Archivio dell'autore: Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

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Informazioni su Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

Ho creato nel 2009 il blog Tastiere Arranger per raccontare tutto quello che si deve sapere sulle tastiere con accompagnamenti. Ho collaborato in passato con MusicOff e AudioFader. Oggi, oltre a scrivere per questo blog, faccio parte del team di autori di SM Strumenti Musicali dove pubblico test, focus e recensioni sugli arranger.

Yamaha MIDI Song to Style: la mia esperienza

Ebbene Yamaha l’ha fatto. L’ha FINALMENTE fatto. Ha sviluppato e rilasciato un software di utilità che permette di creare uno stile di accompagnamento partendo da un MIDI file e oggi posso raccontarvi l’esito della mia prova che ho potuto sperimentare nei giorni in cui ho avuto un esemplare di Genos2 a disposizione.

Sebbene l’annuncio sia stato fatto insieme al lancio della stessa Genos2, in realtà il nuovo software è in grado di generare stili anche per gli altri modelli di arranger Yamaha di ultima generazione: PSR-SX600, PSR-SX700, PSR-SX900, PSR-A5000, Genos e, ovviamente Genos2. Di più: il manuale utente recita la possibilità di poter generare stili anche per tutti i modelli precedenti compatibili con il formato SFF GE (detto anche Style Format 2) e cioè da Tyros3 e PSR-S910/PSR-S710 in poi: in questi casi, ci si dovrà però arrangiare per creare un parse file specifico per ogni modello, con la mappatura delle voci preset; sono informazioni necessarie per consentire al software di assegnare i suoni alle varie parti. Al momento, Yamaha ha pubblicato le Voice List solo per i modelli più recenti citati qui sopra.

A dire il vero, questo tipo di applicazioni software non rappresenta una novità assoluta: in origine, si potevano creare stili da MIDI file tramite StyleWorks XT, un software per PC che era noto soprattutto per la funzionalità di conversione stili fra le diverse case di produzione arranger (Roland, Korg, Yamaha, Ketron, GEM, Technics e Wersi). Sull’argomento, in passato si era poi cimentata Roland, rilasciando prima una versione basica della funzionalità a bordo di E-50 ed E-60, e poi – ai tempi della serie BK – un software esterno noto con il nome di SMF-to-Rhythm Converter. Anche Korg aveva fatto una sorta di “tentativo” con Style Creator Bot con i Professional Arranger della generazione Pa4X, Pa700 e Pa1000.

Ora, anche Yamaha va a coprire quest’area e, ovviamente, lo fa con gran classe rendendo disponibile a titolo gratuito un prodotto completo e facile da usare. Il punto di forza è nella possibilità di determinare con esattezza quali misure della song siano da utilizzare per popolare gli specifici pattern di uno stile (Intro1-3, Main 1-4, Fill-In 1-4, Break ed Ending 1-3). Prima della generazione automatica di uno stile, è possibile impostare con precisione la fonte da cui trarre le parti del brano musicale per generare le singole variazioni. Fortissimo!

Vediamo come funziona.

Pagina Easy di Yamaha MIDI Song to Style

Esperimento 1: Convertiamo un MIDI file già in formato XG

Sono partito da uno Standard MIDI File già ottimizzato per l’ambiente Yamaha XG: per i più curiosi, sappiate che si è trattato di Wonderful Tonight di Eric Clapton.

Quando si apre il MIDI file, il software Yamaha avvia la conversione automatica (Easy) e tenta di assegnare le misure alle diverse variazioni dello stile, ma i segmenti dei pattern proposti sono tutti scombinati. Per fortuna, è possibile lavorare con la funzione Edit per sistemare le cose.

  • Ho trovato comodissimo lo zoom per selezionare un pattern e lavorare di mouse per spostare con precisione la misura di inizio e di fine di ogni segmento, altrimenti si rischia di produrre risultati approssimativi.
  • In alternativa, ho lavorato sulla parte alta dello schermo per selezionare prima il segmento: ho poi premuto il pulsante + per aprire una finestra in cui assegnare le misure ad un pattern.
  • Data la struttura del brano creato, ho potuto generare un solo Intro e un solo Ending.
  • Mi è mancata la disponibilità di una semplice finestra di editing numerico. Onestamente, sarebbe stato comodo avere una tabella numerica in cui imputare a mano i numeri: ad esempio, dalla misura 1 alla 4 è l’Intro 3 e così via.
  • Ho trovato utile poter recuperare alcune tracce di accompagnamento che erano state ignorate dalla conversione di default: insomma tutte le parti del brano si possono aggiungere dal materiale MIDI esistente (Rhy1, Rhy2, Bass, Chd1, Chd2, Phr1, Phr2). Nello stesso modo, si può decidere di escludere tracce della song dalla conversione.
  • Avendo collegato tramite USB MIDI il PC a Genos2, ho potuto collaudare lo stile prima di salvarlo e poter quindi fare gli aggiustamenti del caso: c’è una finestra chiamata Chord Palette con cui cambiare gli accordi suonati in tempo reale.

