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Arranger Legacy | Technics SM-AC1200

Riprendiamo il discorso di Arranger Legacy accendendo i riflettori odierni su un modulo di arranger apparso per la prima volta nel mercato nel 1994: SM-AC1200. Trattasi della versione expander della tastiera a 61 tasti SX-KN1200 derivata a sua volta dall’ammiraglia Technics del tempo, e cioè SX-KN2000.

Protagonisti del 1994

Lo scenario di mercato degli arranger professionali di quell’anno pullulava di marchi vari in continua evoluzione: Generalmusic (GEM), Roland, Korg, Solton by Ketron, Farfisa e, ovviamente, Yamaha. Technics era un nome di primo piano: aveva una discreta presenza nel nostro Paese ma, rispetto gli altri brand, era svantaggiata a causa di una forza commerciale meno efficace. Questa cosa non succedeva nel resto d’Europa e del mondo. In particolare, in Germania, Spagna, Francia e soprattutto Regno Unito, le vendite e la popolarità di Technics dimostravano la capacità dell’azienda giapponese di competere senza timore con i grandi, in cima alle classifiche. Girava il mondo negli anni ’90 Dany Dayn: il dimostratore ufficiale dei prodotti Technics era originario del Belgio e faceva furore nelle fiere e negli eventi promozionali, grazie alle proprie qualità di musicista ma anche al fatto che gli strumenti Technics avevano una formidabile sostanza musicale. Se avete due minuti, fate un giro sul blog di Dany Dayn.

Dany Dayn suona gli arranger Technics davanti a 2000 persone

Technics: strumenti musicali di valore

Negli anni 90, Technics apparteneva al gruppo Matsushita (oggi Panasonic) la cui energia economica era ai vertici dei mercati internazionali. Gli autorevoli investimenti nel settore musicale offrivano una positiva ricaduta al centro R&D degli arranger, rendendo accessibile tecnologia di primordine. Il fatto di progettare e produrre impianti hi-fi di eccellenza consentiva a Technics di montare egregi amplificatori di bordo sugli strumenti della serie KN. E non è tutto qui: Technics primeggiava anche nella produzione di ottimi suoni: musicisti di tutta Europa ancora oggi ricordano la buona reputazione di cui godevano i timbri di pianoforte digitale e di archi delle tastiere Technics.

Tutto questo non era il frutto del caso, ma di una pluriennale storia di ricerca e sviluppo. Nel libro di recente pubblicazione (Scusi ma lei che lavoro fa? di Marcello Colò e Riccardo Gerbi), lo stesso Marcello in persona ricorda il giorno in cui, in una fiera di strumenti musicali a Londra nel 1983, aveva scoperto un rivoluzionario metodo di campionamenti del segnale analogico originario: era nata la tecnologia PCM ed era apparsa per la prima volta in un organo Technics della serie Technitone E. Gli altri produttori musicali continueranno a lavorare con sintesi sottrattiva negli anni a seguire: Technics era davanti a tutti.

La qualità costruttiva era poi al top: da una parte la meccanica dei tasti era competitiva rispetto gli strumenti dell’epoca, dall’altra ancora oggi numerosi musicisti suonano esemplari di quegli strumenti degli anni ’90 dimostrando nei fatti il valore durevole dei componenti utilizzati.

Technics SM-AC1200

Veniamo al prodotto in esame oggi: SM-AC1200. Made in Japan. Della bellezza di quei suoni, vi abbiamo già detto. Aggiungiamo che nel 1994 cominciavano ad affermarsi i primi strumenti dotati di unità effetti DSP entro lo strumento, permettendo un rapido accesso a riverbero e Chorus. SM-AC1200 ereditava dagli arranger dello stesso produttore un pannello con pulsantiera alquanto affollata: questi strumenti richiedevano un po’ di pratica prima di conoscerli a fondo. Dopo un discreto periodo però, alla fine si poteva fare di tutto e farlo in un attimo. Per comandare la sezione arranger (100 stili di accompagnamento) era apprezzato il tasto One Touch Play che richiamava le voci principali da suonare in tempo reale per ciascun stile; grazie all’accoppiata con la funzione Music Style Arranger, si poteva passare a tre variazioni ulteriori, sia per l’accompagnamento sia per le parti principali.

Technics SM-AC1200

L’immediatezza d’uso degli arranger Technics era un altro dei motivi di successo di questi modelli: l’aspetto Live era studiato con la massima cura. L’idea vincente erano i tasti dell’area Part Select sul pannello: consentivano in modo rapido – e più intuitivo rispetto gli altri produttori del tempo – di attivare la parte Right 1 o, in alternativa, solo la parte Right 2, o ancora entrambe le voci in Layer. Lo stesso dicasi per la parte Lower. La polifonia di SM-AC1200 di 32 note – uno standard per l’epoca – era disponibile per i 200 suoni PCM di bordo. Il prodotto non era privo di un lettore di basi MIDI (Sequencer a 16 tracce) e di un registratore delle proprie performance (Composer) a cinque parti, fra queste le tracce degli stili di accompagnamento: una volta padroneggiato il Composer, era possibile costruire le proprie basi con tempi molto rapidi. Si dice che tale immediatezza non sia stata ancora raggiunta dai modelli di arranger della concorrenza, nemmeno ai giorni d’oggi. Il floppy-disk permetteva di salvare e caricare nuove risorse. Il display LCD visualizzava due righe di 40 caratteri.

Il distributore nazionale di Technics in Italia era concentrato sulla promozione e distribuzione di prodotti hi-fi (io stesso in quegli anni avevo un valido impianto stereo di marchio Technics a casa e ho lavorato con giradischi professionali dello stesso brand negli studi di una radio privata). Come abbiamo visto, invece la presenza di Technics nei negozi di strumenti musicali italiani soffriva la forte concorrenza degli altri produttori. L’assistenza e il supporto erano nelle mani di Promusic di Claudio Iovino, azienda milanese che esiste ancora oggi e che offre assistenza tecnica multimarca su tutti i grandi nomi della produzione musicale: Promusic.

Altri contenuti sullo strumento

Voi sapete che Arranger Legacy è un’esperienza di squadra, con contributi diversi sullo stesso strumento da parte di quattro autori che pubblicano in contemporanea sul web. Oltre al presente articolo del sottoscritto, potete approfondire la materia grazie all’analisi specialistica di SM-AC1200 scritta da Giorgio Marinangeli nel suo blog. La supervisione del tutto è su SM Strumenti Musicali, dove potete leggere il contributo del coordinatore del team, Riccardo Gerbi. Infine, grazie al video dimostrativo di Marcello Colò, il quarto mitico membro di Arranger Legacy, possiamo osservare insieme come i suoni e gli stili di Technics AC-SM1200 siano attuali e rispettabili ancora oggi, a distanza di quasi trent’anni.