Archivio dell'autore: Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

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Informazioni su Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

Ho creato nel 2009 il blog Tastiere Arranger per raccontare tutto quello che si deve sapere sulle tastiere con accompagnamenti. Ho collaborato in passato con MusicOff e AudioFader. Oggi, oltre a scrivere per questo blog, faccio parte del team di autori di SM Strumenti Musicali dove pubblico test, focus e recensioni sugli arranger.

Conviene investire in una tastiera arranger nel 2023?

Ricevo un flusso regolare di domande da lettori di questo blog che mi chiedono se – negli anni Venti di questo secolo – sia ancora conveniente investire in una tastiera arranger. Premesso che ognuno di noi è libero di fare quello che vuole con le proprie passioni, devo confessarvi che questa curiosità mi dà l’impressione che, sotto sotto, molti non comprendano appieno il significato delle tastiere arranger rispetto le altre categorie di strumenti a tastiera (synth, workstation, pianoforti digitali, organi, etc.). Forse è il caso di riprendere la materia e fare chiarezza insieme.

Fonte: Yamaha Keyboards Official

Cominciamo precisando che l’offerta di arranger sul mercato è molto ampia: questo aspetto dimostra come, rispetto altri settori di strumenti musicali, quello degli arranger sia in salute. Facciamo qualche nome. In termini generali, potremmo dire che quelli che, negli anni 90 venivano chiamati semplicemente “arranger” oggi possono essere ritrovati nell’area dei modelli di base, dove il prezzo oscilla fra 300 e 700 euro: per Yamaha ci sono PSR-SX600, PSR-EW425 e PSR-E473; i modelli Korg sono EK-50L e i3 (2020); per Casio compaiono CT-S1000V,  CT-S500, CT-X5000 e CT-X3000; per Roland c’è E-X50. Da questa categoria, ci si può muovere verso l’alto per scoprire l’area degli arranger workstation, modelli con funzionalità complete per la produzione musicale in condizioni di portabilità: qui troviamo Korg Pa700 e Pa1000, Yamaha PSR-SX700 e PSR-SX900 e Ketron SD-40. Gli arranger non sono tutti qui, ci sono gli strumenti eccelsi al top di gamma, dove le caratteristiche sono espresse alla massima potenza: Yamaha con la serie Tyros evoluta in Genos, Korg Pa5X (e modelli precedenti come Pa3X e Pa4X), Ketron Event, SD60, SD-9, SD-90 e SD-7. Una categoria a parte è quella magnifica dei pianoforti arranger: Yamaha CVP e CSP (Clavinova), DGX-670 e P-S500; Casio PX-S3100, CDP-S360 e Korg XE20. Citiamo infine, almeno per documentarne l’esistenza, i numerosi modelli di arranger economici dedicati agli esordienti (essenzialmente prodotti da Casio e Yamaha), dove il risparmio sui componenti è mitigato da un livello di qualità dei suoni che è in crescita negli ultimi dieci anni.

Cosa hanno in comune tutti questi modelli? Sono strumenti musicali a tastiera (di solito con 61 tasti, alcuni ne hanno 76 semi-pesati oppure 88 pesati) e un pannello di controllo pieno di manopole, cursori, interruttori e pulsanti che sono il segno distintivo della capacità di concedere una padronanza interattiva totale della propria musica in tempo reale. Sono solitamente dotati di un grande schermo LCD centrale (spesso touch screen) che domina il pannello. Come succede nei migliori synth workstation, anche le tastiere arranger hanno GB di suoni di strumenti campionati di alta qualità a bordo: vanno dagli strumenti acustici come chitarra, pianoforte, suoni orchestrali ed etnici. Hanno poi un’estesa varietà di toni di sintetizzatori come synth lead e pad e un vasto assortimento di kit di batteria acustica ed elettronica. Gli arranger normalmente prevedono la possibilità di suonare in split o in layer con 2, 3 o anche più voci sovrapposte.

Korg Pa5X

Una caratteristica fisica evidente degli arranger è che questi hanno quasi sempre un amplificatore incorporato e altoparlanti che suonano molto bene. Trattasi di una comodità da non trascurare, essendo conveniente usarli quando si suona a casa o in ambienti raccolti.

Ma la caratteristica essenziale rispetto gli altri strumenti digitali è che gli arranger offrono accompagnamenti in tempo reale: la tastiera è in grado di generare basi musicali per chi suona, mettendo a disposizione una vera band o orchestra che accompagna l’esibizione. Tali accompagnamenti (detti anche stili) sono facilmente controllabili a tempo di esecuzione: è possibile accedere rapidamente a introduzioni, strofe, Fill-in, ritornelli, variazioni, special e finali consentendo così di eseguire qualsiasi performance musicale con creatività e immediatezza. Nessun altro strumento sul mercato vi permette di raggiungere con freschezza questa interattività musicale grazie al Database di pattern pronti all’uso. È possibile realizzare qualcosa di simile con gli arpeggiatori multi-timbrici dei synth e workstation o con i loop dei software di produzione musicale, ma ovviamente non è la stessa cosa.