Quando si salva lo stile, suggerisco di dare nomi diversi per le diverse take (come sempre, conviene fare così per essere certi di non perdersi nulla). Yamaha MIDI Song to Style salva uno stile (.sty) e anche un progetto .sts per rielaborazioni successive.

Ho riportato lo stile su Genos2 e il risultato è stato molto buono: ho potuto suonare i pattern del brano originale pilotando lo stile in modo naturale e fluido. Sono stato evidentemente favorito dal fatto che il MIDI file originale era già ottimizzato per gli arranger Yamaha e suonava già bene di suo. Fantastico!

Pagina Edit di Yamaha MIDI Song to Style

Esperimento 2: Convertiamo un MIDI file non XG

Ho ripetuto l’esperimento con un altro Standard MIDI file in General MIDI ma non ottimizzato per gli arranger Yamaha. Per la cronaca, Black Magic Woman di Santana.

Anche qui, ho dovuto lavorare di editing per individuare quali segmenti della song erano adatti per ciascuna variazione dello stile, ma ho scoperto altre funzioni utili di Yamaha MIDI Song to Style.

  • Mettendo il brano in playback, è possibile ascoltare anche la traccia della melodia e, in questo modo, individuare facilmente introduzione, strofe e ritornelli.
  • Leggermente più complicato è stato individuare le misure migliori da assegnare ai Fill-In (questi hanno la durata fissa di una misura, senza eccezioni).
  • La difficoltà massima è stata quella di trovare una misura assegnabile al Break.
  • Mi è stato possibile cambiare i suoni generici della song MIDI passando alle voci di qualità superiore ed esclusive di Genos2. Con il cambio di voci, anche i volumi delle tracce di accompagnamento hanno richiesto di essere “aggiustati”.
  • Il programma non consente di editare la sezione CASM dello stile e quindi non ho potuto lavorare sulle memorie OTS. Non è stato un problema: l’ho fatto agevolmente sulla tastiera arranger in un momento successivo.

Il risultato è stato comunque dissonante su Genos2: ho dovuto lavorare sul mixer dello strumento per sistemare ulteriormente i livelli delle tracce e gli effetti dello stile. È stato un lavoraccio: se il brano MIDI non suona bene sull’arranger Yamaha, è molto meglio sistemarlo prima di darlo in pasto al convertitore. Tale sistemazione è possibile in una DAW su PC/MAC, oppure direttamente nel mixer di bordo dell’arranger Yamaha, mentre la scelta di sistemare livelli ed effetti su Style Creator non si dimostra altrettanto agevole.

Assegnazione voci e controllo volumi tracce con Yamaha MIDI Song to Style

Esperimento 3: Rigeneriamo uno stile originale preset

Ho utilizzato uno stile preset di Genos2 (Songwriter) per registrare un brano musicale sfruttando MIDI Quick Recording e suonando tutti i pattern dello stile (Intro 3, Main A-B-C-D, con tutti Fill-In attivi, anche un Break ed Ending 3). Ho ottenuto in questo modo un MIDI file e l’ho importato su Yamaha MIDI Song to Style. Volevo vedere come si sarebbe comportato il nuovo software Yamaha con sequenze MIDI generate dall’arranger stesso. Se ve lo state chiedendo, ho suonato gli accordi liberamente, senza preoccuparmi di facilitare il lavoro al convertitore.

Una volta aperto il brano nel software, anche qui in assenza di marker specifici, la funzione Easy ha assegnato i segmenti dei pattern in modo scombinato. Non è stata una sorpresa. Come sopra, ho provveduto con le operazioni di Edit a video per assegnare i segmenti di misure ai singoli pattern. Questa volta il lavoro è stato facilitato dal fatto che la song MIDI era composta di veri e propri pattern di uno stile.

Ho dunque salvato lo stile e l’ho provato su Genos2 e, tutto sommato, le tracce suonavano bene come l’originale. Ho riscontrato solo una piccola sbavatura in una variazione MAIN. Ma, in termini generali, ho riscontrato impercettibili differenze (mettendomi di impegno ad ascoltare lo stile originale da cui ero partito e quello prodotto della conversione). In buona sostanza, posso affermare che – in questo caso specifico – è stato rigenerato lo stile originale.

Esperimento 4: Creiamo uno stile completamente nuovo

Ho pensato: e se usassi MIDI Song to Style per creare uno stile nuovo? Invece di fare ricorso ad uno Standard MIDI File pronto all’uso, ho creato da me un brano MIDI su DAW (per fare in fretta ho usato Cakewalk by BandLab). Ho lavorato sapendo, sin dall’inizio, dove sarei voluto arrivare: ho programmato le diverse misure della song pensando già al loro riutilizzo come pattern di uno stile di accompagnamento. In altre parole, il brano creato da me aveva già in sequenza le sezioni già definite per diventare Intro 1-3, Main 1-4, Break, Fill-In ed Ending 1-3).

Con il convertitore, ho potuto ottenere uno stile nuovo tutto mio, perfetto per la mia esigenza musicale e specifico per il brano che volevo suonare in modo creativo sull’arranger.

