Alcuni giorni fa è comparsa su YouTube un’interessante intervista realizzata dal content creator giapponese Masataka Kono (nostra vecchia conoscenza). Grazie a questo contributo ho potuto raccogliere diverse considerazioni espresse da due figure direttamente coinvolte da Yamaha nel lancio del nuovo arranger: Hayabuchi per il team di sviluppo e Kai per il marketing..
Poiché l’intervista contiene numerosi spunti di grande interesse per gli appassionati di arranger, dalle scelte progettuali che hanno guidato lo sviluppo del nuovo modello alle strategie con cui Yamaha interpreta oggi questo segmento di mercato, ho pensato di condividere con voi lettori di TastiereArranger.com una sintesi dei passaggi più significativi emersi dalla conversazione. Colgo inoltre l’occasione per ringraziare chi ha realizzato e pubblicato l’intervista, Masataka Kono, a cui va naturalmente riconosciuta ogni paternità dei contenuti originali.
Dalle parole di Hayabuchi e Kai emerge chiaramente che lo sviluppo del nuovo modello si è concentrato su due obiettivi fondamentali: 1) Migliorare sensibilmente la qualità sonora; 2) Rinnovare il design e l’esperienza d’uso.

Un design più moderno e aggressivo
A prima vista, PSR-SX620 appare in effetti diverso dal precedente PSR-SX600. Yamaha ha abbandonato alcune soluzioni stilistiche tradizionali puntando su un pannello superiore più ampio e “molto piatto”, caratterizzato da linee tese e moderne. Particolarmente interessante è il nuovo trattamento delle aree dedicate agli altoparlanti. Le tradizionali griglie sono state arretrate all’interno della scocca, lasciando visibile una sorta di incavo morbido e privo di spigoli che richiama il design di alcuni monitor da studio Yamaha, in particolare la serie MSP. Secondo il team di sviluppo, questa scelta non è soltanto estetica. La nuova conformazione contribuirebbe infatti a migliorare la diffusione delle frequenze più alte e più basse, due zone dello spettro che tradizionalmente ricevono meno attenzione nelle tastiere portatili, spesso ottimizzate soprattutto sulle frequenze medie.

Un sistema audio completamente ripensato
Le differenze rispetto a PSR-SX600 non si fermano qui. Le porte bass reflex laterali di PSR-SX600, molto apprezzate ad esempio dal mercato brasiliano, non sono più visibili dall’esterno. Yamaha ha trasferito il sistema all’interno della struttura dello strumento, rinforzando al contempo il mobile per ridurre vibrazioni e risonanze indesiderate. Il risultato, secondo quanto dichiarato dai progettisti, è una risposta sulle basse frequenze più corposa e controllata.
Pur mantenendo dimensioni complessive sostanzialmente analoghe a quelle del modello precedente, gli altoparlanti sono stati riposizionati più verso i lati estremi dello chassis. L’obiettivo era aumentare la percezione dell’immagine stereo. Chi arriva da PSR-SX600 dovrebbe percepire una scena sonora più ampia e coinvolgente. Curiosamente, i progettisti hanno rivelato che i primi prototipi prevedevano un cabinet ancora più largo. L’idea è stata poi abbandonata durante la fase di industrializzazione a causa dei vincoli imposti dalla produzione di massa.

Un aspetto poco noto riguarda il lavoro di rifinitura svolto sull’intera libreria sonora. Non si è trattato semplicemente di installare nuovi altoparlanti: molti suoni sono stati ricalibrati e adattati per sfruttare appieno le caratteristiche del nuovo sistema di ascolto. L’obiettivo dichiarato era ottenere maggiore impatto, maggiore presenza e una resa più incisiva.
Il lavoro Yamaha non si è limitato agli speaker integrati: particolare attenzione è stata dedicata alle uscite stereo destinate agli impianti PA e ai sistemi di amplificazione professionale. I progettisti hanno parlato di un significativo miglioramento nel rapporto segnale/rumore, con un risultato percepibile soprattutto durante le esibizioni live. Una scelta che conferma come PSR-SX620 sia stato pensato non soltanto per l’uso domestico ma anche per chi si esibisce regolarmente dal vivo.
Ergonomia ispirata ai modelli superiori
Sul piano operativo PSR-SX620 raccoglie alcune soluzioni introdotte sui fratelli maggiori PSR-SX720 e PSR-SX920. La disposizione dei pulsanti dedicati alla selezione di stili e suoni abbandona l’impostazione “centrica” di PSR-SX-600 e si avvicina a quella delle serie superiori. La novità più evidente è certamente l’adozione del joystick multifunzione al posto delle tradizionali ruote Pitch Bend e Modulation. Anche il navigatore direzionale e la manopola di selezione sono stati riprogettati per rendere l’interazione più rapida e intuitiva. Una scelta particolarmente importante considerando che PSR-SX620 continua a utilizzare uno schermo tradizionale non-touchscreen.
Leggio, display, tasti a pannello e USB-C
Fra i dettagli apparentemente secondari che potrebbero invece essere molto apprezzati dai musicisti c’è il nuovo leggio. La struttura è stata resa più rigida e stabile e l’assenza di aperture consente di utilizzarlo non soltanto con spartiti cartacei, ma anche con tablet e smartphone. Una soluzione semplice ma concreta, nata evidentemente dall’osservazione delle esigenze reali dei musicisti.
Anche il display è stato migliorato. Pur essendo già valido sul modello precedente, il nuovo schermo offre una maggiore chiarezza e una migliore leggibilità da angolazioni differenti, caratteristica importante per chi utilizza lo strumento in piedi o in situazioni live.
Un tema che ha impegnato a lungo il reparto Ricerca e Sviluppo riguarda la scelta dei materiali per pulsanti e controlli. Yamaha cercava una soluzione che fosse contemporaneamente robusta, poco rumorosa e precisa al tatto. La scelta finale è ricaduta su pulsanti in gomma con effetto “clic”, capaci di trasmettere all’utente una sensazione di attivazione sicura senza produrre rumori eccessivi durante l’utilizzo.
Tra le novità pratiche figura l’introduzione della porta USB-C TO HOST, ormai diventata uno standard in moltissimi ambiti tecnologici. Una scelta attesa da tempo e che rende il collegamento a computer e dispositivi mobili più semplice e moderno.

Yamaha guarda al futuro degli arranger
In chiusura dell’intervista, i due personaggi di Yamaha hanno espresso ottimismo riguardo alla crescita futura del mercato arranger, in particolare in Giappone e in Sud America: proprio in questi mercati Yamaha vede importanti opportunità di espansione e ritiene che il nuovo PSR-SX620 possieda tutte le caratteristiche necessarie per conquistare nuovi musicisti, grazie a una combinazione di qualità sonora, semplicità d’uso e prezzo accessibile. Più che una semplice evoluzione di PSR-SX600, il nuovo SX620 sembra quindi rappresentare un tentativo concreto di ridefinire il concetto di arranger standard evoluto, portando molte delle soluzioni tipiche dei modelli superiori in una fascia di mercato più accessibile.


















