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Benn Jordan scopre le tastiere arranger

Mentre spazzolavo la catena ingarbugliata ed apparentemente irrazionale dei video che YouTube mi propone per la visione, la mia attenzione oggi è caduta su un contributo di Benn Jordan. Ora, se non avete udito alcunché di questo signore, vi basti sapere che è un musicista polistrumentista noto per aver pubblicato numerosi album sotto diversi pseudonimi (The Flashbulb il più noto) nell’ambito di generi musicali molto intriganti come IDM (Intelligent Dance Music), Ambient, Acid Techno e altro ancora. Trovate su Wikipedia le informazioni complete: Benn Jordan – Wikipedia

Il video di Benn pubblicato pochi giorni fa (lunedì 2 ottobre 2023) è un’onesta ed entusiasta dichiarazione d’amore per gli arranger e che mi ha favorevolmente sorpreso, giacché proviene da un musicista non sospetto. Vi consiglio la visione completa del video: essendo in inglese, cerco ora di trascrivervi qui – almeno in parte – le parole di Benn stesso:

“Sinora abbiamo visto pianoforti digitali, tastiere analogiche, sintetizzatori modulari, sintetizzatori FM, Groove Box, campionatori, workstation, tracker e, magari qualcuno di voi, prima di tutto questo, aveva anche visto… un arranger! Gli arranger non mi sembrano progettati per creare sonorità originali e, a mio parere, non sono all’avanguardia per la produzione di suoni innovativi di qualità. E poi costano un sacco di soldi, di solito molto più dei prodotti di punta dell’azienda: ad esempio Korg Pa5X costa un po’ di più di Korg Kronos o Nautilus. E allora perché sono qui oggi a provare interesse per un arranger? Personalmente, mi sono fatto l’idea che gli arranger sono strumenti fatti su misura dei musicisti-lavoratori, abitualmente all’opera nei migliori ristoranti per sei sere alla settimana, per i musicisti che animano le feste di matrimonio o gli anniversari o, in molti casi, suonano in chiesa o nei luoghi di preghiera. L’idea generale di base è quella di realizzare uno strumento che possa consentire ad una persona di fare il lavoro di un’intera band. Non solo: servono per improvvisare e per conquistare il pubblico quando si suona musica originale o anche solo cover di brani famosi. Gli arranger e i suonatori di questi strumenti appartengono ad una sorta di universo parallelo rispetto i tastieristi che soffrono della dipendenza da sintetizzatori e per i quali gli arranger non hanno specifiche tecniche abbastanza potenti per le loro esigenze. D’altro canto, la maggior parte dei musicisti-lavoratori non hanno molto interesse per cose tipo un virtual analog, un synth o roba del genere.

Ed ecco qui la mia reazione del primo giorno da quando mi hanno gentilmente prestato un esemplare di Korg Pa5X: noto subito che abbiamo un ingresso microfonico con la presenza di effetti vocali. Mi sa che, alla fine del test, avrò davvero bisogno di tenere questo strumento per me. Ha molti ingressi e uscite audio assegnabili; mi fa pensare come ottenere numerosi dettagli interessanti agendo sui canali MIDI IN/OUT per avere migliaia di suoni meticolosamente programmati, sequenze preparate in studio e anche plugin VST. Insomma, c’è un po’ di tutto ma l’aspetto importante per me è che non posso più ignorare gli arranger, ma non voglio nemmeno enfatizzarli: ho sempre avuto l’idea degli arranger come un qualcosa di divertente e super coinvolgente. Pensavo potessero essere strumenti stupidi, sdolcinati e assolutamente esilaranti con il rischio di diventare prigioniero di un videogioco. In realtà, sei tu, è la tua abilità che ti permette di affinare suonando con intensità e che ti porta ad essere un musicista in grado di esprimersi un po’ di più”.

Nel video della durata di oltre 27 minuti, il Nostro passa ad analizzare le caratteristiche dello strumento e a provarle ad una ad una, dandone una dimostrazione dalla quale si evince l’alto livello di qualità di Benn come musicista e la duttilità di Korg Pa5X nelle mani di un musicista innovativo e capace.

Vi consiglio la visione del video da voi dove, in breve, è possibile osservare quanto le specifiche tecniche dello strumento impressionino un musicista navigato come Benn, il quale si concentra sull’ingresso per chitarra visto che gli permette di accedere ad un amplificatore completo e un simulatore di effetti per chitarra e sull’ingresso microfonico con Auto-Tune, e sull’armonizzatore vocale ed effetti voce, apprezzando i tempi zero di caricamento. La qualità dei suoni e delle patch di serie va a braccetto con il fatto che il passaggio fra un programma ed un altro è immediato ed istantaneo, senza problemi, così come serve per chi suona dal vivo.  Alla vista di tanta abbondanza, Benn si rende conto che il prezzo così elevato comincia ad avere un po’ più di senso. È bello poi osservare l’uso degli stili di accompagnamento in modo innovativo, per suonare musica contemporanea, in contesti Dance. Rimane stupito poi della qualità dei suoni assegnati al vecchio General MIDI, pensava peggio. Ci sono così tanti suoni e di grande qualità, da scoraggiare l’abitudine di alcuni musicisti di caricarsi le proprie librerie. Positivo l’uso delle Chord Sequence. Da non perdere il test di Benn che suona la chitarra collegata a Pa5X.

