Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

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Sempre in merito agli arranger Korg dell’attuale serie Pa

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Arranger Korg serie Pa

Siete estimatori degli arranger Korg e non avete ancora letto l’intervista rilasciata da Raffaele Mirabella di Eko Music Group a questo nostro blog? Se non l’avete ancora fatto, vi invito a farlo ora, facendo clic su questo collegamento.

Ora, sempre in merito agli arranger Korg dell’attuale serie, dal 27 aprile scorso rimbalza sul web l’annuncio di aggiornamenti software. La notizia, in breve, è che le due nuove funzioni introdotte nelle settimane precedenti su Pa900, Pa600 e Pa300 sono ora state estese anche ai tre arranger più attuali. Questi passano a nuova versione del sistema operativo rispettivamente: Pa4X assume la versione 2.1.0, Pa1000 si aggiorna alla versione 1.1.0 e Pa700 ottiene la versione 1.2.0. In breve, siamo di fronte all’allineamento dei vari prodotti che vanno tutti a ricevere gli ultimi sviluppi: l’aggiornamento riguarda infatti la compatibilità con il pedale del volume VOX V860 e le curve preset per il pedale del volume e dell’espressione. I collegamenti per scaricare gli aggiornamenti sono riepilogati nella pagina dedicata sul sito del distributore Korg nazionale Eko Music Group.

Colgo l’occasione per segnalare, a quei pochi distratti a cui è sfuggito, che Eko Music Group aveva pubblicato a fine febbraio sul proprio canale YouTube un filmato tutorial in italiano che descrive – per tutti gli arranger Korg della serie Pa – i passaggi necessari per assegnare un proprio campione OneShot ad un pulsante Pad. In pratica sono necessari cinque passaggi principali descritti con cura nel filmato (si veda qui sotto):

  1. Caricare il campione (wav) nella memoria RAM dello strumento.
  2. Assegnare il Sample ad un indice (index) e ad un Multisample.
  3. Associare il Multisample ottenuto ad un Sound nel banco User.
  4. Assegnare il nuovo Sound ad un Pad.
  5. Richiamare il nuovo Pad in modo Style Play. E, finalmente suonare.

Data l’evoluta architettura degli arranger Korg, la procedura è piuttosto articolata, ma questo filmato video dovrebbe aiutare a capire come fare.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

11 maggio 2018 at 07:00

Pubblicato su Korg

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MusikMesse 2018: aggiornamenti software per gli arranger Korg

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Nella nostra rassegna cominciata mercoledì scorso con il resoconto degli stand di Ketron, Casio e Yamaha, siamo ora arrivati virtualmente al marchio Korg, protagonista assoluto degli strumenti digitali a tastiera a livello globale e del comparto arranger in particolare, ma la cui presenza nella fiera 2018 non sembra fare molto rumore. Il prodotto più interessante del momento in casa Korg è sicuramente il synth analogico Prologue (provato in diretta da Steve Airoldi e Riccardo Gerbi del canale Strumenti Musicali di AudioFader, ecco il video).

Korg Messe

Suonare Korg Pa1000 al MusikMesse 2018

In occasione di Francoforte, la casa italo-giapponese (scrivo così perché, nonostante il quartiere generale dell’azienda sia in Giappone, la progettazione, lo sviluppo e la produzione degli arranger avviene ad Osimo presso la sede di Korg Italy), non ha portato nessun nuovo strumento che potesse riguardare il segmento di prodotti di nostro interesse. Del resto, non possiamo più parlare di novità dell’ultima ora di Pa1000 e Pa700, due ottimi prodotti che hanno visto la luce lo scorso settembre.

Nel segmento arranger, al centro c’è sempre Leggi il seguito di questo post »

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

14 aprile 2018 at 09:18

Pubblicato su Korg

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Arranger: touch-screen e controlli fisici

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Vi siete mai guardati bene mentre suonate la vostra tastiera arranger? Con le dita toccate tasti bianchi e neri, premete pulsanti sul pannello, muovete cursori, sfiorate le superfici dei pad, agite sul joystick, ruotate la manopola del volume e, con i piedi, schiacciate il pedale tonale o quello dell’espressione. In breve: comandate l’esecuzione strumentale e artistica tramite contatti fisici.

