Informazioni su Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger
Ho creato nel 2009 il blog Tastiere Arranger per raccontare tutto quello che si deve sapere sulle tastiere con accompagnamenti. Ho collaborato in passato con MusicOff e AudioFader. Oggi, oltre a scrivere per questo blog, faccio parte del team di autori di SM Strumenti Musicali dove pubblico test, focus e recensioni sugli arranger.
Finalmente il governo italiano ha ascoltato le voci degli appassionati di arranger workstatione ha trovato l’escamotage per arrestare la lievitazione dei prezzi che da qualche anno ha contagiato tutti produttori:
Audya 5 si vende a 3449 Euro
Tyros 4 si vende a 3675 Euro
e tutti tremiamo al pensiero del prezzo che potrà avere l’incipiente Pa3X Pro.
Ebbene, udite udite, il governo Berlusconi (questa volta i musicisti per una volta gli saranno grati) ha annunciato l’introduzione dello spesometro a partire da maggio 2011. In poche parole ha predisposto uno strumento per stanare gli evasori fiscali controllando i consumi.
E che cosa ha che fare con le ammiraglie Korg, Yamahae Ketron? Continua a leggere →
Grazie a WordPress.com ecco un sommario di come sono andate le cose nel blog tastiere.wordpress.com nell’anno 2010. Attenti: non sono parole mie, ma le ho ricevute da WordPress. Cominciamo da un sommario sintetico che “fotografa” lo stato di salute di questo blog:
Il 2010 se ne sta andando. Un anno di recessione economica a livello planetario. Nel mondo degli arranger workstation, abbiamo assistito alla prudenza che ha contagiato i produttori rimasti sul mercato, salvo rare eccezioni. Del resto, dopo la scomparsa di Technichs, Farfisa e General Music, sono rimasti davvero in pochi a produrre arranger.
Yamaha La casa di Hamamatsu (Giappone) resta la regina incontrastata in termini numerici e di collezione proposta. Nello scorso autunno poi è uscita sul mercato la Tyros 4, la nuova ammiraglia che si è fatta apprezzare per le sue grandi qualità e per il suo grande prezzo. Tenete presente che nei negozi sono tuttora presenti diversi di esemplari di Tyros 3(sempre che Babbo Natale non abbia contribuito a smaltire le scorte nei giorni scorsi). Nel segmento intermedio restano a listino PSR-S910 e PSR-S710 e che rappresentano un discreto rapporto qualità-prezzo sul mercato. A scendere, troviamo PSR-S550 che, pur con tutti i tagli rispetto i modelli superiori, tuttavia si distingue per una grande autenticità dei suoni. Continua a leggere →
Mentre stavo preparando una procedura scritta su come convertire il MyMusicFinderV10 nel formato di altre tastiere Yamaha, mi sono reso conto di alcune sviste nel file salvato e pubblicato in rete. Mi sono fatto coraggio e ho apportato le dovute le correzioni. Poi mi sono accorto che, nel frattempo, avevo già codificato altri titoli sulla mia arranger workstation. E così ho pensato che era giunto il momento di pubblicare una nuova versione del mio Music Finder personalizzato per la Tyros (Tyros 1, certo).
Non chiedetemi che fine abbia fatto il MyMusicFinderV11, diciamo che in qualche modo sono arrivato subito alla versione 12. Tutto qua.
Per quei pochi fra di voi che vogliono sapere quali titoli ho aggiunto, ecco qua l’elenco. Continua a leggere →
In questo settembre 2010, mentre Roland aveva annunciato da poco la nuova edizione del synth di successo Juno (e precisamente Juno Gi), Yamaha si presenta al mercato europeo ed americano con la nuovissima Tyros 4. Siamo quindi ormai giunti alla quarta generazione dell’ammiraglia arranger workstation, un prodotto di altissima qualità.
Ci sarebbero moltissime cose da dire su questo prodotto ma, dalla lettura dei comunicati Yamaha, mi sembra di intuire che ci siano già ben sei motivi che ci possono spingere a voler conoscere meglio questa nuovo strumento musicale.
Dietro ognuna di queste storie, c’è una persona. E per ogni persona un aspetto o una caratteristica degli arranger workstation. In altre parole, storie cioè motivi che potrebbero stuzzicare la vostra voglia di suonare una tastiera.