Benn Jordan

Conclusioni: “Alla fine sì, posso affermare con sicurezza che ora sono ufficialmente un grande fan degli arranger: confronterò Korg con gli arranger Yamaha e Casio. Già CT-S1000V mi aveva colpito: quando era stato lanciato pensavo che fosse una delle tastiere più divertenti che avessi mai suonato prima e, a quel prezzo, poteva essere uno dei migliori affari per la produzione musicale e le esibizioni dal vivo. Tale opinione non è cambiata e ho anche scoperto che esiste un’ampia varietà di software arranger obsoleti come Band-In-A-Box e V-Arranger: li aggiungerò alla lista delle cose da collaudare per il mio canale YouTube. Non voglio avere grandi aspettative, ma sono certo che sarà un’esperienza divertente”.

La migliore tastiera arranger

State pensando di sostituire la vostra attuale tastiera arranger e siete divorati dalla difficile scelta su come spendere al meglio i vostri risparmi? In questi casi, tenete sempre conto di una semplice e concreta constatazione: la migliore tastiera che possiamo avere è quella che possediamo ora, quella che oggi usiamo per suonare. È molto più interessante e appagante dedicare il nostro tempo ad esercitarci e a suonare, piuttosto che a roderci dentro coltivando accaniti desideri. Non mi credete? Provate da voi stessi!

E, nel caso aveste tempo per approfondire la materia, vi consiglio due letture:

Sette consigli per provare una tastiera prima dell’acquisto

Quante volte vi avrò raccomandato, qui nel blog delle Tastiere Arranger, di provare di persona qualsiasi strumento prima dell’acquisto? Sono sicuro di averlo ripetuto fino alla noia. Dietro l’espressione “provare di persona”, io intendo un discreto processo articolato e non una semplice toccata e fuga. Mi spiego meglio: oggi vorrei proporvi sette piccoli suggerimenti per un completo svolgimento della prova, il tutto basato sulla mia personale esperienza e quella di molti amici tastieristi con cui sono venuto a contatto in tutti questi anni. Sono convinto che ciascuno di voi potrà arricchire questo elenco con altri buoni suggerimenti. Se siete come me, normalmente tutto questo è frutto di propri errori: sbagliando si impara.

Passo 1: preparatevi prima della prova

Presentarsi in negozio e mettere subito le mani su uno strumento nuovo è un rischio: potrebbe impedirvi la possibilità di valutare a pieno lo strumento. Vi ho già raccontato di quella volta in fiera a Bologna quando avevo provato a freddo il pianoforte Yamaha DGX-650: quel giorno mi sono perso, non riuscivo nemmeno ad avviare gli accompagnamenti (e dire che avevo grande famigliarità con il tasto ACMP, eppure…). Insomma, se avete intenzione di provare uno strumento, nei giorni precedenti alla vostra visita in negozio, dedicate del tempo a visitare il sito web del produttore, a guardare qualche demo o i tutorial disponibili e a leggere qualche pagina del manuale.

Passo 2: chiamate il negozio

Solo i negozi più grandi mettono a disposizione dei clienti un numero elevato di modelli da provare. Normalmente le tastiere più vendute sono esposte e pronte all’uso, ma le altre potrebbero essere ancora chiuse negli scatoloni del magazzino. Oppure il modello è esaurito e il negozio è in attesa del rifornimento dal fornitore. Chiamate quindi il negozio e assicuratevi che il modello di arranger che vi interessa sia disponibile per la prova.

Passo 3: scegliete il momento giusto per fare le cose con calma

Beh, certo se vi presentate il sabato pomeriggio in negozio, è probabile che ci saranno altri clienti che vogliono provare lo stesso strumento, quando invece voi avete bisogno di tutto il tempo che serve. Scegliete quindi un giorno tranquillo, compatibile con i vostri impegni di scuola o di lavoro. E poi, quando potete finalmente cominciare, concentratevi sugli aspetti-chiave. È inutile verificare a tappeto l’intera rassegna di centinaia di timbri e stili: selezionate le risorse principali della vostra musica e mettete la vostra attenzione su quelle. Lo strumento deve dimostrarvi di essere capace di darvi soddisfazioni su quella parte della musica che conoscete bene e che praticate spesso. È difficile che si possa trovare il tempo per esplorare repertori sconosciuti e avventurarsi in sperimentazioni durante il test, a meno il negoziante sia vostro amico e vi lasci provare per giornate o notti intere.

