Archivio dell'autore: Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

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Informazioni su Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

Ho creato nel 2009 il blog Tastiere Arranger per raccontare tutto quello che si deve sapere sulle tastiere con accompagnamenti. Ho collaborato in passato con MusicOff e AudioFader. Oggi, oltre a scrivere per questo blog, faccio parte del team di autori di SM Strumenti Musicali dove pubblico test, focus e recensioni sugli arranger.

Storie di uomini, donne, tirocinanti ed artisti affermati – 4 di 8

Andrea – Firenze, 2009

Il mio amico Andrea è oggi un uomo sposato ed ha una famiglia. I suoi due figli sono già indipendenti e gli lasciano un pochino di respiro e di tempo libero, specialmente la sera dopo una dura giornata in ufficio. Ed è in quei momenti che Andrea trova il tempo che non aveva avuto quindici anni prima. Quando avrebbe voluto dedicarsi alla musica, mentre il lavoro, la nuova famiglia, la casa e il mutuo da pagare gli avevano assorbito tutte le energie. Ora sente che è un pochino tardi per riprendere. Ciononostante c’è qualcosa che può ancora fare. Si chiude nella sua stanza, accende l’arranger personale e ritorna un ragazzo. Meraviglia e stupore per che cosa esce dallo strumento. Sa di avere sotto le mani uno strumento professionale di altissimo livello, sa di non essere un musicista professionista all’altezza dello strumento, sa che di aver rinunciato a molto per la sua famiglia. Non è pentito. Anzi. Non cambierebbe nulla nella sua vita. Tuttavia ora è giunto il momento di una pausa, il momento di tonificare lo spirito suonando il repertorio di Antonio Carlos Jobim come Dio comanda. Quello che di cui ha bisogno è un suono di qualità professionale e funzioni avanzate per creare musica in modo completo.

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Ovviamente ci sono arranger per ogni tasca e per ogni livello di qualità.
Escludendo i modelli “da supermercato”, le cui caratteristiche tecniche le rendono più simili ad un giocattolo che ad uno strumento musicale, possiamo generalizzare raggruppando gli
arranger in tre categorie: le ammiraglie, i modelli della fascia media e i modelli per i principianti (entry-level).

  • Le ammiraglie ovviamente sono strumenti di altissima qualità e contengono suoni di qualità professionale pronti ad essere usati persino in uno studio di registrazione: per questa categoria di tastiere, qualcuno ha coniato una definizione nuova: workstation con arrangiamenti.
  • I modelli di fascia media sono rivolti ad una clientela esigente, il cui ambito è l’esibizione dal vivo o l’uso casalingo, mantenendo comunque uno standard di qualità molto elevato.
  • Non è escluso che nell’ambito entry-level si possano trovare arranger la cui tavolozza sonora sia particolarmente vivace ed appetibile: tuttavia, per contenere il prezzo, il numero di funzioni è ridotto, soprattutto le possibilità di personalizzare i suoni o gli stili sono diminuiti.

Ed ora, godiamoci la registrazione da parte del mitico Rico (una celebrità nel web) di Desafinado di Antonio Carlos Jobim, con la fidata  Tyros 4.

4 di 8 – Continua prossimamente su questo blog (la storia precedente è qui)

