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Arranger, tastiere da suonare con stile

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Korg Sound Pack Church Organ si estende da Pa4X a Pa1000 e Pa700

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Ritorniamo a parlare del Sound Pack #01 dedicato all’organo liturgico, dopo averne dato notizia ai tempi della prima pubblicazione nel 2016 quando Eko Music Group l’aveva reso disponibile come Add-On gratuito per i possessori di Korg Pa4X. Lo facciamo oggi per due ragioni essenziali: la prima è dare notizia che il pack è stato incluso nella V3 NEXT dell’arranger al top di gamma di casa Korg; la seconda è che, a brevissimo, sarà scaricabile gratuitamente anche dai possessori di arranger medi Pa1000 e Pa700. Ringrazio Raffaele Mirabella di Eko Music Group per avermi dato la possibilità di testare il pack in anteprima su Pa700 e così ho potuto studiarlo e provarlo di persona.

Korg Pa700 con Sound Pack #01 Church Organ

Caratteristiche tecniche

Il pacchetto include 60 suoni e 40 keyboard set. La dotazione è quindi ricca di contenuti e agevola numerose variazioni, laddove i suoni preset erano alquanto avari limitandosi a qualche ripieno a canne spiegate e un paio di variazione di registri di flauto. Qui invece le possibilità abbondano. La cartella ChurchOrgansPack01.set contiene 92MB di campioni PCM. Una volta caricata a sistema, l’arranger Korg visualizza i nuovi suoni nelle prime otto pagine (da P1 a P8) del banco Sound1 sotto l’area USER. I MIDI Program Change sono associati alla posizione 121 (MSB), 064 (LSB) e uno specifico numero di programma da 000 a 061 per ciascun suono (alcuni programmi sono vuoti). I keyboard set sono invece inseriti sul banco User 3.

Simulare l’organo a canne su un arranger Korg

Tutti i suoni sono sensibili alla dinamica, sebbene non sia un concetto nativo nell’organo a canne classico originale: tuttavia, tale scelta sembra rispondere ad un’esigenza espressiva a cui un tastierista digitale al giorno d’oggi fatica a rinunciare. L’organista classico dovrà però prestare attenzione: la macchina-organo della cattedrale esprime sempre lo stesso volume sonoro alla pressione del tasto, mentre la stessa cosa non succede qui su un arranger Korg: chi preferisce evitare, potrà agire sul parametro globale Velocity Curve impostando il valore Fixed per eliminare del tutto la sensibilità alla dinamica. Il tocco è per l’organista un aspetto importante: i 61 tasti leggeri di Pa700 si prestano bene ad esprimere lo staccato, mentre ho rilevato qualche difficoltà con il legato, specialmente nell’uso del pollice; presumo che lo stesso inconveniente non si verifichi sui tasti semi-pesati di Pa1000 e Pa4X. Non ho riscontrato invece complicazione alcuna ad applicare la tipica tecnica organistica di sostituzione delle dita.

I timbri a disposizione

La maggioranza dei campioni riprende i suoni espressi da canne a otto e sedici piedi. Sono presenti anche suoni basati su canne a quattro piedi per l’ottava superiore, ma – in questi casi – i timbri sono sempre combinati con altre canne riferite ad ottave inferiori. Sono rappresentati i registri di tutte le famiglie organistiche fondamentali: ad anima, ad ancia, di mutazione, oscillanti e violeggianti. Il registro più diffuso è ovviamente il Principale che è presente con sette variazioni; altre volte appare unito ad altri registri sfruttando i due oscillatori associabili ad un Multisample. Da questo dettaglio, si evince il motivo per cui il numero di campioni nel pack è superiore a quello dei Multisample: alcuni campioni sono infatti associati al secondo oscillatore, e mai da soli. I registri di flauto sono presenti in cinque variazioni oltre ad apparire in unione a campioni diversi in altri suoni. Abbondano Bordoni, Ripieni, Plenum, fondi e ance. Non mancano un paio di Harmonium e di Double II. Sono presenti invece con una sola variazione: Camoscio, Gedakt e Krummhorn per i registri ad anima; Bombard, Dulziana, Regale, Tromboncino, Trompete e Vox Humana per i registri ad ancia; Celeste e Unda Maris per gli oscillanti; Quintone e Salicionale per i violeggianti. C’è persino una voce di Subbasso, solitamente associata alla pedaliera dell’organo: e questo aspetto ci porta a menzionare la possibilità/necessità di collegare una pedaliera MIDI esterna, cosa che non ho potuto testare di persona; l’argomento richiede una ricerca ad hoc e un approfondimento e, magari, tornerò sulla materia in una prossima occasione. Il primo campione della lista è il classico Bordone 8’ ed è invitante perché, nella sua nitidezza e spazialità, mi ha rapito consentendomi di riprodurre brani meditativi di lunga memoria storica. Mentre vi segnalo la presenza del tremolo applicato a registri di Flute, Gedakt e Fondi, devo evidenziare che, in alcuni suoni, è possibile aggiungere il vibrato agendo sul Joystick. Purtroppo, al rilascio dello stesso, il vibrato si ferma. Per gli effetti, i suoni si appoggiano essenzialmente sul riverbero specifico degli organi (O-Verb) con l’aggiunta di una coloritura di Ensemble per dare profondità tridimensionale alla diffusione sonora.