Passo 4: portate le vostre cuffie

Sconsiglio vivamente di collaudare lo strumento in negozio ascoltando il suono dagli amplificatori. L’ambiente è normalmente rumoroso e caotico e potrebbe distrarvi durante la prova. Le cuffie sono vivamente raccomandate e, se portate le vostre, la vostra esperienza d’ascolto non sarà condizionata dal cambio di cuffia, avendo così le migliori condizioni per ottenere indicazioni oggettive. Senza trascurare il fatto che, con le cuffie collegate, i più timidi fra di noi potranno suonare con maggiore libertà e osare di più nel mettere a prova il nuovo strumento.

Passo 5: ascoltate le demo dallo strumento

Le demo non sono trascurabili: normalmente i costruttori vi pongono dentro quanto di meglio quello strumento è in grado di offrire. E non pensate che l’ascolto delle demo sul web (SoundCloud, YouTube, etc.) sia esaustivo. Provate i brani demo originali ascoltandoli dallo strumento stesso: vi renderete conto immediatamente della differenza e potrete constatare di persona la capacità autentica dello strumento.

Passo 6: provate il feeling con i tasti e i pulsanti a pannello

Questo è il punto più critico. Se lo strumento non passa questo collaudo, difficilmente potrà convincervi. Per suonare al meglio, le nostre dita devono potersi muovere con sicurezza e controllo nel toccare i 61/76/88 tasti. Provate la dinamica dei tasti con calma e cercate di capire se l’espressività è garantita. Il contatto fisico è sempre soggettivo e deve funzionare con le vostre dita, altrimenti difficilmente quello strumento farà per voi. Non trascurate di confrontarvi anche con i pulsanti fisici e gli altri controller a pannello e, se presente, lo schermo touch-screen. Sollevate, anche di pochi centimetri, lo strumento per avere una sensazione fisica reale del peso.

Passo 7: i suoni di pianoforte richiedono il pedale del sustain

Dulcis in fundo, quando ci vuole, tirate fuori la vostra faccia tosta e chiedete al negoziante di collegare un pedale del sustain per provate i suoni di pianoforte acustico ed elettrico. Non potete correre il rischio di avere un’impressione limitata delle potenzialità di linguaggio dello strumento: nel caso dei timbri di pianoforte, dovete capire se si possono ottenere le sfumature adatte per le vostre esigenze.

Questo argomento si chiude qui, per ora. Se vi ha interessato, consiglio la lettura anche di 10 suggerimenti per l’acquisto di una tastiera, articolo sempre attuale.

Ketron rilascia la versione 1.3.0 (e 1.3.2) per la serie Event

ULTIMA ORA! Il 27 luglio Ketron ha pubblicato la revisione 1.3.2. rispetto la versione 1.3.0 descritta in questo articolo. Leggete in fondo all’articolo.

I nuovi modelli Ketron (EVENT-X e EVENT-61) sono in via di consegna nei negozi di strumenti musicali con la nuova versione 1.3.0 preinstallata. Dallo scorso 20 luglio, è altresì possibile scaricare lo stesso software anche sul modello originale EVENT con 76 tasti.

Rispetto il rilascio precedente (1.2.0), il nuovo sistema operativo include interessanti migliorie e dimostra quanto il centro R&D di Ancona sia attivo nell’impegno di cesellare, migliorare e rendere più affidabile la nuova serie di super-arranger Ketron. Vediamo alcune fra le caratteristiche principali insieme, mentre vi rimando al sito ufficiale per la lettura completa della nota di rilascio.

Style & Player. In analogia con l’innovazione introdotta su Korg Pa5X, anche qui si possono gestire in contemporanea la riproduzione di un brano musicale dal Player e di uno stile dell’arranger.

Tempo On Chord. Questa nuova funzione permette di raffinare l’attivazione del Rallentando o Accelerando. senza staccare le mani dalla tastiera mentre si suona la propria musica. Quando è attivo il modo EASY2 o EASY4 di riconoscimento degli accordi, dopo aver impostato un accordo con tre note, si ottiene che il tempo (BPM) decresca della quantità impostata da 1 a 5 ribattendo la nota più bassa dell’accordo. Nelle stesse condizioni, ribattendo la nota più alta, il tempo cresce della stessa quantità.

Registration. Un discreto arricchimento di questa funzionalità permette ora di decidere personalmente quali parametri salvare all’interno di una memoria Registration. Ketron ha aggiunto poi la possibilità di salvare il modo Mono dei Lowers, la posizione degli slider del DRAWBAR e lo stato dei tasti VARI ed ART.

Voice Edit. In quest’area, le novità sono diverse. Fra queste ne vorrei citare due. Al pedale è possibile assegnare ora il Cutoff, TVF, TVA per ognuna delle tre voci in layer. A favore delle voci BRASS, è stata resa disponibile la nuova funzione NATURAL che cambia il tempo di PLAY fra le tre voci in layer in modo casuale: è possibile “randomizzare” sia lo strumento che suona per primo, sia il ritardo di partenza dopo la prima voce, ottenendo così un risultato più realistico.

