Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

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Quarant’anni di Casio Music

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Non so a quanti di voi sarà sfuggito l’annuncio dello scorso gennaio, quando Casio aveva celebrato i 40 anni di attività nel mondo della musica, trascorsi prevalentemente nella produzione di strumenti a tastiera: minitastiere, arranger, pianoforti, synth. Per l’occasione, era stato aperto un sito dedicato con numerose informazioni sulla storia dei suoi prodotti.

L’argomento torna di attualità per noi, in questi giorni, a seguito della pubblicazione da parte di Mike Martin, deus ex machina di Casio Music America, del video di Regeneration: trattasi di un brano musicale composto per l’occasione sfruttando tutti gli strumenti Casio più significativi, quelli che sono stati suonati da diverse generazioni di tastieristi di tutte le capacità: dai bambini ai principianti della musica , dagli studenti agli appassionati, dagli amatori ai professionisti fino alle stelle di primo piano della musica globale.

Regeneration, suonato con gli strumenti Casio di questi 40 anni

L’esperienza musicale di Casio era cominciata nel 1980 con un proto-arranger: Casiotone CT-201. In questo blog, vi abbiamo narrato di alcuni dei prodotti di quegli anni: qualcuno di voi ricorda la nascita dello Sleng Teng nella musica reggae – che deve tutto ai ritmi di Casiotone MT-40 (1981) – o la testimonianza degli Eurythmics – nella scrittura di Here Comes the Rain con Casiotone MT-65 (1983).

Casiotone, rinascita 2020

Ma la nostra memoria, trascritta nella cronologia degli arranger degli ultimi 20 anni, ci porta a citare altre tastiere arranger con tasti dinamici di dimensioni standard: MZ-2000 aveva la capacità di estrarre accordi dei dati MIDI (2000), CTK-4000 introduceva i suoni AHL nel 2008, WK-7500 rappresentava un tentativo onesto di Casio produrre arranger con stili più competitivi (era il 2011), a cui faceva seguito l’evoluzione migliorativa di WK-6600 e CTK-6250/CTK-6200 (siamo arrivati al 2013). Qualcosa di più interessante si vedeva con MZ-X500 macchina arranger moderna del 2016 e, soprattutto, con il botto realizzato dalla serie CT-X nel 2018 che ha fatto intendere a molti quanto Casio fosse matura e pronta a produrre arranger di superiore qualità, grazie ad una migliore sorgente sonora (AiX): ne abbiamo parlato in occasione del mio test di CT-X5000. Recentemente, nel 2019 e in vista di questo anniversario, l’azienda giapponese ha riproposto il marchio Casiotone con una nuova serie di tastiere economiche che brillano per la loro portabilità: fra queste solo il modello CT-S300 ha tasti dinamici.

E allora, scusa il ritardo e… buon anniversario, Casio.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

20 maggio 2020 at 22:21

Winter NAMM 2020: lo stand Casio

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Dopo Yamaha, è il turno dello stand di Casio, dove non si registrano novità arranger di ultimo grido.

Casiotone in prova al Winter NAMM 2020

Le tastiere Casio con accompagnamenti sono in mostra al NAMM Show 2020 grazie alla rinnovata serie Casiotone di cui vi abbiamo già raccontato la nostra visione qualche settimana fa, in questo blog.  Questi strumenti digitali sono pensati per i principianti e per suonare a casa o in viaggio: 61 tasti di dimensioni regolari, 400 timbri, 77 stili di accompagnamento, 60 brani incorporati, 50 stacchi in Dance Music Mode, USB MIDI e altro. Lo chassis è sottile e il display standard LCD è monocromatico. Tutti i modelli possono essere alimentati da 6 batterie AA o dall’adattatore CA incluso, permettendo di divertirsi facendo musica ovunque si vada. I modelli Casiotone della serie sono CT-S200, CT-S300 (con tasti dinamici) e LK-S250 (con tasti illuminate per imparare a suonare giocando).

Ci aspettavamo altro? Direi di no. Non è passato moltissimo tempo da quando Casio ha rinnovato i prodotti arranger di levatura superiore: il pianoforte con accompagnamenti PX-S3000 è uscito nel 2019 e la brillante serie CT-X è nata nel 2018. Ecco, forse la sostituzione della serie MZ (MZ-X500 e MZ-X300 risalgono al 2016) non avrebbe sorpreso. Ma questo è.

