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Dilagano progressioni di accordi negli arranger

Il recente lancio di nuovi arranger nell’area delle tastiere di primo ingresso ha evidenziato un elemento comune che merita attenzione. Non so quanti di noi l’abbiano notato. Roland Go:Keys 3 (e Go:Keys 5), come Yamaha PSR-E383 (e PSR-EW320) includono interessanti funzionalità per la riproduzione di sequenze degi accordi.

Queste funzionalità, già presenti da anni negli arranger di fascia alta, stanno ora diffondendosi anche nei modelli meno costosi. I più attenti fra i lettori di questo blog sicuramente ricordano l’approfondimento che avevo dedicato all’argomento nel gennaio 2020, durante il confronto ravvicinato fra il Chord Looper di Yamaha PSR-SX900/Genos e il Chord Sequencer di Korg Pa700, Pa1000, Pa4X.

Non mi pare sia solo una coincidenza il fatto che i produttori stanno investendo risorse nello sviluppo di nuovi trattamenti per l’uso delle sequenze di accordi. La possibilità di dare in pasto agli stili degli arranger una progressione di accordi prestabilita consente un vantaggio importante per i musicisti più esperti: quello di avere entrambe le mani libere per suonare la tastiera in tempo reale. Immaginate di suonare una parte pianistica senza l’obbligo di dover pensare a suonare una triade armonica per comunicare all’arranger il cambio di accordi in tempo reale. Oppure di essere assorti in un impegnativo assolo di synth lead. Un’altra opportunità d’uso è quella rielaborare una canzone per adattarla a una vasta gamma di generi senza modificare la progressione degli accordi, semplicemente cambiando lo stile. Per i meno esperti, immaginate quanto possa essere semplificata la propria esecuzione quando i cambi di accordo avvengono sempre a tempo, misura per misura. E magari con accordi complessi che non sono ancora parte delle proprie abilità esecutive.

Roland Go:Keys 3

Il Chord Sequencer presente in Roland GO:KEYS 3 e 5 offre caratteristiche interessanti: dispone di 304 pattern disponibili che possono essere personalizzati, salvati e poi reimportati tramite memoria USB, rendendo illimitato il numero di progressioni gestibili sullo strumento. Il cambio di accordo può essere registrato a livello di misura o di singolo beat. La ricerca all’interno dei diversi pattern può essere facilita assegnando un contrassegno (tag) a ciascun elemento. È possibile salvare il valore del Transpose degli accordi da -11 a +11.

Si offre con grande facilità d’uso l’Auto Chord Play consegnato nella dotazione standard di Yamaha PSR-E383/EW320: in questo caso, i pattern disponibili sono soltanto 50. I cambi d’accordo possono essere impostati ogni due misure, ogni misura oppure ogni due beat. Le progressioni standard di serie coprono la stragrande maggioranza delle sequenze in uso dai brani più famosi. Dal manuale d’uso non si evince come modificare le progressioni standard e come crearne di nuove.

Yamaha PSR-EW320

Al di là di questi modelli di recente uscita, vale la pena ricordare che Yamaha Genos2 include il Chord Looper derivato da PSR-SX900 e Genos originale. Con l’hardware più recente, Genos2 offre due comodi pulsanti fisici per controllare la registrazione e la ripetizione delle progressioni di accordi. Apprezzabile particolarmente la possibilità di mantenere attiva la sequenza di accordi durante il cambio in tempo reale degli stili, senza interrompere la riproduzione. Questo consente di eseguire medley infiniti con una varietà di ritmi e arrangiamenti, mantenendo comunque una progressione armonica coerente. Genos2 include le sequenze di accordi più classiche per generi come Popular Pop, Pop Alternative, 80s Pop, 50s Doo-Wop, 12 Bar Blues, Andalusian Cadence, The Canon e Mixolydian. Sono disponibili in tutte e 12 le tonalità. Per la cronaca, manca la possibilità di far ripartire dall’inizio una progressione di accordi ad ogni cambio di variazione (Main A, B, C, D).

Yamaha Genos2

Le Chord Sequences rilasciate su Korg Pa5X nel 2022 sono andate ad aggiornare la funzionalità equivalente che era presente nella generazione precedente dei Professional Arranger (Chord Sequencer in Pa700, Pa1000 e Pa4X). La più recente ammiraglia di casa Korg è in grado di applicare le progressioni di accordi distintamente su uno dei due Player dello strumento. Il display offre un controllo accurato della sequenza degli accordi e del loro stato esecutivo. I pattern di accordi preset (oltre 200 unità in una varietà di repertorio che spazia dal pop al jazz) non possono essere modificati; sono però disponibili locazioni di memoria USER per la creazione di pattern personali. Le progressioni memorizzate sono associabili a stili, ad elementi del SongBook o semplicemente accessibili da una libreria dedicata.

