Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

Believe in Music 2021: apre la prima fiera di strumenti musicali totalmente virtuale

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Oggi 18 gennaio 2021, è stato il primo giorno della nuova modalità di accesso al NAMM invernale tramite le tecnologie di Internet: l’evento, per l’occasione, prende il nome di Believe in Music. Al di là della dimostrazione di nuovi prodotti, la vera novità è nella possibilità di accedere alle varie presentazioni da ogni parte del mondo. La platea mondiale degli appassionati del fare musica non è mai stata così vicina ai grandi produttori di strumenti musicali.

La prima giornata di Believe in Music è in corso. Sono riuscito ad assistere ad alcuni video di presentazione in armonia con i temi tipici di questo nostro blog.

Al primo posto, c’è la brillante presentazione di Yamaha DGX-670 da parte di Gabriel Aldort. Vi racconterò le mie prime impressioni del nuovo pianoforte arranger domani qui in questo blog e, soprattutto, su SM Strumenti Musicali.

Sempre, presso lo stand di virtuale Yamaha, ho trovato interessante la presentazione dei nuovi pianoforti Yamaha Clavinova CLP-725 e CLP-775 da parte di un sublime Craig Knudsen. I modelli CLP sono sprovvisti di sezione arranger.

In attesa di altri video che seguiranno nei prossimi giorni, è stato il momento dello stand virtuale di Casio e della carrellata delle tastierine per principanti della serie Casiotone. Mike Martin e Rich Formidoni sono ottimi comunicatori. Grazie a loro ho scoperto alcuni aspetti inediti degli arranger Casio. Anche su questo punto, ci risentiamo nei prossimi giorni.

Rimanete sintonizzati dunque su questo blog: domani saremo qui per approfondire insieme le prime novità testé annunciate e per commentare le altre presentazioni che avverranno in questa avvincente settimana.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

18 gennaio 2021 at 23:07

NAMM | Believe in Music 2021

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Cucù, la fiera del Winter NAMM non c’è più. Anzi, no: c’è ancora, ma quest’anno è “virtualizzata”. Non potendo aprire i padiglioni di Anaheim (California, USA), gli organizzatori del NAMM hanno dato vita ad una fiera basata su stand digitali ai quali è possibile accedere da casa propria tramite Internet. Idealmente potrebbe accadere che questa modalità di fiera possa fare il botto, avendo a disposizione una platea globale di visitatori da tutti gli angoli del pianeta.

Coloro che vogliono visitare il NAMM 2021 Believe in Music possono farlo iscrivendosi sulla pagina web di registrazione.

Aspettiamo le 15 (ore italiane ) di lunedì 18 gennaio per scoprire eventuali novità. Nel frattempo possiamo circolare fra gli stand virtuali e prendere confidenza con i marchi presenti all’evento.

Il portale di Believe in Music 2021 offre una discreta serie di possibilità di partecipazione, come:

  • Consultare il prospetto di tutti gli eventi programmati in streaming (Full Schedule).
  • Visitare gli stand virtuali e conoscere i prodotti “esposti” (Brands).
  • Seguire in tempo reale la Believe TV (Global Livestream).
  • Assistere a numerose presentazioni di strumenti musicali nella Gear TV.
  • Seguire l’esibizione dal vivo di musicisti nella Artist TV.
  • Contattare direttamente i protagonisti di ogni casa di produzione di strumenti musicali.
  • Molto altro ancora.

Dopo l’iscrizione è possibile individuare i marchi preferiti da tenere d’occhio. E, per quanto riguarda gli arranger, nell’immagine che segue (e che ho catturato dal portale) potete vedere i nomi delle aziende che ho trovato; dovessero saltare fuori altre sorprese, non esiterò a farmi vivo e a darvene notizia.

Torneremo qui a commentare insieme nei prossimi giorni. A presto!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

17 gennaio 2021 at 21:35

Compatibilità stili per arranger Korg

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Oggi tentiamo di fare chiarezza sulla conformità degli stili Korg. Pubblichiamo una tabella di compatibilità che possa orientare i suonatori di questi arranger, nella comprensione di come espandere gli stili di accompagnamento accedendo alle risorse di altri modelli compatibili oppure a volumi di stili gratuiti pubblicati da Korg stessa negli anni.

Korg Pa50
Pa50 (2004), modello spartiacque fra due stirpi di arranger workstation Korg

Gli arranger Korg possono caricare gli stili di fabbrica di un altro modello, purché precedente: in altre parole, gli ultimi modelli possono caricare gli stili di tutta la produzione pregressa dal 1993. Tale compatibilità è unidirezionale: un modello della serie Professional Arranger non può caricare gli stili di fabbrica destinati a generazione di modelli successivi.