Nella famiglia dei pianoforti ibridi, Casio introduce – in occasione del Winter NAMM – nuovi modelli della serie Celviano: GP310 e GP-510. Trattasi di prodotti dal design lussuoso: tasti in abete austriaco, con gli stessi materiali dei pianoforti a coda Bechstein.  Un altro modello di pianoforte presente allo stand Casio è l‘AP-710, che presenta tre suoni di pianoforte a coda e un migliorato sistema di altoparlanti.

Casiotone CT-S300

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

17 gennaio 2020 at 14:00

Il panorama delle tastiere arranger del 2019

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Rieccoci qua, a fine anno: tiriamo insieme le somme e rivediamo la cronaca del 2019 per quanto compete il mercato degli arranger.

Ammiraglie

Il 2019 è stato un anno di assestamento nell’area degli arranger di lusso e l’unica novità hardware riguarda l’annuncio dei Clavinova CVP-800, realizzati incorporando il motore di Yamaha Genos all’interno di un pianoforte digitale con mobile e finiture di pregio. Genos stessa continua la propria sfida contro Korg Pa4X, mentre la triade Ketron (SD9, SD60 e SD90) persevera nella propria caccia a favore di professionisti interessati a disporre di macchine disegnate su misura per le serate dal vivo. Pa4X ha ottenuto un aggiornamento importante nel mese di marzo con il rilascio della versione 3.0 denominata Next, i cui aspetti più evidenti riguardavano la nuova interfaccia video (Dark Glimmering) e il raddoppio della memoria per i campioni personali (3GB lineari). Da parte sua, Genos ha ricevuto ben due aggiornamenti vistosi del software (1.40 a luglio e 2.0 a novembre): anche qui raddoppio della memoria a 3GB, presenza del Superior Pack e molto altro ancora. Anche Ketron non è rimasta a guardare e ha provveduto al rilascio del Pack Audya Styles nei mesi estivi e della versione 2.0.3 in autunno, il tutto a favore dei suoi tre prodotti di punta.

Yamaha Clavinova serie CVP-800

Arranger medi

Dopo un 2018 tranquillo, la terra di mezzo degli arranger workstation è stata movimentata da importanti annunci. Il primo riguarda l’ingresso di PSR-SX700 e PSR-SX900 sul mercato con cui Yamaha offre l’esperienza utente innovativa di Genos anche nella serie PSR. Non è un aspetto banale, dato che – oltre alla nuova usabilità su touch screen – i modelli PSR hanno potuto colmare il gap che li distanziava dalla concorrenza, grazie all’introduzione del registratore MP3, quattro parti da suonare in tempo reale (Right 1-2-3 + Lower), il reset del tempo durante l’esecuzione di uno Style, il chord looper e una memoria interna generosa che spazia da 1GB a 4GB. Dobbiamo poi registrare l’ingresso di un nuovo produttore di arranger: si chiama Cavagnolo, proviene dalla Francia e con Air Symphony ha presentato il suo primo box arranger, associabile ad un tablet e disegnato su misura dei fisarmonicisti. In quest’area, continua a giocare un ruolo da protagonista anche Korg che, con Pa700 e Pa1000, presenta ai musicisti gran parte del concentrato di tecnologia musicale di Pa4X; nella seconda parte dell’anno, Korg ha rinnovato questi due modelli intervenendo a livello hardware: uscita HDMI al posto di RCA e nuova batteria clock. Tali novità hanno comportato un aggiornamento del sistema operativo (V1.4 per Pa700 e V1.3.1 per Pa1000: due numeri diversi a parità di contenuto).

Pagina degli stili di Cavagnolo Air Symphony

Apri-pista

Tre sono le novità più importanti nel segmento di primo ingresso, dove si scatena il numero più elevato di attori fra chi produce strumenti musicali. Al Winter NAMM di gennaio 2019, Yamaha aveva annunciato PSR-E360, l’ennesima variazione della tastiera ideale per principianti. Casio invece si è segnalata per due annunci: Privia PX-S3000 è un pianoforte digitale smilzo nelle forme, ma eredita buona parte dei progressi raggiunti nella serie CT-X (generatore sonoro AiX e rinnovato parco stili) e nuova serie Casiotone, che è composta da tre modelli fra cui spicca CTS-300 grazie alla presenza di tasti dinamici.