Footswitch. Il numero di parametri assegnabili ai diversi interruttori della pedaliera (FS6 e FS13) cresce ancor di più e ora è possibile gestire Accelerando, Ritardando, User Voice, User Style, Vari, Unplug e altro ancora per un totale di 192 possibili valori.

C’è molto di più, sia a livello di migliorie introdotte sia a proposito di guasti software risolti (ben 11): potete leggere da voi tutti i dettagli direttamente sul sito del produttore.

Ketron Event-X

ULTIMA ORA! Il 27 luglio Ketron ha pubblicato la revisione 1.3.2. rispetto la versione 1.3.0 di cui abbiamo parlato qui sopra, come da comunicato allegato.

Oscillazione prezzi degli arranger | Luglio 2023

Il nostro ultimo aggiornamento dei listini risale a gennaio scorso. Direi quindi che oggi è il momento buono per svolgere la nostra consueta indagine sui prezzi reali di mercato, seguendo i criteri trasparenti che vi abbiamo da sempre dichiarato (potete verificarli da voi nella premessa della pagina dedicata).

Top di gamma

Rispetto sei mesi fa, si osserva il calo dei prezzi della serie SD di Ketron (che, del resto, ha ormai passato il testimone alla nuova generazione di modelli della casa di Ancona), con l’eccezione del modulo SD-90 che ha registrato un’impennata del 14%, probabilmente dovuta al fatto che sono state esaurite le promozioni di alcuni negozi. Il listino degli strumenti al top brilla comunque per l’ingresso dei nuovi modelli Ketron: Event-X ed Event-61. Il prezzo degli altri prodotti si dimostra tutto sommato stabile, mentre si evidenzia l’oscillazione di Yamaha Genos giustificata dalla promozione degli altoparlanti in omaggio.

Arranger workstation

In casa Yamaha, abbiamo PSR-SX900 in leggero calo e PSR-SX700 in leggero aumento. Al contrario, in casa Korg, i due modelli della categoria (Pa1000 e Pa700) registrano un aumento di prezzo (9% circa), probabilmente provocato dalla scarsità di prodotto nei negozi.

Arranger standard

Nel segmento degli arranger standard, si osserva un aumento del prezzo del 6% per Yamaha PSR-SX600, mentre tutti gli altri modelli calano in modo discreto, con l’eccezione di alcuni che scendono con una cifra più sensibile e che si attesta fra il 6 e il 10% (mi riferisco a Roland E-X50, Yamaha PSR-EW425 e Casio CT-S1000V).

Arranger per esordienti

I prezzi sono tutto sommato stabili nella categoria dei prodotti più economici. Degno di nota è l’ingresso di Roland E-X10 nei listini, ma lo fa con un prezzo di lancio talmente basso, da suscitare perplessità fra gli appassionati Roland nel web, al punto da mettere in dubbio la qualità del prodotto.

Pianoforti arranger

Ci sono due novità in questa categoria: innanzitutto l’arrivo della nuova fuoriserie Yamaha Clavinova (CVP-905): si pone sul tetto dei prezzi più elevati e non è una sorpresa. Molto interessante è l’esordio di Roland FP-E50: un pianoforte arranger moderno ed attuale che sembra porsi a specchio di Yamaha DGX-670 e Korg XE20. Si osserva un calo drastico dei prezzi dei pianoforti Yamaha con sezione arranger basata su app Smart Pianist: rispetto sei mesi fa, oggi CSP-170 si può trovare in vendita con un risparmio del 10% e CSP-150 addirittura del 30%: la ragione risiede nel fatto che i negozi devono smaltire le scorte in vista dell’uscita dei nuovi modelli CSP della serie 200 di cui vi parleremo prossimamente.

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Tutti i prezzi in dettaglio sono nella pagina Prezzi di riferimento degli arranger.

10 tipi di appassionati di arranger

Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente accidentale. Se vi riconoscete in qualcuno dei caratteri che seguono qui sotto, è un puro caso: credetemi, non stavo pensando esattamente a voi. Ho incrociato nel web un numero incredibile di appassionati suonatori di arranger (non li ho contati). Mi piace pensare che, nel mondo delle nostre passioni, tutti noi torniamo bambini e ci esprimiamo con tale ingenuità da scatenare un inevitabile sorriso di simpatia e solidarietà. Talvolta sorprendiamo di noi stessi, ma suonare arranger è la nostra vocazione. E allora, abbandoniamoci al gioco, per una volta.

Andando a ripescare fra quanti mi scrivono messaggi dal 2009 ad oggi, da quando esiste il blog delle Tastiere Arranger, ho definito 10 caratteri tipici che si ripetono spesso. Se non vi riconoscete in nessuno di questi che seguono, potete creare il vostro nei commenti qui sotto.
PS: Per la cronaca, ci sono anch’io fra i 10 tipi: vediamo se scoprite quale.

1 – Insaziabile

“Ho acquistato appena ieri il mio nuovo arranger da 4100 euro e con 728 stili preset e, scusami, sai da dove possono scaricare nuovi stili?”.