Fonte: Casio Music Gear

Le funzionalità al servizio di chi fa intrattenimento dal vivo spaziano in un largo ventaglio di opzioni: lettori di basi audio, MIDI, karaoke, marker, progressioni di accordi, spartiti digitali e, talvolta, anche player video. I migliori arranger consentono di collegare un microfono e mixare la voce con effetti o generare armonie. Da diversi anni, tutti gli arranger – anche quelli più economici – offrono la possibilità di gestire file audio con la stessa flessibilità con cui in passato si gestivano i MIDI file.

Un altro aspetto specifico degli arranger è quello di essere dotati di “rubriche” di proprie impostazioni a cui attingere rapidamente. Funzioni evolute come SongBook, Registration, Setlist, Playlist e Performance List esistono solo sugli arranger e permettono di cercare facilmente e richiamare in modo intuitivo centinaia/migliaia di impostazioni per essere pronti a suonare i brani giusti nel modo giusto. La creazione di scalette su misura di ogni serata è un altro valore aggiunto. Anche qui, le equivalenti funzioni nei synth workstation sono un “qualcosa di simile”, ma non sono così evolute e semplici da usare.

Gli arranger sono strumenti hardware “tutto incluso”. Chi non lavora con l’hardware, si deve procurare una serie di oggetti diversi da collegare e gestire: master keyboard, schede audio, PC/MAC, software, piattaforma di suoni VST e plugin, DAW, mixer, unità effetti, processore vocale, monitor audio e altro ancora. Con un arranger, si ha tutto compatto in una sola unità: l’accendi e sei subito operativo.

A dire il vero, l’offerta globale odierna di arranger segnala alcuni margini di miglioramento: ad esempio, per avere tasti semi-pesati o pesati, bisogna spendere almeno 2000 euro e questa è una stranezza per me, visto che master keyboard, synth e persino pianoforti digitali hanno tasti decenti a prezzi inferiori. In secondo luogo, anche le plastiche e la robustezza talvolta lasciano a desiderare negli arranger più economici: è come se i produttori nella loro testa avessero assunto che, se compri un arranger a buon prezzo, tu debba mettere in conto una inevitabile fragilità costruttiva. Un’altra assunzione è che soltanto nella categoria top di gamma si possono trovare capacità di modificare i suoni in modo approfondito, mentre per gli altri modelli inferiori, ci si debba sostanzialmente organizzare con i suoni preset e con piccoli ritocchi. Su quasi tutti i modelli sono comunque sempre presenti processori di effetti, EQ e compressore. Piccola nota economica: gli arranger di qualità hanno un prezzo più elevato rispetto gli equivalenti modelli di synth workstation.

Ketron Event

Le scelte fatte dai produttori ci fanno capire che nelle tastiere arranger generalmente si pone più enfasi sui suoni acustici e orchestrali, necessari per creare accompagnamenti realistici: chi presta più attenzione ai suoni di sintetizzatore potrebbe quindi trovare maggiori variazioni di suoni su synth e workstation. La qualità degli stili di accompagnamento è cresciuta molto negli ultimi anni, a favore di un esteso impiego a livello professionale. In passato, i produttori avevano curato con maggiore attenzione il mondo mainstream tradizionale mentre per alcuni generi più attuali (come Dance Pop e Alternative/Indie Rock), non era così facile trovare gli stili sufficienti per soddisfare i gusti più esigenti. Occorre prendere atto che però – anno dopo anno – la situazione è in via di netto miglioramento.

Potrei continuare a lungo, l’argomento si presta a molteplici prospettive di analisi per chi suona, per chi compone, per chi sperimenta o per chi si esercita. Il punto sul quale vorrei chiudere oggi, prima di riprendere l’argomento in altre occasioni, è questo: l’arranger è l’ideale per mettere un musicista nelle condizioni migliori per entusiasmare i presenti, che ci si trovi in famiglia, con gli amici, in un contesto professionale o in un grande teatro. Qui i musicisti hanno a disposizione – giusto sotto le proprie dita – il più ampio numero di soluzioni possibili per arricchire l’intrattenimento. Nelle mani di chi sa suonare, anche nel 2023 questo strumento può far ballare e cantare chiunque, facendo resuscitare il pubblico, anche negli ambienti più scialbi.

Si chiama arranger. Non sottovalutatelo.

