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Winter NAMM 2019: lo stand Yamaha

Come tradizione di questo blog, nei giorni di apertura della fiera nordamericana del Winter NAMM, siamo soliti gironzolare in modo virtuale fra i vari stand a caccia di notizie e novità nel comparto arranger. Anche quest’anno, diamo il via agli appuntamenti giornalieri con lo stand Yamaha.

E’ giunto il tempo del Winter NAMM 2019 in California

Gran parte dell’attenzione del settore tastiere è incentrata sui nuovi synth “piano-oriented” CP88 e CP73: vi suggerisco di leggere, in materia, la notizia pubblicata nei giorni scorsi dai colleghi della redazione di SM Strumenti Musicali. Sempre in area synth, il pubblico americano può ora vedere da vicino la serie MODX6, MODX7 e MODX8 uscita lo scorso autunno.

E, per quanto concerne, l’argomento prìncipe di questo blog, come da previsione, l’unico segmento in movimento Yamaha è quello dei prodotti consumer. Del resto, l’ammiraglia Genos vive un momento di massimo splendore sul mercato e, nel comparto medio, i fratelli PSR-S975 e PSR-S775 sono nel pieno della loro maturità commerciale. L’area delle tastiere di primo ingresso viene invece ritoccata, grazie all’annuncio di PSR-E360.

PSR-E360 color noce scura

Trattasi di un piccolo arranger portatile, leggero e sottile, alla portata di tutte le tasche. Il lancio di PSR-E360 prevede due colorazioni legnose, capaci cioè di integrarsi nell’arredamento delle camerette dei giovani musicisti: noce scura e acero. La tastiera include funzioni di insegnamento e auto-istruzione; può essere collegata ad un player audio (tipicamente smartphone o tablet) per ascoltare brani musicali dalle casse di bordo e suonarvi sopra con le proprie dita, secondo le capacità di ciascuno. Le caratteristiche recitano 384 timbri, 32 note di polifonia e 130 stili di accompagnamento; pesa solo 4kg e può funzionare anche a batterie (6xLR6). Gli ingressi di PSR-E360 includono: cuffie, aux-in e pedale sustain.

Yamaha SHS-500 Sonogenic, la keytar giocattolo

Con Sonogenic SHS-500, entriamo nel recinto del puro divertimento fine a se stesso. Trattasi di una keytar amatoriale che Yamaha ha pensato per lo svago dei non-musicisti. Collegando SHS-500 ad uno smartphone dotato dell’app gratuita Chord Tracker, è possibile mettere in playback le canzoni salvate sul proprio dispositivo: non serve suonare le note giuste visto che lo strumento interpreta gli accordi dalla app e si occupa di tutto il resto. Basta andare a tempo. Quasi un giocattolo, insomma. Lo strumento pesa 1,5kg, ha 37 tasti, 30 voci e 48 note di polifonia. Nessuna sezione arranger.

Molto più interessante è Pianica P-37E, la clavietta con 37 tasti che pesa 830 grammi e si presta ad essere un’alternativa divertente per suonare veramente, seppur in ambito casalingo o con gli amici. Senza trascurare le possibilità di utilizzo in ambito didattico nelle scuole. Vediamola all’opera in questa jam session.

Lo stand Yamaha presenta anche nuovi modelli di pianoforti Arius della serie YDP, nessuno di questi include una sezione arranger fatto salvo i 20 ritmi citati per il modello YDP-184. C’è anche il nuovo pianoforte a 73 tasti P-121 per studenti e musicisti provetti alla ricerca di un modello compatto e poco impegnativo: include una mini-sezione arranger con 20 stili di accompagnamento a due tracce (basso e batteria) che permette di muoversi sui ritmi principali suddivisi in quattro categorie: pop & rock, jazz, latin e kids & holiday.

Potete seguire tutte le novità Yamaha al NAMM sul sito dedicato: https://usa.yamaha.com/news_events/namm/index.html

A domani! Visiteremo virtualmente gli altri stand di tastiere arranger al Winter NAMM 2019.