Questa regola vale per gli stili preset ma ha un impatto sugli stili che Korg pubblica gratuitamente sulla pagina BonusWare del sito ufficiale (rilanciata nel web dal distributore nazionale AlgamEko) dove esiste un concetto analogo di compatibilità selettiva.

Da qualche anno, occorre poi prestare attenzione a quale filone parallelo di arranger appartiene lo strumento: Made in Italy o Made in Asia? Sembra infatti che i nuovi modelli progettati e realizzati dalla casa madre in Giappone (come EK-50 e la nuova i3), dopo aver preso le mosse da Pa50, facciano un mondo a sé, distinto dai Professional Arranger più blasonati. Infatti, hanno una pagina Bonus Style separata, per conto proprio. E, fra di loro, la compatibilità è multidirezionale.

Tabella di compatibilità

Questa tabella è stata costruita analizzando i risultati della selezione disponibile nella pagina web BonusWare: dopo aver impostato il modello, la pagina ufficial Korg elenca quali siano le risorse gratuite compatibili. Alcune cartelle di stili provengono dalle risorse di fabbrica di altri modelli, altre cartelle sono relative a stili prodotti successivamente da Korg. Tali cartelle sono eterogenee e qui elenchiamo solo quelle pubblicate con cadenza regolare e raggruppate secondo una sequenza numerata dal Volume 1 fino al Volume 42.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

14 gennaio 2021 at 06:00

Pubblicato su Korg

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Come cercare lo stile più appropriato per ogni canzone

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Avete necessità di suonare una certa canzone sul vostro arranger, ma non avete idea di quale stile di accompagnamento utilizzare? Potrebbe tornarvi utile confrontarvi con questa piccola guida ispirata ad una metodologia utile su come provvedere quando Songbook, Registration, MusicFinder e altri database non contengono il brano che state cercando.

L’esperienza del MyMusicFinder

Quando avevo programmato la prima edizione del MyMusicFinder per Yamaha Tyros nel 2010 (NDA: l’ultimo aggiornamento è del 2017), ricordo di aver speso notti, settimane, mesi per ottenere il più ampio repertorio. Lo scopo particolare era di arricchire il file originale fornito da Yamaha con due caratteristiche allora mancanti:

  • Titoli veri delle canzoni originali. Per questioni di diritti editoriali, Yamaha era solita camuffare con nomi di fantasia. Ad esempio, A Whiter Shade of Pale era nascosta dietro White and Pale.
  • Massiccia presenza di brani italiani (il file ufficiale aveva quasi esclusivamente successi internazionali).

Quell’esperienza mi aveva permesso di approfondire la conoscenza del mio arranger e di maturare una certa confidenza con le potenzialità musicali degli stili.

Nell’articolo di oggi, vi racconto la metodologia che avevo adottato allora e che sostanzialmente utilizzo ancora oggi, nella prospettiva che possa tornare utile a qualcuno di voi. Magari non per rifare le stesse cose nello stesso modo ma, piuttosto, per pensare un vostro metodo personale, atto a migliorare il vostro lavoro con l’arranger che avete a disposizione.

Reinventare la musica con gli arranger

Fase I – Studiare il repertorio di fabbrica

Un arranger normalmente offre diverse centinaia di stili di serie. La vostra ricerca sarà molto più rapida se, prima di cominciare, vi siete spesi preparandovi con uno studio volto ad ottenere la padronanza di massima degli stili disponibili: questa fase di approfondimento richiede tempo, certo, ma i risultati saranno percepibili da voi stessi quando andrete a provare e ad analizzare le varie categorie di repertorio. Mentre provate gli stili, prendete nota delle possibilità di ogni stile che vi stuzzica. Potrete farvi già una idea su come orientarvi successivamente e risparmiare molto tempo nelle fasi che seguono.

Fase II – Alla ricerca dello stile verticale

Una volta individuato il titolo della canzone che vogliamo assegnare ad uno stile, andiamo alla ricerca di un possibile stile costruito ad hoc. Questa è la parte più facile di tutto il lavoro.

Tutti gli stili sono programmati partendo da brani specifici. Alcuni di questi sono stati costruiti in modo blindato sulla canzone originale. Lo si intuisce dall’Intro che ripropone la stessa sequenza del brano di successo o dalle variazioni che si prestano facilmente a seguire l’arrangiamento autentico, con le varie sfumature armoniche.

I fortunati possono quindi trovare l’accompagnamento baciato sulla canzone cercata. Va da sé che questo è più probabile che succeda con i brani di successo internazionale. Se così è, avete finito la vostra ricerca.

