Archivio mensile:settembre 2026

Medeli

Qualcuno di voi avrà notato che, su TastiereArranger.com, non abbiamo mai parlato di Medeli. Finora.

Non è stato un caso, né una distrazione: è stata una mia scelta editoriale e me ne prendo la responsabilità. Avevo provato alcuni prodotti Medeli in passato, quando capitava di trovarli esposti nei negozi di strumenti musicali. Ma, ogni volta, non mi hanno mai dimostrato né la qualità né la solidità necessarie per trovare spazio in un blog rivolto a musicisti esigenti, abituati a strumenti affidabili e con una vera identità sonora. Per anni la distribuzione è stata intermittente e – diciamolo senza mezzi termini – i prodotti Medeli non erano competitivi rispetto ai marchi che hanno dominato il nostro mercato negli ultimi decenni.

Nonostante ciò, ho sorvolato troppo a lungo sull’argomento. È arrivato il momento di parlare qui anche di Medeli.

Fonte: https://www.medeli.eu/

La storia del marchio parte nel 1983, quando Medeli Electronics nasce a Hong Kong, fondata dall’ingegnere George Cheng, appassionato di musica e formato alla Tsinghua University. L’obiettivo è chiaro fin dall’inizio: creare strumenti elettronici accessibili, affidabili e pensati per un pubblico ampio. Il primo prodotto, la tastiera MC‑3, è un successo: oltre un milione di unità vendute. Un risultato che permette all’azienda di investire in ricerca, DSP proprietari, nuove linee produttive e, soprattutto, nella tecnologia che renderà possibile la nascita degli arranger Medeli.

Fonte: TIMELINE | medeli hk

Prima di firmare i propri arranger, Medeli attraversa una lunga fase di produzione OEM. È un capitolo spesso ignorato: l’azienda costruisce strumenti per marchi europei e americani che cercano tastiere entry‑level e mid‑level affidabili a bassi costi di produzione. Cercando in rete – e ammesso che le fonti siano affidabili – emergono diversi modelli significativi: Wersi ha affidato a Medeli la produzione dei modelli Performer le tastiere didattiche e arranger entry‑level per il mercato tedesco; e poi l’italiana Generalmusic (GEM) ha fatto ricorso a queste linee di produzione per modelli di fascia bassa come la serie GK e, successivamente, anche l’expander GEM RP‑X. Per Kurzweil, ha dato vita a diversi modelli consumer ed educativi, fra cui le serie KP e KS. Per la giapponese Roland ha prodotto la versione economica di E‑09 (Asian Edition) e, molto più recentemente, Roland E-X10, E‑X20 e E‑X30, versioni pensate per mercati emergenti ma comparse anche in Italia, con risultati incerti. Questa lunga fase OEM ha permesso a Medeli di accumulare un know‑how enorme: migliaia di feedback, centinaia di revisioni, una comprensione profonda di ciò che un arranger deve fare per essere davvero utile a chi suona.

Dopo i primi modelli ingenui della serie M, con il tempo, Medeli introduce modelli più ambiziosi a proprio marchio, con DSP più ricchi, tastiere migliori e stili più complessi. È la fase in cui il produttore di Hong Kong cerca di smettere di apparire come un costruttore “solo per principianti” e inizia a parlare anche ai performer. Questo periodo di crescita è stato documentato nel 2019 dall’amico Riccardo Gerbi su SM Strumenti Musicali. E così è fino al salto di qualità della la serie AKX (2021). Con AKX10 e AKX603 Medeli punta al territorio delle workstation‑arranger superiori, con suoni moderni, effetti seri, controlli professionali e una gestione più evoluta dell’accompagnamento. La serie AKX segna l’ingresso in un segmento competitivo, dove la qualità non può essere “buona per il prezzo”: deve essere buona, punto.

Oggi Medeli non è più un produttore nascosto dietro altri brand. Opera in oltre 70 paesi, conta oltre un migliaio di dipendenti e sviluppa DSP proprietari, software, tecnologie e strumenti come pochi avrebbero previsto negli anni ’80. Sul sito ufficiale, il distributore italiano è Frenexport SPA con sede a Porto Recanati. Sul mercato italiano si trovano diversi modelli di arranger che mi riservo di provare, tra cui – se ne avrò l’occasione – la nuova AKX10S, lanciata nel 2026 e che – si dice – sia in grado di suonare gli stili Yamaha dopo conversione.

Chissà: magari riuscirò a rivedere le mie perplessità e farmi smentire.

Libero di suonare, libero di scrivere

Se sei arrivato per la prima volta su TastiereArranger.com , credo sia giusto spiegarti come è nato ciò che leggi qui: 906 articoli pubblicati dal 10 ottobre 2009 al 12 settembre 2026

Tutto ciò che trovi — recensioni, guide, approfondimenti — è scritto da me. Mi chiamo Renato Restagno e da una vita utilizzo, studio e confronto tastiere arranger. Ogni giudizio, positivo o negativo, nasce da prove dirette, dalla lettura della documentazione ufficiale e dal confronto con quanto pubblicato da altri esperti. E, naturalmente, dalla mia esperienza personale (NDA: lo so cosa state pensando ma, pur suonando arranger da sempre, no davvero, non sono un pensionato).

Fonte dei dati: wordpress.com

Molti modelli di arranger, li ho potuti provare nei negozi specializzati, durante fiere di settore o negli showroom (mitici quelli di Hamamatsu in Giappone). Nella mia vita ho posseduto e suonato a lungo 9 diversi arranger: quelli li conosco molto bene, come le mie tasche. Ma, nel tempo, ho avuto anche la possibilità di provare strumenti a fondo grazie alla disponibilità di distributori nazionali (Yamaha, Algam Eko per Korg, Ketron, Roland e MM49 per Cavagnolo) che mi hanno concesso gli strumenti in comodato d’uso gratuito per settimane. L’unico distributore che non mi ha inviato modelli in prova è Casio, i cui strumenti che ho provato li ho avuti in prestito da amici musicisti.

Una precisazione è fondamentale: ricevere uno strumento in prova da un produttore o distributore, non significa doverne parlare bene per forza. Nessuno mi ha mai pagato una recensione, nessuno mi ha chiesto di modificare un articolo, nessuno ha tentato di influenzare le mie conclusioni. Le opinioni che trovi qui – o negli articoli che ho scritto per SM Strumenti Musicali – sono esclusivamente le mie.

Per carattere, parto sempre dai punti di forza: mi interessa scoprire e raccontare idee, soluzioni e caratteristiche utili ai musicisti. I limiti vanno segnalati, certo, ma preferisco un approccio costruttivo che valorizzi ciò che uno strumento sa fare bene, invece di cercare difetti a ogni costo.

Me, myself, I – 10 years ago

Naturalmente posso talvolta sbagliarmi, come qualunque autore, ma cerco sempre di verificare le informazioni e di essere il più onesto possibile nei confronti dei lettori. Adoro e ringrazio i lettori che scovano le sviste e me le segnalano tempestivamente: mi permettono di correggere il testo e migliorare. Soprattutto imparare.

Non considero questo blog una vetrina per un marchio particolare. Amo le tastiere arranger in tutte le loro forme e mi interessa raccontarne pregi, difetti, innovazioni e limiti con equilibrio e trasparenza. In poche parole: se leggi un articolo su TastiereArranger.com, stai leggendo quello che penso davvero, e giammai quello che qualcun altro vorrebbe farmi scrivere.

Libero di suonare, libero di scrivere.