Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

Suonare Yamaha Montage come fosse un arranger

leave a comment »

Che ne dite di comprarvi una Yamaha Montage e di suonarla come fosse un arranger? Se pensate che non sia possibile, vi state sbagliando. È possibile, ecco come. L’idea è stata presentata nel 2020 dal canale YouTube SynthFills, dalla Romania e, in effetti, pare proprio che funzioni.

Yamaha Montage è uno strumento pensato sia per la produzione di musica in studio sia per le esibizioni dal vivo. Sono presenti diverse funzionalità che, se combinate insieme, possono aumentare il tasso di interattività necessaria per suonare senza pensieri durante le esibilizioni dal vivo.

Ci sono innanzitutto le memorie Performance, che consentono di passare rapidamente fra impostazioni diverso dello strumento, come richiede la natura stessa delle esibizioni dal vivo. Le Performance sono pronte all’uso in tempo reale: ognuna di queste permette di richiamare i suoni di strumenti musicali di base alla pressione di un pulsante.

Le Performance preferite possono essere poi raggruppate per organizzare una scaletta pronta all’uso durante un concerto o una serata: la funzione Live Set rende facile la visualizzazione delle performance durante l’esecuzione sul palco. Dopo avere impostato le Performance nell’ordine voluto, è possibile concentrarsi sull’esecuzione, senza più curarsi di quali banchi di memoria scegliere.

Yamaha Montage include anche la modalità SSS (Seamless Sound Switching) per evitare che le note siano tagliate nel passaggio da una Performance all’altra.

Ci sono Performance a parte singola e altre multiparte, utili per riprodurre suoni di più strumenti in sovrapposizione o suddivisione.

Questi i mattoncini di base.

Manopole, cursori e pulsanti per controllare le performance di Yamaha Montage

Immaginiamo ora di assegnare alle prime cinque parti funzioni di arpeggiatore pilotabili con gli accordi che suoniamo con la mano sinistra. Le successive tre parti vanno poi assegnate a quanto suoniamo con la mano destra ottenendo de facto fino a tre parti in layer. Se vogliamo arricchire l’esibizione, possiamo perfino fare ricorso ad altre variazioni dei timbri associando variazioni richiamabili dai pulsanti ASSIGN 1 e ASSIGN 2. Su Montage, è possibile associare fino ad otto scene ad ogni performance e questa possibilità ci consente di replicare la classica configurazione dei pattern degli arranger: ad esempio un Intro, tre variazioni, tre Fill-In, un Break e un Ending. O altro ancora. Grazie alle funzioni di Live Set possiamo quindi avviare i Pattern e spostarci da una scena all’altra in tempo reale e con continuità armonica delle varie parti. E possiamo persino associare il pedale dell’espressione al controllo del volume delle parti suonate con la mano destra.

Se non siete riusciti a seguire quanto scritto qui sopra, non preoccupatevi. Guardate il filmato qui sotto, già pubblicato da Synth Fills su YouTube e capirete tutto da voi stessi: vedrete usare una Yamaha Montage come se fosse una Yamaha Genos o qualsiasi altro arranger Yamaha, Korg, Ketron, Roland o Casio. Certo qui avete a disposizione tutta la devastante potenza timbrica ed effettistica di Montage.

E ora godiamoci l’arranger… Montage!

Va da sé che su Genos e sugli altri arranger, disponete di qualche centinaio di stili pronti all’uso, mentre su Montage ci si dovrà arrangiare programmando tutte le Performance ad una ad una: a questo scopo, Synth Fills ha pubblicato un tutorial su come fare.

ATTENZIONE!
Se non avete ancora partecipato al sondaggio 2021 sulle Tastiere Arranger, fatelo ora!
C’è ancora tempo fino al 31 maggio.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

9 maggio 2021 at 21:54

Pubblicato su Yamaha

Tagged with , , ,

Sondaggio 2021 sull’utilizzo delle tastiere arranger

with 6 comments

Una semplice domanda.

Cosa vorresti dire della tua tastiera arranger?

O forse non è una domanda così semplice. Perché una tastiera arranger si presta a fare una schiera infinite di “cose musicali”. Puoi usarla per suonare, per intrattenere, per comporre, per registrare, per produrre nuova musica, per studiare, per esercitarti, per divertirti, per far ballare, per far sognare, per interpretare, per accompagnare, per vincere la noia, per crescere, per essere felice, per migliorarti, per vincere i momenti di solitudine, per scaricare lo stress, per passare il tempo, per conoscere meglio te stesso…

È giunto il tempo di raccontare noi stessi, di misurare le nostre esperienze e le nostre opinioni: l’invito a partecipare è ovviamente rivolto a tutti i lettori del blog TastiereArranger.com e a tutti quanti si sentono parte della più ampia comunità virtuale degli appassionati di tastiere arranger. Potremo imparare a conoscere meglio noi stessi (e chissà che i dati raccolti non possano servire anche a chi progetta e realizza tastiere arranger e stili nel prossimo futuro).

