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Arranger, tastiere da suonare con stile

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Sempre in merito agli arranger Korg dell’attuale serie Pa

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Arranger Korg serie Pa

Siete estimatori degli arranger Korg e non avete ancora letto l’intervista rilasciata da Raffaele Mirabella di Eko Music Group a questo nostro blog? Se non l’avete ancora fatto, vi invito a farlo ora, facendo clic su questo collegamento.

Ora, sempre in merito agli arranger Korg dell’attuale serie, dal 27 aprile scorso rimbalza sul web l’annuncio di aggiornamenti software. La notizia, in breve, è che le due nuove funzioni introdotte nelle settimane precedenti su Pa900, Pa600 e Pa300 sono ora state estese anche ai tre arranger più attuali. Questi passano a nuova versione del sistema operativo rispettivamente: Pa4X assume la versione 2.1.0, Pa1000 si aggiorna alla versione 1.1.0 e Pa700 ottiene la versione 1.2.0. In breve, siamo di fronte all’allineamento dei vari prodotti che vanno tutti a ricevere gli ultimi sviluppi: l’aggiornamento riguarda infatti la compatibilità con il pedale del volume VOX V860 e le curve preset per il pedale del volume e dell’espressione. I collegamenti per scaricare gli aggiornamenti sono riepilogati nella pagina dedicata sul sito del distributore Korg nazionale Eko Music Group.

Colgo l’occasione per segnalare, a quei pochi distratti a cui è sfuggito, che Eko Music Group aveva pubblicato a fine febbraio sul proprio canale YouTube un filmato tutorial in italiano che descrive – per tutti gli arranger Korg della serie Pa – i passaggi necessari per assegnare un proprio campione OneShot ad un pulsante Pad. In pratica sono necessari cinque passaggi principali descritti con cura nel filmato (si veda qui sotto):

  1. Caricare il campione (wav) nella memoria RAM dello strumento.
  2. Assegnare il Sample ad un indice (index) e ad un Multisample.
  3. Associare il Multisample ottenuto ad un Sound nel banco User.
  4. Assegnare il nuovo Sound ad un Pad.
  5. Richiamare il nuovo Pad in modo Style Play. E, finalmente suonare.

Data l’evoluta architettura degli arranger Korg, la procedura è piuttosto articolata, ma questo filmato video dovrebbe aiutare a capire come fare.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

11 maggio 2018 at 07:00

Pubblicato su Korg

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Arranger Korg a tutto tondo: intervista con Raffaele Mirabella di Eko Music Group

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Preparatevi: l’articolo di oggi richiede tutta la vostra attenzione e, credetemi, ne vale la pena. Oggi facciamo insieme il punto a tutto tondo sugli arranger Korg con il sostegno diretto di Raffaele Mirabella (Product Specialist di Eko Music Group, l’azienda che distribuisce in Italia i prodotti Korg). è un’occasione unica e privilegiata per i lettori di Tastiere Arranger: ci permette di entrare nel merito del valore dei professional arranger nel mondo di oggi, per chi suona dal vivo, in studio o anche semplicemente in un contesto casalingo.

Credo che in questa intervista possiate trovare indicazioni preziose, se siete interessati a comprendere a fondo il significato degli arranger Korg. E sono personalmente grato a Raffaele per aver concesso questa intervista: possiamo soltanto imparare dalla sua lunga esperienza nel settore delle tastiere digitali, prima in Yamaha, poi in General Music (GEM) ed ora con Korg. Il contenuto di questa intervista è piuttosto succoso, per cui cercate un posto tranquillo, mettetevi comodi e rilassatevi dedicando il vostro tempo alla lettura. Il momento è ora: siete pronti a espandere la vostra conoscenza degli arranger Korg?

Raffaele Mirabella, Eko Music Group

Eko Music Group: distributore nazionale non esclusivo

Re’: Raffaele, cominciamo dalla tua azienda: Eko Music Group è un’importante e storica azienda nel nostro paese e vanta nel proprio portafoglio commerciale un ampio numero di produttori di strumenti musicali.

RM: Per limitarci al mondo delle tastiere, oltre a Korg, Eko distribuisce Nord, StudioLogic, Roli, e Alesis. La quota di Korg è del 65%, Nord del 25% e il resto è diviso fra gli altri brand.

