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10 ragioni per cui suonare una tastiera arranger

Ecco 10 ragioni che potrebbero convincere qualcuno di voi a prendere coraggio e cominciare a suonare una tastiera arranger nel 2022.

1 Conoscere sé stessi

Qualsiasi tastiera arranger oggi sul mercato contiene centinaia di stili musicali appartenenti a mondi diversi ed epoche disparate. Ed esplorando gli innumerevoli generi musicali, siamo inevitabilmente attratti dai tipi di repertorio che più ci coinvolgono. Mettendoci alla prova con questa varietà di ritmi e stili, possiamo ritrovare i colori, gli elementi e le emozioni più vicine ed intime con la nostra personalità. È una sana curiosità che apre la nostra mente, portandoci a scoprire meglio chi siamo e che cosa vogliamo.

Casiotone CT-S300, arranger estremamente portabile

2 Suonare in compagnia

Grazie agli stili di accompagnamento, l’arranger mette a disposizione una sezione di esperti musicisti pronti ad accompagnare in qualsiasi situazione: duo, trio, band, intera orchestra. L’ho già scritto altre volte: la backing band “nascosta” dentro un arranger è sempre pronta a suonare, tiene bene il tempo, è disponibile a provare e riprovare, non si stanca mai, i musicisti non litigano mai fra di loro e nessuno di loro arriva in ritardo o salta le prove.

3 Stringere nuove amicizie

Suonare arranger, anche solo come hobby, aiuta ad incontrare nuove persone e scambiare idee. La storia di questo blog ne è la dimostrazione: in questi anni, ho avuto la fortuna di conoscere un sacco di persone straordinarie, grazie alla mia passione per gli arranger. Alcune di questi sono diventati grandi amici. Al di là di scrivere per il web, provate a suonare in pubblico la vostra tastiera arranger e vedrete moltiplicarsi il numero di contatti e amicizie.

Suonatore di Yamaha DGX-650B in via Roma a Torino

4 Apprendere incessantemente

La tecnologia musicale è in continua evoluzione. Gli arranger sono in mutazione continua. Le prime generazioni avevano sezioni arranger essenziali e suoni digitali primitivi. Dopo 30 anni, gli arranger di oggi hanno componenti hardware e funzioni software di elevata tecnologia. E l’evoluzione continua. Abbracciare questo modo di fare musica ci aiuta ad essere studenti perpetui: ci tocca continuare ad imparare ogni giorno e questo ci aiuta a crescere e a vivere con entusiasmo. Studiando la musica e imparando nuove tecniche, il nostro cervello sarà costretto a tenersi in allenamento! Fantastico!

5 Riscoprire la nostra creatività

Vi ricordate quando eravamo bambini? Facevamo domande su tutto, eravamo curiosi e mai sazi di
esplorare nuove realtà. Con il passare del tempo, molti di noi purtroppo hanno perso il gusto della meraviglia e il fatto di sgobbare per pagar bollette ci ha resi stanchi esponendoci all’istupidimento nel tempo libero da parte di TV e smartphone. Ma la musica è pura creatività e ci aiuta a riscoprire il bambino dentro di noi per dare vita a nuove forme di creatività. Una volta che ricominciamo a fare musica per divertimento, la nostra creatività viene stimolata e alcuni di noi riscoprono allo stesso tempo anche altre passioni: dipingere, girare video, inventare, scrivere per un blog…

Yamaha Genos, l’ammiraglia

6 Ridurre lo stress

Se siete musicisti per lavoro e dovete esibirvi in contesti accademici o professionali, c’è un certo livello richiesto e con ciò dovete spendere impegno di fatica! Ma se state suonando per diletto, la musica che suonate è tutta per voi. Non siete tenuti a preoccuparti della reazione del pubblico. Questo è un ottimo motivo per accendere la vostra tastiera in casa e iniziare a suonare al meglio delle vostre capacità. E lo stress se ne va!

7 Illuminare la nostra realtà

Spesso parlo della mia tastiera arranger come se fosse la mia bambina. Amo così tanto suonare le tastiere arranger, che ne porto una (leggera e compatta) sempre con me durante i miei viaggi. Fare musica mi accompagna sempre: la mia tastiera condivide tutto con me. Suonare quei tasti bianchi e neri è come accarezzare la bellezza. E la bellezza illumina la realtà.

