Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

Ultimo desiderio, suonare Yamaha Genos

with 6 comments

Quando ho ricevuto questo racconto, scritto di proprio pugno dal testimone diretto di questa storia, ho pensato di pubblicarla qui nel blog, ovviamente con l’autorizzazione dello stesso autore.

Yamaha Genos

“Da alcuni mesi cercavo di contattare il mio amico, l’ingegnere Giacomo Cosentino (storico dirigente di una nota azienda dolciaria siciliana, 75 anni, cordiale, gentile, un signore), volevo sapere come stesse.

L’ultima volta che l’avevo sentito è stato poco dopo Pasqua. Mi aveva dato in gestione vendita uno strumento musicale Korg Pa3X-61 con Hard Disk, kit Hard Disk, sistema di amplificazione Korg PaaS, un sacco di accessori Roland, Korg, eccetera. Ma ricordo anche che aveva una fretta pazzesca di acquistare una Yamaha Genos e non capivo il motivo di tanta impazienza.

Quando mi ha consegnato il tutto presso un centro commerciale di Catania, rivedendolo dopo qualche anno, mi era sembrato più magro, un po’ affaticato. Sempre con la sua flemma, era cordiale con il tono di voce pacato.

Era venuto con la moglie, una donna gentilissima come lui, a cui spiegava con un po’ di orgoglio cosa facessi io nella vita, nonostante avessi un Diploma di Pianoforte alle spalle.

Passano i mesi e, due giorni fa, noto un annuncio sul mercatino Subito.it. Il venditore propone in blocco un lotto di strumenti musicali ad un prezzo molto basso. Il mio interlocutore si chiama Matteo e gentilmente mi dà informazioni sugli strumenti dicendo che sono del padre, che ne ha tanti, che non sa suonare e non conosce il valore di mercato di quello che propone. Accetta la mia offerta e ci salutiamo non prima di aver deciso il giorno in cui ci saremmo incontrati per portare a termine la transazione.

Mi ricontatta dopo qualche minuto chiedendomi se io fossi Antony Spatola quello di Raddusa perché suo padre gli parlava spesso di un musicista di Raddusa. Confermo che sono io ma allo stesso tempo un brivido corre lungo la mia schiena e capisco chiaramente cosa fosse successo. Senza fare nessuna domanda, Matteo mi disse che “papà” era deceduto sei mesi prima per un male incurabile e che avevano tentato di tutto anche in un centro specialistico di Milano. Si scusava per il fatto di vendere tutti gli strumenti del padre ma non sapeva suonare, non aveva seguito le orme del papà.

Allora tutto mi fu chiaro. Con la signorilità che lo ha sempre distinto, senza mai dirmi niente, l’ingegnere Cosentino, a suo modo, mi chiese l’ultimo favore prima del suo trapasso: prima di morire avrebbe avuto il piacere di suonare una tastiera musicale Yamaha Genos da poco immessa sul mercato. Probabilmente, era l’ultimo desiderio della sua vita.

Stava male ma non mi ha mai detto nulla a riguardo. Però, nell’ultimo nostro incontro, quando mi ha messo al corrente del suo futuro acquisto, mi ha consegnato anche una grande busta piena di accessori musicali parecchio costosi. In quel momento non ne avevo compreso il motivo. Avevo concordato con un negozio di strumenti musicali la gestione dello strumento tanto desiderato dall’ingegnere e ho fatto in modo che entro pochi giorni il tutto fosse recapitato presso il mio domicilio, come concordato con l’ingegnere, solo perché avrei dovuto aggiungere allo strumento dei nuovi suoni e dei nuovi arrangiamenti che piacevano tanto al neoproprietario.

Purtroppo, i miei troppi impegni non mi consentirono di far nulla. Così l’ingegnere decise di venire a casa mia per ritirare lo strumento. Lo aiutai a caricarlo dentro la sua auto, ci salutammo cordialmente e andò via soddisfatto.

Nei giorni successivi cercai di aiutare telefonicamente l’ingegnere ad aggiungere quei suoni e quegli arrangiamenti che io avrei dovuto fare ma lui non riuscì, era palesemente impacciato e non capivo ancora il perché di tanta difficoltà per delle operazioni semplicissime. Col senno mi poi, se solo avessi saputo, sarei andato fino a casa sua ad aiutarlo. Ma non vi fu nessuna sua richiesta.

