Informazioni su Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger
Ho creato nel 2009 il blog Tastiere Arranger per raccontare tutto quello che si deve sapere sulle tastiere con accompagnamenti. Ho collaborato in passato con MusicOff e AudioFader. Oggi, oltre a scrivere per questo blog, faccio parte del team di autori di SM Strumenti Musicali dove pubblico test, focus e recensioni sugli arranger.
Esiste la possibilità di costruire un approccio diverso agli arranger? Per anni abbiamo preso confidenza nel muoverci con disinvoltura fra Intro, Variazioni, Fill-In, Break ed Ending. Alcuni arranger ci hanno permesso di uscire dagli schemi usando il pattern dell’Ending per avviare un brano e altri ancora di chiuderlo semplicemente staccando le mani dalla tastiera con il Sync Stop. Ma, tutto sommato, abbiamo sempre girato intorno a pattern predefiniti.
Poi è arrivata Roland GO:KEYS, una tastierina MOLTO economica con la funzione Loop Mix. L’idea è appena abbozzata. Potrebbe evolversi in qualcosa di interessante in futuro. Forse. Valeva comunque la pena affrontare il tema e cercare di capirne di più.
L’ho appena fatto.
Se vi interessa conoscere il risultato della mia analisi di Loop Mix, bene allora fatevi un giro sul portale SM Strumenti Musicali e leggetevi il focus su Roland GO:KEYS.
Uscito “fresco di stampa” proprio oggi. Buona lettura!
Il matrimonio fra Yamaha e Hal Leonard non ha superato la crisi del settimo anno. E si interrompe a sette anni di distanza dal parto di NoteStar. Era il 17 gennaio 2012, infatti, quando avevamo dato notizia in questo blog del lancio dell’app.
L’idea era promettente: offrire un servizio ai tastieristi per imparare a suonare brani famosi ed esercitarsi sfruttando tutto il corredo tecnologico a disposizione: spartiti digitali, brani audio multi-traccia, controllo del playback in loop con la possibilità di mettere in mute le singole parti.
Ovviamente l’investimento da parte di Yamaha e Hal Leonard poteva risultare costoso nel momento in cui si intendeva mantenere aggiornato il repertorio: per ogni titolo, era richiesta la produzione di basi audio originali di qualità, estensione di spartiti nella pagina Score, programmazione delle basi all’interno del framework controllabile grazie all’app NoteStar e pagamento di diritti d’autore.
Lo spartito interattivo di Yamaha NoteStar
L’evento scatenante è stata la messa in liquidazione della società YMH Digital Music Publishing LLC che gestiva questo business: pertanto l’applicazione NoteStar andrà in pensione definitivamente il 31 marzo 2019. Da ieri non è più possibile il download dell’app dallo store di Apple, ma coloro che l’hanno già scaricata potranno continuare ad usarla fino a quando un futuro aggiornamento iOS non la renderà incompatibile.
Per farsi perdonare dai fedeli clienti di questo servizio, le due aziende coinvolte ora offrono un abbonamento gratuito a Sheet Music Direct PASS, un servizio web di Hal Leonard che vende spartiti musicali sul sito di SheetMusicDirect.com. L’abbonamento PASS, che normalmente costerebbe 9,99€ al mese (oppure 99€ per un piano annuale), dà diritto all’accesso illimitato online a tutta la libreria di partiture gestite da Hal Leonard, che si vanta di gestire oltre un milione pagine di spartiti interattivi. Qualora uno spartito fosse di interesse per il download e la stampa, l’abbonamento PASS garantisce lo sconto del 50%, altrimenti lo spartito sarà solo utilizzabile online. Ad aprile, si saprà di più sulla durata di questa promozione.
Se il portale Yamaha non blinderà tutte le porte in anticipo rispetto le date dichiarate nel comunicato stampa, chi non è ancora registrato su NoteStar App avrà tempo di farlo fino al 20 marzo 2019: così da aprile potrà accedere all’abbonamento gratuito a PASS.
Dallo scorso novembre, ha fatto capolino nel web un nuovo software rivolto ai suonatori di arranger. Si chiama GroovyBand Live! e si presenta come un prodotto innovativo, frutto di un progetto internazionale che ha coinvolto programmatori e musicisti in diversi Paesi, fra cui l’Italia. Ne parliamo oggi, sia per illustrare gli aspetti principali del nuovo arranger software, sia per segnalare che lo scorso venerdì 22 febbraio è uscita ufficialmente l’ultima versione nota come Build 19020 che sancisce una crescita rapida del contenuto funzionale del giovanissimo GroovyBand Live! Ne parliamo insieme a Franco Vitali, uno dei protagonisti di questa startup che, alla mia richiesta di contatto sul sito, si è gentilmente reso disponibile ad uno scambio espistolare che vi riporto qui sotto.
Re’: Franco, come possiamo presentare Groovyband Live! in poche parole?