Il valore aggiunto della generazione nata con Pa4X

Re’: La serie dei professional arranger di casa Korg ha una storia notevole e rappresenta un elemento importante del listino Korg, accanto a synth, workstation, pianoforti digitali e altri prodotti. Quali sono gli elementi di novità più importanti che la generazione inaugurata da Pa4X ha introdotto sul mercato, quali sono i punti di forza e perché un musicista dovrebbe essere interessato.

RM: L’ultima generazione della serie Pa presenta non solo le “ovvie” caratteristiche evolutive rispetto ai modelli precedenti, ma introduce alcuni elementi per certi aspetti tecnologici rivoluzionari, ma decisamente poco spettacolari ed appariscenti ad una analisi solo superficiale. Innanzitutto l’introduzione su tastiere di classe arranger della tecnologia dei suoni in streaming, introdotta per prima da Korg su Kronos nel 2010/2011. Come possiamo immaginare l’obiettivo di ogni costruttore di strumenti musicali e di tastiera in primis, è sempre teso al miglioramento costante della resa timbrica dei propri strumenti. Nelle tastiere elettroniche a campionamento, fino in tempi recenti, l’unica soluzione per avere un database di suoni sempre più ampio e di alta qualità (cioè multi sample più accurati), è stato quello di aumentare costantemente le dimensioni della memoria destinata ai suoni interni, e sviluppare nel contempo sistemi di compressione dati lossless, cioè senza perdita di qualità percepibile, che in pratica permettono di immagazzinare una quantità sempre maggiore di suoni condividendo lo stesso spazio. Korg ha integrato una “terza via”, che è quella di utilizzare la memoria interna solo come buffer temporaneo per la lettura dei sample, utilizzando come storage
area un disco virtuale interno. Questa soluzione permette di superare le limitazioni della RAM fisica, sfruttando tutto lo spazio disponibile del disco virtuale. Questo sistema ovviamente richiede l’utilizzo di tecnologia avanza con DSP molto veloci e performanti, unita a una gestione software “Rock Solid”.

Re’: Ci sono altri aspetti importanti di novità.

RM: Certamente. Il Player dedicato alla registrazione dei file audio Mp3 diventa “doppio” cioè ora è possibile registrare utilizzando come risorsa sonora un altro Mp3: questo processo è teoricamente replicabile a piacere. È stata reintrodotta la modalità di lettura DIRECT dei dati operativi dello strumento come: suoni, styles, ecc. un trucco che permette di ampliare in modo esponenziale le locazioni USER (cioè personalizzabili), di questi elementi. Non è da sottovalutare poi l’incremento degli effetti in Insert (Insert FX), utilizzabili simultaneamente su styles e song. La presenza della funzione STYLE CREATOR BOT è utile per ricavare automaticamente uno style completo, da “qualsiasi” SMF. E poi c’è la funzione CHORD SCAN, che calcola ed estrae, da qualsiasi SMF, la traccia degli accordi visualizzabili sullo schermo o su video esterno. Non dimentichiamo l’introduzione delle funzioni in tempo reale KAOSS. Insomma le novità sono tante e importanti: la totalità di queste nuove funzioni risponde anche al tuo quesito originale e cioè “perché un musicista dovrebbe essere interessato”. Del resto, il valore di tutte queste caratteristiche è che sono la soluzione alla domanda reale del mercato: queste nuove implementazioni software sono state introdotte grazie ai suggerimenti ed alle indicazioni raccolte da Korg tramite i propri specialisti nei vari paesi, dai musicisti e dagli utilizzatori.

Re’: Personalmente sono rimasto colpito favorevolmente dal recente rinnovamento del sistema operativo.

RM: Sì, è altrettanto importante segnalare che Pa4X è stata sottoposta ad un corposo restyling grazie alla nuova versione software OS release 2.0, che è stato rilasciato completamente gratuito per i clienti (un aspetto che non darei per scontato), e che arricchisce lo strumento con nuovi suoni, styles, funzioni ecc. Questa iniziativa fa percepire al musicista utente degli arranger Korg della serie Pa di possedere uno strumento in evoluzione continua, continuamente sottoposto ad ottimizzazioni e miglioramenti da parte dell’azienda costruttrice.

Korg Pa1000 in vendita nei negozi di strumenti musicali

Tipicità dei modelli Pa700 e Pa1000

Re’: Il lancio contemporaneo di due modelli Pa700 e Pa1000 mi ha incuriosito. È stato un caso o una scelta strategica che si ripeterà in futuro?