Quando la vostra ricerca di uno stile verticale non ha successo, cosa potete fare? Fra le diverse opzioni, c’è quella di cercare lo stile sul web (magari acquistandolo dal portale ufficiale del produttore), di programmarlo da voi se il vostro arranger dispone di funzioni di editor degli stili e/o di costruzioni automatiche di stili da MIDI file. Resta però un’altra possibilità: cercate fra gli altri stili (versatili) del vostro arranger, se per caso ne esiste uno che si adatta alla canzone in oggetto. Approfondiamo quest’ultima.

Fase III – Alla ricerca di uno stile versatile

Se siete arrivati qui, significa che siete versatili. Bene. Ecco per voi la guida passo a passo.

  1. Individuate il tempo (BPM) della canzone originale e impostatelo sull’arranger.
  2. Mettetevi nelle condizioni di effettuare confronti a parità di risorsa: tempo bloccato (cercate sul manuale come tenere lo stesso tempo pur caricando in memoria un nuovo stile) e partenza da variazione 1.
  3. Cominciate ora a passare in rassegna gli stili preset ad uno ad uno: avendo bloccato il tempo, tutti gli stili suoneranno con il BPM corretto. E questa è già una prima scrematura: alcuni stili saranno “stravolti” dal cambio di tempo e quindi vi sarà rapido scartarli al primo ascolto.
  4. Partendo sempre dalla variazione 1, avete un modo uniforme e immediato di confronto. Vi permetterà di misurare velocemente l’attinenza di ogni stile sulla vostra canzone. Se vi ha convinto, non esitate a provare le altre variazioni.
  5. Se alcune tracce dell’arrangiamento sono inadatte ma la scansione ritmica delle percussioni sembra funzionare, non esitate a mettere in mute le tracce eccessive. Sapete bene come la penso sulla leggerezza degli arrangiamenti: guadagnerete in realismo. Sarà necessario salvare lo stile con minori tracce in una locazione di memoria User, assegnandogli un nuovo nome.
  6. Ovviamente avrete cominciate l’analisi degli stili dalle categorie di repertorio più vicine al brano originale ma, se non trovate nulla di interessante, passate tranquillamente ad altre categorie. Scoprirete con sorpresa che, persino nell’area degli stili jazz, ballroom o etnici potreste trovare qualcosa di stimolante per chi suona il pop o il rock.
  7. Non abbiate paura di sperimentare e abbiate il coraggio di abbandonarvi alla vostra ispirazione: non è detto che dobbiate per forza suonare ogni canzone mantenendo la fedeltà servile all’arrangiamento originale. Se trovate che uno stile lontano dal brano di riferimento riesce comunque a mantenere lo spirito del brano o, semplicemente, gli trasferisce maggiore freschezza, perché non tentare?
  8. Ignorate Intro ed Ending elaborati: salvo rare eccezioni, si ottengono minori discordanze in esecuzione se si parte da introduzioni più semplici o addirittura dal Count-In.
  9. Una volta individuato lo stile più giusto, memorizzatelo nel vostro database (Registration, MusicFinder, SongBook, Performance o come diavolo si chiama sul vostro arranger) ma non consideratela una scelta fatta per l’eternità. Può succedere spesso nel tempo di cambiare idea o di scoprire maggiore efficacia in uno stile diverso. Cambiatelo!

Arrangiatevi!

Reinventare la musica è una delle caratteristiche più intriganti fra quelle che sono a portata di mano di chi suona un arranger. Non abbiate paura di dare spazio alla vostra creatività interpretando brani famosi in modo personale, molto più originale.

Fate come Scott Bradlee i suoi Postmodern Jukebox: da alcuni anni, pubblica sul web (e, finché si potevano fare concerti, in giro per il mondo) centinaia di canzoni famose, dandole una nuova veste e una nuova vita. A questo scopo, guardate cosa è riuscito a fare con All the Small Things dei Blink 182 facendola cantare a Puddles Pity Party (a parte il travestimento, che voce!). Io adoro la nuova versione, molto più dell’originale pop punk che aveva venduto milioni di dischi nel 1999.

Seguono qui sotto entrambi i video: quale preferite voi?

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

7 gennaio 2021 at 06:00

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Il rapporto 2020 del blog Tastiere Arranger

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Come da tradizione di ogni Capodanno, ci ritroviamo qui a tirare le somme sull’anno appena trascorso, cercando conforto insieme, noi compagni di passione, amici suonatori di tastiere con accompagnamenti. Ancora una volta, cominciamo un anno nuovo osservando insieme l’evoluzione del blog Tastiere Arranger negli ultimi 12 mesi.