2 – Bisognoso

“Ho bisogno assoluto di trovare un arranger a 76 tasti semi-pesati con after-touch, 256 voci di polifonia, sequencer audio, 1GB di suoni preset PCM, FM, modelli fisici, clone Hammond, 16 effetti insert, 10GB di memoria utente per campionatore, stili illimitati, 64 parti multi-timbriche, schermo a colori a 16”, 5 porte USB con interfaccia audio, campionatore, doppia uscita HDMI, … ne ho bisogno, capisci! “.

3 – Ottimista

“Alla prossima edizione del NAMM, sarà sicuramente annunciato il nuovo modello”.

4 – Confuso

“E ora che ho speso 2000 euro per una tastiera nuova, mi spieghi come faccio a suonarla?”

5 – Ingenuo

“Qual è la tastiera arranger migliore al mondo?”

Fonte della foto: https://in.roland.com/

6 – Neofita

“Credo che il negoziante ieri mi abbia fregato. Ho comprato una tastiera nuova e poi arrivo a casa e scopro che non funziona bene! Se premo il tasto con forza, questa suona forte e così va bene. Ma, se poi suono piano piano, non si sente quasi niente! Glie la devo riportare indietro, vero?”

7 – Complottista

“Chi parla bene di uno strumento è un endorser e lo pagano per farlo”.

8 – Dubbioso

“Dovrei acquistare una nuova tastiera. Ma, secondo te, mi conviene aspettare il nuovo modello che, forse, uscirà a breve o piuttosto è meglio passare al modello già presente nei negozi e che, del resto, ho provato e mi piace molto? Non saprei, perché poi me lo porto a casa e se il giorno dopo esce il modello nuovo, il mio si svaluta subito. Oppure no, magari lo posso rivendere e poi mi pento di averlo fatto. No, no, mi tengo lo strumento che ho… Ho deciso, basta. Certo, che se uscisse qualcosa di nuovo proprio ora… Ma, secondo te?”

9 – Entusiasta

“Credo di essermi innamorato del mio arranger: non riesco a starne distante”.

10 – Scientifico

“La luce si trasmette più velocemente del suono: è per questo che, quando vedi un nuovo arranger e ti appare fantastico, rimani poi deluso quando lo senti suonare?”

Cosa resterà di questo NAMM 2023?

Domenica scorsa si sono chiusi i battenti del NAMM 2023 come un battito di ciglia. Questa edizione lascerà qualche traccia? Sì, penso di sì, ma nulla di trascendentale. È stato un evento insolito: le aziende di produzione hanno avviato le loro cadenze mediatiche almeno quattro mesi prima dell’evento. Personalmente, ho trovato curioso leggere annunci ufficiali in tempi in cui la fiera non aveva ancora spalancato le barriere di ingresso al pubblico in quel di Anaheim (California, USA). Oggi potremmo dire che il NAMM 2023 è stato reso più celebre da quello che è avvenuto al di fuori della fiera.

Arranger

A dire il vero, infatti, Roland non ha nemmeno partecipato al NAMM 2023, ma il fatto di aver lanciato un modello stimolante come FP-E50 nel periodo iniziale della campagna mediatica, ci conduce oggi a farne un cenno inevitabile. Questo pianoforte-arranger appartiene alla famiglia Zen Core: consente quindi l’accesso ad una vasta libreria di suoni (e stili) da scaricare per l’espansione delle risorse di bordo. Certamente merita un’analisi approfondita.

Fonte: roland.it

In questo periodo, Korg ha poi lanciato due versioni particolari di arranger: il modello più economico della serie EK-50L ha vissuto due operazioni cosmetiche dalle smaccate finalità di marketing. Sono nati due modelli che saranno distribuiti (almeno per i prossimi mesi) esclusivamente nei mercati americani. EK-50 U include suoni e stili orientati al repertorio “American roots” (jazz, country, alternative, dance, rock). EK-50 CSA presenta risorse destinate prevalentemente alla musica latina (CSA sta per Central and South America). Insomma, non si ravvedono novità tecnologiche particolari, ma piuttosto un restyling orientato alla definizione di risorse regionali.

Del lancio del nuovo pianoforte arranger Yamaha Clavinova CVP serie 900 e della conferma del più economico Yamaha P-S500 vi ho già fatto cenno nei giorni scorsi, così come anche della presenza Casio con CT-S1000V.

Non Arranger

Fuori dal seminato delle tastiere con accompagnamenti, ho trovato interessante la proposta di Yamaha che ha inaugurato una nuova serie di modelli di tastiere da palco. Sono CK61 e CK88: la loro anima live potrebbe destare l’attenzione di molti appassionati, alla ricerca di uno strumento portatile dotato di interfaccia utente fisica, ed analogica. Così intuitiva e così immediata.

Fonte: namm.org

Veniamo a Dexibell. Oltre alla presenza ufficiale dei recenti top di serie (S10 e S10L), sono comparsi altri tre modelli di tastiere inedite – S8M, S8 e S4 – ma di queste poco si sa, visto che l’azienda non ha ancora reso note le caratteristiche e le specifiche tecniche (possibile?). Per la cronaca, tutti gli strumenti Dexibell possono trasformarsi in arranger grazie all’app XMURE.