Tecnologia digitale in movimento

Il punto non è banale, come potrebbe sembrare. La tecnologia digitale è, per definizione, in continuo movimento: dagli anni ’80 in poi, l’industria ha ricercato e realizzato soluzioni di usabilità ispirandosi a principi innovativi di semplicità e rapidità d’uso. Tale ricerca continua ancora oggi. Non siamo ancora arrivati ad un punto fermo, anche se il touch-screen sembra essere diventata la soluzione standard de facto per un’interfaccia d’uso moderna e intuitiva.

Sembra. Ma è davvero così?

Era tutto cominciato con i dispositivi dei bancomat e degli sportelli informativi. Poi è dilagato sui dispositivi mobili, sui navigatori satellitari e sulle console portatili dei videogiochi. Successivamente è toccato a smartphone, tablet e PC. La tradizionale tastiera fisica QWERTY (o AZERTY nei paesi francofoni) sta cedendo il passo: il numero di dispositivi digitali che emulano la tastiera sul touch-screen è in crescita inesorabile.

Ma, venendo a noi, e gli strumenti musicali? Le tastiere digitali hanno veramente bisogno di uno schermo touch-screen? Vediamo insieme alcuni esempi tratti dal mercato reale.

Korg i30, nel 1998 è stato il primo arranger dotato di schermo touch-screen

Arranger con touch-screen

Grande estimatore dello schermo touch-screen è Korg. Sin da quando è stato lanciato sul mercato i30 (nel 1998), tranne un ripensamento con Pa80, questa scelta è diventata un punto fermo della casa giapponese. Schermi tattili sono montati su tutti i modelli della serie Pa: non solo sui modelli più elevati come Pa4X e Pa900, ma anche su quelli più economici come Pa600 e Pa300. Del resto, il sistema operativo di queste macchine è articolato e offre notevoli profondità di programmazione, permettendo di agire su un vasto numero di dettagli. L’elenco dei parametri configurabili è così elevato da richiedere necessariamente il ricorso a numerose pagine video: in queste condizioni non riuscirei nemmeno ad immaginarmi un arranger Korg senza uno schermo tattile.

La scelta tecnologica di passare al touch-screen è stata fatta recentemente anche da Ketron con SD7 nel 2015. E ora ha stabilito di estenderla anche a SD9. Rispetto la serie Audya, ora gli arranger del produttore di Ancona si presentano con un pannello più moderno e spoglio di pulsanti.

Non è un caso che anche il produttore “più tecnologico” di tutti, abbia introdotto lo schermo touch-screen. Mi riferisco ovviamente a Casio che, pur facendo ricordo ad una qualità costruttiva più contenuta, ha applicato la propria soluzione di schermo sensibile al tocco su MZ-X500 e MZ-X300 riprendendo il buon lavoro fatto sui pianoforti digitali della serie Privia.

Ci sono altri costruttori di strumenti musicali che hanno fatto una scelta diversa.

Arranger senza touch-screen

Chi non intende rinunciare ai controlli fisici, potrà trovare sempre più interessanti gli arranger di casa Yamaha (Tyros e PSR-S). Questi strumenti montano gli schermi a colori più attraenti sul mercato, eppure non sono touch-screen. Per agire sulle funzioni, occorre premere i pulsanti posti accanto e sotto lo schermo stesso: sulle pagine video, sono chiaramente indicati quali pulsanti premere per quali finalità. L’interattività è immediata, la semplicità d’uso è a portata di mano e, in breve tempo, è possibile diventare operativi. Quasi ad occhi chiusi.

Roland E-A7 è un arranger in cui spicca con chiarezza la scelta progettuale di portare all’estremo il numero di parametri disponibili sotto il controllo fisico a pannello, rendendo immediato l’accesso ad un numero elevato di funzionalità e senza costringere alla navigazione sui classici menu a video.  Anzi, se vogliamo dirla tutta, E-A7 dispone di due schermi minuscoli e, in questo senso, la scelta si contrappone alla brillantezza dei display presenti sugli strumenti Yamaha. Tuttavia, l’ergonomia non è stata penalizzata: al contrario, i rinomati concetti di usabilità di Roland sono ora fondati sul solo uso di pulsanti e manopole a pannello. E’ una scelta progettuale diversa e, se vogliamo, contro-corrente, ma non per questo è da sottovalutare.

