Archivio dell'autore: Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

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Informazioni su Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

Ho creato nel 2009 il blog Tastiere Arranger per raccontare tutto quello che si deve sapere sulle tastiere con accompagnamenti. Ho collaborato in passato con MusicOff e AudioFader. Oggi, oltre a scrivere per questo blog, faccio parte del team di autori di SM Strumenti Musicali dove pubblico test, focus e recensioni sugli arranger.

iRig BlueTurn: è tempo di voltare pagina

Da quando mi sono procurato iRig BlueTurn, non suono più dal vivo con i tradizionali spartiti cartacei. A dire il vero, da anni la mia raccolta di partiture era digitalizzata sul mio tablet, ma avevo sempre esitato ad utilizzarlo davanti al pubblico, a causa della difficoltà di voltare pagina a tempo durante l’esecuzione.  BlueTurn ha risolto questo problema: lo utilizzo come “pedale digitale” per passare alla pagina successiva senza staccare le mani dalla mia tastiera.

Questo gingillo prodotto in Italia da IK Multimedia comunica con il tablet tramite Bluetooth. È una grande comodità, dato che non richiede l’installazione di software specifici: basta attivare il Bluetooth sul tablet e accendere BlueTurn; dopo pochi secondi, i due dispositivi si “incrociano” attivando la connessione. Da quel momento è possibile lavorare.

iRig BlueTurn di IK Multimedia, nella sua confezione

L’uso di BlueTurn è intuitivo. Va posto sul pavimento, sotto la tastiera e accanto al pedale del damper. Quando è il momento di voltare pagina, basta premere il pad avanti (o indietro) al momento giusto. Il tempo di risposta istantaneo mi tranquillizza durante l’esecuzione.

Io sono solito appoggiare il tablet in verticale sul leggio per avere davanti a me lo spartito PDF a pagina piena. Talvolta però, le dimensioni delle note sono così piccole da rendere difficile la lettura: in questi casi, oriento il tablet in orizzontale per visualizzare mezza pagina con un pentagramma più ampio; BlueTurn rileva immediatamente la diversa situazione e, quando premo il pulsante di pagina avanti, avviene lo scorrimento verso la mezza pagina in basso. E solo alla pressione successiva del pulsante, si passa finalmente alla pagina successiva. Lo trovo molto comodo.

Di più. BlueTurn mi permette di essere a mio agio anche di fronte a quei “maledetti” spartiti che hanno segmenti di misure in ripetizione e che pullulano di ritorni (avanti e indietro) fra diverse pagine: il pulsante pagina indietro mi permette di ritornare alla pagina precedente e con due colpi di pedale mi sposto di due pagine per volta. Ora non sono più preoccupato di vedere su uno spartito digitale le barre di ripetizioni fra pagine diverse e riesco a spostarmi al volo quando vedo i segni “Da capo”, “Da Capo al Fine”, “Al Coda” e così via su quei brani che hanno ripetizioni a cavallo di pagina.

iK Multimedia iRig BlueTurn

Per la cronaca, BlueTurn funziona con iPhone, iPad, Mac e Android e può essere utilizzato in qualsiasi occasione sia necessario voltare pagina: non è detto che serva solo ai musicisti. Può essere usato anche da relatori che devono cambiare diapositiva nelle presentazioni o altri utilizzi in pubblico dove sia necessario controllare la paginazione di un dispositivo avendo le mani occupate.

iRig BlueTurn è in vendita presso i negozi di strumenti musicali solitamente al prezzo di 59 Euro, a volte anche meno.

Yamaha: transizione alla nuova “esperienza utente”

Se ricordate, in occasione del mio test di Genos dello scorso anno, avevo evidenziato come l’esperienza utente (UX) del nuovo sistema operativo, basato su schermo touch-screen, avrebbe potuto risultare un po’ complessa in una prima fase di utilizzo dello strumento, soprattutto per chi arrivava da un modello della serie Tyros o da un arranger della categoria PSR.

