Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

Arranger: i prezzi calano, ma non per tutti

leave a comment »

Esibirsi con Roland GO:KEYS a Picadilly Circus (Londra, 2018)

Nei giorni scorsi, mentre aggiornavo la tabella dei prezzi indicativi degli arranger sul mercato, è stato inevitabile osservare il generale assestamento dei prezzi che ha avuto effetto su tutti i modelli lanciati nella prima parte del 2018. Rispetto l’aggiornamento precedente, che risaliva ad aprile, colpisce il fatto come il mercato si sia già adattato, rinunciando a sfruttare più a lungo quell’effetto novità che permette solitamente di cogliere migliori profitti nel primo ciclo di vendite, quando gli appassionati di particolari modelli e definiti marchi sono disposti a spendere un po’ di più pur di avere a disposizione l’ultima novità.

Il business degli strumenti musicali è così arduo ai giorni nostri, da accelerare ancor più la fase di passaggio dal prezzo-novità al valore regolare di vendita?

Il fenomeno è trasversale, avendo coinvolto i modelli al top di gamma, quelli medi e i più economici. Sono esclusi i modelli usciti da luglio in poi come Korg EK-50, Ketron SD90 e SD60: per loro, effettivamente, sarebbe stato davvero troppo presto.

E’ un buon segno?

In genere, la discesa dei prezzi può rallegrare i consumatori perché possono accedere più agevolmente ai prodotti desiderati. Tuttavia, questo aspetto ci deve fare pensare: un calo generalizzato dei prezzi comprime il margine dei commercianti e, indirettamente, quello di tutta la filiera che li precede: distributori, produttori, progettisti e artisti.

E un mercato che vive da anni  un periodo critico, come quello degli strumenti musicali, potrà continuare ad evolvere nell’innovazione solo fino a quando sarà sostenibile. Il giorno in cui non ci saranno più margini di guadagno, le case potrebbero essere costrette a ridurre gli investimenti, rinunciando sempre di più alla ricerca e alla realizzazione di modelli nuovi. Ricordiamo quanti importanti attori sono già scomparsi dalla scena delle tastiere con accompagnamenti: Generalmusic, Technics, Farfisa

Esultiamo pure per il calo di prezzi, ma facciamolo nella speranza che non sia una vittoria di Pirro. E, mi raccomando, andiamo a visitare ogni tanto i negozi di strumenti musicali.  Che sia la volta buona in cui troviamo la tastiera arranger che stavamo cercando?

Perché no?

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

17 ottobre 2018 at 06:00

Pubblicato su argomenti vari

Tagged with

iReal Pro: app per esercitarsi e condividire accordi sul web

with 4 comments

iReal Pro, applicazione per iOS, Android e Mac

Avete già sentito parlare di iReal Pro? È un applicazione molto popolare ed è compatibile con i mondi iOS, Android e Mac. La sua fama è legata alle funzionalità che offre ai musicisti dei giorni nostri, tastieristi inclusi.

Prima di scorrere insieme le capacità di iReal Pro, lasciatemi dire che questa applicazione presenta alcuni aspetti che la rendono analoga agli arranger dotati di sequencer MIDI, così come li abbiamo conosciuti negli ultimi vent’anni. Quanti di voi utilizzano un arranger per imparare a suonare brani, per esercitarsi a fondo e migliorare la propria tecnica? Bene, questo aspetto è disponibile anche in versione app.

Quando scaricate iRealPro dallo store, l’applicazione include 50 “esercizi” con cui fare pratica e che spaziano fra diversi generi musicali: ballad, blues, rock, jazz e così via. Migliaia di altri brani con cui è possibile esercitarsi sono scaricabili dal forum gratuitamente dopo opportuna registrazione. Questi esercizi sono veri e propri arrangiamenti pilotabili da accordi (vi dice niente?). La sequenza degli accordi è visibile a video ed è modificabile manualmente. Con la stessa facilità, è possibile modificare lo stile di accompagnamento, il tempo, il metro (4/4, 3/4, 6/8, etc.) e il numero di ripetizioni dell’intera sequenza musicale.