Nuovi modelli Casiotone nel 2019

Prossimamente: il rapporto del blog Tastiere Arranger

Saremo di nuovo qui molto presto: ci faremo gli auguri per l’anno nuovo, in occasione della pubblicazione del rapporto annuale 2019 del blog Tastiere Arranger.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

31 dicembre 2019 at 09:00

Casio CT-S300, Casiotone amarcord

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La serie Casiotone è tornata

Nei ricordi indelebili della mia gioventù, c’è una vacanza estiva trascorsa in montagna in un luogo incontaminato della natura. Eravamo un gruppo di una trentina di ragazzi e ragazze e alternavamo escursioni alpine a giornate di svago e di formazione spirituale. Il sacerdote che ci accompagnava aveva portato con sé una tastierina Casiotone MT-40. Va da sé che glie la rubavo tutti i giorni per suonare. Erano tempi in cui non esistevano cellulari e tablet ed eravamo in un luogo senza TV e senza distrazioni: a livello di tecnologia, avevamo con noi solo la MT-40 e le batterie di scorta. L’intenzione originale era quella di usare la tastierina per i momenti di preghiera, ma poi io la profanavo senza ritegno per inventare concerti, accompagnare gli amici che cantavano tutto il repertorio dei cantautori, intonare improbabili cori di montagna, inscenare gare di canto alla sera davanti al falò, improvvisare danze di gruppo e creare brani strumentali interminabili quando pioveva; al mattino la Casiotone era la colonna sonora del risveglio e alla sera era l’accompagnamento della buonanotte con un sottofondo di musica distensiva. Quando uscivamo, infilavamo la tastierina nello zaino e ce la portavamo dappertutto. Suonare in totale solitudine A Whiter Shade of Pale su un pietrone di fronte ad un lago ai 2000 metri è qualcosa che resterà per sempre nei miei ricordi (anche se, onestamente, riconosco che le marmotte e gli stambecchi potrebbero non aver apprezzato). Tuttavia, forse è nata in quei giorni la mia passione per le tastiere arranger.

Casiotone MT-70, uno dei tanti modelli di tastierine Casio

Scusatemi il momento Amarcord, ma quella è l’immagine nitida che ho davanti a me, mentre sto scrivendo per voi in merito al rilancio 2019 del nome Casiotone. La nuova serie 2019 di tastiere amatoriali Casio è composta da tre modelli (CT-S300, CT-S200 e CT-S100) ma qui ci occuperemo solo della prima. Perché è l’unica ad avere tasti dinamici e quindi è quella con cui possiamo esprimere qualcosa in più del solito tin tin.

A differenza della serie originale, la nuova famiglia di modelli Casiotone esce con 61 tasti di passo standard: la qualità dei tasti è leggera ma è più strutturata rispetto quella dei modelli economici CT-K di Casio. La plastica è sempre plastica ma pare più solida del solito standard Casio. Mi piace il design, esce fuori dagli schemi: trovo divertente l’idea dell’impugnatura nella scocca che ne rende pratico il trasporto. Il peso senza pile è 3,3kg e le dimensioni sono compatte: 930 mm di larghezza, 256 mm di profondità e 73 mm di altezza.

Casiotone CT-S300

Le specifiche tecniche di CT-S300 riportano 400 timbri e 77 stili di accompagnamento con 77 memorie OTS. La polifonia massima di 48 note non è eccelsa, oltre al riverbero è disponibile un solo effetto DSP. Da non sottovalutare la presenza della rotella del Pitch Bend. Le funzioni di accompagnamento prevedono Synchro Start, un Intro, due variazioni con relativo Fill-In e un Ending. CT-S300 include il Dance Music Mode: 50 pattern dedicati e 12 campioni di voce umana.  Non mancano i controlli trasposizione e del metronomo. C’è un pulsante My Setup per richiamare l’impostazione preferita. L’uscita per le cuffie si trova vicina all’ingresso AUDIO IN, entrambi mini-jack stereo. E lì accanto c’è la presa per il pedale sustain. Gli amplificatori di bordo erogano 2,5 W + 2,5 W. L’adattatore AC è esterno e si possono caricare sei pile di tipo AA che durano fino a 19 ore. Nella confezione c’è il leggio.