Allo stesso tempo, avevo però sottolineato come queste difficoltà fossero – tutto sommato – alquanto relative: certo, all’inizio lo strumento richiede di armarsi di pazienza per cercare quello che si desidera fra le pagine video che, in taluni casi, possono apparire d’amblais alquanto affollate. È naturale che sia così: rispetto Tyros, su Genos sono scomparsi dal pannello decine di pulsanti fisici; ritrovarne l’interattività fra i menu dello schermo touch screen potrebbe non essere così immediato a prima vista. Posso assicurare però che, dopo alcuni giorni di utilizzo, si comincia ad andare a memoria nelle posizioni a video specifiche di ciascuna funzione e tutto diventa più facile.

Yamaha Genos, l’ammiraglia con UX innovativa

Una nota di merito va comunque riconosciuta a Yamaha: prima di Genos, il passaggio da un arranger all’altro era di una semplicità sconcertante. L’omogeneità delle funzioni e dei tasti a pannello era rimasta sostanzialmente inalterata per tutta la famiglia Tyros e per la serie PRS sin da PSR-2000/PSR1000 in poi. Insomma, possiamo dirlo tranquillamente: i musicisti erano stati abituati bene.

Al fine di semplificare la transizione all’universo Genos, Yamaha ha provveduto con la pubblicazione di alcune guide disponibili al download in formato PDF, utili per tutti gli appassionati del genere arranger per documentarsi su come sono cambiate le funzioni dalla vecchia generazione alla nuova.

La lettura è consigliata per tutti e questi brevi documenti sono ricchi di illustrazioni ed esempi:

Come sapete, Yamaha ha rilasciato la tecnologia touch-screen anche sugli arranger workstation PSR-SX900 e PSR-SX750: diventa importante per tutti gli appassionati del marchio Yamaha affrontare prima o poi la conoscenza della nuova esperienza utente.

Per cui chiudo, augurandovi… buona lettura!

Aggiornamenti autunnali da casa Ketron

In avvio di stagione autunnale, l’azienda musicale di Ancona ha rilasciato un aggiornamento condiviso su tutti gli arranger a listino. Il numero di versione cambia da modello a modello ma, in buona sostanza, si tratta per tutti di una migliore gestione della funzionalità di Key Start nell’ambito di chi lavora in modalità Accordion (i fisarmonicisti insomma).

In particolare:

  • I tre modelli-fratelli più attuali SD9 , SD90 e SD60 raggiungono la versione 2.0.3, che supera la precedente versione 2.0.2 nella quale Ketron aveva raffinato l’utilizzo delle Registration e del Sampler.
  • Gli altri tre modelli che viaggiano parallelamente sono SD7, SD80 e SD40: i primi due ottengono la versione 1.3.4 e il terzo la versione 1.2.3 (scusatemi se a volte mi perdo nel labirito di numerazione dei rilasci software). Per loro il 2019, aveva già portato miglioramenti nel riconoscimento degli accordi e nella gestione del Voicetron.
  • In ultimo, MidJPRo, il capostipite di tutta la generazione attuale di arranger Ketron, si attesta al rilascio 1.4.7 con le stesse novità di cui sopra.

Ketron segnala altresì la presenza del negozio virtuale ospitato sul proprio sito e dal quale è possibile acquistare accessori (borse, valigie su misura, kit di espansione, pedali e memorie USB con stili addizionali), moduli sonori (SD40 e modelli precedenti), il mitico MidJPro, il pianoforte digitale GP1, l’arranger SD5 e ricambi (alimentatori).

Tutti gli altri prodotti Ketron sono in vendita nei migliori negozi di strumenti musicali.

Negozio virtuale Ketron

Korg Pa700 RD: rosso shocking

Non agitatevi inutilmente, non c’è nulla di nuovo sotto il sole.

Korg Pa700 RD

Come ha confermato Eko Music Group, distributore nazionale dei prodotti Korg, si tratta della stessa arranger workstation Pa700 che molti hanno già apprezzato e che ora viene resa disponibile in una nuova versione con “finitura di color rosso brillante metallizzato” su cui poggia il pannello nero.

Tranne l’aspetto cromatico, le specifiche dell’unità sono identiche a quelle del modello di Pa700 già in distribuzione da tempo con l’uscita video HDMI e di cui abbiamo già parlato in questo blog.