Il rapporto 2022 del blog tastierearranger.com

Il tredicesimo anno di vita di questo blog ci ha permesso di raggiungere i due milioni totali di clic: è successo nei giorni scorsi, intorno alla Vigilia di Natale. È un traguardo importante, credetemi. Sapete che sono armato della mia esperienza, della mia curiosità e della mia passione: raggiungere questi numeri di attenzione da parte di voi lettori, continua a farmi provare brividi unici.

Nel corso del solo 2022, abbiamo conseguito i risultati specifici che seguono.

Fra i 46 post pubblicati nell’anno mi piace segnalarne alcuni oggi, con il chiaro intento di stimolare la vostra curiosità e voglia di (ri)leggere.

Innanzitutto, non ci siamo fatti mancare le nostre riflessioni più accorate e appassionate:

Abbiamo cercato di capire il fenomeno della vendita di tastiere arranger usate nel 2022: Speciale | Tastiere arranger usate

Vi abbiamo consigliato la lettura de Il viaggio di Marcello Colò nell’industria musicale italiana.

La stesura dell’articolo su un arranger vintage com Elka OMB 5 ci ha poi condotti a dar vita all’esperienza del Team Arranger Legacy con Marcello Colò, Riccardo Gerbi e Giorgio Marinangeli:

Il mio dovere di cronista mi ha portato a dare nota dei 10 nuovi modelli di arranger usciti nell’anno:

Vi ho raccontato poi di:

Insomma, è stato un anno vivace e sono lieto di sapere che molti di voi continuano a prestare attenzione al pianeta arranger. Se il buon Dio vorrà concedermi il privilegio di resistere e continuare, saremo qui anche l’anno prossimo con altri scritti e testimonianze sulle tastiere digitali con accompagnamenti.

Voi tornate vero?

Fonte foto: Yamaha Keyboards Official Page

Il panorama delle tastiere arranger nel 2022

Dodici mesi fa eravamo tutti qui, in questo blog, a leccarci le ferite, al termine di un anno di apparente crisi di creatività: nel 2021 avevamo toccato il record negativo sotto la prospettiva del lancio di nuovi modelli. Ne erano stati presentati soltanto due quell’anno. Nel 2022, invece, la musica è cambiata di botto. Sono apparsi ben 10 nuovi arranger e, alcuni di questi, sono strumenti con i fiocchi. La nuova realtà ci offre un segnale positivo sullo stato di salute dell’industria musicale. Le novità dell’anno si sono verificate in tre aree distinte del mercato: top di gamma, gli “arranger per tutti” e i pianoforti con accompagnamenti.

Novità fra i top di gamma del 2022

I vertici del comparto sono stati rinnovati per ben due terzi. Korg ha proposto il nuovo progetto Pa5X: abbiamo un produttore che riscrive ex novo il sistema operativo dei propri Professional Arranger- proprio quelli reduci da un ventennale successo – e si presenta al mercato con una piattaforma rinnovata dalle fondamenta: ora le basi ci sono e Korg è nelle condizioni di arricchire e completare di contenuti questa nuova architettura nel corso del 2023 e oltre. Abbiamo poi Ketron che completa la parabola dei propri arranger audio e lancia il suo modello migliore di sempre, Event: il Made in Italy si sta facendo notare nel mondo grazie ad una creatura tecnologica scintillante che dimostra – ancora una volta – come gli italiani siano ancora in grado di dire qualcosa in termini di creatività e tecnologia. Il passo successivo spetterebbe a Yamaha: potrebbe completare il cerchio di rinnovamento dell’offerta globale con il modello successivo a Genos. Staremo a vedere quando lo farà.

Foto di Antoni Shkraba

Novità fra i c.d. “Arranger per tutti” del 2022

Da oltre cinque anni, questa è l’area più vivace del comparto e nel 2022 Yamaha si è presentata con la coppia vincente di PSR-EW425 e PSR-E473, di cui vi abbiamo raccontato il risultato del nostro test. Da parte sua, Casio ha rispettato l’appuntamento annuale calando due interessanti carte: un arranger con prestazioni di sintesi vocale (CT-S1000V, un unicum) e un arranger di base dalle buone qualità sonore (CT-S500). È tornata quest’anno a farsi vedere anche Roland con E-X50: ma, a guardare bene, ci dà l’impressione di considerare ancora marginale il segmento arranger rispetto i progetti globali della casa giapponese.

Novità fra i pianoforti arranger del 2022

L’area dei pianoforti digitali continua a dare segni di vitalità. C’è Yamaha con il lancio di P-S500 dove la sezione arranger è pilotabile dall’app Smart Pianist. E c’è Casio che è uscita nel 2022 con due modelli in re-styling: PX-S3100 mantiene ruggente la serie Privia, mentre un gradino più in basso CDP-S360 si aggira sul mercato ad un prezzo più aggressivo celando una sezione di 200 stili di accompagnamento.