Questo workflow è molto interessante e suggerisco di provarlo: grazie alla comodità delle numerose funzioni che le DAW offrono su PC/MAC, si possono produrre le sequenze MIDI migliori al fine di creare uno stile di accompagnamento nuovo e personalizzato. Mi sembra che questo sia un metodo di lavoro di gran lunga più rapido e potente rispetto la programmazione di stili da zero entro Style Creator sullo strumento.

Non male, vero?

Conclusioni

Il programma Yamaha MIDI Song to Style è troppo forte, molto facile da usare e si impara molto in fretta. Il risultato è all’altezza delle attese. Il manuale è scritto molto bene, tuttavia, è richiesto tempo per assimilare una pratica di affinamento per accrescere la propria esperienza e individuare con esattezza quali segmenti del brano siano i migliori per l’assegnazione ai vari pattern dello stile: questa sensibilità non è così scontata.

Naturalmente la qualità del MIDI file originale fa sempre la differenza e, come ho scritto sopra, si consiglia di raffinare la qualità della song prima di cominciare il lavoro di conversione. Gli arranger Yamaha dispongono di un ottimo sequencer MIDI di bordo oltre che funzioni di mixer e, pertanto, tali funzionalità sono disponibili a tutti, senza la necessità di dotarsi di una DAW (anche se l’uso di quest’ultima su PC/MAC potrebbe agevolare la vostra produttività musicale in modo esponenziale).

Dopo aver convertito un brano e ottenuto uno stile, consiglio a tutti di provare e riprovare ancora; non accontentatevi del primo risultato: come sempre, la buona musica è frutto di duro lavoro.

Ricordatevi che, in alternativa alla conversione dei MIDI file in stili di accompagnamento, si possono usare i marker per far funzionare una buona base MIDI “come uno stile” e saltare avanti e indietro da strofe a ritornelli, per poi finire con un Ending. Rispetto la concorrenza, Yamaha gestisce solo 4 marcatori in un brano: occorre “arrangiarsi”.

Suonare gli stili di un arranger: richiede impegno, ma scatena passione

Se pensate che suonare un arranger dal vivo sia un gioco da ragazzi, vi sbagliate. Suonare con gli stili di accompagnamento può certamente generare entusiasmo, ma rappresenta anche una sfida da non sottovalutare. Il risultato davanti al pubblico – come la vostra tranquillità a tempo di esecuzione – dipende dalle vostre abilità e dalla familiarità con lo strumento arranger che avete a disposizione.

Foto di Gezer Amorim

Controllo delle strutture armoniche fondamentali

Sebbene le tastiere arranger siano progettate per semplificare gli accompagnamenti musicali, è altrettanto vero che richiedono la padronanza degli accordi e dei concetti di armonia in generale. Coloro che hanno confidenza con i vari stili musicali si sentiranno a proprio agio suonando con gli stili dell’arranger; tuttavia, per chi è alle prime armi, è necessaria una pratica abbondante prima di cimentarsi dal vivo.

La conoscenza degli accordi è fondamentale. L’arranger si occupa degli accompagnamenti automatici, ma siete voi i veri alchimisti musicali. Chi si limita agli accordi di maggiore, minore e settima, è come chi rinuncia a vivere la propria vita con profondità: non abbiate paura, esplorate le profondità armoniche, osate con gli accordi più complessi e lasciate che le vostre armonie risolvano in situazioni sorprendenti e poco scontate. La musica è un viaggio senza confini, e gli accordi sono le stelle che guidano la vostra creatività.

Precisione metronomica

Per suonare gli stili con maestria, è fondamentale studiare ed esercitarsi a lungo per sviluppare una solida capacità di sincronizzazione. Dovete essere in grado di seguire il ritmo e cambiare gli accordi al momento opportuno. Tenetene conto sempre: la precisione è sempre un pregio e vi permetterà di ottenere il massimo dalle potenzialità del vostro arranger.

Metteteci del vostro

Esistono arranger che consentono di personalizzare gli stili, un’opzione che raccomando vivamente a tutti. Imparando a modificare gli stili del vostro arranger, potrete assegnare strumenti diversi alle varie parti, rimuovere eventuali tracce in eccesso, regolare l’intensità dell’accompagnamento e persino creare varianti personalizzate degli stili preimpostati. Questa attività richiede impegno e studio, ma vi permette di plasmare gli stili secondo il vostro gusto, rendendo il vostro modello di arranger unico e diverso da tutti gli altri.

Foto di Gerez Amorim

Famigliarità con il vostro arranger

Durante le esibizioni dal vivo, potrebbe esservi richiesto di passare da uno stile all’altro in modo fluido. Operare questi interventi con naturalezza è il risultato di lunga pratica al fine di guadagnare precisione esecutiva e familiarità con l’arranger. Non va poi trascurata la possibilità di imparare a gestire il volume degli strumenti e a fare attenzione alle singole transizioni nei passaggi da una variazione ad un’altra.