La tastiera può essere collegata tramite una porta micro USB-To-Host ad uno smartphone/tablet (iOS o Android) su cui è installata Chordana Play: questa applicazione consente di controllare ogni dettaglio dello strumento. Permette di scegliere i suoni, registrare, interagire con MIDI file, imparare a suonare brani nuovi con un sistema a punteggi per misurare i propri progressi e semplicemente leggere spartiti PDF dal display.

Casiotone, la puoi suonare dappertutto

Insomma, CT-S300 è uno strumento idoneo per il repertorio di un principiante, può anche essere pensata come strumento di gioco per il divertimento per i tastieristi più provetti e, in ultimo, potrebbe essere lo strumento più pratico da utilizzare nei luoghi più impensati (se capitasse mai anche a voi di dover suonare davanti ad un lago di montagna…). Nei negozi la potete trovare a 209 Euro (a volte meno): seppure sia un prezzo onesto, si trova a dove competere con altri modelli similari. Se infatti salite a 229 Euro potete accedere a Casio CT-X700 con la qualità sonora superiore offerta dal generatore AIX, ma vi perdete la robustezza portatile di Casiotone. Il diretto concorrente in casa Yamaha è PSR-E363, modello del 2017 e che, essendo prossimo ad uscire dal mercato, si è stabilizzato scendendo a 199 Euro: questo strumento ha qualcosa in più come il Layer a due voci, 9 memorie di Registration e la qualità degli strumenti acustici Yamaha, ma non c’è il Pitch Bend e anche questa non è così maneggevole come Casiotone.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

14 dicembre 2019 at 06:00

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E che ne dite di Yamaha PSS-A50?

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Le “piccole tastierine”, nate come giocattoli e occasioni di divertimento, non hanno esitato a ritagliarsi nel tempo uno spazio di primo piano nel mondo musicale, essendo un territorio disseminato qua e là di modelli interessanti. È il caso di Yamaha che, nel rilanciare sul mercato la storica serie PS, sta raccogliendo consensi grazie alla nuova PSS-A50.

No, non è un arranger. Ma gli assomiglia.

Yamaha PSS-A50

Ora mi immagino quelli fra di voi che stanno già storcendo il naso, chiedendosi “Ma che dici?”. In effetti, ero un po’ perplesso prima di dedicare dello spazio a questo modello. Ma poi mi sono deciso, dopo aver recepito che i mini-tasti di PSS-A50 sono sensibile alla dinamica e dopo aver visto il filmato YouTube che segue qui sotto (tratto da un interessante canale tedesco Keen on Keys). Anche se il video dura più di 20 minuti, vi consiglio di mettervi comodi e ci concedergli la visione completa.

Che ve ne pare? Non siete rimasti sorpresi anche voi dal taglio “professionale” di alcuni suoni e di alcune caratteristiche presenti su questa minuscola Yamaha PSS-A50? Ve lo aspettavata da una tastierina da 95 Euro?

Ricapitoliamo insieme alcuni aspetti:

  • OK, non è un arranger. Ma ve l’ho già detto, vero?
  • L’uscita MIDI vi consente di utilizzarla come tastiera master dalle dimensioni minuscole sempre con voi. La mettete nello zainetto con il laptop e avrete la vostra DAW dappertutto.
  • I 37 mini-tasti dinamici sono configurabili secondo 4 livelli di risposta al tocco.
  • I 42 timbri e i 2 drumkit di bordo sono di buona qualità, seppure la selezione delle voci sia limitata e pesino alcune esclusioni.
  • I 138 pattern dell’arpeggiatore sembrano molto interessanti. Certo non può competere con gli stili a 8 parti di un vero arranger. Tuttavia il risultato sembra essere davvero buono.
  • La sezione Motion Effect applica variazioni in tempo reale al filtro, all’intonazione e/o alla modulazione, aggiungendo schiuma creativa alle dinamiche dell’arpeggiatore.
  • Pesa solo 1,2kg e occupa 50*20 cm.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

3 dicembre 2019 at 06:00

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Come Casio ha dato vita alla rivoluzione digitale nel reggae