Da oggi (da ora!) è a disposizione un nuovo sondaggio che ho creato per voi. Trattasi di un questionario che si compila in 10 minuti o poco più. Resterà aperto a vostra disposizione per alcune settimane, fino alla fine di maggio.

Ho bisogno del vostro aiuto: rispondete al Sondaggio sull’utilizzo delle tastiere arranger. Sono sicuro che vi divertirete nel rispondere. E, scusatemi se insisto, aiutatemi a diffondere questo sondaggio e invitate i vostri amici suonatori di arranger perché il numero più ampio di tastieristi possa partecipare e dire la propria opinione.

Vi ringrazio in anticipo! Ci risentiamo subito dopo la fine di maggio: i risultati saranno resi pubblici, li potrete vedere da voi. E, ovviamente, li commenteremo insieme.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

27 aprile 2021 at 21:31

Pubblicato su Argomenti vari

Tagged with

Stili gratuiti per Korg i3 (2020) e XE20

leave a comment »

Korg ha ufficializzato e reso noto che gli stili gratuiti già rilasciati su EK-50 e EK-50L sono validi anche per i3 (2020) e XE20. Questo aspetto era stato già intuito da molti: tutti i modelli citati, infatti, appartengono a quella stirpe di tastiere con accompagnamenti che era nata con Pa80 e che ha visto estendere il proprio successo planetario con Pa50, diventando de facto il modello più venduto in assoluto nella storia di tutti i prodotti a tastiera Korg. Nemmeno la mitica workstation M1 era riuscita a fare di meglio.

Gli stili che sono oggetto di questo annuncio sono gli stessi che abbiamo già descritto in questo articolo dedicato all’evento analogo per EK-50. Vi rimando a quella lettura per i dettagli.

Se volete invece leggere da voi i comunicati originali, ecco i collegamenti:

A chi volesse approfondire la materia, suggerisco questa bibliografia sommaria:

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

15 aprile 2021 at 21:08

Pubblicato su Korg

Tagged with , , ,

Casio alza il sipario su Casiotone CT-S400

leave a comment »

Nei giorni scorsi, quei pochi media che ancora si occupano attivamente di strumenti musicali hanno dato risalto all’annuncio Casio del 7 aprile relativo all’uscita sul mercato di tre nuove tastiere per esordienti della serie Casiotone: il pianoforte portatile CT-S1, i tasti luminosi di LK-S450 e l’arranger CT-S400. In questa prima comunicazione, Casio ha puntato i propri riflettori su CT-S1 in particolare. Io qui, invece, dato che nel mio piccolo blog mi occupo di arranger, oggi mi concentrerò solo su CT-S400. Questo è il suo nome. L’unico dei tre nuovi modelli che ci può interessare in questa sede.

CT-S400 in poche parole

Se dovessimo descrivere CT-S400 nel minor numero di parole, potremmo dire: è un arranger economico con 61 tasti leggeri e personalizzabili con tre livelli di dinamica, polifonia a 48 note, 600 timbri di bordo e 200 stili di accompagnamento. Et voilà! Se non vi interessa sapere altro, potete fermare qui la vostra lettura. Se invece siete come me e volete saperne di più, continuate a leggere. Insomma, fate come vi pare.

Casiotone CT-S400

Buone notizie

Il primo aspetto evidenziabile è la presenza del generatore sonoro AiX di recente concepimento e che abbiamo vivamente già apprezzato durante il nostro test di Casio CT-X5000. Il numero di timbri è ampio e in linea con le aspettative dei modelli di questa specie. Per dare vitalità ai propri suoni, non mancano gli effetti standard del riverbero e del chorus, entrambi presenti con diverse varianti. Un processore effetti DSP è disponibile per offrire un effetto specifico e associato a ciascun timbro. Il master EQ offre dieci memorie di fabbrica. Dal tono dell’annuncio, ci sembra di intuire che i 200 stili provengano dalla serie CT-X: se così fosse, ci sarebbe da rallegrarsi (NDA: qualcuno di voi ricorda la buona impressione che ne avevo dedotto durante la mia prova?). Certo rimarrei un po’ deluso se dovessi scoprire che questo repertorio di stili sia invece stato desunto da CT-S300. Vedremo, o meglio ascolteremo. Ogni stile espone una memoria OTS a cui associare i timbri ideali da suonare in tempo reale sopra l’accompagnamento.  CT-S400 pesa un niente (solo 4,5kg) e le misure sono compatte (930×258×84 mm).