Degno di nota, infine, è il nuovo organo Hammond XK-4: l’ultimo erede digitale della lunga tradizione di questa casa (dal 1989 di proprietà della giapponese Suzuki Musical Instruments – da non confondere con la Suzuki Motor Corporation, sono due aziende diverse). Il nuovo modello vanta il rinnovamento del motore sonoro e l’adeguamento di tutto il repertorio di timbri di bordo.

Oscillazione prezzi degli arranger a gennaio 2023

L’aggiornamento periodico della tabella dei prezzi di riferimento degli arranger è il momento ideale per valutare le variazioni dei prezzi e fare il punto rispetto l’anno precedente. A titolo di chiarimento preventivo, ricordo che questi prezzi sono rilevati direttamente dal mercato, prendendo come riferimento i migliori negozi di strumenti musicali in Italia.

Rispetto il rilevamento precedente (giugno 2022), a gennaio 2023 possiamo osservare tre diverse tendenze:

  1. Per la prima volta da molti anni (complice l’inflazione), una buona parte di modelli si è contraddistinta per un incremento di prezzo, in taluni casi molto sostanzioso (è successo soprattutto in casa Yamaha).
  2. Da una parte i modelli a fine produzione (quelli con scarsa disponibilità residua nei negozi) hanno mantenuto il prezzo o sono calati di poco, dall’altra il concetto di scarsa disponibilità nei negozi si è esteso anche a prodotti che non sono a fine corsa: per questi il prezzo è aumentato.
  3. Per quanto riguarda i modelli di recente produzione, la tradizione di calare il prezzo a distanza di mesi del lancio è stata applicata in modo discontinuo: lo ha fatto Casio, non lo ha fatto (non ancora) Korg.

Fra i top di gamma, compare Ketron Event che si pone sul podio dei modelli più costosi; la serie Korg Pa5X mantiene i livelli di prezzi del lancio; in leggero calo i modelli Ketron della serie SD, con l’eccezione di SD-7 che si fatica a trovare disponibile (è un modello del 2015 e ci sta che non ci siano più scorte).  Il prezzo di Yamaha Genos è in aumento, ma sono altresì presenti promozioni in leggero calo (-3%) rispetto il prezzo di un anno fa.

Nell’area sottostante degli arranger workstation, i prezzi salgono per tutti. Spiccano come variazione più sensibile, quella di Korg Pa1000, che sale del 30% rispetto un anno fa, e Yamaha PSR-SX900 che cresce del 14% (pur restando un modello al top fra i numeri di vendite).

Fra i c.d. “arranger per tutti”, c’è chi sale e chi scende. La coppia Yamaha PSR-EW425 e PSR-E473 eccelle nelle vendite e anche per loro il prezzo è in sensibile crescita. Cala del 20% il prezzo di Korg EK-50: del resto sono gli avanzi di magazzino, vista l’uscita successiva della sua evoluzione, EK-50L. Scendono del 15% i prezzi dei nuovi modelli Casio (CT-S1000V e CT-S500).

In un gradino più basso si trovano i modelli per esordienti, fra cui Casio CT-S400 e CT-S300 anche loro in calo del 12%. Salgono invece del 17% i prezzi dei modelli Yamaha PSR-EW310 e PSR-E360. Crescono di valore anche i modelli più economici della serie CT-X di Casio, generando il dubbio se sia dovuto a numeri di vendite ancora buoni o, semplicemente, alla scelta da parte dei negozi di non cedere sul margine.

Fra i pianoforti arranger, la serie Clavinova CVP-805 si fa sempre più esclusiva superando la soglia dei 6000 euro. Non scherzano nemmeno i modelli CSP che non hanno più promozioni e balzano del +34%, mentre entra a listino la loro versione portatile (P-S500) con un prezzo molto più abbordabile. Nei negozi si è poi registrato il rialzo del prezzo di DGX-670 (+9%) mentre Korg XE20 è sceso dell’8%.

Tutti gli importi di vendita, modello per modello, sono elencati nella pagina dei Prezzi di riferimento degli arranger

Conviene investire in una tastiera arranger nel 2023?

Ricevo un flusso regolare di domande da lettori di questo blog che mi chiedono se – negli anni Venti di questo secolo – sia ancora conveniente investire in una tastiera arranger. Premesso che ognuno di noi è libero di fare quello che vuole con le proprie passioni, devo confessarvi che questa curiosità mi dà l’impressione che, sotto sotto, molti non comprendano appieno il significato delle tastiere arranger rispetto le altre categorie di strumenti a tastiera (synth, workstation, pianoforti digitali, organi, etc.). Forse è il caso di riprendere la materia e fare chiarezza insieme.