Storie di uomini, donne, tirocinanti ed artisti affermanti – 3 di 8

Matteo – Milano, 2005

Matteo ha 12 anni. Quando esce con gli amici, indossa sempre la maglia della propria squadra del cuore: non si sa mai, ci può sempre scappare una partita di pallone ai giardini. Ma quando dopo cena il padre si abbandona davanti alla TV e la madre rassetta casa canticchiando, non gli resta che chiudersi in camera sua. Non ha voglia di studiare e si distrae facilmente incantato dalla fila di tasti neri e bianchi della tastiera che ha ricevuto per regalo l’ultimo Natale. E’ un arranger, gli hanno detto. Non sa cosa significa. A scuola gli hanno insegnato a suonare il flauto, ma lui vorrebbe saper suonare quella fila di tasti neri e bianchi. Accende lo strumento, chiude gli occhi e immagina di essere al centro dell’universo. Un orchestra è alle sue spalle, Matteo è lì davanti a tutti con le mani posate sulla tastiera. Dalle sue mani escono note familiari, il pubblica urla all’improvviso riconoscendo la colonna sonora di Guerre Stellari. Sì, Matteo si sente bravo come quei musicisti che sanno dare vita ai tappeti sonori dei grandi film. Matteo riapre gli occhi e davanti a lui luccicano ancora i tasti neri e bianchi. Sceglie lo stile giusto, preme Start, e mentre la mano sinistra disegna gli accordi, la mano destra pesta duro sui tasti assegnati ai fiati. Matteo sorride pensando fra sé: “E che cavolo: quanta potenza! Sembra di essere dentro il film insieme a Luke Skywalker!”. Sognare è la ricchezza che nessuno ci potrà mai sottrarre.
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Alcuni arranger dispongono di funzioni educative. Ad esempio è possibili visualizzare lo spartito sullo schermo della tastiera e seguire gli accordi o le note da suonare grazie ad un pallino colorato che segnala la scansione metronomica. Altri arranger illuminano i tasti da suonare, mentre altri ancora fermano la canzone in attesa che l’allievo suoni la nota giusta. Per chi è agli inizi e vuole prendere dimestichezza con una tastiera, l’arranger potrebbe rappresentare lo strumento ideale: per imparare divertendosi, per divertirsi imparando.
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Ed ora diamo spazio a Massimiliano Coclite e alla sua dimostrazione dell’arranger workstation
Roland E-80: si comincia proprio dal tema principiale di Star Wars scritto da John Williams.

3 di 8 – Continua prossimamente su questo blog (la storia precedente è qui: 2 di 8)

Storie di uomini, donne, tirocinanti ed artisti affermati – 2 di 8


Sconosciuta – Roma, 2008

Un paio d’anni fa ero nella hall di un albergo romano. Era sera e ci stavamo gustando un aperitivo dopo una lunga giornata di lavoro. Si parlava del più e del meno mentre una ragazza dolce e carina, la ricordo ancora con i capelli sciolti sulle spalle, un abito di seta nera con le spalle scoperte, si avvicina all’angolo degli strumenti, accende la strumentazione e, dopo qualche minuto inonda la sala con le prime note della celebre Green Onions di Booker T., Steve Cropper e compari. E’ la frazione di un attimo. Un frammento di armonia e tutti noi siamo abbagliati dalla grazia dell’istante. L’aperitivo agita lievemente il pomo d’Adamo di noi presenti, mentre sorseggiamo le nostre bevande e la musica ci ha già conquistati.

Alla fine del brano un applauso breve ma intenso. La ragazza ci sa fare con la musica. Mentre il brano successivo è già partito, osservo critico la strumentazione. Mi chiedo: in Green Onions ho sentito il suono di un organo Hammond originale, la ritmica pulsava brillante e sussultante secondo le nostre attese; il suono del basso era pastoso, per quanto potesse essere tale un suono digitale; ma soprattutto era l’impasto sonoro che era bello, così grasso e vivace da farti credere che la ragazza avesse messo in playback il CD originale. E invece no: lei ha le mani posate sulla tastiera e improvvisa facendoci intuire con chiarezza che la traccia dell’organo è tutta farina del suo sacco, in tempo reale.

Ed è allora che mi sono avvicinato e, senza dare nell’occhio, ho cominciato a studiarmi gli strumenti in dettaglio (NDA: anch’io quando suonavo in pubblico, ho sempre odiato quei momenti in cui si avvicinava qualcuno e cominciava a farmi la radiografia della tastiera, del microfono, degli amplificatori, eccetera: quindi mi sono avvicinato in modo discreto, non volevo farmi notare). Torniamo a noi: mi aspettavo chissà quale workstation autorevole o clone elettromeccanico. Ed invece quella ragazza non nascondeva nulla di particolare: suonava semplicemente un’arranger workstation.