RM: A dire il vero, Korg ci ha abituato da tempo ormai a “sorprese” di questo tipo, come quando ad esempio nel 2010/11 presentò contemporaneamente due flagship: KRONOS per le synth workstation e Pa3X per gli arranger. Nel caso recente delle nuove Pa700/1000, possiamo solo supporre che si tratti di una scelta di natura marketing/commerciale orientata a dare subito al cliente una maggiore possibilità di scelta, modulandola opportunamente in base al rapporto: prestazioni/funzioni/possibilità economiche individuali.

Re’: Come possiamo distinguere con chiarezza Pa1000 e Pa700 nell’affollato panorama di arranger?

RM: Per dare una risposta sintetica, tieni presente un elemento fondante nella filosofia di sviluppo e produzione della serie Pa, cioè tutti gli strumenti che fanno parte di questa serie possiedono la medesima qualità sonora, quindi dall’Entry
Level, al flagship non ci sono differenze di suono in termini qualitativi (rumore residuo, rapporto s/n, dinamica ecc.), ma solo in termini di quantità di risorse sonore come suoni e styles, la memoria RAM utente, o alcune funzioni accessorie come il processore vocale, ecc. Un tipo di scelta quindi che legittima in pieno la definizione di: “professional arranger” per tutta la linea. Per farti un esempio pratico: c’è una fascia di utente che spesso non ha bisogno di tutte le possibilità operative e delle risorse del modello “Top”, anzi talvolta può esserne perfino intimorita. Solitamente appassionati, utilizzatori dello strumento in un contesto “casalingo”, che sono rimasti particolarmente colpiti dalle risorse musicali e dalla sonorità degli arranger Korg, per cui la scelta fra Pa700 e Pa1000 è determinata solo dalle esigenze personali e di… portafoglio. In definitiva un acquisto del genere consente di portarsi a casa uno strumento con le stesse possibilità operative dell’ammiraglia, senza spendere la stessa cifra.

Korg Pa700

Essere musicisti con arranger nel presente e nel futuro

Re’: Raffaele, tu conosci il mondo degli strumenti musicali da molto tempo, la tua esperienza è di lunga data. Come hai visto cambiare il concetto di arranger nel corso degli anni fino ad oggi?

RM: Le tastiere di classe arranger nell’ultimo periodo stanno ancora cambiando il ruolo e di conseguenza la fisionomia. In primo luogo c’è stato un progressivo adeguamento delle risorse sonore – suoni e styles – al mondo musicale circostante. È finita da tempo l’epoca degli arranger realizzati con tecnologie di “riporto”, derivate cioè da altre linee di prodotti dello stesso costruttore ad almeno una generazione tecnologica di distanza, con database sonori approssimativi e styles “così così”. Oggi non è raro vedere anche su palchi live importanti, la presenza di tastiere Korg della serie Pa, estremamente apprezzate per suoni e funzioni anche in contesti altamente professionali: un fatto assolutamente impensabile fino a qualche anno fa. Alla crescita delle potenzialità musicali, per contro è in atto un apprezzabile tentativo di razionalizzare è “semplificare” le funzioni, renderle più accessibili, e comprensibili; anche se sotto questo profilo l’interfaccia utente Korg con l’uso di display Touch View sempre più avanzati, ha sempre avuto una marcia in più dal punto di vista dell’operatività generale. Il vero invecchiamento a mio avviso lo stanno subendo anagraficamente solo gli utenti di questa tipologia di prodotto! Korg sta lavorando e continuerà a lavorare moltissimo per allargare la base degli utenti, per questo tipo di strumenti, come dimostra l’introduzione con l’ultimo OS delle funzioni KAOSS, fino a poco tempo fa appannaggio esclusivo degli strumenti di classe DJ.

Re’: Secondo te, quale ruolo possono rivestire oggi i musicisti che si esibisco dal vivo con arranger?

RM: Dopo l’equivoco degli anni 80/90 in cui questo tipo di strumento è stato visto (spesso a proposito), come il paravento di una certa categoria di musicisti, utilizzatori intensivi di MIDI File, in cui la tastiera era vista solo come un “serbatoio” di basi, e altri contenuti extramusicali (testi, ecc.), a cui appoggiarsi nel caso di performance vocali spesso ai limiti di legge… Questo tipo di personaggio si è emancipato al punto tale da evitare di doversi portare dietro una ingombrante e costosa tastiera, per virare definitivamente verso l’uso del solo computer, con un player free, suoni improbabili e sempre gli stessi milioni di MIDI file di programmazione approssimativa e dall’esito musicale ripetitivo. Dalla natura delle domande che mi vengono rivolte svolgendo il servizio di supporto tecnico musicale Korg, parrebbe che il musicista dotato di arranger ed un certo tipo di capacità tattile, stia tornando a suonare per distinguersi (anche in termine di cachet…), dalla categoria dei Karaoke Performer, e quindi sia sensibile alle problematiche esecutive, musicali e tecniche.