Arranger Roland BK-3

8 Portare allegria a chi ci sta attorno

Tutte le case hanno bisogno di un musicista! Che si sappia o no, l’atmosfera cambia quando in famiglia c’è qualcuno suona uno strumento. Ho un caro amico d’infanzia, con lui suonavo spesso da ragazzo. Ancora oggi, a distanza di decenni, quando ci ritroviamo con le nostre famiglie, io accendo la tastiera, lui prende la chitarra e facciamo musica. Intorno a noi si genera sempre un’atmosfera di grande allegria che dura ore, fino a notte a fonda (l’ultima volta, il vicino di casa che non riusciva a dormire a causa del nostro baccano, ci ha raggiunti e si è unito a noi per cantare e fare baldoria). La bellezza della musica genera allegria. È contagiosa!

9 Arrotondare

Quando facciamo musica per divertimento, non c’è alcuna pressione e suoniamo felici e sereni. Ma potremmo anche trarre un qualche vantaggio economico, perché no? C’è chi suona alle feste e ai matrimoni, c’è chi occasionalmente fa piano bar, c’è chi tiene lezioni di musica, c’è chi vende colonne sonore per jingle pubblicitari, c’è chi produce corsi online a pagamento, c’è chi alimenta canali YouTube con affiliazioni Amazon, c’è chi pubblica la propria musica su innumerevoli piattaforme di vendita online, c’è chi produce e vende nuovi stili per arranger e nuovi suoni (in questo blog ne abbiamo parlato)… Gli arranger workstation consentono di produrre musica originale di qualità! Non abbiate paura di lanciarvi in un’attività musicale. Le sorprese sono dietro l’angolo.

Korg EK-50L

10 Uscire dal grigiore

Spesso siamo prigionieri della nostra grigia quotidianità. Ma la musica ci aiuta ad uscire dalla routine e affrontare realtà altrimenti sconosciute. Quando io suono da solo in casa, il tempo passa senza che io me accorga e, alla fine, mi ritrovo spesso avvolto da un generale senso di pace e di bellezza della vita nella semplicità del tutto. Quando suono davanti al pubblico, i miei problemi non esistono più e, per tutta la durata della performance, esiste solo il paradiso. La musica.

Idee regalo di accessori per un tastierista arranger

Avete poi regalato quella tastiera di cui abbiamo parlato qui lo scorso maggio?

Che l’abbiate fatto o meno, siete nella condizione di dover pensare a qualche regalo di fine anno per un/una giovane tastierista dotata di arranger?

Se questo è il caso – o se comunque vi può interessare – sappiate che è uscito oggi su SM Strumenti Musicali il seguito di quell’articolo, con i miei consigli per regalare accessori utili per chi suona tastiere arranger.

Fate clic su Natale 2021 per tastiere arranger

Buona lettura!

Nozioni di base

La fortuna delle tastiere arranger è stata quella di permettere al musicista di avere, a portata di mano su una tastiera digitale, gli oggetti con cui strutturare una canzone. Nei primissimi anni, questa opportunità si è dimostrata vincente per suonare dal vivo, successivamente anche per il processo di composizione.

Tutti noi sappiamo che la musica popolare è tipicamente basata su sezioni che si ripetono: la classica alternanza strofa-ritornello, le 12 misure del blues, la lunga ripetizione di strofe del folk e così via.

Il formato più comune prevede sequenze che sono inconsapevolmente diventate famigliari anche a chi non è musicista: introduzione, strofa, ritornello (chorus o refrain), ponte (bridge), interludio strumentale, special e finale.

Ecco, quando per la prima volta sono apparsi gli arranger sulla scena musicale, è stata semplificata per i tastieristi la possibilità di costruire la propria musica accedendo alle sequenze richieste in tempo reale.

Schema pulsanti stili arranger Yamaha

L’arranger è uno strumento che dispone di un contenitore di sequenze musicali multitraccia raggruppate per stile (style), un oggetto sonoro che permette di suonare un brano omogeneo dal punto di vista armonico e ritmico.  I componenti di ogni stile corrispondono a quelle sequenze che abbiamo visto sopra per costruire la forma-canzone. Gli stili sono pilotabili tramite pulsanti che vanno a richiamare intro, strofe, ritornelli e così via.

