Archivio dell'autore: Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

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Informazioni su Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

Ho creato nel 2009 il blog Tastiere Arranger per raccontare tutto quello che si deve sapere sulle tastiere con accompagnamenti. Ho collaborato in passato con MusicOff e AudioFader. Oggi, oltre a scrivere per questo blog, faccio parte del team di autori di SM Strumenti Musicali dove pubblico test, focus e recensioni sugli arranger.

Dexibell XMURE: l’arranger del futuro?

Dexibell XMURE Touch

Che cosa è XMURE e perché dovrebbe interessare gli appassionati di arranger?

Perché è un arranger, a tutti gli effetti: profondamente diverso dai predecessori, ma rende possibile l’esecuzione di accompagnamenti pilotati da accordi suonati in tempo reale.

A differenza degli arranger tradizionali, qui tutti i pattern sono in formato audio. Avete letto bene: formato audio.

Che cosa ci potete fare? Diciamo le funzioni essenziali di un tradizionale arranger:

  1. suonare gli accordi e gli accompagnamenti automatici vi seguiranno
  2. sfruttare i pattern esistenti per creare le vostre canzoni
  3. ri-arrangiare i brani preferiti
  4. registrare un brano in formato audio multi-traccia
  5. di più: importare la sequenza di accordi in formato XML da una sorgente esterna perché pilotino i pattern di accompagnamento

Dexibell XMURE è un’applicazione software che gira fondamentalmente su dispositivi portatili Apple (praticamente: iPhone e iPad) e che voi poi potete usare secondo modalità diverse, dovete ritenete opportuno.

Vi sembra troppo e volete usare XMURE in modo più vicino alla modalità tradizionale? Bene, procuratevi un pianoforte digitale Dexibell della serie VIVO e l’app XMURE TOUCH. Collegate il vostro iPhone/iPad tramite un cavo USB con adattatore per fotocamera da Lightning a USB e cominciate a suonare. Oltre al riconoscimento degli accordi, su uno strumento Dexibell potrete utilizzare i controlli già predisposti e dedicati: le funzioni Assign Switch e Function Pedals sono disponibili su VIVO per pilotare l’applicazione.

Avete invece sottomano una tastiera digitale di altri marchi? Procuratevi allora l’app XMURE INSTRUMENT. Tutto funziona come se aveste un pianoforte Dexibell, le differenze saranno dovute all’assenza dei controlli dedicati e alla necessità di acquistare le risorse necessarie a parte dall’Apple Store.

Non avete a disposizione alcun strumento digitale a tastiera? Beh, usate XMURE TOUCH direttamente sul vostro iPhone o iPad, e arrangiate le tracce della vostra musica preferita sfruttando gli innumerevoli pattern musicali.

Io credo che XMURE meriti la nostra attenzione. Torneremo sull’argomento, intanto godiamoci insieme questa dimostrazione di Ralf Schink.

Expansion Pack: Greetings from Italy (per Tyros 5 e PSR-S970/S770)

Un nuovo pacchetto di espansione, Greetings from Italy, è apparso recentemente sul portale di Yamaha Music Soft. Trattasi di una collezione musicale dedicata all’antica tradizione folcloristica italiana, alla musica popolare da ballo, alle voci d’opera e alle grandi colonne sonore dei film.

Fra i suoni e gli accompagnamenti spiccano ritmi di tammurriata, quadriglia, rumba napoletana, pizzica, tarantella, saltarello; per gli amanti della balera e del ballo liscio, il pacchetto offre autentici ritmi di walzer, mazurka, polka, tango, fox, moderato; non mancano suoni di qualità necessari per il repertorio: sax contralto, sax tenore, fisarmoniche (master, musette, bandoneon) e chitarre e ritmiche. Infine, il pacchetto software include alcune voci di soprano d’opera ispirate ai più famosi temi e alle melodie di musica per film di Ennio Morricone e Hans Zimmer.

In dettaglio, Greetings from Italy contiene 32 nuovi stili di accompagnamento, 20 voci addizionali, 3 Multipad, 4 banchi di Registration e due spettacolari brani MIDI completi (La donna è mobile e Libiamo ne’ lieti calici) che dimostrano le capacità espressive possibili con i nuovi suoni presenti nel pacchetto.

