Archivio dell'autore: Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

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Informazioni su Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

Ho creato nel 2009 il blog Tastiere Arranger per raccontare tutto quello che si deve sapere sulle tastiere con accompagnamenti. Ho collaborato in passato con MusicOff e AudioFader. Oggi, oltre a scrivere per questo blog, faccio parte del team di autori di SM Strumenti Musicali dove pubblico test, focus e recensioni sugli arranger.

MusikMesse 2017: lo stand Orla

Il nuovo pianoforte digitale Orla Grand 500 (foto di Mario Jr Restagno)

Vi avevo promesso una rassegna completa delle tastiere arranger presenti al MusikMesse 2017 e quindi sono ancora qua. Non ho ancora finito: nei giorni scorsi vi ho raccontato degli stand Yamaha, Dexibell, Casio, Korg e Kawai. Ora è il turno di Orla.

Lo stand Orla si trova in fiera esattamente all’ingresso del padiglione 9 dedicato agli strumenti a tastiera. Sin dal primo impatto, ho avuto la chiara percezione di entrare in contatto con un’azienda che ha fatto la storia degli strumenti musicali in Italia: quando ti trovi di fronte ad Enrico Monaci e ascolti i suoi racconti, intuisci di essere davanti ad uno dei protagonisti della produzione di strumenti musicali nell’area marchigiana, una sorta di Silicon Valley italiana della musica. Ed è inevitabile apprezzare la figura di Luca Serenelli, apparentemente più riservato, ma nei fatti l’uomo che ha saputo dare continuità nella ricerca musicale e nella qualità dei suoni di questi strumenti. Orla non manca un appuntamento al MusikMesse da oltre 35 anni e, anche se il nome del marchio potrebbe non essere noto alla grande massa, dovete tenere presente che le capacità produttive di qualità del costruttore di Recanati godono di tale alta reputazione al punto di essere messe a disposizione per la produzione di altri grandi marchi. Del resto il brand Orla è un nome di richiamo anche all’estero.

La tradizione continua anche nel nuovo millennio e quest’anno Orla ha presentato a Francoforte il nuovo pianoforte codino Grand 500 che va a migliorare sensibilmente quanto si era visto nel precedente modello Grand 450M. Il pianoforte presente in fiera è di un elegante colore bianco con finitura lucida: Orla ha investito seriamente per rinnovare e migliorare la tecnologia di questo prodotto: i risultati si vedono grazie ad una tavolozza di suoni ampliata a 362 voci suddivisi in 10 famiglie e arricchita grazie alla nuova tecnologia di campionamento ad alta risoluzione. Come il predecessore, gli 88 tasti sono di produzione Fatar, modello TP40 GH, e la polifonia è di 128 note. Il pianoforte può essere suonato in modalità GRAND PIANO, oppure richiamando uno degli altri 362 suoni in modalità MAIN (una sola voce), DUAL (due voci in sovrapposizione) oppure LEFT (mano sinistra e mano destra suonano due suoni diversi). Questo strumento potrà dare maggiori soddisfazioni a chi lo suonerà, potendo sfruttare nuovi effetti Reverb e Chorus.

In modo particolare per noi appassionati di arranger, non può passare inosservata l’estensione del numero di stili che ha raggiunto il numero di 350 accompagnamenti automatici. Tutto il patrimonio di stili esistenti è stato mappato sulla nuova capacità sonora e altri nuovi stili sono stati realizzati per un vasto repertorio suddiviso nelle categorie: Ballads, Ballroom, Dance, Latin 1, Latin 2, Pop & Rock, Country, Standards, Jazz & Blues. Tenendo conto che siamo su un pianoforte digitale e non su una workstation arranger, dobbiamo riconoscere che la struttura a cinque parti degli stili Orla è più che adeguata: non tutta la concorrenza dei pianoforti digitali ha previsto un Intro, due Variazioni, e due Fill-In e un Ending.

