Yamaha alza il sipario su PSR-E473 e PSR-EW425

Troppa grazia, Sant’Antonio! Dopo un 2021 arido di novità, il nuovo anno è cominciato con due doppi botti. Nel secondo giorno della fiera virtuale del Believe In Music, ci è data la possibilità di celebrare un altro annuncio dopo quello di cui vi abbiamo raccontato ieri con Casio. Per la seconda volta, siamo di fronte ad un duplice lancio: questa volta tocca a Yamaha con PSR-E473 e PSR-EW425, a distanza di 4 anni dai modelli equivalenti e precedenti. Si ripete la consolidata tradizione di lanciare “a coppie” i modelli di tastiere arranger. Anche stavolta si tratta sostanzialmente dello stesso strumento presentato in due edizioni: 61 e 76 tasti. Sono prodotti economici, tuttavia – prestate attenzione – non siamo nel livello-base degli arranger di primo ingresso (quello a cui appartengono PSR-E373 e PSR-EW310), qui siamo su un gradino leggermente superiore, grazie ad un set di attributi più significativo.

Yamaha PSR-E473

PSR-E473 (61 tasti)

Come voi ben sapete, modello dopo modello, questo tipo di tastiere riceve funzioni e caratteristiche che in passato erano riservate ai modelli per professionisti. L’evoluzione di Yamaha si mantiene persistente. Se confrontato con il modello anteriore (PSR-E463 uscito nel 2018), Yamaha ha eliminato il tastierino numerico, dotando lo strumento di pulsanti di accesso diretto per categoria di suoni e stili come nei modelli superiori. Ci sono nuovi suoni e nuovi stili disegnati su misura di queste nuove possibilità. Premendo il pulsante Motion Effect, si possono aggiungere effetti al volo, intervenire sul suono con un filtro o  creare alterazioni di tonalità.  

La polifonia sale da 48 a 64 note e i processori effetti ora sono due: DSP1 lavora sulle mandate per il suono generale mentre DSP2 che può essere assegnato a parti specifiche Insert. I timbri crescono da 758 ad 820; fra questi ci sono 15 voci Lite Super Articulation che, come noto, aumentano il tasso di realismo dei suoni: si distinguono principalmente le chitarre e i cori (come Shoo Bee Doo Bah e Gospel Choir già apprezzati su altri strumenti Yamaha di classe superiore).  Gli stili sono 290 e 152 le sequenze per l’arpeggiatore. La registrazione audio lavora sulle memorie flash USB esterne secondo lo standard WAV 16bit a 44,1kHZ fino a 80 minuti di registrazione. Dall’ingresso del microfono si raggiunge il sistema di campionamento che viene invece semplificato e riorganizzato attorno ai quattro nuovi pad di Quick Sampling sul pannello frontale.

La potenza degli amplificatori di bordo può essere enfatizzata premendo il pulsante Mega Boost che aumenta il volume di +6dB.  Pesa 7kg e le dimensioni sono 99,2 cm x 40,4 cm x 13,6 cm.

Yamaha PSR-EW425

PSR-EW425 (76 tasti)

Il secondo modello non si discosta solo per il maggiore numero di tasti. PSR-EW425 è dotato di alcuni timbri specifici: sono frutto del campionamento dei suoni ripresi dalla serie YC, come i suoni di organo Hammond arricchiti dall’immancabile clic percussivo associato alla pressione del tasto e dal tono sporco del campione al fine di rendere più realistici e vintage il tono di questi suoni. Per quanto riguarda il pianoforte, entrambi i modelli portano con sé il celebrato campione Live! Concert Grand Piano, ma la tastiera a 76 tasti include anche la variante Live! Grand Piano quando il fratello a 61 tasti si deve accontentare di aggiungere Stereo Grand Piano.

