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Storie di uomini, donne, tirocinanti ed artisti affermati

Sommario

Dietro ognuna di queste storie, c’è una persona. E per ogni persona un aspetto o una caratteristica degli arranger workstation. In altre parole, storie cioè motivi che potrebbero stuzzicare la vostra voglia di suonare una tastiera.

Protagonisti del pianeta arranger

  1. Max Tempia
  2. Marcello Colò
  3. Giorgio Marinangeli
  4. Michele Mucciacito

Racconti originali

  1. Nessuno guarda il tastierista
  2. Con il pedale del sustain premuto
  3. Il capolavoro di Antonello

Storie autentiche

  1. Dave and Annie – New York (1983)
  2. Beth, Annie e Robin – Malibu (1997)
  3. Giovanni Giuffrida– Catania (2010)
  4. Francesco Massa – Reggio Emilia (2012)
  5. Steve McNally – Hudson (2012)
  6. Con un arranger in una casa di riposo e un nugolo di bambini – Torino (2015)
  7. Scott Bradlee & PostModern Jukebox  – Long Island, New York (2015)
  8. Danny Mitchell – Nashville, Tennessee (2015)
  9. Antony Spatola – Catania (2015)
  10. Marco Santonocito – Torino (2016)
  11. Forum Ketron – Italia ed altrove (2016)
  12. Pagina Facebook di Arrangers Italia (2017)
  13. La mia lista (2018) – My generation
  14. Eber Dimarti (2018) – Tastieropoli
  15. Giacomo Consentino (2019) – Catania
  16. Benn Jordan (2023) – Chicago, USA

Altre storie ancora

  1. Massimo – Napoli (2010)
  2. Sconosciuta – Roma (2008)
  3. Matteo  – Milano (2005)
  4. Andrea – Firenze (2009)
  5. Enrico – Torino (2006)
  6. Diego – Londra (2005)
  7. Tutti voi – Ovunque voi siate (2010 e anni a seguire)

Le mie mani sulla Tyros 3

Flagship Arranger Workstation by Yamaha

Yamaha Tyros 3

Qualche tempo fa ho avuto l’occasione di sedermi davanti a una Tyros 3 e ho potuto provare a suonarla per un’oretta circa, in un negozio di strumenti musicali.

Cercando di evidenziare gli aspetti che ho trovato più positivi in sé, senza cioè fare confronti con i modelli Tyros precedenti e neppure con gli arranger workstation di altri produttori, ecco quanto vorrei rilevare.

  1. Lo schermo a colori ampio e brillante è di facile utilizzo e, grazie alla sua possibilità d’inclinazione, si annullano i rischi di torcicollo. Lo schermo è circondato da un sacco di pulsanti e cursori laterali che si rivelano necessari, giacché lo schermo non è touchscreen.
  2. I pulsanti di comando interattivo sono retro-illuminati e cambiano colore in base alla loro attivazione. L’elevato numero di funzioni a pannello è incoraggiante: è tutto ordinato e coerente,  lasciando intuire la logica di disposizione fisica: in un attimo si coglie di avere di fronte uno strumento capace di fornire un’ampia gamma di opzioni di accompagnamento.
  3. I pulsanti Super Articulation 2 permettono di aggiungere opzioni espressive ai suoni e di condurre le vostre esibizioni a livelli incisivi e naturali, resterete sorpresi da voi stessi.
  4. Gli stili della sezione arranger suonano fluidi e realistici, secondo la migliore tradizione Yamaha.
  5. Grazie alla gentilezza del personale del negozio, ho potuto anche collegare il microfono: una sezione di comandi indipendenti agisce sugli effetti vocali e cantarci dentro è stato uno spasso.
  6. C’è poi il Music Finder, un database di canzoni dal quale selezionare le migliori impostazioni della vostra Tyros. Basta scegliere un titolo e Music Finder cercherà lo stile e il tempo adeguato. Voilà: in un amen, si comincia a suonare.
  7. Urca! Ci si collega direttamente a Internet, senza utilizzare il PC: la Tyros 3 si trasforma in un browser per lo scarico di voci e stili da un server Yamaha remoto (a pagamento).
  8. Oltre al classico registratore MIDI (che in casa Yamaha si chiama Song Creator), il motore di questo arranger include anche un registratore audio su  Hard Disk capace di catturare in un mix stereo tutto quello che succede sulla tastiere: quel che si suona con le proprie mani, i pattern degli stili, l’eventuale base in playback e, soprattutto, il canto con gli effetti vocali. Il risultato è un file audio in formato WAV.
  9. La sterminata sequenza di parametri della Tyros 3 può essere salvata nella memoria di una registrazione: dal vivo basta premere un pulsante perché l’arranger sia pronto in un istante a partire come lo si aspetta: i suoni, gli effetti, il trasporto, lo stile, la base, le funzioni assegnate ai pedali, etc.
  10. Circa le funzioni basilari di un pianista/organista, non posso davvero lamentarmi. Da una parte è a disposizione una nutrita scelta di suoni di pianoforte acustico ed elettrico, senza dimenticate di usare il pedale del sustain; dall’altra possiamo sfruttare i c.d. drawbar per pilotare la sezione organo Hammond, con l’ausilio dei parametri tipici come il Leslie e compagnia bella.
  11. I tasti FSX non sono malaccio. Certo non sono i tasti pesati di un pianoforte vero, e neppure quelli waterfall di un organo. Tuttavia sono sufficientemente dinamici e si prestano a un uso generalizzato di qualsiasi strumento voi possiate trovare nella sterminata tavolozza sonora di questa Tyros 3.