Ricordo che mi aveva promesso di regalarmi un costoso accessorio del valore di quasi 100 euro che lui stesso aveva acquistato e mai utilizzato. Trovai una persona disposta ad acquistare questo accessorio e allora pregai l’ingegner Cosentino di provvedere a spedire l’accessorio non più a me ma al nuovo proprietario. Fui informato, da lì a pochi giorni, che il kit era stato spedito.

Dopo alcuni giorni fui contattato dall’ingegnere in quanto desiderava sapere se l’accessorio fosse stato consegnato. Parlava con un filo di voce, riuscivo a stento a capirlo. Ansimava ed era praticamente senza voce. Mi preoccupai moltissimo e gli chiesi che cosa avesse. Con tono rassicurante, mi disse: “Poi le spiego, maestro”. Immaginai la sua risposta come era solito fare, come quando ci vedevamo di persona, con lo sguardo ammiccante e il sorrisino a denti stretti. Gli dissi che tutto era andato a posto. Lui gentilmente ha salutato non prima di essersi assicurato che la spedizione fosse andata a buon fine.

È stata l’ultima volta che l’ho sentito.

Nella mia attività di compra-vendita che effettuo da quasi 25 anni, ho conosciuto tantissime persone per bene e con moltissime di esse si è instaurato un rapporto di sincera amicizia. Ecco, l’ingegnere Cosentino era un amico, un amico con la “A” maiuscola. Mi piace pensare di aver contribuito a rendere la fine della sua esistenza un po’ più serena con la realizzazione dell’ultimo suo desiderio, quello di poter suonare per pochi giorni ancora lo strumento musicale che desiderava fortemente e che sicuramente lo avrebbe impegnato psicologicamente cercando di allontanare l’attesa…il momento in cui vi sarà stata la dipartita da questa vita terrena.

È stato un “signore” nel senso più nobile del termine. Mi mancherà l’ingegner Cosentino… mi mancherà tantissimo”.

Antony Spatola

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

5 novembre 2019 a 06:30

Pubblicato su Argomenti vari

6 Risposte

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  1. L’odierno vissuto è… frenetico, penso che sia questo ciò genera in molte persone, la “superficialità” nel distinguere i “valori”. Non mi meraviglio di Te “Renatus”, per il racconto assai accorato: è il tuo stile altamente umano coronato dalla “coerenza”. Per comprendere bisogna conoscere: questo lo si ottiene con un attento dialogo. Quello che Tu hai fatto!

    Pietro Del Forno

    5 novembre 2019 at 07:56

    • Grazie Pietro. Il racconto è di Antony, a lui girerei il tuo gentile commento.

      • Frutto della fretta! Fretta prodotta dal delicato pensiero scritto. Grazie ad Antony e a te: Ambasciatore di originali missive!

        Pietro Del Forno

        5 novembre 2019 at 12:10

  2. ho letto con attenzione tutto cio’ scritto , non nascondo di essermi commosso, l’ amico Rosario ( Anthony ) oltre essere un bravissimo maestro, e’ un gran signore con un animo gentile come pochi. gli faccio i miei piu’ sinceri complimeti, massimo rispetto ….

    borrenzo

    5 novembre 2019 at 14:59

  3. ho letto con attenzione tutto cio’ scritto , non nascondo di essermi commosso, l’ amico Rosario ( Anthony ) oltre essere un bravissimo maestro, e’ un gran signore con un animo gentile come pochi. gli faccio i miei piu’ sinceri complimenti, massimo rispetto ….

    borrenzo

    5 novembre 2019 at 14:59

  4. Ogni giorno apro questa “finestra” per vedere se c’è qualche altro lettore che si accoda per mettere per iscritto l’emozione sorta senz’altro alla lettura di questa originale “storiella!” Antony, il tuo modo di scrivere appartiene alla “parrocchia” di quello di Renatus! Soprattutto per l’esultazione al valore “umano”: ricchezza, senza costo ad effetto illimitato! Grazie ad entrambi!

    Pietro Del Forno

    15 novembre 2019 at 08:36


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