Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

Archive for ottobre 2019

Tastiere arranger: top di gamma

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Un’antologia non è un’antologia fino a quando non è completa. Ora lo è.

Su SM Strumenti Musicali, potete finalmente leggere la terza e ultima parte della rassegna degli arranger, quella che ho dedicato ai c.d. top di gamma, altrimenti noti con l’epiteto di ammiraglie!

Una dura battaglia fra gli arranger di primo ingresso

Quando, mesi orsono, avevo esteso la prima rassegna, quella più ricca di modelli in termini numerici e dedicata alle tastiere di primo ingresso, mi ero concentrato su strumenti accessibili, dai costi contenuti. Il settore di questi prodotti è sicuramente quello più vivace. I costi bassi sono garantiti dall’economia dei materiali e dalla limitatezza funzionale, ma potreste rimanere sorpresi da timbri e stili di questa categoria. Leggerezza e portabilità sono la cifra distintitiva di questo segmento di modelli.

Arranger di fascia media: pochi ma buoni

Successivamente, è stato il turno delle tastiere della fascia intermedia: in questo territorio, il numero di modelli diviene rarefatto, ma qui potete trovare il concetto di arranger classico e più genuino, inteso come strumento portatile che permette di disporre di una stazione musicale operativa completa: accompagnamenti, lettore di basi MIDI e audio, sequencer MIDI, registratore audio e amplificatori di bordo. È presente quello che serve per suonare, registrare e comporre. E il rapporto qualità/prezzo è quello che molti cercano.

Arranger di lusso: fuoriclasse per intenditori

E così sono arrivato all’ultima rassegna, quella uscita oggi: per completare l’antologia mancavano solo più le tastiere ammiraglie. Sono strumenti al top, perché sono progettati con la massima cura dei dettagli e contengono elementi di tecnologia più avanzata. Sono strumenti di lusso per qualsiasi occasione musicale: in studio, dal vivo, a casa, dappertutto. Questi strumenti fanno percepire sotto le proprie dita una qualità superiore, incomparabile con tutti gli altri arranger “normali”. In questo senso, potremmo definire le ammiraglie arranger, come i contenitori più ricchi e completi della serie.

Tastiere arranger di lusso

Indice degli articoli pubblicati su SM Strumenti Musicali:

Le tre rassegne sono stata realizzate dal sottoscritto sotto la supervisione di Riccardo Gerbi che ha contribuito con l’ispirazione, l’indirizzo redazionale, la revisione dei testi, una mole di suggerimenti, la redazione web e l’aggiunta di filmati e immagini. Un ringraziamento a Riccardo è doveroso e un ancora più sentito motto di gratitudine va a tutti i lettori che hanno dedicato il loro tempo prezioso a queste fatiche.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

28 ottobre 2019 at 22:30

Casio PX-S3000: pianoforte arranger

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Sino a qualche mese fa, la scelta di un pianoforte di qualità con sezione arranger sotto i 1200 Euro era condizionata dall’offerta limitata del mercato: le opzioni disponibili erano essenzialmente due: Yamaha DGX-660 e Korg Havian 30. Ora, ha fatto capolino sulla scena un nuovo attore: Casio PX-S3000.

In questa nicchia di mercato si collocano strumenti che offrono caratteristiche particolari:

  • 88 tasti pesati per un uso pianistico ed eccellente suono di pianoforte acustico
  • discreta galleria di pianoforti elettrici per emulare Rhodes, Wurlitzer, CP80, DX7 e compagnia bella
  • una valida collezione di almeno 200 stili per accompagnamenti automatici
  • polifonia e arsenale completo di tutti gli altri timbri, sufficienti per un accettabile accompagnamento con gli stili
  • compattezza nelle dimensioni, peso contenuto, trasportabilità

Di DGX-660 vi ho già raccontato in passato e in diverse occasioni: fra i vari interventi, ancora oggi spicca l’intervista rilasciata al nostro blog da Danilo Donzella di Yamaha. Anche in merito a Korg Havian 30 abbiamo già speso alcuni articoli, soprattutto nel 2015 quando lo strumento era stato presentato sul mercato.

Il nuovo prodotto di fabbricazione Casio si segnala per gli 11,4 kg di peso: va da sé immaginare che la riduzione di carico rispetto gli altri due modelli (21kg per DGX-660 e 15,1 kg per Havian 30) possa essere spiegata dalla presenza di tasti più leggeri, seppur Casio reciti sul sito ufficiale la presenza di un “nuovo meccanismo a martelli intelligenti con Scaled Hammer Action“.