Dietro la genesi e la realizzazione di questo lavoro importante, c’è un lavoro di squadra della divisione italiana di Yamaha Music Europe capitanata da Raffaele Volpe con Danilo Donzella e Mauro Di Ruscio e, soprattutto con la collaborazione esterna di Michele Mucciacito di Evento Suono che ha curato nei dettagli la fase di programmazione. Ho chiesto loro di commentare insieme questo lavoro, a favore dei lettori di Tastiere Arranger.

L’esperienza

Re’: Danilo, per favore introduci la materia.

DD: Siamo orgogliosi di presentare Greetings from Italy, una risorsa indispensabile per chi suona il repertorio italiano con Tyros5, PSR-S970 e PSR-S770. È stato un importante lavoro di squadra, l’esperienza di Michele è stata preziosa e fondamentale per la realizzazione, mentre io e Mauro ci siamo spesi per coordinare e indirizzare le attività, provare le risorse a fondo, collaudare il tutto e suggerire i miglioramenti possibili. Insomma, Greetings from Italy è il risultato di un lungo processo di ricerca, studio e verifica finale di gruppo.

Re’: Michele, sono molto curioso di sapere da dove hai preso le mosse per creare la selezione di stili e di suoni.

MM: Naturalmente sono partito dalla nostra musica popolare: pizzica, tammurriata, rumba napoletana, quadriglia, saltarello e tarantella. Sono le cadenze ritmiche più famose e fanno parte della nostra tradizione.  Ho chiesto a musicisti ed esecutori esperti di quelle cadenze di venire in studio da me a Tavullia e registrare questi groove con i loro tamburi a cornice e tamburelli. Dopo la fase di registrazione, c’è stato un lungo processo di post-produzione ed editing per poterli poi gestire dentro gli arranger. Una volta completata lavorazione dei groove, ho iniziato la scrittura degli styles. Anche per creare style e suoni di musica da ballo contemporanea, ho usato lo stesso modus operandi che ho usato per la musica popolare ma stavolta mi sono concentrato sugli strumenti solisti della musica da ballo: sax contralto, sax tenore, fisarmoniche (musette, bandoneon e master) e chitarre di accompagnamento. La stretta collaborazione con i musicisti che suonano questo genere di musica è stata di aiuto.

Re’: Ho visto che sono stati inseriti numerosi stili di accompagnamento dedicati alla musica da ballo a partire dai tipici ritmi valzer, polka e mazurka romagnoli passando per i moderati, cumbia e beguine, per arrivare fino alle nuove tendenze che il mondo della balera, come la Kizomba, un ballo di successo desunto dalla musica latina.

MM: In quel caso, per creare lo stile, ho preso come riferimento Kizombera la prima Kizomba per fisarmonica scritta in Italia e ballata in tutti i locali da ballo del Bel Paese.

Re’: Michele, mi piacerebbe saperne di più delle voci solite operistiche vocalizzate.

MM: Quello è stato un processo di produzione particolare: c’è stato uno studio preventivo sull’acquisizione della voce e sul test dell’attitudine di tale campione ad essere suonato sulla tastiera. Infatti, l’attacco del suono della voce è variabile secondo la vocale prodotta e il controllo dei campioni per mezzo dei tasti bianchi e neri può essere difficoltoso: in particolare le melodie con BPM veloci richiedono campioni con una velocità di attacco omogenea su tutto il range dell’estensione della voce. Le fasi di post-produzione e editing sono state molto complesse, ma affascinanti al tempo stesso: ci sono sempre degli aspetti del suono che si comprendono bene solo nel momento in cui si lavora con l’editor dei campioni.

Re’: I suoni vocalizzati sono i primi per Yamaha che si ispirano alla nostra tradizione operistica e alle nostre grandi colonne sonore. Anche questo è stato un passo importante per la casa giapponese.

MM: È una ricerca continua che da anni porto avanti come sound designer e style maker al fine di creare contenuti musicali che possano esaltare al massimo le potenzialità delle tastiere arranger. Con Greetings from Italy abbiamo tentato di offrire nuovi spunti musicali ai musicisti degli arranger Yamaha, che siano essi professionisti o neofiti della musica. Un grazie particolare ad Alessandra Bosco, l’artista che ha interpretato i suoni vocalici presenti nel pack con la sua magica voce e che ora i musicisti potranno far cantare con la propria Tyros5, PSR-S970 o PSR-S770.