FV: Groovyband Live! è un motore di arrangiamento in real time che include un corpo di stili integrati. Si candida ad essere lo strumento che gli appassionati del settore cercano da anni: un arranger dalle caratteristiche evolute con possibilità di personalizzazione per chi vuole avventurarsi in quella direzione e, per gli altri, una soluzione che offre una gratificazione immediata grazie ad un parco stili ben suonanti sin dall’accensione, senza dover toccare nulla. L’interfaccia utente è moderna, chiara e ragionevolmente intuitiva, una volta che si sono appresi i concetti di base tramite la rapida lettura del manuale. Tutti inoltre possono beneficiare di un prodotto solido con prestazioni senza incertezze per arrangiamenti impeccabili; abbiamo perseguito la massima affidabilità con tecniche di sviluppo software moderne e con procedure di testing “militari”. Non offriamo ancora una generazione sonora autonoma ed utilizziamo hardware esterno: ma, a lungo termine, pensiamo di offrire in software l’intera catena, compresa la sintesi sonora.
Re’: Come avete immaginato l’usabilità di Groovyband Live! in termini pratici?
FV: L’applicazione tipica è un tablet appoggiato sopra un arranger e collegato via USB a quest’ultimo. L’arranger fornisce la tastiera per suonare, il tablet elabora i dati di input (provenienti dalla tastiera e dal tocco sullo schermo), produce in real time un flusso di dati MIDI inviati indietro all’arranger che li trasforma in suono. Questa configurazione base può essere espansa collegando una seconda tastiera, una pedaliera da organo (o terza tastiera), un eventuale quarto dispositivo MIDI (control surface) per ulteriori input fisici, un mouse wireless per una più veloce ed agevole programmazione, se richiesto. Come hai notato, con Groovyband Live! – potendo gestire in maniera integrata due manuali e una pedaliera – è possibile costruirsi un home organ con arrangiamenti automatici allo stato dell’arte.
Il pannello software di interfaccia utente di GroovyBand Live!
Re’: A chi è prevalentemente destinato? Suonatori dal vivo, home, studio, compositori?
FV: Il software è pensato con l’ergonomia e la robustezza che sono richiesti per l’utilizzo più impegnativo possibile: quello dal vivo. L’appellativo Live! nel nome del software e nel dominio del sito web non è casuale. Fatta questa premessa, è anche vero che la realtà del mercato arranger è costituita prevalentemente da appassionati che suonano a casa propria per diletto personale. Alcuni di essi sono “evoluti” e personalizzano ogni particolare della loro esecuzione richiedendo espandibilità ed abilità di interfaccia; altri vogliono semplicemente divertirsi senza perdere tempo in settaggi inessenziali. Crediamo che il nostro software possa offrire qualcosa ad entrambe le categorie di tastieristi.
Re’: In quale contesto è nata questa idea, da dove è partita e dove vuole arrivare?
FV: L’idea è nata dalla frustrazione che si prova talvolta con gli arranger hardware tradizionali. Il computer, prima con i sequencer poi con i VST, ha stravolto il panorama degli strumenti musicali, imprimendo una notevole “accelerazione evolutiva” di cui hanno dovuto prendere atto anche gli strumenti hardware pena la loro estinzione e migliorarsi/integrarsi, vedi audio over USB, editor software, DAW control… Ma, a dire il vero, gli arranger non sono stati toccati a fondo da questa rivoluzione: non sono praticamente ancora presenti software in grado di competere a pari livello nella generazione real time di un arrangiamento, che richiede anche contenuti (stili, suoni) perfettamente integrati. Groovyband Live! ha l’ambizione di inserirsi in questo segmento di mercato ancora relativamente vergine, aumentando le opzioni degli utenti e proponendo miglioramenti rispetto l’offerta attuale.
Re’: Rispetto le funzionalità tipiche di un arranger hardware quali caratteristiche offre in più?
FV: Nella homepage del nostro sito, riportiamo brevemente alcuni punti chiave delle caratteristiche che ci differenziano dalla concorrenza. In una pagina interna, che richiede cinque minuti di lettura, descriviamo con maggior dettaglio le caratteristiche salienti del software. Il lettore attento noterà che quasi niente di quello là descritto è presente su gli arranger hardware nemmeno in quelli di ultima generazione. Ma poiché certe cose non possono essere descritte a parole su una specifica (per esempio la sensazione di robustezza o meno che trasmette il rumore di chiusura di una portiera di una automobile, oppure la qualità delle plastiche del cruscotto o la precisione degli assemblaggi), noi mettiamo a disposizione una versione demo ed invitiamo tutte le persone interessate a provare il software .