Tocca a voi, ora, scrivere la vostra pagina musicale. Chi siete, qual è il modello del vostro arranger, quali sogni avevate quando ve lo siete portato a casa la prima volta, con quale cura l’avete sistemato, quante notti ci avete passato sopra, quante volte siete riusciti a suonare in giro, quante serate siete riusciti a fare, oppure quante occasioni avete perso, quante canzoni avete suonato e quante vorreste poter suonare.
Un arranger è lo strumento più versatile e vi dà tutto quello di cui hai bisogno per creare esibizioni musicali a livello estremamente professionale. L’abilità di questa tipologia di strumenti vi consente un dominio totale sulle sequenze musicali in tempo reale e vi fornisce un controllo quasi illimitato sulle esecuzioni dal vivo. Un arranger vi offre quella flessibilità straordinaria che nessun altro tipo di strumento sul mercato è in grado di fornire.
E’ lo strumento ideale per un professionista che intende suonare veramente dal vivo, senza una band e senza fare finta di suonare. E’ lo strumento ideale per un musicista non professionale che vuole accrescere la propria qualità tecnica senza rinunciare al divertimento. E’ lo strumento ideale per un principiante per prendere confidenza con il mondo della musica e delle tastiere.
Se avete a disposizione un arranger workstation e avete la sensazione che potete farci qualcosa in più, bene allora questo blog è per voi. Ci ritroviamo prossimamente. Non abbiamo ancora cominciato e vi vedo già alzare lo sguardo verso la vostra tastiera. E’ ora di suonare.
La presenza di eventuali amplificatori a bordo vi permettono di trasportare facilmente il vostro arranger, mantenendo il tutto compatto in una sola unità. Vi potete portare la tastiera nel weekend o in un viaggio di lavoro: non occupano molto spazio nel bagagliaio della vostra auto. Approfittatene e buon divertimento! ______________________
E, per finire, ecco per voi una bella jam sessions con due musicisti (uno dei due è Sandro Fontanella, deus ex machina di Ketron) che si misurano con due arranger workstation Audya.
Le storie di uomini, donne, tirocinanti ed artisti affermati terminano qui. La storia precedente è qui. Grazie della lettura.
Sono tre grandissime amiche. Beth, Annie e Robin sono sedute insieme sotto un portico davanti ad un arranger a 76 tasti. Si sono divise la tastiera in tre split: Beth gira gli accordi, Annie si dedica alla parte di piano, mentre Robin si concentra sulla melodia. Ridono come pazze nel pazzo caldo estivo della California. La spiaggia lì vicina è fonte di distrazione ma la canzone sta venendo fuori troppo bene. Quando le tre ragazze si rendono conto che, con una voce giusta, questo motivo potrebbe funzionare, si lasciano andare dall’entusiasmo. Si abbracciano come bambine e decidono di festeggiare con una corsa sulla spiaggia. In effetti se lo sentivano quel giorno sotto il portico che This kiss avrebbe raggiunto la cima delle classifiche di vendita negli USA, che sarebbe stato premiato come il miglior singolo country del 1998 e che avrebbe lanciato una cantante come Faith Hill al successo internazionale. Quello che non potevano immaginare era che una ragazza italiana ne avrebbe fatto una versione italiana e che sarebbe stato anche questo un successo (se non lo sapete il titolo era Questione di sguardi e la ragazza italiana è Paola Turci).
In inglese si dice songwriting. Scrivere musica, raccontare storie ed emozioni scrivendo canzoni. Non c’è nulla di più interessante di un arranger per chi intende scrivere musica nuova. Sfruttando le sequenze e gli stili esistenti, è possibile risparmiare tutto il tempo per le operazioni ripetitive, avendo a disposizione maggior tempo per la parte creativa e senza correre il rischio di perdere l’ispirazione. Per non parlare della possibilità di ruotare sullo stesso giro di accordi, al fine di provare e comparare facilmente sviluppi melodici diversi e alternativi.
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Ed ora diamo spazio alla bellissima Faith Hill e al video originale di questa celebre canzone di successo negli States.
Non poteva ora mancare la traduzione italiana di Paola Turci, Questione di sguardi. Brava Paola, certo, ma l’originale (perdonaci) brilla di un’altra luce. Questione di punti di vista. 😉
7 di 8 – Continua prossimamente su questo blog (la storia precedente è qui).