Re’: E tu, Mauro, come valuti questo lavoro?

MDR: Oltre che pianista, sono anche fisarmonicista, per me una grande passione ereditata da mio padre Nicola il quale la suonava in modo fantastico, seppure solo per diletto. Da anni non suono più nell’ambito della musica da ballo ma, grazie al mio lavoro, conosco molti musicisti che suonano nelle balere e nelle feste di piazza: ne ho invitati alcuni ad ascoltare in anteprima il pack non ancora definitivo, ricevendo delle ottime valutazioni in generale e suggerimenti particolari su suoni specifici e su certe velocità da ritoccare. Tutta questa esperienza diretta dal mondo reale è stata applicata al pack, durante tutta la lunga fase di test approfondito. Sono convinto che Greetings from Italy potrà dare grandi soddisfazioni a chi suona il repertorio popolare con gli arranger Yamaha.

Conclusione

Si chiude qui l’intervista gentilmente concessa ai lettori di Tastiere Arranger. Potete scaricare il pacchetto Greetings from Italy (al prezzo di 119,99 Euro per Tyros5 e 89,99 Euro per PSR-S970/S770) dal portale di Yamaha Music Soft, dove è possibile ascoltare alcuni brevi estratti audio dimostrativi.

PS: Mi riprometto di pubblicare, fra non molto, probabilmente sulle colonne del sito AudioFader, il test personale e completo di questo prodotto.

Un milione di volte clic

Oggi, 23 maggio 2017, il blog delle tastiere arranger https://tastiere.wordpress.com ha raggiunto e superato il traguardo di un milione di letture, un dato confermato ufficialmente da WordPress.

Dall’ottobre 2009 ad oggi ho pubblicato qui 487 articoli che, nel corso di questi anni, hanno collezionato ogni volta un briciolo della vostra attenzione fino a raggiungere la quota di un milione di clic a fronte di oltre 303.000 visitatori unici.

Lasciate che, per un attimo (solo per un attimo), possa voltarmi indietro e ricordare con voi alcuni fra i momenti più significativi della mia storia di blogger:

Un milione di clic potrebbe non significare molto per una grande testata editoriale del web. Ma per un libero pensatore, armato solo della propria passione, è un numero straordinario. Non mi stancherò mai di esprimere la mia gratitudine per voi lettori, abituali ed occasionali, per il tempo che avete dedicato ai miei scritti in materia di tastiera arranger.

Ancora una volta un abbraccio a ciascuno di voi e un augurio di poter suonare sempre la vostra musica, dappertutto!
Renato

Schroeder suona il pianoforte (Peanuts, disegno di Charles M. Schulz)

Ketron SD7: rilascio della versione 1.2.2

Dettaglio di Ketron SD7

Sono trascorse solo poche settimane dall’annuncio della versione del software 1.2.1 per SD7, ed ecco che Ketron ci sorprende con una nuova ed inattesa uscita: stiamo parlando della versione 1.2.2.

Come possiamo commentare? Di sicuro, è bene prendere in considerazione seriamente questa novità: se siete possessori di un arranger SD7, non esitate e installate l’ultimo aggiornamento, anche se rilasciato così poco tempo dopo quello precedente.

Del resto, è buona abitudine mantenere aggiornata sempre la propria tastiera digitale: questa buona pratica non consente soltanto di risolvere malfunzionamenti o di ricevere nuove funzionalità, ma vi garantisce una stabilità generale dello strumento e riduce il rischio di una visita presso un centro di assistenza, nel caso di eventuali e malaugurati guasti software. Questi aggiornamenti procurano miglioramenti su specifici comportamenti del prodotto (in questo caso sull’uso del joystick per il controllo dell’intonazione e della modulazione), ma non solo: ne beneficia sempre un generale utilizzo dello strumento che risponderà al meglio nella risposta dei pulsanti a pannello, nella tastiera in sé, nell’uso dell’aftertouch o dei pedali, un po’ tutto.

Ricordate che gli aggiornamenti vanno installati in sequenza, senza salti: prima installate 1.2.1 e poi 1.2.2.