Il requisito minimo di GroovyBand Live! è un PC con Windows 7 (o successivo) Dual Core CPU @ 1 GHz SSE2 e 50MB spazio su disco. Si raccomanda un tablet PC oppure un laptop convertibile 2-in-1 con touch screen e uno schermo con una diagonale di almeno 12”. Istruzioni sull’usabilità con tastiera e mouse: https://www.groovyband.live/ui/1867/
Re’: Il vostro punto di riferimento è il generatore sonoro Yamaha: significa che è necessario avere uno di questi strumenti?
FV: Il nostro software si sostituisce al firmware interno all’arranger: legge l’input dai dispositivi midi collegati, produce un arrangiamento in tempo reale sotto forma di comandi MIDI che invia ad un modulo sonoro esterno (expander) per la conversione in suono. Attualmente il software è ottimizzato per generatori sonori compatibili con lo standard Yamaha XG (di cui fa pesante uso delle caratteristiche peculiari spesso attivabili con sysex proprietari). Inoltre, il parco stili fornito di serie è ottimizzato per suoni ed effetti DSP di buon livello, disponibili solo su macchine di fascia medio alta di produzione recente. Di fatto, questo significa che è necessario disporre di PSR-S770 o modelli superiori/successivi, di Tyros 3 o successivi, oppure di Genos. Con una qualsiasi di queste macchine, la resa sonora è superiore a quella ottenibile suonando l’arranger originale, in quanto il nostro software rimuove molte limitazioni presenti nel firmware originale Yamaha (che ricordiamolo, è praticamente immutato da vent’anni: un’altra era geologica in termini informatici. Groovyband Live! è scritto in maniera totalmente modulare e quindi la parte che genera dati MIDI compatibili con un dato generatore sonoro può essere facilmente sostituita con un altro modulo adatto ad un diverso generatore sonoro (ad esempio un sintetizzatore rompler od un VST). Questa è una direzione di sviluppo che ci proponiamo di perseguire in futuro per essere compatibili con i generatori sonori di altre case.
Offerta pacchetti acquistabili sul web https://www.groovyband.live/#pricing_table Pacchetto Standard: arranger software con 400 stili e 4 effetti insert al prezzo di 299€. Pacchetto Pro: arranger software con 510 stili e 7 effetti insert al prezzo di 399€. Pacchetto Platinum: arranger software con 620 stili e 16 effetti insert al prezzo di 549€
Re’: Come è composto il team di sviluppo?
FV: La startup si compone di quattro persone “core” (di tre nazionalità diverse) a cui si aggiungono di volta in volta per esigenze particolari dei professionisti ad hoc. L’idea originale, e lo sviluppo degli algoritmi di arrangiamento in tempo reale (il cuore/know-how del programma), è frutto dell’ingegno e lavoro di sviluppatori italiani. Per questo, nello splash screen iniziale diciamo che il software è Designed in Italy.
Re’: Quando potremo vedere filmati video su YouTube o ascoltare demo audio su SoundCloud?
FV: Non abbiamo ancora prodotto alcun video o demo audio. Finora tutte le risorse disponibili sono state indirizzate nello sviluppo del prodotto, affinché superasse le aspettative dei potenziali clienti. Adesso dovremo dedicarci anche al marketing. In attesa di materiale audio/video, è possibile scaricare il software nella versione demo e provare GroovyBand Live! da subito. Il cliente consumer scarica la demo, la prova, se gli piace e considera il prezzo congruo paga la licenza perpetua e la usa a vita. Una volta ricevuto il codice che sblocca il programma nessun rimborso è ovviamente più possibile.
Al momento, c’è ancora riservatezza sui dati societari di questa startup e sulla proprietà dei copyright. Evidentemente i protagonisti si sono concentrati sullo sviluppo e sulla qualità del prodotto. Immaginiamo che presto si potrà vedere maggiore trasparenza anche sugli aspetti amministrativi e legali del sito GroovyBand.Live.
Re’: Grazie Franco. Torneremo sull’argomento in futuro su questo blog per approfondire la conoscenza della vostra azienda, della vostra esperienza e per conoscere meglio l’arranger software.
Dai concitati giorni della fiera del Winter NAMM sino ad oggi, non vi abbiamo ancora raccontato di Dexibell e del riconoscimento che gli è stato conferito dagli editori, giornalisti e lettori della rivista web dedicata agli strumenti musicali, MS Retailer. E’ una fatto di cronaca della storia musicale degli arranger e la recuperiamo oggi.
Trentatresima rassegna dei premi del magazine MS Retailer (2019)
The Music & Sound Retailer è un portale nordamericano consultabile gratuitamente sul web e copre il mercato dei prodotti musicali. La pubblicazione editoriale mensile è disponibile sul sito dedicato alla lettura di giornali e riviste in formato digitale a fronte di un numero sterminato di argomenti: issuu.com.
