Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

Cronologia degli arranger Technics

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21 anni è durata la vita di Technics nel mondo delle tastiere arranger. Dal 1982 al 2003.

Il produttore giapponese ha partecipato alla fase sperimentale degli anni ottanta con il lancio di ben sette modelli a 49 tasti, uno dietro l’altro. Poi, dopo la produzione di un paio di arranger di passaggio a 61 tasti, ha compiuto un impressionante balzo in avanti. Con la serie KN, ha assunto un ruolo di primo piano nel mondo delle home keyboard. Anzi, il tono professionale di alcuni arranger workstation distribuiti a partire dal 1993 gli ha permesso di entrare di diritto anche nel mondo degli intrattenitori dal vivo.

I modelli KN più evoluti di Technics non avevano nulla da invidiare alle ammiraglie dell’epoca.

Purtroppo, il passaggio nell’orbita di Panasonic non ha giovato a Technics e, nel pieno delle vendite dello strumento più maturo della propria storia (KN7000), la nuova proprietà ha stabilito di chiudere baracca e burattini. Improvvisamente nel 2003, il doloroso addio al mondo della musica ha lasciato dietro di sé una lunga schiera di tastieristi nostalgici che hanno continuato (e continuano ancora oggi) a suonare questi arranger pieni di ricchi suoni e stili convincenti.

UscitaModelloCategoria
1982SX-K100Arranger 49 tasti
1982SX-K200Arranger 49 tasti
1984SX-K150Arranger 49 tasti
1984SX-K250Arranger 49 tasti
1985SX-K350Arranger 49 tasti
1986SX-K50 Arranger 49 tasti
1986SX-K300Arranger 49 tasti
1986SX-K450Arranger 61 tasti
1987SX-K700Arranger 61 tasti
1989SX-KN800Arranger workstation 61 tasti
1989SX-KN600Arranger workstation 61 tasti
1991sx-KN1000Arranger workstation 61 tasti
1993sx-KN2000Arranger workstation 61 tasti
1995sx-KN3000Arranger workstation 61 tasti
1996sx-KN1500Arranger workstation 61 tasti
1996sx-KN720Arranger workstation 61 tasti
1996sx-KN920Arranger workstation 61 tasti
1997sx-KN5000Arranger workstation 61 tasti
1998sx-KN1400Arranger workstation 61 tasti
1999sx-KN6000Arranger workstation 61 tasti
2001sx-KN6500Arranger workstation 61 tasti
2002sx-KN7000Arranger workstation 61 tasti
2003sx-KN2400Arranger workstation 61 tasti
2003sx-KN2600 Arranger workstation 61 tasti

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

16 ottobre 2020 at 06:00

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Korg i3: il mio test su SM Strumenti Musicali

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Grazie alla disponibilità di Algam Eko, distributore nazionale dei prodotti Korg, nelle scorse settimane ho potuto provare di persona il nuovo arranger giapponese.

Il nuovo modello ha lo stesso nome della gloriosa i3, ma è decisamente un’altra cosa. Credo che questa nuova tastiera potrà risultare accattivante ai musicisti delle nuove generazioni, attraendo inedite schiere di adepti al pianeta arranger e ai prodotti Korg. Difficilmente però potrà convincere i possessori di un modello Korg della serie Pa ad abbandonare la categoria dei Professional Arranger (fatta eccezione per chi oggi suona ancora Pa80, Pa50 e MicroArranger).

La nuova Korg i3 è comunque un prodotto stuzzicante e moderno. Forse troppo impegnativo per principianti alle prime armi, ma sicuramente interessante per giovani musicisti alla ricerca di uno strumento essenziale che permetta di entrare nell’affascinante mondo delle tastiere digitali.

Ho scritto tutto su SM Strumenti Musicali. Buona lettura!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

12 ottobre 2020 at 07:57

Pubblicato su Korg

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E se tornassimo a fare le cose semplici?

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C’era un tempo in cui suonare una tastiera arranger era una cosa semplice per chi sapeva già suonare il pianoforte o l’organo e aveva dimestichezza con le nozioni basilari dell’armonia. Ed era tutto. Suonavi gli accordi con la mano sinistra e la melodia con la mano destra. Qualche volta premevi un pulsante per cambiare variazione strumentale e passare dalla strofa al ritornello. Alla fine, premevi Ending. Passavi le ore, le giornate e le serate così. Gli stili preset erano pochi e quindi dovevi inventarti di tutto e ti trovavi a suonare ritmi di Bossa Nova per le canzoni di Zucchero e gli stili swing per emulare i Dire Straits.