Roland E-A7, la mia recensione (su AudioFader)

Prosegue la mia collaborazione con AudioFader con la recensione di Roland E-A7, un qualcosa che avevo in serbo da tempo, dopo aver già scritto un breve commento su questo arranger in occasione del suo lancio commerciale.

Ora potete leggere il mio test completo: previa registrazione gratuita, tutto il testo è disponibile sulla piattaforma AudioFader dedicata alla produzione musicale e all’audio professionale.

E-A7 è un prodotto sul mercato dalla fine del 2015 e che sinora è stato abbastanza trascurato dai media di settore. Era giunto quindi il momento di colmare la lacuna con questo articolo approfondito e ricco di dettagli. Spero possiate apprezzarne la descrizione, i contenuti e la valutazione.

Ecco qui per voi l’incipit, una pillola di assaggio, giusto per stuzzicare la vostra curiosità e invitarvi alla lettura completa su AudioFader.

La lunga cavalcata di arranger Roland “Made in Italy” è terminata in gloria con gli ultimi modelli della serie BK. Con la E-A7, Roland intende aprire un capitolo nuovo che strizza l’occhio al mercato asiatico, senza rinunciare a sfruttare il patrimonio tecnologico sviluppato in Italia. Il desiderio di sapere è forte: esaminiamo insieme allora il primo arranger Roland prodotto a seguito di questo mutamento.

La E-A7 è un arranger compatto e leggero, con altoparlanti di bordo. La prima impressione è confortante grazie all’aspetto moderno, in linea con le recenti linee estetiche Roland, mentre il peso di soli otto chilogrammi e le dimensioni fanno subito venir voglia di caricarla in auto per andare a suonare da qualche parte, ovunque ci sia una presa di rete a cui collegarsi.

(Continua su AudioFader)

Korg Pa4X e i suoi discendenti

Korg Pa4X, arranger workstation

Il tempo passa inesorabilmente e l’ultimo lancio di autentiche novità arranger in casa Korg risale al settembre 2015 con l’annuncio di Pa4X. A dire il vero, al MusikMesse 2017, abbiamo visto da vicino Pa4X Musikant, ma si tratta di un modello di scarso interesse nel nostro Paese, in quanto è essenzialmente dedicato al mercato di ceppo germanico e al genere schlager in particolare. Così come era successo con il modello precedente (Pa3X), seguirà presto una declinazione articolata dei discendenti di altri modelli derivati e più interessanti. Ma ci vuole ancora un po’ di tempo. Arriverà molto probabilmente un modello portatile che sostituirà a listino l’ottimo Pa600, una workstation arranger di media caratura a 61 o a 76 tasti, come Pa900 e Pa3X Le, una versione economica alla stregua di Pa300. Senza escludere la possibilità di una eccezionale uscita a 88 tasti pesati come Havian 30, il pianoforte arranger, ma su questo punto ho qualche dubbio, per ora.

In attesa di queste novità, mi raccomando, nel frattempo non restiamo con le mani in mano. Possiamo continuare a suonare con gioia gli strumenti di cui disponiamo adesso. Per gli appassionati della serie Korg, tutti i modelli citati qui sopra rappresentano interessanti variazioni del tema: grazie al totale dominio di ogni parametro, questi arranger sono da sempre i prediletti di chi ama personalizzare i propri suoni e le proprie esibizioni, di chi non si accontenta delle configurazioni di fabbrica ma ama esplorare a fondo. E il loro prezzo di listino si è ormai assestato, chissà che non cali ancora in vista di imminenti uscite.

Inoltre, possiamo approfondire la conoscenza dell’attuale ammiraglia Pa4X, cogliendo l’occasione della recente pubblicazione di una serie di tre filmati video che illustrano in dettaglio le qualità e le caratteristiche degli stili per arranger Korg.  Ci ha pensato Frank Tedesco, dall’Arizona (USA), un giovane e brillante musicista che si è prestato alla presentazione di questi filmati per il canale Korg USA su YouTube. Ovviamente i filmati sono in lingua inglese ma, come sempre suggerisco, potetete fare ricorso ai sottotitoli di YouTube per seguire meglio le spiegazioni.

Nel primo video, Frank ci parla di riconoscimento degli accordi e dell’utilizzo del pulsante Memory.

Nel secondo video, si entra più nel dettaglio affrontando argomenti interessanti con il Bass Inversion, il basso manuale e le memorie STS per il richiamo automatico delle parti da suonare dal vivo insieme ad un accompagnamento automatico.