Ci sarà sicuramente qualche musicista in circolazione desideroso di farsi notare sul palco e sarà interessato.

Cavagnolo alza il sipario su Air Symphony

Cavagnolo è un’azienda francese nata nel 1904 con sede a Béligneux, nelle vicinanze di Lione: la sua storia è costellata da una lunga e vasta produzione di fisarmoniche. Da alcuni anni, Cavagnolo si è dedicata allo sviluppo di prodotti innovativi, grazie alle nuove tecnologie, con la progettazione, realizzazione e distribuzione di fisarmoniche digitali ed expander della serie Digit AIR.

Con la data odierna, Cavagnolo si presenta anche sul mercato degli arranger: oggi avviene infatti il lancio di Air Symphony, un piccolo box accompagnato da uno schermo touch-screen che nasconde al proprio interno un generatore sonoro multi-timbrico a 16 parti con 128 note di polifonia, tre banchi di suoni per un totale di 480 timbri e 140 stili di accompagnamento.

Cavagnolo Air Symphony

Un arranger per fisarmonicisti

Il piccolo motore arranger ha stuzzicato la nostra curiosità: la sezione stili contiene tracce audio con Round Robin per le parti ritmiche e utilizza la tecnologia ASG per lo strumming delle chitarre. Ci sono tutti i controlli fondamentali per la gestione degli stili: 3 intro, 4 variazioni, 4 fill e 3 ending, key start/stop e 4 suoni assegnati a ciascuna variazione. Gli stili sono raggruppati secondo le famiglie tipicamente in uso fra gli arranger, spicca l’attenzione prestata al genere da ballo (Ballroom) perché va ad occupare ben tre dei dieci banchi di stili.

Per quanto concerne i suoni, 120 dei 480 timbri sono stati impacchettati in Air Symphony sfruttando inviluppi multi-layer e tecniche Enhanced Voice Layer (EVL); i suoni principali riguardano le variazioni di fisarmonica, organo, chitarre, synth lead e varie combinazioni. È possibile sovrapporre in layer due voci dal vivo.

Il mixer di bordo è controllato tramite lo schermo tattile e agisce sia sulle parti da suonare dal vivo sia sulle tracce degli stili. Una porta MIDI IN consente l’ingresso di un cavo collegato ad una fisarmonica MIDI; le due uscite audio stereo sono jack 6’35”. Non manca l’uscita per le cuffie. L’alimentatore esterno opera con 12V/2A e le dimensioni del box sono molto contenute:  22,3cm x 12cm  x 4,1cm. Il peso del box è di 450 grammi. Accessori opzionali sono la pedaliera a 6 o 13 funzioni e il pedale del volume.

Tutti i dettagli sono sul sito ufficiale di Cavagnolo.

Air Symphony si presenta come una chicca interessante per i fisarmonicisti e, anche se il prodotto sembra essere disegnato su misura dei gusti dominanti nel mercato francofono (Francia e Belgio), richiede comunque di essere ascoltato e provato: la prima occasione sarà in Italia al PIF di Castelfidardo fra il 18 e il 21 di settembre.

Tastiere arranger mid-level: la rassegna

Diamo oggi seguito alla rassegna delle tastiere arranger di primo ingresso pubblicata lo scorso febbraio su SM Strumenti Musicali.

E’ disponibile alla lettura il resoconto sugli arranger di media levatura.

Come ho scritto nell’articolo, non si tratta di un segmento di prodotto posto semplicemente a metà strada fra entry-level e ammiraglie. Al contrario è il segmento prìncipe degli arranger workstation classici: qui si trovano strumenti completi per l’uso dal vivo, in studio e nell’ambito casalingo con suoni, effetti e stili di elevata qualità. La disponibilità di amplificatori di bordo consente di spostarsi facilmente avendo con sé tutto quello che server per suonare, accompagnare, registrare, comporre, esercitarsi e divertirsi.

Fanno parte di questa rassegna:

Buona lettura sul sito di SM Strumenti Musicali!