Letture e traguardi

Ecco i dati, brevemente:

  • Negli ultimi 12 mesi, il blog Tastiere Arranger ha registrato oltre 198.000 clic a fronte di 80.000 visitatori unici, dimostrando una crescita del 5% rispetto il 2019.
  • Negli ultimi mesi dell’anno, la media si è stabilizzata su 645 visite giornaliere.
  • In totale, negli undici anni di vita di questo blog, abbiamo pubblicato 678 articoli che hanno superato 1 milione e 700.000 clic in totale.

Diffusione

Ogni nuovo articolo viene pubblicato contemporaneamente sul sito ufficiale ospitato su WordPress, sulla piattaforma di Tumblr, nella pagina Facebook, come messaggio di Twitter e sul canale Tastiere Arranger di Telegram. Chissà che nel 2021 non trovi l’intuizione, la forza, le capacità e soprattutto il tempo per sbarcare su Instagram e YouTube (non prometto nulla, meglio non allargarsi non troppo).

Non tutti gli articoli che scrivo sono pubblicati nelle piattaforme web da me gestite: alcuni di questi sono disponibili in esclusiva su SM Strumenti Musicali, il magazine gratuito online per i musicisti professionisti italiani e l’home recording. È sempre un onore e un grande piacere per me collaborare con due firme editoriali così importanti come Riccardo Gerbi e Luca Pilla.

Cronologia totale degli arranger

Nel 2020 ho esteso la pagina della cronologia: la nuova versione ricostruisce la storia degli arranger dai giorni nostri fino alle origini (1980), dove sono documentati oltre 300 modelli di tastiere con accompagnamenti lungo 40 anni di storia dell’industria musicale internazionale.

Articoli da non perdere (o rileggere)

In tutto l’anno 2020, ho scritto e pubblicato 50 articoli: qualora vi siate persi qualcosa, vi rinfresco la memoria con questo sommario.

Gli articoli più letti contengono test e recensioni o rassegne di prodotti sul mercato;

Oppure confronti tecnici fra diversi prodotti:

Non mancano le guide passo passo (detti tutorial da chi, al giorno d’oggi, considera che sia riprorevole l’uso della lingua italiana):

Ci sono poi articoli in cui ho scritto le mie opinioni, in base alla mia personale visione della materia e alla luce della mia esperienza maturata in trent’anni spesi a studiare e suonare tastiere arranger. Non è detto che siate d’accordo con me: sappiate che apprezzo i commenti e i messaggi di chi esprime una prospettiva diversa da quella del sottoscritto.

Altrove ci sono testimonianze vive di protagonisti attivi nella comunità degli arranger o informazioni di aggiornamento:

Non vi ringrazio mai abbastanza

Esprimo con sincerità ancora una volta la mia massima e devota gratitudine a tutti voi lettori. La musica è un dono di Dio, un’esperienza di vita autentica, degna di essere vissuta.

Tanti auguri a tutti voi, possiate vivere un buon anno 2021 (NDA: non dovrebbe essere un lavoro difficile essere migliore del 2020, il 2021 ce la può fare).

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

1 gennaio 2021 at 06:00

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Gli arranger lanciati sul mercato nel 2020

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L’epidemia globale del 2020 ha influito sulle strategie commerciali dell’industria degli strumenti musicali, causando il rinvio del lancio di alcuni nuovi prodotti a tempi migliori. Nonostante ciò, il 2020 è stato comunque testimone dell’uscita di ben sei nuove tastiere arranger, tre a testa per Yamaha e Korg, nella fascia dei modelli base sotto i 1000 euro. Sono rimaste immobili, senza novità, le classi degli arranger medi e delle ammiraglie di tutti i produttori.

1. Yamaha PSR-SX600 (675 euro)

A questo nuovo arranger ho dedicato parecchio spazio negli ultimi mesi: commentando il lancio, approfondendo la materia successivamente, fino alla recensione analitica pubblicata dopo aver provato lo strumento di persona. La mia sensazione d’uso è stata positiva. Il mix composto da prezzo conveniente, qualità eccellente di suoni, varietà di stili e presenza di nuove caratteristiche innovative rende PSR-SX600 un prodotto equilibrato e interessante. I tasti sono molto leggeri ma, questo si sa, fa parte del gioco in questa fascia di prezzo. L’uscita sul mercato di modelli come Yamaha PSR-SX600 mi rincuora: rappresenta l’evidenza di come le grandi aziende continuino ad investire negli arranger, la cui evoluzione tecnologica sembra non finire mai. Un buon segno di freschezza e di continuità per il futuro!