Per concludere, vi invito alla visione di questo video registrato da Woody Alan per il suo celebre canale Woody Piano Shack. Potrete apprezzare le notevoli profondità musicali degli arrangiamenti presenti in Korg Pa5X mentre Woody si limita a sfruttare semplicemente le Chord Sequences.

KORG Pa1000: rilascio del sistema operativo V1.5.1

Il professional arranger KORG Pa1000 riceve in questi giorni un aggiornamento che ovviamente NON espande fisicamente la memoria User dedicata ai campioni, ma permette di gestire in quella stessa memoria un numero di dati superiore del 60%. Stop. L’annuncio non dice altro.

Il sito ufficiale Korg riporta la notizia nell’area news ma la nasconde dalla Home Page dove solitamente sono evidenziati con enfasi tutti gli annunci dell’azienda.

Questa novità non riguarda il fratello minore Pa700: non ho informazioni sufficienti per capire se ci sia un legame con il fatto che il distributore nazionale Algam Eko segnala che Pa1000 sarà presto nuovamente in pronta consegna, mentre Pa700 resta “Non disponibile”.

Personalmente, mi sono dato un paio di spiegazioni alternative (sono mie deduzioni e potrei sbagliarmi): da una parte, in un certo qual modo, in Korg Italy si è trovato un metodo per recuperare uno spazio di memoria che era stato sinora inutilizzato; un’altra ipotesi è che si sia scovato un modo rapido e indolore per inserire su Pa1000 l’algoritmo di compressione presente nell’ammiraglia Pa5X, magari superiore rispetto i modelli precedenti. Qualunque sia la spiegazione reale, ahimè, questa soluzione non è stata possibile su Pa700, un autentico gioiello tra gli arranger, la cui disponibilità ha purtroppo registrato periodici momenti di penuria nel corso degli anni.

Da grande estimatore degli arranger Korg quale sono, cerco di collocare questa notizia all’interno di uno scenario dove il completamento del parco software di Pa5X non è ancora stato raggiunto mentre non si intravede ancora all’orizzonte il lancio dei successori di Pa1000/Pa700. Sottolineo questo aspetto perché – a seguito dell’uscita di Yamaha Genos2 – non sarei sorpreso di assistere entro la fine di quest’anno all’ingresso sul mercato dei discendenti di PSR-SX900 e PSR-SX700, i due modelli direttamente concorrenti di Pa1000/Pa700.

In breve, i possessori di KORG Pa1000 sono fortunati e possono scaricare il nuovo aggiornamento, soprattutto se fanno uso della memoria User per nuovi campioni. E gli eventuali potenziali clienti di Pa1000 ora hanno un motivo in più per acquistare questo prodotto, sempre nel caso sia questo un aspetto importante per orientare il proprio acquisto.

Di più, allo stato attuale dell’arte non saprei che dirvi. Korg e Algam Eko sono abbottonati e non rilasciano dichiarazioni.

Arranger Legacy | KORG iS40 e i40M

Oggi approdiamo alla decima puntata di Arranger Legacy, la rubrica che – in modo trasversale – potete seguire sul web con i contributi di Riccardo Gerbi su SM Strumenti Musicali, Giorgio Marinangeli sul suo blog e Marcello Colò su YouTube. Il modello vintage protagonista dell’episodio odierno è KORG iS40 e, dietro di lui, le sue varianti (i40M innanzitutto ma anche iS50 e iS35).

La nascita di Korg Italy

Nel mese di novembre 1996, una nuova realtà di sviluppo arranger entra in azione in Italia per conto della giapponese Korg Inc. Il nuovo laboratorio viene inaugurato ad Osimo nelle Marche al fine di creare progetti Made in Italy a favore soprattutto dei mercati europei e medio-orientali. La scelta delle Marche non è un caso, visto che in quell’area si concentra in quegli anni un numero elevato di aziende di strumenti musicali fra quelle più celebri nel mondo. Questa esperienza industriale nasce come un sinergico abbraccio fra creatività e passione che – a partire dal suo cuore italiano – irradia per lunghi anni (ancora oggi!) nuove tecnologie musicali, a favore della comunità dei tastieristi nel mondo.

Negli anni precedenti, la casa madre giapponese si era fatta apprezzare grazie alla produzione di tastiere con accompagnamenti, modelli di gran lustro, fra cui la mitica i3, seguita da i4S, i5S/i5M e iX300. La nuova realtà aziendale italiana nasce dunque con l’obiettivo di innovare quel panorama musicale andando a sviluppare e produrre nuovi arranger per la serie “i”.