Pagina del player di iRealPro con la sequenza degli accordi

Agendo sul controllo del trasporto, si ottiene il calcolo automatico degli accordi nella nuova tonalità e il corrispondente ascolto dell’accompagnamento.

E’ possibile agire sulle singole tracce dell’accompagnamento e degli effetti per regolarne il volume fino ad azzerarne la presenza e per modificare i timbri associati.

Una sequenza completa di accordi rappresenta, in buona sostanza, un vero e proprio brano musicale. All’interno di una canzone completa, è possibile selezionare una parte delle misura da mettere in loop per esercitarsi a fondo. Non solo, al fine di affinare le proprie capacità, i musicisti più coraggiosi possono impostare il loop in modo tale che ad ogni ciclo incrementi il tempo di un certo numero di BPM e la tonalità di un certo numero di toni. E’ un modo per sfidare se stessi ed esercitarsi in una modalità stimolante e più impegnativa del solito.

Diverse possibilità di esportazione dei dati

La sequenza degli accordi della propria song può essere esportata in formati diversi, secondo le diverse esigenze:

  • potete inviare gli accordi tramite email per condividerli con qualcuno;
  • pubblicare gli accordi della song in una pagina HTML sul web;
  • creare un file PDF per ottenere un formato standard di stampa;
  • ottenere un immagine da incollare in qualche documento o pagina web;
  • condividerli nella larga comunità che scambia le risorse sul forum di iRealPro;
  • ottenere un file speciale XML (Music XML) il formato standard in uso da Finale e Sibelius per importare gli accordi; da non sottovalutare che anche Dexibell XMURE è in grado di importare/esportare song in formato Music XML;
  • non è tutto qui, perché la song di può essere scaricata da iReal Pro in formato audio (WAV, AAC) o addirittura in formato MIDI.
L’app non è gratuita: costa 13,99€. Può essere arricchita ulteriormente con plugin addizionali (anche questi a pagamento), fra cui il modulo che visualizza in tempo reale le note da suonare su una tastiera per la composizione degli accordi presenti nella song.

Se avete un arranger, questa applicazione non vi sarà indispensabile. Tuttavia, potreste considerarla comunque utile per condividere e ottenere gli accordi di migliaia di canzoni dalla comunità di utenti iReal Pro. Se avete XMURE, potete importare questi accordi nel vostro strumento. Altrimenti, potete comunque esportarli in formato PDF per stamparli o visualizzarli sullo schermo del vostro arranger. E, in ultimo, non sottovalutate la possibilità di ottenere il brano in formato MIDI per aprirlo sul sequencer del vostro strumento e perfezionarlo perché suoni al meglio, secondo i vostri gusti musicali e secondo le esigenze tecniche del caso.

Concludo con un filmato che illustra brevemente (NDA: è in lingua inglese, attivate quindi i sottotitoli) le funzioni principali di iReal Pro. Tutte le altre informazioni sono disponibili sul sito ufficiale dell’applicazione: https://irealpro.com/

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

11 ottobre 2018 at 06:00

Pubblicato su Software

Tagged with , , , , ,

Approfondiamo la conoscenza di Dexibell XMURE

with 3 comments

Premessa

Abbiamo già affrontato un paio di volte l’argomento XMURE in questo blog. Oggi ritorniamo su questo tema e lo facciamo a seguito di una lunga conversazione del sottoscritto con Marco Di Paolo di Dexibell. Marco si è gentilmente prestato a soddisfare tutta la mia curiosità a favore dei lettori di Tastiere Arranger e, sotto la supervisione di Luigi Bruti con la gentile collaborazione di Roberto Gaetani, ho avuto la possibilità di approfondire, vedere con i miei occhi, ascoltare con le mie orecchie e raccogliere un sacco di informazioni in merito a XMURE. Ho riordinato i miei appunti e ora eccoci qua: spero che questa materia possa essere interessante per molti di voi, così come lo è stato per me.

Buona lettura!

XMURE all’opera su iPad collegato ad un pianoforte Dexibell Vivo S1 tramite cavo USB e adattatore

Descrizione generale

XMURE è un’applicazione scaricabile gratuitamente dall’App Store di Apple. La versione iniziale include tre stili di accompagnamento. Ha alcuni vincoli che possono essere sbloccati per ciascuno dei modi di utilizzo, come vedremo più avanti.