L’industria musicale ha cercato di rendere flessibile l’accesso a queste sequenze, assegnando definizioni non rigide ai singoli pulsanti: sebbene quindi non siano presenti tutti i componenti espliciti della forma-canzone tuttavia, in ogni stile, possono essere ritrovati quelli necessari per il caso utilizzando i pulsanti a disposizione. Ad esempio, il pulsante corrispondente alla variazione 3 di uno stile potrebbe a volte essere usato per il ritornello di una canzone, per l’interludio strumentale di un’altra, oppure lo special e così via.

Schema pulsanti stili arranger Korg

Perché oggi ho sottoposto alla vostra attenzione questi concetti base che molti di voi già sanno? Perché io non me la sento di dare per scontato il fatto che gli arranger – di sempre, anche quelli che suoniamo oggi – sono basati su una concezione universale della forma musicale. È un aspetto durevole nel tempo, non una semplice tecnica del passato. Non è solo il punto di forza degli arranger, è uno schema generale della logica con cui è costruita la musica moderna.

Immagino già che qualcuno di voi potrebbe obiettare: “La musica di oggi si costruisce con loop e groove non inscatolabili nelle categorie classiche della forma-canzone”. Ovviamente c’è del vero in questa affermazione. Tuttavia, io ritengo che la tecnologia attuale degli arranger sia così evoluta da non costringerci più entro quelle forme, nonostante la continuità di presenza dei vari Intro, Variation, Break ed Ending. Diciamo che abbiamo a disposizione queste utilità, ma possiamo anche impiegarle in modo estroso, fantasioso ed inventivo. Si sa, la creatività artistica è sconfinata.

Questo è un argomento controverso e lo approfondiremo un’altra volta.

Schema pulsanti stili arranger Roland

Oscillazione prezzi nel 2021 per le tastiere arranger

La crisi globale dei semiconduttori nel 2021 sta condizionando la produzione di diverse categorie merceologiche: dal mondo automobilistico fino all’informatica. Per quanto riguarda gli strumenti musicali digitali, il fenomeno ha congelato de facto la distribuzione di nuovi modelli. Ce ne siamo accorti tutti: quest’anno, sono usciti sul mercato solo due nuovi prodotti arranger, Yamaha DGX-670 e Casiotone CT-S400.

Il mercato si è quindi raccolto intorno a tastiere con accompagnamenti che sono a listino da tempo: i modelli più datati risalgono al 2015. Tutto questo ha comportato un’oscillazione di prezzi alquanto anomala. Proviamo oggi insieme ad analizzare il mercato, confrontando i prezzi medi degli arranger, così come erano stati registrati nei negozi alla vigilia della pausa estiva, con i dati di oggi dove – salvo sorprese dell’ultima ora – siamo ormai lanciati verso il mercato natalizio con un’offerta ormai nota.

Attenzione! Potete consultare l’elenco dei prezzi registrati in Italia alla data odierna nella pagina di questo blog dedicata al prezzo degli arranger.

Facciamo ora due conti insieme.

Crisi globale 2021 nella produzione dei semiconduttori

Casa Yamaha sta vivendo una fase di crescita di prezzi che, percentualmente, si fa sentire intorno al 10% per due modelli: da una parte la celebrata ammiraglia Yamaha Genos e, dall’altra, la buona qualità del recente PSR-EW410 nonostante ci si aspettasse il classico calo dopo il periodo iniziale di vendita del 2020. Il calo di prezzo ha invece riguardato l’ottimo arranger PSR-SX600 e che ora si trova ad un prezzo di circa il 7% inferiore rispetto la cifra di annuncio nel 2020. I due arranger workstation di casa Yamaha (PSR-SX900 e PSR-SX700) sono in salita del 5% rispetto l’estate. Ottimo invece il posizionamento del pianoforte arranger DGX-670 che, con il prezzo di lancio posto sui 890 euro, si sta rivelando un’occasione stuzzicante per i pianisti.

Casa Korg mantiene prezzi stabili, in leggero calo per i top della serie, cosa che per alcuni è un segnale di un prossimo avvicendamento a listino. Del resto, la quarta serie dei Professional Arranger (Pa) è in circolazione dal 2015 e, prima poi, dovrà cedere il passo ad una nuova generazione di modelli. Non sappiamo ancora quando ed è bene non sbilanciarsi in assenza di dati ufficiali. Cala di un briciolo Pa1000 e sale del 4% il prezzo indicativo di Pa700. È interessante osservare come siano scesi sensibilmente (10% circa) i prezzi di due modelli recenti come i3 (2020) e EK50L.