KORG iS40

Il nuovo centro R&D si forma reclutando alcuni fra i progettisti migliori che erano al lavoro presso GeneralMusic: non è un caso che il declino dell’azienda romagnola coincida con gli inizi roboanti di Korg Italy. L’avvio delle operazioni marchigiane registra il proprio esordio ufficiale con la progettazione e il lancio dell’arranger iS40 nel 1998.

L’esordio con iS40

I punti di forza di iS40 sono merito dell’architettura ereditata da i3 che qui viene semplificata a favore di un uso più immediato e intuitivo. L’elettronica e il firmware sono quelli originali di ideazione giapponese: ma la mentalità musicale è ora quella italiana. Il generatore sonoro AI2 Synthesis e il processore continuano ad operare con 32 oscillatori e altrettante note di polifonia. La wavetable cresce di spazio e così anche il numero di campioni, per un totale di 320 voci. L’inclusione dell’utile Aftertouch, sotto i 61 tasti Fatar, costituisce un segno distintivo di uno strumento di elevata qualità, destinato ai musicisti raffinati. Gli stili di accompagnamento sono 128 e sfruttano altrettanti Arrangement: quest’idea di disaccoppiare i pattern degli stili dai comandi MIDI di assegnazione delle voci (Program Change, effetti, tempo), crea apparentemente un’insolita ridondanza: in realtà, l’idea originale era stata concepita con i3 con l’obiettivo di ampliare il numero di stili preset, ottimizzando l’uso della limitata memoria disponibile.

Torniamo a iS40, dove troviamo il riconoscimento accordi ideato da Stephen Kay (il padre di KORG Karma) e che durerà a lungo anche nei modelli successivi, almeno fino a quando non saranno sviluppate le nuove NTT (intorno al 2000). Due classici processori di effetti stereo sono a servizio dello strumento, utilizzando un piccolo set di 47 effetti.

Lo strumento lavora per “modi”: Arrangement Play, Backing Sequence, Song Play, Song Edit, Program, Disk/Global. Tale organizzazione del sistema operativo secondo “silos separati” sarà lo standard in casa Korg per molti anni: per vederla superata, si dovrà aspettare il 2022 con il lancio di Pa5X.

KORG iS40

Il dispositivo per caricare e salvare dati è sempre lui, il floppy-disk noto per essere un drive innovativo e silenzioso per l’epoca: non si sente il classico clic all’inserimento di un dischetto; è un piccolo dettaglio ma significativo per chi fa musica. Il repertorio di suoni e stili è adeguato alle esigenze di chi effettivamente suona gli arranger in giro per i locali: sempre di più, gli arranger Korg sfumano l’anima rock degli inizi e danno spazio della musica da ballo in vigore all’epoca. Pur essendo tutta plastica, iS40 pesa buoni 12,9kg.

Lo strumento guadagna sul campo una buona reputazione, offrendo Aftertouch e suoni paragonabili a quelli di tastiere più costose. È facile da usare e gli aspetti meno intuitivi sono illustrati e spiegati con chiarezza dal manuale utente di ottima stesura, grazie al lavoro di Paolo Tramannoni. La possibilità di aggiornare il sistema operativo non è banale per l’epoca e viene apprezzata da molti. Fra le altre benvenute caratteristiche, ricordiamo lo spazio a bordo per caricare 16 stili utente e 64 arrangiamenti, con la pecca di non poter creare stili nuovi direttamente sullo strumento. iS40 è comunque in grado di importare gli stili degli strumenti Korg precedenti (come i3) anche se, vista la diversa tabella di voci, suonano secondo gusti più convenzionali e meno ruggenti.

Il lettore di basi MIDI sfrutta i suoni GM dei prodotti di Korg Japan: erano molto validi, ma un adattamento competitivo allo standard di riferimento (Roland Sound Canvas) sarà possibile solo con i modelli successivi della serie Pa.

Il lancio sul mercato italiano avviene con la regia di Syncro (azienda di Numana in provincia di Ancona) distributore ufficiale dei prodotti Korg in Italia all’epoca. L’impatto sul mercato è notevole: le vendite sono adeguate agli obiettivi aziendali. Fra i diversi concorrenti diretti con cui iS40 si misura, in competizione commerciale, possiamo citarne due: Roland G-600 e Solton by Ketron MS-100.