Casio PX-S3000

Sulla carta, PX-S3000 vanta una scheda tecnica interessante: generatore sonoro AiX di recente generazione, 700 timbri (suonabili in sovrapposizione, split o duetto), 192 note di polifonia, lettore/registratore sia MIDI sia audio, porta USB per collegamenti ad altri dispositivi e porta USB per chiavette di memoria. Gli amplificatori di bordo 8W+8W sono sufficienti solo fra le mura di casa, tuttavia è possibile collegarsi ad un mixer o ad un impianto PA grazie alle uscite jack stereo. PX-S3000 si distingue per la snellezza delle forme e, da una parte questo può essere visto come un vantaggio, dall’altra si deve tenere conto che la profondità ridotta è stata possibile agendo sulla lunghezza del perno sui tasti. Lo strumento funziona anche con sei batterie AA.

Di nostro interesse è la sezione arranger: non è sterminata ma, essendo derivata da Casio CTX-5000, ha tutti i numeri per essere presa in considerazione e valutata: vi rimando alla mia recensione specifica per chi volesse saperne di più. Gli stili di accompagnamento sono 200, tutti dotati di memorie One Touch. I pattern disponibili sono quelli fondamentali: un Intro, due variazioni per strofa e ritornello, Fill-In su misura dei passaggi e un Ending. Accanto agli stili, sono disponibili 100 preset per l’arpeggiatore.

Il prezzo di riferimento di Casio PX-S3000 si aggira sui 792 Euro.

Dulcis in fundo, vi lascio in compagnia di uno dei miei dimostratori preferiti (da anni cito i suoi ottimi video in questo blog): dall’Olanda Menno Beijer, dopo una carrellata di suoni pianistici, ci dà un saggio della sezione arranger di PX-S3000 (comincia a 5’57”). Buona visione!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

18 ottobre 2019 at 06:00

Dieci anni del blog Tastiere Arranger

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Dieci anni passati in un soffio. Non lo nascondo: avevo pubblicato il primo articolo il 10 ottobre 2009 senza grandi attese. In breve tempo, mi sono trovato al centro di un ciclone di attenzioni che non avrei saputo immaginare. All’inizio pensavo di scrivere (per me e per 25 lettori al massimo) gli articoli che avrei voluto leggere sulle riviste specializzate sugli strumenti musicali in tema di tastiere arranger. A quei tempi, spendevo infatti ore a leggere e studiare gli articoli di Luca Pilla e Riccardo Gerbi e, caso del destino, con il tempo mi sono ritrovato a scrivere con loro e per loro sul portale di SM Strumenti Musicali.

In questi dieci anni, in questo blog abbiamo documentato l’evoluzione Yamaha della serie Tyros e PSR fino alla nascita di Genos e PSR-SX. Vi abbiamo raccontato di almeno tre generazioni di arranger Korg della serie Pa. Abbiamo riportato la creatività italiana di Ketron con Audya e la successiva generazione SD nata dal capostipite MidJPro. Abbiamo ritrovato i vecchi progettisti di arranger contribuire a far crescere il marchio Casio con la serie CT-X. Abbiamo assistito alla scomparsa dalla scena degli arranger di Technics, Generalmusic e al declino di Roland (seppur ravvivato da una splendida sequenza di modelli finali della serie BK). Abbiamo rilevato i tentativi di dire qualcosa di nuovo con gli arranger virtuali XMURE di Dexibell e il recente modulo francese di Cavagnolo e di mille altre storie produttive.

E, soprattutto, qui sul sito delle Tastiere Arranger, abbiamo cercato di scavare a fondo nel mondo delle tastiere con accompagnamenti raccontandovi le storie dei protagonisti degli arranger in Italia e nel mondo: Sandro Fontanella, Marcello Colò, Danilo Donzella, Mauro Di Ruscio, Michele Mucciacito, Raffaele Mirabella, Max Tempia, Luigi Bruti, Roberto Gaetani, Marco Di Paolo, Giorgio Marinangeli, Martin Harris, Jerry Kovarski, Jürgen Schmitz, Francesco Castagna, Luca Serenelli ed Enrico Monaci.

Questo blog appartiene ai suoi lettori (1 milione e 460.000 clic alla data odierna, una media di 581 visite al giorno): quante volte ho scritto a seguito di stimoli, domande, messaggi e critiche da parte di chi è solito frequentare questo spazio web. E, ogni tanto, quando rallentavo la produzione di articoli nuovi, quante volte ho dovuto riprendere a scrivere con sollecitudine sotto il fuoco incrociato di amici che mi chiedevano dove fossi finito.