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Questo articolo è la traduzione italiana di un interessante scritto di James Trew uscito sul prestigioso sito Engadget nel mese di dicembre 2015. Per chi non lo sapesse, Engadget è un famoso blog e podcast multilingue su tecnologia ed elettronica di consumo. E qui James ha scritto una grande storia su come una piccola tastiera digitale abbia influenzato il mondo della musica. Ho pensato quindi che fosse una buona idea far conoscere questo scritto ai lettori italiani e a tutti gli appassionati suonatori di arranger che non conoscono l’inglese. Potete leggervi l’articolo originale in lingua inglese o leggervi gli altri articoli di James Trew, che ringrazio di cuore per avermi concesso di tradurre il suo avvincente racconto per tastiere.wordpress.com.

Casiotone MT40 è stata lanciata nel 1981: quattro anni più tardi avrebbe cambiato il reggae per sempre
Casiotone MT40 è stata lanciata nel 1981: quattro anni più tardi avrebbe cambiato il reggae per sempre

La vera storia dietro il mistero del riddim Sleng Teng

Che cosa sapete di Casiotone MT40? Se pensate che sia stata una piccola e insignificante tastiera, vi state sbagliando della grossa. Chissà se mai ne avete posseduta una uguale. Questo arranger primordiale è stato lanciato sul mercato nel 1981 e prevedeva 37 tasti, 22 suoni di strumenti diversi, sei ritmi di bordo e una mini pulsantiera dedicata al suono del basso. Costava 150 dollari circa: tenendo conto dell’inflazione, oggi sarebbe in vendita ad una cifra che si aggira intorno ai 400 dollari (NDT: 364 Euro circa).

Sotto una scocca di plastica di colore beige, MT40 nascondeva un segreto: un’anima rock che, una volta rivelata al mondo, ha avuto un grande effetto sulla musica popolare per i venti-trenta anni successivi. In particolare, in MT40 si celava il pattern di uno stile di accompagnamento che è diventato il padre dello Sleng Teng cioè di uno dei riddim fondamentali nella musica reggae e ha ispirato numerose imitazioni traghettando questo genere di origine giamaicana nell’era digitale. Come lo Sleng Teng sia diventato un riddim molto noto è ben documentato dalla storia, ma le cause originali si confondono con il mito. Qui vi raccontiamo la storia vera, di come Casio MT40 sia diventata la tastiera più influente di questo genere.

Per chi non lo conoscesse, ecco a voi lo stile originale, quello che ha iniziato tutto.

Se avete già sentito una storia sullo Sleng Teng, probabilmente si tratta della versione più diffusa: e cioè Casio aveva inserito su MT40 uno stile per poter suonare il brano Somethin’ Else di Eddie Cochran, ma chi lo aveva programmato non sembrava aver rispettato a fondo i canoni del repertorio. Quel ritmo elettronico è stato poi ripreso in tempi successivi, a metà degli anni ottanta, dagli artisti reggae Noel Davy, King Jammy e Wayne Smith. I tre hanno usato quello stile come linea del basso per il singolo del 1985 Under Mi Sleng Teng (un inno insolito di denuncia dei pericoli delle droghe) e il resto – come si suole dire – è storia.

La maggior parte di questa versione dei fatti è vera, ma in essa si mescolano diverse leggende metropolitane. Il pattern originale non era affatto basato sulla pista di Eddie Cochran. E nemmeno era (come altri hanno ipotizzato) un facsimile di Anarchy in the UK dei Sex Pistols. Anche se il pattern Casio condivideva alcuni elementi di entrambi i brani, la musicista ed ingegnere del suono Hiroko Okuda ha smentito categoricamente, dichiarando in modo esplicito che quei brani non avevano niente a che fare. La signora Okuda può dirlo con cognizione di causa, visto che lei in persona aveva creato quello stile per l’arranger Casio. E’ probabile però che Okuda non dica tutta la verità e mantenga una traccia di riservatezza sulla parte più inaspettata della storia dello Sleng Teng.