Notizie così così

Immagino che qualcuno di voi abbia storto il naso osservando quanto la polifonia sia stata castrata alle 48 note. Io non la penso così: nel senso che questo economico arranger appartiene ad una categoria di prezzo dove le 48 note fanno comunque la loro figura. È lo stesso numero di note che Yamaha ha pensato di apporre a PSR-E373, modello direttamente concorrente di CT-S400. Per un attimo mi ha stuzzicato la disponibilità della tecnologia Bluetooth (bene!) ma poi ho visto che, per accedere a tale connettività, è indispensabile un adattatore da acquistare a parte (meno bene). Soltanto dieci locazioni sono a disposizione per la memorizzazione dei propri stili personalizzati: diciamo che per il principiante sono sufficienti, forse anche abbondanti; non per gli appassionati più esigenti.

E il resto?

Il resto è in linea con la categoria: registratore MIDI che ospita fino a 5 brani con 5 tracce ciascuno, compatibilità GM Livello 1, integrazione con l’app Chordana Play, tre ingressi (cuffie, pedale e audio-in), porta micro-USB per collegarsi a un PC o Mac (USB-to-Host) e porta USB-to-Device per un dispositivo di memoria flash. I due amplificatori stereo di bordo spingono il suono con la mini-potenza di 2,5W a testa. Per l’alimentazione elettrica valgono sei batterie di tipo AA (max 4 ore di autonomia) oppure il classico adattatore e alimentatore. La disponibilità nei negozi è promessa per l’estate 2021: solo allora conosceremo il prezzo per il mercato italiano ma, secondo la strategia commerciale di Casio, dovrebbe essere molto aggressivo.

Conclusione

Casio ribatte colpo su colpo alle iniziative Yamaha nell’agone delle tastiere per principianti. Una prova diretta di CT-S400 potrebbe confermare le buone intenzioni sul valido equilibrio di questo strumento. Perché nelle tastiere a buon prezzo, dove l’esigenza del risparmio comanda, l’equilibrio delle componenti hardware e software è sempre il miglior indice di qualità.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

11 aprile 2021 at 14:00

Pubblicato su Casio

Tagged with , , , ,

Memorizzare voci, volumi, pan, EQ, etc. in una song su Genos e PSR-SX

with 2 comments

Questo blog che state leggendo era nato da pochi giorni nel mese di ottobre 2009, quando avevo pubblicato – fra i primi articoli – la procedura di Setup del Song Creator. Trattavasi di un metodo utile per memorizzare suoni, volumi, pan, EQ, etc. in una Song MIDI. Nel corso degli anni, quell’articolo è rimasto sostanzialmente valido per diverse generazioni di arranger Yamaha. Poi tutto è cambiato con l’introduzione di Genos, con cui Yamaha ha rinnovato l’usabilità dei propri arranger, introducendo l’uso del touch screen.

È giunto quindi il momento di rinnovare quel contenuto, riproponendo qui le brevi istruzioni a favore di chi possiede Yamaha Genos, PSR-SX900 o PSR-SX700 (non vale invece per PSR-SX600 che è leggermente diversa: si veda il mio commento qui sotto, a fine articolo).

Procedura di Setup in una Song (MIDI)

Avete creato una canzone sul vostro arranger Yamaha e fin qui tutto bene. Quando però andate a modificare il volume dei singoli strumenti o il pan vi chiedete come registrare queste impostazioni nella vostra canzone?

È una procedura un po’ singolare, rivediamola insieme.