In conclusione

In conclusione, suonare con gli stili di un arranger dal vivo può essere semplice per chi ha una buona base musicale ed è disposto a esercitarsi. Pertanto, non esitate a prendervi tutto il tempo che serve per esplorare le funzionalità del vostro arranger e divertirvi a creare la vostra musica. Con un buon arranger e con la vostra capacità, potrete scatenare un entusiasmo sconfinato!

Yamaha Genos2: la mia recensione su SM Strumenti Musicali

Scrivere, dopo aver provato di persona, permette di essere più concreti nelle osservazioni. C’era così tanto da raccontare sulla nuova Yamaha Genos2 che ne è venuto fuori un articolo più lungo del solito. Del resto, ho scritto tutto quello che ho potuto sperimentare con il nuovo fuoriclasse Yamaha e ora potete leggere l’articolo di test su SM Strumenti Musicali.

Buona lettura!

Cavagnolo alza il sipario su Zenith One (e festeggia 120 anni di attività)

Cavagnolo raggiunge i primi 120 anni di vita dalla fondazione (avvenuta nel 1904) e li festeggia in quel di Béligneux, nei pressi di Lione, lanciando sul mercato un nuovo arranger. Il nome di Cavagnolo dovrebbe dire qualcosa ai più attenti fra voi lettori: ricorderete lo spazio che, nel maggio del 2019, abbiamo dedicato al lancio di Air Symphony. Come quel modello, anche questo nuovo, Zenith One, si presenta come un piccolo box accompagnato da uno schermo touch-screen: nasconde al proprio interno un generatore sonoro multi-timbrico a 16 parti. Crescono i suoni preset (475) e raddoppiano le note di polifonia fino a raggiungere il numero di 256.

Foto http://www.cavagnolo.com

Già il precedente modello Cavagnolo si era distinto per la presenza di tracce audio con Round Robin nelle parti ritmiche degli stili e l’utilizzo della tecnologia ASG per lo strumming delle chitarre. Fra le diverse migliorie introdotte con il nuovo modello, il costruttore transalpino segnala la possibilità di editare i suoni, l’ampiezza di raggiungibilità del segnale dal modulo fino al tablet di 20 metri.

L’ampliamento delle risorse di bordo consente a Zenith One di presentarsi con tre voci in split, più un secondo layer. Ci sono nuovi modi nella gestione delle voci (Right, Modulation, Expression, Drumset, Left, Bass, Duet e Trio). Per la parte arranger, si segnala l’introduzione del Manual Bass mentre il parco di stili è stato integralmente rinnovato. Le locazioni di memoria delle Registration ora sono 360.

Nuove connessioni sono disponibili come l’ingresso Audio Line In e una porta USB per ricaricare il dispositivo. Le dimensioni del box si estendono: 26cm x 12,6cm x 5cm. Anche il peso del box cresce e raggiunge 520 grammi.

Tutti i dettagli sono sul sito ufficiale di Cavagnolo.

Winter NAMM 2024: Yamaha alza il sipario su PSR-E283

Foto http://www.yamaha.it

Oggi parliamo di una tastiera progettata per i bambini. Sono trascorsi tre anni dal lancio di PSR-E273, avvenuto al Winter NAMM nell’edizione 2020, ed ecco che Yamaha aggiorna il listino, proponendo un aggiornamento lieve di quel modello. Il nuovo arranger si chiama PSR-E283 e si distingue dal precedente per pochi dettagli:

  • Il numero di voci sale da 401 (di cui 384 timbri e 17 kit percussivi) a 410 (di cui 392 timbri e 18 kit percussivi).
  • Il numero di stili cresce di sette unità: da 143 accompagnamenti a 150.
  • Il numero di song precaricate aumenta: erano 112 (includendo 12 Chord Study) ed ora sono 122 (con 10 Rhythm Tutor e 12 Chord Study).

La scocca è la stessa (94 x 10,4 x 31,7 cm) e il peso è lo stesso (4 kg); la leggerezza dei 61 tasti non dinamici (ops! fate attenzione!) è la stessa. Il generatore sonoro è sempre lui (AWM) e sfrutta 32 note di polifonia. Se questi dati tecnici vi sembrano poca cosa, ricordate che questa categoria di strumenti rappresenta il punto di ingresso ai modelli PSR-E ed è rivolta ad assoluti principianti. Lato effetti è presente il minimo sindacale: Riverbero, Chorus, Master EQ. Il sequencer di bordo permette di registrare un brano MIDI di 300 note al massimo.

Per il resto non cambia nulla.

Foto http://www.yamaha.it

A favore degli studenti alle prime armi, PSRE283 include: leggìo, lezioni di tre tipi (1=L’allievo ascolta, 2=Impara a suonare a tempo non importa quale nota, 3=Il sistema aspetta che si suoni la nota giusta), metronomo, Smart Chord, modalità Duo, PIANO button e persino Quiz (per indovinare suoni e melodie). Buona la presenza del controllo del Transpose (-12/+12).

La tastiera è davvero portatile (6 batterie 1,5V AA LR6 oppure ricaricabili 1,2V AA HR6). Altrimenti in casa si può collegare alla rete tramite l’adattatore AC (modello PA-130).