Il sito dedicato è xmure.net e sono quattro gli aspetti più innovativi rispetto gli arranger tradizionali:

  1. Tutto quello che succede su XMURE è sotto il dominio audio. Niente MIDI. L’algoritmo di programmazione degli stili si basa sulla tecnologia Harmony Poly Fragmentor (HPF), la prima al mondo capace di pilotare accompagnamenti audio in tempo reale: questo arranger non utilizza generatori sonori, strumenti virtuali o “standard MIDI file”, è basato esclusivamente su tracce audio registrate da strumenti musicali reali.
  2. Il controllo delle variazioni è slegato dal controllo delle parti percussive: ne consegne che le 4 scene (equiparabili alle 4 variazioni di uno style tradizione) hanno 4 alterazioni ciascuna per il Drum Control. De facto, è come avere 16 MAIN indipendenti fra di loro: la cosa è possibile sugli arranger tradizionali ma non in modo così rapido, dovendo agire sul controllo delle singole parti di ogni variazione.
  3. L’arranger gira effettivamente su iPad o iPhone e non su uno strumento musicale. Direi di più: per usare XMURE, potrebbe anche non esserci affatto uno strumento a tastiera. L’indipendenza dell’hardware permette di sfruttare gli stili di accompagnamento della sezione arranger suonando strumenti diversi di produttori diversi in base alle necessità: se una serata vi esibite con il pianoforte digitale A, la sera successiva potete suonare il synt B, poi un pianoforte acustico C o un organo combo D. E’ sufficiente portare dietro con voi il vostro iPad o il vostro iPhone per disporre della sezione arranger con cui avete preparato le vostre serate. Di più, la presenza del Chord Sequencer rende XMURE utile anche per i non-tastieristi: chitarristi, sassofonisti o anche solo cantanti.
  4. In ultimo, l’interattività con lo schermo touch-screen consente di pilotare i pattern e le variazioni degli accordi a colpi di dita, a vantaggio dell’immediatezza d’uso e della facilità di esecuzione.

XMURE è utilizzabile in quattro modalità d’uso diverse che vedremo in dettaglio:

  • TOUCH è l’arranger software puro.
  • VIVO è l’arranger completo, al massimo delle sue potenzialità.
  • INSTRUMENT è simile a VIVO ed è l’arranger utilizzabile con tutti gli strumenti a tastiera sul mercato. Anche quelli non marchiati Dexibell.
  • MUSICAL SELFIE è un gioco per introdurre le vostre performance nel mondo dei social network in un battito di ciglia.

Vediamo queste modalità operative insieme, ad una ad una.

XMURE, l’arranger audio di Dexibell

TOUCH

La versione Touch è pensata per un utilizzo personale: non richiede la presenza di uno strumento a tastiera. E’ un arranger fatto e finito e richiede solo un iPhone oppure un iPad. Potete usarlo gratuitamente ma, per usarlo nella sua pienezza, sarà necessaria sbloccare l’app al prezzo di 4,99€.

Anche qui ci sono diverse possibilità d’uso:

  1. Nella modalità interattiva principale, dopo aver selezionato lo style di accompagnamento e aver premuto il pulsante Play, è possibile impostare gli accordi in tempo reale: è sufficiente toccare il tono dell’accordo sulla parte sinistra e il grado sulla parte destra. Sono disponibili i sette gradi principali: maggiore, minore, settima, settima MAJ7, add9, sus4, settima minore.
  2. La seconda modalità interattiva è una variante della prima (si apre chiudendo il menu sulla sinistra con il nome degli accordi) e permette di gestire le 16 combinazioni possibili fra pattern e drum.
  3. Nella terza modalità, gli accordi sono proposti nel box centrale ed è sufficiente attivarli in sequenza. E’ questo il modo d’uso interessante per coloro che hanno le mani impegnate a suonare un altro strumento (chitarra, strumento a fiato, etc.).
  4. La quarta modalità lavora sui pattern e, non a caso, è denominata Unplugged Mode: si trascinano i vari pattern con sequenze di accordi dalla destra (verse, chorus e bridge, 4 sequenze di accordi) sul quadro principale, sulla sinistra un pad virtuale con 16 scene – verso destra aggiunge tracce, verso l’alto aggiunge intensità, possibilità di vedere l’accordo in preview (2/4 precedenti il cambio).