Nel pannello di Genos, i pulsanti VOICE SELECT e PART ON/OFF consentono la scelta dei timbri da suonare dal vivo

In modo rigoroso, eseguite con calma questi otto passi:

  1. Selezionate sullo schermo touch screen [RECORDING] > MIDI [Multi Recording].
  2. Selezionare la Song desiderata toccandone il nome e premere il pulsante [EXIT].
  3. Quindi impostate livelli, suoni, effetti, EQ, etc. con il Mixing Console.
  4. Se lo desiderate, assegnate le parti di tastiera per l’esecuzione manuale (LEFT, RIGHT 1, RIGHT 2 e RIGHT 3), ciascuna con una propria voce: queste sono le voci che intendete suonare dal vivo quando il brano sarà in Playback. Per fare questa operazione, utilizzate i soliti pulsanti fisici VOICE SELECT e PART ON/OFF sulla parte destra del pannello. Ritornate poi su MIDI [Multi Recording].
Pagina principale di controllo del MIDI Multi Recording su Yamaha Genos
  1. Toccate sullo schermo Setup per aprire la finestra omonima.
  2. Nella finestra che segue, spuntate le voci che volete memorizzare. Nel caso delle parti da suonare dal vivo, spuntate Keyboard Voice.
Finestra di impostazione dei parametri di Setup da memorizzare ad inizio della Song
  1. Toccate [Execute]: in questo momento finalmente le impostazioni vengono registrate come eventi MIDI a inizio della vostra Song. Come volevate, vero?
  2. Ma tutto questo non basta ancora: occorre salvare finalmente la vostra Song: toccate [Close] e [Save].

Successivamente, quando riaprirete il MIDI file, la prossima volta, ritroverete le vostre impostazioni.

Se ora memorizzate la Song in un banco di Registration, non avrete problemi a richiamare anche le parti da suonare con le vostre mani dal vivo.

Per quanto riguarda PSR-SX600, la procedura di Setup è più simile a quella dei modelli precedenti basati sul Song Creator originale. I fortunati possessori di questo arranger, la possono vedere descritta a pagina 60 del loro Reference Manual.

Buona musica!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

20 marzo 2021 at 06:00

Raffaele Volpe, nuovo Presidente DISMAMUSICA

leave a comment »

L’Assemblea ordinaria elettiva DISMAMUSICA, svoltasi lunedì 15 marzo 2021, ha eletto i nuovi Organi direttivi per il triennio 2021 – 2023: l’Ing. Raffaele Volpe, Amministratore Delegato della filiale italiana di Yamaha Music Europe, è il nuovo Presidente e raccoglie il testimone da Antonio Monzino, proclamato per acclamazione Presidente onorario dell’Associazione. Completano il nuovo Consiglio eletto: Mauro De Nadai (Lucky Music), Stelvio Lorenzetti (Algam Eko), Filippo Michelangeli (Michelangeli Editore), Paolo Molteni (Molteni Strumenti musicali), Laura Moro (Edizioni Curci) e Fulvio Pesenti (Proel).

Nel corso dei lavori assembleari, è stata presentata l’indagine sul retail specializzato italiano realizzata tra gennaio e febbraio 2021. Il 2020 si è chiuso con un segno negativo rispetto al 2019 per l’84% degli operatori intervistati. Mediamente i negozianti italiani di strumenti musicali hanno dichiarato una perdita del 20% di fatturato e prevedono un ulteriore calo del 3% nel 2021.

Secondo i dati raccolti da DISMAMUSICA, si tratta di un dato medio che trova conferma anche tra le aziende di produzione e importazione di strumenti musicali, mentre il settore audio professionale registra perdite maggiori a causa del blocco delle attività dello spettacolo dal vivo. Il 67% dei dettaglianti italiani ha rilevato un calo della marginalità nel 2020 ed il 56% vede a rischio la stabilità della propria azienda, con l’8,5% che non esclude di dover cessare l’attività. I punti critici che affliggono il comparto secondo i rivenditori italiani sono rappresentati dalla presenza di piattaforme, soprattutto straniere, che operano online beneficiando di normative non equilibrate, da una marginalità troppo bassa, dall’aliquota IVA ordinaria inadeguata a sostenere lo strumento musicale come prodotto culturale e da una domanda che resta a livelli modesti anche a causa dell’inesistente politica di incentivazione per la pratica dello strumento musicale, ivi compresa l’assenza dello strumento tra le materie di insegnamento obbligatorio nelle scuole.

«Il contesto economico generale, così come quello specifico del settore, restano fortemente critici – afferma Volpe – ed amplificano le problematiche strutturali di un comparto piccolo in termini di fatturato globale, ma fondamentale in quanto generatore di cultura e benessere. Nell’assumere la Presidenza dell’Associazione desidero riaffermare il ruolo della musica attiva quale imprescindibile supporto allo sviluppo integrale ed armonico della persona nella sua dimensione culturale e sociale. Ringrazio Antonio Monzino, con il quale continueremo a lavorare fianco a fianco, per il grande lavoro da lui avviato sul tema della piena valorizzazione della pratica musicale e delle necessità di interventi strutturali ed organici a sostegno del settore. L’Italia, patria della Musica a livello mondiale, è ancora clamorosamente arretrata sul piano del “fare musica”. È un ritardo che non ci possiamo più permettere di subire: l’Associazione continuerà a fare la propria parte, ma chiediamo che anche i decisori istituzionali facciano la loro».