Protagonisti del progetto

Il gruppo che realizza iS40 è guidato da Francesco Castagna responsabile del progetto; c’è poi Jurgen Schmitz direttore del centro R&D, mentre Max Tempia coordina la parte musicale e Roberto Marcucci si occupa dei suoni. La programmazione degli stili è il risultato di un lavoro di squadra nel laboratorio di Osimo.

Il lavoro di design per iS40 viene commissionato al Team CSD, composto da Aldo PetilloEliana Lorena e Andrea Dichiara. Questi talentuosi designer realizzano un progetto innovativo di tastiera elettronica, finiture, grafica e ingegneria di alto livello estetico e funzionale. Il look dello strumento spicca per originalità, rispetto quanto s’era visto fino ad allora. Il risultato riceve riconoscimenti prestigiosi, tra cui il Premio Design Hannover nel 1998 e il Premio Good Design Chicago nello stesso anno. E. Lorena A.Petillo design -Team-csd

Evoluzione: iS50, i40M e iS35

La produzione di iS40 viene affiancata da una versione più economica dello stesso strumento iS50. Quest’ultimo si distingue per l’assenza di Aftertouch e Keyboard Set e per una memoria ROM inferiore di 2MB (12MB contro 14MB del modello superiore). Il pedale Damper condivide l’ingresso con il pedale assegnabile, mancano gli ingressi Audio Input e non è presente l’ingresso per la pedaliera KORG EC-5. Le porte MIDI sono ridotte all’essenziale (IN, OUT), gli amplificatori di bordo hanno minore potenza (2x8W vs 2x14W) e manca la rotella del DIAL.

KORG i40M

L’anno successivo (1999), Korg Italy realizza i40M una versione a modulo di iS40 e che si distingue, oltre al fatto di non avere una tastiera, per la presenza di un armonizzatore vocale, per la prima volta nella serie i.  Con l’aggiunta dei tasti e con il cambio di colore della scocca da grigio a blu, i40M diventa iS35, l’ultimo modello di Korg Italy prodotto con hardware e software di provenienza giapponese.

iS40, iS50 (in versione blu iS50B), i40M e iS35 faranno incetta di vendite in Italia e all’estero sotto l’egida dell’azienda di Osimo, in attesa del giorno in cui l’azienda italo-giapponese farà il botto mondiale con Pa80, il modello che vanterà uno straordinario record di vendite fra tutti i modelli prodotti con il marchio KORG. Ma questa è un’altra storia da raccontare.

Grazie

Le fonti che mi hanno permesso di raccogliere informazioni di prima mano e scrivere l’articolo che avete appena letto sono Andrea Bernardelli, ex Product Specialist di Korg, e Max Tempia di cui vi abbiamo raccontato vita e miracoli grazie ad una lunga intervista che ha rilasciato ai lettori di questo blog. Ringrazio entrambi per la loro disponibilità e partecipazione.

E ora godiamoci il video dimostrativo di KORG i40M grazie alla bravura di Marcello Colò.

Winter NAMM 2024: Korg presenta PaAS MK2

Quest’anno Korg si è presentata al Winter NAMM californiano con un sacco di novità. Sul lato dei pianoforti, abbiamo Grand Stage X (nuovo piano da palco) e Poetry (un elegante pianoforte digitale dedicato agli amanti della musica di Frederic Chopin). Ci sono nuove versioni a modulo di strumenti noti come wavestate module (sintetizzatore digitale) e modwave module (synth basato su wavetable). La nuova edizione del synth FM di casa Korg esce in due formati: opsix MK II (49 tasti) e opsix module. Si estende la famiglia dei synth programmabili Nutekt con l’annuncio di NTS-1 MK II e NTS-3 kaoss pad kit. Va rilevata poi la presenza dei suoni Virtual Analogue con KingKORG NEO e l’annuncio del nuovo microKORG ispirato ad un vocoder storico lanciato oltre 20 anni fa. C’è anche KR-11 (Rhythm Box compatta e portatile) e TM-70 (accordatore e metronomo) che si accompagna con CM-400 (microfono a contatto per l’accordatore).

Foto: http://www.korg.com

E gli arranger?

No, non siamo rimasti del tutto a bocca asciutta, visto che nella fiera USA fa la propria comparsa la nuova versione di un accessorio importante per i suonatori di Professional Arranger al top di gamma. Si chiama PaAS MK2: è un sistema d’ascolto progettato da KORG Italy per l’ammiraglia Pa5X. Questo amplificatore a tre vie (alti, medi e bassi) è realizzato in alluminio e composto di cinque speaker. La potenza è di circa 30+60 W Stereo

Grazie ad una tecnologia proprietaria Korg l’installazione è molto semplice e non richiede alcun cavo di connessione.