L’assenza di tasti dinamici dice tanto di PSR-E283 e credo che molti lettori siano d’accordo con me: se avessimo la fortuna di essere presenti anche noi al NAMM, presso lo stand Yamaha, avremmo attenzioni esclusivamente per Genos2.

Winter NAMM 2024: Korg presenta PaAS MK2

Quest’anno Korg si è presentata al Winter NAMM californiano con un sacco di novità. Sul lato dei pianoforti, abbiamo Grand Stage X (nuovo piano da palco) e Poetry (un elegante pianoforte digitale dedicato agli amanti della musica di Frederic Chopin). Ci sono nuove versioni a modulo di strumenti noti come wavestate module (sintetizzatore digitale) e modwave module (synth basato su wavetable). La nuova edizione del synth FM di casa Korg esce in due formati: opsix MK II (49 tasti) e opsix module. Si estende la famiglia dei synth programmabili Nutekt con l’annuncio di NTS-1 MK II e NTS-3 kaoss pad kit. Va rilevata poi la presenza dei suoni Virtual Analogue con KingKORG NEO e l’annuncio del nuovo microKORG ispirato ad un vocoder storico lanciato oltre 20 anni fa. C’è anche KR-11 (Rhythm Box compatta e portatile) e TM-70 (accordatore e metronomo) che si accompagna con CM-400 (microfono a contatto per l’accordatore).

Foto: http://www.korg.com

E gli arranger?

No, non siamo rimasti del tutto a bocca asciutta, visto che nella fiera USA fa la propria comparsa la nuova versione di un accessorio importante per i suonatori di Professional Arranger al top di gamma. Si chiama PaAS MK2: è un sistema d’ascolto progettato da KORG Italy per l’ammiraglia Pa5X. Questo amplificatore a tre vie (alti, medi e bassi) è realizzato in alluminio e composto di cinque speaker. La potenza è di circa 30+60 W Stereo

Grazie ad una tecnologia proprietaria Korg l’installazione è molto semplice e non richiede alcun cavo di connessione.

Infine, sebbene PaAS MK2 sia in grado di esprimere la massima potenza sostanzialmente con uno dei tre modelli di Pa5x (88, 76 o 61 tasti), questo sistema di altoparlanti è compatibile anche con i modelli precedenti di arranger Korg: Pa4X, Pa3X e Pa3X Le

Foto Korg US

Per chiudere: Korg Italy resta molto abbottonata, ma siamo convinti che non si siano arrestati i lavori di sviluppo software perché tutte le funzionalità presenti su Pa4X siano riportate anche sull’ultima generazione Pa5X. Siamo fiduciosi di vedere tutto questo entro il 2024.

Winter NAMM 2024: Ketron alza il sipario su EVM

Dopo anni di assenza dalla fiera del Winter NAMM californiano, finalmente Ketron si è presentata e, a sorpresa, ha calato un asso particolarmente interessante. Come descrivere questo annuncio? A me sembra una simpatica novità. L’idea di EVM è geniale: in pratica, Ketron ha inserito un autentico modello Event all’interno di un box super-compatto, totalmente controllabile da uno schermo tattile esterno. Chiunque possieda una master keyboard, una qualsiasi tastiera arranger diversa o un pianoforte digitale, potrà suonare un arranger Ketron con i fiocchi!

Foto http://www.ketron.it

Per collegare uno schermo tattile esterno, è possibile utilizzare la porta HDMI o USB. Ketron ci tiene a precisare che l’interfaccia video è veloce e non presenta alcuna latenza. Il punto di forza di EVM per chi intende controllare lo strumento dal proprio tablet o dal proprio PC, consiste nel fatto di non richiedere l’installazione di alcun software proprietario Ketron: è sufficiente un qualsiasi client VNC (Virtual Network Computing). Questi sono prodotti open source, facili da scaricare dal web (i più famosi sono Real VNC e Ultra VNC). Chi suona in mobilità e necessità di collegare rapidamente gli strumenti senza tanti cavi, può sfruttare la rete wi-fi. In alternativa, c’è anche l’opzione cavo ethernet. Infine, è altresì possibile collegare anche un mouse USB.

Il peso è di soli 2kg e le dimensioni sono mignon: 27 x 20 x 6 cm (urca!). In spazi così ridotti, il costruttore di Ancona è riuscito comunque a fare in modo che un discreto parco connessioni fosse disponibile:

  • Sulla parte frontale, abbiamo l’ingresso delle cuffie stereo, ingresso di linea con controllo del guadagno (utile, ad esempio, per ricevere il segnale audio da una chitarra o da un lettore smartphone/tablet), e ingresso microfonico con alimentazione phantom (48V).
  • Sul retro, EVM offre uscite audio Main Out Left / Right, ingresso per il pedale del Sustain e pedale del volume, porta Footswitch, porte MIDI (IN1, IN2, OUT, THRU), due porte per dispositivi USB e porta USB Host. Di HDMI ed Ethernet abbiamo già fatto cenno qui sopra.
Foto http://www.ketron.it

Il controllo totale di EVM da uno schermo touch richiederà sicuramente un periodo di adattamento per chi è solito agire su cursori e pulsanti fisici a pannello. Lo strumento richiede una prova per essere apprezzato. Di certo, l’idea è fantastica per la possibilità di aggiungere un super-arranger alla propria strumentazione, senza dover stravolgere nulla: le dimensioni ridotte e la facilità di connessione rendono molto attraente questo prodotto.