Yamaha PSR-SX600

2. Korg EK-50 L (509 euro)

Chi avrebbe mai detto che Korg sarebbe scesa nell’agone degli arranger economici? Lo ha fatto nel 2019 con EK-50 provvedendo, a breve termine, ad un successivo aggiornamento hardware e software nel 2020: EK-50 L (Limitless). Come gli altri modelli Korg usciti nell’anno (e che commentiamo qui sotto) siamo nell’alveo dei discendenti di Pa50, dopo che quel progetto e quella tecnologia erano stati trasferiti (anni orsono) da Korg Italy alla casa madre giapponese. Ora anche Korg cerca di conquistare nuovi clienti puntando al mercato dei musicisti esordienti e degli appassionati che si esercitano suonando entro le mura di casa. Per saperne di più su EK-50 L, vi consiglio la lettura del redazionale di SM Strumenti Musicali dedicato ai prodotti Korg presentati al Winter NAMM 2020.

3. Korg i3 2020 (499 euro)

Prima o poi perdonerò Korg per aver assegnato a questo nuovo prodotto – economico e rivolto a giovani appassionati – lo stesso grande nome di quella i3 che, nel 1993 aveva cambiato la storia degli arranger. Io stesso, proprio in quegli anni, avevo prosciugato le mie finanze per acquistare il modello originario di Korg i3, considerato all’epoca un rivoluzionario non plus ultra. Ora, ovviamente, il nuovo modello riguarda tutta un’altra storia. D’altro canto, il prodotto omonimo non merita di essere penalizzato da un confronto storico improbo: è comunque un modello interessante e ha il suo perché alle porte degli anni Venti. Nel mio test su SM Strumenti Musicali ne ho raccontato tutte le qualità, dopo averla provata a fondo. Il concetto di questo arranger workstation potrebbe attrarre le nuove generazioni di music producer alla ricerca di hardware originale, leggero e portatile.

Korg i3

4. Yamaha PSR-EW310 (319 euro)

Con il quarto modello nuovo dell’anno, torniamo in casa Yamaha. Da alcuni anni, sono sempre più stupito della qualità diffusa sui prodotti di primo ingresso. I principianti delle tastiere di oggi possono accedere a strumenti il cui contenuto tecnologico e musicale era presente su modelli che costavano n volte tanto qualche anno fa. Ve le sareste mai immaginate le voci Super Articulation a questo livello di prezzo? Occhio, però: la qualità costruttiva è sempre quella adeguata alla categoria, non può essere diversamente, altrimenti addio ai prezzi accessibili a tutti. PSR-EW310 introduce rilevanti novità per il segmento e rappresenta un importante passo in avanti a favore dei musicisti esordienti: vi consiglio la lettura del commento al lancio e, soprattutto, del focus di approfondimento.

Yamaha PSR-EW310

5. Yamaha PSR-E373 (229 euro)

Per questo strumento valgono le stesse considerazioni di PSR-EW310, visto che corrisponde in tutto tranne le dimensioni, il peso e il numero di tasti (61 contro 76). Fra i due, PSR-E373 vince dal punto di vista della portabilità.

6. Korg XE-20 (899 euro)

Chiudiamo la sfilata delle novità dell’anno con un pianoforte arranger. Da anni, alcuni lettori di questo blog lamentavano il fatto che un bel prodotto come il pianoforte Korg Havian 30 non avesse avuto un successore. Ci ha pensato ora Korg, anche se XE20 appartiene ad un segmento inferiore rispetto Havian 30, ereditando solo in parte il valido patrimonio di suoni e stili della famiglia dei Professional Arranger. Il motore interno è lo stesso di EK50 L di cui sopra. Il mercato dei pianoforti digitali sotto i 1000 euro è molto agguerrito e la comparsa di Korg rende la competizione ancora più accesa. Che vinca il migliore.

Korg XE-20

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

29 dicembre 2020 at 16:24

Pubblicato su Korg, Yamaha

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Woody Piano Shack, vlogger ideale per arranger

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Ogni argomento su YouTube ha i propri vlogger quelli che, davanti ad una platea potenzialmente planetaria, raccontano le proprie esperienze con passione e competenza. E lo fanno con immediatezza comunicativa. Chi suona arranger non può restare indifferente di fronte alla qualità dei contenuti, alla brillante capacità di intrattenimento che, negli ultimi anni, sta offrendo il canale YouTube di Woody Piano Shack. Vi suggerisco di iscrivervi e di seguirlo.