Per arrichire le proprie prestazioni sono disponibili utilità aggiuntive:

  • Slash Chord: per suonare una nota di basso diversa dalla tonica dell’accordo e realizzare quindi accordi complessi come FA+ su basso DO o su basso SOL e così via.
  • Bass Note: per scegliere esattamente la nota del basso da suonare, immaginate di suonare A Whiter Shade of Pale e di giocare sulla scala a scendere del basso.
  • Drum Scene: per agire solo sui pattern di batteria.

Nel prossimo video, osserviamo XMURE Touch in azione per suonare un ritmo di samba.

VIVO

Collegando l’iPad o l’iPhone ad uno strumento Dexibell (come, ad esempio, un qualsiasi pianoforte della serie Vivo), si ottiene l’attivazione completa della modalità Vivo, cioè il massimo da XMURE. I clienti di uno strumento Dexibell hanno automaticamente accesso all’intero set di funzionalità e a tutti gli stili disponibili sullo store: appaiono infatti tutti su XMURE e sono free (vanno solo scaricati).

Questo è il vero ambiente di integrazione con tastiera arranger.

Qui si possono replicare comportamenti come il Chord Latch in cui, alzando le mani dalla parte che pilota gli accordi, si silenzieranno le relative parti in tempo reale; oppure come il Bass Note che riconoscerà la nota di basso direttamente da quanto si suona con la mano sinistra. Il riconoscimento degli accordi può essere fatto sulla parte Left, Right o su tutta l’estensione della tastiera: questa è una impostazione della pagina Settings di XMURE, si sceglie l’ozione Open MIDI e la prima nota suonata decide.

I due tasti ASSIGN controllano XMURE: è un aspetto utile a prescindere, ma lo è in modo particolare per chi ha un iPhone; è sicuramente più agevole agire sui pulsanti assegnabili sul pannello dello strumento piuttosto che toccare le aree dello schermo dello smartphone.

Attenzione! Con il rilascio software Acquaviva 4.0 e successivi, è consentita la connessione MIDI e audio allo stesso tempo. Non solo, il cavo USB permette anche di alimentare l’eventuale strumento remoto. In pratica, con gli ultimi upgrade di Acquaviva, la tastiera riceve il segnale audio anche senza la necessità di un’interfaccia audio specifica. Il collegamento con iPad/iPhone funziona tramite un adattatore Lightingin-camera connection che porta ad cavo USB tradizionale che va collegato sullo strumento.

Oltre a tutte le funzioni che abbiamo visto sopra nella modalità Touch, qui si può fare di più:

  • Registrare la sequenza di accordi che si suona in tempo reale.
  • Salvarla in un file con un formato proprietario per modificarla successivamente nei dettagli per cambiare i singoli accordi, inserire/togliere i Fill, aggiungere/rimuovere misure, cambiare le scene o il Drum Control.
  • La funzione di Export consente di creare le informazioni audio da dare in pasto a software esterni: il sistema crea una cartella con le due tracce stereo OPPURE le singole tracce (la funzione di MultiTrack Rendering ha un costo di 4-5 Euro di costo). I file audio sono in formato WAV e quindi universali.
  • Una funzione Mixer per bilanciare tracce per ogni scena.
  • EQ global
  • Save Memory per riprendere in mano il proprio lavoro in fasi successive.

Nel pilotare i vari pattern, ho notato come ogni combinazione di scena/drum controlli il proprio fill. E la misura di fill funziona anche come Intro, mentre l’Ending ideale è sempre un Fade Out: la cosa si spiega perché il Sync Stop fermerebbe tutto l’audio, compresi gli effetti, provocando un silenzio totale immediato un po’ troppo brusco.