Poi la tecnologia ci ha regalato un sacco di arnesi aggiuntivi, utili e preziosi. Sequencer al pieno delle funzionalità. Arpeggiatori. Controlli dell’emulazione dei timbri acustici naturali. Round Robin. Campionatori. Vaste capacità di memoria. Lettori MP3. Registratori audio. Pad percussivi. Pad con richiami di sequenze MIDI. Pad con richiami di segmenti audio. Armonizzatori vocali. Bluetooth. Lettori di file di testo. Spartiti digitali. Integrazioni con app su tablet e smartphone. Tracce audio. Algoritmi di calcolo degli accordi. Algoritmi di trasformazione MIDI file in stili. Di tutto e di più ancora.

Oggi un musicista con arranger ha a disposizione un universo di tecnologia inimmaginabile vent’anni fa. Oggi può salire su un palco e, già con una capacità esecutiva di base, è in grado di dare vita ad esibizioni musicali entusiasmanti. Un esecutore di talento potrebbe inondare di energia musicale straordinaria il pubblico e accendere serate memorabili.

E invece? E invece mi addolora ricevere messaggi e leggere commenti sul web dove un discreto numero di musicisti veterani, che hanno suonato gli arranger per anni, ora guardano i loro strumenti come se fosse roba “sorpassata”.

E no. Io non la vedo così. Scusatemi, andrò controcorrente ma non la vedo così.

Non sono invecchiati gli arranger: tutt’altro, anzi è evidente come gli arranger di oggi siano la tipologia di strumenti musicali hardware con il maggior tasso di contenuto tecnologico avanzato, rispetto gran parte degli altri strumenti hardware sul mercato.

Ammettiamolo dai, non è solo che ci siamo stancati del nostro modo consueto di fare musica? Siamo forse noi che, inondati di così tanta tecnologia, stiamo rischiando di perdere il gusto del fare musica.

Poniamoci allora il quesito: abbiamo ancora del fuoco che ci brucia dentro o stiamo lasciando che la vita ci spenga piano piano? Ci mancano le cose semplici e abbiamo necessità di ridestare il nostro cuore, per dare risonanza a quelle corde interne che danno musica e senso alla nostra esistenza.

Voglio dire, la priorità è mettere al primo posto il fare musica con le nostre mani: è la musica che ci permette di provare emozioni, di misurarci con nuove sfide, di concentrarci sull’abilità di comunicazione. Dobbiamo solo rimettere la musica al centro. E se tornassimo a fare le cose semplici? Il nostro arranger non è il problema. È la soluzione.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

9 ottobre 2020 at 06:00

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Sample Creator alza il sipario su Revolution Algorithm

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Ci eravamo lasciati sull’argomento lo scorso gennaio. Ricordate, poco prima dell’epidemia di Covid-19, sembra un secolo fa eppure sono passati solo nove mesi. Ci eravamo lasciati con Maurizio Filisdeo e i suoi validi collaboratori di Sample Creator e con queste sue parole:

La prossima generazione di stili sarà basata su una nuova nostra tecnica. Andremo ad utilizzare il motore degli arranger Yamaha per suonare stili completamente audio, aumentando così il tasso di realismo che questi fantastici strumenti sono già in grado di offrire oggi. Il nostro Revolution Algorithm ci consentirà di produrre stili dove anche le chitarre e gli altri strumenti saranno in formato audio. Lavorando sul time stretching e sul riconoscimento armonico, riusciamo ad ottenere risultati sino a ieri impensabili su un arranger. Sarete sorpresi.

Bene, ora è giunto il momento: Sample Creator è passata all’azione e il Revolution Algorithm è disponibile in vendita.

Revolution Algorithm – In offerta sul sito di Sample Creator

Maurizio ha realizzato questo sistema innovativo di programmazione degli arranger Yamaha più recenti con la collaborazione di ingegneri del suono e musicisti professionisti: Drap Sound, Ciro Manna, Federico Luongo, Riccardo D’Acunto e Cristian Capasso. Il risultato sono stili di accompagnamento dove i segmenti audio realmente suonati sono in grado di seguire ogni cambio di accordo suonato a tastiera.