Re’: Un grazie sincero, Raffaele. Sono certo che ti sono grati anche i lettori di Tastiere Arranger per questo tuo notevole contributo.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

2 maggio 2018 at 09:09

Pubblicato su Korg

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BonusWare: Korg estende le risorse della serie Pa

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Capture

La recente pubblicazione del Volume 29 di stili addizionali per arranger Korg è l’occasione odierna per rivedere insieme la pagina BonusWare: da oltre quindici anni il produttore italo-giapponese pubblica un numero esteso di risorse software che consente, ai propri clienti, di mantenere aggiornato il proprio arranger nel tempo, anche dopo l’acquisto. La pagina BonusWare era nata originariamente sul sito di Korg Italy prima che questo venisse incorporato nel portale internazionale korg.com. Lo scopo è rimasto immutato: rendere disponibili gratuitamente sul web materiali utili per espandere le capacità dei propri strumenti a tastiera.

Al giorno d’oggi, la pagina offre materiali per tutti gli arranger della serie Pa. Il download è libero e accessibile a tutti: non è richiesta la registrazione.

Stili di accompagnamento

Sono a disposizione 58 raccolte di style per un totale di un migliaio di stili aggiuntivi di Leggi il seguito di questo post »

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

10 marzo 2018 at 15:06

Winter NAMM 2018: lo stand Korg

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Sono tre giorni che corriamo virtualmente tra i diversi stand della fiera del Winter NAMM 2018 alla ricerca di informazioni e aggiornamenti nell’area degli arranger. Abbiamo già commentato insieme le novità per  DEXIBELL, Kurzweil, Casio, Roland e Yamaha. E ora tocca allo stand Korg.

Prologue

Sgombriamo subito ogni dubbio: de facto non ci sono nuovi annunci e grandi novità sugli arranger Korg. Lo stand era orientato a presentare piuttosto Prologue, il nuovo synth polifonico analogico destinato a chi si dedica alla creazione di nuove sonorità: lo strumento è dotato di un nuovo sistema multi-sintesi digitale integrato e un nuovo DSP per la generazione di effetti di qualità. Per la cronaca: prima della chiusura del NAMM 2018, proprio Korg Prologue è stato premiato come il Best in Show, cioè come il miglior strumento presentato in fiera.

Korg Prologue premiato al NAMM Show 2018

Pa1000 e Pa700

Per consultare l’elenco di tutti i prodotti nuovi presentati in fiera, vi consiglio la lettura diretta della pagina dedicata sul sito di Korg USA. Quello che ci preme sottolineare in questo blog è che questa era la prima occasione per Leggi il seguito di questo post »

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

29 gennaio 2018 at 07:00

Pubblicato su Korg

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Nuova usabilità degli arranger con Korg Pa1000/Pa700?

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Korg PA1000, nuovo arranger workstation per il 2017

Ci sono momenti importanti nella vita: la famiglia, il lavoro, gli amici, lo studio, lo sport possono dare grandi soddisfazioni. Ma non c’è momento nella mia vita che mi appassioni nello stesso modo come quando posso suonare la mia tastiera. Non importa quanto sia triste, allegro, confuso, smarrito o scoraggiato: purché sia davanti alla mia tastiera, un momento in cui possa fare musica, e io sto bene. Se possibile, preferisco suonare alla fine di una giornata faticosa ed estenuante, come stasera che ho consumato le dita suonando per l’ennesima volta stili Unplugged sulla mia “vecchia” Korg Pa800. Ed è in momenti come questo che mi ritrovo ancor più attratto dall’idea dei nuovi arranger Korg, in particolare Pa1000 e Pa700. Con una certa curiosità mi sono chiesto più volte quanto siano cambiati i concetti di usabilità degli arranger in casa Korg rispetto la prima serie Pa inaugurata nel 2003 con Pa1X. Con questo tipo di interesse, ho cominciato a studiare il materiale messo a disposizione da Korg, cercando di capirne di più. Vediamo tutto ora, insieme.

