Storia di un micro arranger

Casio MT-65 (1983)

Casio MT-65 (1983)

Il recentissimo annuncio del Korg MicroARRANGER mi ha fatto tornare in mente questo piccolo aneddoto degli Eurythmics (chi di voi se li ricorda?).

Nelle sue memorie, Dave Stewart racconta che un giorno lui e Annie Lennox si trovavano a New York al Mayflower Hotel. Era il 1983. Dovevano scrivere una canzone ma, a seguito di un furioso litigio, avevano smarrito l’intesa che permetteva di far scaturire la creatività.

Scrive Stewart: “Sono allora uscito sulla quaranteseiesima strada e ho comprato una tastiera Casio, lunga 50 centimetri circa con tasti piccoli.

Il cielo era coperto quando sono tornato in albergo e Annie era seduta nella mia stanza mentre io cercavo di suonare qualche riff su quella piccola tastiera arranger seduto sul davanzale della finestra. Stavo suonando quelle semplici melodie malinconiche con i classici accordi in LA Minore con l’aggiunta di un SI. A un certo punto comincia a piovere. Annie guardava fuori dalla finestra, quando ha cantato spontaneamente: “Ecco che torna la pioggia” (Here Comes The Rain Again).

Ed era tutto quello di cui avevamo bisogno. Come tante altre nostre canzoni, avevamo soltanto necessità di cominciare con un verso, e quell’unica atmosfera, quell’unica nota o quella melodia di introduzione. E il resto veniva da solo, come un puzzle dove bastava soltanto infilare i pezzi mancanti”.

5 pensieri su “Storia di un micro arranger

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  4. Davide

    Tra tutte le mie tastiere, la MT-65 resta decisamente la mia preferita in assoluto. Per design, unicità dei suoni, praticità e portabilità: 4 ottave in 60 centimetri. Alimentazione a batterie che durano tantissimo ed un altoparlante di qualità decisamente superiore a quella degli speakerini inseriti nelle tastierine moderne portatili.

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