I Keyboard Set

La composizione dei 40 Keyboard Set suggerisce le più appropriate sovrapposizione dei suoni. In molte occasioni, i layer sono pronti all’uso ancorché “dormienti”: è sufficiente attivare le voci Upper2 e/o Upper3 per ottenere impasti sonori di particolare effetto. Questa comodità non previene la possibilità creativa e gli organisti più capaci ed esperti possono ignorare bellamente i set predisposti e crearne di personali, adatti al proprio estro e alla propria sensibilità musicale. Se vi è un aspetto migliorabile nei set proposti è quello di non aver mai assegnato i suoni di questo Pack alla voce Low, trascurando quindi la possibilità di simulare l’utilizzo contemporaneo di due manuali o della pedaliera su una tastiera sola: anche qui, ogni organista potrà farlo liberamente creando Keyboard Set a preferenza.

In conclusione

I punti di forza di questo pack sono nella qualità generale dei campioni e nella varietà dei registri proposti. Onestamente, alcuni timbri suonano in modo più efficace di altri, ma è indubbio che la presenza di questo pacchetto gratuito aumenta il valore degli arranger Korg rendendoli strumenti più completi e pronti all’uso sia nell’ambito liturgico sia in situazioni diverse e meno prevedibili. È un gradito regalo da parte di Eko Music Group, giacché estende le possibilità dello strumento, prolungandogli il corso di utilizzo nel tempo. Eventuali limiti sono da ricercare nel fatto oggettivo che gli arranger Korg non nascono per essere specificamente organi liturgici: ma l’assenza di un secondo manuale e della pedaliera potrebbe risolta con l’uso dello Split o addirittura con l’accoppiamento di due tastiere su supporto doppio e il collegamento di una pedaliera MIDI esterna. Se usato dal vivo, servirà poi un sistema di amplificazione possente e in grado di riprodurre fedelmente lo spettro complesso del suono delle canne d’organo.

Ci sono comunque numerosi contesti dove questo pack può essere efficace usando l’arranger portatile così come è. Ad esempio, l’idea di utilizzare un Professional Arranger Korg garantisce la possibilità di esercitarsi a casa su timbri realistici prima di recarsi a suonare l’organo a canne autentico in cattedrale. A volte una marcia nuziale o una suonata d’organo si rende necessaria all’ingresso degli sposi al ristorante, altre volte l’esecuzione di una toccata e fuga può essere incisiva in locali pubblici. E una tastiera portatile è l’ideale quando si tratta di accompagnare un coro per le prove (o dal vivo) in un ambiente non attrezzato. Ci sono poi ambienti extra-ecclesiastici che possono richiedere il ricorso a timbri d’organo classici: cerimonie laiche, commemorazioni, concerti all’aperto e saggi. Alcuni generi musicali (gotici, dark, barocchi e progressive) non disdegnano l’uso di ripieni e di altri registri d’organo per dare drammaticità alla propria performance. Non trascurerei l’uso di questi suoni anche per sottofondi meditativi o anche solo rilassanti. Dulcis in fundo, questi suoni possono essere preziosi anche nella produzione di colonne sonore. Non sarebbe la prima volta: mi viene in mente, ad esempio, la celebre scena di The Commitments dove l’organo a canne si presta ad improvvisare una simpatica discussione sulle liriche e sulle note di A Whiter Shade of Pale; oppure la serie Netflix dei Peaky Blinders dove, prima dell’omicidio di un fabbro irlandese, ascoltiamo la voce struggente di Johnny Cash cantare Danny Boy accompagnato dal più classico degli organi liturgici.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