Roland E-A7: un pannello affollato di pulsanti e controlli fisici

Questione di scelte

I musicisti abituati a cose semplici ed immediate, quelli alla ricerca della massima interattività e i musicisti non vedenti potrebbero essere in difficoltà con l’uso del touch-screen: per tutti costoro, la scelta dei controlli fisici a pannello continua ad essere la scelta più favorevole. Non mi stupisce, d’altra parte, che nativi digitali, patiti degli smartphone ed appassionati delle ultime tecnologie in genere, possano prediligere le tastiere digitali dotate di schermi tattili.

Ad ognuno il suo. E mi piace costatare come sia confortante poter ancora scegliere.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

15 giugno 2017 at 20:00

Korg Pa80 Card Converter: aggiornamento alla versione 1.10

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Korg Pa80 Converter – Copyright Korg Italy

Pa80 è stato l’arranger più venduto della storia di Korg e chissà se qualcuno di voi ne ha ancora uno in casa. Sono certo che molti di voi ricorderanno lo scorso anno, quando Max Tempia ha raccontato ai lettori di tastiere arranger la genesi di questo prodotto di successo: tutto questo è ormai storia. Del resto, la qualità intrinseca di quell’arranger workstation è talmente pregiata che, ancora oggi, Korg mantiene a listino lo stesso prodotto, seppure sotto forme hardware più innovative, più contenute ed originali: si vedano microARRANGER e Liverpool.

Veniamo ora a noi: per i felici possessori di Pa80, nel 2008 Korg Italy aveva rilasciato un programma software di utilità per PC che aveva lo scopo di convertire i dati utente personalizzati su quello strumento per renderli disponibili anche su modelli di arranger successivi. Ora la novità del 2017 sta nel fatto che, nel mese di gennaio scorso, Korg Italy ha pubblicato la versione aggiornata 1.10 di quel software: si chiama Converting PA80 Card e funziona su tutte le più recenti versioni di PC con Microsoft Windows 7, 8 e 10. I dati salvati su Pa80 possono essere ora convertiti e riportati su Pa4X, Pa3X, Pa300, Pa600, Pa900, Pa3XLe, Havian 30, Pa2X Pro, Pa800 e Pa1X Pro.

Immagine tratta dal manuale di Pa80 Card Converter – Copyright Korg Italy

Il processo di conversione riguarda i dati memorizzati nella scheda di memoria (Flash Card) opzionale che va quindi inserita su Pa80 per cominciare. Queste schede di espansione erano vendute con diversi tagli: da 8MB fino a 64MB. Da qui, va eseguita una copia su floppy-disk e pertanto vi si richiede di prepararvi con una sufficiente scorta dei vecchi dischetti. Lo so, sono sempre più difficili da trovare. Dimenticavo, servirà anche un lettore esterno di dischetti da collegare alla porta USB del vostro PC.

Il software converte solo i dati utente presenti originariamente sulla Flash Card e non agisce sui dati salvati nella memoria interna di Pa80. La tecnica utilizzata dal software è quella di convertire tutti i dati nel formato proprietario del modello Pa1X, nella certezza che tutti i modelli successivi della serie Pa garantiscono la compatibilità totale con Pa1X stessa. Il processo riporta User Sounds, campioni e stili ma non coinvolge Performance e banchi di STS. Di conseguenza solo le tracce degli stili possono essere convertite e non le tracce assegnate alle voci da tastiera.

Per saperne di più, leggete il comunicato sul sito ufficiale.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

22 marzo 2017 at 18:00

Estensione della garanzia sui prodotti Korg

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Può essere interessante per voi questa iniziativa commerciale di Eko Music Group, distributore dei prodotti Korg in Italia? Sì può esserlo, certamente. Ma cerchiamo di capire meglio insieme.

garanzia

Quando acquistiamo un prodotto in qualità di consumatori al dettaglio (cioè da persone fisiche, senza partita IVA), abbiamo diritto alla garanzia legale della durata di due anni. In questo periodo, ci possiamo rivalere sul venditore e non necessariamente in modo diretto al produttore. Quindi, se il nostro arranger dimostra un difetto di produzione e necessita di un intervento tecnico, ci rechiamo nel negozio dove abbiamo acquistato il bene, esibiamo lo scrontrino o la ricevuta fiscale da cui si evince la data dell’acquisto e possiamo richiedere la riparazione: il venditore è tenuto a ritirare, senza alcuna spesa, il prodotto difettoso e ad assicurane la riparazione o la sostituzione entro un termine ragionevole.