Nella terza e ultima parte, Frank ci illustra come controllare Intro, Ending, Tempo e Synchro Start/Stop e completare così le nozioni di base per la migliore esibizione musicale con uno stile di accompagnamento automatico.

Frank Tedesco ha pubblicato nei mesi precedenti altri filmati tutorial su Korg Pa4X, molto più tecnici sulla programmazione degli stili e dei MIDI file. Se vi interessano, cercateli sul canale Korg USA su YouTube.

Ketron SD7: rilascio della versione 1.2.1

I fasti del MusikMesse hanno dato risalto a Ketron SD9 rischiando inevitabilmente di mettere in secondo piano il modello SD7, di cui abbiamo ampiamente raccontato in questo blog nel passato.

In realtà, proprio in questi giorni, l’arranger SD7 gode di un aggiornamento importante ed essenzialmente composto da una quindicina di funzionalità che erano state realizzate e sviluppate per SD9 e ora sono applicate al modello SD7. Il precedente aggiornamento software di quest’ultimo (1.2.0) risale al giugno 2016.

Non si tratta nulla di eclatante – mi spiace deludere i possessori di SD7, ma non c’è il Launch Pad su questo strumento – tuttavia queste novità contribuiscono a migliorare il corredo generale di funzionalità e servizi offerti dallo strumento.

Trattasi di tanti piccoli ritocchi e aggiornamenti che vanno coprire diverse aree di funzionamento: VOICETRON, MODELING, TRANSPOSER, FOOTSWITCH, VOCALIZER, supporto ai MIDI files, USER VOICE, AUTOFILL, REGISTRATION, PITCH RANGE, FISA CLASSIC e così via. Se volete approfondire i dettagli, vi consiglio la lettura della nota di rilascio sul sito ufficiale Ketron.

Prossimamente, queste migliorie saranno applicate anche agli altri prodotti Ketron come SD40, MidJPro e SD80.

Ketron SD7 – Aggiornamento alla versione 1.2.1

Yamaha alza il sipario su PSR-EW300

Yamaha PSR-EW300 – 76 tasti

Chi di voi segue il blog con fedeltà, sa che abbiamo già svelato qualcosa di Yamaha PSR-EW300: oggi però, in attesa di provare lo strumento di persona con maggiore calma e poter raccontarvi di più, vorrei tratteggiare insieme a voi le caratteristiche principali a livelli di panoramica.

Quando abbiamo visto PSR-EW300 per la prima volta al MusikMesse 2017, esposto nello stand Yamaha, abbiamo fatto cenno “alla versione a 76 tasti di PSR-E363 di cui condivide la quasi totalità delle specifiche tecniche”. Siamo stati un po’ sbrigativi in effetti e allora commentiamo insieme i punti salienti di questo annuncio.

  • I tasti dinamici sono essenziali: potete rinunciare a molto, ma non a tutto. Di certo non potete fare a meno dei tasti dinamici su una tastiera digitale. E così è per PSR-EW300.
  • E i tasti sono 76: vi permettono di lasciarvi andare in direzione di esibizioni pianistiche (lo so, lo so, se ci fossero anche i tasti pesati… ma allora non parleremmo più di una tastiera di primo ingresso).
  • 574 voci, alcune di questi di ottima qualità: mi ripeterò fino alla noia, da anni Yamaha continua a distillare sui modelli di primo ingresso voci di qualità abitualmente presenti su modelli superiori.
  • 165 stili di accompagnamento espandibili tramite il trasferimento da PC: osservate che lo strumento è compatibile solo con file di estensione .sty e che non superino le dimensioni di 50KB.
  • Il rinnovato sistema di lezioni interattive per imparare a suonare (Keys to Success) si basa su esercizi oggetto di valutazioni automatiche con punteggio; è un sistema severo ed efficace, visto che solo i punteggi validi ammettono il passaggio all’esercizio successivo.
  • 150 frasi per l’arpeggiatore.
  • Chiude la modalità DUO che consente di suonare a quattro mani con un insegnante:
    due persone possono suonare lo strumento contemporaneamente, con lo stesso suono e lo stesso intervallo di ottave. In pratica, l’insegnante esegue il brano modello e l’allievo osserva e suona, stando seduto al suo fianco.