Ketron EVM ci stuzzica assai, ma dovremo avere un po’ di pazienza prima di poterlo trovare nei negozi. Se il listino dovesse rivelarsi aggressivo, potrebbe rappresentare per molti appassionati suonatori di arranger una buona opportunità per dotare la propria strumentazione del realismo dei suoni e dell’autenticità degli stili audio di Ketron.

Foto http://www.ketron.it

Perché dal successo degli arranger molto costosi dipende il futuro di tutti gli arranger

Se siete lettori abituali di questo blog, probabilmente il vostro sogno è quello di avere un arranger workstation al top di gamma, uno strumento che permette di creare, arrangiare e produrre canzoni con una qualità professionale. Ma forse vi siete anche chiesti, se vale la pena spendere cifre così alte per uno strumento musicale, considerando che ci sono altre opzioni più economiche sul mercato. Oggi, mi piacerebbe riflettere con voi sulle conseguenze che possono scaturire dalla decisione di alcuni di investire in arranger di fascia alta, come Yamaha Genos2, Korg Pa5X o Ketron Event.

Beni di lusso?

Va da sé che prodotti così costosi vanno inevitabilmente considerati come “beni di lusso”, cioè beni che non sono necessari per la sopravvivenza o il benessere, ma che sono desiderati per il loro valore simbolico, artistico o qualitativo. Si sa, questi beni sono accessibili solo a una minoranza di persone: hanno un reddito elevato o, comunque, in qualche modo possono permettersi di investire più di 4000 euro in una tastiera musicale. I clienti che cercano questo tipo di prodotti lo fanno per diverse ragioni, come la forte attrazione per la musica, l’auto-gratificazione, l’auto-realizzazione, il piacere o la curiosità. Potrebbe sembrare strano a molti, ma una ricerca pubblicata nel mese di giugno 2023 sul Sole 24 Ore riportava cifre ufficiali secondo cui il mercato dei beni di lusso è in continua crescita; secondo Forbes la crescita dei beni di lusso sarà dal 6-8% annuo.

Photo by Kai Pilger

È evidente che i produttori di strumenti musicali hanno fatto bene i loro calcoli: se mettono in vendita tastiere musicali con un prezzo superiore a 4000 euro (e che talvolta supera persino le 5000 cocuzze), è perché questi prodotti hanno un mercato vivace, con buona pace di quanti ipotizzano che i clienti Genos2, Pa5X ed Event possono interessare pochi “pensionati”. Da parte mia, io difficilmente mi accontento delle apparenze e dei luoghi comuni: mi piace capire a fondo. In qualsiasi classe merceologica, le vendite di beni di lusso contribuiscono a creare maggiore concorrenza, permettono alle aziende di aver risorse da investire nella ricerca e sviluppo, consentono di far calare tecnologia esclusiva e di alta qualità anche su modelli inferiori, raggiungibili da un numero più vasto di consumatori.

Ora, il fenomeno delle ammiraglie arranger non è nuovo ma, negli ultimi 20 anni, si è standardizzato essenzialmente su tre linee di prodotto. Yamaha offriva la serie Tyros e ora Genos; Korg propone da sempre i modelli PA al top (Pa5X è solo l’ultima incarnazione) e Ketron occupa questo segmento di mercato in pianta stabile prima con Audya e modelli SD, ora con i tre modelli della generazione Event. Quest’ultimo in particolare ha colpito nel segno nel 2022: approfittando del fatto che l’uscita di Pa5X è stata penalizzata dall’annuncio di un modello ben fatto ma ancora sprovvisto di caratteristiche software standard nei modelli procedenti e che l’uscita del secondo modello di Genos ha tardato ad uscire, Ketron è riuscita a piazzare il lancio commerciale della serie Event, il cui successo di vendite ha permesso all’azienda di Ancona di completare una schiera dei modelli (Event a 76 tasi, Event-61 ed il modulo Event-X) e di permettersi lo sfarzo di uno stand al Winter NAMM 2024 dei prossimi giorni. Bel colpo! Mentre tutti ci aspettiamo che Korg possa rilasciare un sistema operativo completo per Pa5X, a fine 2023 è comparsa l’astronave Genos2 e ora anche Ketron potrebbe correre il rischio di veder rallentare le proprie vendite a favore della casa con tre diapason.