Conclusioni

Insomma, che dite voi? Secondo me, questo 2022 è stato un anno di interessanti movimenti. E, se le novità non vi hanno toccato il cuore, sappiate che i negozi pullulano di ottimi arranger per tutte le tasche. Yamaha, Korg, Ketron, Casio e Roland non sono nate ieri e – come vi raccontiamo da anni in questo blog – ciascuno di noi ha sempre l’opportunità di trovare qualcosa di molto interessante anche fra i modelli che sono in produzione da anni.

Tocca a noi muovere le dita e suonare, suonare, suonare. Fare musica è quello che conta, tutto il resto sono chiacchiere.

Sample Creator alza il sipario su Revolution Algorithm Plus

I ragazzi italiani di Sample Creator sono noti ai lettori fedeli di questo blog. Ne abbiamo raccontato le gesta in occasione del lancio di Revolution Algorithm e dell’intervista che ci aveva concesso Maurizio Filisdeo.

Ritorniamo sull’argomento a distanza di due anni: in questi giorni è prevista l’uscita della nuova versione di questo software che sviluppa e amplia i concetti precedenti. Si chiama Revolution Algorithm Plus e, rispetto la versione precedente, offre 45 nuovi stili di accompagnamento con 600MB di nuovo materiale.

Per chi non lo sapesse, gli stili di Sample Creator sfruttano le capacità degli arranger Yamaha di levatura superiore (Genos, Tyros 5 e PSR-SX900) per la trasposizione armonica di tracce audio in base al riconoscimento degli accordi da tastiera. L’aggiornamento software riguarda l’introduzione di nuovi riff di chitarre (elettriche, classiche, flamenco), nuove tracce di basso e nuovi ritmi percussivi. La presenza di suoni inediti consente di assemblare nuovi stili originali sfruttando arpeggi, riff e groove in formato audio. L’integrazione piena con il sistema operativo di Yamaha agevola la creazione di nuovi accompagnamenti sia sfruttando il pieno formato audio, sia miscelando tracce MIDI con groove audio: la flessibilità e la ricchezza di soluzioni sono notevoli.

Sul canale YouTube di Sample Creator troverete altre demo dei nuovi stili, mentre tutte le informazioni sui listini, sul contenuto del nuovo upgrade (compreso l’elenco dettagliato dei 45 stili) e su come scaricare il software sono disponibili sul sito ufficiale di Sample Creator.

Consiglio vivamente i possessori di arranger Yamaha di ascoltare con attenzione le demo di questi prodotti.

Evviva il Made in Italy!

Korg Pa5X: rilascio del sistema operativo V1.1.0

L’ammiraglia di casa Korg inaugura oggi il cammino annunciato di aggiornamenti software. L’avevamo scoperto insieme: il lancio di Pa5X della scorsa estate non era soltanto il punto di arrivo di un lungo percorso, ma si delineava piuttosto come l’occasione per rifondare dalle basi la piattaforma Korg di Professional Arranger, dando la luce ad un modello che rappresentava il frutto più succoso della sua storia in vista di un nuovo domani.

Con l’annuncio odierno, assistiamo al primo di una serie di aggiornamenti software che costelleranno i prossimi mesi (anche anni probabilmente) al fine di arricchire il set di caratteristiche e funzionalità di questo arranger che si colloca in un livello di prima scelta, dove normalmente tutti i modelli traboccano di risorse tecnico-musicali.

Le migliorie introdotte dal produttore italo-giapponese nella V1.1.0 di Pa5X non passeranno alla storia con la fama di essere rivoluzionarie, ma sono comunque ampie e significative. Potete leggere da voi la lista completa sul sito del distributore nazionale dei prodotti Korg, Algam Eko. In questa sede, mi limito a sottolineare i “notevoli miglioramenti della velocità complessiva, della stabilità e delle prestazioni del sistema”.

Vi invito, insomma, a verificare da voi l’elenco dettagliato delle 10 migliorie introdotte su Pa5X e, se vi difetta la memoria sul significato di questo arranger di categoria top, vi consiglio un ripasso (ri)leggendo l’articolo da me pubblicato al momento dell’uscita del prodotto sul mercato: era il 30 giugno 2022.

Per l’occasione, il giovane Luciano Minetti, talento arruolato da Korg USA ci racconta nel video che segue – passo dopo passo – le novità e i punti di forza di questo arranger (attivate i sottotitoli, se avete difficoltà a seguire il parlato inglese).