Ora qual è la novità proposta da Eko Music Group? Oltre ai due anni previsti dalle normative vigenti, per chi acquista uno strumento a tastiera Korg entro il 31 dicembre 2016, il distributore nazionale si impegna a riconoscere altri due anni di garanzia. In totale quattro.

Attenzione! Ricordate che, nel corso di questi quattro anni, non avrete il diritto a qualsiasi tipo di riparazione: se lo strumento è stato danneggiato per errato utilizzo (ad esempio lo fate cadere dal palco oppure fulminate la scheda madre perché avete aperto lo strumento per tentare da inesperti una riparazione fai-da-te), ebbene queste riparazioni saranno a vostro carico. Anche l’usura normale usura del prodotto non è contemplata: se la scocca di uno strumento è rovinata sugli spigoli a forza di caricarlo/scaricarlo sul camion all’interno di una custodia non molto protettiva, anche in questi casi non avrete diritto ad alcuna riparazione in garanzia. Inoltre, sappiate che il venditore e, alle sue spalle Eko Music Group, potranno sempre rifiutarsi di riparare uno strumento qualora scoprissero che il costo della riparazione fosse superiore al valore del bene stesso: in questo caso potrete ottenere la sostituzione del prodotto o un rimborso del valore del prezzo di acquisto del prodotto nuovo, decurtato per ogni anno del 15%.

Per concludere, se volete saperne di più, leggetevi le specifiche di http://www.oltrelagaranzia.it/ la società a cui si è rivolta Eko Music Group per gestire su basi assicurativi i due anni di estensione della garanzia stessa.

Insomma, per farla breve, ecco per voi una ragione in più per considerare l’acquisto dicembrino di un arranger nuovo. In casa Korg ricordatevi di Pa4X, Pa3x Le, Pa900, Pa600, Pa300, Liverpool  e Havian 30.

E le altre case? Alla data attuale Yamaha riconosce ben 5 anni di estensione di garanzia sui pianoforti con accompagnamenti Clavinova CVP e altri pianoforti della serie CLP, Avantgrand, NU-1 Hybrid Piano e Modus F02. Roland non riconosce estensioni di garanzia sugli arranger, ma solo sui pedali Boss e sui pianoforti HP, HPi e LX.

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E ora, dopo questa digressione “burocratica”, mettetevi comodi, passiamo alla musica e vediamo insieme Steve McNally mentre suona, ci racconta e approfondisce le caratteristiche Pa4X, l’attuale ammiraglia di casa Korg.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

4 dicembre 2016 at 22:14

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Rilascio nuovi sistemi operativi Korg: V2.0 per Pa300 e Havian 30, V1.1.3 per Pa4X

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Il tempo passa e scorre. Le cose cambiano e a volte migliorano. In questa occasione è il caso di essere ottimisti visto che il 25 febbraio u.s. Korg ha rilasciato l’aggiornamento del sistema operativo per diversi modelli di arranger.

Pa300

Korg Pa300, la tastiera portatile

Cominciamo dalla versione 2.0.0 per la tastiera portatile Pa300 e per il pianoforte digitale con sezione arranger Havian 30

Su entrambi gli strumenti, si dà ora la possibilità di accedere all’area di memoria dove è ammessa la possibilità di caricare 32MB di campioni personali (PCM User), dando il via così al caricamento di librerie sonore aggiuntive che possono estendere le possibilità sonore dello strumento.

Un secondo aspetto migliorativo riguarda Pa300 soltanto ed è l’introduzione di Final Limiter, un nuovo effetto che consente di alzare il volume dell’amplificazione di bordo senza correre il rischio di distorgere il suono.

L’aggiornamento di Pa300 è scaricabile da qui. Quello di Havian 30 è invece disponibile qui.

E veniamo ora all’ammiraglia Pa4X per la quale è stato previsto un upgrade che va a risolvere un problema software che si verificava talvolta in faso di avvio dello strumento. Si tratta della versione 1.1.3 e potete scaricarla da qui.