Mantengono la barra i modelli Ketron di ultimissima generazione (SD-90 e SD60) che subiscono un leggero rincaro del 3-4%, mentre sono in calo gli arranger della serie immediatamente precedente (SD9 e SD7) che scendono leggermente, dal 6 al 9%.

Casio ha notoriamente prezzi aggressivi e in questo periodo li ha mantenuti costanti anzi, in alcune occasioni, abbiamo rilevato un rincaro superiore al 5% per la serie CT-X e del 10% per CT-S300.

Terminiamo con una breve nota per Roland: scende del 3% medio il valore di GO:Keys e GO:Piano 61.

Tutto questo è quello che si percepisce dal confronto dei prezzi tra luglio ed oggi, così come riportati sui siti dei migliori negozi di strumenti musicali.

Incentivo rottamazione in casa Ketron

Ketron SD40

Che grande idea hanno avuto in quel di Ancona, presso la sede di Ketron: come succede abitualmente nel mondo automobilistico, anche nel campo degli strumenti musicali è oggi possibile aderire ad una campagna del tipo INCENTIVO PER ROTTAMAZIONE.

No, qui non si tratta di ridurre le emissioni di anidride carbonica, ma piuttosto di rinnovare il proprio parco strumenti destinati alla musica. Trattasi, in altre parole, di una valida iniziativa di marketing volta a mantenere la fedeltà al marchio dei propri clienti, riservandogli un trattamento di favore.

Quanti possiedono oggi un Midjay o un Midjay Plus, possono ottenere un prezzo migliore per l’acquisto di un nuovo Midjpro o SD40 restituendo il vecchio strumento ad un negozio affiliato o direttamente a Ketron.

A fronte del ritiro di Midjay o Midjay Plus funzionante, si potrà acquistare un Midjpro a 1.349 euro o un SD40 a 1.249 euro. Se invece il vecchio strumento non è più funzionante (comunque completo in ogni sua parte), il prezzo di acquisto del nuovo è leggermente più alto: 1.399 per Midjpro e 1.349 per SD40. Tutti i prezzi citati includono l’IVA.

Gli interessati devono contattare il negozio di fiducia o inviare un’email a promozioni@ketron.it entro il 31 ottobre 2021.

Sondaggio 2021 sull’utilizzo delle tastiere arranger: i risultati

1 STILI VERSATILI VS SONG STYLE
Fra gli stili verticali (detti anche Song Style, programmati su misura per l’esecuzione di brani specifici) e quelli versatili (utilizzabili per brani diversi e concedono al tastierista di personalizzare la propria interpretazione secondo i propri gusti musicali), quali preferisci?

Risultato. Partiamo prendedo atto della vittoria schiacciante da parte degli appassionati utilizzatori degli stili versatili (48%). A sorpresa, gli estimatori dei c.d. Song Styles – pur essendo molto attivi nei forum sul web – si sono rivelati essere una minoranza (solo 11%). Interessante comunque il fatto che coloro che amano avere entrambe le possibilità rappresenta un buon 41%.

2 GENERI MUSICALI PREFERITI
Quali generi musicali prediligi nel tuo repertorio di stili di accompagnamento?

Risultato. Questa domanda ammetteva risposte multiple. La quota di graduatoria rappresenta dunque la percentuale di volte in cui quel repertorio era stato selezionato rispetto il totale dei partecipanti al sondaggio. Onestamente i risultati qui sono in linea con quanto atteso in generale e, soprattuto, per le prime quattro posizioni della classifica. Da osservare come il tasso di realismo garantito dal genere Unplugged sia a ridosso dei primi della classe; mentre le colonne sonore, che avevano fatto la fortuna dei primi arranger negli anni ottanta, siano ora in caduta libera.

3 GENERI MUSICALI INGIUSTAMENTE TRASCURATI
Alcuni repertori sono solitamente trascurati o comunque hanno pochi stili a disposizione. Quali fra i generi musicali che seguono ritieni di usare se fossero disponibili con maggiore abbondanza?

Risultato. Vince, ed è notevole rilevarlo, Blues e Rhythm & Blues: genere già coperto dal repertorio stili degli arranger: evidentemente, ai suonatori di arranger non basta il volume e la qualità di quanto propongono le case di strumenti musicali. Vogliamo suonarne di più! Per quanto riguarda la musica tradizionale prevale il Sud con la canzone napoletana e, in seconda battuta, le altre regioni meridionali; il Nord Ovest invece, con la sua musica occitana, rappresenta il fanalino di coda, nonostante il successo crescente e devastante che questa musica sta vivendo nelle regioni della lingua d’Oc (dal Piemonte attraversa la Francia meridionale fino a lambire la Spagna). È significativa la domanda di New Age e di musica elettronica. Nel 13% dei casi compare poi la musica liturgica, indice di una presenza discreta di arranger nei luoghi di culto.