Focus Ketron Event su SM Strumenti Musicali

Qualche giorno fa, vi avevo promesso che avrei pubblicato un articolo di approfondimento in merito a Ketron Event. Eccolo qui su SM Strumenti Musicali.

Buona lettura!

PS: Abbiamo già parlato di Ketron Event in questo blog in due occasioni: Ketron Event, prossimamente e Ketron alza il sipario su Event.

Ketron alza il sipario su Event

Ketron, marchio storico degli arranger, ha definitivamente svelato i misteri dietro cui si celavano le caratteristiche tecniche di Event. Il nuovo modello di tastiera con gli accompagnamenti si pone nella categoria dei top di gamma e include funzionalità esclusive ed innovative.

Ragazzi/e, eccomi qui oggi a celebrare l’annuncio solenne di un nuovo modello di arranger. Ci eravamo preparati lo scorso settembre, quando avevamo commentato insieme la strategia di comunicazione (graduale e progressiva) della casa di Ancona, che aveva provocato la curiosità della globale comunità di suonatori di tastiere con accompagnamenti.

Nei giorni scorsi, Ketron ha pubblicato l’opuscolo PDF ufficiale sul proprio sito, dal quale emergono con chiarezza gli intenti e l’orgoglio dell’azienda italiana: “realizzare le tastiere musicali più innovative, stimolanti e originali che si possano mai produrre nel presente con la tecnologia del futuro“. È evidente che, nel centro R&D di Ketron, le idee sono molto chiare in merito agli obiettivi da raggiungere e, soprattutto, è palpabile la consapevolezza di essere pronti a proporre al mercato un modello di svolta.

Real Bass, Real Chord

Ketron è stata un precursore del dominio dell’audio nella costruzione degli accompagnamenti: è una strada che anche la distinta concorrenza giapponese ha cercato di percorrere, sebbene non sia mai riuscita a raggiungere gli stessi risultati, essendosi tutto sommato concentrata sulle parti percussive. Ketron ha invece sviluppato una propria strategia tecnologica di lungo corso, l’ha perseguita con costanza e nel 2022 può ora annunciare di avere completato quel percorso di studio e sperimentazione. Nei modelli precedenti di Ketron (Audya, SD9, SD90 e fratelli), la presenza di tracce audio riguardava percussioni (Real Drums) e chitarre (Live Guitars): l’indice di realismo musicale nel mix era già notevole, ma il nuovo modello Event raggiunge l’apice. Appaiono, infatti, la traccia audio del basso (Real Bass) e la traccia audio degli accompagnamenti (Real Chord). Quest’ultima è un mix di tre parti diverse in audio stereo che vanno a perfezionare un impressionante muro sonoro, almeno così possiamo sentire dalle prime demo pubblicate sul canale YouTube di Ketron. Le tracce MIDI degli stili non sono scomparse, anzi lo strumento offre la possibilità di farle suonare in alternativa o addirittura insieme alle nuove tracce audio (ad esempio la traccia del basso MIDI può essere suonata insieme al Real Bass, ma così è anche per Real Chord e le altre parti): questa flessibilità contribuisce ad arricchire la varietà degli accompagnamenti e rende meno ripetitivo l’uso ciclico degli stili.

Caratteristiche

I punti di forza di Event non sono tutti qui. Dalla lettura della documentazione ufficiale emergono altre caratteristiche molto interessanti: per le parti suonate con le proprie mani in tempo reale, sono a disposizione timbri Unique Real Solos (campioni dalle dimensioni così estese da distillare anche l’ultimo respiro di una voce acustica), Morphing (passaggi dinamici a dissolvenza incrociata fra voci ed effetti diversi in tempo reale) e Twin Organ (l’emulatore Hammond con tanto di drawbar può essere sovrapposto a timbri d’organo provvisti dal generatore sonoro PCM). Per chi ama scolpire e correggere i propri timbri, Event offre filtri ADSR, EQ, compressore, DSP con vasta sezione effetti, campionatore con possibilità di caricare nuovi Sound Bank. C’è poi tutto quello che serve a favore di chi usa lo strumento nelle serate dal vivo: doppio Player audio/MIDI, lettore Bluetooth, visualizzazione di testi in sincronia (Karaoke) o da file (spartiti, immagini), proiezione di video, Registration, gestione delle scalette con Playbox, doppio collegamento microfonico con armonizzatore vocale Voicetron. I MIDI file possono essere personalizzati grazie al modulo GM che può agire sui parametri globali del brano oltre che su ciascuna traccia. È possibile creare i propri stili di accompagnamento partendo da zero (Edit Style) oppure attingendo all’ampio database di pattern MIDI e audio incluso nello strumento (Modeling). Dal recente modello Ketron Lounge poi, arriva STEM, il player multitraccia audio.