Drawbar per suonare l’organo negli arranger

Il celeberrimo organo Hammond utilizzava la sintesi additiva delle forme d’onda armoniche per generare i suoni, grazie a ruote elettro-meccaniche (e non ad oscillatori!). Anche nelle tastiere digitali attuali, dove tali suoni sono riprodotti con tecnologie totalmente diverse rispetto l’originale, è possibile emulare il controllo delle armoniche fondamentali mediante lo stesso tipo di cursori (drawbar) e altri tasti: i drawbar in particolare hanno rappresentato – sin dalla loro apparizione – un’invenzione originale.

Organo Hammond esposto al Museo degli Strumenti Musicali di Hamamatsu (Giappone)

Funzionamento dei drawbar

I drawbar sono un insieme di cursori variabili che rappresentano un tono fondamentale e otto tratti della serie armonica relativa a quel tono. Possono essere regolati come i fader di una console di missaggio e hanno scatti incrementali contrassegnati da 0 a 8. La posizione 0 significa che quel tono è in silenzio. Un musicista può miscelare i livelli di volume di ciascuna armonica sia per creare colori di tono diverso sia per controllare la gamma sonora complessiva della tastiera.

Le impostazioni sono tipicamente trascritte in base agli incrementi dei nove drawbar in sequenza, ad esempio: 888800007 che genera un bel suono grasso grasso da usare nel rock. I cursori sono facili da manipolare in tempo reale e la loro impostazione è sempre ben visibile a colpo d’occhio. La maggior parte degli organisti ha memorizzato le proprie impostazioni preferite dal modo in cui i nove drawbar appaiono visivamente e non dalle impostazioni numeriche. Le impostazioni incrementali possono funzionare nella registrazione in studio ma non così bene nel mezzo di un assolo quando si ha bisogno di agire sulle armoniche per variare il suono interattivamente. Nei numerosi filmati su YouTube, potete osservare come, per ottenere il giusto colore del suono, la maggior parte degli organisti è solito regolare costantemente i drawbar mentre suona.

Ci sono altri controlli importanti per suonare i campioni di organo Hammond come gli effetti di percussione, key on/off, leakage e rotary speaker (Leslie) ma per ora ci fermiamo qui: questo blog è dedicato agli arranger e non specificamente agli organi (ne producono ottimi esemplari Hammond-Suzuki, Dexibell, Crumar, Roland, Viscount, Clavia Nord e altri piccoli produttori). Il nostro interesse odierno dunque è quello di verificare la presenza di controlli drawbar fra gli arranger.

Dettaglio sugli slider di un arranger (Korg Pa4X in questo caso) utilizzabili come drawbar nei suoni d’organo

Alla caccia di suoni d’organo fra gli arranger

Le ammiraglie sono solitamente (ma non tutte) dotate dei nove slider fisici che sono sempre il modo migliore e più comodo per controllare le armoniche dei suoni d’organo Hammond. Alcuni arranger dotati di schermo touch-screen permettono di regolare gli incrementi dei singoli drawbar sulla superficie tattile del display. Infine, gli arranger governati da pulsanti fisici hanno pulsanti up/down per aumentare o diminuire gli incrementi 0-8.

Vediamo ora quali modelli arranger a listino sono dotati di drawbar: nella tabella che segue, sono ordinati in base al prezzo decrescente e raggruppati fra loro secondo modelli omogenei. I modelli che non hanno alcun controllo dei drawbar non sono qui menzionati, anche se provvisti di una valida sezione di suoni d’organo preset.

Arranger a listino con drawbar

Conclusione

Vi lascio con due filmati in sequenza. Dapprima vediamo un breve ma interessante filmato in cui emerge la bravura di Martin Harris nel suonare gli Organ Flutes di Yamaha Genos. E poi, a seguire, Tony White di Bonners Music illustra brevemente le caratteristiche dei suoni d’organo su Korg Pa4X.