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I primi utilizzatori professionali di un arranger sono i musicisti da piano bar. La raffinatezza di alcuni stili è tale che il musicista capace di suonare con le mani riesce a dare vita ad esecuzioni appassionanti. Questi strumenti offrono molte possibilità, da un semplice accompagnamento di piano o percussioni, ad un’orchestra completa. E’ inoltre possibile arricchire gli stili esistenti con esecuzioni personali: potete aggiungere un tocco speciale con brevi frasi ritmiche o melodiche richiamabili facilmente ottenendo un’esecuzione variegata e professionale.

Alcuni arranger dispongono poi di una sezione che emula l’organo Hammond con tanto di tiranti (drawbar), effetto Leslie e vibrato: seppure non raggiungano la completezza dei cloni degli organi elettromeccanici originali, tuttavia gli arranger permettono l’esibizione dal vivo utilizzando i suoni di questo organo ormai un classico nel blues, soul, rock, jazz, gospel e in tantissima musica di qualità.
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Ed eccovi qui, l’originale: Booker T. & MG nella mitica Green Onions! Godetevelo!

2 di 8 – Continua prossimamente su questo blog (la storia precedente è qui: 1 di 8)

Storie di uomini, donne, tirocinanti ed artisti affermati – 1 di 8

Massimo – Napoli, 2010

Che grande novità! Massimo suona in una band finalmente. Ha trovato tre amici con cui fare del sano e buon rock’n’roll. Domani sera ci sono le prove e Massimo non vuole fare brutta figura. Gli altri ragazzi suonano insieme già da un paio d’anni, mentre lui non sa suonare ancora tutti i pezzi a dovere. C’è in particolare quel riff di piano in Johnny B. Goode di Chuck Berry che richiede ancora molta pratica prima di sentire di possederlo bene nelle dita. Ma non si scoraggia: stasera è solo davanti al suo arranger. Sceglie lo stile appropriato, preme Start, avvia lo stile e poi prova, prova, prova, e ancora prova. E’ come se la band fosse lì davanti a lui, a sua disposizione. Questa volta non litigano, non si stancano, non devono fare pause, non squillano cellulari. L’arranger non rallenta e non perde mai il tempo: Massimo può affinare la propria tecnica e si sente sempre più sicuro di sé. Preparare un pezzo non è stato mai così facile. Quando l’indomani rivedrà la band, Johnny B. Goode sarà una passeggiata.

Gli occhi di Massimo brillano per la soddisfazione.
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Un arranger si distingue dalle altre tastiere grazie alla presenza di una sezione di arrangiamenti automatici, comunemente conosciuti come stili. Ogni stile è un insieme organizzato di sequenze, in gergo tecnico pattern, pilotabili dalla tastiera tramite l’inserimento degli accordi. In altre parole il musicista suona con le mani sulla tastiera e lo stile provvede a fornire le tracce aggiuntive: dal basso alla traccia ritmica, dalla chitarra acustica a quella elettrica, dagli archi sino all’organo elettronico.

Il risultato finale è che una persona sola è in grado di suonare e contemporaneamente dirigere un’intera banda di altri musicisti virtuali.

Ogni arranger viene venduto con una collezione di stili caricati dalla fabbrica (preset): ogni stile può corrispondere ad un certo genere di musicalità o canzone: pop, rock, swing, jazz, ballate, blues, R&B, dance, country, ritmi sudamericani, musica da ballo, musica etnica, colonne sonore, musical e così via. Gran parte delle tastiere in commercio permettono di estendere l’assortimento iniziale di stili e di personalizzare quelli esistenti.

E ora godiamoci Tommy Johnson all’opera con Johnny B. Goode di cui sopra. Per la cronaca: l’arranger in uso da Tommy è una Yamaha Tyros 2.