4 GENERALI MUSICALI EXTRA
Se non hai trovato elencato il repertorio da te preferito, puoi aggiungerlo ora.

Risultato. A dire il vero i repertori dichiarati erano più numerosi, ma essenzialmente riportavano generi già citati negli elenchi citati nelle domande 2 e 3 e, in buona sostanza, confermavano la tendenza di quelle graduatorie. Ho evidenziato qui solo le risposte diverse. In ordine alfabetico.

5 TRACCE AUDIO
Preferisci uno stile con tracce Audio rispetto ad uno programmato interamente in MIDI?

Risultato. La maggioranza assoluta appartiene ai sostenitori della bontà delle tracce audio negli stili di accompagnamento. Anche se un larga minoranza (30%) non le ritiene necessarie. Questo risultato mi sorprende e non poco. Non me l’aspettavo (e magari un giorno scriverò un articolo per spiegare la mia sorpresa).

6 REGISTRARE STILI PER COSTRUIRE SONG
Gli arranger permettono di registrare Song suonando gli stili. In quale delle seguenti espressioni ti riconosci di più?

Risultato. Chi fa uso abituale del registratore di Song sfruttando gli stili è il popolo più numeroso (30%+24%=54%) anche se la seconda parte di questi lamenta lacune significative nei sequencer di bordo: poco flessibile, non molto pratico e scarso di funzionalità. Leggo questo risultato come un invito rivolto a Yamaha, Korg, Casio, Roland e Ketron perché possano rivedere e aggiornare i sequencer MIDI di bordo, alcuni di questi in effetto molto datati.

7 STILI VS BASI
Nell’utilizzo normale del tuo arranger, in quale rapporto percentuale fra stili di accompagnamento e basi (MIDI file/MP3) ti riconosci?

Risultato. Gli arranger sono arranger. E si usano essenzialmente per la sezione di stili di accompagnamento. Questo dato è confortante. È la conferma che il bisogno di (nuovi) stili continua ad essere centrale. Dietro le quinte, si percepisce il definitivo abbandono degli arranger da parte di chi usava questo tipo di strumenti musicali quasi esclusivamente per mettere le basi in playback (roba da anni ’90 quando dilagavano sui palchi i finti musicisti dotati di tastiera).

8 AUTO-FILL
Utilizzi la funzione di Auto-Fill?


Risultato. Stravince il “Sempre o comunque spesso”. Avevate dei dubbi?

9 INTRO/ENDING
Quale tipo di Intro/Ending utilizzi più frequentemente?

Risultato. Non stupisce affatto: più breve è l’Intro/Ending è maggiormente si presta ad essere versatile e comodo da utilizzare. Anche se meno usati, comunque i pattern di media e superiore lunghezza hanno i loro utilizzatori affezionati.

10 MULTIPAD e PAD
Sei solito utilizzare i MultiPad/Pad con gli stili?

Risultato. I MultiPad/Pad rappresentano uno strumento potente per dare varietà e, indirettamente, espandere gli stili di bordo con freschezza e immediatezza. Gli stili preset posso avere nuova vita se rigenerati dai MultiPad/Pad. Pensavo avrebbero ottenuto un consenso più elevato e invece ottengono sì la maggioranza assoluta al 54% (fra Sempre, Spesso e Abbastanza cioè 8% + 23% + 23%) ma senza strafare.

11 RICONOSCIMENTO DEGLI ACCORDI
Suonando gli stili di accompagnamento, utilizzi il riconoscimento degli accordi con la tastiera in Split o in Full Keyboard cioè su tutta l’estensione della tastiera?

Risultato. Gli arranger sono nati tutti con lo split. Successivamente, i top di gamma hanno dato la possibilità di sfruttare l’intera estensione della tastiera per il riconoscimento degli accordi a favore di chi possiede una valida tecnica pianistica. Non mi sorprende quindi che solo il 5% ne faccia uso.

12 DITEGGIATURA
Che tipo di riconoscimento accordi utilizzi più frequentemente? 

Risultato. Intermedio e avanzato si dividono la posta (45% ciascuno). Mi conforta sapere che solo il 9% utilizza il metodo One Finger.