Prossimamente: approfondimento di Event su SM Strumenti Musicali

Queste le prime impressioni a fronte dall’annuncio dettagliato di Ketron. Ci sarebbe molto da raccontare, ma l’approfondimento è rinviato all’articolo che sto scrivendo in questi giorni e che è destinato ad essere pubblicato su SM Strumenti Musicali lunedì 5 dicembre.

A presto!

Yamaha alza il sipario su P-S500

L’annuncio di questo nuovo modello di pianoforte arranger ci porta inevitabilmente alla memoria il giorno in cui vi abbiamo parlato di Clavinova CSP-150 e CSP-170. Era il mese settembre 2017 quando Yamaha aveva destato la nostra attenzione con l’inserimento a listino di due modelli di pianoforti verticali, con tanto di mobile elegante, per i quali il controllo interattivo era possibile tramite l’app Smart Pianist: la novità era che quest’ultima eccezionalmente includeva l’accesso ad una ricca sezione di stili di accompagnamento. Oggi, a distanza di cinque anni, ritorniamo sull’argomento, visto che Yamaha ripropone lo stesso concetto di interazione utente con il lancio di P-S500.

L’app Smart Pianist è disponibile per tutta la vasta serie di pianoforti digitali Yamaha, ma solo pochissimi modelli hanno accesso alla sezione arranger inclusa nell’app. Sino a ieri solo CSP-150 e CSP-170. Da oggi anche P-S500.

Il nuovo prodotto appartiene alla serie P, solitamente depositaria dei pianoforti digitali portatili di casa Yamaha, ma qui spicca di più l’evidente ispirazione alla serie CSP. Dalla nomenclatura del modello, saremmo portati a pensare che P-S500 possa essere portato sul palco, alle prove, in studio. Ma il peso è comunque importante (21kg) e l’impressione che prevale (per ora) è quella di essere di fronte ad un prodotto destinato a trovare una collocazione meno impegnativa nell’ambito casalingo.

Rispetto i modelli CSP, i tagli operati non riguardano solo il mobile, ma anche il numero di risorse disponibili (voci, stili) e la qualità della tastiera: sono sempre 88 tasti pesati, ma qui abbiamo la classica variante Yamaha nota come GHS (Graded Hammer Standard) con tasti neri opachi. La polifonia massima è di 256 note.

Yamaha P-S500 – Fonte Yamaha Music Europe

È presente un piccolo display LCD di servizio, ma rimane sempre fondamentale l’uso del tablet con la applicazione Smart Pianist, grazie alla quale è possibile espandere il controllo dei suoni dai 100 standard fino a 660. Fra questi spiccano 13 timbri VRM: la Modellazione Virtuale della Risonanza “calcola i vari stadi delle corde per ognuna delle 88 note della tastiera, da un istante all’altro”; lo strumento è in grado di restituire un vasto numero di fattori tipici del panorama sonoro offerto dal pianoforte acustico. Ci sono inoltre 111 Super Articulation Voices la cui ricchezza espressiva estende i suoni con gli effetti fisici caratteristici degli strumenti acustici. La collezione di suoni di qualità include 25 voci Natural!, 27 voci Sweet!, 47 voci Cool!, 58 voci Live! e 29 Organ Flutes! I campioni di pianoforte a coda eccellono grazie alla presenza di due fuoriclasse come il giapponese Yamaha CFX Grand e il viennese Bösendorfer Imperial

La sezione arranger è erogata dallo strumento ma è controllata dal tablet. P-S500 offre 328 stili Pro, 25 stili Session, tre stili Free Play e 13 accompagnamenti Pianist. Il controllo della diteggiatura può avvenire a scelta sull’intera estensione degli 88 tasti o soltanto a sinistra del punto di Split. Gli stili hanno un solo Intro, un solo Ending ma offrono le regolari quattro variazioni Main.

È possibile registrare in formato MIDI sul dispositivo smart o in formato audio tramite la porta USB. E, per la cronaca, è possibile collegare un microfono per sfruttare l’armonizzatore vocale.

Nel rispetto dei canoni delle tastiere arranger, è presente l’amplificazione di bordo con due coppie di altoparlanti da 20W+6W. Yamaha strizza l’occhio ai principianti dello studio del pianoforte fornendo gli strumenti di guida – ormai noti – come il controllo automatico della correttezza delle note suonate e del rispetto della scansione tempo, oltre alla guida che indica quale tasto premere in tempo reale, grazie a led illuminati.

La connessione con il tablet che ospita Smart Pianist può avvenire tramite cavo USB oppure adattatore wireless. Fra le varie funzionalità disponibili sulla app, vale la pena ricordare anche Audio to Score: questa è in grado di interpreta il flusso audio per calcolare gli accordi da visualizza in uno spartito durante l’esecuzione di un brano musicale.