Il prezzo? In quel negozio era in vendita a 2880 Euro. Devo ammettere che spendere quella cifra oggi per qualsiasi arranger workstation di qualsiasi marca è un po’ da folli. Mi sono divertito a suonare la Tyros 3. Devo riconoscere che è un prodotto ben riuscito e che potrebbe dare grandi soddisfazioni. Ma a quel prezzo…

Comunque sia, non ho finito l’argomento. Ci torneremo sopra.

Yamaha EBK Italia sbarca su MySpace

My Space Yamaha EBK Italia

My Space Yamaha EBK Italia

Il 4 marzo 2010, Yamaha Italia ha aperto una pagina http://www.myspace.com/yamahaekbitaly dedicata agli arranger Yamaha.

Il messaggio di apertura recita:
Questo spazio sarà interamente dedicato ad aggiornamenti, info e software download riguardanti tutti gli strumenti della gamma: Tyros, PSR, PSR-S, Clavinova CVP, CLP, Modus, AvantGrand ecc .
Saranno inoltre presenti Demo-Video dei prodotti e Video-Tutorial che aiuteranno i nostri utenti a perfezionare l’utilizzo delle funzioni presenti sulle tastiere Yamaha. Un modo nuovo per comunicare agli appassionati tutte le novità e le straordinarie potenzialità dei nostri strumenti musicali.
Per cominciare, potete trovare diversi filmati tutorial (in italiano!) del bravissimo Paolo Stefano di Yamaha Italia.
Fateci un giro! Troverete diverse risposte ed esempi in merito a questione tecniche di cui ogni tanto parliamo anche  in questo blog.

One Touch Setting (OTS)

One Touch Setting è una potente e comoda funzione che appare su tutti gli arranger sul mercato, sebbene con nomi diversi:

Produttore Funzione
Casio One Touch Preset
Generalmusic Single Touch Play
Korg Single Touch Setting
Ketron
Roland One Touch Program
Yamaha One Touch Setting

Questa funzione, comunque si chiami, semplifica la selezione dei suoni e degli effetti adatti allo stile suonato. Nel caso degli arranger workstation Yamaha, ogni stile può incorporare fino quattro impostazioni di pannello programmate, selezionabili premendo un pulsante. In altre parole, potete associare ad ogni stile quattro configurazioni diverse della vostra tastiera: ognuno dei quattro pulsanti OTS può richiamare automaticamente le impostazioni di pannello più appropriate (numero voce, effetti, eccetera) allo stile selezionato, alla pressione di un singolo pulsante. È un modo rapido per impostare all’istante tutte le impostazioni dell’arranger ed adattarle allo stile con cui si desidera suonare.

  1. Richiamate uno stile.
  2. Premete uno dei quattro pulsanti [ONE TOUCH SETTING].
    Non solo si richiamano all’istante tutte le impostazioni (voci, effetti, ecc.) adatti allo stile corrente, ma si attivano automaticamente anche ACMP e SYNC.START, per iniziare immediatamente a suonare lo stile.
  3. Appena suonate un accordo con la mano sinistra, parte l’accompagnamento automatico.
  4. Suonate la melodia con la mano destra ed i vari accordi con la sinistra.

E ora cercate il pulsante [OTS LINK]: se questo è attivo, il vostro arranger attiverà a turno i quattro pulsanti associati alle quattro variazioni dello stile. In altre parole, quando selezionate il [MAIN 1] sarà attiva la configurazione salvata con l’OTS 1; quando selezionate una diversa sezione Main, si attiverà la configurazione relativa allo stesso numero di OTS.

Provate. Comodo, vero?