Repertorio stili per Orla Grand 500

Anche il pannello di controllo è stato rinnovato e ora Grand 500 si presenta moderno e classico allo stesso tempo. Gli amplificatori sono saliti di potenza fino 80W+80W e permettono di suonare questo pianoforte digitale in locali di certe dimensioni. Tutte le connessioni necessarie sono al loro posto: non mancano le preziose porte MIDI, le connessioni USB To Host e To Device. È stata aggiunta la connessione Bluetooth.

Gustiamoci ora la dimostrazione registrata in fiera da Luca Serenelli per Riccardo Gerbi (AudioFader).

Mi resta ancora uno stand del MusikMesse 2017 da raccontare: rimanete “sintonizzati” su questo blog e non rimarrete delusi.

MusikMesse 2017: lo stand Kawai

Kawai ES8 (foto di Mario Jr Restagno)

Continuiamo la rassegna degli stand visitati al MusikMesse 2017: nei giorni scorsi vi ho raccontato degli stand Yamaha, Dexibell, Casio e Korg. Ora tocca a Kawai.

Per un amante degli arranger come il sottoscritto, il pianoforte da provare presso lo stand Kawai era ES8 grazie ai 100 ritmi preset disponibili sullo strumento (a proposito, avete già letto lo speciale sui pianoforti arranger?). Nel mio breve test con l’ascolto in cuffia, ho avuto una buona impressione della qualità degli stili. I pattern sono limitati a due variazione per stile, mentre un Ending mono-battuta mette fine all’esecuzione ogni qualvolta si voglia chiudere l’esecuzione. Gli stili di accompagnamento sono registrati con una discreta serietà dei suoni, non vi è nulla di lontanamente giocattoloso. Seppure così elementari nelle variazioni, tuttavia questo set di stili si è rivelato adeguato allo strumento. I pianisti autentici si troveranno sicuramente a loro agio con la meccanica RH3 ed Ivory Touch che monta ES8. Tramite memoria USB è possibile registrare o mettere in playback basi MP3.

C’era molto e molto di più al grande, elegante e spazioso stand Kawai, del resto il produttore giapponese celebra quest’anno il novantesimo anniversario di produzione di pianoforti acustici e digitali di elavata qualità classica. Ma qui in questo blog parliamo di arranger e per i pianoforti vi rinvio alle pubblicazioni di Riccardo Gerbi su AudioFader. e ai suoi filmati girati in fiera, come quello che segue.

Ci sono ancora un paio di stand da raccontare e poi tiriamo insieme le conclusioni sul MusikMesse 2017. Qui su questo blog, a brevissimo.

MusikMesse 2017: lo stand Korg

Korg Pa900 (sopra) e Pa4X Pro (sotto) – Foto di Mario Jr Restagno

Innanzitutto, al MusikMesse Korg “ufficialmente” non c’era. Sì, va bene, uno stand dedicato agli strumenti Korg era presente, ma apparteneva al distributore nazionale tedesco e non al produttore ed era posizionato in una parte laterale del padiglione principale dedicato agli strumenti a tastiera. Comunque sia, anche in queste condizioni più contenute, lo stand era particolarmente affollato, a segno di una grande attenzione da parte del pubblico tedesco per il marchio italo-giapponese.

Era possibile vedere e toccare con mano le diverse novità dei prodotti Korg: il pianoforte digitale G1 e la lussuosa nuova versione di SV1-73 RM (ragazzi, che spettacolo). Ho percepito una larga attenzione di fronte all’esemplare di Kronos 88. Ma, come da proposito, la mia concentrazione è stata catturata dai due arranger esposti: Pa4X Pro (ovviamente nella declinazione Musikant) e Pa900.

Le due tastiere erano poste una sopra l’altra e quindi la possibilità di sedersi e provare con calma era ridotta. Mi spiego meglio aprendo una parentesi per un invito rivolto a chi progetta gli stand per le fiere di strumenti musicali: cari amici, posso capire che il vostro lavoro è difficile, dovendo stipare diversi strumenti in uno spazio contenuto, tuttavia non è davvero possibile evitare di mettere in fiera due tastiere una sopra l’altra? Mentre un visitatore prova la prima, non è possibile accedere all’altra, con il risultato di allungare le code e ridurre del 50% la disponibilità dei prodotti. Chiudo la parentesi.