In breve, è come avere a disposizione tracce audio su tutte le parti dell’arranger.

Nell’offerta di lancio il Revolution Algorithm è formato da quattro pacchetti così composti:

  • PACK LIVE GUITAR & BASS: riff di chitarra e basso.
  • PACK POP&HOUSE 1: nuovi Styles PRO con Audio Drums.
  • PACK CAMAROTA BASS: nuovo timbro di basso utilizzabile come Voice o come riff da assemblare negli stili.
  • PACK DRUMIT SC: motore che genera groove audio percussivi, acustici ed elettronici .

Sul sito di Sample Creator sono disponibili brani dimostrativi di come suonano gli stili generati dal nuovo algoritmo sugli arranger workstation Yamaha usciti sul mercato negli ultimi anni: Genos, Tyros 5, PSR-SX900, PSR-SX700, PSR-S975, PSR-S775 e PSR-S970.

Tutti i dettagli sull’offerta di lancio in promozione (a 349 euro) sono disponibili sempre e solo sul sito di Sample Creator.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

5 ottobre 2020 at 22:16

Cronologia degli arranger Casio

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La storia delle tastiere con accompagnamenti deve molto all’azienda giapponese, leader nei settori merceologici degli orologi da polso e delle calcolatrici. E se, indubbiamente, il concetto di arranger come strumento musicale per uso professionale nasce sul mercato negli anni novanta con la serie E di Roland, nulla sarebbe stato possibile senza la precedente esperienza delle mini-tastierine compatte con suoni digitali e accompagnamenti automatici. E, negli anni ottanta, Casio si era fatta già un nome in questo particolare segmento di strumenti musicali. Successivamente, la sua storia è cresciuta grazie alla produzione di arranger con tasti a passo regolare, synth e pianoforti digitali.

All’inizio del 2020, Casio ha celebrato 40 anni di presenza nel mondo della musica. Ne abbiamo parlato qui, in questo blog. Nomi commerciali come Casiotone, Symphonytron e Privia sono diventati famigliari a chi suona tastiere da decenni.

Indissolubilmente legati a concetti di prezzo abbordabile, semplicità d’uso, massima portabilità e divertimento puro, gli arranger Casio che vado a citare in questa cronologia non rappresentano la totalità dei modelli prodotti. Casio ha lanciato centinaia di modelli diversi in tutto il mondo: molti di questi sono giocattoli musicali e non dispongono di tasti dinamici. E l’espressività, possibile grazie al controllo della velocity, rappresenta un requisito indispensabile per una tastiera: tuttavia, in questo elenco ho riportato anche alcune tastiere non dinamiche. Ho fatto un’eccezione, perché alcuni di questi prodotti elementari hanno partecipato a fare la storia della musica.

UscitaModelloCategoria
1981MT-40Arranger 37+15 mini tasti
1981CT-701Arranger 61 tasti
1982MT-60Arranger 49 mini tasti
1983MT-65Arranger 49 mini tasti
1994CT-8000Arranger a doppio manuale 49 tasti
1996CTK-520LArranger 61 tasti
2000MZ-2000Arranger workstation 61 tasti
2008CTK-4000Arranger 61 tasti
2011WK-7500Arranger workstation 76 tasti
2012WK-7600Arranger workstation 76 tasti
2012CTK-7200Arranger 61 tasti
2013WK-6600Arranger workstation 76 tasti
2013CTK-6200Arranger 61 tasti
2013CTK-6250Arranger 61 tasti
2014CTK-4400Arranger 61 tasti
2014CTK-4200Arranger 61 tasti
2016MZ-X500Arranger workstation 61 tasti
2016MZ-X300Arranger workstation 61 tasti
2018CT-X5000Arranger workstation 61 tasti
2018CT-X3000Arranger workstation 61 tasti
2018CT-X800Arranger 61 tasti
2018CT-X700Arranger 61 tasti
2019PX-S3000Pianoforte arranger 88 tasti
2019CT-S300Arranger 61 tasti
2020CDP-S350Pianoforte arranger 88 tasti

Ribadisco, non è volutamente una cronologia completa. Ho fatto una selezione secondo criteri personali, andando ad individuare i modelli Casio di maggiore interesse per un appassionato di arranger workstation.