Hiroko Okuda ha collaborato con Casio dal 1980, subito dopo la laurea in musicologia presso il Tokyo Kunitachi College of Music. E MT40 fu il primo progetto su cui è stata coinvolta. Sebbene sia stata lei a creare quello stile rock, a quei tempi Okuda non aveva idea di dove provenisse la voce di Eddie Cochran, o perché fosse uscito così persistente nel ritmo preset. E poi, nelle interviste successive, Okuda ha sempre tenuto a sottolineare che la maggior parte delle persone dava per scontato che lo stile Casio fosse stato preso fuori dal contesto musicale di King Jammy e compagnia. E tutto questo dà alla storia la metà del suo fascino: il caso di una ritmica rock usurpata che ha dato vita al riddim più portentoso del reggae. Ma, ancora una volta, la verità è più singolare della leggenda.

Noel Davy, che possedeva la tastiera utilizzata per Under Mi Sleng Teng, in realtà avrebbe voluto acquistare un sintetizzatore Yamaha DX7 (di gran lunga superiore), ma non poteva permettersi quel prezzo. E’ così di è dovuto accontentare della tastierina MT40, tecnicamente non un sintetizzatore (i suoni di fabbrica non erano modificabili). Probabilmente, se Davy fosse stato in grado di permettersi il DX7, lo Sleng Teng sarebbe rimasto bloccato per sempre dentro i circuiti di MT40.

Dicevamo che Okuda sembra nascondere una parte di verità nel suo racconto. Infatti, prima di lavorare per Casio e, quindi, prima di programmare gli stili della MT40, lei era un’appassionata del reggae e lo ascoltava avidamente durante gli anni dell’università. Okuda ha persino scritto la sua tesi di laurea su questo argomento: “Credo che ci fosse qualcosa del reggae in quel ritmo (Sleng Teng). Ricordo di essere stata colpita dal fatto che ciò che ho ascoltato per lungo tempo tutti i giorni, sembrava emergere nel mio lavoro”. Questa dichiarazione provoca un quesito interessante: quel pattern di MT40 era la gallina o era l’uovo? Okuda ha introdotto inconsciamente quella piccola sfumatura di reggae nel giro di basso, causando la successiva scoperta di King Jammy e di Noel Davy e determinando il suo destino oppure è stato piuttosto un piacevole incidente?

MT40

Subito dopo l’uscita sul mercato, il singolo Under Mi Sleng Teng ha seguito una strada propria. Era comune in quegli anni il fatto che diversi cantanti reggae – confusamente chiamati Deejays al tempo – registravano e pubblicavano le proprie creazioni musicali sfruttando i riddim più popolari. Lo Sleng Teng sarebbe presto diventato così famoso e così influente nella musica di ispirazione giamaicana: si stima che più di 250 album sarebbero stati rilasciati sfruttando quel ritmo nel corso degli anni che seguono. Molti di loro sulla stessa etichetta (Jammy) e spesso senza fin tropee variazioni musicali rispetto dall’originale, come è ben illustrato nella sequenza di brani che segue.

In breve tempo MT40 è diventata la prima tastiera Casio a diventare un oggetto di culto fra i musicisti e lo Sleng Teng venne presto esteso verso altri generi. Anche nell’hip-hop è diventato un uso abbastanza comune quello di fare impiego dei suoni e ritmi Casio. Un esempio: Reggae Joint dei 2 Live Crew nel controverso album del 1989 As Nasty as They Wanna Be. Quegli anni non erano poi così lontani da quando quelle radici avrebbero attraversato l’Atlantico per fruttificare a proprio modo nella fiorente scena rave nel Regno Unito – mostrandosi in classici come Way in My Brain degli SL2 o nel remix dei Prodigy fatto da Moby in Everybody in The Place, tra gli altri (sì, c’era un tempo in cui Moby lavorava remixando i Prodigy e nessuna di quella musica suonava così come quella che fa oggi).

Tutti sappiamo che la musica ha iniziato seriamente il passaggio al digitale negli anni ’80. Lo Sleng Teng è schizzato così dentro il lessico musicale negli stessi anni in cui un fatto analogo è accaduto al suo lontano cugino, l’Amen Break – un campione di percussioni della durata di sei secondi e riutilizzato in una infinità di canzoni hip-hop influenzando fortemente il fenomeno del Drum and Bass. Non sorprende che questi due pattern musicali si siano incontrati in più di un’occasione nel corso degli anni. Come l’Amen Break, l’impatto dello Sleng Teng era duplice: non solo erano entrambi immediatamente riconoscibili, erano anche facilmente accessibili: il campione Amen Break era liberamente scambiato, mentre gli stili di Casiotone MT40 erano disponibili a tutti. Erano i primi fenomeni tangibili di democrazia introdotta nel fare musica: tutti potevano registrare, non era più necessario ricorrere ad artisti blasonati e ad attrezzature costose. Ora, chiunque con un microfono, una tape machine, una modesta tastiera o un campionatore avrebbe potuto costruire i propri riddim a livello professionale.