13 ENSEMBLE
Utilizzi la funzione Ensemble di armonizzazione automatica della melodia?

Risultato. Come mi aspettavo: la funzione Ensemble NON è fra le caratteristiche più popolari fra i suonatori di arranger.

14 MEMORIE ASSOCIATE ALLE VARIAZIONI DEGLI STILI
Utilizzi le memorie associate a ciascuna variazione dello stile (OTS per Yamaha, STS/Keyboard Set per Korg) fornite assieme agli stili?

Risultato. Le memorie OTS/STS e similari hanno un largo utilizzo. Non mi sorprende. Mi chiedo tuttavia quali siano le ragioni per cui un 15% dichiari di non utilizzarle mai.

15 TASTI SYNCRO
Utilizzi le funzioni di Syncro-Start e Syncro-Stop?

Risultato. Stravince l’utilità di questi pulsanti (40% per Spesso e 29% per Sempre).

16 PERSONALIZZARE GLI STILI
Sei solito modificare gli stili per renderli più consoni alle tue esigenze?

Risultato. Prevale di poco (52%) il numero di chi modifica spesso gli stili. Numeroso comunque il numero di chi usa prevalentemente gli stili preset così come sono.

17 Genere
Maschio, femmina, preferisco non rispondere.

Risultato. Ora i casi sono due: o le ragazze sono reticenti e si vergognano a dire che suonano un arranger; oppure il pianeta dei suonatori di tastiere arranger sembra essere un club esclusivo per maschi. Che peccato, vero?

18 Anno di nascita

Risultato. Il campione di persone che hanno risposto al questionario segnala un evidente predominio di boomer accanto alla totale assenza di Millennial e Generazione Z. Pensate che siamo una razza in via di estinzione? Personalmente non credo, per lo meno, non in modo assoluto. Piuttosto ho l’impressione che le giovani generazioni, avendo serie difficoltà ad accedere ad arranger che costano più di mille euro, non abbiano trovato interessante questo sondaggio.

19 AREA GEOGRAFICA

Risultato. Vince il Sud (35%). Notevole la partecipazione di musicisti residenti all’estero fra i partecipanti a questo sondaggio (9%, non male!).

20 PROFESSIONE

Risultato. Vincono per un pelo i musicisti amatoriali (39%) contro i professioni (37%). Ma il risultato va letto tenendo conto della numerosa schiera dei semi-professionisti (24%) che appartengono in qualche modo ad entrambi gli schieramenti al top. Gli studenti e i giovani esordienti sono i grandi assenti da questo sondaggio (un solo voto).

21 ESPERIENZA
Da quanto tempo utilizzi una tastiera arranger?

Risultato. Praticamente un plebiscito. L’87% dei partecipanti al sondaggio suona un arranger da almeno 10 anni. Il campione è quindi molto significativo per i suonatori di arranger di lunga data. Molto meno per i nuovi ingressi.

Chiuso il sondaggio Tastiere Arranger: domani i risultati

Ieri 31 maggio abbiamo chiuso i battenti del Sondaggio Tastiere Arranger 2021. Domani 2 giugno pubblicheremo i dati con tutti i risultati che sono emersi dalle 21 domande poste.

Ringrazio personalmente le 250 persone che hanno contribuito con le loro risposte al questionario. Il numero ampio di partecipanti ha un valore speciale dato che il livello di qualità dei contributori è molto alto. Nella stragrande maggioranza dei casi, le adesioni sono pervenute da tastieristi esperti della materia e da persone competenti. Il campione rappresenta quindi valori significativi che danno indici reali rispetto l’attuale comunità dei musicisti suonatori di tastiere arranger.

Questi sono dati preziosi per tutti i produttori di strumenti musicali: sono informazioni precise e accurate sui gusti e le tendenze del proprio mercato di riferimento. Le aziende normalmente si rivolgono ad agenzie specializzate per questo tipo di sondaggi. Ora potranno averle gratuitamente e in modo del tutto trasparente: anche i loro “clienti” possono accedere da domani ai risultati e vedere da vicino la “fotografia” collettiva della materia.

Chissà che questo sondaggio non possa contribuire ad influenzare le caratteristiche della produzione dei prossimi strumenti arranger e dei prossimi stili di accompagnamento, favorendo il ravvicinamento dei contenuti fra domanda e offerta. Sarebbe un effetto straordinario di questa iniziativa indipendente e spontanea.