Per saperne di più, visitate il sito ufficiale italiano di Casio.

Manudigital, un artista di successo suona tastiere Casio

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

27 settembre 2020 at 12:00

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Yamaha alza il sipario su PSR-EW310 e PSR-E373

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Yamaha predilige l’uscita a coppie. Succede da decenni per la serie degli arranger medi (PSR-SX900 e PSR-SX700 di questi tempi) e succede da qualche anno anche per i modelli di primo ingresso al mondo delle tastiere digitali con tasti dinamici.

Oggi, infatti, commentiamo brevemente il recente annuncio di due nuove tastiere a cui Yamaha ha assegnato i nomi di PSR-EW310 (76 tasti) e PSR-E373 (61 tasti). Se poniamo quest’annuncio in relazione a quello di PSR-SX600, è inevitabile prendere atto di come Yamaha si stia preparando attivamente alle vendite autunnali ed invernali: rinnovando i due segmenti di accesso al meraviglioso pianeta degli strumenti a tastiera.

Una ricca pagina web di ben 19 contributi video illustra le possibilità di questi nuovi strumenti. Al di là del consueto adeguamento tecnologico, sembra che qualcosa di originale qui si stia muovendo, visto che Yamaha, pur confermando la presenza del campionamento stereo AWM, ci parla di tecnologia LSI, che consente di far discendere le caratteristiche di strumenti di caratura superiore in un apparato hardware dalle risorse più contenute. Lo deduciamo ad esempio dalla presenza di suoni Super Articulation Lite. Non manca la nuova funzionalità Smart Chord già presente su PSR-SX600. Ai fini didattici, compare Keys to Success, un gioco di parole per indicare una serie di tecniche utili per esercitarsi sulle frasi più importanti di un brano, una per volta. Ogni volta che si riesce a suonare un brano fino alla fine, lo strumento valuta la performance e assegna un punteggio. L’integrazione con Rec’n’Share permette di arricchire e condividere le proprie performance sul web in formato audio e video.

In breve, ecco le specifiche di nota di PSR-EW310 e PSR-E373 che, ancora volta, si distinguono fra di loro solo per dimensioni, peso e numero di tasti:

  • Schermo monocromatico LCD retroilluminato e non grafico.
  • Polifonia a 48 note.
  • 622 suoni, fra cui 11 Super Articulation Lite
  • 205 stili di accompagnamento e 150 tipi di arpeggio
  • Pattern degli stili basilari: Intro, Main, Auto/Fill-In, Ending.
  • Dual, Split
  • Lettore di basi MIDI
  • Player audio del segnale di ingresso Aux-In con Melody Suppressor
  • Audio USB (USB-to-Host)
  • Nove memorie Registration
  • Memoria interna 1,4MB per risorse MIDI
  • Amplificatori di bordo essenziali: 2.5W + 2.5W con coni da 12 cm.
  • Funziona con alimentatore esterno o con 6 batterie alcaline AA (LR6).

Con l’uscita di questi due nuovi modelli, vanno definitivamente in pensione PSR-EW300 e PSR-E363, modelli che erano stati presentati in Europa in occasione della fiera di Francoforte nel 2017 (io c’ero).

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

1 settembre 2020 at 21:53

Pubblicato su Yamaha

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Inserire testo e accordi in un MIDI file con PSRUTI (terzo metodo)

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Il programma freeware di utilità PSRUTI è così ben fatto e prezioso da meritare un altro articolo nel nostro blog, al fine di descrivere al meglio le diverse possibilità di inserimento testi e accordi in una base MIDI.

Abbiamo già visto e documentato:

  1. Il primo metodo basato sull’importazione di un file di testo preformattato con una precisa sintassi per indicare la posizione esatta di esecuzione di accordi e/o liriche; il file di testo richiede la clausola iniziale [start chords+lyrics].
  2. Il secondo metodo basato sull’inserimento interattivo degli eventi durante il playback, dopo aver preparato un semplice file di testo con le liriche – richiede la clausola iniziale [start lyricslist] – o gli accordi – richiede [start chordlist].

Ora vediamo il terzo metodo, forse il più intuitivo di tutti, almeno per le operazioni di rifinitura. Trattasi dell’editor a video.