Milano, 16 marzo 2021

DISMAMUSICA è l’Associazione imprenditoriale, aderente al Sistema CONFCOMMERCIO Imprese per l’Italia,rappresentativa della filiera del mercato degli strumenti e delle edizioni musicali (produzione, importazione, distribuzione, case editrici, società di servizi, musicisti, scuole di musica). Fondata nel 1982, svolge un lavoro prezioso al servizio del mercato di riferimento, occupandosi di aspetti economici e settoriali ma soprattutto svolgendo un’azione di ordine culturale, formativo e sociale a sostegno della pratica musicale

_____________________________________________________________

Dismamusica – Corso Venezia 47 – 20121 Milano – Tel. 027750255 – Fax. 0276013825 – http://www.dismamusica.it

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

17 marzo 2021 at 18:44

Raffica di contenuti Korg su YouTube nel 2021

leave a comment »

Pur consapevole delle barriere linguistiche che attanagliano numerosi appassionati tastieristi, oggi sono qui a condividere con noi una serie di filmati in lingua inglese. Lo faccio perché Korg USA si sta dimostrando particolarmente vivace in questi primi mesi del 2021, avendo rilasciato numerosi video sulla materia a noi preferita: gli arranger workstation.

Marketing di contenuti

La strategia marketing del distributore nordamericano di Korg segue una tendenza in crescita negli ultimi anni: infarcire la propria comunicazione di contenuti. Sono sicuro che l’avete notato anche voi: le aziende stanno investendo sempre più su messaggi basati sulla sostanza.

Questa strategia comunicativa si basa sul concetto di ingaggiare i potenziali clienti attirandoli nella rete dei contenuti per informarlo, incuriosirlo, offrendo soluzioni concrete e applicabili.

Ora io non mi scandalizzerei nell’osservare che, alla fine dei conti, si tratta di una strategia finalizzata alle logiche di mercato (vendere!). Apprezzo piuttosto il fatto che le aziende si pongono oggi in modalità aperta e informativa verso i clienti.

Non si limitano più agli slogan con messaggi altosonanti ancorché fuorvianti (ricordate: “la tastiera definitiva”?) ma piuttosto si mettono in gioco e passano contenuti su come suonano i propri strumenti, spiegano come usarli, ne illustrano le potenzialità espressive musicali.

Breve rassegna video

Apriamo le danze con l’entusiasta e completa rassegna degli arranger Korg della serie Professional Arranger, da parte di Luciano Minetti di Korg USA.

Se vi state chiedendo come mai il distributore Korg degli States stia dedicando ancora spazio a prodotti non più distribuiti in Italia come Pa300 e Pa600, potrebbero valere due tipi di osservazioni. Da una parte c’è la positiva considerazione per gli attuali possessori di questi strumenti – magari acquistati nel 2014 o anni addietro – costoro possono trarre soddisfazione nel vedere quanto siano ancora attuali i loro arranger. D’altro canto, è interessante rilevare come questi due modelli siano ancora prodotti e distribuiti su mercati diversi a livello internazionale.

Luke Edwards di Korg USA ci offre una rapida dimostrazione del campione Italian Grand Piano presente sul pianoforte arranger XE20.

Adoro il video che segue. Luciano si dedica a scavare in profondità sulle possibilità espressive degli stili di accompagnamento Korg. E lo fa con un arranger economico come Pa600 di cui si percepisce il valore musicale, di gran lunga superiore al prezzo. Questo video è il miglior biglietto da visita di Korg per far capire la qualità dei propri arranger. Il video era stato trasmesso in Live Streaming il 6 gennaio scorso.

Encomiabile la presentazione che segue: Luciano Minetti sale in cattedra e ci illustra come arricchire le proprie registrazioni e le proprie performance accoppiando un pianoforte digitale (SV-2 in questo caso) con l’arranger workstation Pa1000.