Guide vocali per Yamaha Genos

Quando abbiamo affrontato in questo blog il dilemma fra touch screen e controlli fisici nelle tastiere arranger, era il mese di giugno 2017 e Yamaha non aveva ancora annunciato l’innovazione che avrebbe introdotto nel settembre successivo con Genos il cui schermo generoso è apparso a tutti come un vero e proprio tablet incorporato in uno strumento musicale.

Con Genos, sembrava quindi che anche Yamaha avesse scelto definitivamente di abbandonare i controlli fisici per passare allo schermo tattile. Per la cronaca, non è ancora così perché, pochi mesi dopo, in occasione del Winter NAMM di gennaio 2018, la casa giapponese ha annunciato l’uscita degli arranger workstation PSR-S975/S775 che ancora conservavano l’usabilità tradizionale basata su pulsanti e tasti fisici a pannello.

Yamaha Genos e lo schermo TFT LCD a colori da 9 pollici

Ma, al di là di questo altalenarsi fra le due scelte, resta il fatto che la nuova ammiraglia Yamaha era nata su misura per i nativi digitali, i patiti degli smartphone e gli appassionati delle ultime tecnologie in genere. Mentre gli altri musicisti, quelli abituati a controlli fisici a pannello, secondo modalità interattive più tradizionali, erano destinati a mettersi il cuore in pace e farsene una ragione. Restavano però esclusi i musicisti non vedenti per i quali l’uso del touch-screen poteva essere evidentemente proibitivo. Ed è qui che Yamaha ha pensato di correre ai ripari, con la V1.30 del software, riservando a questa categoria di clienti l’introduzione delle Voice Guide già presenti sui pianoforti Clavinova della serie CSP-700.

Una guida vocale per musicisti non vedenti

Anche su Genos quindi, è possibile attivare le Voice Guide, in altre parole una guida vocale che annuncia quello che succede o si pensa di far succedere sullo strumento.

In pratica:

  • Una voce umana informa il musicista della pagina video appena apparsa sullo schermo.
  • E’ possibile riconoscere il display richiamato, la funzione che sta per essere eseguita e i valori del parametro che si sta impostando.
  • E’ altresì possibile essere guidati nella selezione delle risorse preset: voci, stili, banchi di Registration.
  • Anche i messaggi sono letti ad alta voce.
  • La Voice Guide informa anche sui nomi dei pulsanti sul panello di controllo.

Come funzionano le Voice Guide

Il file con le guide vocali è scaricabile dal sito Yamaha; va poi posto in una memoria USB di dimensioni minime di 1GB e quest’ultima va inserita sullo strumento.

E’ possibile trovare l’elemento desiderato, prima di eseguirlo con la funzione di Preview Reading (traduzione: lettura in anteprima), tenendo premuto contemporaneamente il pulsante [DIRECT ACCESS] e toccando il display. In altre parole, è possibile ripetere l’operazione toccando diversi punti dello schermo touch-screen o diversi pulsanti, fino ad ascoltare l’annuncio dell’elemento desiderato. Dopo aver riconosciuto la posizione dell’elemento desiderato, occorre rilasciare il pulsante [DIRECT ACCESS] e toccare nuovamente l’oggetto per eseguire l’operazione.

Il fatto di funzionare anche con i pulsanti fisici sul pannello di controllo permette al musicista non vedente un controllo puntuale su tutte le funzionalità dello strumento.

Nota bene Non si tratta di uno “screen reader” (come Voice Over): non è cioè un software capace di riconoscere qualsiasi testo sullo schermo e di interpretarlo, ma si tratta piuttosto di un lettore specificamente associato alle funzioni Genos controllabili sia dallo schermo touch-screen sia dai fisici del pannello. Ad esempio, Voice Guide non serve per leggere ad alta voce i testi di una canzone visualizzata nella pagina Lyrics.