Editor

Dopo aver aperto un MIDI file con PSRUTI, il pulsante Editor è visibile nel box Chords and Lyrics. Premetelo ed otterre una finestra video analoga a quella che segue, dove potrete inserire, modificare o annullare gli eventi Chord e Lyrics posizionandoli manualmente nel corrispondente movimento di ciascuna misura.

Area di lavoro

La parte con sfondo bianco è l’area di lavoro dove i dati sono disposti su cinque righe:

  1. La prima riga è per gli accordi: sono in colore rosso.
  2. Segue il righello numerato delle misure e dei movimenti per ciascuna misura.
  3. Più sotto ci sono i testi del brano musicale: sono in colore blu.
  4. Sotto c’è una riga tratteggiata di separazione.
  5. Infine, appaiono le barre contrassegnano il momento del cambio pagina.

Nell’area di lavoro, potete fare clic in corrispondenza della riga degli accordi, di quella del testo o del cambio pagina, per aggiungere, modificare o eliminare qualsiasi evento.

Seguono tre esempi di finestre:

  • La prima è un esempio di come appare quando fate clic con il tasto destro del mouse su una parola o una sillaba e potete intervenire per correggere il testo o la sua posizione nel tempo.
  • La seconda appare quando fate clic su una posizione vuota del testo, utile per inserire una sillaba o una parola nuova.
  • Il testo è un esempio di ciò che appare quando fate clic con il tasto destro del mouse su un accordo.

Per spostare un evento Lyrics , Chord o NewPage, potete anche fare clic direttamente sull’evento e, senza rilasciare il mouse, trascinarlo in avanti o indietro per vedere il risultato in tempo reale.

Funzioni di controllo

Nella parte a sfondo verde sottostante avete a disposizione:

  • un cursore che dà l’evidenza dell’esecuzione progressiva del brano;
  • il cursore Zoom per allargare o restringere la porzione del brano visibile nell’area di lavoro di colore bianco e il pulsante Init per ripristinare il valore dello Zoom originale;
  • il box Play Time che segnala la misura attuale e permette di spostarsi avanti o indietro con un cursore;
  • il box Tempo per accelerare o rallentare il tempo del brano: attenzione è uno strumento utilissimo dato che ha effetto solo sul playback corrente dell’Editor, ma non modifica il tempo reale del brano stesso;
  • i pulsanti Start/Pause/Stop;
  • il valore Raster che permette di forzare tutti gli eventi ad una posizione fissa di valore della nota (1/4, 1/8, 1/16, 1/32); il valore “—” indica che tutte le posizioni sono ammesse;
  • e, per finire, il box Chord/Lyrics from Clipboard per inserire accordi e testo copiandolo dagli appunti di Windows.

Conclusioni

Potete scaricare gratuitamente PSRUTI dal sito di Heiko Plate dalla Germania. Il programma continua ad essere aggiornato: Heiko ha rilasciato la versione 8.21 soltanto lo scorso 27 luglio 2020.

Basi MIDI + lyrics = Karaoke

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

17 agosto 2020 at 13:00

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Volume 41 e 42: una boccata d’aria fresca per Korg Pa4X, Pa1000 e Pa700

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Nel marzo del 2018 avevamo fatto il punto insieme su BonusWare, la pagina Korg che offre risorse gratuite per i possessori di un arranger della serie Pa. Quella pagina è ancora attiva oggi, dopo numerosi anni di servizio. Non solo: è in continua espansione e recentemente è stata arricchita di due raccolte inedite di nuovi stili di accompagnamento compatibili con Pa700, Pa1000 e Pa4X: volume 41 e volume 42. Per dovere di cronaca, vi segnalo che tali risorse sono altresì disponibili sul sito del distributore italiano dei prodotti Korg, vale a dire Algam Eko.

La notizia merita un approfondimento per diverse ragioni: la prima è che il repertorio che ha ispirato questi stili è notevolmente attuale, giacché si prestano a suonare numerosi hit degli ultimi 12 mesi. La seconda è che il numero di risorse è superiore ai volumi precedenti (un totale di 30 stili nuovi, non male). La terza è nella qualità di costruzione degli accompagnamenti, perché vanno a sfruttare a fondo le caratteristiche sonore di questi strumenti. La quarta ragione è la più originale: questi stili sono dotati di Chord Sequence e quindi pronti per l’esecuzione di brani specifici, tuttavia la loro fattura è tale da essere candidati ad usi diversi e più generalisti.