Ho assistito alla dimostrazione di Pa4x Pro Musikant da parte di Juergen Sartorius, che ha accentuato i toni di modernità del prodotto nell’uso delle feste dal vivo. Forse sono abituato a musicisti italiani più spontanei che suonano con altro stile e ben altro trasporto. Ma il prodotto vale molto e Juergen ha fatto del proprio meglio, facendo ricorso a diverse brani di successo.

Che dirvi di più? Ho lasciato lo stand Korg con un piccolo senso di amaro in bocca: avrei voluto avere più tempo per suonare Pa900 e Pa4X Pro ma è difficile farlo quando hai diverse persone che ti fissano mettendoti a disagio nella speranza che tu ti alzi subito e gli lasci il posto. Spero di avere più fortuna in futuro perché gli arranger Korg meritano davvero di essere raccontati.

Juergen Sartorius durante la dimostrazione di Korg Pa4X Musikant (Foto di Mario Jr Restagno)

MusikMesse 2017: lo stand Casio

Ralph Maten illustra Casio MZ-X500 ai visitatori del MusikMesse 2017 (foto di Mario Jr Restagno)

Nell’edizione 2017 del MusikMesse, lo spazio Casio si presenta al centro del padiglione 9 dedicato agli strumenti a tastiera e si delinea di fronte al visitatore come un luogo fisico ampio e capace. Gli arranger sono schierati su una parete laterale della struttura in modo da risultare di facile accesso per visitatori. In fondo alla schiera, fa capolino la postazione di Ralph Maten, un autentico uomo di spettacolo che sprizza simpatia da tutti i pori: è inevitabile fermarsi e assistere alla dimostrazione musicale dell’arranger MZ-X500 da parte di questo musicista estroverso. Ralph conquista tutti grazie alla performance brillante durante la quale illustra in azione molte delle possibilità offerte dall’arranger workstation lanciato da Casio un anno fa. La dimostrazione di Ralph si concentra molto sui gingilli di contorno, dopo aver collegato un microfono alla tastiera e utilizzando un impianto PA addizionale per farsi sentire nel baccano della fiera. Le uscite audio sono notevoli e colpisce il muro sonoro che emerge specialmente nelle voci da sintetizzatore. Effetti vocali ed elettronici, campioni rumorosi e sfavillanti, suoni percussivi e jingle artificiali escono da questa tastiera sotto il controllo di 16 pulsanti dinamici della sezione Multi-Pad con cui è possibile arricchire le proprie esibizioni dal vivo, sperimentando la realtà di giocondi animatori di feste rutilanti. Anche se Ralph evita di rispondere direttamente alla domanda esplicita che gli ho posto, devo confessarvi che ho percepito quanto MZ-X500 sia debitore della serie Privia per il bagaglio sonoro pianistico e di XW-G1 e XW-P1 per i suoni di sintetizzatore. Ma, ancora una volta, è la forza di impatto sonoro che ci ha favorevolmente impressionato. Il prodotto merita un test più approfondito. Sembra che i prezzi di listino di MZ-X500 e MZ-X300 siano in corso di diminuizione e, stavolta, il prezzo potrebbe essere finalmente allineato al mercato favorendone così una migliore diffusione.

Non potevo perdere l’occasione di essere qui e non riprovare con calma, in cuffia, il pianoforte Privia PX-560 con sezione arranger. A molti piace la ruvidezza di superficie dei tasti con cui si tenta di imitare una naturalezza legnosa che ovviamente qui non c’è. Il suono di pianoforte esce bene e l’ho provato immergendolo nella sezione arranger, ma il ridotto numero di pulsanti fisici e la navigazione elementare sullo schermo touch screen mi ricordano che la presenza di una sezione arranger sui pianoforti digitali è spesso considerata alla stregua di un accessorio. Non si può pretendere di più. Mi sembra comunque che, per il prezzo, questo pianoforte digitale offre molto.