Le possibilità di utilizzo sono espandibili facendo ricorso alle applicazioni disponibili sull’Apple store per iPad e iPhone.

Vi consiglio di accedere alla fonte ufficiale: la pagina dedicata a PSR-EW300 sul sito Yamaha è ben fatta ed è completa di foto, esempi, filmati e dimostrazioni audio. Noi, nel nostro piccolo, torneremo sull’argomento. Magari riuscirò a raccontarvi di più dopo una prova approfondita.

MusikMesse 2017: panorama sullo stato dell’arte degli arranger

MusikMesse 2017 a Francoforte (Germania) – Tutte le foto in questo articolo sono di Mario Jr Restagno

L‘appuntamento principale dell’anno per gli arranger

Chiusi i cancelli del MusikMesse 2017 e completata la rassegna degli espositori di arranger, è giunto il momento di tirare le somme anche in questo blog. Dal punto di vista della partecipazione del pubblico, ascoltando gli espositori e gli addetti ai lavori, esce un quadro che possiamo descrivere con il termine “decrescita” rispetto gli anni passati. C’è stato un tempo in cui il MusikMesse era l’appuntamento mondiale più importante nell’anno per i produttori di strumenti musicali. Poi, con il trasferimento delle produzioni in Asia e con la scomparsa di molti marchi europei blasonati, questa fiera si è trasformata in un evento regionale a favore del Winter NAMM americano. Altre riflessioni andrebbero poi fatte sulla diversa importanza che possono assumere le fiere tradizionali ai tempi di Internet.

Tuttavia, per quanto concerne l’argomento principe di tastiere.wordpress.com, sappiamo che la realtà degli arranger prende vita fondamentalmente in Europa. E quindi per noi, la fiera di Francoforte resta ancora l’appuntamento principale per fare il punto sullo stato dell’arte di questo comparto produttivo di strumenti musicali, dopo un anno di totale assenza di nuove proposte da parte di chicchessia.

In sintesi, ripercorriamo insieme le novità più rilevanti.

Marcello Colò di Ketron suona SD9

Ketron

Per i musicisti più esigenti, SD9 è il prodotto arranger da seguire al momento. Contiene il Launch Pad, una modalità innovativa di fare musica dal vivo e in studio che permette di integrare con semplicità audio, MIDI, stili e tutte le risorse della macchina. Osservare un’azienda che investe e propone nuove tecnologie è sempre un buon segno di vitalità: chissà che Ketron non riesca a fare il botto sul mercato a livello internazionale. Per fare questo passo, servirà investire molto sulla comunicazione: vedremo in questo senso se l’azienda di Ancona saprà far fruttare questa ghiotta occasione.

Lo stand Dexibell

Dexibell

Per gli amanti del genere arranger, Dexibell ha in serbo l’arranger del domani. Non sarei sorpreso se XMURE diventasse la porta del futuro per gli appassionati degli accompagnamenti automatici. Questa applicazione permette di suonare alla vecchia maniera su un hardware specifico (i pianoforti digitali VIVO) ma allo stesso tempo sull’hardware di qualsiasi prodotto della concorrenza o su un tablet o iPhone. Insomma l’arranger è diventato “mobile” e questa scommessa potrebbe avere davvero un luminoso destino: molto dipenderà dalla vastità del repertorio di stili che saranno messi a disposizione dei musicisti.

Orla

Luca Serenelli di Orla suona Grand 500

Per chi suona i pianoforti digitali con arranger, la novità in fiera si trovava presso lo stand Orla, dove è avvenuto il lancio di Grand 500. L’azienda di Recanati ha investito molto per rinnovare il parco suoni e il proprio repertorio di stili per arranger. Ora le risorse di sistema e l’usabilità cominciano ad essere valori interessanti e questo pianoforte codino molto elegante potrebbe accrescere la clientela dello storico produttore di strumenti musicali.