Categorie di stili di Yamaha PSR-S910/710

Categorie di stili di Yamaha PSR-S910/710

1 di 8 – Continua su questo blog

Suonare la chitarra con la Yamaha Tyros

Questa storia è molto bella e istruttiva. Me l’ha scritta il protagonista in persona. Si chiama Giovanni Giuffrida, vive nella splendida Sicilia ed è il tastierista della Chimera Band, un gruppo che gira l’Italia da alcuni anni per proporre dal vivo il repertorio di Gianni Morandi, riscuotendo successi ovunque grazie all’impulso rock dato dal marchio di fabbrica del gruppo.

“Quest’inverno abbiamo avuto una data importante alla quale mancava la chitarra elettrica, così ho dovuto rimpiazzarla con la Yamaha Tyros. Ho assegnato un canale in uscita, sistemato le sequenze per coprire i buchi lasciati dalle mie traversate nel mare chitarristico e così via… Il chitarrista virtuale era fra noi.
Renato, io non so dirti cosa è successo, come ho suonato e neppure cosa ho suonato: so soltanto che ho tirato degli assoli e dei layer “terrificanti”.
Ma la cosa più incredibile è che il nostro gruppo è letteralmente salito di gradino. La piazza era con noi ed ad ogni solo seguiva sempre un applauso. Il realismo era impressionante.
Alla fine del concerto, chitarristi, bassisti e tutti i musicisti mi cercavano per stringermi la mano e la frase più consueta era:” Ma questa tastiera ha dei suoni bellissimi, come si chiama, dove la vendono…”.

Un chitarrista mi ha detto incazzato “Io, per ottenere un suono come il tuo, ci ho messo decenni!” (si chiama Chicco Gussoni ed è un chitarrista professionista) e alla fine ha concluso: “Indubbiamente hai un’anima chitarristica e in certi punti il realismo era totale.”
Sentito questo, il gruppo ha deciso di continuare il tour senza cercare un nuovo chitarrista e continuare su questa scia. E così è stato. ”

E bravissimo Giovanni allora: ecco che cosa si riesce a fare con l’arranger Tyros quando si hanno grandi capacità artistiche unite al coraggio di sperimentare.

Voi potete fare di più: perché nei prossimi giorni non controllate il sito della Chimera Band
e, quando saranno rese note le date del tour estivo 2010, cogliete l’attimo: se dovesse capitare dalle vostre parti, non perdetevi l’occasione di assistere alla performance di Giovanni Giuffrida e la sua Yamaha Tyros!

Che cosa succede dietro quella porta

Mi trovo a Milton Keynes. E’ una cittadina insolita nel bel mezzo dell’Inghilterra. Qui non ti puoi aspettare l’Inghilterra da cartolina e tutte le villette a schiera. Al contrario, ti sembra di essere in una qualsiasi località dell’Europa continentale. Se non fosse per la guida a destra.

Mi trovo qui per lavoro. Questa volta l’azienda ci ha portati in un centro conferenze. Sapete quelle strutture dove numerose società trovano la possibilità di organizzare eventi, riunioni, corsi di formazione, di tutto. Nulla di che.

Durante la pausa caffè, però, mi trovo nella sala di riposo. Ci sono dipendenti di altre aziende: leggo i cartellini di chi prende il caffé durante il nostro orario e vedo che sono persone di Accenture. Improvvisamente vengo colpito da un suono di sintetizzatore eccezionale. Seguo la melodia. Davvero eccellente. Chi sarà mai? Sembra l’assolo di un professionista, sembra di essere nei paraggi di un valido artista. Cerco la sorgente del suono e scopro che esce da una delle tante sale riunioni. La porta è chiusa. Non si può entrare. La musica sgorga come un ruscello a primavera.

Controllo bene e leggo sul foglio esposto sulla porta che la sala è prenotata da Korg UK. Diavolo: il distributore inglese di Korg sta lavorando qui! Che cosa succede dietro quella porta?

Behind the door of KORG UK

Mi immagino la presentazione di un nuovo sintetizzatore, mi immagino il laboratorio su un nuovo arranger workstastion, mi immagino di tutto mentre una song multi-traccia esce dalla sala senza darmi la possibilità di entrare.

