svelare qualcosa sui prossimi rilasci del tuo lavoro?

MM: Siamo in piena era Genos. Sto lavorando con l’amico Danilo Donzella del branch italiano di Yamaha Music Europe, realizzando idee nuove dedicate all’Italia e ai musicisti del nostro Paese. Non posso dirti ancora nulla. Sappi che Evento Suono sta crescendo nelle idee, nelle persone e nei progetti.

Re’: Facci sapere per tempo, allora!

Winter NAMM 2019: lo stand Korg

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Dopo aver pubblicato il resoconto di Yamaha e Casio presso la fiera invernale degli strumenti musicali in California (USA), ora tocca a Korg.

Per quanto concerne gli arranger, la notizia importante di casa Korg è già stata commentata nei giorni scorsi in questo blog: per la seconda volta nella sua storia, il cuore di Korg Pa4X è stato rinnovato profondamente ed è nata NEXT, la versione 3 del sistema operativo dell’ammiraglia degli arranger workstation. Ci siamo già dilungati nelle nostre valutazioni di merito in questo blog: oggi assistiamo alla presentazione del sistema operativo 3.0 NEXT da parte di Frank Tedesco direttamente in fiera al Winter NAMM 2019.

Al Winter NAMM 2019, lo stand di Korg presenta una discreta serie di novità su prodotti diversi dagli arranger: un nuovo synth polifonico analogico MINILOGUE-XD, una nuova serie del synth workstation KROMEEX, la drum machine VOLCA DREAM, il sintetizzatore analogico VOLCA MODULAR, l’edizione speciale tutta rossa di KRONOS 2 e quella multicolorata di KROSS 2.

Nuovi colori per Korg Kross 2 a 61 tasti

Personalmente, sin dal suo annuncio, ho trovato interessante l’arpeggiatore polifonico di KROSS 2, molto efficace nella sua semplicità: deve molto probabilmente alla lunga esperienza fatta da Korg nei Professional Arranger. Lo vediamo all’opera nel filmato che segue.

Frank Tedesco suona Korg Kross 2

Continuiamo la visita di altri stand al Winner NAMM 2019 nei prossimi articoli sempre su TastiereArranger.com. A presto!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

26 gennaio 2019 at 10:33

Korg Pa4X: rilascio del sistema operativo V3.0 (NEXT)

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L’annuncio di Korg di sabato scorso 19 gennaio merita tutta la nostra attenzione. Per la seconda volta, il software di Korg Pa4X viene rinnovato profondamente e nasce NEXT, la versione 3 del sistema operativo dell’ammiraglia degli arranger workstation. L’annuncio è stato dato nei giorni precedenti il Winter NAMM 2019, in un momento propizio, quando è possibile ottenere la più elevata considerazione da parte dei media, dei social network e di tutta la comunità di musicisti, potenziali clienti.

E allora, come possiamo commentare insieme questa notizia?

Sin dal 2015, l’ammiraglia di casa Korg è Pa4X

Pa4X era apparsa a settembre 2015 facendosi apprezzare per la qualità costruttiva della scocca, i tasti semipesati con aftertouch e lo schermo reclinabile. Il processo di rinnovamento aveva lasciato il proprio segno grazie all’introduzione della generazione sonora EDS-X, a nuovi campioni PCM fra cui un pregevole campione di pianoforte acustico, l’aggiornamento dei pianoforti elettrici e l’automatismo di trasformazione degli Standard MIDI file in stili di accompagnamento. Tanta roba, ma si poteva fare di più?

Certamente: la successiva rivoluzione è avvenuta il 30 giugno 2017 come documentato qui in questo blog. La versione 2.0 ha rivoluzionato lo strumento introducendo nuove modalità operative per DJ (KaossFX), arricchimento dei campioni di suoni, aggiunta di 52 stili, Chord Detect e molto altro ancora.

E ora Anno Domini 2019, siamo arrivati alla versione 3.0, nome di battaglia NEXT, che ancora una volta aggiorna seriamente le capacità dello strumento.

Apprezziamo Korg per aver progettato e realizzato questa strategia a favore dei propri clienti: proteggere i loro investimenti nel tempo dimostrando che non è necessario cambiare tastiera ogni due anni per ottenere funzionalità nuove e l’espansione di suoni e stili di bordo. Chissà: Pa4X farà scuola o resterà un caso isolato?

Pa4X OS NEXT: uso più intuitivo del touch-screen

Le novità di NEXT (che sarà effettivamente scaricabile dal sito ufficiale Korg a partire dal 7 marzo 2019) sono descritte molto bene nell’annuncio pubblicato da Eko Music Group. Le riassumo qui in breve:

  • Il rinnovamento dell’interfaccia video offre concetti più intuitivi nell’usabilità dello schermo touch-screen. La nuova GUI si chiama Dark Glimmering.
  • La memoria per i campioni personali sale da 800MB a 1.5GB (raddoppiabile fino a 3GB grazie all’algoritmo proprietario di compressione).
  • E’ possibile copiare le impostazioni dei suoni da tastiera (Keyboard Sets) fra stili ed elementi del SongBook.
  • Come ha fatto Yamaha nel 2018, anche Korg qui ha introdotto miglioramenti del Legato e del Portamento per i suoni monofonici.
  • Aggiornamento della sezione Drawbars nelle timbriche e nella visibilità sul display. Bene, molto bene.
  • Finalmente, Korg concede la possibilità di accedere alle funzioni di RECORD con immediatezza.
  • E’ disponibile una nuova versione del Quick Record (questa ci voleva proprio e merita approfondimenti).
  • E molto altro ancora, inclusi qualche guasto software riparato per migliorare la stabilità dello strumento

Vale la pena approfondire. Prossimamente su questo blog. Ora prepariamoci a seguire il Winter NAMM 2019.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

21 gennaio 2019 at 06:00

Pubblicato su Korg

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