Nel filmato potete seguire una semplice dimostrazione delle Yamaha Voice Guide.

Avete già letto la mia recensione di Yamaha Genos? Eccola qua: prima parte e seconda parte. Altrimenti, una fonte autorevole oltre-oceano è quella di Jerry Kovarsky.

Accanto a Yamaha Smart Pianist…

Yamaha Digital Piano Controller su iPad

Da alcuni mesi, mi trovo nella situazione di suonare spesso dal vivo un pianoforte Yamaha P-115, pilotandolo con il tablet e l’app Digital Piano Controller. Al di là di semplificare la selezione dei timbri in split o layer, il tablet mi serve soprattutto per la gestione del transpose, altrimenti de facto incontrollabile in tempo reale dal solo pannello dello strumento. Non saprei come fare senza l’app: per la cronaca, l’attivazione è stata molto semplice, mi è bastato collegare il tablet tramite cavo USB 2.0 adattatore Apple per fotocamere (come da foto qui sopra).

Digital Piano Controller non è affatto male: include diverse preziose funzionalità fra cui una ristretta sezione di ritmi. Vi consiglio la visione completa del filmato che segue in cui Leon Blaher di Yamaha Australia spiega per benino tutte le possibilità offerte da questa app.

Leon Blaher di Yamaha Australia illustra Digital Piano Controller

Va da sé che, a questo punto, alcuni di voi si staranno chiedendo se mai ci sono evoluzioni possibili per disporre di una sezione arranger completa.

A dire il vero, avevamo apprezzato insieme, qui in questo blog, l’annuncio del 2017 relativo ai pianoforti CSP-150 e CSP-170: per la prima volta, la casa di Hamamatsu aveva presentato strumenti nuovi in cui il controllo della sezione arranger era demandato ad un’applicazione esterna. L’applicazione si chiama Smart Pianist ed è valida per gli apparati Apple con iOS 10.0 e superiori. Nei mesi seguenti il lancio, Yamaha ha poi esteso l’app agli apparati Android, non tutti a dire il vero, solo a quelli inclusi in questa lista.

Restando volutamente nel territorio arranger, tenete conto che Smart Pianist non include stili e suoni, questi sono residenti negli strumenti della serie CSP (470 stili di accompagnamento, 692 timbri e 29 kit percussivi). L’applicazione facilita semplicemente l’interazione con lo strumento, occupandosi di inviare i messaggi MIDI di avvio dei pattern di accompagnamento e di tutti gli altri controlli utili all’esecuzione (tempo, trasporto della tonalità, controllo delle song, cancellazione della traccia della melodia e così via).

Non è un caso, infatti, che – nel momento in cui è stata aggiornata per essere compatibile con i modelli Clavinova della serie CLP-600 e con i nuovi pianoforti portatili della serie P (P-121, P-125 e P-515) – Smart Pianist non ha portato con sé le funzionalità specifiche del menu Style: sarebbe stato inutile, data l’assenza della sezione arranger su questi strumenti.

Come connettere uno strumento ai dispositivi iOS con Smart Pianist

Al momento, non siamo al corrente di altri strumenti dotati di stili di accompagnamento e pronti a ereditare l’uso di Smart Pianist, ma il Winter NAMM 2019 è vicino. Chissà che Yamaha non ci riservi qualche sorpresa il 24 di gennaio.

Per quanto concerne la concorrenza, Roland ha purtroppo abbandonato BK-Partner, ma ha presentato Piano Partner 2, app che approfondiremo prossimamente. E poi non dimentichiamo che sul campo gioca un ruolo importante l’app Dexibell XMURE con i suoi pattern di accompagnamento 100% audio.

Concludiamo con la presentazione curata da Musician’s Friend in merito alla app Smart Pianist con Clavinova CSP-170. Dopo un minuto e 50 secondi, il filmato fa riferimento esplicito alla sezione arranger.