8 gennaio 2020 at 06:00

Il panorama delle tastiere arranger del 2019

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Rieccoci qua, a fine anno: tiriamo insieme le somme e rivediamo la cronaca del 2019 per quanto compete il mercato degli arranger.

Ammiraglie

Il 2019 è stato un anno di assestamento nell’area degli arranger di lusso e l’unica novità hardware riguarda l’annuncio dei Clavinova CVP-800, realizzati incorporando il motore di Yamaha Genos all’interno di un pianoforte digitale con mobile e finiture di pregio. Genos stessa continua la propria sfida contro Korg Pa4X, mentre la triade Ketron (SD9, SD60 e SD90) persevera nella propria caccia a favore di professionisti interessati a disporre di macchine disegnate su misura per le serate dal vivo. Pa4X ha ottenuto un aggiornamento importante nel mese di marzo con il rilascio della versione 3.0 denominata Next, i cui aspetti più evidenti riguardavano la nuova interfaccia video (Dark Glimmering) e il raddoppio della memoria per i campioni personali (3GB lineari). Da parte sua, Genos ha ricevuto ben due aggiornamenti vistosi del software (1.40 a luglio e 2.0 a novembre): anche qui raddoppio della memoria a 3GB, presenza del Superior Pack e molto altro ancora. Anche Ketron non è rimasta a guardare e ha provveduto al rilascio del Pack Audya Styles nei mesi estivi e della versione 2.0.3 in autunno, il tutto a favore dei suoi tre prodotti di punta.

Yamaha Clavinova serie CVP-800

Arranger medi

Dopo un 2018 tranquillo, la terra di mezzo degli arranger workstation è stata movimentata da importanti annunci. Il primo riguarda l’ingresso di PSR-SX700 e PSR-SX900 sul mercato con cui Yamaha offre l’esperienza utente innovativa di Genos anche nella serie PSR. Non è un aspetto banale, dato che – oltre alla nuova usabilità su touch screen – i modelli PSR hanno potuto colmare il gap che li distanziava dalla concorrenza, grazie all’introduzione del registratore MP3, quattro parti da suonare in tempo reale (Right 1-2-3 + Lower), il reset del tempo durante l’esecuzione di uno Style, il chord looper e una memoria interna generosa che spazia da 1GB a 4GB. Dobbiamo poi registrare l’ingresso di un nuovo produttore di arranger: si chiama Cavagnolo, proviene dalla Francia e con Air Symphony ha presentato il suo primo box arranger, associabile ad un tablet e disegnato su misura dei fisarmonicisti. In quest’area, continua a giocare un ruolo da protagonista anche Korg che, con Pa700 e Pa1000, presenta ai musicisti gran parte del concentrato di tecnologia musicale di Pa4X; nella seconda parte dell’anno, Korg ha rinnovato questi due modelli intervenendo a livello hardware: uscita HDMI al posto di RCA e nuova batteria clock. Tali novità hanno comportato un aggiornamento del sistema operativo (V1.4 per Pa700 e V1.3.1 per Pa1000: due numeri diversi a parità di contenuto).

Pagina degli stili di Cavagnolo Air Symphony

Apri-pista

Tre sono le novità più importanti nel segmento di primo ingresso, dove si scatena il numero più elevato di attori fra chi produce strumenti musicali. Al Winter NAMM di gennaio 2019, Yamaha aveva annunciato PSR-E360, l’ennesima variazione della tastiera ideale per principianti. Casio invece si è segnalata per due annunci: Privia PX-S3000 è un pianoforte digitale smilzo nelle forme, ma eredita buona parte dei progressi raggiunti nella serie CT-X (generatore sonoro AiX e rinnovato parco stili) e nuova serie Casiotone, che è composta da tre modelli fra cui spicca CTS-300 grazie alla presenza di tasti dinamici.