Accidenti, i miei colleghi mi chiamano: dobbiamo riprendere i nostri lavori. Non saprò mai che cosa succedeva dietro quella porta.

Le mie mani sulla Tyros 3

Flagship Arranger Workstation by Yamaha

Yamaha Tyros 3

Qualche tempo fa ho avuto l’occasione di sedermi davanti a una Tyros 3 e ho potuto provare a suonarla per un’oretta circa, in un negozio di strumenti musicali.

Cercando di evidenziare gli aspetti che ho trovato più positivi in sé, senza cioè fare confronti con i modelli Tyros precedenti e neppure con gli arranger workstation di altri produttori, ecco quanto vorrei rilevare.

  1. Lo schermo a colori ampio e brillante è di facile utilizzo e, grazie alla sua possibilità d’inclinazione, si annullano i rischi di torcicollo. Lo schermo è circondato da un sacco di pulsanti e cursori laterali che si rivelano necessari, giacché lo schermo non è touchscreen.
  2. I pulsanti di comando interattivo sono retro-illuminati e cambiano colore in base alla loro attivazione. L’elevato numero di funzioni a pannello è incoraggiante: è tutto ordinato e coerente,  lasciando intuire la logica di disposizione fisica: in un attimo si coglie di avere di fronte uno strumento capace di fornire un’ampia gamma di opzioni di accompagnamento.
  3. I pulsanti Super Articulation 2 permettono di aggiungere opzioni espressive ai suoni e di condurre le vostre esibizioni a livelli incisivi e naturali, resterete sorpresi da voi stessi.
  4. Gli stili della sezione arranger suonano fluidi e realistici, secondo la migliore tradizione Yamaha.
  5. Grazie alla gentilezza del personale del negozio, ho potuto anche collegare il microfono: una sezione di comandi indipendenti agisce sugli effetti vocali e cantarci dentro è stato uno spasso.
  6. C’è poi il Music Finder, un database di canzoni dal quale selezionare le migliori impostazioni della vostra Tyros. Basta scegliere un titolo e Music Finder cercherà lo stile e il tempo adeguato. Voilà: in un amen, si comincia a suonare.
  7. Urca! Ci si collega direttamente a Internet, senza utilizzare il PC: la Tyros 3 si trasforma in un browser per lo scarico di voci e stili da un server Yamaha remoto (a pagamento).
  8. Oltre al classico registratore MIDI (che in casa Yamaha si chiama Song Creator), il motore di questo arranger include anche un registratore audio su  Hard Disk capace di catturare in un mix stereo tutto quello che succede sulla tastiere: quel che si suona con le proprie mani, i pattern degli stili, l’eventuale base in playback e, soprattutto, il canto con gli effetti vocali. Il risultato è un file audio in formato WAV.
  9. La sterminata sequenza di parametri della Tyros 3 può essere salvata nella memoria di una registrazione: dal vivo basta premere un pulsante perché l’arranger sia pronto in un istante a partire come lo si aspetta: i suoni, gli effetti, il trasporto, lo stile, la base, le funzioni assegnate ai pedali, etc.
  10. Circa le funzioni basilari di un pianista/organista, non posso davvero lamentarmi. Da una parte è a disposizione una nutrita scelta di suoni di pianoforte acustico ed elettrico, senza dimenticate di usare il pedale del sustain; dall’altra possiamo sfruttare i c.d. drawbar per pilotare la sezione organo Hammond, con l’ausilio dei parametri tipici come il Leslie e compagnia bella.
  11. I tasti FSX non sono malaccio. Certo non sono i tasti pesati di un pianoforte vero, e neppure quelli waterfall di un organo. Tuttavia sono sufficientemente dinamici e si prestano a un uso generalizzato di qualsiasi strumento voi possiate trovare nella sterminata tavolozza sonora di questa Tyros 3.