Potenti altoparlanti da 12W+12W raddoppiano la potenza sonora rispetto il modello a 61 tasti: PSR-EW425 è una tastiera portatile capace di farsi sentire anche in pubblico, seppur in ambienti non molto ampi. Il consumo elettrico è difforme: qui sono richiesti 11W (contro 9W) tramite sei batterie in formato D LR20 (contro il formato AA LR6) oppure un adattatore DC 16V (contro 12V). Pesa 8,3kg e le dimensioni sono 120,0 cm x 40,4 cm x 13,6 cm.

Conclusioni

Eccetto quanto menzionato qui sopra, per il resto i due strumenti si equivalgono nella sostanza.

Attendiamo di trovarli nei negozi e di poterli provare.

Casio alza il sipario su CT-S1000V e CT-S500

Si è aperto oggi 20 gennaio 2022 il mondo virtuale di Believe In Music 2022, la “fiera a distanza” che – in tempi di epidemia – fa le veci del Winter NAMM. E noi siamo qui puntuali a celebrare l’annuncio di due nuovi arranger. Oh, finalmente!

Casio CT-S1000V – Arranger con sintesi vocale

Casio CT-S1000V

Dalla rete, Casio ci presenta un prodotto piuttosto originale. CT-S1000V è un arranger espressamente pensato come processore vocale. Grazie a tecnologia proprietaria dell’azienda giapponese, il nuovo strumento è in grado di cantare o persino parlare tramite un sintetizzatore vocale. Non è richiesto necessariamente un microfono: i testi da elaborare possono essere inviati allo strumento digitandoli sull’app di uno smartphone. Quando si suona la tastiera, questa emette i suoni con le parole ricevute: è possibile suonare le note in polifonia per produrre armonizzazioni fino a 22 diversi voci con effetti come il vocoder e il talk box.

Si possono personalizzare i parametri della voce del canto come l’età del cantante, la modulazione e la profondità del vibrato. CT-S1000V visualizza in tempo reale i testi sul piccolo schermo LCD di bordo. I testi possono essere sincronizzati per sillabe (Note Mode) per cantare ad ogni cambio di nota o di effetto. In alternativa, i testi possono essere gestiti al ritmo secondo l’inserimento dei dati (Phrase Mode) al fine di riprodurre intere frasi al primo cambio di nota.

Il generatore sonoro è il celebrato AiX visto originariamente sulla fortunata serie CT-X e agisce su 800 timbri e 243 stili di accompagnamento. Il parco connessioni sul retro dello strumento è dotato di quanto serve a cui si aggiunge WUBT10, il dispositivo Bluetooth utile per comunicare con smartphone e tablet: riceve le stringhe dei testi, il traffico MIDI e il segnale audio da riprodurre sugli amplificatori stereo di bordo o da registrare nel campionatore.

L’idea di Casio è originale e non vedo l’ora di poter sperimentare di persona CT-S1000V.

CT-S500

La seconda novità è un prodotto più tradizionale, ma comunque sempre interessante. La nuova serie Casiotone CT-S evolve e si arricchisce di una tastiera compatta ed ultraportatile che rappresenta l’aggiornamento di CT-S400: la polifonia sale da 48 a 64 note, i timbri da 600 a 800. Tra i nuovi suoni, si segnalano gli Advanced Tones che gestiscono tre timbri in layer e i Classic Tones provenienti dai synth Casio delle serie VL, VZ e CZ. Anche il numero di effetti, EQ e DSP è superiore. Gli stili sono 243 contro 200; l’arpeggiatore include 150 sequenze.  Non mancano campionatore audio e registratore MIDI a sei tracce. Il lettore può rimuovere la traccia vocale del canto dalla base audio. Ci sono uscite di linea da 1/4″ per il collegamento a mixer o sistemi PA. Anche questo arranger include l’adattatore MIDI/Audio Bluetooth WU-BT01. Come il modello precedente può lavorare a batterie ed essere suonato stando in piedi grazie ad una tracolla.

È uno strumento semplice alla porta delle tasche di tutti, come da tradizione Casio, ma la presenza della tecnologia AiX garantisce una migliore qualità e quantità timbrica rispetto i modelli più economici dello stesso marchio.