Per gli accordi, un punto di forza è la possibilità di condivisione delle sequenze di accordi con la popolare comunità di iReal Pro che scambia sequenze di accordi in formato Music XML.

INSTRUMENT

Abbiamo visto che la modalità Vivo offre tutti gli stili gratuiti di XMURE a chi possiede uno strumento Dexibell. Invece, per tutti gli altri strumenti della distinta correnza, XMURE è acquistabile in modo graduale: innanzitutto con 4.49€ potete sbloccare l’applicazione e ottenere la completezza delle funzionalità. Successivamente è possibile acquistare gli stili di accompagnamento che servono al prezzo di 1.09€ ciascuno. Acquistando tutti quelli disponibili, si spendono 47€ in tutto: in questo modo, disponete di una sezione arranger completa con un discreto repertorio di accompagnamenti che vi consente di affrontare una serata dal vivo.

L’impossibilità di assegnare funzioni ai pulsanti ASSIGN vi costringerà ad usare lo schermo touch del vostro iPad (o iPhone) per pilotare tutte le funzioni. Ma, per tutti il resto, la modalità Instrument, è equiparabile a quella precedente.

MUSICAL VIDEO SELFIE

Siamo nel pieno divertissement: scegliete uno stile e una sequenza d’accordi, mettetevi davanti allo smartphone o al tablet e video-registrate la vostra canzone. E’ un sistema semplice per registrare messaggi video-cantati e condividerli su Whatsapp, Messenger, Facebook e così via.

_________________

Conclusioni

Se avete a disposizione un apparato mobile Apple, vi consiglio di scaricare XMURE e di provarlo da voi. Qualora vi trovate in difficoltà con qualche operazione, potete trovare una guida d’uso specifica fra i numerosi filmati istruttivi realizzati da Dexibell e resi disponibili sul sito ufficiale: video tutorial. Con una spesa che non supera i 50 € potete sbloccare l’applicazione e acquistare i diversi style a disposizione. Non è un investimento così dispendioso.

I grandi vantaggi enunciati qui sopra, al momento, sono mitigati dalle dimensioni del repertorio attuale. Il successo di XMURE dipenderà dalla volontà di Dexibell di investire sul prodotto rilasciando nuovi stili e ampliando il numero di arrangiamenti a disposizione dei clienti.

Personalmente, ritengo che ne valga la pena e spero che possa accadere in accordo con l’aumentare delle vendite dei prodotti Dexibell, il cui indice di gradimento sta salendo fra molti musicisti in Europa, in America e in Asia.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

5 ottobre 2018 at 06:00

Ketron SD90: il focus su SM Strumenti Musicali (con intervista a Marcello Colò)

with one comment

 

Ketron, la casa degli arranger di Ancona

E’ giunto il momento di fare clic qui.

L’avete fatto? Come, non ancora?

Se siete ancora qui che leggete, probabilmente è perché non vi piacciono lo sorprese e vi aspettate che io ora vi illustri che cosa ci sia dietro quel link prima di accedervi. Oppure siete semplicemente vittime di un momento di fiacca e preferite continuare a leggere piuttosto che fare un piccolo sforzo con un tocco di dita e fare finalmente quel benedetto clic.

Quale allora? Oh, non ci posso credere: siete ancora qui a leggere le mie note. E se siete arrivati a questo punto, vi meritate davvero una spiegazione. Anzi, il racconto di un retroscena.

Dovete sapere che verso la fine di luglio di questa bollente ed assolata estate del 2018, anno del Signore, mi sono trovato “fortuitamente” in quel di Ancona e mi sono recato in visita della sede di Ketron.

Ho lasciato la mia auto in un parcheggio dall’insolita pendenza e ho suonato il campanello, sbagliando ingresso (per la cronaca): sono entrato dal magazzino, dove mi ha raggiunto Marcello Colò, il prìncipe del prog rock, il quale mi ha dedicato tutta la sua attenzione per l’intera mattinata.