Fondamenti di usabilità

Sono numerosi gli aspetti che hanno suscitato la mia attenzione, sin dall’accensione dello strumento: i tempi di avvio sono sempre stati un punto disputabile degli arranger Korg; tutto deriva dalla scelta architetturale di gestire tutti i parametri a livello software, al fine di ottenere la massima flessibilità, con la conseguenza logica di dover caricare in memoria tutto il sistema operativo, i parametri e i campioni PCM ogni volta, all’avviamento: i tempi biblici dei primi modelli si sono ridotti sensibilmente e ora Pa1000/Pa700 richiedono circa 30 secondi per l’avvio.

Lo schermo è reclinabile manualmente secondo tre posizioni ed è interessante la possibilità di bloccare lo schermo stesso con Push-to-Lock, letteralmente “spingi per bloccare”. La regolazione della luminosità dello schermo avviene sempre tenendo premuto il pulsante Menu mentre si ruota il Dial: non essendo una manovra intuitiva, è stata aggiunta l’iconcina della luminosità sul pannello.

A questo proposito, ho trovato interessante l’interattività generale di controllo dei valori di ciascun parametro:

  • Dopo aver toccato un parametro sullo schermo, è sempre possibile ruotate il Dial per regolarne il valore.
  • Oppure, sempre dopo aver toccato il parametro sullo schermo, si può trascinare il dito sullo schermo a sinistra e a destra oppure in alto e in basso, senza staccare il dito dallo schermo ma muovendolo anche al di fuori dell’icona relativa al parametro, rendendo tutto più facile;
  • Altrimenti toccando due volte il parametro, appare una pagina di inserimento dei valori numerici del valore specifico.

Tutti i parametri On/Off restano impostati come erano all’ultimo spegnimento.

Timbri

I numerosi suoni sono richiamabili tramite quattro pagine: Factory, Legacy (cioè i timbri derivati dai modelli Pa precedenti), GM/XG, User. Per alcuni suoni, il movimento del joystick in avanti aggiunge il vibrato. Per aggiungere abbellimenti ai suoni DNC, DN1 e DN2 sono a disposizione gli switch posti sulla sinistra della tastiera. I timbri di organo Hammond sono sempre personalizzabili tramite drawbar graficamente rappresentati sul touch screen.

Il pulsante Split può avere tre posizioni: se è spento, significa che le parti UP1, UP2 e UP3 sono suonabili su tutta l’estensione della tastiera; se è accesso, significa che, a sinistra del punto di split, si può suonare la parte Lower. Premendo a lungo il tasto Split, appare la finestra di impostazione del punto di separazione virtuale della tastiera: tale valore resta memorizzato fino al cambio successivo (oppure, cosa rara da usare cum grano salis: è possibile impostare punti di split diversi in ogni Keyboard Set).

Parliamo di questi ultimi, i Keyboard Set: trattasi di una serie di timbri, suonabili in contemporanea su Pa1000/Pa700 e che possono essere salvati in una locazione di memoria per essere richiamati automaticamente: ogni memoria individua quali suoni di tastiera (singolarmente, in layer, in split), i valori di trasposizione e gli effetti: tutti questi parametri sono contenuti all’interno della libreria Keyboard Set. Possono inoltre essere associati agli stili o agli elementi del SongBook. I Keyboard Set possono essere pilotati da 9 pulsanti (condivisi con SongBook): visualmente dà l’impressione di essere tutto un po’ affollato. Comoda l’idea comunque del My Setting per richiamare il Keyboard Set preferito, quello che viene selezionato all’accensione della tastiera.

Da quello che ho visto, su Pa1000/Pa700 non mi risultano variazioni sull’utilizzo del pulsante Exit che si presta ancora una volta a dover essere premuto migliaia e migliaia di volte, per consentire di orientarsi fra le varie funzionalità possibile. Inoltre, va detto che, sulla carta, la presenza del touch screen avrebbe favorito la riduzione del numero di pulsanti che affollano il pannello, ma non è stato fatto. Ne saranno lieti i non vedenti e gli amanti dei controlli analogici e fisici: ad esempio, i pulsanti delle categorie degli style avrebbero potuto essere eliminati del tutto in quanto ridondanti, ma Korg ha stabilito di lasciarli.

Ampliamento dell’usabilità degli stili

Trovo geniale il Chord Sequencer perché permette di liberare la mano sinistra per suonare un assolo o gestire i controller DNC. Il pulsante del Chord Sequencer lampeggia per segnalare quando si sta registrando una sequenza di accordi; è illuminato in verde quando si ha una sequenza di accordi pronta ad essere suonata. È possibile altresì associare la registrazione di un Chord Sequencer ad uno switch per un richiamo immediato.