Voglia di video

Yamaha Official Channel

Yamaha Official Channel

Da quando spopola YouTube, finalmente le case produttrici di strumenti musicali hanno trovato la possibilità di pubblicare un’enormità di dimostrazioni, presentazione, istruzioni, conversazioni, etc. etc. per la gioia di quanti hanno il desiderio di saperne di più. Attenzione! C’è solo una piccola controindicazione: la quasi totalità delle risorse è in lingua inglese.     

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Nomi e icone degli stili (roba da smanettoni)

Quando navigate fra gli stili di un arranger Yamaha (ad esempio Tyros oppure PSR-3000), sia fra gli stili nativi sia fra quelli importati da un’altra tastiera, osservate come gli stili abbiano tutti una specifica icona e taluni riportino la categoria: Pro, Session, Basic e così via.

Anche voi potete scegliere l’icona che volete per i vostri stili e associare la caratteristica: entrambi questi attributi dello stile dipendono dal nome del file.

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Le registrazioni non sono così difficili

Memorizzate le vostre impostazioni

Memorizzate le vostre impostazioni: le ritroverete dal vivo in un attimo

Oggi ritorniamo ad un post di argomento tecnico, utile per quanti lavorano con un arranger Yamaha (serie Tyros o PSR).

Parliamo di registrations, e cioè di quegli otto pulsanti posti proprio sopra i tasti centrali il cui scopo è quello di memorizzare i diversi scenari della vostra tastiera, per poterli poi richiamare in un amen quando servono (soprattutto dal vivo ma non solo).

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Un sistema operativo fidato

Yamaha PSR-S910

Yamaha PSR-S910 - Arranger workstation lanciato nel 2009

In un mondo tecnologico nel quale le soluzioni convergono, mi ha stupito la coerenza produttiva delle case giapponesi. Si fa un gran parlare delle sinergie planetarie del mondo automobilistico dove i grandi produttori costruiscono alleanze al fine di concentrare gli sforzi, semplificare i processi produttivi, condividere le risorse, ridurre i costi e potenziare la qualità come concetto standard di produzione. Basti pensare agli innumerevoli modelli prodotti dalle diverse case con nomi diversi: è ormai storia l’integrazione di FIAT nel circuito di General Motor, che ha portato la fabbrica torinese a servirsi di fornitori e soluzioni standard per la produzione di automobili. Ed è così successo che la FIAT ha prodotto il motore Multijet e che quest’ultimo sia finito sulle vetture Suzuki, anche questa apparteneva a quei tempi all’orbita GM, la quale a sua volta produceva il Wagon R+, la quale a sua volta nella versione “povera” veniva distribuita da Opel con il nome di Agila. Insomma vari progetti condividevano risorse e soluzioni per offrire al mercato prodotti diversi. FIAT e GM hanno divorziato nel 2005, tuttavia i loro progetti comuni hanno lasciato profondi segni negli anni successivi.

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Qualcuno potrebbe chiedersi…

Qualcuno potrebbe chiedersi perché diavolo mi sia venuta in testa l’idea di aprire questo blog. Se non siete questo quel qualcuno, non vi interesserà sapere alcunché dell’Autore; non c’è problema: saltate questa lettura e passate direttamente ad un altro articolo. Se invece non è così, allora vi basti sapere che sono un… cliente. Sì, sono un cliente che ha speso nella sua vita un sacco di soldi per strumenti musicali e che ha passato una teoria indescrivibile di ore del proprio tempo a suonare, a studiare musica, a provare da solo o con altri, a suonare dal vivo, a fare da piano-bar, a suonare nei matrimoni, alle feste; e poi quante letture di manuali, di riviste specializzate italiane e straniere, quanto tempo dedicato a discutere, imparare e litigare nei forum di musicisti.

Noi tastieristi, dovete sapere, siamo solitamente un pochino presuntuosi. Ci riteniamo tutti esperti e facilmente giudichiamo gli altri come incompetenti. Quante discussioni circolano sul web fra colleghi tastieristi! Il punto è che, per non distinguermi dalla categoria, una punta di presunzione me la sono guadagnata anch’io e ho deciso che tutto il tempo e i denari che ho speso per imparare a suonare la tastiera possano essere messi a disposizione di chiunque. Personalmente vorrei aver scritto quel libro che io ho cercato per anni, quando mi recavo nei negozi di strumenti di musicali come quello in cui un commesso altrettanto presuntuoso mi umiliava con paroloni e termini tecnici che mi lasciavano attonito e confuso. Mi sembrava che fosse lui a farmi un favore a vendere e non io a comprare, come se mettere mano al portafoglio fosse un atto dovuto alla sua insolenza: strano concetto di marketing al contrario, per fortuna in disuso.