Ogni anno questa rivista chiama a raccolta i propri giornalisti e lettori per votare i prodotti più interessanti dell’anno concluso e assegna un riconoscimento ai vincitori di ogni categoria. Quest’anno, per esempio, la tastiera digitale con il numero maggiore di consensi è stata Yamaha MODX8, la chitarra acustica premiata è stata Taylor Builder’s Edition K14ce, il miglior amplificatore VOX AC30 OneTwelve, gli speaker JBL 3 Series, il registratore multi-traccia Roland R-07 e così via. L’elenco completo dei vincitori è disponibile in rete.
Marco Di Paolo e Luigi Bruti, autori musicali dell’arranger XMURE
Nella categoria “allargata” che comprende libri, video e software, il premio del 2018 è stato assegnato – durante il Winter NAMM 2019 – all’italiana Dexibell per l’applicazione arranger XMURE.
I più attenti lettori di questo blog ricordano sicuramente l’approfondimento di XMURE di cui vi abbiamo rendicontato ad ottobre 2018, grazie alla disponibilità di Marco Di Paolo e di Luigi Bruti di Dexibell.
Auspico che questo riconoscimento possa convincere la casa di Acquaviva Picena ad investire risorse per estendere la libreria di stili (pattern nel dialetto Dexibell) che, al momento, presenta notevoli margini di estensione.
Dino Franchi suona Dexibell Vivo S1 con l’arranger XMURE installato su iPhone
Oggi ospitiamo nel nostro blog Michele Mucciacito, musicista specializzato nella produzione di suoni e stili per arranger. Sotto il marchio della sua azienda, Evento Suono, Michele ha partecipato attivamente alla programmazione degli stili preset per gli arranger di quasi tutte le case dal 1992 ad oggi: Generalmusic, Ketron, Korg, Roland e Yamaha. Siamo quindi di fronte a uno dei protagonisti che hanno portato al successo le tastiere con accompagnamenti: materia privilegiata per i lettori del nostro blog.
Re’: Ciao Michele. Da dove comincia la tua vita di musicista?
MM: Sono stato educato alla musica prima di tutto in famiglia. Mio padre suonava la chitarra in un gruppo beat dei primi anni 70 a Pesaro. A cinque anni ero un’attrazione in qualità di “bambino prodigio” che suonava la batteria durante i concerti di mio papà nei vari locali della riviera romagnola. Correva l’anno 1976. Per il Natale del 1979 trovai sotto l’albero la mia prima batteria “seria” e da grandi: una Hoshino gialla, meravigliosa! Non ho dormito per almeno due giorni.
Re’: Sei un figlio d’arte, allora.
MM: Ho avuto la fortuna di trovare in casa tanti strumenti musicali, soprattutto elettronici. Mio papà, oltre a suonare la chitarra nella sua band, aveva un piccolo studio di registrazione casalingo: un organo Elka a due manuali con ritmi automatici e un registratore Grundig multipista a bobine a nastro. Io ero sempre con papà in studio a giocare registrando musica. Negli anni 80 ho iniziato gli studi musicali presso la scuola media ad indirizzo musicale di Pesaro. Successivamente, ho frequentato i corsi di pianoforte e composizione presso il Conservatorio Gioacchino Rossini di Pesaro. Ho avuto anche la fortuna di seguire il corso di musica per film condotto da Ennio Morricone in persona. Sono stati anni meravigliosi, pieni di entusiasmo e di scoperte. Mentre studiavo al Conservatorio, facevo serate nei locali di pianobar e nelle piazze in estate con la mia Rock Band.
Michele Mucciacito, deus ex machina di Evento Suono
Re’: Come è stato il balzo alla musica digitale?
MM: Ho fatto tutta la trafila di quell’epoca di noi giovani pionieri: all’inizio c’era il Commodore VIC-20, poi il Commodore 64 e il campionatore Roland S-50. Ho usato i primi veri sequencer (Notator, Creator e poi Cubase) programmando le sequenze MIDI su ATARI ST-1040 con i suoni degli expander Roland U110 e U220. Suonavo musica dal vivo nelle discoteche della riviera portando sul palco l’ATARI ST-1040 e il suo monitor. In quel periodo ho fatto le mie prime esperienze con gli accompagnamenti automatici di Arranger Plus di Solton by Ketron.
Re’: Ed è allora che hai pensato di dare vita ad Evento Suono?
MM: Sì, il destino ha battuto alla mia porta nell’estate del 1992: un mio collega musicista mi ha chiesto di accompagnarlo in Generalmusic a San Giovanni in Marignano: lo avevano convocato per un colloquio di lavoro e lui quel giorno aveva l’auto ferma per un guasto. Arriviamo alla reception e ci fanno accomodare nella sala d’aspetto. Il mio amico entra nell’ufficio del responsabile musicale e dopo tre minuti esce e mi dice di entrare perché stanno cercando programmatori di MIDI file per le loro tastiere. E così ho iniziato aprendo l’attività di Evento Suono: all’inizio realizzavo basi MIDI file e style per GEM WS2, S2 e WX2. La Generalmusic nei primi anni 90 era una realtà industriale e tecnologica ai massimi livelli. Ho potuto conoscere, lavorare e imparare da persone molto competenti.