Mi piace l’idea del Bass & Lower Backing, particolarmente utile per suonare introduzioni personalizzate dei brani. A stile fermo si può suonare la parte Lower e, suonando due o più note insieme, entra anche il basso.

Le possibilità di remix delle tracce sono state estese e facilitate con le funzioni di Track Control, e ora si presta particolarmente ricca la facoltà di agire sui dettagli della traccia percussiva.

Richiede uno studio approfondito il nuovo Style Creator Bot, che ha mandato in pensione il Midi-to-Style: la conversione richiede una manciata di secondi ma è evidente (e naturale) che non tutti gli Standard MIDI File possono essere convertiti d’amblais in uno stile accompagnamento effettivamente suonabile con sufficiente efficacia.

Korg PA1000: un pannello operativo affollato di pulsanti

Playback

Il doppio sequencer è sempre stato un segno distintivo degli arranger Korg: nel caso degli Standard MIDI file ora si possono sincronizzare i due brani seguendo sulla grafica del video la scansione delle misure. Nelle basi audio, è possibile mettere in Mute la traccia della melodia tramite Track Select: ne abbiamo già parlato in questo blog, meno riverbero c’è sulla voce e più incisiva sarà la riduzione della voce del canto.

Sempre per la logica operativa di giocare con due pulsanti, si può tenere premuto il tasto Shift e girare il Dial per cambiare la velocità del brano.

Kaoss

L’introduzione del software Kaoss offre nuovi canoni di usabilità dello strumento. È la prima volta che un concetto simile viene applicato ad un arranger e sarà interessante approfondirne le possibilità. L’utilizzo del Kaoss in modo Style offre una creatività atipica nel panorama degli arranger. In modo Song invece, premere Shift e toccare Freeze sullo schermo per consolidare una posizione sulle coordinate.

Effetti

Rimangono vaste le possibilità di agire sugli effetti per arricchire di presenza e fantasia il panorama sonoro: EQ immancabile, effetti Insert FX & Master FX come da manuale di trattamento dei segnali audio, un prezioso Guitar FX per controllare una chitarra eventualmente collegata all’ingresso Audio In e, per chiudere il mix finale, Global EQ e Limiter. Per i cantanti, la presenza del processore vocale TC Helicon è ormai uno standard per gli arranger Korg.

SongBook

Il SongBook è una caratteristica preziosa degli arranger Korg da cui non si può prescindere. Specialmente per chi suona dal vivo. Non è una novità, ma va precisato che la nuova versione è in grado di memorizzare anche le Chord Sequence. A livello personale, devo approfondire bene la materia per capire se eventualmente possa generare confusione operativa il fatto che i pulsanti Set List siano gli stessi con controllano i Keyboard Set.

Registrazione

Il metodo di registrazione più immediato è quello delle Backing Sequence (quick record). Come da manuale, si consiglia di ridurre sempre la risoluzione quando si registra in questo metodo, almeno in sedicesimi, onde evitare il rischio che eventuali imprecisioni si riflettano sulla registrazione. Mi piace osservare come il pulsante Start/Stop avvii sia lo style sia la registrazione, molto meglio e più comodo così, visto che in passato si dovevano premere due pulsanti separati. Il secondo metodo di registrazione è lo Step Backing Sequence, già presente sulla storica i3 dove però aveva un’interfaccia video di cui provo nostalgia ancora oggi. Sugli strumenti Korg non manca mai il sequencer MIDI a 16 tracce con le possibilità di full edit: qui la registrazione si fa seria e permette di lavorare su tracce singole, evento per evento. Il quarto e ultimo modo di registrazione è quello in formato audio MP3.

Media

Il corredo di uscite è completo, non manca nulla. Da osservare come la porta USB device sul retro possa essere adibita al collegamento di un computer con la tastiera per copiare file MP3 o altre risorse. Il file system continua ad essere basato sul concetto di cartella SET, sul quale ho già espresso più volte le mie perplessità in questo blog, quindi mi sembra eccessivo tornarci sopra ancora una volta. Ormai lo sapete.