Per i denari che se ne sono andati dietro alla musica, ricordo il mio carissimo collega musicista di piano-bar che aveva raccontato: “Per mia moglie tutte le tastiere costano 500 Euro. Questo è quello che deve sapere”. Forse è meglio che i nostri familiari la pensino proprio così, perché la passione non ha prezzo e se dovessi compare costi-benefici per questa mia passione, non saprei misurarla con esattezza. E se questo venisse scoperto dalle nostre fidanzate, mogli, mamme, saremmo fregati per sempre. Addio nuova tastiera, addio nuovo expander, addio nuovo software VST! Posso però affermare che se tornassi indietro spenderei più soldi per la musica che per altre cose e che nella vita non c’è nulla di così appassionante come avere uno strumento musicale davanti e suonare, suonare, suonare, suonare, suonare.

Di certo in questo blog si troveranno a proprio agio i felici possessori di una tastiera Yamaha o Korg. Ma chiunque, dai professionisti agli hobbisti entusiasti potranno trovare informazioni utili in queste pagine. L’ambizioso obiettivo è di aiutare ad imparare di più per ottenere di più dalla vostra tastiera. Sebbene gran parte dei miei argomenti si concentrino sulla Yamaha Tyros o sulla Korg Pa800, tuttavia queste pagine si applicano tranquillamente a tutte le tastiere citate: mentre le pagine sullo schermo video possono differire un poco fra i vari modelli, dal punto di vista funzionale tutti questi prodotti operano tutto sommato nello stesso modo.

Del resto, quando spendete i vostri soldi per acquistare un arranger, tirate fuori una somma per l’intero prodotto con tutte le sue caratteristiche. Causa la continua innovazione tecnologica e la conseguente rapida obsolescenza dei prodotti hardware e software, corriamo tutto il rischio di non sfruttare a fondo tutto il prezzo che abbiamo pagato. Quante funzioni software sono nascoste in un arranger e, prima che riusciamo a scovarle, imparare ad usarle e sfruttare a fondo, giunge il sul mercato il modello nuovo per cui passiamo al nuovo incantati dal concetto di novità.. Ecco questo è il punto: questo blog vorrebbe essere a servizio di chi ha fatto un investimento e vuole gustarselo a fondo prima di passare ad altro. Fatemi il favore di spazzare via un pregiudizio nei miei confronti: questo non è un blog scritto su commissione dalla Yamaha Corporation o Korg Inc. Io non ho alcun legame economico con queste aziende e non percepisco provvigioni dalla vendita di tastiere .

https://tastiere.wordpress.com/ non è un blog scritto da un professionista del web o della carta stampata, da un divulgatore di mestiere e neppure da un giornalista specializzato. E’ il libro di una persona che ha suonato molte tastiere elettroniche e che ha deciso una notte in cui non riusciva a prendere sonno di dedicare una gran parte del proprio tempo alla stesura di queste pagine, nella speranza che la condivisione della propria esperienza aiutasse qualcuno ad accrescere questa stessa passione. Se poi riuscissi a guadagnare anche solo una persona alla musica, avrò raggiunto il mio obiettivo principale. Se poi comprerete tastiere Ketron, Roland, Viscount, Clavia, GEM (ahimé solo usate!), Korg, Kurzweil, Casio invece di una Yamaha, per me nulla cambia. Ciascun produttore offre prodotti di vasta possibilità. Scegliete in base ai vostri obiettivi e desideri, dopo aver ascoltato con i vostri orecchi e il vostro cuore e, soprattutto… dopo aver guardato dentro il vostro portafoglio.

Continuerò a scrivere… voi tornate, vero?

Yamaha Tyros

Stili gratuiti da Yamaha Italia

Commento aggiunto a posteriori, il 3 luglio 2013:
Questo articolo è stato scritto nell’ottobre del 2009 e faceva riferimento ad un sito che è stato rimosso recentemente da Yamaha Italia. Per gli aggiornamenti, fate clic qui: Gli stili gratuiti di Yamaha Italia sono tornati.
L’articolo originale viene comunque conservato per archivio e memoria storica.
Renato

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Siete sempre alla ricerca di nuovi stili per il vostro arranger Yamaha?

Avete diverse possibilità. Cominciamo dalla più semplice: scaricatevi dal sito ufficiale Yamaha gli stili gratuiti resi disponibili dal distributore italiano. Non costano nulla e sono di ottima fattura.

E’ facilissimo basta collegarsi al sito http://www.yamaha.it/sac/Stili.asp e seguire le semplicissime istruzioni a video.

E non ditemi che sapevate già della sua esistenza, perché questa notizia vi lasci indifferenti. Infatti ogni 3-4 mesi, Yamaha Italia mette a disposizione nuovi stili… l’elenco è sempre in crescita. Tornateci sopra ogni tanto per arricchire l’arsenale di risorse per il vostro arranger.

Alcuni aspetti utili di questo sito:

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