Il prezzo? In quel negozio era in vendita a 2880 Euro. Devo ammettere che spendere quella cifra oggi per qualsiasi arranger workstation di qualsiasi marca è un po’ da folli. Mi sono divertito a suonare la Tyros 3. Devo riconoscere che è un prodotto ben riuscito e che potrebbe dare grandi soddisfazioni. Ma a quel prezzo…

Comunque sia, non ho finito l’argomento. Ci torneremo sopra.

Cronologia degli arranger workstation Yamaha

La tabella è aggiornata al mese di settembre 2024, data di ultima modifica di questo articolo: la tecnologia galoppa e Yamaha aggiorna frequentemente (a volte anche troppo) la propria collezione di tastiere.

Non sono riportati i modelli economici di primo ingresso, ma solo gli arranger di rango.

Uscita Modello Categoria
1984 PSR-15 Arranger 61 tasti
1984 PSR-6100 Arranger workstation 61 tasti
1985PSR-50, PSR-60, PSR-70 Arranger 61 tasti
1986 PSR-6300 Arranger workstation 61 tasti
1987PSR-32, PSR-80, PSR-90 Arranger 61 tasti
1989PSR-2500, PSR-3500, PSR-4500 Arranger 61 tasti
1992PSR-5700Arranger 61 tasti
1993 PSR-300 Arranger 61 tasti
1995 PSR-7000 Arranger workstation 61 tasti
1995 PSR-620 Arranger 61 tasti
1997 PSR-730 Arranger 61 tasti
1997 PSR-8000 Arranger workstation 61 tasti
1999 PSR-740 Arranger 61 tasti
1999 PSR-9000 Arranger workstation 61 tasti
2000 PSR-9000PRO Arranger workstation 76 tasti pesati
2001PSR-2000, PSR-1000 Arranger workstation 61 tasti
2002 PF-1000 Pianoforte arranger 88 tasti pesati
2002 Tyros Arranger workstation 61 tasti
2003 CVP-202/210 Pianoforte arranger 88 tasti pesati
2003 PSR-2100/1100 Arranger workstation 61 tasti
2004 CVP-301/309 Pianoforte arranger 88 tasti pesati
2004PSR-3000, PSR-1500 Arranger workstation 61 tasti
2005 Tyros 2 Arranger workstation 61 tasti
2006 DGX-620 Pianoforte arranger 88 tasti GHS
2007PSR-S900, PSR-S700 Arranger workstation 61 tasti
2007 CVP-401/403/405/407/409 Pianoforte arranger 88 tasti pesati
2007 DGX-630 Pianoforte arranger 88 tasti GHS
2008 Tyros 3 Arranger workstation 61 tasti
2009PSR-S910, PSR-S710 Arranger workstation 61 tasti
2009 CVP-501/503/505/509 Pianoforte arranger 88 tasti pesati
2010 Tyros 4 Arranger workstation 61 tasti
2010 DGX-640 Pianoforte arranger 88 tasti GHS
2011 PSR-S650, PSR-A2000 Arranger workstation 61 tasti
2012 Tyros 4 10th Anniversary Arranger workstation 61 tasti
2012PSR-S950, PSR-S750 Arranger workstation 61 tasti
2012 DGX-650 Pianoforte arranger 88 tasti GHS
2013 CVP-601/605/609 Pianoforte arranger 88 tasti pesati
2013 Tyros 5 Arranger workstation 61 tasti
2015PSR-S970, PSR-S770 Arranger workstation 61 tasti
2015 PSR-S670 Arranger 61 tasti
2015 CVP-701/705/709 Pianoforte arranger 88 tasti pesati
2016 DGX-660 Pianoforte arranger 88 tasti GHS
2017 Genos Arranger workstation 76 tasti
2017 Smart Pianist App arranger per pianoforti
2018PSR-S975, PSR-S775 Arranger workstation 61 tasti
2019 CVP-805/809 Pianoforte arranger 88 tasti pesati
2019PSR-SX900, PSR-SX700 Arranger workstation 61 tasti
2020 PSR-SX600 Arranger 61 tasti
2021 DGX-670 Pianoforte arranger 88 tasti GHS
2022 PSR-E473, PSR-EW425 Arranger a 61 e 76 tasti
2022 P-S500 Pianoforte arranger
2023 Genos2 Arranger workstation 76 tasti
2024PSR-E383, PSR-EW320Arranger a 61 e 76 tasti
2024PSR-SX920, PSR-SX720Arranger workstation 61 tasti
2026PSR-E583, PSR-E483Arranger a 61 tasti