Nuovi modelli Casiotone nel 2019

Prossimamente: il rapporto del blog Tastiere Arranger

Saremo di nuovo qui molto presto: ci faremo gli auguri per l’anno nuovo, in occasione della pubblicazione del rapporto annuale 2019 del blog Tastiere Arranger.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

31 dicembre 2019 at 09:00

Il campionatore negli arranger Korg (Pa700, Pa1000, Pa4X e modelli precedenti)

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Korg non dispone di un eco-sistema di suoni aggiuntivi pronti all’uso così vasto come quello offerto dalla concorrenza. Tuttavia gli arranger della serie Pa sono tutti dotati di un campionatore completo che consente di registrare nuovi suoni, caricare campioni, Multisamples, suoni e banchi di suoni da vari formati. L’abilità ad estendere le proprie capacità timbriche è una caratteristica tipica negli arranger Korg.

Pagina video del campionatore (arranger Korg della serie PA)

La registrazione di nuovi campioni su Pa700, Pa1000 e Pa4X avviene da un microfono o da un qualsiasi lettore (CD/DVD o player in streaming) collegato agli ingressi audio. Altrimenti, se avete già una raccolta di campioni, potete semplicemente importarli da un dispositivo di memoria.

Successivamente, per essere utilizzabili, i campioni devono essere assegnati a Multisamples, Drum Kits o Grooves.

  • I Multisamples dispongono i campioni in zone separate della tastiera: i suoni creati con questa funzione possono essere utilizzati come qualsiasi timbro normale e assegnati a qualsiasi parte o traccia.
  • I Drum Kits assegnano un campione diverso a ciascuna nota della tastiera, con un massimo di sei livelli dinamici per nota.
  • La modalità Time Slice è destinata ad aggiungere realismo alle tracce MIDI creando Audio Grooves: sono brevi campioni ritmici che, in esecuzione ciclica, possono essere combinati con tracce MIDI e sincronizzati con il tempo, al fine di ottenere tracce percussive di particolare realismo. Ad esempio, un groove può essere assegnato ad un pad per essere eseguito a tempo con gli stili dell’arranger.

Gli arranger Korg gestiscono campioni (mono oppure stereo) con una risoluzione pari ad 8 oppure 16 bit e una frequenza di campionamento che può arrivare fino a 48kHz. I formati compatibili sono tre:

  • Il formato nativo Korg ereditato dalle workstation Trinity e Triton.
  • Il formato AIFF di particolare predilezione per chi lavora con Apple Mac.
  • Il formato WAVE preferito da chi opera con Microsoft Windows.

È inoltre possibile importare risorse provenienti da altri modelli Korg (i suoni .pcg e i Multisample .kmp). La compatibilità con i banchi di suoni di Creative Labs (.sf2) è possibile ma non garantita al 100% in tutte le occasioni.

Nei Professional Arranger di Korg, la gestione del campionatore è nascosta dietro il modo Sound. Premendo il tasto Record, il sistema operativo presenta le funzionalità di registrazione, importazione e modifica dei campioni.

L’editore di bordo facilita le operazioni di editing dei campioni: normalizzazione, definizione del punto di inizio e di fine del loop, taglio di materiale audio eccedente, riconoscimento della nota originale per rendere più naturale il trasporto dei Multisample. Il Crossfade Loop può essere usato per minimizzare la differenza di intonazione e livello tra l’inizio e la fine della regione del loop, e ottenere un ciclo graduale dal suono naturale.

Pa700, Pa1000 e Pa4X possono leggere e riprodurre campioni utente compressi: la compressione del campione consente di raddoppiare la memoria di campionamento disponibile. Attenzione però: i campioni compressi non possono più essere decompressi e chi desidera conservare i campioni originali, dovrà salvare una copia prima di comprimerli.

Il campionatore di Pa700 è in grado di contenere campioni personali fino a 128MB compressi (256MB lineari), Pa1000 raggiunge 300MB (600MB lineari) e Pa4X offre uno spazio di 1,5GB (pari a 3GB non compressi) con la recente versione OS 3.0 Next.