CSP-170 con Smart Pianist (arranger a 1m 50s), grazie a Musician’s Friend

Saldi di fine anno su Yamaha Music Soft

Promozione natalizia su Yamaha Music Soft

Ritornano periodicamente le vendite scontate sul portale Yamaha dedicato al commercio di risorse digitali. La promozione ha validità dal 21 dicembre al 6 gennaio 2019 e riconosce uno sconto del 20% su tutti i prodotti.

La materia potrebbe essere interessante anche per chi non dispone di uno strumento a tastiera Yamaha grazie al vasto repertorio di basi MIDI, spartiti, e audio backing track. Fra gli Standard MIDI File più recenti possiamo riscontrare brani come la bellissima You Say di Lauren Daigle, Youngblood di 5 Seconds of Summer e Teléfono di Aitana. Per quanto riguarda gli spartiti, fra le diverse novità è possibile scaricare This is What You Came For di Calvin Harris e Rihanna, Imagine di Ariana Grande, Feel This Moment di Pitbull & Christina Aguilera e tutti i brani dei Queen tornati in voga grazie alla colonna sonora del recente film Bohemian Rhapsody. Date le dimensioni del repertorio online, se cercate qualcosa di particolare, potreste essere fortunati e trovarlo davvero.

Venendo alle risorse specifiche per gli strumenti Yamaha, questo negozio virtuale rappresenta da sempre l’occasione di allungare la vita alle proprie tastiere estendole con nuovi stili di accompagnamento compatibili anche con strumenti piuttosto datati. Se, ad esempio possedete ancora una PSR-2100 sappiate che potete trovare diverso materiale e anche scaricare gratuitamente alcuni Style File.

Privilegiati sono i suonatori di Tyros, Genos e PSR-S i quali possono accedere a numerosi Expansion Pack come il recentissimo Greetings from Italy V2 di Michele Mucciacito, lo spagnoleggiante Colors of Iberia V2, Organ Session che aumenta il tasso di realismo Hammond delle voci d’organo, o il divertente PS-30 per suonare il vostro modernissimo arranger con i suoni e i ritmi delle prime tastierine Yamaha degli anni ’80. Sono disponibili suoni anche per workstation del calibro di Montage, Motif e MOXF.

Insomma, ci sono molte occasioni e lo sconto del 20% potrebbe essere stimolante per chi è interessato. I nuovi clienti ottengono gratuitamente, alla registrazione, un MIDI file originale a scelta.

Fatevi un giro su Yamaha Music Soft.



Pack Greetings from Italy Versione 2 (per Genos e PSR-S975/S775)

Nel mese di novembre, Yamaha Music Soft ha pubblicato – in sordina – la versione aggiornata del pacchetto di espansione Greetings from Italy rendendolo compatibile con gli arranger workstation di ultima generazione: Genos e PSR-S975/S775. L’aggiornamento software include tutti i contenuti della versione precedente con l’aggiunta di dodici stili nuovi, altri suoni e inediti groove. Vi ho già raccontato, in un paio d’occasioni, l’importanza di questo lavoro sponsorizzato dal distributore italiano di prodotti Yamaha: ricorderete il mio racconto diretto registrato dai protagonisti in questo blog nel maggio 2017 e, successivamente, il test approfondito pubblicato dal sottoscritto su SM Strumenti Musicali nel mese di settembre dello stesso anno.  

Versione 2 del celebre pacchetto di espansione per arranger Yamaha

Le vendite del primo pacchetto sono state particolarmente incoraggianti e hanno superato i confini italiani, propagandosi verso paesi esteri in Europa ed oltre, con grande soddisfazione del quartiere generale di Yamaha. Ed è così che Michele Mucciacito di Evento Suono, nel continuare la propria collaborazione con il distributore italiano di Yamaha, allo stesso tempo, si può permettere il lusso di strizzare l’occhio ad una dimensione più internazionale.