Risorse dal mercato per garantire il futuro del mercato stesso

C’è un aspetto da considerare: le aziende non si possono permettere di registrare perdite nei loro bilanci, pena il rischio di non poter generare dividendi per gli azionisti ma anche quello di non poter pagare gli stipendi al proprio personale, oltre a non disporre di risorse per investire nella ricerca e sviluppo di nuovi modelli e porre quindi in essere le condizioni possibili che potrebbero scrivere la parola “Fine” sul futuro dei propri stabilimenti. Insomma, Yamaha, Korg, Ketron e tutti gli altri produttori, hanno tutto l’interesse di raccogliere moneta dalle vendite dei propri strumenti. Ma chiediamoci con onestà: per quanto tempo potranno ancora raccogliere sufficienti risorse? Il mercato degli strumenti musicali è un mercato maturo, certamente non in espansione.

Non stanno invecchiando soltanto i suonatori di arranger, sta invecchiando l’età media di tutti i musicisti che suonano con le proprie mani in genere. Da quando DAW e VST hanno permesso a molti di produrre musica anche senza nemmeno saper suonare uno strumento, è inevitabile che il numero dei musicisti reali è calato. Per le generazioni dei boomer (a cui appartengo), non c’era storia: volevi fare musica? Dovevi imparare a suonare uno strumento: ti dedicavi ore al giorno per mesi, per anni, al fine di raffinare la tua abilità e, dopo tanto esercizio, potevi dire di saper suonare. Oggi ci sono ragazzi che fanno un corso online e, con l’ausilio di Ableton Live, Reaper, ACID Pro o prodotti simili, sono pronti a mettere in sequenza loop per macinare musica. Potrà essere una banalizzazione della realtà, ma non credo di andarci molto lontano. Le giovani generazioni sono “distratte” dalle immense opportunità tecnologiche, mentre l’idea di fare pratica per ore ed ore su uno strumento reale fa fatica a conquistare nuovi adepti.

Photo by Boris Pavlikovsky

Il futuro dipende dalle vendite di oggi

Quindi il punto vero non riguarda il fatto dei c.d. “pensionati” che si possono permettere una Genos2, ma piuttosto di quanto vale il mercato totale degli strumenti musicali nella sua globalità. Finché ci sarà una massa critica di consumatori, questo comparto sarà in grado di creare profitti e le aziende potranno progettare e produrre nuovi strumenti musicali. In caso contrario, le luci – piano piano ma inesorabilmente – si abbassano. Credete che la serie CVP di Clavinova potrà durare per sempre? Credete che i Professional Arranger avranno vita infinita? Io me lo auguro ma sono anche realista e mi ricordo bene cosa è successo ad aziende di alto rango come Roland (dove è finito il successore di BK-9?), Technics (che begli strumenti producevano, ma oggi non più!) e GEM (la mitica Genesys non ha mai avuto un successore).  E ricordo che, solo tre anni fa, la crisi dei semiconduttori aveva paralizzato la produzione mondiale di numerosi prodotti, non solo fra gli strumenti musicali, e abbiamo rischiato di veder numerose aziende chiudere per sempre i cancelli dei loro siti produttivi.

Non mi piace essere pessimista e vorrei sempre guardare con ottimismo al futuro. E allora godiamoci il presente. Ci sono in vendita nuove ammiraglie. Auguriamoci tutti che trovino mercato e speriamo che in molti possano crederci e portarsi a casa un modello fra Genos2, Event e Pa5X. Ci saranno risorse economiche fresche per le aziende perché possano studiare come applicare le caratteristiche tecniche innovative dalle ammiraglie a prodotti di minor costo. Questi modelli avranno prezzo più contenuto e saranno alla portata di una platea di musicisti più vasta: potranno rinforzare un ciclo positivo che permetterà di mantenere vitale il mondo delle tastiere musicali.

Il rapporto 2023 del blog Tastiere Arranger

Ancora una volta, nel giorno di Capodanno, ci ritroviamo per tirare le somme sull’anno appena terminato: per chi condivide con me la passione delle tastiere con accompagnamenti, è giunto il momento di rivedere l’anno di impatto di questo blog con le statistiche chiave su letture, coinvolgimento e crescita della nostra comunità.

Letture e traguardi

Ecco i dati ufficiali, brevemente:

  • Negli ultimi 12 mesi, il blog Tastiere Arranger ha registrato oltre 140.000 clic. Che dite? Una folla di visitatori ha interagito con questi contenuti, a dimostrazione del vostro interesse.
  • Ovviamente il paese con il maggiore numero di lettori è l’Italia, ma da qualche anno stanno crescendo i lettori dall’estero (complice probabilmente il pulsante Change Language presente in alto sulla barra verticale a destra). I lettori stranieri più attivi provengono da Germania e Svizzera.
  • Per gli appassionati di tecnologia, il sito è ospitato sulla piattaforma di WordPress. Sono lieto di sostenere costi mensili a mio carico per offrire a voi lettori un sito libero da pubblicità, rendere fluida la lettura e, soprattutto, rendervi disponibile una connettività veloce e affidabile (potete vedere da voi come le pagine del blog siano caricate velocemente, inoltre WordPress ha reso pubblici i dati del 2023 e TastiereArranger.com è stato disponibile 523.219 minuti su 523.224, pari al 99,999% del tempo).
  • In totale, nei 15 anni di vita di questo blog, abbiamo pubblicato 786 articoli che hanno superato 2 milioni e 155.000 clic di lettura in totale.