Ho collaudato gli stili e questo è il risultato del mio test.

Volume 41

Il volume 41 inizia con il botto. Lo stile Price Pop è disegnato su misura dell’hit Price Tag di Jessie J and B.o.B. È un brano di grande impatto, talmente popolare da essere facilmente riconoscibile all’ascolto. 10000 Hours Pop è stato programmato su 10,000 Hours di Dan + Shay e Justin Bieber: personalmente ho trovato l’arrangiamento un po’ troppo carico e penso che un suo snellimento in fase di editing potrebbe renderlo ancora più universale. Mother Pop è perfetto per suonare un bel brano come Mother di Charlie Puth: uno stile equilibrato. Molto convincente Straight Pop mentre The Man Pop richiama il celebre brano omonimo di Taylor Swift, anche se – tranne la parte ritmica – l’ho trovato un po’ distante dall’originale, è solo una mia impressione?

Beautiful People di Ed Sheeran (feat. Khalid) è una delle canzoni recenti che amo di più e Beautiful Ballad è proprio lo stile che cercavo per rinnovare il mio repertorio. Torn Dance si presta a riempire la pista con il celebre brano di Ava Max (o qualsiasi altro ritmo analogo). Nel repertorio latino, spiccano due stili: Tabu Latin ha un groove versatile, anche se sembra essere lo stile ideale per suonare Tabù di Pablo Alboràn & Ava Max, di nuovo lei; EverySingleLatin con il suo incedere dai toni reggae permette di cimentarsi con Every Single Time dei Jonas Brothers. Ho provato nostalgia adolescenziale con I Feel Dance che consente di riprendere I Feel Love di Donna Summer (questa è musica per dinosauri, lo so, ma io lo trovo sempre trascinante).

Completano il volume 41 altri quattro stili di accompagnamento per un elenco completo di 14 elementi come segue:

Volume 42

Anche il volume 42 inizia alla grande presentando Monkey Pop, il song style necessario per suonare la celeberrima Dance Monkey di Tones and I: l’Intro è fedele all’originale e la scelta del timbro associato alla prima variazione è quanto mai azzeccata con Little Boy Voice. Everything Pop è una versione più pompata e ritmata rispetto l’originale, cioè Everything I Wanted di Billie Eilish. Future Nostalgia di Dua Lipa sembra aver ispirato lo stile Future Pop, mentre 1 Million Pop consente di provare decine di brani Pop Latino a partire dal tormentone Despacito di Fonsi.

Molto bello lo stile di Birds Ballad, perché disegnato per riprodurre la canzone omonima degli Imagine Dragons. Il programmatore dello stile Habit Ballad si è preso qualche licenza poetica e, per suonare il successo di Louis Tomlinson, sembra opportuno partire dalla Intro 3. Ci si apre al mondo delle ballate Country con Details Ballad (Details di Billy Currington) e Everywhere Ballad (Everywhere But On di Matt Stell). Si torna nel mondo del pop con Harleys Ballad (Harleys In Hawaii di Katy Perry) e Incredible Bld (dal brano omonimo di James TW) con il suo inconfondibile riff chitarristico iniziale.

Vi segnalo altri due stili interessanti: Somebody Ballad riutilizzabile in molti contesti e Got to Let Funk inconfondibilmente associabile a Got to Let My Feelings Show di Bluey.

Completano la lista di ben 16 risorse, altri 4 stili come segue:

In breve…

Siamo di fronte ad una bella iniezione di stili inediti per i possessori di un arranger Korg di ultima generazione. È una boccata di ossigeno e di attualità: permette di tenersi aggiornati, accedere alle sonorità dei giorni nostri e ai ritmi delle ultime generazioni. Se vi siete stufati di suonare i successi del passato, questa potrebbe essere una buona occasione!