Conclusioni

Tornando finalmente al quesito iniziale, se cioè è cambiato il modo di lavorare con gli arranger Korg, allo stato attuale delle conoscenze, non mi sento di sbilanciarmi. Sono in effetti cambiate e migliorate tante caratteristiche tecniche, ma la mia impressione è che la sostanza e la filosofia della serie Pa siano rimaste quelle originali. Se guardiamo il fratello maggiore dei due nuovi arranger, rispetto i modelli precedenti, la memoria RAM di Pa1000 è stata ampliata fino a 600MB (lineari) con la possibilità di caricare campioni compressi con un processore più veloce che rende più rapidi i tempi di avvio e permette di far lavorare meglio i 128 oscillatori a favore di una migliora polifonia. Il numero superiore di suoni, stili e di locazioni di memoria per le proprie personalizzazioni permetterà di ampliare il proprio repertorio, lavorando con migliore comodità. I nuovi amplificatori di bordo promettono una maggiore dinamica sonora. Tutto questo rende Pa1000 uno strumento interessante ma, se vogliamo cercare evoluzioni operative, le dobbiamo cercare su aspetti accessori come ad esempio Kaoss, Chord Sequencer e Style Creator Bot. Torneremo sull’argomento con qualche esperienza concreta.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

13 novembre 2017 at 16:04

Pubblicato su Korg

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Tutto quello che avreste voluto sapere su Korg Pa1000 e Pa700

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Korg rinnova la serie Pa di arranger professionali con Pa700 (nella foto) e Pa1000

Il tam tam mediatico che sta convogliando l’attenzione internettiana intorno all’imminente lancio di Yamaha Genos sta offuscando in questi giorni il recente annuncio delle ultime novità di casa Korg: Pa1000 e Pa700. Senza nulla togliere all’importanza dell’evento relativo al successore di Tyros 5, credo sia altrettanto doveroso rivolgere la nostra attenzione ai due gioielli di tecnologia applicata alla musica che vanno ad aggiornare l’offerta di Korg, avendo ampliato la famiglia di modelli derivati da Pa4X.

Siete dunque alla caccia di informazioni su Pa1000 e Pa700? Ecco a voi la rapida bibliografia web del momento.

  • Cominciamo dal momento istituzionale: la presentazione dei due prodotti sul sito di Eko Music Group, già distributore nazionale dei prodotti Korg in Italia: Pa1000 e Pa700. In lingua tricolore, troverete le descrizioni dei due prodotti e le specifiche tecniche (piccola soddisfazione personale: osservate come l’espressione forgiata anni fa dal sottoscritto per il motto di questo blog “suonare con stile” sia stata mutuata e riutilizzata nel testo di presentazione; personalmente mi fa molto piacere).
  • In attesa che sia disponibile la versione italiana, è possibile assistere ai manuali video di entrambi i prodotto in lingua sul sito internazionale di Korg: manuali Pa1000 e manuali Pa700. Sono 10 interessanti filmati istruttivi la cui visione è consigliata per chi vuole saperne di più.
  • E’ anche disponibile la guida rapida (in italiano!) per Pa700 e Pa1000 e il manuale utente completo (in inglese) per Pa700 e Pa1000.
  • Sono altresì scaricabili dal web i driver aggiornati a favore di quanti collegano il nuovo arranger Pa700 o Pa1000 al proprio computer (Windows 7, Windows 8, Windows 10 e Mac).

Evoluzione tecnologica delle serie Pa

Per quanti si chiedono quali caratteristiche specifiche di Pa1000 siano state aggiunte rispetto il modello precedente Pa900, possiamo qui citare questi aspetti essenziali: il naturale aggiornamento dei suoni e degli stili preset, la memoria RAM estesa da 192MB a 600MB (lineari) con la possibiltà di caricare campioni compressi, un processore più robusto e veloce che rende più rapidi i tempi di avvio e permette di far lavorare meglio i 128 oscillatori a favore della polifonia, un numero superiore di locazioni di memoria per le proprie personalizzazioni, uno schermo con migliore definizione, inclinabile e pronto ad essere utilizzato come controller del Kaoss FX, il nuovo convertitore di MIDI file in stili di accompagnamento (Style Creator Bot), un maggior numero di effetti fra cui il Vocoder, la possibilità di memorizzare le progressioni di accordi del Chord Sequencer negli style e nel Songbook e i nuovi amplificatori di bordo che promettono una maggiore dinamica sonora.

Analoghe valutazioni possono essere su Pa700 rispetto a Pa600 con l’ampliamento ad esempio della memoria RAM da 256MB (lineari) contro 96MB, gli amplificatori da 25W cad. invece di 15W e coni per i bassi, un peso più leggero di oltre 1KG (non male!) e uno schermo con superiore definizione dei colori.

Per quanto riguarda le differenze fra i due modelli nuovi (Pa1000 e Pa700), vi rimando al mio precedente articolo pubblicato qualche settimana fa.