Re’: Ma non ti sei fermato a Generalmusic.
MM: Nel 1994 ho avviato la collaborazione con Ketron che aveva appena presentato MS50, uno strumento di grande successo. Ho sperimentato per la prima volta degli style con il groove audio che MS50 poteva caricare da floppy al suo interno e gestire tramite un primitivo algoritmo di time stretching. Ho seguito parte della progettazione e della realizzazione degli styles di MS100 e subito dopo nel 1998 il progetto X1, dove per la prima volta su arranger sono stati aggiunti dei groove audio tagliati a fettine con la tecnica degli slice. Il risultato era notevole. Poi c’era la possibilità di caricare 16MB di suoni utente.
Michele Mucciacito all’opera nel suo studio
Re’: Erano anni
straordinari per l’azienda Ketron.
MM: Il progetto successivo SD1 è stato un altro centro: ho potuto lavorare nella programmazione di nuovi groove di batteria fatti per essere efficaci dal vivo. Ho visto anche crescere XD9, progetto basato su SD1, ma con l’intenzione di proporre un prodotto meno costoso. Anche in Ketron ho avuto la fortuna di lavorare con un gruppo creativo e motivato. Prima di terminare quella collaborazione, ho avuto la possibilità di partecipare all’ideazione e creazione del progetto Audya dove i groove audio inseriti negli style erano eseguiti in streaming dal disco.
Re’: Poi sei arrivato in Korg.
MM: Ho trovato in Korg Italy una realtà nuova e altrettanto stimolante per crescere professionalmente. Ricordo di aver cominciato con la programmazione dei ritmi delle card Latin e Latin Dance per Pa80. Poi nel 2002, è arrivato il tempo della progettazione di Pa1X. Ho avuto l’onore di coordinare i programmatori di styles Korg nel mondo per realizzare il nuovo parco di accompagnamenti automatici. È stato incredibile confrontarsi con musicisti di tutto il mondo. Ho anche partecipato alla realizzazione di Pa800 con altri styles creati ad hoc.
Re’: Faccio fatica a starti dietro. Cosa è successo dopo?
MM: Ho avuto poi una
piccola collaborazione verso il 2004 con Roland Europe di Acquaviva
Picena. Al tempo ho realizzato alcuni style sulla seconda versione della G-70
e la successiva E-80. Quest’ultima suonava da paura ed era molto avanti
come suoni e funzioni.
Re’: E-80 era un’autentica bomba. L’ho studiata e testata per la mia primissima recensione che abbia mai scritto su un arranger. Gli sono affezionato. Michele scusa: ma, alla fine, manca solo Yamaha all’appello.
MM: Quando avevo provato la prima Tyros ero rimasto folgorato dai suoni dei drum set e dal design. Quindi mi ero subito proposto a Yamaha Italia. Sino a quei tempi Yamaha aveva privilegiato una clientela internazionale a scapito di un repertorio nazionale. E così ho cominciato realizzando gli styles che Yamaha Italia ha pubblicato sul suo portale ufficiale a favore dei tastieristi italiani: i numeri di download hanno trasformato quell’esperienza in un successo importante.
Re’: Mi ricordo benissimo: anch’io ho scaricato quegli stili
gratuiti dal sito Yamaha e li ho
suonati per anni sulla mia Tyros.
I suoni e gli stili di Michele Mucciacito sono presenti in diversi expansion pack di YamahaMusic Soft
MM: Ho lavorato sotto la supervisione del product
specialist Yamaha di allora, Paolo Stefano, un caro amico. Poi, nel
2009 sono stato inserito nel team dei programmatori di Yamaha Music Europe di Amburgo in Germania. E così sono diventato
il programmatore ufficiale Yamaha di
suoni, styles e MIDI file per l’Italia.
Re’: Ancora oggi collabori con Yamaha.
MM: Periodicamente partecipo ai meeting che Yamaha Music Europe organizza in esclusiva per i programmatori di suoni, styles e MIDI file sparsi per l’Europa. Ho cominciato così a creare gli expansion pack per arranger Yamaha dedicati al mercato italiano. Da quell’esperienza sono nati i pacchetti Latin (South Europe) e Greetings from Italy (quest’ultimo giunto recentemente alla seconda versione).
Re’: Ci puoi svelare qualcosa sui prossimi rilasci del tuo
lavoro?
MM: Siamo in piena era Genos. Sto lavorando con l’amico Danilo Donzella del branch italiano di Yamaha Music Europe, realizzando idee nuove dedicate all’Italia e ai musicisti del nostro Paese. Non posso dirti ancora nulla. Sappi che Evento Suono sta crescendo nelle idee, nelle persone e nei progetti.