Il prezzo di questo pianoforte arranger è intorno ai 2500 euro e può variare nei diversi negozi di strumenti musicali.

Arranger Legacy | Technics SM-AC1200

Riprendiamo il discorso di Arranger Legacy accendendo i riflettori odierni su un modulo di arranger apparso per la prima volta nel mercato nel 1994: SM-AC1200. Trattasi della versione expander della tastiera a 61 tasti SX-KN1200 derivata a sua volta dall’ammiraglia Technics del tempo, e cioè SX-KN2000.

Protagonisti del 1994

Lo scenario di mercato degli arranger professionali di quell’anno pullulava di marchi vari in continua evoluzione: Generalmusic (GEM), Roland, Korg, Solton by Ketron, Farfisa e, ovviamente, Yamaha. Technics era un nome di primo piano: aveva una discreta presenza nel nostro Paese ma, rispetto gli altri brand, era svantaggiata a causa di una forza commerciale meno efficace. Questa cosa non succedeva nel resto d’Europa e del mondo. In particolare, in Germania, Spagna, Francia e soprattutto Regno Unito, le vendite e la popolarità di Technics dimostravano la capacità dell’azienda giapponese di competere senza timore con i grandi, in cima alle classifiche. Girava il mondo negli anni ’90 Dany Dayn: il dimostratore ufficiale dei prodotti Technics era originario del Belgio e faceva furore nelle fiere e negli eventi promozionali, grazie alle proprie qualità di musicista ma anche al fatto che gli strumenti Technics avevano una formidabile sostanza musicale. Se avete due minuti, fate un giro sul blog di Dany Dayn.

Dany Dayn suona gli arranger Technics davanti a 2000 persone

Technics: strumenti musicali di valore

Negli anni 90, Technics apparteneva al gruppo Matsushita (oggi Panasonic) la cui energia economica era ai vertici dei mercati internazionali. Gli autorevoli investimenti nel settore musicale offrivano una positiva ricaduta al centro R&D degli arranger, rendendo accessibile tecnologia di primordine. Il fatto di progettare e produrre impianti hi-fi di eccellenza consentiva a Technics di montare egregi amplificatori di bordo sugli strumenti della serie KN. E non è tutto qui: Technics primeggiava anche nella produzione di ottimi suoni: musicisti di tutta Europa ancora oggi ricordano la buona reputazione di cui godevano i timbri di pianoforte digitale e di archi delle tastiere Technics.

Tutto questo non era il frutto del caso, ma di una pluriennale storia di ricerca e sviluppo. Nel libro di recente pubblicazione (Scusi ma lei che lavoro fa? di Marcello Colò e Riccardo Gerbi), lo stesso Marcello in persona ricorda il giorno in cui, in una fiera di strumenti musicali a Londra nel 1983, aveva scoperto un rivoluzionario metodo di campionamenti del segnale analogico originario: era nata la tecnologia PCM ed era apparsa per la prima volta in un organo Technics della serie Technitone E. Gli altri produttori musicali continueranno a lavorare con sintesi sottrattiva negli anni a seguire: Technics era davanti a tutti.

La qualità costruttiva era poi al top: da una parte la meccanica dei tasti era competitiva rispetto gli strumenti dell’epoca, dall’altra ancora oggi numerosi musicisti suonano esemplari di quegli strumenti degli anni ’90 dimostrando nei fatti il valore durevole dei componenti utilizzati.

Technics SM-AC1200

Veniamo al prodotto in esame oggi: SM-AC1200. Made in Japan. Della bellezza di quei suoni, vi abbiamo già detto. Aggiungiamo che nel 1994 cominciavano ad affermarsi i primi strumenti dotati di unità effetti DSP entro lo strumento, permettendo un rapido accesso a riverbero e Chorus. SM-AC1200 ereditava dagli arranger dello stesso produttore un pannello con pulsantiera alquanto affollata: questi strumenti richiedevano un po’ di pratica prima di conoscerli a fondo. Dopo un discreto periodo però, alla fine si poteva fare di tutto e farlo in un attimo. Per comandare la sezione arranger (100 stili di accompagnamento) era apprezzato il tasto One Touch Play che richiamava le voci principali da suonare in tempo reale per ciascun stile; grazie all’accoppiata con la funzione Music Style Arranger, si poteva passare a tre variazioni ulteriori, sia per l’accompagnamento sia per le parti principali.

Technics SM-AC1200

L’immediatezza d’uso degli arranger Technics era un altro dei motivi di successo di questi modelli: l’aspetto Live era studiato con la massima cura. L’idea vincente erano i tasti dell’area Part Select sul pannello: consentivano in modo rapido – e più intuitivo rispetto gli altri produttori del tempo – di attivare la parte Right 1 o, in alternativa, solo la parte Right 2, o ancora entrambe le voci in Layer. Lo stesso dicasi per la parte Lower. La polifonia di SM-AC1200 di 32 note – uno standard per l’epoca – era disponibile per i 200 suoni PCM di bordo. Il prodotto non era privo di un lettore di basi MIDI (Sequencer a 16 tracce) e di un registratore delle proprie performance (Composer) a cinque parti, fra queste le tracce degli stili di accompagnamento: una volta padroneggiato il Composer, era possibile costruire le proprie basi con tempi molto rapidi. Si dice che tale immediatezza non sia stata ancora raggiunta dai modelli di arranger della concorrenza, nemmeno ai giorni d’oggi. Il floppy-disk permetteva di salvare e caricare nuove risorse. Il display LCD visualizzava due righe di 40 caratteri.

Il distributore nazionale di Technics in Italia era concentrato sulla promozione e distribuzione di prodotti hi-fi (io stesso in quegli anni avevo un valido impianto stereo di marchio Technics a casa e ho lavorato con giradischi professionali dello stesso brand negli studi di una radio privata). Come abbiamo visto, invece la presenza di Technics nei negozi di strumenti musicali italiani soffriva la forte concorrenza degli altri produttori. L’assistenza e il supporto erano nelle mani di Promusic di Claudio Iovino, azienda milanese che esiste ancora oggi e che offre assistenza tecnica multimarca su tutti i grandi nomi della produzione musicale: Promusic.

Altri contenuti sullo strumento

Voi sapete che Arranger Legacy è un’esperienza di squadra, con contributi diversi sullo stesso strumento da parte di quattro autori che pubblicano in contemporanea sul web. Oltre al presente articolo del sottoscritto, potete approfondire la materia grazie all’analisi specialistica di SM-AC1200 scritta da Giorgio Marinangeli nel suo blog. La supervisione del tutto è su SM Strumenti Musicali, dove potete leggere il contributo del coordinatore del team, Riccardo Gerbi. Infine, grazie al video dimostrativo di Marcello Colò, il quarto mitico membro di Arranger Legacy, possiamo osservare insieme come i suoni e gli stili di Technics AC-SM1200 siano attuali e rispettabili ancora oggi, a distanza di quasi trent’anni.

Casio PX-S3100: minuscolo restyling

Nel corso del 2022, Casio Computer Co. ha rinnovato i modelli di pianoforti portatili digitali della serie Privia. Fra tutti questi, solo uno ha la sezione arranger incorporata ed è quindi motivo di interesse per il blog TastiereArranger.com. Il codice del modello in questione è PX-S3100 e rappresenta un’evoluzione del precedente PX-S3000 di cui abbiamo già scritto in questo blog nel 2019.

Casio PX-S3100 – Foto da http://www.casio-music.com

I pianoforti Privia di questa serie si distinguono per il corpo sottile. Casio sostiene che questi modelli sono i pianoforti digitali a 88 tasti più sottili al mondo. La profondità in effetti è di soli 23,2 cm e si possono adattare al soggiorno, alla camera da letto, al piccolo studio e ovunque si voglia ritagliare uno spazio pieno di musica nella propria abitazione.

Mettendo a confronto il modello precedente con il nuovo (PX-S3000 vs PX-S3100), risulta difficile scoprire le differenze: stesse dimensioni, stesso peso, stessi tasti e stesse caratteristiche musicali (coincidono generatore sonoro, polifonia, timbri e stili). Rispetto il modello precedente, Casio ha confermato praticamente tutto, compresi i cinque livelli di dinamica della tastiera, l’identica potenza degli speaker (8W+8W) e la stessa disponibilità di porte USB (To-Host e To-Device). La differenza va cercata con il lanternino ed è riscontrabile soltanto nel fatto che il nuovo modello richiede un adattatore esterno Wireless MIDI & Audio (WU-BT10) per la connessione Bluetooth, mentre il precedente modello incorporava tale connettività in modo nativo. La differenza afferisce anche i consumi, che scendono da 15W a 10W.

Siamo, insomma, di fronte ad una trascurabile variazione dal punto di vista musicale ed operativo. Vi rinvio quindi alla lettura dell’articolo precedente su PX-S3000 per le valutazioni del caso, visto che restano attuali.

Il prezzo di vendita del nuovo PX-S3100 è normalmente posizionato intorno agli 835 euro.

Per approfondire la conoscenza degli altri pianoforti Privia del 2022, vi segnalo l’articolo dedicato alla materia da Riccardo Gerbi su SM Strumenti Musicali.