Il mestiere di vlogger

Fra i nuovi “mestieri” nati nel mondo nell’ultima decade, quello del vlogger è uno dei più entusiasmanti. Sia per chi lo fa, sia per chi ne fruisce i contenuti. Basta aprire YouTube e cercare un argomento a noi caro e trovare qualcuno che ha affrontato quello stesso tema con passione, lo ha sviscerato e lo ha ponderato raccontandone tutti i dettagli più impensati, secondo i più eterogenei punti di vista. Ci sono vlogger che raccontano di viaggi, di vita all’estero, su come imparare nuove lingue, cinema, serie televisive, fotografia, nuove tecnologie, moda, cucina, sport, musica, salute, spiritualità e così via. Il web pullula di persone che raccontano con serietà e impegno delle loro passioni e delle loro esperienze.

Anche il mondo degli strumenti musicali è particolarmente ricco di testimonianze. Ci sono musicisti che pubblicano le loro performance artistiche, altri che tengono corsi di musica, e altri ancora che recensiscono strumenti hardware e software per fare musica. Ovviamente il pianeta degli arranger non è esente da personaggi eccellenti.

Woody Piano Shack

A livello internazionale, il vlogger che reputo più interessante in tema di arranger (e tastiere in genere) arriva dalla Svezia e si chiama Woody Alan. Se non lo avete ancora fatto, vi invito a iscrivervi al suo canale Woody Piano Shack. Woody ha aperto la propria attività su YouTube nel 2015 con lo scopo di ispirare, intrattenere ed insegnare a come suonare il piano, i sintetizzatori e le tastiere in genere. Nel suo canale, si possono trovare lezioni di pianoforte e teoria musicale, recensioni di strumenti, dimostrazioni, tutorial di canzoni, cover e altro ancora. L’obiettivo è quello di aiutare tutti a fare musica.

Woody Alan, dalla Svezia con Woody Piano Shack

Lo stesso Woody, nel suo sito Woody Piano Shack – Helping you make music racconta brevemente la sua storia musicale: “Vengo dal Regno Unito e mi sono trasferito in Svezia 20 anni fa. Ecco la storia del mio background musicale. Mia nonna era un’insegnante di musica, quindi ho avuto la fortuna di iniziare presto quando avevo circa quattro anni. Ho seguito una formazione classica fino ai miei primi anni dell’adolescenza conseguendo il grado ottavo delle Royal Schools of Music. A quel tempo ho capito che potevo suonare a orecchio e intrattenere i miei compagni eseguendo successi popolari dell’epoca. Dopo aver lasciato la scuola, ho suonato il pianoforte nei pub e nei piano bar. La mia prima band era un duo di synth chiamato Parallel. Per i due decenni successivi ho lavorato come tastierista in diverse band che suonavano in luoghi della costa meridionale dell’Inghilterra, Londra e Stoccolma. Ho suonato rock, pop, soul, jazz e blues ed è stato fantastico!”

Video imperdibili per appassionati di arranger

Lo so: c’è la difficoltà della lingua. Anche se Woody ha una parlantina molto aperta e chiara, che facilita la comprensione del suo inglese agli stranieri, l’inglese potrebbe essere una barriera linguistica per molti: per costoro, c’è sempre la possibilità di attivare i sottotitoli con traduzione automatica in italiano.

Il primo video che sottopongo alla vostra attenzione è uscito solo tre giorni fa. Woody dimostra come utilizzare gli stili, la parte ritmica, gli split della tastiera, le modalità di riconoscimento degli accordi e come personalizzare gli stili e i suoni secondo le proprie preferenze. Woody utilizza Yamaha PSR-SX900 nel video ma le sue idee valgono per qualsiasi arranger della serie Yamaha, Korg, Ketron, Roland e Casio.

Il secondo video è tutto suonato. Niente chiacchiere. Woody ci dimostra concretamente come trovare lo stile adatto per suonare alcuni brani musicali di Kevin MacLeod, il compositore celebre per aver scritto e pubblicato oltre 1500 brani senza pretendere i diritti d’autore. Woody esegue una lezione concreta e lo fa con due arranger che lui suona alternativamente: Korg i3 e Yamaha PSR-SX900.

Il terzo video è la dimostrazione di Korg i3, arranger workstation di cui ho redatto una recensione su SM Strumenti Musicali.

Woody ha persino allestito una battaglia delle band virtuali, mettendo a confronto diretto Band-In-A-Box con gli arranger Yamaha. Il confronto lo ha talmente appassionato da realizzare ben due filmati. Vi segnalo il primo, il secondo è disponibile direttamente sul canale.

Sono numerosi i video dedicati a PSR-SX900, quello che preferisco è questo, dove prende per mano un tastierista che non conosce gli arranger e gli illustra le possibilità infinite che questa categoria di strumenti riesce a produrre.