Infine, i campioni possono essere esportati e riutilizzati su altri strumenti o DAW.

La materia è molto ampia e richiede studio, pratica ed esperienza per chi è agli inizi. Chi invece è abituato a lavorare con i campionatori potrà trovarsi più facilmente a proprio agio. Nel video istruttivo che segue, possiamo vedere insieme la procedura per caricare un campione percussivo da utilizzare in un pad, in un stile oppure in un MIDI file.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

23 dicembre 2019 at 06:00

Pubblicato su Korg

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Korg Pa700 RD: rosso shocking

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Non agitatevi inutilmente, non c’è nulla di nuovo sotto il sole.

Korg Pa700 RD

Come ha confermato Eko Music Group, distributore nazionale dei prodotti Korg, si tratta della stessa arranger workstation Pa700 che molti hanno già apprezzato e che ora viene resa disponibile in una nuova versione con “finitura di color rosso brillante metallizzato” su cui poggia il pannello nero.

Tranne l’aspetto cromatico, le specifiche dell’unità sono identiche a quelle del modello di Pa700 già in distribuzione da tempo con l’uscita video HDMI e di cui abbiamo già parlato in questo blog.

Ci sarà sicuramente qualche musicista in circolazione desideroso di farsi notare sul palco e sarà interessato.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

8 settembre 2019 at 22:42

Pubblicato su Korg

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Tastiere arranger mid-level: la rassegna

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Diamo oggi seguito alla rassegna delle tastiere arranger di primo ingresso pubblicata lo scorso febbraio su SM Strumenti Musicali.

E’ disponibile alla lettura il resoconto sugli arranger di media levatura.

Come ho scritto nell’articolo, non si tratta di un segmento di prodotto posto semplicemente a metà strada fra entry-level e ammiraglie. Al contrario è il segmento prìncipe degli arranger workstation classici: qui si trovano strumenti completi per l’uso dal vivo, in studio e nell’ambito casalingo con suoni, effetti e stili di elevata qualità. La disponibilità di amplificatori di bordo consente di spostarsi facilmente avendo con sé tutto quello che server per suonare, accompagnare, registrare, comporre, esercitarsi e divertirsi.

Fanno parte di questa rassegna:

Buona lettura sul sito di SM Strumenti Musicali!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

26 agosto 2019 at 10:14

Yamaha alza il sipario su PSR-SX900 e PSR-SX700

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Negli ultimi mesi, il mercato degli arranger workstation di media levatura ha assistito al predominio nelle vendite da parte di Korg, grazie ai due modelli Pa1000 e Pa700 che, presentando caratteristiche tecniche derivate dall’ammiraglia Pa4X da una parte e una politica aggressiva di prezzi dall’altra, si sono dimostrati gli autentici killer del mercato 2019. Sinora.

L’annuncio dirompente di questi ultimi giorni potrebbe però aver scombinato i piani di casa Korg, rimescolando le carte in vista di un autunno-inverno piuttosto caldo, grazie all’ingresso prossimo sul mercato di due nuovi protagonisti Yamaha che inaugurano la nuova serie PSR-SX. Questi modelli vanno a sostituire a listino PSR-S775 e PSR-S975, i quali, alla fine, si sono rivelati come una soluzione-ponte di carattere tattico, in attesa che il centro R&D di Yamaha fosse pronto con il rilascio dell’impachettamento di una parte della vasta tecnologia innovativa Genos sul segmento di mezzo.

Yamaha, ecco la nuova serie PSR-SX

Diamo quindi il benvenuto a PSR-SX900 e PSR-SX700: grazie all’eredità di Genos, la casa dei tre diapason riduce il gap tecnologico che la metteva in difficoltà davanti ai modelli Korg di pari levatura. Così come sugli arranger Korg da molti anni, anche sui modelli Yamaha, i musicisti potranno (finalmente) avere ora lo schermo touch-screen, il registratore MP3, quattro parti da suonare in tempo reale (Right 1-2-3 + Lower), il reset del tempo durante l’esecuzione di uno Style, il chord looper e una memoria interna generosa che spazia da 1GB a 4GB.