Visto dall’esterno, il mondo di chi acquista tastiere musicali potrebbe apparire come un club esclusivo frequentato da snob diplomati in pianoforte al Conservatorio e da talenti naturali usi a programmare suoni digitali con effetti speciali.
A dire il vero, la comunità degli appassionati delle tastiere digitali è molto più larga: ragazzi entusiasti, semplici appassionati, studenti di musica, musicisti amatoriali, tastieristi provetti, dilettanti allo sbaraglio, professionisti alla ricerca di momenti di svago, chitarristi alla ricerca di ritmi e accompagnamenti, direttori di coro, busker che suonano tastiere portatili funzionanti a batteria nei posti più improbabili (e devo dirvi che, per testimonianza diretta, questo è un fenomeno alquanto diffuso nelle piazze di fredde città del nord Europa come Olanda, Belgio e Gran Bretagna).
Tutti costoro non cercano strumenti digitali professionali al top di gamma: no di certo. Il loro orizzonte è quello delle tastiere leggere ed essenziali: la loro fortuna è che oggi si trovano – a buon prezzo – tastiere con suoni e funzioni che sino a ieri erano riservati solamente a prodotti di alto rango. Per questo motivo, ho scritto lo speciale sulle Tastiere Entry Level. E’ uscito oggi su SM Strumenti Musicali.
Va da sé che questa lettura è vivamente consigliata a quanti si sono riconosciuti in una situazione fra quelle raccontante qui sopra. Fate clic qui.
Yamaha PSR-EW410 ancora nel suo imballo: è fra le tastiere presenti nella rassegna pubblicata oggi su SM Strumenti Musicali
Vi avevo promesso che avremmo letto insieme i risultati dell’edizione 2019 del Winter NAMM, ovviamente sotto la prospettiva arranger. In sintesi? Non avevamo grandi aspettative e quindi oggi, alla fine dell’evento, non proviamo nemmeno grandi delusioni.
Ricordate il mio resoconto di fine 2018, quando ho cercato di tratteggiare il panorama dell’offerta arranger sul mercato? Bene, rispetto la situazione fotografata a capodanno, oggi direi che questa fiera ha portato pochissime variazioni. Nulla di sconvolgente. Ricapitoliamo insieme.
Winter NAMM 2019 ha chiuso le porte
Nello stand Yamaha abbiamo visto molti prodotti nuovi, come nella tradizione del produttore di strumenti musicali numero 1 al mondo. In breve, l’elenco delle novità comprende PSR-E360, una tastiera arranger per esordienti, Sonogenic SHS-S500, una keytar per il puro divertimento, e una simpatica clavietta Pianica P-37E. Fra i nuovi pianoforti Arius, c’è un modello YDP-184 dotato di una manciata di ritmi (faccio fatica a chiamarla sezione arranger), mentre è più interessante il pianoforte portatile P-121 che potrebbe mietere successi come i suoi predecessori: include 20 styles di due tracce (batterie e basso) per suonare con scioltezza in base all’atmosfera che si vuole creare. Richiede approfondimenti! Ovviamente c’era molto di più allo stand, che ve lo dico a fare: lasciatemi solo citare in conclusione i due sintetizzatori piano-oriented CP73 e CP88.
Nello stand Korg c’è la novità più importante del comparto arranger: la presentazione di NEXT, la versione 3.0 di Korg Pa4X di cui vi abbiamo già raccontato tutto nei giorni precedente la fiera. Korg ha rinnovato il proprio listino con la presentazione di MINILOGUE-XD, KROME–EX, VOLCA DREAM, VOLCA MODULAR, KRONOS 2 e KROSS 2. Mi piacerebbe ritornare su quest’ultimo modello, in particolare, per approfondire la conoscenza dell’arpeggiatore polifonico, così vicino “concettualmente” ai ritmi e alle tracce di un arranger.
Nello stand Casio hanno fatto capolino i due nuovi pianoforti Privia e cioè PX-S1000 e PX-S3000: il secondo dei due è un vero pianoforte arranger, grazie alla dotazione standard di 200 timbri, 200 stili e funzioni di songwriting. Anche questo modello richiede un approfondimento per il nostro blog.
Nello stand Dexibell si sono potuti vedere e ascoltare i nuovi pianoforti da palco VIVOPRO S7 (88 tasti) e S3 (73 tasti), il cui arricchimento più interessante riguarda l’introduzione della meccanica Fatar TP40 Graded Hammer.
Nello stand Kurzweil c’è stata la carrellata di tastiere portatili a buon prezzo. Kurzweil utilizza questi strumenti arranger per entrare nel settore consumer e non per introdurre la sua qualità rinomata nelle tastiere di primo ingresso: KP300X, KP200, KP150, KP70 e KP30.