L’expansione pack originale era focalizzato sul repertorio da balera del centro-sud: questa volta si aggiungono ritmi e timbri provenienti dalla Romagna e da altre regioni nel nord-Italia. Fra i nuovi stili di repertorio liscio, possiamo citare Romagna Waltz, Romagna Polka, Piacentina Waltz, Piacentina Polka e Tango Beguine. Nelle sale da ballo, i ritmi tradizionali si lasciano contaminare spesso da sfumature più moderne: non a caso, nella versione 2 Michele ha inserito stili nuovi come Pop Beguine, Hully Gully Dance, Party Ballad, Moderato Dance, Tarantella Dance, Disco Cha Cha e un Terzinato che stimolerà le coppie dei più teneroni sulla pista. Da non sottovalutare, poi, la riproposizione della voce di soprano di Alessandra Bosco che caratterizza le parti di alcuni stili già presenti della prima versione.

Fra le voci inedite in questa secondo rilascio di Greetings from Italy, fanno capolino un timbro di clarinetto in Do (lo strumento che Secondo Casadei aveva assegnato alle parti virtuosistiche principali del liscio romagnolo), un timbro di fisarmonica alla piacentina (con accordature particolari adatte per valzer, polka e mazurka) e un kit di percussioni specifico per la pizzica. Ci sono 60 memorie di Registration e non mancano due MIDI file da effetto, vale a dire La donna è mobile e Libiamo ne’ lieti calici, che chiudono le danze in modo spettacolare.

Come succede in situazioni simili, il nuovo pacchetto non è compatibile a ritroso sui modelli Yamaha precedenti, come Tyros 5 e PSR-S970/S770: per questi arramger resta valido il pacchetto originale. Il prezzo è però rimasto invariato – 129,99 Euro – indipendentemente dal modello di destinazione.

Riuscirà Yamaha a conquistare quote di mercato importanti nel settore dell’intrattenimento in balera & affini, un settore da sempre dominato da un’azienda italiana (marchigiana) molto nota ai lettori di questo blog? Lo scopriremo presto, se vedremo crescere nelle sale da ballo il numero di musicisti che suonano Genos, PSR-S975 o PSR-S775 con i ritmi di questo nuovo pacchetto di espansione.

Sondaggio Yamaha MusicSoft

Sondaggio presso i clienti Yamaha

Yamaha Music Soft ha indetto un sondaggio aperto per raccogliere opinioni, punti di vista ed esperienze di quanti sono alla ricerca di risorse musicali aggiuntive per un arranger della casa dei tre diapason. 

Perché non cogliete l’occasione e dite la vostra?

Per rispondere, fate clic qui: https://sslsurvey.de/EKB-MusicSoft-EN-2018 

Non è dato sapere fino a quanto le porte del sondaggio saranno aperte per dare il proprio contributo segnalando i propri gusti musicali e le proprie esigenze. Affrettatevi quindi.

Dopo aver risposto a tutte le domande (sono facili, non preoccupatevi), il sistema visualizza un codice sconto del 10% che sarà riconosciuto sui prossimi acquisti sulla piattaforma di Yamaha Music Soft.

Chiudiamo con la segnalazione di questo video in cui Tom Ring di Yamaha Music Soft presenta brevemente cosa siano gli accompagnamenti automatici negli arranger e come sia possibile aggiungere altri Style Files
scaricandoli (a pagamento) dal sito ufficiale.

Approfondiamo la conoscenza di Yamaha PSR-E463 e PSR-EW410

Oggi ci concentriamo sulle tastiere Yamaha della serie PSR-E, il segmento di primo ingresso destinato a principianti, agli entusiasti amatori e ai giovani novizi delle tastiere. Abbiamo già avuto modo di sottolineare come i modelli di questo segmento siano cresciuti negli ultimi anni, grazie alla fiorente ereditarietà di caratteristiche e suoni che in passato erano riservati a prodotti di levatura superiore. I modelli in particolare a cui ci riferiamo sono PSR-E463 e PSR-EW410: hanno visto la luce al Winter NAMM di gennaio 2018 e sono stati presentati al mercato europeo in occasione del Musik Messe dello scorso aprile.