Potrebbe essere un segnale distintivo la presenza di tasti FSB rispetto la leggerezza di Pa700 e Pa1000: il condizionale è d’obbligo perché queste tastiere vanno provate prima di esprimere qualsiasi giudizio di merito.

Sempre a livello di specifiche tecniche, i nuovi modelli Yamaha vantano da 5 a 8 effetti Insert e, come nelle tastierine di primo ingresso, offrono il collegamento audio Bluetooth per utilizzare uno smartphone o un tablet come player. Si segnala la derivazione Genos a livello sonoro, nella User Experience dell’interfaccia video, nella disponibilità della Playlist (addio definitivo a Music Finder) e in molto altro ancora.

Il peso coincide – 11.5kg su entrambi i modelli – e questo è un peccato. Onestamente, mi aspettavo che almeno uno dei due modelli fosse stato ottimizzato al meglio per la massima portabilità.

E’ richiesta un’analisi approfondita per descrivere l’autentico valore della nuova serie PSR-SX. Del resto l’area degli arranger di mezzo potrebbe essere quella dove – sul serio – si gioca il futuro delle tastiere con accompagnamenti.

Prossimamente, su questo blog.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

1 agosto 2019 at 18:53

Korg Pa700/Pa1000/Pa4X: dallo Style Creator Bot alla pagina Marker

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Alla ricerca dell’interattività degli stili

Ero curioso di provare di persona (e con calma) lo Style Creator Bot, la funzione presente di serie nella generazione attuale di Professional Arranger. La promessa di Korg è quella di convertire gli Standard MIDI File in stili di accompagnamento. Dopo averci provato, la mia conclusione è stata inaspettata ma comunque positiva: da una parte ho lasciato perdere la creazione dello stile, dall’altra mi sono ritrovato a mio agio come non mai nel replicare la classica interattività degli stili utilizzando la pagina Marker nella modalità Song Play.  
A volte, è destino puntare ad un obiettivo e scoprire di raggiungere la stessa soddisfazione, ma con una soluzione diversa da quella pensata in origine. Ma andiamo con ordine.

Style Creator Bot

Voglio essere sincero. Sin dall’inizio avevo cominciato con qualche timore: del resto Korg stessa aveva messo le mani avanti per prima, quando aveva dichiarato nei video-tutorial ufficiali: “Ovviamente non tutti i MIDI file possono essere convertiti”.  

Onde ridurre la complessità, avevo cercato per il mio primo test un brano dall’armonia e dall’arrangiamento molto lineari. La scelta è caduta su Stay With Me di Sam Smith, remake del celebre brano I Won’t Back Down dell’indimenticabile e immenso Tom Petty. Dopo aver raffinato per conto mio lo Standard MIDI File con il sequencer di Korg Pa700 e aver ottenuto un risultato accettabile, ho richiamato lo Style Creator Bot.

Style Creator Bot

Devo dirvi che la conversione è stata pressocché istantanea: è durata pochissimi istanti. Ho salvato lo stile nel banco USER e ho provato subito a suonarlo come avrei fatto con qualsiasi stile di accompagnamento uguale a tutti gli altri.

Il risultato della conversione

La qualità del risultato è discreta ma, a mio modo di vedere, anziché una conversione “tutta automatica” avrei preferito avere a disposizione qualche parametro di personalizzazione. Infatti, nello stile generato, l’Intro1 termina il proprio corso con una briciola di esitazione, l’Intro3 non è Count-In pur avendolo lasciato apposta nel brano, le diverse variazioni non sono attribuite rispettando le quattro modalità insite nel brano MIDI (la mia attesa infatti era che le quattro variazioni sarebbero state assegnate in ordine e con precisione di durata di ciascun pattern, assegnandole rispettivamente alla quattro alterazioni della canzone: la prima strofa, il ritornello, il ritornello cantato dal coro e quello cantato senza percussioni dal solista). I Fill-In sfilano rapidi e il Break è una misura nel vuota dopo un colpo deciso sui piatti della batteria. Per finire, l’Ending1 è un ritornello completo. Insomma, in quel momento, mi sentivo sulla buona strada ma, allo stesso tempo, avvertivo la necessità di poter assegnare i segmenti della canzone ai pattern dello stile per poi ripetere la conversione.