Yamaha alza il sipario su PSR-SX900 e PSR-SX700

Negli ultimi mesi, il mercato degli arranger workstation di media levatura ha assistito al predominio nelle vendite da parte di Korg, grazie ai due modelli Pa1000 e Pa700 che, presentando caratteristiche tecniche derivate dall’ammiraglia Pa4X da una parte e una politica aggressiva di prezzi dall’altra, si sono dimostrati gli autentici killer del mercato 2019. Sinora.

L’annuncio dirompente di questi ultimi giorni potrebbe però aver scombinato i piani di casa Korg, rimescolando le carte in vista di un autunno-inverno piuttosto caldo, grazie all’ingresso prossimo sul mercato di due nuovi protagonisti Yamaha che inaugurano la nuova serie PSR-SX. Questi modelli vanno a sostituire a listino PSR-S775 e PSR-S975, i quali, alla fine, si sono rivelati come una soluzione-ponte di carattere tattico, in attesa che il centro R&D di Yamaha fosse pronto con il rilascio dell’impachettamento di una parte della vasta tecnologia innovativa Genos sul segmento di mezzo.

Yamaha, ecco la nuova serie PSR-SX

Diamo quindi il benvenuto a PSR-SX900 e PSR-SX700: grazie all’eredità di Genos, la casa dei tre diapason riduce il gap tecnologico che la metteva in difficoltà davanti ai modelli Korg di pari levatura. Così come sugli arranger Korg da molti anni, anche sui modelli Yamaha, i musicisti potranno (finalmente) avere ora lo schermo touch-screen, il registratore MP3, quattro parti da suonare in tempo reale (Right 1-2-3 + Lower), il reset del tempo durante l’esecuzione di uno Style, il chord looper e una memoria interna generosa che spazia da 1GB a 4GB.

Potrebbe essere un segnale distintivo la presenza di tasti FSB rispetto la leggerezza di Pa700 e Pa1000: il condizionale è d’obbligo perché queste tastiere vanno provate prima di esprimere qualsiasi giudizio di merito.

Sempre a livello di specifiche tecniche, i nuovi modelli Yamaha vantano da 5 a 8 effetti Insert e, come nelle tastierine di primo ingresso, offrono il collegamento audio Bluetooth per utilizzare uno smartphone o un tablet come player. Si segnala la derivazione Genos a livello sonoro, nella User Experience dell’interfaccia video, nella disponibilità della Playlist (addio definitivo a Music Finder) e in molto altro ancora.

Il peso coincide – 11.5kg su entrambi i modelli – e questo è un peccato. Onestamente, mi aspettavo che almeno uno dei due modelli fosse stato ottimizzato al meglio per la massima portabilità.

E’ richiesta un’analisi approfondita per descrivere l’autentico valore della nuova serie PSR-SX. Del resto l’area degli arranger di mezzo potrebbe essere quella dove – sul serio – si gioca il futuro delle tastiere con accompagnamenti.

Prossimamente, su questo blog.

Estate in movimento per i musicisti che suonano Ketron

Con l’arrivo dell’estate e delle temperature bollenti, il produttore italiano di arranger professionali ha dato la luce ad iniziative interessanti per tutti i lettori di questo blog e per i suonatori di strumenti Ketron in particolare.

“Pack Audya Styles” per Ketron SD9, SD60 e SD90

Cominciamo dalla promozione pubblicata l’11 giugno scorso e rivolta ai possessori di uno degli strumenti Ketron di ultima generazione, quelli di cui vi abbiamo raccontato parecchio nel 2018: SD9, SD60 e SD90. I tre strumenti utilizzano lo stesso software di base e si distinguono essenzialmente per l’aspetto esteriore:

  • SD9 ha 76 tasti ed è pensata per chi suona sul palco dal vivo con un sistema PA indipendente,
  • SD60 ha 61 tasti con amplificatori di bordo ed è destinata a chi cerca autonomia e mobilità e a chi suona in ambiente casalingo,
  • SD90 infine è il modulo disegnato su misura per fisarmonicisti e chitarristi, ma viene preso in considerazione seriamente anche da pianisti e tastieristi dotati di MIDI Master Keyboard.