Ringrazio anche coloro che hanno preferito non rispondere (alcuni di questi mi hanno scritto dandomi le loro motivazioni). Ci sta: non tutti amano partecipare ai sondaggi. Del resto, la mia era solo una proposta e il fatto che ben 250 persone (al netto di doppioni e spam) abbiano trovato il tempo e la concentrazione per dare il proprio contributo, è per me un segno tangibile della vitalità dei lettori di Tastiere Arranger.

GRAZIE!

PS: Tornate domani: leggeremo e commenteremo insieme i risultati.

Regalare una tastiera nel 2021

Vi ricordate ancora quando eravate ragazzi fra gli 11 e i 14 anni? Gli anni della trasformazione, quando gli ormoni si destavano e mettevano in bilico la personalità in crescita tra infanzia e adolescenza. Erano i nostri anni della pura incoscenza e dei grandi sogni. Si assorbiva tutto come delle spugne.

Del mio periodo fra gli 11 e i 14 anni, oltre alla scuola, io ho solo due ricordi: facevo tanto sport (negli anni settanta significava essenzialmente “giocare a pallone” a perdifiato) e facevo tanta musica. E quando dico “tanto sport” e “tanta musica”, dico proprio tanto/tanta. Ricordo partite di pallone quotidiane che duravano almeno quattro ore; il sabato e la domenica si giocava tutto il pomeriggio fino a quando c’era luce. Per non parlare delle vacanze estive, in cui si cominciava il mattino e si finiva al tramonto. E poi ricordo le sere autunnali e invernali, quando faceva buio: tutti i giorni almeno un’ora e mezza a studiare pianoforte e organo. Il calcio era l’energia esplosiva che dovevamo far uscire dal nostro corpo, mentre la musica era l’energia stellare che affascinava la nostra immaginazione e incantava i nostri sogni. Io sognavo di diventare un musicista famoso e di vivere per sempre di musica (che illuso!).

Che dite, ho avuto una brutta preadolescenza?

Ora guardate i preadolescenti di oggi: volete lasciarli in balia del bullismo e della dipendenza da smartphone? Io penso che non sia il caso. Penso che anche i ragazzi e le ragazze di oggi apprezzerebbero la possibilità di tuffarsi a perdifiato dentro i propri sogni se venisse loro proposto.

Per cui… se avete un’occasione di fare un regalo a un ragazzo o una ragazza fra gli 11 e i 14 anni, vi consiglio di prendere in considerazione l’idea di regalare uno strumento musicale. E se vi balenasse l’idea che questo regalo possa essere proprio una tastiera, allora l’articolo che ho appena scritto e che SM Strumenti Musicali ha pubblicato oggi, capita proprio a fagiolo.

Sembra fatto su misura, n’est-ce-pas?

ANCORA UN ATTIMO!
Avete già partecipato al sondaggio 2021 sulle Tastiere Arranger?
Se non l’avete ancora fatto, per favore fatelo presto.
C’è ancora tempo, ma solo fino al 31 maggio.

Sondaggio 2021 sull’utilizzo delle tastiere arranger

Una semplice domanda.

Cosa vorresti dire della tua tastiera arranger?

O forse non è una domanda così semplice. Perché una tastiera arranger si presta a fare una schiera infinite di “cose musicali”. Puoi usarla per suonare, per intrattenere, per comporre, per registrare, per produrre nuova musica, per studiare, per esercitarti, per divertirti, per far ballare, per far sognare, per interpretare, per accompagnare, per vincere la noia, per crescere, per essere felice, per migliorarti, per vincere i momenti di solitudine, per scaricare lo stress, per passare il tempo, per conoscere meglio te stesso…

È giunto il tempo di raccontare noi stessi, di misurare le nostre esperienze e le nostre opinioni: l’invito a partecipare è ovviamente rivolto a tutti i lettori del blog TastiereArranger.com e a tutti quanti si sentono parte della più ampia comunità virtuale degli appassionati di tastiere arranger. Potremo imparare a conoscere meglio noi stessi (e chissà che i dati raccolti non possano servire anche a chi progetta e realizza tastiere arranger e stili nel prossimo futuro).

Da oggi (da ora!) è a disposizione un nuovo sondaggio che ho creato per voi. Trattasi di un questionario che si compila in 10 minuti o poco più. Resterà aperto a vostra disposizione per alcune settimane, fino alla fine di maggio.