Tutte le informazioni che ho raccolto quel giorno sono ora disponibili per tutti voi sul portale di SM Strumenti Musicali: vi trovate il mio focus sull’expander SD90 affiancato idealmente ai suoi fratelli di ventura (SD9 e SD60) e l’intervista rilasciata da Marcello. La lettura di quell’articolo è vivamente consigliata. D’altronde, l’incipit del testo è affidato ad una profezia di Sandro Fontanella che non vi potete perdere.

Io qui però non posso concludere senza citare e ringraziare anche Marco Panni, responsabile commerciale, il quale, oltre che condividere con me le informazioni di vendita dei prodotti Ketron, mi ha anche indicato la strada per Portonovo, il paradiso del Monte Conero (un luogo unico: se non ci siete ancora stati, vi consiglio di programmare una visita prima o poi).

Vi ho detto tutto: non vi resta che leggere il mio focus di Ketron SD90 su SM Strumenti Musicali.

Vista sul parco del Conero, sopra Portonovo

Vista sul parco del Conero, sopra Portonovo

sèAlla prossima.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

1 ottobre 2018 at 11:30

Korg alza il sipario su EK-50

with one comment

Korg EK-50, Entertainer Keyboard

Nello scorso luglio, nella calda brezza marchigiana, circolavano voci insistenti di un’imminente novità hardware in casa Korg. Lo sviluppo più atteso riguardava un modello di primo ingresso, basato sulla tecnologia Korg ma ridimensionato nelle funzionalità di bordo. Questa attesa non si è dilungata troppo a lungo e non ci sorprende quindi vedere, oggi 10 settembre 2018, il lancio di un nuovo arranger che corrisponde proprio a quello che il mercato si sarebbe potuto aspettare: un prodotto economico che molto probabilmente avrà un prezzo di lancio più agguerrito di quanto non sia successo con Pa300, senza sbandare troppo sulla qualità dei materiali. Per ottenere un prezzo più vicino a tutte le tasche, Korg ha agito prevalentemente su due fattori: da una parte il ridimensionamento dei contenuti agli elementi fondamentali, rinunciando alla profondità di programmazione e, dall’altra, con la delocalizzazione della produzione in Asia, Cina e/o Vietnam.

Oggi quindi vede la luce EK-50. Cambia la nomenclatura del codice e questo dettaglio la dice lunga: non siamo di fronte ad un nuovo Professional Arranger della serie Pa, ma piuttosto assistiamo all’ingresso sul mercato di una nuova tastiera per l’intrattenimento, EK cioè Entertainer Keyboard. Del resto, questo è il punto dove Korg da anni ha sinora latitato: la semplificazione operativa necessaria per garantire a tutti l’immediatezza d’uso. Dimentichiamoci pertanto una buona parte dei gingilli tecnologici a cui un arranger Korg ci aveva abituatuo: niente schermo touch-screen, al suo posto un display standard LCD backlit non grafico; e poi nessuna divisione delle operatività comandate dai pulsanti Mode, niente pulsanti fisici sul pannello per la selezioni delle categorie di voci e stili da pannello.

L’orizzonte dei dati tecnici di EK-50 è cambiato rispetto la serie Pa: il peso è contenuto entro i 7,5kg mentre sono presenti due unità multi-effetto per le parti da tastiera e altre due per gli stili di accompagnamento, gli amplificatori di bordo cubano per 10W ciascuno, non mancano le uscite audio e USB elementari, l’alimentatore AC è esterno e altrimenti si inseriscono 5 batterie per ottenere un’autonomia di 5 ore, la polifonia è ridotta 64 voci (sic!), compare il pulsante del metronomo, il registratore MIDI lavora solo in tempo reale e in formato proprietario; in ultimo – udite udite – potete mettere in playback anche i file WAV, oltre ovviamente a MIDI e MP3. Il corredo tecnologico ci porta ad un orizzonte più vicino a Korg Liverpool e microARRANGER piuttosto che alla serie Pa. Ma, state tranquilli, stavolta i tasti (seppure leggeri) sono di dimensioni normali.

Se vi concentrate troppo sui tagli operati rispetto i modelli di levatura superiore, rischiate di deprimervi eccessivamente: in realtà, sulla qualità dei suoni Korg non ci sono dubbi e, se questo modello dimostrerà di essere equilibrato nel rapporto prezzo-prestazioni, allora saranno tempi duri per la concorrenza nell’ambito dei modelli di primo ingresso nel mondo delle tastiere digitali.