Tutte le tastiere di cui sopra condividono la stessa filosofia, alcune hanno display LCD a colori, altri hanno schermi retroilluminati monocromatici, ma la pagina a video è tutto sommato la stessa e presenza funzioni analoghe. Fondamentalmente l’hardware si divide in tre categorie: tastiere portatili, tastiere professionali, pianoforti digitali. Ma le funzioni operative sono essenzialmente le stesse, cambia la disponibilità: le tastiere professionali hanno un numero elevato di funzioni e di porte di comunicazione con l’esterno, i pianoforti digitali hanno una bella tastiera pesata ad 88 tasti e un mobile come si deve.

Con il passare degli anni, i nuovi modelli hanno aumentato il patrimonio tecnologico di bordo: porte USB, registrazione audio, Mega Voice, Super Articulation Voice, MP3, touch screen… ma la continuità di base del sistema operativo permette ai musicisti di cambiare il proprio strumento senza “partire da zero”.

E non dimentichiamo la piena compatibilità degli stili della sezione arranger: praticamente sui recentissimi modelli è possibile caricare tutti gli stili di fabbrica di tutti i modelli Yamaha precedenti dal 1997 ad oggi. E, salvo recentissime eccezioni, suonano tutti divinamente bene.

Yamaha PSR8000 – Il capostipite delle ammiraglie

MusikMesse 2010

Dopo che la fiera invernale americana, Winter Namm 2010, ci aveva lasciato con la gola quasi secca, ecco che la fiera primaverile di Francoforte (MusikMesse) ha riservato qualche novità nel mondo degli arranger. La quantità dei prodotti nuovi è limitata, tuttavia c’è qualcosa su cui possiamo spendere la ns. curiosità.

Ketron

  • La casa italiana è quella che ha presentato le migliori novità.
  • Innanzitutto, Audya 5 un arranger a 61 tasti che eredita tutta l’esperienza dell’Audya prima versione e che ha tutti i numeri per essere un successone. Si pone nella categoria degli arranger medio-alti, un gradino sotto le ammiraglie, ma sicuramente darà grandi soddisfazioni specialmente ai musicisti che suonano dal vivo numerose serate l’anno.
  • E poi c’è Audya 4 un modulo arranger che rinnova la tradizione dei moduli expander collegabili ad una tastiera esterna. E’ un settore di nicchia che ha il suo perché e numerosi estimatori entusiasti. E’ un prodotto interessante, che stuzzica la ns. curiosità. Speriamo di saperne di più.

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Yamaha EBK Italia sbarca su MySpace

My Space Yamaha EBK Italia

My Space Yamaha EBK Italia

Il 4 marzo 2010, Yamaha Italia ha aperto una pagina http://www.myspace.com/yamahaekbitaly dedicata agli arranger Yamaha.

Il messaggio di apertura recita:
Questo spazio sarà interamente dedicato ad aggiornamenti, info e software download riguardanti tutti gli strumenti della gamma: Tyros, PSR, PSR-S, Clavinova CVP, CLP, Modus, AvantGrand ecc .
Saranno inoltre presenti Demo-Video dei prodotti e Video-Tutorial che aiuteranno i nostri utenti a perfezionare l’utilizzo delle funzioni presenti sulle tastiere Yamaha. Un modo nuovo per comunicare agli appassionati tutte le novità e le straordinarie potenzialità dei nostri strumenti musicali.
Per cominciare, potete trovare diversi filmati tutorial (in italiano!) del bravissimo Paolo Stefano di Yamaha Italia.
Fateci un giro! Troverete diverse risposte ed esempi in merito a questione tecniche di cui ogni tanto parliamo anche  in questo blog.