La promozione riguarda le quattro memorie USB contenenti tutti gli stili preset della serie Audya che possono essere suonati sui nuovi strumenti in piena compatibilità. Acquistando tutte e quattro le memorie USB insieme, una delle quattro sarà in omaggio: in altre parole, invece di spendere 240€, si potranno avere tutti gli stili di provenienza Audya a 180€.

Nuovo software per Ketron MIDJPRO (1.4.3), SD7 (1.3.1) e SD40 (1.2.1)

Continuano a vivere di sinergia MIDJPRO e SD7 a cui si aggiunge per l’occasione SD40: tutti e tre questi arranger ricevono lo stesso set di arricchimenti, seppur con numerazioni difformi di versione. Per MIDJPRO si parla di versione 1.4.3, per SD7 si fa riferimento alla versione 1.3.1, mentre SD40 raggiunge il numero 1.2.1: in tutti i casi, l’aggiornamento software si distingue per l’estensione di migliorie già presenti sui tre modelli più recenti di cui sopra. La notizia contribuisce a motivare nella loro scelta i possessori di questi strumenti.

I più attenti lettori di questo blog avranno apprezzato l’impegno della casa di Ancona nella protezione degli investimenti dei loro clienti: siamo di fronte ad aggiornamenti software rilasciati per strumenti usciti nel 2013 (MIDJPRO) e nel 2015 (SD7). Più recente è SD40, apparsa sul mercato nel 2016.

Ketron SD9

Yamaha Genos V1.40: promessa mantenuta

La promessa fatta da Yamaha lo scorso aprile si è compiuta: ricordate? Ne avevamo parlato qui nei giorni in cui aveva fatto capolino sul web l’annuncio dell’aggiornamento del sistema operativo di Genos con il numero di sequenza V1.40.

L’annuncio di tre mesi fa citava, fra le novità più importanti, la rifinitura dell’esperienza utente al touch screen, l’introduzione di nuove funzioni di controllo Live e il completamento del supporto software allo schermo esterno. Ora che il software è uscito, abbiamo delle certezze e possiamo commentare insieme i dettagli.

Yamaha Genos (foto originale da AudioFanzine)

Chi ha installato V1.40 ha confermato che le prestazioni e i tempi di risposta dello strumento sono rimasti eccellenti e ha preso nota che, una volta installato, non c’è possibilità di ritornare indietro alla versione precedente (perché poi farlo?). Nel complesso, è migliorata la stabilità dello strumento e, sebbene gli arricchimenti funzionali non rappresentino nulla di straordinario, tutto sommato questo aggiornamento dimostra comunque una particolare attenzione ai dettagli e alla qualità.

Potete leggere da voi il dettaglio completo di tutte le singole modifiche, scorrendo la lettura integrale del change log (da v1.30 a V1.40) sul sito ufficiale oppure leggendo la presentazione istituzionale. Da parte mia, ho notato questi miglioramenti principali:

Nuove informazioni in tempo reale sulla pagina Home
  • La pagina Home è stata arricchita di nuove informazioni in tempo reale: 1) Bar/Beat/Tempo durante la riproduzione dello stile o del MIDI file; 2) Upper Octave/Transpose; 3) l’indicazione metrica, il tempo e la posizione corrente della Song; 4) e altrettanto per lo stile oltre all’indicatore di Tempo Lock.
  • E’ stata estesa la lista delle funzioni assegnabili ai controlli Live e al display Assignable.
  • Ora è possibile vedere il risultato delle operazioni dei pulsanti ASSIGNABLE tramite la finestra pop-up.
  • La capacità massima per una Song MIDI è stata estesa a 3MB.
  • La nota lacuna di controllo dell’uscita video è stata risolta permettendo di selezionare nelle pagine di Utility il contenuto visualizzato sul monitor esterno.
Risolta la lacuna di gestione dell’uscita video di Genos

A latere, seppure in sincronia con l’uscita del nuovo firmware, vale la pena di segnalare:

  • La funzione delle guide vocali è stata aggiornata a questa versione: Yamaha raccomanda di scaricare contestualmente anche l’ultima versione di questo file.
  • Anche il tool per la generazione di style in formato audio è stato adeguato: Audio Phraser si trova ora alla versione 1.0.1.