Tutte le realtà umane hanno un inizio e una fine. Gli arranger sono apparsi sul mercato con le prime tastierine Casio alla fine degli anni Settanta, hanno vissuto la loro età dell’oro con Roland, Yamaha e Korg, sono diventati un classsico delle sale da ballo con Solton e Ketron e oggi rappresentano un segmento maturo di strumenti musicali sotto l’assedio di sintetizzatori, pianoforti digitali, cloni, software e strumenti virtuali. Indubbiamente, gli arranger hanno rappresentato lo strumento acceleratore di creatività per musicisti che (comunque) sapevano suonare con le proprie mani. E oggi questi musicisti autentici non vogliono ancora arrendersi, neppure davanti al dilagare dei finti musicisti e dei DJ Set.

Con un arranger che costa un migliaio di euro o poco più, oggi ci si può esibire dal vivo in contesti professionali con un repertorio vasto i cui limiti sono posti solo dalle proprie capacità. Con un arranger worstation, si può entrare in studio di registrazione e produrre un risultato professionale (clip audio, jingle, colonne sonore…). Si possono costruire demo completi ed espressivi delle proprie composizioni musicali. È possibile esercitarsi a fondo per imparare a suonare con serietà, con l’ausilio di strumenti che non annoiano mai. Si possono trascorrere notti e giornate intere suonando senza fine con l’accompagnamento di una band virtuale che non si stanca mai, non perde un battito di tempo ed è sempre pronta a suonare alla semplice pressione del tasto Start.

Non possiamo conoscere il futuro: dove saranno gli arranger fra dieci anni? Qualcuno li dava spacciati già dieci anni fa. È probabile che, fino a quando ci sarà un ragazzo o una ragazza che vorrà divertirsi suonando davvero, ci sarà un pulsante Intro e un Main da avviare.

Grazie a tutti voi lettori di questo blog. Ad uno ad uno. Un abbraccio, con affetto e gratitudine.

Ora però, è tardi, scusatemi ma devo premere il tasto Ending.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

14 ottobre 2019 at 06:00

iRig BlueTurn: è tempo di voltare pagina

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Da quando mi sono procurato iRig BlueTurn, non suono più dal vivo con i tradizionali spartiti cartacei. A dire il vero, da anni la mia raccolta di partiture era digitalizzata sul mio tablet, ma avevo sempre esitato ad utilizzarlo davanti al pubblico, a causa della difficoltà di voltare pagina a tempo durante l’esecuzione.  BlueTurn ha risolto questo problema: lo utilizzo come “pedale digitale” per passare alla pagina successiva senza staccare le mani dalla mia tastiera.

Questo gingillo prodotto in Italia da IK Multimedia comunica con il tablet tramite Bluetooth. È una grande comodità, dato che non richiede l’installazione di software specifici: basta attivare il Bluetooth sul tablet e accendere BlueTurn; dopo pochi secondi, i due dispositivi si “incrociano” attivando la connessione. Da quel momento è possibile lavorare.

iRig BlueTurn di IK Multimedia, nella sua confezione

L’uso di BlueTurn è intuitivo. Va posto sul pavimento, sotto la tastiera e accanto al pedale del damper. Quando è il momento di voltare pagina, basta premere il pad avanti (o indietro) al momento giusto. Il tempo di risposta istantaneo mi tranquillizza durante l’esecuzione.

Io sono solito appoggiare il tablet in verticale sul leggio per avere davanti a me lo spartito PDF a pagina piena. Talvolta però, le dimensioni delle note sono così piccole da rendere difficile la lettura: in questi casi, oriento il tablet in orizzontale per visualizzare mezza pagina con un pentagramma più ampio; BlueTurn rileva immediatamente la diversa situazione e, quando premo il pulsante di pagina avanti, avviene lo scorrimento verso la mezza pagina in basso. E solo alla pressione successiva del pulsante, si passa finalmente alla pagina successiva. Lo trovo molto comodo.

Di più. BlueTurn mi permette di essere a mio agio anche di fronte a quei “maledetti” spartiti che hanno segmenti di misure in ripetizione e che pullulano di ritorni (avanti e indietro) fra diverse pagine: il pulsante pagina indietro mi permette di ritornare alla pagina precedente e con due colpi di pedale mi sposto di due pagine per volta. Ora non sono più preoccupato di vedere su uno spartito digitale le barre di ripetizioni fra pagine diverse e riesco a spostarmi al volo quando vedo i segni “Da capo”, “Da Capo al Fine”, “Al Coda” e così via su quei brani che hanno ripetizioni a cavallo di pagina.