Te lo saresti immaginato di trovarlo in una sala d’incisione professionale? Eppure è lì, accanto ad un pianoforte acustico regolarmente scordato. Per ingannare l’attesa mentre il fonico sta cercando di microfonare la batteria (ma, diavolo, quanti microfoni ci mette?), tutti i musicisti litigano per giocare con gli stili di questo arranger che, a questo punto, diventa l’attrazione principale nella sala d’incisione. Ma poi, alla fine, seriamente ci mette le mani Diego il tastierista. Diego non scherza e passa in rassegna alcuni suoni di synth e rimane impressionato dalla qualità di alcune voci di lead molto espressivi. Te lo saresti immaginato che quando il fonico è pronto a registrare, si decide alla fine di tenere la traccia del synth dell’arranger? Era un suono troppo intenso, troppo ingenuo per lasciarselo scappare. Quelle note lunghe sembrano fatte su misura per il pezzo che dobbiamo registrare: ritocchiamo i filtri per rendere più efficace l’attacco e giochiamo sull’equalizzatore per farlo sentire nostro. E così è rimasto nel disco.
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Alcuni arranger possiedono un arsenale di suoni da annientare un’armata. Ai suoni di pianoforte acustico (a coda, verticale) e piano elettrico (Fender, Wurlitzer, CP80, Clavinet), i produttori affiancano tutti quelle voci che consentono di coprire il maggior numero di generi: percussioni, archi, legni, ottoni, synth e pad. Recentemente tutti i produttori hanno rilasciato splendidi suoni di chitarra negli arranger: c’è chi ha realizzato suoni campionati di una tale vicinanza all’originale da rendere impossibile l’accettazione che si tratti di un suono digitale; c’è poi chi ci ha messo anche il suono delle dita che scorrono sulle corde o del plettro che batte sul legno; senza dimenticare chi ha studiato gli algoritmi giusti per pilotare la chitarra ritmica direttamente da una tastiera a 61 tasti. Abbiamo già citato sopra la sezione Hammond. Più si sale di prezzo, più la qualità dei suoni è superiore e più si hanno a disposizione funzioni di personalizzazione dei suoni esistenti, se non addirittura la possibilità di importare nuove forme d’onda e quindi nuovi campioni.
E ora diamo spazio a Savvas Paraskevas, un bravissimo esecutore pianistico con il suo arranger Korg PA588. Dalla Grecia.
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Enrico vive da musicista. I soldi e le certezze stanno alla larga. Tutte le sere piano-bar, la domenica i matrimoni e poi si spera sempre nei jingle pubblicitari per una radio privata. Quelli della radio sono simpatici ma sono il massimo della disorganizzazione. Chiamano sempre la mattina presto (che gli venisse un colpo: non sanno che Enrico ha finito di smontare gli strumenti alle 4 di mattina ed è arrivato a casa alle 5 suonate?). E poi vogliono la base per il jingle entro la sera stessa: sono spietati! Come se la creatività fosse comandabile a bacchetta. E’ solo pubblicità, dura trenta secondi, ma chi se ne importa: Enrico ci tiene a fare un lavoro come si deve. Che sia un salumificio, un mobilificio o un dentifricio. Il risultato deve essere di qualità.
E oggi deve realizzare questo jingle che annuncia l’apertura di una nuovo pub a Pinerolo, sulla strada per le Olimpiadi invernali. Accende il suo arranger, sceglie uno stile da pub-piano: parte l’introduzione e lascia andare l’ispirazione. Non c’è storia: l’atmosfera è quelle classica che tutti sanno riconoscere. Dalle vibrazioni del piano Honky Tonk sembrano uscire i rilievi fumosi e accoglienti di una birreria del secolo scorso nel sud degli USA. Il giro di basso alternato è instancabile e spinge nella direzione giusta. Enrico non ha molto tempo per consegnare il lavoro finito. Ma l’arranger ha fatto tutto il lavoro sporco ed Enrico si è potuto concentrare sulla creatività. Il pezzo è registrato in tempo reale. Due correzioni manuali su qualche nota leggermente in ritardo. E poi regola gli effetti, equalizza il tutto e registra in formato audio. Senza il suo arranger preferito, Enrico non sarebbe arrivato in tempo. Anche per stasera la mercede è garantita.
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Il risultato finale di una registrazione sul vostro arranger potrebbe essere un semplice “provino”, oppure la canzone grezza da portare in studio dando l’opportunità ad altri artisti di registrarvi sopra le parti: magari sostituendo il basso dello stile con una registrazione di un bassista vero e così via; se disponete di un arranger professionale, non escludiamo la possibilità di arrivare addirittura al prodotto finito, salvo l’aggiunta della voce e le operazioni finali di compressione, equalizzazione e masterizzazione.
E ora diamo il bentornato a Tommy Johnson: questa volta ci delizia con Night Train!
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