C’è molto di più: una serie di tutorial realizzati da Frank Tedesco aiutano gli attuali possessori di Professional Arranger illustrando , con chiarezza ed esempi, come migliorare la padronanza del proprio strumento musicale: cambiare le tonalità delle tracce di uno Standard MIDI file, personalizzare il riconoscimento degli accordi, impostare l’inversione del basso negli accordi e altro ancora. Fra tutti questi video, ne cito uno in particolare, perché riguarda una funzionalità essenziale degli arranger Korg: come sfruttare al meglio lo Style to Keyboard Set.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

13 marzo 2021 at 10:25

Pubblicato su Korg

Tagged with , ,

Come togliersi di dosso la scimmia

with 6 comments

Avete mai sentito parlare della sindrome da acquisto compulsivo? Immagino di sì. Se siete come me, in certi periodi della vostra vita, vi siete trovati a chiedervi con insistenza di comprare cose nuove: una nuova tastiera, uno smartphone, un nuovo tablet, una nuova macchina fotografica, un’innumerevole serie di aggeggi elettronici offerti da Amazon. Bene, sappiate che succede anche a me: ogni tanto mi prende la scimmia e soffro di un’istintiva e irrefrenabile febbre d’acquisto.

Tastiere arranger

Nella consapevolezza che gran parte di queste spese non sono necessarie, vorrei condividere con voi le contromisure che ho messo in essere per imparare a controllarmi. Credetemi, se non avessi fatto così, il mio portafoglio sarebbe vuoto e la mia casa piena di strumenti musicali abbandonati, dato che non troverei il tempo per usarli tutti.

1. Confrontatevi sugli acquisti con le persone che vi vogliono bene

Nella mia famiglia condividiamo ogni decisione di acquisto. Se l’acquisto è per me importante, spesso è mia moglie che mi incoraggia a procedere. A volte senza lesinare sul prezzo: quando vale la pena, si passa al prodotto al top della serie. Altre volte comprendiamo insieme che è meglio lasciar perdere. Il più delle volte mi sono salvato dagli acquisti futili perché il solo pensiero di condividere l’idea con mia moglie mi faceva provare una sorta di vergogna preventiva nel  parlarne. In qualche modo, questa abitudine famigliare è una grande benedizione, poiché – per scelta – so che non posso fare acquisti di nascosto.

2. Comprate e tenete le cose essenziali

Ho vissuto due trasferimenti complicati con la mia famiglia. Nel 2016 per lavoro ci siamo trasferiti di casa all’estero. Due anni dopo, siamo dovuti rientrare in Italia. Ogni trasloco ha richiesto di stabilire con esattezza l’elenco delle cose da trasportare tenendo conto dei volumi e dei costi di carico per ridurli all’essenziale. Per quanto riguarda la musica ho dovuto liberarmi delle cose che non potevo trasferire: ho scoperto che il mio setup di base era sufficiente per fare musica e ci stava tutto in una valigia. Ho dovuto disfarmi di tutto il resto (la seconda tastiera, gli accessori, il secondo PC portatile, e così via): per la cronaca ho regalato tutto e non mi sono mai sentito così libero, leggero e felice.

3. Più cose, più problemi

Potete fare finta che non sia vero, ma ogni strumento o oggetto in più aggiunge complicazioni alla vostra vita. Se comprate più tastiere, avete bisogno di più spazio. E avete bisogno di più tempo per suonarle tutte. E vi si richiede più energia interiore per imparare ad usarle. Ho quasi sempre avuto due tastiere contemporaneamente: alla fine ne suonavo solo una e l’altra prendeva polvere. Non fraintendetemi: taluni hanno bisogno di due strumenti (ad esempio un pianoforte pesantissimo in casa e una tastiera più leggera e trasportabile da suonare in giro). Ma rendiamoci conto che, prima di acquistare qualcosa di nuovo, il possesso di strumenti in eccesso non aggiunge solo varietà alla vostra capacità musicale, ma anche qualche mal di testa.

4. Rileggete le vecchie recensioni degli strumenti che oggi suonate

Ricordate la vostra esaltazione quando avete acquistato la vostra tastiera arranger? Bene, rivivete quella esperienza rileggendo le recensioni dello strumento che già possedete. Non esistono le tastiere sorpassate, ricordate?

5. Prima o poi vi ci abituerete

Quando acquistate una nuova tastiera, non importa quanto sia costosa, sappiate che vi ci abituerete. Fosse anche un’ammiraglia che avete pagato migliaia di ero. È nella natura umana. Il segreto non è quello di non acquistare mai una nuova tastiera (personalmente consiglio di aggiornare la propria tastiera tutte le volte che sarà necessario farlo). Il segreto è riportare, ad una dimensione reale, il livello di felicità che un nuovo acquisto vi farà vivere. Teniamo i piedi per terra: abbiamo bisogno di un arranger per suonare: lo dice il nome stesso è uno “strumento” musicale. E la prossima volta che acquistate una nuova tastiera, è bene avere aspettative realistiche. Per quanto possa essere bello il vostro prossimo arranger, non trasformerà completamente la vostra musica né risolverà i problemi della vostra vita. Dopo l’entusiasmo iniziale, prima o poi, vi ci abituerete.