Styles

Vi suggerisco qui la visione del terzo video-manuale (della serie di dieci), in cui la voce narrante di Steve McNally (Korg USA) ci illustra con pienezza le funzioni di controllo della sezione arranger con i suoi 430 stili di fabbrica. Ricordate sempre che, se avete difficoltà a intendere il testo in inglese, potete attivare i sottotitoli con la traduzione automatica in italiano.

Conclusioni

Come sempre, sarebbe bello per me raccontarvi di più di Pa1000 e Pa700, magari ci riuscirò dopo aver provato questi strumenti di persona. Alla prossima!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

23 settembre 2017 at 12:57

Pubblicato su Korg

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Rulli di tamburi: la stirpe di Yamaha Genos è alle porte

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Da mesi circolavano indiscrezioni. Negli ampi spazi della fiera di Francoforte, lo scorso aprile, la notizia veniva data per certa: in autunno avremmo assistito alla fine della stra-fortunata serie Tyros e, dalla sua ceneri, sarebbe sorta come un’araba fenice una nuova generazione di tastiere arranger al top di gamma.

Che cosa si potrà fare di più che non sia stato già fatto con le cinque serie di modelli Tyros? Che cosa di rivoluzionario si potrà mai immaginare in questo mercato tecnologico ormai maturo e che, nei nuovi modelli, ci stupisce solo più per i dettagli di contorno? Da quanto tempo non assistiamo al lancio di un prodotto che introduca un rinnovamento straordinario sul modo di suonare le tastiere con gli accompagnamenti? Ce lo chiediamo in tanti.

Non che il 2017 sia stato un anno avaro di novità (come purtroppo era stato il 2016). Al contrario, quest’anno non è mancato l’impegno da parte delle case produttrici di strumenti musicali. In questo blog, infatti, abbiamo registrato una serie discreta di annunci interessanti.

  • Aveva aperto le danze Ketron con la presentazione definitiva di SD9 il cui punto distintivo di innovazione era nella presenza del Launch Pad, una soluzione disegnata su misura dei musicisti interessati a moltiplicare la propria creatività dal vivo.
  • Il secondo botto è arrivato da casa Korg, dove il rinnovamento ha avuto effetti significativi su tutta la serie Pa. Per prima, l’ammiraglia Pa4X è stata rigenerata grazie ad un nuovo sistema operativo che l’ha dotata di nuove funzioni, nuovi suoni e nuovi stili e l’ha arricchita nell’usabilità a favore dei musicisti dèditi al dj-set.
  • La raffica di novità Korg non si è fermata qui: il recente lancio contemporaneo di Pa1000 e Pa700 ha dato un ulteriore tocco di vivacità all’offerta del mercato, portando il contenuto del rinnovamento dal top di gamma fino ai due modelli del segmento medio.
  • Yamaha invece ha dato un primo cenno di vitalità nei giorni scorsi scorsi con i nuovi pianoforti Clavinova CSP, dotati di sezione arranger e dove spicca il trasferimento del controllo delle funzioni dal pannello all’interfaccia video touch-screen di un tablet esterno con l’app Smart Pianist.

E ora? Ora tocca ancora a Yamaha. Il conteggio alla rovescia sul web sta catturando magicamente l’attenzione degli appassionati. Tutti i dettagli saranno svelati il due di ottobre. Intanto la casa giapponese gioca nel creare suspense con una pagina web dedicata nella quale una serie di filmati video svelerà pian piano l’aspetto della nuova ammiraglia, pur nascondendo la tastiera nei ritagli dei filmati: si chiamerà Genos, nel greco antico significava “stirpe”. Il primo video è uscito lo scorso 8 settembre, il secondo è uscito oggi 15 settembre. I prossimi sono previsti per il 22 e il 29 settembre. Poi, la settimana successiva, dovremmo sapere tutto. E allora è inutile perdersi in speculazioni: aspettiamo qualche settimana e poi potremmo tutti scriverne e parlarne con cognizione di causa.

Nel frattempo? Nel frattempo, lo sapete, ve l’ho scritto fino alla noia in questo blog: nel frattempo suoniamo con gioia la tastiera che abbiamo ora. Del resto, per fare buona musica non conta poi così tanto quale esatta tecnologia digitale abbiamo fra le mani: conta sempre di più la persona, il musicista. Siamo noi i protagonisti. Siamo noi che diamo valore. Il resto, lo dice la parola stessa, sono solo “strumenti”.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

15 settembre 2017 at 09:00

Pubblicato su Yamaha

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