Ho bisogno del vostro aiuto: rispondete al Sondaggio sull’utilizzo delle tastiere arranger. Sono sicuro che vi divertirete nel rispondere. E, scusatemi se insisto, aiutatemi a diffondere questo sondaggio e invitate i vostri amici suonatori di arranger perché il numero più ampio di tastieristi possa partecipare e dire la propria opinione.

Vi ringrazio in anticipo! Ci risentiamo subito dopo la fine di maggio: i risultati saranno resi pubblici, li potrete vedere da voi. E, ovviamente, li commenteremo insieme.

Raffaele Volpe, nuovo Presidente DISMAMUSICA

L’Assemblea ordinaria elettiva DISMAMUSICA, svoltasi lunedì 15 marzo 2021, ha eletto i nuovi Organi direttivi per il triennio 2021 – 2023: l’Ing. Raffaele Volpe, Amministratore Delegato della filiale italiana di Yamaha Music Europe, è il nuovo Presidente e raccoglie il testimone da Antonio Monzino, proclamato per acclamazione Presidente onorario dell’Associazione. Completano il nuovo Consiglio eletto: Mauro De Nadai (Lucky Music), Stelvio Lorenzetti (Algam Eko), Filippo Michelangeli (Michelangeli Editore), Paolo Molteni (Molteni Strumenti musicali), Laura Moro (Edizioni Curci) e Fulvio Pesenti (Proel).

Nel corso dei lavori assembleari, è stata presentata l’indagine sul retail specializzato italiano realizzata tra gennaio e febbraio 2021. Il 2020 si è chiuso con un segno negativo rispetto al 2019 per l’84% degli operatori intervistati. Mediamente i negozianti italiani di strumenti musicali hanno dichiarato una perdita del 20% di fatturato e prevedono un ulteriore calo del 3% nel 2021.

Secondo i dati raccolti da DISMAMUSICA, si tratta di un dato medio che trova conferma anche tra le aziende di produzione e importazione di strumenti musicali, mentre il settore audio professionale registra perdite maggiori a causa del blocco delle attività dello spettacolo dal vivo. Il 67% dei dettaglianti italiani ha rilevato un calo della marginalità nel 2020 ed il 56% vede a rischio la stabilità della propria azienda, con l’8,5% che non esclude di dover cessare l’attività. I punti critici che affliggono il comparto secondo i rivenditori italiani sono rappresentati dalla presenza di piattaforme, soprattutto straniere, che operano online beneficiando di normative non equilibrate, da una marginalità troppo bassa, dall’aliquota IVA ordinaria inadeguata a sostenere lo strumento musicale come prodotto culturale e da una domanda che resta a livelli modesti anche a causa dell’inesistente politica di incentivazione per la pratica dello strumento musicale, ivi compresa l’assenza dello strumento tra le materie di insegnamento obbligatorio nelle scuole.

«Il contesto economico generale, così come quello specifico del settore, restano fortemente critici – afferma Volpe – ed amplificano le problematiche strutturali di un comparto piccolo in termini di fatturato globale, ma fondamentale in quanto generatore di cultura e benessere. Nell’assumere la Presidenza dell’Associazione desidero riaffermare il ruolo della musica attiva quale imprescindibile supporto allo sviluppo integrale ed armonico della persona nella sua dimensione culturale e sociale. Ringrazio Antonio Monzino, con il quale continueremo a lavorare fianco a fianco, per il grande lavoro da lui avviato sul tema della piena valorizzazione della pratica musicale e delle necessità di interventi strutturali ed organici a sostegno del settore. L’Italia, patria della Musica a livello mondiale, è ancora clamorosamente arretrata sul piano del “fare musica”. È un ritardo che non ci possiamo più permettere di subire: l’Associazione continuerà a fare la propria parte, ma chiediamo che anche i decisori istituzionali facciano la loro».

Milano, 16 marzo 2021

DISMAMUSICA è l’Associazione imprenditoriale, aderente al Sistema CONFCOMMERCIO Imprese per l’Italia,rappresentativa della filiera del mercato degli strumenti e delle edizioni musicali (produzione, importazione, distribuzione, case editrici, società di servizi, musicisti, scuole di musica). Fondata nel 1982, svolge un lavoro prezioso al servizio del mercato di riferimento, occupandosi di aspetti economici e settoriali ma soprattutto svolgendo un’azione di ordine culturale, formativo e sociale a sostegno della pratica musicale

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