Forse non è molto, ma è già qualcosa di importante. E soprattutto è il segno che Korg continua a dare importanza ai propri prodotti mantenendo l’impegno ad aumentare il valore degli investimenti fatti dai propri clienti.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

9 marzo 2016 at 23:06

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Stili in regalo da Korg Italy – Volume 23 e Volume 24

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Arranger Korg per animare le feste

Arranger Korg per animare le feste

Korg Italy si presenta anche quest’anno con un regalo natalizio per i propri clienti pubblicando un aggiornamento gratuito di risorse aggiuntive per la serie Pa (Professional Arranger). Trattasi di due nuove collezioni: il rilascio dei precedenti volumi risale all’estate del 2014, quando erano usciti contemporaneamente il volume 21 e 22.

Volume 23

La prima delle due nuove collezioni contiene una raccolta di 12 stili di ambiente rhythm&blues e soul (caspita!). Si presti attenzione al fatto che non sono stili generalisti per un vasto repertorio: sono stati creati pensando soltanto a specifici brani: sono song style, come ama dire qualcuno. Quello che voglio dirvi è che sono ideali per suonare quei 12 brani originali ma che potrebbero non rispondere bene su altri canzoni, visto che non supportano pienamente altri tipi di accordi e di armonia, come invece succede con gli stili normali.

I nomi degli stili camuffano il titolo originale del brano e, per comodità, ve lo aggiungo io fra parentesi:

  • Sweet Home (Sweet Home Chicago di Robert Johnson e resa celebre dal film The Blues Brothers)
  • Gimme Love (Gimme Some Lovin’ scritta dal mitico organista Steve Winwood e portata al successo dallo Spencer Davis Group)
  • Shake Your Tail (Shake Your Tail Feather di cui tutti rammentiamo una ruggente versione di Ray Charles, anche questa tratta dal film The Blues Brothers)
  • Better Think  (Think!, ovviamente la voce più bella del soul Aretha Franklin)
  • Horse Sally (Mustang Sally di Wilson Pickett, che alcuni di voi ricorderanno dallo splendido film irlandese dedicato alla musica soul, The Committments)
  • At Midnight (In the Midnight Hour, come sopra di Wilson Pickett e dal film The Committments).
  • Chain The Fools (Chain of Fools, celeberrima canzone di Aretha Franklin)
  • Peter Theme (Peter Gunn Theme di Henry Mancini non avrebbe nulla a vedere con il blues, essendo un brano orchestrale nato come colonna sonora di un programma TV, ma da quando è stato usato in una scena da culto nel film The Blues Brothers è diventato un inno ostinato e ossessionante degli amanti della musica nera)
  • MinnieFreeloader (Minnie The Moocher di Cab Calloway, un classico del jazz anche questo entrato nel repertorio degli amanti del blues sempre grazie al film The Blues Brothers).
  • Everybody Bros (Everybody Need Somebody to Love del compianto Salomon Burke, trasformata nel tempo da Wilson Pickett fino a diventare un capolavoro universale con John Belushi e Dan Aykroyd nel film The Blues Brothers).
  • Prisoner Rock (Jailhouse Rock di Elvis Presley e gran finale del film The Blues Brothers – ancora una volta)
  • Soul Bros (Soul Man di Sam & Dave).

Questo volume è fatto di due cartelle:

  • Pa3X (può essere caricato anche su Pa3XLe, Pa900, Pa600, Pa300 and HAVIAN 30)
  • Pa4X (in questa cartella mancano gli ultimi tre stili della lista di cui qui sopra, dato che questi fanno già parte degli stili di fabbrica precaricati sullo strumento).

Volume 24

La collezione successiva VOLUME 24 è più esclusiva e può essere installata solo su Korg Pa4X. Trattasi di otto stili per il repertorio pop:

  • Marvin G. Pop
  • All Begins Pop
  • Blood Flow Pop
  • Let Her Pop
  • Drag Me Pop
  • Can’t Feel Pop
  • Want Me Pop
  • Fast Guitar Pop

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Per concludere, vi passo il riferimento all’annuncio del distributore nazionale Eko Music Group e la pagina BonusWare di Korg da cui effettuare lo scarico dei file.

E ora diamo spazio ai Blues Brothers!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

19 dicembre 2015 at 10:34

Pubblicato su Korg

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