Billie Eilish trionfante ai Grammy Awards (gennaio 2020)

Post Scriptum, a posteriori
Dopo aver pubblicato questo articolo, sono stato sommerso di segnalazioni da parte di diversi possessori di modelli Korg fuori produzione (essenzialmente Pa3X, Pa900 e Havian). Sarebbe interessante se Korg potesse considerare l’aggiornamento della pagina BonusWare con l’aggiunta di stili nuovi anche per questi strumenti. Saranno usciti di produzione, ma sono ancora molto validi oggi per l’affezionata clientela storica del marchio giapponese.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

12 agosto 2020 at 09:53

Yamaha alza il sipario su PSR-SX600

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L’attesa era nell’aria da tempo. Personalmente, ero certo che Yamaha avrebbe completato entro il 2020 il rinnovamento degli arranger workstation di livello medio con la sostituzione di PSR-S670 (a proposito, gran bello strumento con un rapporto qualità-prezzo encomiabile). Nella giornata del 2 agosto, tutti i siti Yamaha globali hanno riportato l’annuncio del nuovo modello: PSR-SX600.

Yamaha PSR-SX600

Spicca immediatamente come l’usabilità sia stata rinnovata parzialmente: la grafica dello schermo richiama Genos, ma – attenzione! – lo schermo non è touch screen e le azioni sono richiamabili tramite il tasto Menu e i cursori fisici posti sotto lo schermo stesso.

Vediamo in dettaglio le caratteristiche più salienti della nuova tastiera arranger di casa Yamaha:

  • schermo a colori con diagonale di 4.3 pollici.
  • 850 timbri, inclusi 73 Super Articulation, 27 MegaVoice e 43 kit percussivi.
  • 415 stili di accompagnamento (caspita!) + altri 31 stili scaricabili gratuitamente
  • 100MB di memoria di bordo a disposizione di pacchetti di espansione per timbri e stili da caricare tramite Yamaha Expansion Manager
  • nuovi convertitori DAC (da digitale ad analogico) e nuovi effetti DSP per la categoria dello strumento
  • ingresso microfonico e piena integrazione con la app Yamaha Rec’n’Share
  • interfaccia audio USB di bordo (oltre che MIDI)
  • funzione Playlist per raggruppare banchi di Registration e richiamare i propri set in una frazione di secondo
  • 8.1kg di peso.

Il nome di alcune funzioni risuona per la prima volta nel glossario Yamaha e sarà necessario uno studio approfondito:

  • La funzione Unison permette di suonare una melodia e fare in modo che sia riprodotta all’unisono da alcuni strumenti o da tutti, creando frasi dinamiche e interattive.
  • La funzione Accent aggiunge note allo stile in riproduzione in base agli accenti della performance, ottenendo variazioni interessanti come le sincopi ritmiche.
  • Half-Bar Fill, in aggiunta al noto Style Section Reset.
  • Per i principianti, il riconoscimento degli accordi Smart Chord consente di suonare una sola nota, delegando all’arranger la scelta se suonare un accordo di maggiore, minore, settima o diminuita in base all’armonia. L’interpretazione ottiene risultati molto sofisticati con l’attivazione del genere Jazz.

Rispetto il modello immediatamente superiore (PSR-SX700) sono stati operati alcuni tagli che renderanno lo strumento consono con il segmento del mercato di destinazione e consentiranno un prezzo più aggressivo sul mercato:

  • I 61 tasti sono più leggeri e non appartengono alla classe FSB.
  • Al posto del joystick multifunzionale, riappaiono le tradizionali rotelle per il Pitch Bend e la modulazione.
  • Come abbiamo scritto qui sopra, lo schermo a colori è più piccolo e non è sensibile al tocco.
  • Sono di numero leggermente inferiori gli stili, i timbri e i Multipad, ma è ridotta a soli 100MB la memoria di espansione.
  • La registrazione audio avviene solo su memoria USB (.wav).
  • PSR-SX600 non supporta il formato MP3.
  • Niente porte MIDI IN/OUT: il MIDI gira solo tramite l’ingresso USB.

Torneremo sull’argomento.

Per saperne di più, visitate il sito ufficiale Yamaha nella pagina dedicata a PSR-SX600.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

3 agosto 2020 at 15:13

Pubblicato su Yamaha

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10 dimostrazioni di arranger di ieri e di oggi

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Da quando la popolarità di YouTube ha raggiunto dimensioni globali, le dimostrazioni di tastiere si sono moltiplicate sul web. Oggi vorrei condividere con voi alcune di queste, quelle che hanno catturato la mia attenzione nel corso degli anni e, immagino, possano aver fatto lo stesso con alcuni di voi. Non sono filmati inediti e gran parte di questi appaiono già citati in questo blog.