Infine, sebbene PaAS MK2 sia in grado di esprimere la massima potenza sostanzialmente con uno dei tre modelli di Pa5x (88, 76 o 61 tasti), questo sistema di altoparlanti è compatibile anche con i modelli precedenti di arranger Korg: Pa4X, Pa3X e Pa3X Le

Foto Korg US

Per chiudere: Korg Italy resta molto abbottonata, ma siamo convinti che non si siano arrestati i lavori di sviluppo software perché tutte le funzionalità presenti su Pa4X siano riportate anche sull’ultima generazione Pa5X. Siamo fiduciosi di vedere tutto questo entro il 2024.

Korg Pa5X: rilascio del sistema operativo V1.2.1

Il 16 novembre scorso, giorno successivo all’annuncio di Yamaha Genos 2, i possessori di Korg Pa5X sono stati “consolati” dalla comunicazione relativa al rilascio di una nuova versione del sistema operativo del modello al top di gamma di casa Korg. La numerazione è scattata all’ultimo dettaglio (è sempre 1.2 e non ancora 1.3): se ne deduce che siamo di fronte ad un miglioramento tattico, utile per passare il messaggio: “Noi di Korg ci siamo e continuiamo ad investire al fine di migliorare Pa5X“. OK ci sta, tuttavia, credo che in Korg Italy siano ben consapevoli che i clienti attendono in realtà la versione NEXT del software, così come era successo per Pa4X, in modo che tutte le funzionalità presenti nella generazione precedente di Professional Arranger siano disponibili anche in questa macchina (ricordo a titolo di esempio che mancano ancora all’appello: il Quick Record di uno stile, un MIDI sequencer degno di questo nome, Style Creator Bot, e Kaoss FX). Personalmente sono fiducioso, succederà. 

A conferma di queste riflessioni, Korg ci tiene a precisare che la novità più importante di questo rilascio consiste nella stabilità complessiva del sistema. In diverse condizioni, Pa5X si è trovata a non saper gestire l’importazione di dati da modelli precedenti, andando in blocco. Ora non dovrebbe più succedere. E così è per altri guasti software che sono stati risolti e che si verificavano nella gestione degli accordi quando dati armonici erano presenti nelle tracce delle percussioni, nell’importazione dati da SongBook precedenti, durante il cambio del nome dei file MP3, in occasione del salvataggio dei suoni PCM e delle Song.

Fonte: Korg Pa5X IR Instagram

Sono essenzialmente solo due le nuove funzionalità e, onestamente, mi sembrano marginali:

  1. Korg ha migliorato le funzionalità RESET e TAP sulle tracce degli stili e dei Keyboard Set.
  2. È stata aggiunta una nuova quarta opzione per assegnare la posizione Quarter Tone/Scale in tempo reale. Questa nuova opzione “All Tracks – Style Tracks priority” fornisce un comportamento simile ai precedenti modelli Pa.

Non ci resta che attendere la versione 1.3. Nel frattempo, chi possiede un esemplare di Korg Pa5X può suonare uno strumento dall’ottima qualità costruttiva e dotato di suoni e stili all’altezza della categoria. Vista la migliorata affidabilità, direi che ci sono già oggi le condizioni per eseguire ottime performance musicali.

Korg Pa5X: rilascio del sistema operativo V1.2.0

Il cammino di crescita del progetto Pa5X è lento ma inesorabile. A distanza di un anno dal lancio commerciale e di sette mesi dall’uscita della versione 1.1.0, Korg ha oggi reso noto a tutti i propri adepti che l’ammiraglia Pa5X ha finalmente ricevuto una nuova dotazione software utile per recuperare un’altra parte del gap rispetto le attese di una clientela che era stata viziata dalla traboccante ricchezza di funzionalità di Pa4X e che oggi si manifesta sempre più affamata di caratteristiche software e sempre meno incline a comprendere la strategia adottata dall’azienda giapponese (con centro di ricerca e sviluppo sito in Italia).

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L’arricchimento odierno è interessante e, per il sottoscritto abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno, rappresenta un altro passo importante di progresso per un prodotto che, come tutti sappiamo, è nato da una ristrutturazione profonda dell’architettura software dei Professional Arranger.