6. Provate gli strumenti a fondo in un negozio

È interessante osservare come uno dei modi migliori per superare la febbre d’acquisto per un nuovo strumento è semplicemente provarlo. Visitate spesso i negozi di strumenti musicali. Mettete le mani sulle nuove tastiere, provatele da voi. Per ore fino a sera, fino quando il responsabile del negozio non vi manda via perché deve chiudere. Potreste rendervi conto che alcuni sogni non sono così eccezionali come ci si potrebbe aspettare. Sono sicuro che ciascuno di voi ha degli esempi stampati in testa di acquisti affrettati, che si sono dimostrati sbagliati con il tempo, mentre una prova preliminare più approfondita avrebbe evitato la spesa.

7. Tenete memoria

L’ho sentito dire da tantissimi musicisti con cui sono venuto a contatto negli anni. Non sono il solo a pensarlo. Abbiamo tutti nel cuore uno strumento posseduto nel passato, le cui emozioni musicali non riusciamo più a riprodurre con gli strumenti attuali. Nel mio caso ne ho addirittura tre: Roland E-70, Korg i3 (quella originale del 1993) e Yamaha Tyros (primo modello). Il fatto è che, mentre gli strumenti di oggi sono di gran lunga migliori rispetto quei prodotti storici, noi siamo cambiati nel frattempo. Quando pensate di acquistare qualcosa di nuovo, in realtà state semplicemente cercando di rivivere antiche emozioni con la facilità e la potenza di strumenti tecnologicamente più avanzati. Ma voi sapete meglio di me che non esiste nel concreto la possibilità di rivivere le stesse emozioni.

8. Gli strumenti musicali sono più simili che dissimili

Psicologicamente sottolineiamo le differenze più che le somiglianze (soprattutto quando si tratta di convincerci a comprare cose di cui non abbiamo bisogno). Tuttavia, in realtà, la maggior parte dei beni digitali ha molte cose in comune. I vari modelli di tastiere arranger sono sicuramenti diversi fra di loro (e in questo blog ho scritto tonnellate di articoli per evidenziarne le differenze), ma alla fine tutti quanti hanno tasti bianchi e neri, una tavolozza sonora, una serie di effetti e una sezione di stili di accompagnamento che ci permettono di suonare la nostra musica. Tutti gli strumenti musicali servono per suonare, e la verità è che non ci sono più tastiere arranger “inascoltabili”. Dalle entry level fino alle ammiraglie tutte suonano bene. Quello che cambia è l’esperienza d’uso. Certo, alcuni strumenti potrebbero adattarsi al vostro stile meglio di altri, ma ogni volta che desiderate acquistare una nuova tastiera, tenete bene a mente che la vera differenza la fate voi con le vostre mani e la vostra capacità artistica.

9. Ne avete bisogno o la volete?

Penso che questa sia la domanda più difficile: la questione se “ho bisogno” di una determinata tastiera, o se la “voglio”. Se sapete di volere qualcosa (e non ne avete necessariamente bisogno) ma ve la potete permettere e vi sta bene, non sentitevi in colpa. Spesso molti professionisti necessitano di determinati strumenti per compiti specifici. Ma se siete un hobbista, avete davvero bisogno di due workstation, due arranger, due synth analogici, due pianoforti digitali, un clone Hammond e tre master keyboard? Onestamente nessuno di noi “ha davvero bisogno” di uno strumento musicale in più, a meno che non li usiamo per guadagnarci da vivere. In tutti gli altri casi, lo “vogliamo” semplicemente perché ci porta felicità, gioia e ci aiuta a essere creativi. Non convincetevi però di “aver bisogno” di qualcosa (se così fosse, state mentendo a voi stessi).

10. Uscite (o condividete), comunque suonate

Io non so voi, ma io ogni volta che esco a suonare (con lo strumento che già possiedo), non desidero più un’altra tastiera. Desidero nuove tastiere solo quando sono sdraiato sul divano di casa e, navigo sul mio tablet leggendo pubblicazioni web sugli strumenti più recenti. Quando suono, la mia tastiera mi diventa invisibile: mi concentro sulla musica che suono senza pensare alla marca o al modello che sto suonando. 