Approfondiamo la conoscenza di Yamaha Portable Grand DGX-670

Nella grande varietà di strumenti a tastiera Yamaha, i modelli DGX sembrano fatti su misura per l’apprendimento. Da una parte, questa serie di pianoforti digitali abbonda nelle scuole di musica, dall’altra fa capolino in numerosi ambienti domestici a favore di pianisti principianti ed appassionati. Stiamo parlando di uno strumento idealmente destinato a quanti vogliono suonare un pianoforte di qualità, ad un prezzo abbordabile e con il distintivo particolare della sezione arranger che – voi mi insegnate – concede l’accesso ad innumerevoli ore di divertimento.

Yamaha DGX-670 – Immagine tratta da Breve Music

Questi pianoforti arranger sono apparsi per la prima volta nel catalogo Yamaha nel 2002 sotto il cappello di Portable Grand: i primi modelli avevano 76 tasti leggeri, 32 note di polifonia e qualità costruttiva essenziale. Alcuni di voi ricorderanno sigle come DGX-202, DGX-305, DGX-505, DGX-220, DGX-530 e molti altri apparsi fino al 2005.

La situazione è cambiata a partire dal 2006 con la comparsa di DGX-620 dotato di 88 tasti pesati Graded Hammer Standard, uno schermo LCD di maggiori dimensioni e la porta per le memorie USB. Nel 2007 avviene il lancio di DGX-630 con la polifonia raddoppiata a 64 note. Nel 2010, DGX-640 si fa apprezzare per forme più moderne, frutto di una valida revisione stilistica. Nel 2012 l’azienda giapponese propone DGX-650 che rappresenta un significativo balzo in avanti: la polifonia raggiunge le 128 note, il nuovo campione desunto da CFIIIS suona bene sugli 88 tasti GHS; il look è sempre più elegante. Dopo soli tre anni, Yamaha aggiorna ancora la serie con l’adeguamento tecnologico di DGX-660 in cui spiccano 192 note di polifonia, l’ingresso microfonico e l’accesso wi-fi.

Negli ultimi anni, Yamaha ha cambiato strategia innalzando il livello di specifiche tecniche della serie DGX. L’area del livello-base di pianoforti per principianti per cui erano nati i modelli DGX dal 2016 è occupata da una nuova linea di prodotti risconoscibili dal prefisso PSR-EW. Il primo nato è stato PSR-EW400; hanno fatto seguito in breve tempo PSR-EW300 e PSR-EW410; l’ultimo modello del 2020 è PSR-EW310.

Torniamo ai modelli DGX: è storia di un anno fa soltanto l’introduzione di DGX-670, rinnovata incarnazione dell’idea di Portable Grand. C’è il campionamento stereo CFX che riproduce fedelmente il suono dell’ammiraglia dei pianoforti acustici Yamaha: CFX Full Concert Grand. Gli 88 tasti GHS hanno una pesatura ponderata, cioè significativa nei tasti bassi e delicata nelle note acute, proprio come un pianoforte acustico. Yamaha dichiara che il rivestimento opaco dei tasti neri assorbe l’umidità e non diventa scivoloso, nemmeno dopo un uso prolungato. Lo schermo di bordo è a colori.

Il sistema operativo dei modelli DGX è il frutto di una semplificazione del firmware della serie PSR. tuttavia, nel caso di DGX-670 presenta alcune caratteristiche diverse e nuove che potrebbero stimolare l’interesse degli appassionati di arranger:

  1. La funzionalità Adaptive Style analizza l’esecuzione in tempo reale e organizza l’accompagnamento in base all’andamento della musica: suonate in modo più dolce e lo stile si adatta alla vostra sensibilità, suonate in modo più energico e lo stile vi seguirà con un accompagnamento travolgente.
  2. Il pulsante inedito Simple Style elimina dall’esecuzione le tracce dello stile di accompagnamento tranne basso e percussioni: torna utile quando si vogliono conseguire al volo sonorità realistic e più efficaci.
  3. La funzione Unison and Accent che avevo sperimentato su PSR-SX600 è utile per personalizzare le proprie performance con gli stili di accompagnamento in modo inedito, roba mai vista prima in un arranger.
  4. Smart Chord è diventato un accessorio di serie negli strumenti Yamaha usciti negli ultimi due anni: consente di interpretare gli accordi suonati in base al repertorio dello stile: semplici triadi possono diventare accordi di settima jazz. Avevo apprezzato con entusiasmo anche questa su PSR-SX600.

Non è una sorpresa quindi, per me, osservare il numero discreto di video presenti su YouTube da cui si evincono le qualità di DGX-670. Eccone alcuni fra i tanti.

Il rapporto 2021 del blog Tastiere Arranger

Si chiude un anno di transizione per il blog delle Tastiere Arranger a seguito di un’inaspettata cesura durata quattro mesi, da giugno a settembre.  A causa di vicissitudini personali (un positivo cambio di vita), ho dovuto sospendere la pubblicazione di articoli fino a quando non sono riuscito a riprendere un certo equilibrio personale. Mi scuso per questa lunga assenza, soprattutto con quanti di voi sono stati fedeli lettori per molti anni (c’è qualcuno di voi che mi segue dagli albori, dal lontano 2009).

Il destino ha voluto che questa pausa sia stata concomitante con un periodo di penuria di nuovi modelli fra gli arranger workstation e così il mio dovere di cronista del comparto tastiere arranger non ha perso appuntamenti cruciali. Del resto, nonostante la sosta, qualche importante cartuccia l’abbiamo sparata comunque.

Vorrei ricordare qui con voi gli scritti principali di quest’anno, documenti a cui sono molto affezionato:

Altri articoli del 2021 sono stati dedicati ad aspetti più tecnici come:

Anche la mia collaborazione con la rivista web SM Strumenti Musicali è proseguita nel 2021. Vi segnalo gli articoli pubblicati nel corso dell’anno:

Grazie per la gentile attenzione che mi avete riservato: sono vostro debitore in eterno. E vi giungano i miei migliori auguri di uno strepitoso 2022!

Renato

Hamamatsu (Giappone) – Museo degli strumenti musicali

Il panorama delle tastiere arranger nel 2021

L’anno più avaro di novità nella storia delle tastiere arranger sta per chiudere i battenti. Il numero ridotto di prodotti usciti non riguarda solo le tastiere con accompagnamenti: riguarda l’intero comparto degli strumenti musicali digitali e ha impattato anche altri settori merceologici (PC, tablet, smartphone, TV…). In un mercato ristretto dalle congiunture epidemiche a livello planetario, non potevamo aspettarci nulla di diverso. I produttori hanno serrato i ranghi rinviando il lancio di prodotti nuovi a tempi migliori. Uniche eccezioni: Yamaha DGX-670 e Casio CT-S400.

Yamaha DGX-670 è un pianoforte arranger annunciato ad inizio 2021

Negli ultimi 20 anni…

Se osserviamo la cronologia degli ultimi vent’anni, possiamo prendere atto di un ciclo di corsi e ricorsi: l’indice annuale di creatività di nuovi arranger ha oscillato fra periodi ricchi di produttività e periodi esigui di annunci. Il 2021 ha toccato il record negativo con due soli prodotti nuovi (il precedente anno orribile con tre sole novità si era verificato nel 2005). Prestate attenzione al fatto che i prodotti considerati in questa analisi sono il frutto di una selezione arbitraria compiuta dal sottoscritto: per scelta, ho incluso le “tastiere arranger” eleggibili in questa definizione, trascurando modelli per principianti, tranne quelle rare eccezioni laddove, a mio personale giudizio, ci poteva essere qualcosa di interessante da raccontare.

Il numero di arranger annunciati negli ultimi 20 anni

Veniamo dunque a riepilogare i due prodotti che hanno visto la luce nel 2021.

Yamaha DGX-670

Il primo è Yamaha DGX-670, un pianoforte arranger di cui avremmo voluto dirvi di più. Non escludo che succeda in un prossimo futuro. Al di là del fatto di essere dotato di 88 tasti pesati, aspetto da non sottovalutare, in me rimane la curiosità di approfondire la funzione inedita di Simple Style volta a rimuovere dall’esecuzione tutte le tracce dello stile di accompagnamento attivo, tranne le percussioni e il basso. Chi legge questo blog, mi conosce e sa quanto ritengo realistiche quelle performance dal vivo eseguite con accompagnamenti concepiti con un numero essenziale di tracce.

Casio CT-S400

Il secondo arranger lanciato quest’anno è Casio CT-S400, che si è segnalato per l’introduzione del ruggente motore sonoro AiX di Casio nelle tastiere per principianti della serie Casiotone. Trattasi di un modello a buon prezzo con 61 tasti leggeri e personalizzabili con tre livelli di dinamica, polifonia a 48 note, 600 timbri di bordo e 200 stili di accompagnamento.

Casio CT-S400 è uno dei due nuovi arranger usciti nel 2021

Poche novità e scarsa disponibilità di prodotto nei negozi

Il 2021 non sarà ricordato soltanto per l’assenza di novità ma anche per la penuria di prodotto in genere. Complice la nota crisi dei semiconduttori, i negozi di strumenti musicali in Europa si sono trovati con scarsità di consegne dai distributori nazionali.  Ed è proprio l’area degli arranger workstation quella in cui i clienti sono rimasti più a bocca asciutta. L’insufficienza di disponibilità del nuovo solitamente spinge verso il mercato dell’usato, ma la percezione che mi è sembrata più evidente da parte dei lettori di questo blog (un piccolo grande campione di consumatori di arranger) è che diversi di noi abbiano colto l’occasione per apprezzare il buon vecchio arranger a disposizione, andando a rivalutare timbri e stili famigliari da tempo. E questa cosa non mi sembra per nulla una cosa negativa. Al contrario: ci ha dato l’opportunità di concentrarci di più sulla musica e sulla creatività.

E l’anno prossimo?

Tutto qui direte voi. No, non è tutto qui. C’è chi rumoreggia sul fatto che gli scaffali del magazzino spedizioni di un noto produttore di tastiere arranger (di cui non posso fare il nome) siano ricolmi di un nuovo modello in procinto di colpire ed entusiasmare il mercato. Ma, dato che solitamente preferisco non commentare le voci di corridoio, non aggiungo altro se non rilevare come l’aridità del 2021 potrebbe essere l’involontario preludio ad un 2022 ricco di novità da parte dei produttori di tastiere arranger. Non vedo l’ora.

10 ragioni per cui suonare una tastiera arranger

Queste sono le 10 ragioni che potrebbero convincere qualcuno a prendere coraggio e cominciare a suonare una tastiera arranger nel 2022.

1 Conoscere sé stessi

Qualsiasi tastiera arranger oggi sul mercato contiene centinaia di stili musicali appartenenti a mondi diversi ed epoche disparate. Ed esplorando gli innumerevoli generi musicali, siamo inevitabilmente attratti dai tipi di repertorio che più ci coinvolgono. Mettendoci alla prova con questa varietà di ritmi e stili, possiamo ritrovare i colori, gli elementi e le emozioni più vicine ed intime con la nostra personalità. È una sana curiosità che apre la nostra mente, portandoci a scoprire meglio chi siamo e che cosa vogliamo.

Casiotone CT-S300, arranger estremamente portabile

2 Suonare in compagnia

Grazie agli stili di accompagnamento, l’arranger mette a disposizione una sezione di esperti musicisti pronti ad accompagnare in qualsiasi situazione: duo, trio, band, intera orchestra. L’ho già scritto altre volte: la backing band “nascosta” dentro un arranger è sempre pronta a suonare, tiene bene il tempo, è disponibile a provare e riprovare, non si stanca mai, i musicisti non litigano mai fra di loro e nessuno di loro arriva in ritardo o salta le prove.

3 Stringere nuove amicizie

Suonare arranger, anche solo come hobby, aiuta ad incontrare nuove persone e scambiare idee. La storia di questo blog ne è la dimostrazione: in questi anni, ho avuto la fortuna di conoscere un sacco di persone straordinarie, grazie alla mia passione per gli arranger. Alcune di questi sono diventati grandi amici. Al di là di scrivere per il web, provate a suonare in pubblico la vostra tastiera arranger e vedrete moltiplicarsi il numero di contatti e amicizie.

Suonatore di Yamaha DGX-650B in via Roma a Torino

4 Apprendere incessantemente

La tecnologia musicale è in continua evoluzione. Gli arranger sono in mutazione continua. Le prime generazioni avevano sezioni arranger essenziali e suoni digitali primitivi. Dopo 30 anni, gli arranger di oggi hanno componenti hardware e funzioni software di elevata tecnologia. E l’evoluzione continua. Abbracciare questo modo di fare musica ci aiuta ad essere studenti perpetui: ci tocca continuare ad imparare ogni giorno e questo ci aiuta a crescere e a vivere con entusiasmo. Studiando la musica e imparando nuove tecniche, il nostro cervello sarà costretto a tenersi in allenamento! Fantastico!

5 Riscoprire la nostra creatività

Vi ricordate quando eravamo bambini? Facevamo domande su tutto, eravamo curiosi e mai sazi di
esplorare nuove realtà. Con il passare del tempo, molti di noi purtroppo hanno perso il gusto della meraviglia e il fatto di sgobbare per pagar bollette ci ha resi stanchi esponendoci all’istupidimento nel tempo libero da parte di TV e smartphone. Ma la musica è pura creatività e ci aiuta a riscoprire il bambino dentro di noi per dare vita a nuove forme di creatività. Una volta che ricominciamo a fare musica per divertimento, la nostra creatività viene stimolata e alcuni di noi riscoprono allo stesso tempo anche altre passioni: dipingere, girare video, inventare, scrivere per un blog…

Yamaha Genos, l’ammiraglia

6 Ridurre lo stress

Se siete musicisti per lavoro e dovete esibirvi in contesti accademici o professionali, c’è un certo livello richiesto e con ciò dovete spendere impegno di fatica! Ma se state suonando per diletto, la musica che suonate è tutta per voi. Non siete tenuti a preoccuparti della reazione del pubblico. Questo è un ottimo motivo per accendere la vostra tastiera in casa e iniziare a suonare al meglio delle vostre capacità. E lo stress se ne va!

7 Illuminare la nostra realtà

Spesso parlo della mia tastiera arranger come se fosse la mia bambina. Amo così tanto suonare le tastiere arranger, che ne porto una (leggera e compatta) sempre con me durante i miei viaggi. Fare musica mi accompagna sempre: la mia tastiera condivide tutto con me. Suonare quei tasti bianchi e neri è come accarezzare la bellezza. E la bellezza illumina la realtà.

Arranger Roland BK-3

8 Portare allegria a chi ci sta attorno

Tutte le case hanno bisogno di un musicista! Che si sappia o no, l’atmosfera cambia quando in famiglia c’è qualcuno suona uno strumento. Ho un caro amico d’infanzia, con lui suonavo spesso da ragazzo. Ancora oggi, a distanza di decenni, quando ci ritroviamo con le nostre famiglie, io accendo la tastiera, lui prende la chitarra e facciamo musica. Intorno a noi si genera sempre un’atmosfera di grande allegria che dura ore, fino a notte a fonda (l’ultima volta, il vicino di casa che non riusciva a dormire a causa del nostro baccano, ci ha raggiunti e si è unito a noi per cantare e fare baldoria). La bellezza della musica genera allegria. È contagiosa!

9 Arrotondare

Quando facciamo musica per divertimento, non c’è alcuna pressione e suoniamo felici e sereni. Ma potremmo anche trarre un qualche vantaggio economico, perché no? C’è chi suona alle feste e ai matrimoni, c’è chi occasionalmente fa piano bar, c’è chi tiene lezioni di musica, c’è chi vende colonne sonore per jingle pubblicitari, c’è chi produce corsi online a pagamento, c’è chi alimenta canali YouTube con affiliazioni Amazon, c’è chi pubblica la propria musica su innumerevoli piattaforme di vendita online, c’è chi produce e vende nuovi stili per arranger e nuovi suoni (in questo blog ne abbiamo parlato)… Gli arranger workstation consentono di produrre musica originale di qualità! Non abbiate paura di lanciarvi in un’attività musicale. Le sorprese sono dietro l’angolo.

Korg EK-50L

10 Uscire dal grigiore

Spesso siamo prigionieri della nostra grigia quotidianità. Ma la musica ci aiuta ad uscire dalla routine e affrontare realtà altrimenti sconosciute. Quando io suono da solo in casa, il tempo passa senza che io me accorga e, alla fine, mi ritrovo spesso avvolto da un generale senso di pace e di bellezza della vita nella semplicità del tutto. Quando suono davanti al pubblico, i miei problemi non esistono più e, per tutta la durata della performance, esiste solo il paradiso. La musica.

Aggiornamenti software per Yamaha Genos e PSR-SX700/SX900

Yamaha PSR-SX900

Pochi giorni fa (il primo dicembre), Yamaha ha reso disponibile un aggiornamento software a favore degli arranger workstation Genos (V2.10) e PSR-SX900/SX700 (V1.10). L’aggiornamento ha sigle diverse ma il contenuto è lo stesso per tutti e tre gli strumenti:

  • Al fine di rendere più fluido (in tempo reale) il cambio di velocità di esecuzione, è ora possibile agire direttamente sulla rotella Data Dial quando lo schermo visualizza la pagina Home. Precedentemente era necessario usare due mani, premendo contemporaneamente il pulsante [TEMPO].
  • L’architettura degli stili amplia i limiti di creatività: sino a ieri lo Style Creator ammetteva sequenze di lunghezza massima pari a 32 misure: oggi l’asticella è stata alzata a 128. Notevole!
  • È ora ammesso scegliere se caricare o meno un file (voci, stili, song, registration) mentre si scorrono gli elementi di una lista con il Data Dial. In passato, ci si doveva posizionare sul file e poi toccare lo schermo per la selezione.

Aggiornamenti precedenti per PSR-SX700 e PSR-SX900

Chi di voi ha acquistato una Yamaha PSR-SX700 o PSR-SX900 dopo aver letto la mia recensione pubblicata due anni fa, sicuramente è consapevole che questi due arranger sono oggi nel pieno del loro ciclo naturale di vendite e sono leggermente cambiati (migliorati) rispetto quando descritto nel mio test visibile su SM Strumenti Musicali. Il recente aggiornamento dei giorni scorsi non è nemmeno il più importante: a beneficio dei più distratti, colgo l’occasione per ricapitolare qui tutte le migliorie rilevanti rilasciate da Yamaha dopo l’annuncio originale.

La versione 1.01 aveva aggiornato la compatibilità dello strumento con Yamaha Expansion Manager (V2.5.3 o successive) e introdotto la possibilità di assegnare la funzione Part On/Off al pedale per comandare l’attivazione/disattivazioni dei timbri (associati a Right1, Right2, Right3, Left) e dell’ingresso microfonico.

La versione 1.02 conteneva l’accesso alle Guide vocali per annunciare tutto quello che succede o si pensa di far succedere sullo strumento. Trattasi di una funzione software essenziale per i musicisti non vedenti.

La versione 1.03 aveva risolto una criticità, già segnalata dal sottoscritto nella recensione citata qui sopra: in pratica Yamaha ha incrementato le dimensioni dei caratteri nelle pagine video Score, Lyrics e Text Viewer, rendendo pienamente utilizzabili quelle funzioni.

E per Genos

La storia degli aggiornamenti di Genos ha visto episodi di arricchimento importanti garantendo a Yamaha di essere competitiva alla grande per il dominio in cima alla vetta degli arranger al top di gamma.

Vi abbiamo già raccontato in questo blog tutti questi aggiornamenti del passato. Se, caso mai fosse successo di perderne qualcuno, ecco i link agli articoli in cui ho commentato ciascun rilascio:

Idee regalo di accessori per un tastierista arranger

Avete poi regalato quella tastiera di cui abbiamo parlato qui lo scorso maggio?

Che l’abbiate fatto o meno, siete nella condizione di dover pensare a qualche regalo di fine anno per un/una giovane tastierista dotata di arranger?

Se questo è il caso – o se comunque vi può interessare – sappiate che è uscito oggi su SM Strumenti Musicali il seguito di quell’articolo, con i miei consigli per regalare accessori utili per chi suona tastiere arranger.

Fate clic su Natale 2021 per tastiere arranger

Buona lettura!

Nozioni di base

La fortuna delle tastiere arranger è stata quella di permettere al musicista di avere, a portata di mano su una tastiera digitale, gli oggetti con cui strutturare una canzone. Nei primissimi anni, questa opportunità si è dimostrata vincente per suonare dal vivo, successivamente anche per il processo di composizione.

Tutti noi sappiamo che la musica popolare è tipicamente basata su sezioni che si ripetono: la classica alternanza strofa-ritornello, le 12 misure del blues, la lunga ripetizione di strofe del folk e così via.

Il formato più comune prevede sequenze che sono inconsapevolmente diventate famigliari anche a chi non è musicista: introduzione, strofa, ritornello (chorus o refrain), ponte (bridge), interludio strumentale, special e finale.

Ecco, quando per la prima volta sono apparsi gli arranger sulla scena musicale, è stata semplificata per i tastieristi la possibilità di costruire la propria musica accedendo alle sequenze richieste in tempo reale.

Schema pulsanti stili arranger Yamaha

L’arranger è uno strumento che dispone di un contenitore di sequenze musicali multitraccia raggruppate per stile (style), un oggetto sonoro che permette di suonare un brano omogeneo dal punto di vista armonico e ritmico.  I componenti di ogni stile corrispondono a quelle sequenze che abbiamo visto sopra per costruire la forma-canzone. Gli stili sono pilotabili tramite pulsanti che vanno a richiamare intro, strofe, ritornelli e così via.

L’industria musicale ha cercato di rendere flessibile l’accesso a queste sequenze, assegnando definizioni non rigide ai singoli pulsanti: sebbene quindi non siano presenti tutti i componenti espliciti della forma-canzone tuttavia, in ogni stile, possono essere ritrovati quelli necessari per il caso utilizzando i pulsanti a disposizione. Ad esempio, il pulsante corrispondente alla variazione 3 di uno stile potrebbe a volte essere usato per il ritornello di una canzone, per l’interludio strumentale di un’altra, oppure lo special e così via.

Schema pulsanti stili arranger Korg

Perché oggi ho sottoposto alla vostra attenzione questi concetti base che molti di voi già sanno? Perché io non me la sento di dare per scontato il fatto che gli arranger – di sempre, anche quelli che suoniamo oggi – sono basati su una concezione universale della forma musicale. È un aspetto durevole nel tempo, non una semplice tecnica del passato. Non è solo il punto di forza degli arranger, è uno schema generale della logica con cui è costruita la musica moderna.

Immagino già che qualcuno di voi potrebbe obiettare: “La musica di oggi si costruisce con loop e groove non inscatolabili nelle categorie classiche della forma-canzone”. Ovviamente c’è del vero in questa affermazione. Tuttavia, io ritengo che la tecnologia attuale degli arranger sia così evoluta da non costringerci più entro quelle forme, nonostante la continuità di presenza dei vari Intro, Variation, Break ed Ending. Diciamo che abbiamo a disposizione queste utilità, ma possiamo anche impiegarle in modo estroso, fantasioso ed inventivo. Si sa, la creatività artistica è sconfinata.

Questo è un argomento controverso e lo approfondiremo un’altra volta.

Schema pulsanti stili arranger Roland