Ed è così che, in quel momento di interlocuzione, ho aperto la pagina Marker sulla Pa700. Ed è stato… “amore a prima vista”.

Marker, eventi MIDI di posizione nella Song

Avevo già sperimentato l’uso dei marker in passato su altre tastiere, ma devo riconoscere che l’attuale serie di arranger Korg offre un’interattività molto semplice e intuitiva, lasciando inserire i punti di contrassegno nella canzone in tempo reale a tempo di esecuzione oppure a mano con il brano fermo. È possibile inserire una descrizione per ogni punto di marker come ho fatto io nell’esempio che segue.

La pagina Marker con le mie impostazioni per il brano Stay With Me.

In breve, mi è passato di schianto il desiderio originale di creare lo stile di accompagnamento. Anziché ostinarmi a capire lo Style Creator Bot, ho creato in un amen tutti i marker all’inizio di ogni pattern direttamente nello Standard MIDI file. Ho assegnato un nome a ciascun marker, proprio così come sono nella realtà del brano e ho avviato il Song Play tenendo la pagina Marker davanti a me.

Ed è stata una semplice magia. Mi sono trovato a pilotare il MIDI file come fosse uno stile di accompagnamento. Potevo ripetere il ritornello quante volte volevo, mettere in loop la strofa cantata senza percussioni per poi balzare dalla prima strofa alla variante cantata dal coro e tornare all’Intro e, alla fine, andare direttamente al finale.  E, soprattutto, la qualità delle tracce, dei timbri e degli effetti erano gli stessi nel brano perché stavo suonando il MIDI originale senza conversioni!

Rispetto ad uno stile, manca la possibilità di mutare la sequenza armonica degli accordi. Ma, d’altro canto, è possibile mettere in mute in una parte (ad esempio il pianoforte) e suonare quella parte liberamente con le proprie mani, senza la preoccupazione di dover suonare gli accordi stessi per comandare l’arranger. In altre parole, i marker potrebbe dimostrarsi come una valida alternativa a chi cerca a fatica di ottenere song style.

Per chi non lo sapesse, i marker permettono di passare velocemente da un punto all’altro della canzone. Sono nati per ripetere un passaggio più volte, ad esempio durante lo studio o le prove. In genere, è buona norma posizionare il marker una o due misure prima del punto a partire dal quale ci si vuole esercitare, ma nel mio caso li ho posizionati all’inizio esatto di ogni pattern, al fine di comandare con precisione l’avvio delle diverse variazioni del brano.

Nella pagina Marker, ciascuna posizione può essere modificata successivamente o eliminata. E, una volta completata la configurazione, pur essendo in modalità Song Play (e non Sequencer), è possibile agire con la funzione Save Mk. per salvare gli eventi MIDI dei marker nello Standard MIDI File e riutilizzarli in futuro.

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Per quanti non hanno mai usato i marker prima, ho messo a vostra disposizione il brano che ho creato per questo test, Stay With Me. Potete scaricarlo da qui e utilizzarlo sul vostro arranger Korg a titolo didattico, per sperimentare e prendere confidenza con questa modalità esecutiva. I marker sono eventi MIDI universali e sono riconosciuti anche dagli arranger di altri marchi (Yamaha Genos e PSR-S975/S775 li chiamano Phrase Remark ma non hanno l’interattività e l’immediatezza di impostazione che ho potuto sperimentare con Korg Pa700; Roland E-A7 li chiama Mark & Jump e ha un limite di 4 marker per canzone; l’ultima serie di modelli SD Ketron gestiscono marker illimitati come Korg, ma non hanno una funzione per il loro inserimento; Casio CT-X5000 permette di impostare al volo due posizioni per mettere in loop una parte del brano ma nulla di più).

Nella base ho lasciato la traccia della melodia, ma consiglio vivamente di metterla in mute durante l’uso della pagina Marker.

PS: Dulcis in fundo, mentre c’ero, ho aggiunto il testo della canzone e gli accordi allo Standard MIDI file sfruttando il fido PSRUTI.  Ma questa tecnica ve l’avevo già raccontata.

Sam Smith – Video ufficiale di Stay With Me (2014)

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

20 maggio 2019 at 06:00

Pubblicato su Korg

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