Per completare il quadro della presenza arranger di Casio al MusikMesse, sono presenti le tastierine per bambini e dilettanti alle prime armi. Le mini-tastiere della serie SA sono autentici giocattoli per i più piccoli. La serie LK con i tasti luminosi tenta una strada particolare per l’auto-addestramento ora accoppiabile con Chordana Play, app per iPad. Gli arranger CTK3500 e CTK-2500 accentuano la possibilità di allestire situazioni di festa grazie al Dance Music Mode: premendo una combinazione di tasti, queste tastiere possono eseguire tracce dance e remix al volo. Ma in questa fascia di strumenti le caratteristiche hardware degli strumenti, le capacità software e, soprattutto, le qualità sonora pongono questa ultima serie di piccole tastiere nel recinto del parco giochi, per piccoli e grandi.

Concludiamo invitandovi alla visione della presentazione di MZ-X500 da parte di Ralph Maten e registrata da Riccardo Gerbi per i colori di AudioFader.

MusikMesse 2017: lo stand Dexibell

Dexibell Combo J7 (foto di Mario Jr Restagno)

Questa nuova casa di produzione di strumenti e idee musicali, nata sulle ceneri di Roland Europe, sta guadagnando numerosi consensi grazie agli innovativi pianoforti della serie Vivo, celebri per il design unico e la polifonia illimitata. E qui a Francoforte ha portato altri frutti della propria ricerca di innovazione: l’organo liturgico digitale Classico L3 e il freschissimo Combo J7 nato per conquistare i cuori di chi ama i suoni d’organo Hammond introducendo dinamiche sorprendenti grazie a inediti drawbar motorizzati.

Ora, grazie al contributo di Riccardo Gerbi, sono riuscito a confrontarmi personalmente con due persone-chiave del mondo Dexibell e che da tempo volevo conoscere: Luigi Bruti e Roberto Gaetani. Grazie a questi incontri ho potuto finalmente realizzare la genialità di questa azienda, nel momento in cui ha dato la luce ad un prodotto innovativo, in grado di ridefinire lo scenario musicale del futuro per gli appassionati di arranger: XMURE.

XMURE è la soluzione del produttore marchigiano di fronte al rischio di precoce invecchiamento di cui soffrono spesso le sezioni di accompagnamento automatico. E’ un fenomeno che si fa sentire maggiormente sui prodotti dalla vita piuttosto lunga come sono i pianoforti digitali. La buona notizia di Dexibell è quella di aver reso la sezione arranger “mobile”, in linea con i tempi moderni che corrono. La dimostrazione personale a cui ho assistito mi ha convinto della bontà di questa idea. Non siamo di fronte ad un nuovo arranger MIDI, ma di fronte ad una applicazione che, sotto il dominio totale dell’audio, permette di ottenere validi risultati: trattasi di accompagnamenti audio pilotati da accordi suonati dal vivo e riutilizzabili in diverse modalità: Dexibell non si è limitata a rendere disponibili gli accompagnamenti automatici sui pianoforti Vivo; l’XMURE è scaricabile dallo store Apple ed è in grado di vivere di vita propria: può essere suonata su altri strumenti a tastiera, anche della concorrenza, e può essere anche utilizzata con semplicità su un iPhone e molto di più.

Credo che XMURE meriti un maggiore approfondimento. Mi sono ripromesso di farlo.

Per la cronaca, è stato bello ricordare insieme a Luigi Bruti la memoria di Ikutaro Takehashi, il fondatore di Roland Corporation e leader ispirato e sognatore che ha fatto la storia della musica digitale e del MIDI negli ultimi 30 anni. La gratitudine verso Takehashi in questo caso ha un significato speciale, vista la storia originaria di Roland Europe.

Lo stand Dexibell brillava di altre vecchie conoscenze del mondo Roland, non solo Bruti e Gaetani: mi ha fatto molto piacere vedere anche Ralf Schink dal vivo, nell’occasione per dimostrare le buone qualità del nuovo organo digitale Combo J7.