Chi pensa di essere troppo giovane per poter essere stato interessato dai toni vellutati di Casio MT40 si sbaglia. La pulsazione ritmica dello Sleng Teng ha penetrato tutta la cultura pop da allora fino ai giorni nostri. Forse lo avete sentito in uno spettacolo televisivo oppure durante una recensione di un nuovo album. Forse la vostra prima esperienza di ascolto dello Sleng Teng è avvenuta nella colonna sonora del videogioco Saints Row IV, oppure durante una partita con Mix DJ Hero. Forse lo avete sentito tramite uno dei molti brani moderni che lo hanno remixato o nascosto dentro ad un cuscino in vendita sul web. Per tutti c’è stata un’occasione di incontrare lo Sleng Teng sulla propria strada: ha talmente permeato la musica, che è impossibile averlo evitato.

Ma che cosa ha portato quel giro di basso e percussioni di pochi secondi da una tastiera economica nel 1981 al fatto di essere ancora così rilevante al giorno d’oggi? La migliore risposta può essere data da una nuova generazione di musicisti, che ancora oggi utilizzano la Casio MT40 per fare musica. Ad esempio il mago francese delle tastiere Manudigital lo ha fatto, prolungando la vita dello Sleng Teng dalle radici originali di Casio ai giorni nostri. Manudigital ha dichiarato ad Engadget “Il lato magico della creazione musicale è che non hai bisogno di molto per fare cose davvero buone… MT40 è così semplice da usare, ma altrettanto efficace e potente da sorprendermi sinceramente”.

Come tutte le leggende più fortunate, il riddim dello Sleng Teng ha chiuso il cerchio. Gli artisti di oggi potrebbero essere troppo giovani per conoscere l’originale o la tastiera in cui tutto ha avuto inizio, ma è un fatto che il loro viaggio musicale li conduce proprio lì. E quando arrivano al punto, questo ritmo ispira le loro nuove composizioni e – come dimostrano i filmati sul canale Youtube di Manudigital – possono anche creare collegamenti inaspettati con artisti di quell’epoca originale in modo del tutto nuovo. La Casio MT40 non è soltanto una novità retrò: è di più, è un ponte musicale fra diverse generazioni, seppur in plastica beige.

Malgrado tutto il polverone fatto circa lo Sleng Teng, il rock originale che ha generato quello stile è rimasto esclusivo per MT40 (Casio ha ritirato quella tastiera dal mercato dopo circa un anno). Per molti anni, l’azienda giapponese non ha mai pensato di incrementare le proprie vendite riproponendo quello stile su altri strumenti. Fino ad ora, naturalmente. Casio continua a progettare e realizzare nuove tastiere, e infine, dopo tutti questi anni, lo Sleng Teng è tornato in vita nella sua casa spirituale: si vedano i modelli di minitastiere Casio SA-46 e SA-76. Stavolta, però, quel vecchio stile ha un nuovo nome: non è più il preset Rock ma è stato ribattezzato in MT40 RIDDIM.

riddim

Okuda, la madre involontaria dello Sleng Teng, ha un colpo di scena finale per confermare quanto il suo famoso riddim mantenga un’aura enigmatica. Nonostante abbia dichiarato ad Engadget che le voci su Eddie Cochran e i Sex Pistols fossero false e, come abbiamo visto sopra, le influenze reggae fossero presenti, tuttavia ha di fatto ammesso che quello stile era basato su una autentica traccia rock: un brano di rock britannico degli anni ‘ 70 è tutto quello che ci ha concesso di sapere: “Potreste immediatamente riconoscerla quando ascoltate con attenzione quella canzone.” (NDT: Il mistero continua).

Casiotone MT40 l'arranger primordiale
Casiotone MT40 l’arranger primordiale

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

6 gennaio 2016 at 20:00

Pubblicato su Casio

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