Nella pagina ufficiale di Korg troverete tutti i numeri e le informazioni ufficiali: inutile ripetermi qui. C’è anche una serie discreta di video interessanti. Concludo, in attesa di poter mettere le mani sopra Korg EK-50 e raccontarvi qualcosa di più concreto.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

10 settembre 2018 at 22:22

Pubblicato su Korg

Tagged with

Yamaha Genos: la mia recensione pubblicata su SM Strumenti Musicali (seconda parte)

with 4 comments

Yamaha Genos: la recensione pubblicata su SM Strumenti Musicali

Avete già letto la prima parte della recensione di Yamaha Genos?

Bene, oggi 24 agosto è arrivato il momento di completare la lettura grazie alla pubblicazione della seconda e ultima parte del mio lavoro sul magazine on line dei musicisti SM Strumenti Musicali.

Nella prima parte avevo descritto le caratteristiche generali dello strumento, la nuova esperienza d’uso basata su schermo touch screen e area Live Control, la generazione sonora, la sezione stili e il Multipad.

Nella seconda parte, potete trovare i miei commenti in merito al doppio lettore di basi MIDI/Audio, al Song Recording, all’armonizzatore vocale, alle nuove Registration, alla funzione di Playlist e alle connessioni; dulcis in fundo, mi sono permesso di condividere le mie valutazioni personali dello strumento.

Prima di lasciarvi alla lettura, concedetemi un pensiero nato a seguito della segnalazione di un lettore, il quale aveva lamentato le proprie difficoltà nell’imparare a lavorare con il nuovo strumento. E’ innegabile che quanti sono abituati a PSR/Tyros si troveranno all’inizio un po’ “spiazzati” con Genos. Ma, a mio avviso, occorre avere coraggio e insistere: tutte le funzioni sono facilmente raggiungibili.

Naturalmente serve capire dove si trovano le cose nella nuova logica basata sullo schermo grafico. Una volta compresa la nuova disposizione, piano piano, giorno dopo giorno, si cominceranno a memorizzare nuove abitudini e prima o poi ci si troverà nelle stesse condizioni (se non migliori) di facilità d’uso presenti sugli arranger Yamaha delle generazioni precedenti.

Come era solita dire Jane Fonda nei suoi video sull’aerobica celebri negli anni 80: No pain, no gain.

E ora buona lettura su SM Strumenti Musicali!

 

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

24 agosto 2018 at 19:18

Yamaha Genos: la mia recensione pubblicata su SM Strumenti Musicali

with 5 comments

Yamaha Genos: la recensione pubblicata su SM Strumenti Musicali

Carissimi e fedeli lettori di questo blog, vi ringrazio della pazienza che mi avete riservato: so che molti di voi aspettavano questo momento. Ed è arrivato! Dopo numerose settimane di studio, analisi e test, vi comunico che (finalmente!), sono riuscito a completare la recensione completa di Yamaha Genos. E’ stata pubblicata oggi la prima parte sul web magazine di SM Strumenti Musicali, mentre la seconda e ultima parte seguirà fra un paio di settimane.

Dare vita ad una nuova generazione di arranger non è una cosa facile. Soprattutto al termine di una parabola straordinaria come quella della serie Tyros che ha raccolto sterminati consensi nel corso degli anni. Per compiere questo balzo in avanti, e per farlo bene, Yamaha ha cambiato tanto. Le radici sono le stesse, la filosofia generale dello strumento corrisponde, ma le possibilità di interazione uomo-macchina sono state totalmente rinnovate dalle radici. E, nel primo momento in cui si apre lo scatolone, si estrae la Genos e la si pone sul supporto, ci si rende conto del significato di questo rinnovamento.

Vi consiglio la lettura completa dell’articolo facendo clic qui: l’accesso è libero a tutti e non è necessaria nemmeno la registrazione.

Buona lettura su SM Strumenti Musicali!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

8 agosto 2018 at 22:01

Pubblicato su Yamaha

Tagged with