Ralph Maten di Casio suona MZ-X500

Casio

Abbiamo visto all’opera MZ-X500 e siamo rimasti favorevolmente impressionati dalla potenza sonora di uscita di questa macchina Casio. Finora gli arranger di questa casa erano rimasti sempre confinati nel circolo del puro divertimento. Stavolta invece abbiamo un prodotto con un valido arsenale sonoro e che, a fronte di un importante ridimensionamento dei prezzi, potrebbe far gola ad una nuova categoria di musicisti, forse più vicini al mondo dei DJ che a quello dei tipici tastieristi. Questi ultimi avrebbero bisogno di un repertorio di stili preset più vasto e qualche suono di strumenti acustici in più. Chissà che Casio non lo faccia succedere un domani.

Kawai

Nessuna novità, ma una conferma per i pianoforti digitali arranger di casa Kawai: con ES8 abbiamo a disposizione un buono strumento realizzato da una delle case più importanti al mondo nello specifico del pianoforte.

Korg

Nessuna novità arranger per Korg che ha delegato la propria presenza al distributore nazionale tedesco, esponendo in fiera Pa4X Pro Musikant e Pa900. Personalmente non sarei sorpreso di vedere nei prossimi mesi qualche movimento nell’ambito della serie Pa (Professional Arranger).

Danilo Donzella di Yamaha suona PSR-EW300

Yamaha

Concludiamo con i più grandi, con Yamaha. La casa giapponese ci ha abituato a seminare sempre qualcosa in ogni fiera. La vastità di modelli a catalogo viene alimentata dalla varietà di prodotti che sembrano essere cuciti su misura per ogni tipo di esigenza. Stavolta le novità erano solo nel settore delle tastierine: se da una parte PSR-E263 e PRS-E363 erano già state annunciate al Winter NAMM lo scorso gennaio, dall’altra PSR-EW300 è un’autentica novità. Il mercato di questo segmento di prodotti funziona sempre e Yamaha ha una marcia in più rispetto tutta la concorrenza: anno dopo anno, sta rivestendo questi prodotti di suoni di ottima qualità e derivati dai modelli superiori. A prezzi molto bassi, è possibile oggi portarsi a casa uno strumento portatile che suona davvero bene, cosa impensabile fino a qualche anno fa.
A Yamaha spetta il merito poi di aver portato in fiera uno strumento davvero nuovo: ha inventato Venova nato dalla metamorfosi di un sax tenore in uno strumento leggero e poco impegnativo che potrebbe trovare spazio nelle scuole. Non potrà sostituire il classico flautino, ma diventare uno strumento economico e cool da suonare in ogni dove.

E gli assenti?

Onestamente, mi sarei aspettato di trovare Wersi e Deebach: non eravamo forse in Germania? Non li ho trovati e ci sono rimasto un po’ male. Ma la grande assenza più rumorosa è quella di Roland. Questa volta Roland non si è assentata solo dagli arranger, si è eclissata del tutto. Non l’abbiamo vista in fiera. A dire il vero, queste defezioni non sono un sintomo negativo in sé: potrebbe essere il segnale che è giunto il momento di serrare le fila, concentrando gli investimenti su altro rispetto le fiere. Nonostante tutto, vogliamo essere fiduciosi.

E alla fine…

Raccontarvi il MusikMesse 2017 è stata una bella avventura. Non mi era mai capitato di scrivere due articoli al giorno per quattro giorni di fila. UNA FATICACCIA, credetemi!
Ringrazio i compagni che hanno condiviso con me questa impresa. Mario Jr Restagno che ha scattato le foto per il blog (se non fosse stato per lui avrei anche corso il rischio di perdermi lo stand Korg visto che era defilato rispetto il padiglione principale) e Riccardo Gerbi che mi ha introdotto in tutte le dinamiche di questo evento a lui famigliare da diversi anni: l’ho visto all’opera nella registrazione di numerosi filmati video in uscita sul canale YouTube di AudioFader e ve ne consiglio la visione. A proposito di AudioFader… tornate in questo blog e presto ve ne racconterò delle belle.

Grazie a tutti voi cari lettori per l’attenzione rivolta a questo blog: il contatore di clic in questi giorni sembra essere impazzito.  La vostra cortesia nella lettura è il motore che continua a spingermi e a farmi tornare qui e a pubblicare qualcosa di nuovo. Solo per voi.

E ora relax per tutti: arrivano finalmente le vacanze pasquali! E voi fate musica dappertutto, dove potete!