Fonte: Yamaha Keyboards Official

Cominciamo precisando che l’offerta di arranger sul mercato è molto ampia: questo aspetto dimostra come, rispetto altri settori di strumenti musicali, quello degli arranger sia in salute. Facciamo qualche nome. In termini generali, potremmo dire che quelli che, negli anni 90 venivano chiamati semplicemente “arranger” oggi possono essere ritrovati nell’area dei modelli di base, dove il prezzo oscilla fra 300 e 700 euro: per Yamaha ci sono PSR-SX600, PSR-EW425 e PSR-E473; i modelli Korg sono EK-50L e i3 (2020); per Casio compaiono CT-S1000V,  CT-S500, CT-X5000 e CT-X3000; per Roland c’è E-X50. Da questa categoria, ci si può muovere verso l’alto per scoprire l’area degli arranger workstation, modelli con funzionalità complete per la produzione musicale in condizioni di portabilità: qui troviamo Korg Pa700 e Pa1000, Yamaha PSR-SX700 e PSR-SX900 e Ketron SD-40. Gli arranger non sono tutti qui, ci sono gli strumenti eccelsi al top di gamma, dove le caratteristiche sono espresse alla massima potenza: Yamaha con la serie Tyros evoluta in Genos, Korg Pa5X (e modelli precedenti come Pa3X e Pa4X), Ketron Event, SD60, SD-9, SD-90 e SD-7. Una categoria a parte è quella magnifica dei pianoforti arranger: Yamaha CVP e CSP (Clavinova), DGX-670 e P-S500; Casio PX-S3100, CDP-S360 e Korg XE20. Citiamo infine, almeno per documentarne l’esistenza, i numerosi modelli di arranger economici dedicati agli esordienti (essenzialmente prodotti da Casio e Yamaha), dove il risparmio sui componenti è mitigato da un livello di qualità dei suoni che è in crescita negli ultimi dieci anni.

Cosa hanno in comune tutti questi modelli? Sono strumenti musicali a tastiera (di solito con 61 tasti, alcuni ne hanno 76 semi-pesati oppure 88 pesati) e un pannello di controllo pieno di manopole, cursori, interruttori e pulsanti che sono il segno distintivo della capacità di concedere una padronanza interattiva totale della propria musica in tempo reale. Sono solitamente dotati di un grande schermo LCD centrale (spesso touch screen) che domina il pannello. Come succede nei migliori synth workstation, anche le tastiere arranger hanno GB di suoni di strumenti campionati di alta qualità a bordo: vanno dagli strumenti acustici come chitarra, pianoforte, suoni orchestrali ed etnici. Hanno poi un’estesa varietà di toni di sintetizzatori come synth lead e pad e un vasto assortimento di kit di batteria acustica ed elettronica. Gli arranger normalmente prevedono la possibilità di suonare in split o in layer con 2, 3 o anche più voci sovrapposte.

Korg Pa5X

Una caratteristica fisica evidente degli arranger è che questi hanno quasi sempre un amplificatore incorporato e altoparlanti che suonano molto bene. Trattasi di una comodità da non trascurare, essendo conveniente usarli quando si suona a casa o in ambienti raccolti.

Ma la caratteristica essenziale rispetto gli altri strumenti digitali è che gli arranger offrono accompagnamenti in tempo reale: la tastiera è in grado di generare basi musicali per chi suona, mettendo a disposizione una vera band o orchestra che accompagna l’esibizione. Tali accompagnamenti (detti anche stili) sono facilmente controllabili a tempo di esecuzione: è possibile accedere rapidamente a introduzioni, strofe, Fill-in, ritornelli, variazioni, special e finali consentendo così di eseguire qualsiasi performance musicale con creatività e immediatezza. Nessun altro strumento sul mercato vi permette di raggiungere con freschezza questa interattività musicale grazie al Database di pattern pronti all’uso. È possibile realizzare qualcosa di simile con gli arpeggiatori multi-timbrici dei synth e workstation o con i loop dei software di produzione musicale, ma ovviamente non è la stessa cosa.

Fonte: Casio Music Gear

Le funzionalità al servizio di chi fa intrattenimento dal vivo spaziano in un largo ventaglio di opzioni: lettori di basi audio, MIDI, karaoke, marker, progressioni di accordi, spartiti digitali e, talvolta, anche player video. I migliori arranger consentono di collegare un microfono e mixare la voce con effetti o generare armonie. Da diversi anni, tutti gli arranger – anche quelli più economici – offrono la possibilità di gestire file audio con la stessa flessibilità con cui in passato si gestivano i MIDI file.

Un altro aspetto specifico degli arranger è quello di essere dotati di “rubriche” di proprie impostazioni a cui attingere rapidamente. Funzioni evolute come SongBook, Registration, Setlist, Playlist e Performance List esistono solo sugli arranger e permettono di cercare facilmente e richiamare in modo intuitivo centinaia/migliaia di impostazioni per essere pronti a suonare i brani giusti nel modo giusto. La creazione di scalette su misura di ogni serata è un altro valore aggiunto. Anche qui, le equivalenti funzioni nei synth workstation sono un “qualcosa di simile”, ma non sono così evolute e semplici da usare.