iK Multimedia iRig BlueTurn

Per la cronaca, BlueTurn funziona con iPhone, iPad, Mac e Android e può essere utilizzato in qualsiasi occasione sia necessario voltare pagina: non è detto che serva solo ai musicisti. Può essere usato anche da relatori che devono cambiare diapositiva nelle presentazioni o altri utilizzi in pubblico dove sia necessario controllare la paginazione di un dispositivo avendo le mani occupate.

iRig BlueTurn è in vendita presso i negozi di strumenti musicali solitamente al prezzo di 59 Euro, a volte anche meno.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

10 ottobre 2019 at 06:00

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Yamaha: transizione alla nuova “esperienza utente”

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Se ricordate, in occasione del mio test di Genos dello scorso anno, avevo evidenziato come l’esperienza utente (UX) del nuovo sistema operativo, basato su schermo touch-screen, avrebbe potuto risultare un po’ complessa in una prima fase di utilizzo dello strumento, soprattutto per chi arrivava da un modello della serie Tyros o da un arranger della categoria PSR.

Allo stesso tempo, avevo però sottolineato come queste difficoltà fossero – tutto sommato – alquanto relative: certo, all’inizio lo strumento richiede di armarsi di pazienza per cercare quello che si desidera fra le pagine video che, in taluni casi, possono apparire d’amblais alquanto affollate. È naturale che sia così: rispetto Tyros, su Genos sono scomparsi dal pannello decine di pulsanti fisici; ritrovarne l’interattività fra i menu dello schermo touch screen potrebbe non essere così immediato a prima vista. Posso assicurare però che, dopo alcuni giorni di utilizzo, si comincia ad andare a memoria nelle posizioni a video specifiche di ciascuna funzione e tutto diventa più facile.

Yamaha Genos, l’ammiraglia con UX innovativa

Una nota di merito va comunque riconosciuta a Yamaha: prima di Genos, il passaggio da un arranger all’altro era di una semplicità sconcertante. L’omogeneità delle funzioni e dei tasti a pannello era rimasta sostanzialmente inalterata per tutta la famiglia Tyros e per la serie PRS sin da PSR-2000/PSR1000 in poi. Insomma, possiamo dirlo tranquillamente: i musicisti erano stati abituati bene.

Al fine di semplificare la transizione all’universo Genos, Yamaha ha provveduto con la pubblicazione di alcune guide disponibili al download in formato PDF, utili per tutti gli appassionati del genere arranger per documentarsi su come sono cambiate le funzioni dalla vecchia generazione alla nuova.

La lettura è consigliata per tutti e questi brevi documenti sono ricchi di illustrazioni ed esempi:

Come sapete, Yamaha ha rilasciato la tecnologia touch-screen anche sugli arranger workstation PSR-SX900 e PSR-SX750: diventa importante per tutti gli appassionati del marchio Yamaha affrontare prima o poi la conoscenza della nuova esperienza utente.

Per cui chiudo, augurandovi… buona lettura!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

7 ottobre 2019 at 06:00

Pubblicato su Yamaha

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Aggiornamenti autunnali da casa Ketron

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In avvio di stagione autunnale, l’azienda musicale di Ancona ha rilasciato un aggiornamento condiviso su tutti gli arranger a listino. Il numero di versione cambia da modello a modello ma, in buona sostanza, si tratta per tutti di una migliore gestione della funzionalità di Key Start nell’ambito di chi lavora in modalità Accordion (i fisarmonicisti insomma).

In particolare:

  • I tre modelli-fratelli più attuali SD9 , SD90 e SD60 raggiungono la versione 2.0.3, che supera la precedente versione 2.0.2 nella quale Ketron aveva raffinato l’utilizzo delle Registration e del Sampler.
  • Gli altri tre modelli che viaggiano parallelamente sono SD7, SD80 e SD40: i primi due ottengono la versione 1.3.4 e il terzo la versione 1.2.3 (scusatemi se a volte mi perdo nel labirito di numerazione dei rilasci software). Per loro il 2019, aveva già portato miglioramenti nel riconoscimento degli accordi e nella gestione del Voicetron.
  • In ultimo, MidJPRo, il capostipite di tutta la generazione attuale di arranger Ketron, si attesta al rilascio 1.4.7 con le stesse novità di cui sopra.

Ketron segnala altresì la presenza del negozio virtuale ospitato sul proprio sito e dal quale è possibile acquistare accessori (borse, valigie su misura, kit di espansione, pedali e memorie USB con stili addizionali), moduli sonori (SD40 e modelli precedenti), il mitico MidJPro, il pianoforte digitale GP1, l’arranger SD5 e ricambi (alimentatori).

Tutti gli altri prodotti Ketron sono in vendita nei migliori negozi di strumenti musicali.

Negozio virtuale Ketron

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

5 ottobre 2019 at 15:22

Pubblicato su Ketron

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