Nello stand Roland continuano a latitare gli arranger. Interessanti comunque le novità nell’area pianoforti digitali con GO:PIANO88 (il primo strumento integrabile con Alexa), i nuovi pianoforti verticali eleganti della serie LX e un interessante FP-10 che si preannuncia come il diretto concorrente di Yamaha P-121 e Casio PX-S1000 che abbiamo citato qui sopra.
E’ tutto qua. Per ora. Lasciamoci con tre filmati registrati da Kraft Music in cui sono stati cuciti i momenti migliori delle performance avvenute nei vari stand. Alla prossima!
Cari lettori, voi sapete che questo è un blog dedicato agli arranger e Roland, da qualche anno, non ci sta più dando quelle grandi soddisfazioni di un tempo. Ci siamo già soffermati più volte su questo tema e, pertanto, non vi voglio più annoiare. Limitiamoci a rimandare l’appuntamento al Musik Messe di Francoforte: chissà se stavolta la casa giapponese si ripresenterà (dopo anni di assenza) e non ci possa sorprendere favorevolmente.
Quest’anno, lo stand Roland ha cambiato posizione nella fiera, rispetto le edizione precedenti. La bravissima e simpatica Alicia Baker (i cui filmati al NAMM erano stati da me citati più volte in questo blog) è stata sostituita da Kathryn Lounsbery, valente pianista con buone qualità di comunicazione.
Roland GO:PIANO esposta al NAMM 2019 in una teca (sic!)
Fra i prodotti Roland esposti in fiera:
La famiglia di modelli per il divertimento e lo svago si arricchisce della versione ad 88 tasti leggeri di GO:PIANO88 la cui integrazione con Amazon Alexa sembra rappresentare il maggiore punto di interesse. A questo proposito, vi consiglio la lettura della notizia pubblicata dai colleghi di SM Strumenti Musicali.
Erano stati annunciati lo scorso ottobre ed hanno fatto la loro prima apparazione negli USA i nuovi pianoforti verticali della serie LX: LX705, LX706 e LX708. Sono pianoforti eleganti la cui dotazione effettistica è stata realizzata con una nuova tecnologia PureAcoustic Ambience.
Chi cerca un pianoforte portatile potrà prendere in considerazione FP-10, il nuovo modello di ingresso della serie FP. FP-10 eredita quanto di buono è stato visto e ascoltato con FP-30, pianoforte che – dal 2016 ad oggi – ha visto un notevole successo, visti i 150.000 clienti che nel mondo hanno scelto di acquistarlo. Il nuovo FP-10 si presenta con la tastiera PHA-4 Standard a 88 tasti pesati, oltre ai timbri di piano SuperNATURAL. Lo strumento richiede l’accoppiamento con l’app Piano Partner 2 per essere sfruttato in tutte le funzionalità. E ora diamo spazio a Kathryn Lounsbery perché ci possa presentare FP-10.
Kathryn Lounsbery nuova dimostratrice pianoforti Roland ci illustra le qualità di FP-10
Ritornate qui presto: dobbiamo tirare le somme sul Winter NAMM 2019 nel mondo degli arranger e lo faremo insieme qui. Bye for now!
Avete già letto i resoconti precedenti? In ordine cronologico, in questo blog vi abbiamo raccontato degli stand di Yamaha, Casio, Korg e Kurzweil. Ora tocca a Dexibell. E non abbiamo ancora fino!
Eravamo consapevoli che non avremmo potuto trovare novità arranger in questa fiera per i prodotti Dexibell. Per due ragioni. La prima è che la fiera nordamericana non è il luogo ideale per il mondo arranger: il mercato USA è sempre stato alquanto ingeneroso verso le tastiere con accompagnamenti, come è solito raccontare il grande Jerry Kovarsky. In secondo luogo, Dexibell ha per il momento sospeso l’evoluzione di XMURE, la propria soluzione di arranger software. Se succederà qualcosa in materia, forse, lo vedremo al prossimo Musik Messe di Francoforte.
Ralf Shink e Stevie Wonder alle prese con Dexibell Vivo S9
Senza tanto clamore, la casa di Acquaviva Picena ha presentato al Winter NAMM il restyling dei propri pianoforti da palco VIVOS7 (88 tasti) e S3 (73 tasti). I modelli denominati VIVO PRO aggiungono alcune caratteristiche rispetto i modelli precedenti, come la meccanica Fatar TP40 Graded Hammer, uscite bilanciate 2-XLR bin e 2 sbilanciate ¼ Jack, quattro parti con due unità effetti EFX ciascuna, quattro ingressi per i pedali, ritocchi estetici per i pannelli laterali in legno ripresi da S9, il software del display derivato da S9 e ingresso DC-IN con blocco di sicurezza.
Per Dexibell, questa fiera ha rappresentato una grande vetrina per mostrare al mercato i propri prodotti, a seguito dell’accordo raggiunto nel 2018 con un nuovo distributore in Canada, alla crescita di punti vendita negli USA, fra cui il celebre Music Store di Sweetwater e al delinearsi di nuovi scenari distributivi in Sudamerica.