Dall’altra parte, comprendo la voce di chi ritiene che sarebbe stato più opportuno aspettare altri due anni ed uscire con un prodotto già completo di tutte le dotazioni software. Personalmente, però, la scelta di Korg mi fa tornare in mente quanto hanno insegnato le storie di Netscape e di Lotus 123: nell’economia digitale rinviare il lancio di un prodotto in attesa della sua riscrittura più ricca e totale, può comportare il rischio di uscire troppo tardi e ritrovarsi in un mercato completamente diverso e più difficile quindi da riconquistare. Negli anni 90, Netscape era il browser per eccellenza, Lotus 123 era il foglio elettronico per antonomasia: entrambi hanno atteso troppo ad uscire con la nuova versione e quando l’hanno fatto, era troppo tardi. Microsoft gli aveva nel frattempo soffiato il mercato sotto il naso ad entrambi con Internet Explorer ed Excel. E ora chi si ricorda più di loro? Da leader monopolistici del mercato sono scomparsi nel nulla. Se vi interessano i dettagli di quelle storie, la lettura consigliata di oggi è “Alla ricerca della stupidità” di Merrill R. Chapman.

Torniamo a Korg Pa5X. Veniamo a commentare insieme le novità, partendo dall’estensione delle risorse musicali: 34 stili preset in più, 23 suoni addizionali, 23 nuovi Keyboard Set e 112 Library Pad (chitarra, synth, pianoforte, percussioni, Cinematic) in aggiunta. Non male!

Dal punto di vista delle migliorie software, spicca fra tutte la rinnovata funzionalità di bordo dedicata allo Style Record. Senza la necessità di far ricorso ad una DAW, si potrà lavorare direttamente sullo strumento per accedere alle classiche funzioni di editing MIDI (Quantize, Transpose, Velocity, Delete, Cut & Insert, Style-Copy, Pad-Copy), gestire Time Signature diverse per ciascun pattern dello stile e sfruttare altre minori implementazioni. Tutte da provare.

Anche la funzione di editing globale dei Pad è stata ampliata e rinnovata, comprese le operazioni di Import/Export. Si potranno acquisire Groove audio (slice) da inserire in segmenti MIDI per essere sfruttati all’interno degli stili di accompagnamento o Pad. Una nuova traccia dedicata agli accordi (Chord Track) potrà essere manipolata a livello di singoli eventi MIDI dell’ambiente Style-Edit: e le tracce sensibili agli accordi nei pattern Intro/Ending potranno seguiranno quella linea di accordi personalizzata. Sarà presente altresì un programma di utilità per convertire il SongBook costruiti su modelli Korg precedenti. Ci sarebbero tante altre cose da sottolineare e la lista completa è disponibile sul sito ufficiale. Sarà necessario poter aver uno strumento a disposizione per provare queste novità.

Mancano ancora all’appello diverse funzionalità che erano presenti nei modelli precedenti (come, ad esempio, il Quick Record di uno stile, un editor completo di MIDI file, Style Creator Bot, e Kaoss FX). Conoscendo la storia di Korg Italy, sono confidente che altri aggiornamenti per questa macchina sono davanti a noi.

Korg rilascia il software 2.10 per EK-50 e 1.6 per i3 (2020)

Molti di voi sanno bene che sono due i centri di progettazione e produzione di arranger in casa Korg. Accanto alla storica e blasonata serie di Professional Arranger di ideazione tutta italiana, da qualche anno è stata affiancata una serie di modelli più economici, pensati e studiati in Giappone. Parliamo molto spesso dei modelli di fattura italiana in questo blog, comprese le ultime occasioni nate a seguito del lancio di Korg Pa5X e del suo primo importante aggiornamento software. Oggi invece ci concentriamo sugli altri arranger, quelli di progettazione asiatica.

Lo facciamo a seguito della recente pubblicazione di aggiornamenti software per i modelli EK-50, EK-50 Limitless e i3 (2020). Premetto subito (non fatevi illusioni) che questi rilasci non contengono nulla di eclatante. A differenza di quanto abbiamo visto con la V1.1.0 di Pa5X, in questo caso le novità sono risicate:

  • Per il modello EK-50 standard e la corrispondente edizione Limitless, la nota di rilascio 2.10 ufficiale recita l’aggiunta di altre variazioni di effetti alle 148 esistenti e un numero imprecisato di bug fix di basso livello.
  • Per i3 (modello 2020), la versione 1.6 riporta la correzione dei dati di accordo in alcuni stili di accompagnamento, oltre ai bug fix di basso livello.

Gli aggiornamenti software sono sempre una buona notizia, a prescindere, perché sono il segnale positivo di quelle aziende che intendono proteggere gli investimenti dei propri clienti. Tuttavia, nel caso specifico, l’aggiornamento è talmente essenziale che, onestamente, se ci fermiamo alle comunicazioni ufficiali, non siamo in grado di esprimere particolari considerazioni. Prendiamo la notizia per quello che è.