Chiariamo un possibile equivoco: con questa rassegna, non intendo celebrare i dieci migliori arranger. Qui, oggi al centro ci sono i musicisti suonatori di arranger. Ho redatto questa selezione di getto, senza tanti ripensamenti, nella consapevolezza del rischio di trascurare qualche contributo eccellente. Potete aggiungerli voi nei commenti qui sotto.

1 Cory Henry | Casio CT-X5000

Dite che voglio cominciare vincendo facile? E va bene dài, lasciatemi dare il via alle danze con una celebrità del mondo delle tastiere. Osservate come Cory Henry, l’apostolo del funk, si diletti con l’arranger di punta di Casio: CT-X5000.

2 Yohan Kim | Roland GO:Keys

Il giovanissimo Yohan Kim nel 2017 improvvisava per noi con l’innovativa sezione arranger che, su Roland Go:Keys, porta il nome di Loop Mix. Se avete tempo, andate a farvi un giro sul canale YouTube di Yohan e scoprirete come il ragazzo sia cresciuto in fretta e come oggi sfoggi con merito il ruolo di dimostratore ufficiale (e di lusso) dei pianoforti e delle workstation Roland.

3 Marco Parisi | Korg Pa600

Figlio d’arte, Marco Parisi è un pianista e tastierista talentuoso. Oggi è dimostratore di Algam Eko, ma già nel 2012 la sua dimostrazione di Korg Pa600 aveva lasciato il segno, testimonianza ineccepibile di una notevole capacità artistica.

4 Marcello Colò | Ketron SD9

Un solo tastierista al mondo si prende i rischi di un tributo a Keith Emerson nel registrare la dimostrazione di un nuovo arranger al debutto in fiera. Era il 2016 al Musikmesse di Francoforte. E Marcello Colò dimostra Ketron SD9. Lo rivediamo nel filmato registrato in presa diretta da Riccardo Gerbi.

5 Menno Beijer | Yamaha PSR-E453

Le dimostrazioni di Menno Beijer dai Paesi Bassi sono fra le mie preferite. Menno ha la grande capacità di condensare in pochi minuti tutti i valori principali di un prodotto arranger: suoni, stili, effetti. Ne è un fulgido esempio la dimostrazione di una tastiera economica come Yamaha PSR-E453. Un video che galoppa verso il milione di visualizzazioni.

6 Noemi Lemanska | Korg Havian 30

Interrompiamo la sequenza di musicisti maschi e diamo spazio alla dolcezza femminile di Noemi Lemańska. Questa brava pianista e cantante è una presenza discreta del popolare portale polacco muzykuj.com: degno di nota perché vanta un’impressionante numero di filmati di qualità nell’ambito degli strumenti musicali. Le dimostrazioni sono nella maggioranza curate dal marito di Noemi, Paweł Lemański.

7 Ralf Shink | Roland BK-9

La versatilità degli arranger consente di divertirsi e improvvisare anche con la sezione organo di emulazione Hammond C3. Ed è quello che fa qui Ralf Shink con Roland BK-9.

8 Peter Baartmans |Yamaha CVP-809

Yamaha ha fatto ricorso negli anni ad una serie notevole di eccellenti protagonisti in Europa: Martin Harris, Bert Smorenburg, Mauro Di Ruscio e Danilo Donzella. Il numero di filmati pubblicati è molto vasto. Ho scelto questo di Peter Baartmans, perché il bravo pianista olandese qui si esibisce con un Clavinova CVP-809, la versione ad 88 tasti pesati di Genos.

9 Fernando Draganici | Korg Havian 30

Che dire, ogni commento è superfluo. Godetevi questa performance e ammettelo: quali grandi cose si possono fare con un arranger se si ha talento e tecnica esecutiva di primo piano, come Fernando Draganici.

10 Michel Voncken | Yamaha Tyros

Indimenticabile questo video. Michel Voncken ha fatto il giro del mondo virtualmente presentando le potenzialità di Yamaha Tyros, il primo modello di una lunga serie di arranger di grande successo. La registrazione originale di Michel non è più disponibile sul web. Ho trovato questa, di qualità inferiore: rimane la testimonianza che documenta un filmato che ha fatto appassionare agli arranger una vasta generazione di musicisti, all’inizio del secondo millennio .

PS: È con questo è tutto. Per ora.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

1 luglio 2020 at 23:17