Quindi, se state leggendo questo articolo, il mio consiglio è sempre lo stesso che scrivo in questo blog dal 2009 ad oggi: suonate, suonate, suonate. Suonate con i vostri amici e godetevi la musica. Traete il massimo dallo strumento che avete già, riprendete il manuale della vostra tastiera e scoprirete mille cose che ancora non sapevate del vostro arranger. Rileggete le vecchie recensioni e provate a rivivere l’esperienza della prima volta quando l’avete presa e quanto eravate felici ed entusiasti. E se il Covid vi trattiene a casa, non avete comunque scusanti. Se infatti state leggendo questo articolo è perché avete accesso a una connessione Internet, disponete di uno smartphone, un tablet oppure un PC: avete quindi la possibilità di condividere la vostra musica con chiunque nel mondo tramite i social media. Non c’è niente che vi trattenga se non la vostra immaginazione, determinazione e creatività.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

2 marzo 2021 at 06:00

Pubblicato su Argomenti vari

Tagged with , ,

Yamaha PSS-A50: il mio approfondimento su SM Strumenti Musicali

leave a comment »

Yamaha PSS-A50

Inevitabilmente, dopo un primo articolo pubblicato 14 mesi fa, oggi sono ritornato a parlare della piccola Yamaha PSS-A50.

Su SM Strumenti Musicali trovate il mio approfondimento, risultato della prova diretta che ho sperimentato nei giorni scorsi.

Se vi chiedete che cosa ci sia di speciale in questo piccolo strumento, allora questo nuovo articolo fa per voi: scoprirete come arpeggiatore, Motion Effect e Phrase Recording possano aiutarvi ad usare – con freschezza e con scioltezza – un piccolo prodotto di tecnologia digitale per fare musica.

Qualora siate esclusivi suonatori di arranger e non avete dimestichezza con gli arpeggiatori, troverete anche un paragrafo dedicato a voi. Del resto PSS-A50 non è un arranger, ma quante volte ve l’ho già detto?

Ho scritto tutto su SM Strumenti Musicali: buona lettura!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

15 febbraio 2021 at 20:54

Pubblicato su Yamaha

Tagged with , ,

Believe in Music 2021: i video su YouTube

leave a comment »

Nei giorni scorsi, su Tastiere Arranger.com vi ho segnalato tutti i video dimostrativi che hanno catturato la mia attenzione sulla piattaforma di Believe in Music 2021. A favore di coloro che, non essendosi registrati alla fiera virtuale del NAMM 2021, non hanno potuto accedere alla visione di quei contributi in tempo reale, segnalo qui una serie di quei video che ora sono stati resi visibili su YouTube. Ora non avete più scuse e potete guardarli da voi.

Cominciamo con l’unico vero annuncio di un nuovo arranger nel corso della fiera. Si tratta del pianoforte Yamaha DGX-670. Ecco a voi Gabriel Aldort: si è rivelato il più brillante fra i dimostratori di tutte le case.

Yamaha DGX-670 pianoforte arranger

Lo stesso Gabriel ha riproposto altri video. Sono tutti sul canale YouTube di Yamaha Corporation of America. Qui mi limito a riproporre la presentazione di PSR-E373 di cui abbiamo già parlato lo scorso settembre in questo stesso blog e su SM Strumenti Musicali.

Casio non ha ancoras pubblicato su YouTube le presentazioni dedicate agli arranger della serie CT-X e CDP-S che avevo citato nei giorni scorsi. Per ora si è limitata a farci vedere in chiaro l’intervista musicale di Rich Formidoni a Tom Brislin (tastierista dei Kansas dal mese di febbraio 2019). Questa è stata l’occasione per parlare dei pianoforti Privia PX-S3000 e Celviano Grand Hybrid GP-510.

Passiamo allo stand virtuale di Korg, dove non sono state presentate novità nel comparto arranger. Vale la pena tuttavia segnalarvi un paio di video. Nel primo osserviamo Luciano Minetti e James Saveja suonare con entusiasmo Nautilus e Kronos.

Nel secondo video, vi ripropongo Luciano Minetti nella veste di dimostratore dei nuovi pianoforti digitali Korg della serie LP380 U, progettati per la casa, lo studio, la didattica e per gli appassionati in genere.

Ovviamente, c’è molto altro materiale disponibile sui vari canali YouTube in rete. Lascio a voi il divertimento nella ricerca e nella caccia dei contributi che saranno a voi più graditi.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

23 gennaio 2021 at 10:11

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: