Archivio dell'autore: Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

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Informazioni su Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

Ho creato nel 2009 il blog Tastiere Arranger per raccontare tutto quello che si deve sapere sulle tastiere con accompagnamenti. Ho collaborato in passato con MusicOff e AudioFader. Oggi, oltre a scrivere per questo blog, faccio parte del team di autori di SM Strumenti Musicali dove pubblico test, focus e recensioni sugli arranger.

Sample Creator alza il sipario su Revolution Algorithm Plus

I ragazzi italiani di Sample Creator sono noti ai lettori fedeli di questo blog. Ne abbiamo raccontato le gesta in occasione del lancio di Revolution Algorithm e dell’intervista che ci aveva concesso Maurizio Filisdeo.

Ritorniamo sull’argomento a distanza di due anni: in questi giorni è prevista l’uscita della nuova versione di questo software che sviluppa e amplia i concetti precedenti. Si chiama Revolution Algorithm Plus e, rispetto la versione precedente, offre 45 nuovi stili di accompagnamento con 600MB di nuovo materiale.

Per chi non lo sapesse, gli stili di Sample Creator sfruttano le capacità degli arranger Yamaha di levatura superiore (Genos, Tyros 5 e PSR-SX900) per la trasposizione armonica di tracce audio in base al riconoscimento degli accordi da tastiera. L’aggiornamento software riguarda l’introduzione di nuovi riff di chitarre (elettriche, classiche, flamenco), nuove tracce di basso e nuovi ritmi percussivi. La presenza di suoni inediti consente di assemblare nuovi stili originali sfruttando arpeggi, riff e groove in formato audio. L’integrazione piena con il sistema operativo di Yamaha agevola la creazione di nuovi accompagnamenti sia sfruttando il pieno formato audio, sia miscelando tracce MIDI con groove audio: la flessibilità e la ricchezza di soluzioni sono notevoli.

Sul canale YouTube di Sample Creator troverete altre demo dei nuovi stili, mentre tutte le informazioni sui listini, sul contenuto del nuovo upgrade (compreso l’elenco dettagliato dei 45 stili) e su come scaricare il software sono disponibili sul sito ufficiale di Sample Creator.

Consiglio vivamente i possessori di arranger Yamaha di ascoltare con attenzione le demo di questi prodotti.

Evviva il Made in Italy!

Korg Pa5X: rilascio del sistema operativo V1.1.0

L’ammiraglia di casa Korg inaugura oggi il cammino annunciato di aggiornamenti software. L’avevamo scoperto insieme: il lancio di Pa5X della scorsa estate non era soltanto il punto di arrivo di un lungo percorso, ma si delineava piuttosto come l’occasione per rifondare dalle basi la piattaforma Korg di Professional Arranger, dando la luce ad un modello che rappresentava il frutto più succoso della sua storia in vista di un nuovo domani.

Con l’annuncio odierno, assistiamo al primo di una serie di aggiornamenti software che costelleranno i prossimi mesi (anche anni probabilmente) al fine di arricchire il set di caratteristiche e funzionalità di questo arranger che si colloca in un livello di prima scelta, dove normalmente tutti i modelli traboccano di risorse tecnico-musicali.

Le migliorie introdotte dal produttore italo-giapponese nella V1.1.0 di Pa5X non passeranno alla storia con la fama di essere rivoluzionarie, ma sono comunque ampie e significative. Potete leggere da voi la lista completa sul sito del distributore nazionale dei prodotti Korg, Algam Eko. In questa sede, mi limito a sottolineare i “notevoli miglioramenti della velocità complessiva, della stabilità e delle prestazioni del sistema”.

Vi invito, insomma, a verificare da voi l’elenco dettagliato delle 10 migliorie introdotte su Pa5X e, se vi difetta la memoria sul significato di questo arranger di categoria top, vi consiglio un ripasso (ri)leggendo l’articolo da me pubblicato al momento dell’uscita del prodotto sul mercato: era il 30 giugno 2022.

Per l’occasione, il giovane Luciano Minetti, talento arruolato da Korg USA ci racconta nel video che segue – passo dopo passo – le novità e i punti di forza di questo arranger (attivate i sottotitoli, se avete difficoltà a seguire il parlato inglese).

Focus Ketron Event su SM Strumenti Musicali

Qualche giorno fa, vi avevo promesso che avrei pubblicato un articolo di approfondimento in merito a Ketron Event. Eccolo qui su SM Strumenti Musicali.

Buona lettura!

PS: Abbiamo già parlato di Ketron Event in questo blog in due occasioni: Ketron Event, prossimamente e Ketron alza il sipario su Event.

Ketron alza il sipario su Event

Ketron, marchio storico degli arranger, ha definitivamente svelato i misteri dietro cui si celavano le caratteristiche tecniche di Event. Il nuovo modello di tastiera con gli accompagnamenti si pone nella categoria dei top di gamma e include funzionalità esclusive ed innovative.

Ragazzi/e, eccomi qui oggi a celebrare l’annuncio solenne di un nuovo modello di arranger. Ci eravamo preparati lo scorso settembre, quando avevamo commentato insieme la strategia di comunicazione (graduale e progressiva) della casa di Ancona, che aveva provocato la curiosità della globale comunità di suonatori di tastiere con accompagnamenti.

Nei giorni scorsi, Ketron ha pubblicato l’opuscolo PDF ufficiale sul proprio sito, dal quale emergono con chiarezza gli intenti e l’orgoglio dell’azienda italiana: “realizzare le tastiere musicali più innovative, stimolanti e originali che si possano mai produrre nel presente con la tecnologia del futuro“. È evidente che, nel centro R&D di Ketron, le idee sono molto chiare in merito agli obiettivi da raggiungere e, soprattutto, è palpabile la consapevolezza di essere pronti a proporre al mercato un modello di svolta.

Real Bass, Real Chord

Ketron è stata un precursore del dominio dell’audio nella costruzione degli accompagnamenti: è una strada che anche la distinta concorrenza giapponese ha cercato di percorrere, sebbene non sia mai riuscita a raggiungere gli stessi risultati, essendosi tutto sommato concentrata sulle parti percussive. Ketron ha invece sviluppato una propria strategia tecnologica di lungo corso, l’ha perseguita con costanza e nel 2022 può ora annunciare di avere completato quel percorso di studio e sperimentazione. Nei modelli precedenti di Ketron (Audya, SD9, SD90 e fratelli), la presenza di tracce audio riguardava percussioni (Real Drums) e chitarre (Live Guitars): l’indice di realismo musicale nel mix era già notevole, ma il nuovo modello Event raggiunge l’apice. Appaiono, infatti, la traccia audio del basso (Real Bass) e la traccia audio degli accompagnamenti (Real Chord). Quest’ultima è un mix di tre parti diverse in audio stereo che vanno a perfezionare un impressionante muro sonoro, almeno così possiamo sentire dalle prime demo pubblicate sul canale YouTube di Ketron. Le tracce MIDI degli stili non sono scomparse, anzi lo strumento offre la possibilità di farle suonare in alternativa o addirittura insieme alle nuove tracce audio (ad esempio la traccia del basso MIDI può essere suonata insieme al Real Bass, ma così è anche per Real Chord e le altre parti): questa flessibilità contribuisce ad arricchire la varietà degli accompagnamenti e rende meno ripetitivo l’uso ciclico degli stili.

Caratteristiche

I punti di forza di Event non sono tutti qui. Dalla lettura della documentazione ufficiale emergono altre caratteristiche molto interessanti: per le parti suonate con le proprie mani in tempo reale, sono a disposizione timbri Unique Real Solos (campioni dalle dimensioni così estese da distillare anche l’ultimo respiro di una voce acustica), Morphing (passaggi dinamici a dissolvenza incrociata fra voci ed effetti diversi in tempo reale) e Twin Organ (l’emulatore Hammond con tanto di drawbar può essere sovrapposto a timbri d’organo provvisti dal generatore sonoro PCM). Per chi ama scolpire e correggere i propri timbri, Event offre filtri ADSR, EQ, compressore, DSP con vasta sezione effetti, campionatore con possibilità di caricare nuovi Sound Bank. C’è poi tutto quello che serve a favore di chi usa lo strumento nelle serate dal vivo: doppio Player audio/MIDI, lettore Bluetooth, visualizzazione di testi in sincronia (Karaoke) o da file (spartiti, immagini), proiezione di video, Registration, gestione delle scalette con Playbox, doppio collegamento microfonico con armonizzatore vocale Voicetron. I MIDI file possono essere personalizzati grazie al modulo GM che può agire sui parametri globali del brano oltre che su ciascuna traccia. È possibile creare i propri stili di accompagnamento partendo da zero (Edit Style) oppure attingendo all’ampio database di pattern MIDI e audio incluso nello strumento (Modeling). Dal recente modello Ketron Lounge poi, arriva STEM, il player multitraccia audio.

Prossimamente: approfondimento di Event su SM Strumenti Musicali

Queste le prime impressioni a fronte dall’annuncio dettagliato di Ketron. Ci sarebbe molto da raccontare, ma l’approfondimento è rinviato all’articolo che sto scrivendo in questi giorni e che è destinato ad essere pubblicato su SM Strumenti Musicali lunedì 5 dicembre.

A presto!

Yamaha alza il sipario su P-S500

L’annuncio di questo nuovo modello di pianoforte arranger ci porta inevitabilmente alla memoria il giorno in cui vi abbiamo parlato di Clavinova CSP-150 e CSP-170. Era il mese settembre 2017 quando Yamaha aveva destato la nostra attenzione con l’inserimento a listino di due modelli di pianoforti verticali, con tanto di mobile elegante, per i quali il controllo interattivo era possibile tramite l’app Smart Pianist: la novità era che quest’ultima eccezionalmente includeva l’accesso ad una ricca sezione di stili di accompagnamento. Oggi, a distanza di cinque anni, ritorniamo sull’argomento, visto che Yamaha ripropone lo stesso concetto di interazione utente con il lancio di P-S500.

L’app Smart Pianist è disponibile per tutta la vasta serie di pianoforti digitali Yamaha, ma solo pochissimi modelli hanno accesso alla sezione arranger inclusa nell’app. Sino a ieri solo CSP-150 e CSP-170. Da oggi anche P-S500.

Il nuovo prodotto appartiene alla serie P, solitamente depositaria dei pianoforti digitali portatili di casa Yamaha, ma qui spicca di più l’evidente ispirazione alla serie CSP. Dalla nomenclatura del modello, saremmo portati a pensare che P-S500 possa essere portato sul palco, alle prove, in studio. Ma il peso è comunque importante (21kg) e l’impressione che prevale (per ora) è quella di essere di fronte ad un prodotto destinato a trovare una collocazione meno impegnativa nell’ambito casalingo.

Rispetto i modelli CSP, i tagli operati non riguardano solo il mobile, ma anche il numero di risorse disponibili (voci, stili) e la qualità della tastiera: sono sempre 88 tasti pesati, ma qui abbiamo la classica variante Yamaha nota come GHS (Graded Hammer Standard) con tasti neri opachi. La polifonia massima è di 256 note.

Yamaha P-S500 – Fonte Yamaha Music Europe

È presente un piccolo display LCD di servizio, ma rimane sempre fondamentale l’uso del tablet con la applicazione Smart Pianist, grazie alla quale è possibile espandere il controllo dei suoni dai 100 standard fino a 660. Fra questi spiccano 13 timbri VRM: la Modellazione Virtuale della Risonanza “calcola i vari stadi delle corde per ognuna delle 88 note della tastiera, da un istante all’altro”; lo strumento è in grado di restituire un vasto numero di fattori tipici del panorama sonoro offerto dal pianoforte acustico. Ci sono inoltre 111 Super Articulation Voices la cui ricchezza espressiva estende i suoni con gli effetti fisici caratteristici degli strumenti acustici. La collezione di suoni di qualità include 25 voci Natural!, 27 voci Sweet!, 47 voci Cool!, 58 voci Live! e 29 Organ Flutes! I campioni di pianoforte a coda eccellono grazie alla presenza di due fuoriclasse come il giapponese Yamaha CFX Grand e il viennese Bösendorfer Imperial

La sezione arranger è erogata dallo strumento ma è controllata dal tablet. P-S500 offre 328 stili Pro, 25 stili Session, tre stili Free Play e 13 accompagnamenti Pianist. Il controllo della diteggiatura può avvenire a scelta sull’intera estensione degli 88 tasti o soltanto a sinistra del punto di Split. Gli stili hanno un solo Intro, un solo Ending ma offrono le regolari quattro variazioni Main.

È possibile registrare in formato MIDI sul dispositivo smart o in formato audio tramite la porta USB. E, per la cronaca, è possibile collegare un microfono per sfruttare l’armonizzatore vocale.

Nel rispetto dei canoni delle tastiere arranger, è presente l’amplificazione di bordo con due coppie di altoparlanti da 20W+6W. Yamaha strizza l’occhio ai principianti dello studio del pianoforte fornendo gli strumenti di guida – ormai noti – come il controllo automatico della correttezza delle note suonate e del rispetto della scansione tempo, oltre alla guida che indica quale tasto premere in tempo reale, grazie a led illuminati.

La connessione con il tablet che ospita Smart Pianist può avvenire tramite cavo USB oppure adattatore wireless. Fra le varie funzionalità disponibili sulla app, vale la pena ricordare anche Audio to Score: questa è in grado di interpreta il flusso audio per calcolare gli accordi da visualizza in uno spartito durante l’esecuzione di un brano musicale.

Il prezzo di questo pianoforte arranger è intorno ai 2500 euro e può variare nei diversi negozi di strumenti musicali.

Arranger Legacy | Technics SM-AC1200

Riprendiamo il discorso di Arranger Legacy accendendo i riflettori odierni su un modulo di arranger apparso per la prima volta nel mercato nel 1994: SM-AC1200. Trattasi della versione expander della tastiera a 61 tasti SX-KN1200 derivata a sua volta dall’ammiraglia Technics del tempo, e cioè SX-KN2000.

Protagonisti del 1994

Lo scenario di mercato degli arranger professionali di quell’anno pullulava di marchi vari in continua evoluzione: Generalmusic (GEM), Roland, Korg, Solton by Ketron, Farfisa e, ovviamente, Yamaha. Technics era un nome di primo piano: aveva una discreta presenza nel nostro Paese ma, rispetto gli altri brand, era svantaggiata a causa di una forza commerciale meno efficace. Questa cosa non succedeva nel resto d’Europa e del mondo. In particolare, in Germania, Spagna, Francia e soprattutto Regno Unito, le vendite e la popolarità di Technics dimostravano la capacità dell’azienda giapponese di competere senza timore con i grandi, in cima alle classifiche. Girava il mondo negli anni ’90 Dany Dayn: il dimostratore ufficiale dei prodotti Technics era originario del Belgio e faceva furore nelle fiere e negli eventi promozionali, grazie alle proprie qualità di musicista ma anche al fatto che gli strumenti Technics avevano una formidabile sostanza musicale. Se avete due minuti, fate un giro sul blog di Dany Dayn.

Dany Dayn suona gli arranger Technics davanti a 2000 persone

Technics: strumenti musicali di valore

Negli anni 90, Technics apparteneva al gruppo Matsushita (oggi Panasonic) la cui energia economica era ai vertici dei mercati internazionali. Gli autorevoli investimenti nel settore musicale offrivano una positiva ricaduta al centro R&D degli arranger, rendendo accessibile tecnologia di primordine. Il fatto di progettare e produrre impianti hi-fi di eccellenza consentiva a Technics di montare egregi amplificatori di bordo sugli strumenti della serie KN. E non è tutto qui: Technics primeggiava anche nella produzione di ottimi suoni: musicisti di tutta Europa ancora oggi ricordano la buona reputazione di cui godevano i timbri di pianoforte digitale e di archi delle tastiere Technics.

Tutto questo non era il frutto del caso, ma di una pluriennale storia di ricerca e sviluppo. Nel libro di recente pubblicazione (Scusi ma lei che lavoro fa? di Marcello Colò e Riccardo Gerbi), lo stesso Marcello in persona ricorda il giorno in cui, in una fiera di strumenti musicali a Londra nel 1983, aveva scoperto un rivoluzionario metodo di campionamenti del segnale analogico originario: era nata la tecnologia PCM ed era apparsa per la prima volta in un organo Technics della serie Technitone E. Gli altri produttori musicali continueranno a lavorare con sintesi sottrattiva negli anni a seguire: Technics era davanti a tutti.

La qualità costruttiva era poi al top: da una parte la meccanica dei tasti era competitiva rispetto gli strumenti dell’epoca, dall’altra ancora oggi numerosi musicisti suonano esemplari di quegli strumenti degli anni ’90 dimostrando nei fatti il valore durevole dei componenti utilizzati.

Technics SM-AC1200

Veniamo al prodotto in esame oggi: SM-AC1200. Made in Japan. Della bellezza di quei suoni, vi abbiamo già detto. Aggiungiamo che nel 1994 cominciavano ad affermarsi i primi strumenti dotati di unità effetti DSP entro lo strumento, permettendo un rapido accesso a riverbero e Chorus. SM-AC1200 ereditava dagli arranger dello stesso produttore un pannello con pulsantiera alquanto affollata: questi strumenti richiedevano un po’ di pratica prima di conoscerli a fondo. Dopo un discreto periodo però, alla fine si poteva fare di tutto e farlo in un attimo. Per comandare la sezione arranger (100 stili di accompagnamento) era apprezzato il tasto One Touch Play che richiamava le voci principali da suonare in tempo reale per ciascun stile; grazie all’accoppiata con la funzione Music Style Arranger, si poteva passare a tre variazioni ulteriori, sia per l’accompagnamento sia per le parti principali.

Technics SM-AC1200

L’immediatezza d’uso degli arranger Technics era un altro dei motivi di successo di questi modelli: l’aspetto Live era studiato con la massima cura. L’idea vincente erano i tasti dell’area Part Select sul pannello: consentivano in modo rapido – e più intuitivo rispetto gli altri produttori del tempo – di attivare la parte Right 1 o, in alternativa, solo la parte Right 2, o ancora entrambe le voci in Layer. Lo stesso dicasi per la parte Lower. La polifonia di SM-AC1200 di 32 note – uno standard per l’epoca – era disponibile per i 200 suoni PCM di bordo. Il prodotto non era privo di un lettore di basi MIDI (Sequencer a 16 tracce) e di un registratore delle proprie performance (Composer) a cinque parti, fra queste le tracce degli stili di accompagnamento: una volta padroneggiato il Composer, era possibile costruire le proprie basi con tempi molto rapidi. Si dice che tale immediatezza non sia stata ancora raggiunta dai modelli di arranger della concorrenza, nemmeno ai giorni d’oggi. Il floppy-disk permetteva di salvare e caricare nuove risorse. Il display LCD visualizzava due righe di 40 caratteri.

Il distributore nazionale di Technics in Italia era concentrato sulla promozione e distribuzione di prodotti hi-fi (io stesso in quegli anni avevo un valido impianto stereo di marchio Technics a casa e ho lavorato con giradischi professionali dello stesso brand negli studi di una radio privata). Come abbiamo visto, invece la presenza di Technics nei negozi di strumenti musicali italiani soffriva la forte concorrenza degli altri produttori. L’assistenza e il supporto erano nelle mani di Promusic di Claudio Iovino, azienda milanese che esiste ancora oggi e che offre assistenza tecnica multimarca su tutti i grandi nomi della produzione musicale: Promusic.

Altri contenuti sullo strumento

Voi sapete che Arranger Legacy è un’esperienza di squadra, con contributi diversi sullo stesso strumento da parte di quattro autori che pubblicano in contemporanea sul web. Oltre al presente articolo del sottoscritto, potete approfondire la materia grazie all’analisi specialistica di SM-AC1200 scritta da Giorgio Marinangeli nel suo blog. La supervisione del tutto è su SM Strumenti Musicali, dove potete leggere il contributo del coordinatore del team, Riccardo Gerbi. Infine, grazie al video dimostrativo di Marcello Colò, il quarto mitico membro di Arranger Legacy, possiamo osservare insieme come i suoni e gli stili di Technics AC-SM1200 siano attuali e rispettabili ancora oggi, a distanza di quasi trent’anni.

Casio PX-S3100: minuscolo restyling

Nel corso del 2022, Casio Computer Co. ha rinnovato i modelli di pianoforti portatili digitali della serie Privia. Fra tutti questi, solo uno ha la sezione arranger incorporata ed è quindi motivo di interesse per il blog TastiereArranger.com. Il codice del modello in questione è PX-S3100 e rappresenta un’evoluzione del precedente PX-S3000 di cui abbiamo già scritto in questo blog nel 2019.

Casio PX-S3100 – Foto da http://www.casio-music.com

I pianoforti Privia di questa serie si distinguono per il corpo sottile. Casio sostiene che questi modelli sono i pianoforti digitali a 88 tasti più sottili al mondo. La profondità in effetti è di soli 23,2 cm e si possono adattare al soggiorno, alla camera da letto, al piccolo studio e ovunque si voglia ritagliare uno spazio pieno di musica nella propria abitazione.

Mettendo a confronto il modello precedente con il nuovo (PX-S3000 vs PX-S3100), risulta difficile scoprire le differenze: stesse dimensioni, stesso peso, stessi tasti e stesse caratteristiche musicali (coincidono generatore sonoro, polifonia, timbri e stili). Rispetto il modello precedente, Casio ha confermato praticamente tutto, compresi i cinque livelli di dinamica della tastiera, l’identica potenza degli speaker (8W+8W) e la stessa disponibilità di porte USB (To-Host e To-Device). La differenza va cercata con il lanternino ed è riscontrabile soltanto nel fatto che il nuovo modello richiede un adattatore esterno Wireless MIDI & Audio (WU-BT10) per la connessione Bluetooth, mentre il precedente modello incorporava tale connettività in modo nativo. La differenza afferisce anche i consumi, che scendono da 15W a 10W.

Siamo, insomma, di fronte ad una trascurabile variazione dal punto di vista musicale ed operativo. Vi rinvio quindi alla lettura dell’articolo precedente su PX-S3000 per le valutazioni del caso, visto che restano attuali.

Il prezzo di vendita del nuovo PX-S3100 è normalmente posizionato intorno agli 835 euro.

Per approfondire la conoscenza degli altri pianoforti Privia del 2022, vi segnalo l’articolo dedicato alla materia da Riccardo Gerbi su SM Strumenti Musicali.

Ketron Event, prossimamente

Con un crescendo di suspense (studiata e ben congegnata), nei giorni scorsi Ketron, il noto produttore italiano di arranger di gran classe, ha avviato una campagna di comunicazione, in vista del lancio di una nuova tastiera con accompagnamenti, le cui caratteristiche tecniche fanno presagire elementi di innovazione di grande interesse.

Ketron Event – Fonte: Ketron SRL

Dalla comunicazione del produttore, possiamo scoprire:

  • Innanzitutto, il nome del modello è grandioso: Event. Ci richiama ad un progetto ambizioso. Il cambio di nomenclatura ci conduce a pensare che siamo di fronte ad una nuova generazione di strumenti Ketron, successiva rispetto l’ultima serie SD (si vedano SD-9, SD-90 e SD-60).
  • Il più importante cambio di marcia lo si percepisce dal fatto che il nuovo strumento avrà accompagnamenti sotto il totale dominio dell’audio: Full Audio Styles. Con le tracce Real Drums, Real Bass e Real Chords si chiude il cerchio cominciato con Audya. L’innovazione degli arranger Made in Italy potrebbe aver raggiunto l’apice?
  • La nota funzione di Live Modeling permetterà di costruire stili audio di propria fattura, grazie all’accesso ad una imponente libreria di pattern audio. Anche gli stili preset potranno essere modificati secondo le preferenze musicali di ciascuno.
  • La tavolozza sonora degli strumenti Ketron non ha mai deluso nessuno in termini di realismo e autenticità. Passano gli anni e l’azienda italiana continua a mantenere la tradizione di suoni professionali al top.
  • L’annuncio cita la presenza di Unique Real Solos, caratteristica che stuzzica la nostra curiosità.
  • La disponibilità di un doppio generatore sonoro per i timbri d’organo Hammond (Twin Organ recita l’annuncio) potrà espandere la cerchia di clienti Ketron andando ad includere gli appassionati del genere.
  • Si potranno caricare campioni utente per uno spazio sterminato di memoria interna: ben 2.5GB.
  • E, per tutte le altre risorse (MIDI file, MP3, Registration, etc.) è disponibile un disco interno di 240GB.

Insomma, cari amici, si intravedono specifiche moderne di grande spessore. Del prezzo e della data di lancio, ancor nulla si sa.

Restate sintonizzati!

Il viaggio di Marcello Colò nell’industria musicale italiana

Questo è un libro che i lettori del blog Tastiere Arranger devono assolutamente leggere.

Il protagonista è Marcello Colò: ha avuto la fortuna di vivere nella cabina di regia l’epoca industriale italiana della musica dagli anni ’70 ad oggi. La storia si è svolta tutta nelle Marche (e in un pezzo di Romagna), nel centro globale per la tecnologia e l’innovazione degli strumenti musicali che hanno avuto successo in tutto il mondo. Il curriculum di Marcello spicca per la trasversalità con cui ha attraversato quegli anni: lui ha vissuto in prima persona la progettazione e la costruzione dei migliori synth e arranger di elaborazione italiana nelle diverse aziende con cui ha collaborato.

Nel libro “Scusi, ma lei che lavoro fa?” troverete la grande storia di CRB Elettronica di Duilio Borsini, un’azienda che ha forgiato un’intera generazione di professionisti del settore. Marcello ci racconta poi la fugace esperienza dei prodotti Delco. Nelle pagine successive, si possono conoscere da vicino gli inizi di Ketron Lab con la larga distribuzione internazionale curata dalla teutonica Solton. Il cuore del racconto riguarda la fortunata e lunga parabola di successo di Generalmusic, alias GEM. Le vicissitudini degli arranger professionali continuano con il Made in Italy di Korg e la distribuzione Syncro. In conclusione, il libro si porta a compimento con la straordinaria innovazione italiana avviata dall’indipendente Ketron e l’introduzione degli streaming audio negli arranger.

È un perfetto equilibrio fra viaggio nella tecnologia musicale e racconti di umanità vera. Si avverte il contributo della penna di Riccardo Gerbi nella stesura di quest’opera. Non vi nascondo che è un’emozione particolare per me commentare il lavoro prodotto da due amici e colleghi del team Arranger Legacy insieme a Giorgio Marinangeli (per la cronaca, protagonista di un capitolo del libro).

Del resto, pur citando una teoria sterminata di strumenti musicali e un elenco ricco di nomi e cognomi di persone, il libro si fa apprezzare come un racconto avvincente ed appassionato. Quando ho cominciato a leggerlo, sono stato catturato dalla smania di lettura e l’ho divorato in breve. Si narrano storie di persone e momenti di emozione; i dati tecnici sono annegati nel racconto e non annoiano mai; ci sono numerose foto a testimonianza dell’autentica e genuina sorgente di questo libro.

Ma, al di là della mia vicinanza con gli autori di quest’opera, devo riconoscere che oggettivamente questo libro vale tutta la vostra attenzione. Noi appassionati di arranger, abbiamo qui la possibilità di scoprire – da una fonte originale – molte informazioni sconosciute ai più e legate alle tastiere con accompagnamenti prodotte negli anni da GEM, Korg e Ketron. Non mancano poi riferimenti a SIEL, Roland, Technics e Yamaha.

Da pochi giorni, il libro può essere acquistato su Amazon e pare che stia scalando le classifiche di vendita nella sua categoria. Potete ordinare la versione cartacea (10,40€) oppure quella digitale su Kindle (2,99€). È una piccola spesa, ma – se siete un appassionato di tastiere musicali o un addetto ai lavori – il valore che potete ottenere in cambio, è incommensurabile.

Alla ricerca (vana) di arranger con tasti waterfall

Qualche mese fa, avevamo passato al setaccio l’offerta arranger sul mercato attuale alla ricerca di tasti semi-pesati. Avevamo riscontrato che questi sono prerogativa esclusiva dei modelli di classe ammiraglia. Ma, a pensarci proprio bene, c’è un’altra tipologia di tasti trascurata, del tutto assente fra gli arranger a listino.

Mi riferisco ai tasti waterfall, quelli tipici negli organi, non solo Hammond. Gli organisti non hanno l’opzione di una tastiera arranger costruita su misura della loro tecnica e del loro repertorio.

Dicesi waterfall la tastiera con un’azione analoga ai tasti semi-pesati, ma in grado di consentire l’esecuzione di passaggi rapidi, come sugli organi Hammond: i tasti waterfall hanno infatti un profilo frontale piatto, senza spigoli vivi e sono più arrotondati; la plastica è robusta perché deve resistere e facilitare il glissando (break) con il palmo della mano o con l’esterno delle dita. E poi hanno un alto punto di contatto per garantire quella risposta veloce che è essenziale per chi suona timbri di organo elettronico.

Fatar TP80 – Tastiera waterfall

Sappiamo tutti che i produttori di strumenti musicali sono organizzazioni destinate a generare valore e profitto per gli azionisti. Immagino quindi che, se negli ultimi decenni non sia mai stato prodotto un arranger con tastiera waterfall, è perché non ci siano mai state le garanzie di numeri sufficienti a coprire gli investimenti. Tuttavia, permettetemi di interrogarmi in proposito.

Se ci fosse infatti, oggi, una tastiera arranger moderna, portatile con tasti waterfall, io non escluderei un qualche interesse da parte degli appassionati della materia. Del resto su YouTube ho trovato diversi contributi di organisti che hanno accoppiato al proprio arranger la classica pedaliera d’organo con cui suonare la parte più grave durante le loro performance. Qualcosa vorrà pur dire.

Qualcuno di voi conosce i voluminosi e inamovibili organi con ritmi e accompagnamenti (FarfisaRoland AtelierTechnics GA3Lowrey, Hohner, Elka e compagnia): hanno fatto da precursori, aprendo la strada alla tecnologia più moderna degli attuali arranger. Fra quegli organi, erano popolari i tasti waterfall, almeno su uno dei due manuali. Erano strumenti monumentali, ora sono quasi tutti scomparsi (rimangono in vita Yamaha Electone per il mercato asiatico e Wersi serie OAX per il mercato tedesco). Godetevi il video che segue con un Roland Atelier AT-350C (cessata produzione), non male vero?