Foto korg.com

Colgo l’occasione per segnalare – a quei pochi distratti che si sono fumati la notizia di fine gennaio 2023 – che Korg aveva rilasciato due versioni speciali di EK-50. Non ve ne avevo parlato a suo tempo, perché questi prodotti non sono destinati al mercato europeo essendo distribuiti esclusivamente nel continente americano. L’edizione EK-50 U è dedicata specificamente al repertorio USA (jazz, dance, rock, Motown, modern e alternative country), mentre EK-50 CSA (sta per Center South America) è rivolta alla musica dell’America latina. Korg sta evidentemente tentando la carta dei modelli personalizzati su misura regionale in un continente (soprattutto nel Nord America) dove fa fatica a farsi largo il significato commerciale del concetto di arranger. Qualcosa mi dice infatti che, fra i due, EK-50 CSA potrebbe avere chance migliori. Concludo passandovi qui sotto i due video di presentazione, con Luciano Minetti di Korg USA.

Presentazione di EK-50 U per repertorio USA
Presentazione di EK-50 CSA per repertorio dell’America latina

Cinque caratteristiche interessanti in Korg Pa5X

Oggi diamo evidenza a cinque caratteristiche che possono colpire un appassionato di arranger fra gli strumenti di ultima generazione. Dopo aver affrontato questo stesso esercizio con Ketron Event, ora esaminiamo Korg Pa5X. Attenzione: per conoscere le caratteristiche principali dello strumento – il cui patrimonio sonoro e di effetti deriva da Nautilus e SV-2 – vi consiglio la lettura del mio articolo di focus pubblicato nei giorni a ridosso dell’annuncio. Qui, invece, condividiamo una rassegna del tutto soggettiva e riguarda solo alcuni aspetti particolari degni di menzione.

1 Mantenere un accordo in memoria premendo il pedale

Korg ha pensato di sfruttare la classica tecnica del pedale sustain, che normalmente agisce prolungando la diffusione delle note suonate da tastiera, per mantenere attivo l’ultimo accordo riconosciuto. In questo modo, Pa5X svincola completamente il riconoscimento degli accordi rispetto quanto viene suonato sulla tastiera. Questa caratteristica esprime il proprio potenziale maggiore con l’impostazione FULL KEYBOARD, giacché rende possibile un accompagnamento consistente, offrendo allo stesso tempo la massima libertà esecutiva sulla tastiera: a pedale premuto, nessuna delle note suonate va ad impattare sull’armonia dell’accompagnamento. È sufficiente rilasciare il pedale del Damper per passare ad un altro accordo e fare in modo che questo sia riconosciuto dallo stile.

2 Doppio Player per stili e song

È bene dare risalto al fatto che la nuova ammiraglia Korg – a differenza di qualsiasi altra tastiera con accompagnamenti sul mercato – include due Player totalmente indipendenti che possono non solo gestire songs (MIDI file o audio) ma anche stili! Ora, tutti noi siamo abituati a comandare il passaggio da una variazione all’altra tramite i pulsanti fisici sul pannello dello strumento. Questa caratteristica vale per tutti gli arranger prodotti a questo mondo e vale anche per Pa5X. Ma qui i motori arranger sono due! Ed ecco quindi che Korg ha pensato di utilizzare lo schermo Touch Screen per selezionare gli elementi per lo stile associato al Player corrente e preselezionare gli elementi nell’altro Player non ancora attivo. E, se una canzone MIDI è assegnata all’altro Player, allora si potrà preselezionare i marker della canzone.

3 Chord Sequence

La gestione delle progressioni di accordi si rende utile per riprodurre una sequenza ripetuta quando si preferisce usare la mano sinistra per suonare un assolo sulla tastiera o per selezionare i controller DNC. La possibilità di registrare e gestire progressioni di accordi non è una novità di Pa5X (ne avevamo parlato qui, ricordate?). Tuttavia, qui si fa interessante il fatto che tali sequenze possono essere salvate entro gli stili. Di più: tutti gli stili e le voci del SongBook forniti contengono una sequenza di accordi. Lo strumento viene fornito con 200 progressioni predefinite suddivise nelle categorie Pop & Dance, Jazz, Latin, Blues, 4 Bars Easy, 4 Bars Complex, 4 Bars 3 Chords, 2 Bars 2 Chords e Circles: una parte delle sequenze di fabbrica ha il nome che corrisponde al titolo di una canzone (esempio: Autumn Leaves, In the Air Tonight, Isn’t She Lovely e così via), altre sequenze riportano il nome dello stile (70’s Disco, 12 th Classic, Diatonic Major, etc.).  Si possono registrare le proprie sequenze e memorizzarle nella libreria utente, in uno stile o in un elemento del Songbook.