MusikMesse 2017: lo stand Yamaha

Yamaha PSR-EW300 (foto di Mario Jr Restagno)

Sono qua, sul suolo teutonico. Il sottoscritto quest’anno ha deciso di armarsi di buona volontà e recarsi di persona in fiera a Francoforte. E così posso raccontarvi come testimonianza diretta le vicissitudini di questa esperienza. E’ inevitabile cominciare la visita del MusikMesse partendo dallo stand Yamaha, o forse dovrei dire “gli stand Yamaha” data l’estensione notevole degli spazi. Il numero di prodotti esposti è vasto e tutte le categorie sono coperte. Yamaha mostra i muscoli e, ancora una volta, ci tiene a far sapere a tutti che non intende cedere lo scettro del numero uno dei produttori di strumenti musicali. Del resto il servizio di navetta dal silos dei parcheggi auto ci conduce alla Portalhaus della fiera, da cui si accede direttamente al padiglione 11 interamente occupato dalla casa giapponese che, in splendido isolamento, non si mischia con gli altri espositori. Si potrebbero trascorrere ore ed ore qui. Ma quello che ci interessa è visionare i prodotti arranger, toccarli con mano e verificare le novità.

Nel comparto dei prodotti a noi interessanti, erano disponibile alla prova Tyros5, PSR-S970, PSR-S770 e PSR-S670 di cui di ho ampiamente scritto in questo blog: chissà che il rinnovamento di questa serie non possa già cominciare entro la fine del 2017 partendo proprio dall’ammiraglia che darà al via ad una nuova serie di nomenclatura di modelli. Attenzione, sono solo voci non ufficiali e tutte ancora da verificare.

Le novità riguardano essenzialmente la fascia di ingresso per amatori e principianti. Ho potuto suonare PSR-E263 e soprattutto PSR-E363, due modelli che erano stati preannunciati lo scorso gennaio al NAMM invernale. Siamo nel territorio delle tastierine leggere, poco impegnative e accessibili al grande pubblico. Nel tempo, mi sorprende sempre come questo tipo di prodotti cresca di qualità modello dopo modello, ereditando contenuti, suoni e funzionalità tipici dei prodotti di levatura superiore. Ma il vero senso della novità si percepisce con il fratello maggiore di queste tastiere: si chiama PSR-EW300 ed è la versione a 76 tasti di PSR-E363 di cui condivide la quasi totalità delle specifiche tecniche: tasti dinamici, 574 voci di buona qualità, 165 stili di accompagnamento, il rinnovato sistema di lezioni interattive per imparare a suonare (Keys to Success), 150 frasi per l’arpeggiatore e la modalità DUO che consente di suonare a quattro mani creando due posizioni per il Do centrale. Le possibilità di utilizzo sono espandibili facendo ricorso al numeroso portfolio di applicazioni disponibili sull’Apple store per iPad e iPhone.

Accompagnato da figure di rilievo di Yamaha in Italia, come Raffaele Volpe e Danilo Donzella, ho avuto anche la possibilità di osservare da vicino la nuova serie di pianoforti Clavinova CLP (quelli SENZA sezione arranger, ad onor del vero). Devo confessarvi che, una volta posate le mani su questi tasti, non mi è stato poi così facile smettere di suonare ed allontarmi: il tocco della tastiera e la risposta dei pedali riproducono sensazioni autentiche. Ed è rimarcabile la facilità con cui si accede alla qualità timbrica e dinamica dei due grandi suoni di pianoforte campionati con abbondanza di risorse: sia che si scelga di suonare il campione di Yamaha CFX Grand o del Bösendorfer Imperial, in entrambi i casi si ha di fronte la possibilità di cimentarsi con la storia autentica del pianoforte classico.

Sulla pagina dedicata a questo evento sul sito ufficiale Yamaha troverete maggiori informazioni.