Lo stand di Dexibell è stato costruito perché fosse la casa dei musicisti, il palco dove artisti di talento potessero dare vita a performance di richiamo per i visitatori della fiera e per quanti, non potendo essere presenti ad Anaheim, hanno potuto gustarsi momenti di buona musica sui social network.
Jordan Rudess prova VIVO S7 Pro al Winter NAMM 2017
Hanno fatto la loro comparsa nello stand Dexibell per esibirsi o anche solo provare gli strumenti eccellenti una schiera di artisti di primo livello: Stevie Wonder, Russell Ferrante, Victoria Theodore (suona per Beyonce), Loren Gold (The Who), Zachary Provost (Josh Groban), Natalie Cadét, Kevin Toney, Bill Moss Jr., CJ Vanston (Toto), Alessandro Alessandroni Jr., Tony Succar, Andrea Desmond, Karen Bridges (Stone & Snow) e Ron Tanski.
Ovviamente ha fatto gli onori di casa il dimostratore ufficiale dei prodotti Dexibell Ralf Schink, che voi lettori di questo blog avete apprezzato negli anni passati quando era il volto in fiera degli arranger Roland.
Il cantante e songwriter Ron Tanski suona Dexibell VIVO S7 Stage Pro.
Per quanti non conoscono i prodotti Dexibell, suggerisco la lettura del mio reportage pubblicato recentemente su SM Strumenti Musicali.
Avete già letto il resoconto arranger sugli stand in fiera di Yamaha, Casio e Korg? Ora tocca Kurzweil.
Da qualche anno, il noto produttore di pianoforti e sintetizzatori digitali, Kurzweil, ha aperto una linea di prodotti amatoriali con sezione di accompagnamenti. Già lo scorso anno questi prodotti erano stati presentati in fiera e ne avevamo dato notizia qui su Tastiere Arranger.
Olivia Thai suona allo stand Kurzweil al Winter NAMM 2019
In questa fiera, Kurzweil presenta i modelli più recenti di rango professionale e lo fa chiamando sul palco dimostratori interessanti come il giovanissimo talento (15 anni!) del rock progressiveKashyap Iyengar dall’India, la stella di YouTube Olivia Thai che dalla sua stanzetta ha diffuso al mondo la propria musica, la delicata pianista e cantante Audrey Bussanich e, per finire, il noto sound designer che per 12 anni è stato direttore del centro R&D di Kurzweil Chris Martirano.
Continua l’evoluzione dei modelli Kurzweil della serie Forte che da pianoforti digitali stanno evolvendo in sintetizzatore e workstation: di questi giorni è l’annuncio della versione 4. Anche i pianoforti della serie SP stanno subendo aggiornamenti grazie al rilascio della versione 1.13 di SP6, il pianoforte da palco con 2GB di suoni. Sempre in evidenza è il pianoforte essenziale e rivolto a studenti, scuole, piccoli concerti e registrazione casalinghe: SP1.
Veniamo agli arranger e osserviamo che la produzione Kurzweil ha recentemente introdotto diversi modelli nuovi di arranger portatili, dal prezzo economico molto aggressivo, essendo rivolti al mercato consumer:
KP300X è un arranger a 76 tasti, 737 suoni, 240 stili di accompagnamento, registratore MIDI a 6 tracce e Performance Assistant.
KP200 è un arranger portatile e leggero a 61 tasti, 583 suoni, 230 stili di accompagnamento, registratore MIDI a 6 tracce e Performance Assistant.
KP150 è un arranger portatile e leggero a 61 tasti, 619 suoni, 200 stili di accompagnamento, registratore MIDI a 6 tracce, Performance Assistant e Smart Learning System.
KP70 è un arranger portatile e leggero a 61 tasti, 300 suoni, 100 stili di accompagnamento, registratore MIDI e Performance Assistant.
KP30 è un arranger portatile e leggero a 49 tasti, 132 suoni, 100 stili di accompagnamento, registratore MIDI e Lesson Mode.
Kurzweil KP150, novità arranger portatile
Sono sempre a listino:
KA110: 88 tasti, 128 note di polifonia, 583 suoni, 230 stili di accompagnamento, registratore MIDI a 6 tracce. Il prezzo è di 690 Euro.
KP110 è un arranger più portatile e leggero a 61 tasti, 653 suoni, 240 stili di accompagnamento, registratore MIDI a 6 tracce. Il prezzo è di 260 Euro.
Concludiamo con il filmato testè girato al NAMM: Chris Martirano presenta la versione 4 di Kurzweil Forte.
Chris Martirano al Winter NAMM 2019 allo stand Kurzweil
Ci rivediamo domani per il resoconto di un altro stand in fiera al Winter NAMM 2019, soprattutto a caccia di altre notizie sugli arranger.