E, per finire, un video del 2016 molto divertente dove Woody – alle prime armi con YouTube (e si vede) – si diletta suonando Yamaha PSR-S970 provando uno stile per ciascunta categoria di repertorio e condividendo con noi la sua travolgente spensieratezza musicale.

Pianoforti digitali, workstation, sintetizzatori e tutorial vari

L’argomento arranger è solo una parte dei contenuti di Piano Shack. Sul canale di Woody troverete centinaia di video dedicati a tanti strumenti fra cui Korg Nautilus, Yamaha YC61, Casio Privia PX-S1000, Yamaha P121, Roland GO:PIANO, Yamaha Montage, Roland FA06 e FA08, Yamaha MODX, Roland D-05 e D-50, Korg Wavestation, Roland JD-Xi, Korg M1, Nord Lead A1, Yamaha DX7, Korg Triton ed Electribe, Yamaha Motif XF

Fra i contributi formativi, vi segnalo quelli dedicati a come suonare le parti di percussioni sulla tastiera, come suonare i riff d’organo, come accompagnare con gli accordi sulla tastiera e come scegliere un sistema di amplificazione a cui collegare la propria tastiera dal vivo.

Cheerio!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

19 dicembre 2020 at 06:00

Guida all’acquisto arranger 2020

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Per quanti si trovano nelle condizioni di pensare ad una nuova tastiera, che sia il primo acquisto o l’ennesimo di una lunga serie, sappiate che ho predisposto una rassegna completa a favore dei lettori della rivista web SM Strumenti Musicali. Ovviamente, ne raccomando la lettura anche a tutti voi, appassionati seguaci del blog delle Tastiere Arranger.

La mia solita esortazione è quella di utilizzare queste indicazioni, come qualsiasi altra possiate leggere sul web o ascoltare su YouTube, come una pura traccia indicativa. La vostra decisione di acquisto non può prescindere da una prova personale in un negozio di strumenti musicali.

E ora sognate in grande!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

14 dicembre 2020 at 19:34

Roland Piano Partner 2 con GO:PIANO 61

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Forse non tutti sanno che, da alcuni anni, Roland ha reso disponibile un piccolo arranger software all’interno dell’applicazione Piano Partner già pervenuta alla versione 2 e compatibile con iOS e Android. La sezione di stili di accompagnamento automatico è elementare, ma compatibile con una discreta serie di pianoforti digitali appartenenti alle serie GP, LX, HP, DP, RF, FP e GO:PIANO.

Per conoscere i modelli effettivamente compatibili, occorre leggere con la massima attenzione l’elenco ufficiale Roland perché, mentre alcuni di questi sono in grado di accedere a gran parte delle funzioni incluse nell’app, come Songs, Digiscore, Recorder e Diary, non è detto che tutti possano attivare la pagina Rhythm che è proprio quella che ci interessa e che ho brevemente sperimentato su GO:PIANO 61.

Roland GO:PIANO con sezione arranger grazie all'applicazione Piano Partner 2
Roland GO:PIANO 61P

Arranger software su iOS e Android

Questa applicazione gratuita utilizza la connessione Bluetooth MIDI per comunicare con lo strumento. Ergo, dopo l’installazione sul tablet – più comodo di uno smartphone, date le dimensioni dello schermo touch – occorre procedere con l’associazione Bluetooth (pairing) dello strumento musicale con il dispositivo. Di solito funziona bene al primo colpo, ma l’operazione va ripetuta ogni qual volta si riaccende lo strumento.

A questo punto, è immediata l’attivazione sullo schermo dei Rhythm che, come ormai sapete bene, nel gergo Roland significa “stili di accompagnamento”. Sono disponibili 21 elementi sparsi su repertorio molto ma molto standard.

I pattern sono:

  • Intro: di norma è composto di una sola misura percussiva, talvolta con accenni di altri strumenti.
  • Due variazioni: il numero di misure che si ripete è ridotto ai minimi termini; in molti stili sembra essere di una sola misura.
  • Auto Fill: la misura di passaggio fra una variazione e l’altra può essere disabilitato, a scelta.
  • Ending (anche questa di una sola misura).