Guardiamoli insieme da vicino.

Suonare Yamaha PSR-EW410

Come noto, i due modelli si equivalgono nella sostanza e ciò che distingue PSR-EW410 fra i due è l’approccio preferenziale per i giovani pianisti (76 tasti contro 61 e la presenza del campione di Live! Grand Piano), la capacità di amplificazione superiore e più brillante, il numero più ampio di zone della tastiera da assegnare ai campioni, e due uscite audio addizionali. PSR-E463 si difende con una migliore trasportabilità in termini di dimensioni e di peso (1,8kg di differenza) dimostrandosi più accessibile e più versatile.

Entrambi i modelli sono dotati di un display di bordo, essenziale ma migliorato rispetto la generazione precedente. Pur restando ancora uno schermo LCD non grafico, la leggibilità delle informazioni è più semplice e più chiara. La superficie plastica che circonda lo schermo riflette l’ambiente circostante e potrebbe rendere difficile la lettura del display in ambienti luminosi: consiglierei di ritagliare un cartoncino per ricoprire la superficie specchiante.

Le manopole del Live Control possono controllare non solo quanto si suona da tastiera ma anche le parti di accompagnamento; il numero di parametri sale a dieci (cinque per ciascuna manopolina): cutoff, riverbero, DSP parametro A e B, attacco, bilanciamento del volume, risonanza, Chorus, rilascio, retrigger rate. Lo spostamento da un parametro al successivo non è immediato, dato che richiede la pressione ripetuta del tasto Knob Assign fino a cinque volte prima a raggiungere il valore richiesto.

Yamaha PSR-EW410
Yamaha PSR-EW410

Il Quick Sampling è elementare ma funziona e rende disponibile nuovi campioni da dare in pasto al Groove Creator, la funzionalità più popolare fra i giovanissimi e gli appassionati DJ: da notare il pulsante Musical Climax permette di connettere diversi Groove ed espandere le possibilità di variazioni esecutive in tempo reale. La funzione Audio Rec serve per registrare in formato audio su memoria USB: tali registrazioni possono così essere esportate rapidamente su social network, WhatsApp, SoundCloud o come colonna sonora di video su YouTube

La presa USB-to-Host annulla la necessità di un’interfaccia audio e consente di registrare direttamente su PC: è  sufficiente un qualsiasi cavo standard USB. Il connettore della cuffia è sul retro, un po’ scomodo onestamente.

Suonare Yamaha PSR-E463
Suonare Yamaha PSR-E463

I suoni di strumenti acustici sono quelli che stupiscono di più per la loro qualità. La tavolozza sonora comprende 237 suoni richiamabili da pannello, 24 kit percussivi e le classiche 457 voci XGlite. Non mancano suoni speciali: 8 Sweet!, 3 Cool! e 3 Dynamic per offrire spunti di maggiore realismo. La polifonia è di sole 48 note e questo è l’elemento più evidente in cui si segna il divario esistente fra questo segmento di modelli e quelli di categoria superiore dove ormai la fa da padrone il concetto delle 128 note polifoniche. Qualcuno potrebbe rallegrarsi della presenza della rotella del pitch bend, ma altresì avvertire l’assenza della modulation wheel necessaria per controllare alcuni suoni di synth. Ma, ancora una volta, in questo segmento di prodotti a questo prezzo, è normale aspettarsi qualche taglio.

Venendo alla sezione arranger, il numero totale di stili di accompagnamento è 235, cioè 15 in più rispetto la generazione precedente. Sui modelli economici il numero di pattern è ridotto ai minimi termini: c’è un solo Intro e si sente la mancanza del Count-In; per coerenza c’è anche un solo Ending, di solito lungo alcune misure, fa difetto quindi la possibilità di chiudere la propria esibizione rapidamente con una sola misura. 