 

 

MusikMesse 2017: lo stand Ketron

Ketron SD9 (foto di Mario Jr Restagno)

Dulcis in fundo, dopo Yamaha, Dexibell, Casio, Korg, Kawai e Orla, ecco a voi l’ultimo stand della rassegna del MusikMesse 2017: siamo in casa Ketron. Ho vissuto momenti di grandi intensità in questo stand e faccio fatica a scrivere e a raccontare le emozioni vissute. Innanzitutto ho avuto la fortuna di incontrare di persona Marcello Colò, grande musicista, e soprattutto di conoscere sua maestà Sandro Fontanella, il maestro italiano degli arranger che mi ha concesso una bella intervista che pubblicherò prossimamente in questo blog dedicato alle tastiere arranger.

Ma oggi qui, siamo in carrellata degli stand del MusikMesse 2017 (ma quanti articoli ho dovuto scrivere in questi giorni) e ci soffermiamo su SD9, l’arranger più atteso dell’anno. E lo facciamo con l’aiuto delle parole stesse di Marcello Colò che mi ha introdotto personalmente alla novità: “Se dovessi parlarti di un solo aspetto di SD9, sceglierei allora di parlarti di Launch Pad perché è questa l’innovazione richiesta di questi tempi sulle macchine arranger. E’ un ambiente dove puoi lavorare in formato audio, MIDI, modelin, styles, con tutte le risorse interne dello strumento e con tutte quelle che vuoi importare. E’ tutto a portata di mano e può essere integrato con una semplicità allucinante. Nelle mani di un musicista il Launch Pad può assumere tante colorazioni musicali perché lì è soltanto la fantasia che lavora. Assisteremo allo sviluppo di tanto materiale musicale. Suonando dal vivo con il LaunchPad, il musicista potrà eseguire performance musicali straordinarie, cucendo frammenti di brani esistenti. La fantasia del musicista potrà stravolgere un brano in modo diverso in ogni serata. La creatività non avrà più ostacoli. Non sottovalutiamo che, data la sua totale versatilità, il LaunchPad potrebbe essere usato anche in studio per la costruzione originale di nuove composizioni musicali. Noi in Ketron crediamo che, grazie al LaunchPad, SD9 potrebbe attrarre musicisti giovani al mondo degli arranger.  E magari, perché no, anche stuzzicare quei musicisti che sono abituati a lavorare con strumenti diversi da Ketron”.

Si percepisce immediatamente quanto siano stati innovati gli stili su SD9: l’adozione di convertitori di grande qualità permette l’esecuzione di pattern audio dall’indubbio realismo. Questo nuovo strumento Ketron offre una qualità di definizione di gran lunga superiore alla serie Audya che già non scherzava.

Continua il racconto Marcello: “Dal punto di vista dell’usabilità, rispetto ad Audya che aveva una dotazione di 100 pulsanti, SD9 si è ridotta ad una ventina di pulsanti e il controllo avviene tramite lo schermo touch screen. Il monitor a colori permette di semplificare le operazioni di controllo dei suoni, degli stili e delle registration per ottenere la fotografia istantanea di quello che il musicista intende suonare in tempo reale. E’ presente un’uscita video DVI convertibile su VGA tramite adattatore. Per chi ha lavorato con Audya in passato e si è creato un Database di stili audio e groove, è importante sapere che tutto il lavoro fatto allora può essere riutilizzato velocemente su SD9: non si perde nulla”.

SD9 è uno strumento che richiederà molti approfondimenti su questo blog, perché è un concetto di arranger unico ed innovativo. Pur restando legato all’hardware, Ketron ha fatto passi da gigante ed ora offre sul mercato uno strumento ad alto contenuto tecnologico che, basandosi sulla semplicità d’uso, intende conquistare i cuori di molti musicisti. Prossimamente riprenderemo la materia e, come promesso, vi riporterò il contenuto dell’intervista di Sandro Fontanella.

E ora, per concludere, approfittiamo ancora una volta dei filmati video di Riccardo Gerbi (a proposito, fatevi un giro sul canale RGTV su YouTube per vedere da voi quanto lavoro ha macinato al MusikMesse in questi giorni il Nostro) ed assistiamo insieme ad una straordinaria esibizione di Marcello Colò, un filmato che sta raccogliendo numerosi consensi sul web. Si tratta di un omaggio al compianto Keith Emerson e merita sicuramente la vostra attenzione. Vai Marcello, vai Ketron SD9.