I controlli disponibili dal tablet sono:

  • Only Drums: per scegliere di suonare accompagnati dalla sola parte ritmica anziché con tutte le altre parti (basso, chitarra, pianoforte, archi o pad, dipende dallo stile scelto).
  • Tempo: toccando sullo schermo i pulsanti + e – il valore aumenta o diminuisce.
  • Start: per avviare lo stile manualmente; diventa Stop successivamente e serve per fermare lo stile bruscamente, direi che è meglio passare dall’Ending.
  • Sync Start: avvia lo stile in automatico quando si comincia a suonare.
Pagina principale dell'app software Roland Piano Partner 2
Pagina principale dell’app software Roland Piano Partner 2

Piano Partner 2 cambia da modello a modello

In base al modello di pianoforte collegato, variano le funzioni disponibili nell’area Rhythm. Ad esempio, sul sul touch screen per GO:PIANO è assente la scelta del timbro da suonare con le proprie mani: qui – a differenza di altri strumenti Roland – il suono va impostato sul pannello fisico dello strumento. Altre funzionalità mancano del tutto, perché lo strumento non è in grado di gestirle, come la possibilità di mettere in split le parti da tastiera. Il riconoscimento degli accordi avviene dunque su tutta l’estensione della tastiera.

Con GO:PIANO, l’app arranger è comunque in grado di identificare le figure armoniche complesse. Ad esempio, riconosce gli accordi di decima, undicesima e tredicesima e gli accordi semi diminuiti, anche se talvolta il buon risultato dipende dal rivolto utilizzato. L’accordo riconosciuto è sempre visibile sullo schermo. Il trasporto di tonalità va fatto sullo strumento e viene recepito dall’arranger software alla misura successiva.

Fra le poche impostazioni personalizzabili ci sono l’avvio degli stili controllato dal pedale e il bilanciamento del volume fra accompagnamento e la parte suonata sul pianoforte.

Per chi si esercita con gli stili, è penalizzante l’assenza di un segnale visibile del metronomo sullo schermo che possa dare sicurezza nel seguire la scansione dei singoli movimenti all’interno di una misura. Il metronomo dello strumento è scollegato e, se avviato, va per conto proprio, essendo indipendente da quello che succede su Piano Partner 2.

Conclusioni

Tutto sommato, nella sua essenzialità, l’esperienza del suonare questo piccolo arranger non è stata del tutto negativa, grazie alla rapida ed interattiva reazione dei pattern e ai suoni di qualità. Certo, per un ascolto accettabile, occorre utilizzare le cuffie oppure collegare lo strumento GO:PIANO 61P ad amplificatori esterni: quelli di bordo sono insufficienti.

Il giudizio avebbe potuto essere anche più lusinghiero, in quanto l’idea di base è buona. Tuttavia, la mia prova globale è stata mortificata dal ridotto assortimento degli stili, dalla modesta disponibilità di variazioni e dalla eccessiva ristrettezza dei controlli.

Questo piccolo arranger software potrebbe essere interessante se Roland decidesse di investire qualche risorsa in più per arricchirlo di stili e funzionalità e dare libero accesso ad un numero più vasto di modelli. Al momento, Piano Partner 2 ha un suo perché durante i momenti di svago, fra un esercizio e l’altro di studio del pianoforte. Nulla di più.

Bibliografia web

Dagli USA, Alicia Baker illustra come funziona Roland Piano Partner 2

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

8 dicembre 2020 at 07:00

Pubblicato su Roland

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Glossario arranger multimarca

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Chi sta pensando di cambiare arranger, passando ad un modello di un’azienda diversa, ha un problema: la terminologia in uso fra i diversi produttori di tastiere arranger non corrisponde.  La stessa caratteristica può assumere nomi diversi, causando confusione. Ora, dal confronto dei manuali degli arranger, è possibile trarre una tabella sinottica utile per orientarsi nel glossario fra produttori.

Roland BK-9, l’ultimo arranger prodotto da Roland Europe (Acquaviva Picena, Italia)

Negli anni passati, fra i produttori di strumenti musicali circolava la convinzione che fosse più prudente usare nomi diversi per proteggersi da cause legali legate al deposito dei brevetti e alla registrazione dei marchi. Onestamente, termini come stili, ritmi, timbri, suoni, sequencer e così via sono di uso comune e troverei arduo sostenere in sede di contenzioso che l’utilizzo possa essere considerato un “furto”.

Oltre alla complessità terminologica, noi italiani siamo penalizzati dall’utilizzo misto di termini inglesi e italiani. A questo proposito, è interessante osservare come i manuali tradotti in italiano dei produttori esteri (Yamaha e Casio) chiamino gli accompagnamenti automatici nella nostra lingua: stili e ritmi. Invece, fra i produttori italiani (Korg Italy, Ketron e la scomparsa Roland Europe) vige l’uso di termini stranieri: style e rhythm. Stravagante, non trovate? È una lunga storia e non voglio affrontarla qui per non uscire dal seminato; mi limito a segnalarvi, sul tema dell’abuso dei termini inglesi in italiano, l’interessante riflessione di Annamaria Testa.

Ecco la tabella, a vostro uso e consumo.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

1 dicembre 2020 at 06:00

Pubblicato su Argomenti vari

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