Gli arranger sono strumenti hardware “tutto incluso”. Chi non lavora con l’hardware, si deve procurare una serie di oggetti diversi da collegare e gestire: master keyboard, schede audio, PC/MAC, software, piattaforma di suoni VST e plugin, DAW, mixer, unità effetti, processore vocale, monitor audio e altro ancora. Con un arranger, si ha tutto compatto in una sola unità: l’accendi e sei subito operativo.

A dire il vero, l’offerta globale odierna di arranger segnala alcuni margini di miglioramento: ad esempio, per avere tasti semi-pesati o pesati, bisogna spendere almeno 2000 euro e questa è una stranezza per me, visto che master keyboard, synth e persino pianoforti digitali hanno tasti decenti a prezzi inferiori. In secondo luogo, anche le plastiche e la robustezza talvolta lasciano a desiderare negli arranger più economici: è come se i produttori nella loro testa avessero assunto che, se compri un arranger a buon prezzo, tu debba mettere in conto una inevitabile fragilità costruttiva. Un’altra assunzione è che soltanto nella categoria top di gamma si possono trovare capacità di modificare i suoni in modo approfondito, mentre per gli altri modelli inferiori, ci si debba sostanzialmente organizzare con i suoni preset e con piccoli ritocchi. Su quasi tutti i modelli sono comunque sempre presenti processori di effetti, EQ e compressore. Piccola nota economica: gli arranger di qualità hanno un prezzo più elevato rispetto gli equivalenti modelli di synth workstation.

Ketron Event

Le scelte fatte dai produttori ci fanno capire che nelle tastiere arranger generalmente si pone più enfasi sui suoni acustici e orchestrali, necessari per creare accompagnamenti realistici: chi presta più attenzione ai suoni di sintetizzatore potrebbe quindi trovare maggiori variazioni di suoni su synth e workstation. La qualità degli stili di accompagnamento è cresciuta molto negli ultimi anni, a favore di un esteso impiego a livello professionale. In passato, i produttori avevano curato con maggiore attenzione il mondo mainstream tradizionale mentre per alcuni generi più attuali (come Dance Pop e Alternative/Indie Rock), non era così facile trovare gli stili sufficienti per soddisfare i gusti più esigenti. Occorre prendere atto che però – anno dopo anno – la situazione è in via di netto miglioramento.

Potrei continuare a lungo, l’argomento si presta a molteplici prospettive di analisi per chi suona, per chi compone, per chi sperimenta o per chi si esercita. Il punto sul quale vorrei chiudere oggi, prima di riprendere l’argomento in altre occasioni, è questo: l’arranger è l’ideale per mettere un musicista nelle condizioni migliori per entusiasmare i presenti, che ci si trovi in famiglia, con gli amici, in un contesto professionale o in un grande teatro. Qui i musicisti hanno a disposizione – giusto sotto le proprie dita – il più ampio numero di soluzioni possibili per arricchire l’intrattenimento. Nelle mani di chi sa suonare, anche nel 2023 questo strumento può far ballare e cantare chiunque, facendo resuscitare il pubblico, anche negli ambienti più scialbi.

Si chiama arranger. Non sottovalutatelo.

Il rapporto 2022 del blog tastierearranger.com

Il tredicesimo anno di vita di questo blog ci ha permesso di raggiungere i due milioni totali di clic: è successo nei giorni scorsi, intorno alla Vigilia di Natale. È un traguardo importante, credetemi. Sapete che sono armato della mia esperienza, della mia curiosità e della mia passione: raggiungere questi numeri di attenzione da parte di voi lettori, continua a farmi provare brividi unici.

Nel corso del solo 2022, abbiamo conseguito i risultati specifici che seguono.

Fra i 46 post pubblicati nell’anno mi piace segnalarne alcuni oggi, con il chiaro intento di stimolare la vostra curiosità e voglia di (ri)leggere.

Innanzitutto, non ci siamo fatti mancare le nostre riflessioni più accorate e appassionate:

Abbiamo cercato di capire il fenomeno della vendita di tastiere arranger usate nel 2022: Speciale | Tastiere arranger usate

Vi abbiamo consigliato la lettura de Il viaggio di Marcello Colò nell’industria musicale italiana.

La stesura dell’articolo su un arranger vintage com Elka OMB 5 ci ha poi condotti a dar vita all’esperienza del Team Arranger Legacy con Marcello Colò, Riccardo Gerbi e Giorgio Marinangeli:

Il mio dovere di cronista mi ha portato a dare nota dei 10 nuovi modelli di arranger usciti nell’anno:

Vi ho raccontato poi di:

Insomma, è stato un anno vivace e sono lieto di sapere che molti di voi continuano a prestare attenzione al pianeta arranger. Se il buon Dio vorrà concedermi il privilegio di resistere e continuare, saremo qui anche l’anno prossimo con altri scritti e testimonianze sulle tastiere digitali con accompagnamenti.

Voi tornate vero?

Fonte foto: Yamaha Keyboards Official Page