Articoli 2023 da non perdere (o rileggere)

In tutto l’anno 2023, ho scritto e pubblicato 32 articoli.
Ecco i 20 migliori in termini di popolarità, avendo ottenuto il maggior numero di clic; l’elenco è in ordine rigorosamente alfabetico secondo il titolo:

Una categoria a parte sono gli articoli della rubrica Arranger Legacy estesi in sincronia con il team omonimo e che quest’anno hanno visto come protagonisti:

Cronologia totale degli arranger

Vi consiglio di tenere d’occhio la pagina della cronologia: potete qui rivedere la storia degli arranger dai giorni nostri a ritroso fino alle origini (1980), dove sono documentati oltre 300 modelli di tastiere con accompagnamenti lungo 43 anni di storia dell’industria musicale.

Diffusione

Ogni nuovo articolo viene pubblicato contemporaneamente sul sito ufficiale ospitato su WordPress, sulla piattaforma di Tumblr, nella pagina Facebook e sul canale Tastiere Arranger di Telegram.

Grazie, ragazzi!

Esprimo con viva sincerità la mia gratitudine a tutti voi fedeli lettori di questo blog. Conoscete il mio motto: “La musica è un dono di Dio, un’esperienza di vita autentica, degna di essere vissuta”.

Tanti auguri a tutti voi, possiate vivere un buon anno 2024!

Il panorama delle tastiere arranger 2023

Ad ogni fine anno, è bello essere qui per commentare l’evoluzione di modelli del pianeta arranger. A fine 2022, ci eravamo ritrovati pieni di entusiasmo osservando come, dopo un biennio di siccità, i produttori di strumenti musicali avessero ripreso a sfornare nuovi modelli rigenerando interesse intorno alle tastiere con accompagnamenti.

L’anno scorso sono usciti 10 modelli nuovi, mentre il 2023 si sta per chiudere con il lancio di 12 modelli inediti. In crescita, dunque!

Ricapitoliamo insieme.

La parte del leone tocca a Yamaha che ha rinnovato sia la serie CVP dei pianoforti Clavinova con arranger interno (due modelli: CVP-905 e CVP-909), sia la più recente serie CSP dei pianoforti Clavinova con sezione arranger esterna, pilotabile da tablet (tre modelli: CSP-255, CSP-275 e CSP-295); escludo dal conteggio come novità i modelli Clavinova con desinenza GP, dato che si differenziano solo per la presenza del cabinet in stile “pianoforte a coda”. L’azienda giapponese di Hamamatsu ha fatto il botto a fine anno con la presentazione di Genos2, strumento per il quale avrò presto novità per voi – tornate presto a leggere!

Dall’Italia Ketron ha risposto con l’aggiunta di due modelli per l’eccellente serie EVENT: abbiamo il modulo EVENT-X e la tastiera EVENT-61. La vulcanica azienda marchigiana continua ad investire e (udite! udite!) ha recentemente annunciato la propria presenza alla fiera del Winter NAMM di gennaio 2024. Dopo anni di assenza da questo appuntamento di caratura mondiale, la notizia giunta da Ketron non può che confortarci a segno della buona salute del Made in Italy.

Due modelli sono giunti anche da Roland, ma qui il nostro entusiasmo è altalenante. Da una parte c’è FP-E50: un pianoforte con 177 stili di repertorio decisamente innovativo. Dimenticatevi Schlager e Ballroom. Con questo arranger, nasce un motore di stili che permette di fare musica attuale e moderna per questo scorcio di secolo. Ci auguriamo che non sia una nuvola di passaggio. Tutt’altro tenore possiamo tenere per l’altra novità: E-X10. Il prezzo è minuscolo e la qualità anche (del resto del marchio Roland, i modelli E-X hanno solo l’etichetta e non la progettazione né la cultura): una tastiera destinata al divertimento per gli inesperti.

Tono minore nel 2023 in casa Korg: al di là degli aggiornamenti software di Pa-5X, sono nati due modelli nuovi, ma li citiamo qui in questa sede per esclusivo dovere di cronaca. In effetti, non sono prodotti veramente nuovi e non sono nemmeno destinati al mercato europeo. In pratica Korg ha ripreso il primo modello originale della serie EK-50 uscito nel 2018 e lo ha personalizzato per il repertorio USA (EK-50 U) e per il repertorio latino (EK-50 CSA). Ne avevamo fatto cenno in questa occasione.

Come vedete, si sono mossi essenzialmente i listini al top di gamma e quelli degli strumenti a buon prezzo. Nel 2023 sono rimasti immobili i listini dedicati agli arranger medi (quelli il cui prezzo spazia da 500 a 3000 euro, tanta roba insomma). Non credo serva scomodare Nostradamus per ipotizzare oggi che ci aspetta un 2024 denso di novità anche in questo segmento di mercato, rimasto fermo troppo a lungo.

Grazie a tutti per l’attenzione prestata e auguri di buon fine e inizio anno!