Per i proprietari di una Yamaha Genos, V1.40 rappresenta un aggiornamento importante che arricchirà ancor di più il contenuto di questo formidabile strumento. Ma, se confrontato al percorso di crescita software dell’ammiraglia concorrente di casa Korg, dobbiamo rilevare che Pa4X ha ricevuto due aggiornamenti rivoluzionari che hanno rinnovato profondamente l’usabilità dello strumento prima con la V2.0 del giugno 2017 e poi con V3.0 Next del gennaio 2019. La competizione fra le due ammiraglie giapponesi è sempre più elevata ma il quadro non sarebbe completo senza citare Ketron SD9: è fra questi tre strumenti al top di gamma che si gioca la partita per l’arranger più capace di soddisfare le richieste dei musicisti più esigenti.

Tornando al firmware 1.40, ci sono altre modifiche di minore importanza, ma comunque significative:

  • Onde evitare errori involontari dal vivo, quando si lavora sul touch screen con manopole e slider, il primo tocco non cambierà immediatamente il valore, ma lo selezionerà soltanto.
  • Le impostazioni dei caratteri di Lyrics e Text sono salvate e conservate anche dopo lo spegnimento dello strumento. Onestamente, questa cosa assomiglia più ad un bug fix che ad una miglioria.
  • Non è chiaro il perché, ma è stata disabilitata la possibilità di passare dalla modalità Dual Player alla pagina di Song List durante la riproduzione di una song.
  • L’elemento Song di una Registration Memory dà evidenza del fatto che si tratti di un brano MIDI piuttosto che un formato audio.

A corredo di tutto le migliorie introdotte con V1.40, non poteva mancare il consuento elenco di guasti software risolti. L’annuncio Yamaha ne riporta ben 13: potete leggere i dettagli da voi sul sito ufficiale

Carrellata di suoni e stili di Yamaha Genos, grazie a Bonedo Synthetizers

Alla prossima.

Roland E-X30: arranger a 256 note di polifonia (ma non è per noi)

Quando avevo letto la notizia, qualche giorno fa, ero sobbalzato sulla sedia.

Roland annuncia l’uscita di un nuovo arranger portatile della serie E con 256 note di polifonia. Sì non è un refuso: duecentocinquasei note di polifonia! Ero rimasto di stucco.

Si chiama E-X30 e, per un attimo, mi sono detto: “Toh! Finalmente!”

Roland E-X30: arranger a 256 note di polifonia, ma non ci riguarda

E invece… leggendo bene la notizia fino in fondo, il mio entusiasmo si è ridimensionato.

Il prodotto è circoscritto al mercato asiatico. Non è destinato al mercato occidentale. Non per l’Europa. Tanto meno l’Italia. Non a caso le categorie degli stili etnici citano testualmente: India, Indonesia, Turchia, Vietnam, Oriental e – guarda un po’ – Brasile. A scanso di equivoci, Roland chiarisce esplicitamente che E-X30 non sarà distribuito in tutte le regioni del mondo.

Presentazione istituzionale Roland di E-X30 Arranger Keyboard

Dalle demo presenti sul web, i suoni non sono affatto male e rispecchiano al meglio la tradizione Roland.

Sono degne di nota alcune specifiche tecniche: oltre alla polifonia, ci sono ben 347 stili di accompagnamento, 706 voci, un ingresso microfonico, USB-to-Host e USB-to-Device, lettore MP3 da memoria USB, peso di 6,2 kg e dimensioni che garantiscono la piena portabilità.

Dall’altra parte, riducono sensibilmente le attese del prodotto altri aspetti che spiegano il buon prezzo e il target entry-level: controlli degli stili ridotti all’osso (Intro/Ending, Fill A, Fill B), schermo LCD non grafico, evidente leggerezza dei tasti, essenzialità di effetti e funzioni software basiche.

Dal Vietnam “sbuca” questa piccola dimostrazione, interessante.

Il desiderio di rivedere ruggire gli arranger Roland dalle nostre parti resta ancora senza risposta.