Una vasta collezione di app per smartphone consente di espandere increbilmente le possibilità di interazione con questi due strumenti: visitata la pagina dedicata per maggiori informazioni.

Ci sarebbe ancora molto da dire e da commentare: vi lascio alla lettura diretta delle specifiche tecniche sul sito Yamaha e, soprattutto, alla visita in un negozio di strumenti musicali per provarle di persona.  PSR-E463 si trova spesso a 299 Euro e PSR-EW410 a 385 Euro.

Yamaha Genos: la mia recensione pubblicata su SM Strumenti Musicali (seconda parte)

Yamaha Genos: la recensione pubblicata su SM Strumenti Musicali

Avete già letto la prima parte della recensione di Yamaha Genos?

Bene, oggi 24 agosto è arrivato il momento di completare la lettura grazie alla pubblicazione della seconda e ultima parte del mio lavoro sul magazine on line dei musicisti SM Strumenti Musicali.

Nella prima parte avevo descritto le caratteristiche generali dello strumento, la nuova esperienza d’uso basata su schermo touch screen e area Live Control, la generazione sonora, la sezione stili e il Multipad.

Nella seconda parte, potete trovare i miei commenti in merito al doppio lettore di basi MIDI/Audio, al Song Recording, all’armonizzatore vocale, alle nuove Registration, alla funzione di Playlist e alle connessioni; dulcis in fundo, mi sono permesso di condividere le mie valutazioni personali dello strumento.

Prima di lasciarvi alla lettura, concedetemi un pensiero nato a seguito della segnalazione di un lettore, il quale aveva lamentato le proprie difficoltà nell’imparare a lavorare con il nuovo strumento. E’ innegabile che quanti sono abituati a PSR/Tyros si troveranno all’inizio un po’ “spiazzati” con Genos. Ma, a mio avviso, occorre avere coraggio e insistere: tutte le funzioni sono facilmente raggiungibili.

Naturalmente serve capire dove si trovano le cose nella nuova logica basata sullo schermo grafico. Una volta compresa la nuova disposizione, piano piano, giorno dopo giorno, si cominceranno a memorizzare nuove abitudini e prima o poi ci si troverà nelle stesse condizioni (se non migliori) di facilità d’uso presenti sugli arranger Yamaha delle generazioni precedenti.

Come era solita dire Jane Fonda nei suoi video sull’aerobica celebri negli anni 80: No pain, no gain.

E ora buona lettura su SM Strumenti Musicali!

 

Yamaha Genos: la mia recensione pubblicata su SM Strumenti Musicali

Yamaha Genos: la recensione pubblicata su SM Strumenti Musicali

Carissimi e fedeli lettori di questo blog, vi ringrazio della pazienza che mi avete riservato: so che molti di voi aspettavano questo momento. Ed è arrivato! Dopo numerose settimane di studio, analisi e test, vi comunico che (finalmente!), sono riuscito a completare la recensione completa di Yamaha Genos. E’ stata pubblicata oggi la prima parte sul web magazine di SM Strumenti Musicali, mentre la seconda e ultima parte seguirà fra un paio di settimane.

Dare vita ad una nuova generazione di arranger non è una cosa facile. Soprattutto al termine di una parabola straordinaria come quella della serie Tyros che ha raccolto sterminati consensi nel corso degli anni. Per compiere questo balzo in avanti, e per farlo bene, Yamaha ha cambiato tanto. Le radici sono le stesse, la filosofia generale dello strumento corrisponde, ma le possibilità di interazione uomo-macchina sono state totalmente rinnovate dalle radici. E, nel primo momento in cui si apre lo scatolone, si estrae la Genos e la si pone sul supporto, ci si rende conto del significato di questo rinnovamento.

Vi consiglio la lettura completa dell’articolo facendo clic qui: l’accesso è libero a tutti e non è necessaria nemmeno la registrazione.

Buona lettura su SM Strumenti Musicali!