4 Rapido accesso al raggio di azione degli effetti

Korg propone su Pa5X una sezione effetti adeguata al mondo delle workstation. Ma l’aspetto interessante riguarda la nuova interfaccia a video e quanto renda rapido e immediato l’accesso alla libreria composta di filtri, modulazioni, delay, riverberi, simulatori di amplificatori e così via. Ricordiamo che, a livello Insert, Pa5X permette di assegnare tre effetti alle voci suonate da tastiera (Keyboard Tracks) e altri 10 al mondo multitraccia degli stili di accompagnamento e alle Song. Tre Master Effect sono sfruttabili sulle mandate, così come un Master EQ parametrico e un Finalizer sono applicabili a stili e Song. Al termine di tutto, il segnale audio globale può essere poi elaborato da Wave MaxxAudio con le sue capacità di mastering audio per dare carattere al suono e ottenere un mix più forte e più lucido. C’è poi il segnale in ingresso da sorgenti esterne: per il microfono, è disponibile il nuovo processore di Shift Audio con compressore, EQ, Gate, armonizzatore a 4 parti, filtri, modulazione, delay, riverbero e AutoPitch; per la chitarra, c’è il processore con 4 slot di effetti, Stompbox, modulatori (Chorus, Phaser, Flanger), Delay, Overdrive e simulatori di vari amplificatori.

5 Finalmente i file degli stili nel File System

Le tradizionali cartelle .set – onnipresenti nei Professional Arranger di Korg – sono state sostituite dalle cartelle .kst che sostanzialmente ripropongono quanto visto in passato; tuttavia, possiamo osservare con soddisfazione come i file degli stili possano ora stare dentro il File System da soli (evviva!), senza la necessità di essere incapsulati dentro un banco. Korg Pa5X è in grado di gestire a file singolo: Style, Pad, Keyboard Set e Chord Sequence. Ritengo che, dal punto di vista pratico ed operativo, questa sia una novità apprezzabile. Per completezza di informazioni, altri file (Sound, MIDI preset) sono ancora gestiti a banchi.

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Concludo lasciandovi in compagnia dell’amico Raffaele Mirabella di Algam Eko (distributore nazionale dei prodotti Korg già noto in passato come Eko Music Group) nel caso in cui non abbiate avuto ancora l’occasione di assistere alla presentazione di Korg PA5X.

Korg Pa5X: rilascio del sistema operativo V1.1.0

L’ammiraglia di casa Korg inaugura oggi il cammino annunciato di aggiornamenti software. L’avevamo scoperto insieme: il lancio di Pa5X della scorsa estate non era soltanto il punto di arrivo di un lungo percorso, ma si delineava piuttosto come l’occasione per rifondare dalle basi la piattaforma Korg di Professional Arranger, dando la luce ad un modello che rappresentava il frutto più succoso della sua storia in vista di un nuovo domani.

Con l’annuncio odierno, assistiamo al primo di una serie di aggiornamenti software che costelleranno i prossimi mesi (anche anni probabilmente) al fine di arricchire il set di caratteristiche e funzionalità di questo arranger che si colloca in un livello di prima scelta, dove normalmente tutti i modelli traboccano di risorse tecnico-musicali.

Le migliorie introdotte dal produttore italo-giapponese nella V1.1.0 di Pa5X non passeranno alla storia con la fama di essere rivoluzionarie, ma sono comunque ampie e significative. Potete leggere da voi la lista completa sul sito del distributore nazionale dei prodotti Korg, Algam Eko. In questa sede, mi limito a sottolineare i “notevoli miglioramenti della velocità complessiva, della stabilità e delle prestazioni del sistema”.

Vi invito, insomma, a verificare da voi l’elenco dettagliato delle 10 migliorie introdotte su Pa5X e, se vi difetta la memoria sul significato di questo arranger di categoria top, vi consiglio un ripasso (ri)leggendo l’articolo da me pubblicato al momento dell’uscita del prodotto sul mercato: era il 30 giugno 2022.

Per l’occasione, il giovane Luciano Minetti, talento arruolato da Korg USA ci racconta nel video che segue – passo dopo passo – le novità e i punti di forza di questo arranger (attivate i sottotitoli, se avete difficoltà a seguire il parlato inglese).

Focus Korg PA5X su SM Strumenti Musicali

Il mio articolo di focus su Korg Pa5X è ora disponibile su SM Strumenti Musicali.
Ve l’avevo promesso l’altro giorno.

Buona lettura!

PS: Se qualcuno di voi si fosse perso qualche articolo di questo blog in merito agli arranger Korg, vi consiglio una visita alla pagina Tastiere Arranger – Parte III interamente dedicata all’argomento.