Tornate a visitare il blog nei prossimi giorni per il resoconto relativo agli altri stand del MusikMesse 2017. Tutto quello che vorrete sapere sugli arranger workstation.

Dimostratori di arranger workstation Yamaha all’opera (foto di Mario Jr Restagno)

Ketron SD9: messa a punto con arricchimento, pronta per MusikMesse 2017

Ketron SD9

Rullano i tamburi che annunciano l’attesa dell’apertura dei cancelli della prossima fiera internazionale di Francoforte, il MusikMesse 2017. Ne approfitta il produttore italiano Ketron per dare risalto alle novità incipienti. L’aspetto più saliente riguarderà una conferma, piuttosto che un annuncio sorprendente: dopo un anno di gestazione, finalmente SD9 è pronta veramente ad uscire sul mercato. Gli ultimi dodici mesi sono serviti per la messa a punto del prodotto che, in effetti, era stato portato in fiera l’anno scorso più a livello di prototipo che come prodotto collaudato e pronto alla commercializzazione.

Questo periodo è servito al centro R&D di Ketron per perfezionare numerosi aspetti e potenziare il data base delle risorse Audio Drum e Live Guitar:

  • Ora la collezioni di suoni è molto più ampia: si parla di 672 suoni GM, 5 banchi di suoni, 61 Drum Sets, 368 Preset Voices, 1500 User Voices.
  • Ci sono oltre 100 Audio Drums stereo, 150 pattern di Live Guitars (Folk Acoustic, Electric, Nylon) e 530 Grooves, gran parte di questi orientati ai ritmi latini e sudamericani.
  • In totale la sezione arranger  comprende ora 400 stili: e 140 di questi sono denominati Live Styles, accedono cioè alle nuove risorse di Audio Drums, Live Guitars e Grooves, a segno di un alto tasso di realismo esecutivo per i musicisti che si esibiscono davanti al pubblico.
  • Di particolare riguardo è la nuova sezione Launchpad che nasce con 1024 progetti, 12 pad, 6 scene e la possibilità di sincronizzare fino a 3 file Wave con il MIDI. Questa interessante applicazione si preannuncia come la più stuzzicante novità, offrendo al musicista più esigente la possibilità di creare sequenze professionali di elevata complessità tramite la gestione combinata di Style Modeling e Real Time Sequencer.

La versione di SD9 che vedrete prossimamente nei migliori negozi di strumenti musicali sarà quindi molto più ricca rispetto quella annunciata un anno fa. E questa è una bella notizia. Ed è comunque, a prescindere, una buona novità.

Conosceremo tutti i dettagli completi della “nuova” Ketron SD9 entro pochi giorni con l’annuncio ufficiale previsto in fiera. Restate sintonizzati!

Godiamoci insieme ora un paio di filmati pubblicati nei giorni scorsi da Marcello Colò di Ketron. Il primo è una vera e propria anticipazione in vista del Musik Messe e il secondo è una dimostrazione degli stili principali da cui si può evincere il grande lavoro svolto per l’inserimento delle tracce Live Guitar, autentico gioiello del patrimonio tecnologico e musicale di casa Ketron.

 

 

Yamaha PSR-S970, PSR-S770 e PSR-S670: Live Control

LIVE CONTROL

Se siete lettori attenti di questo blog, avrete già intuito che, da alcune settimane, sto lavorando con un arranger Yamaha PSR-S970 e che lo sto spremendo come un limone. Recentemente ho pubblicato qui per tutti voi una nuova versione del MyMusicFinder, dopo aver aggiornato ed esteso i titoli del repertorio italiano. Nei giorni successivi, ho approfondito le funzioni LIVE CONTROL di dominio della musica in tempo reale ed è ora giunto il momento di condividere con voi quello che ho imparato.

Vi anticipo che sono rimasto favorevolmente colpito dalle capacità espressive a cui è possibile fare ricorso – con semplicità e in un attimo – durante un’interpretazione musicale agendo su due comodissime manopole. Vediamo tutto insieme: se siete già in possesso di uno di questi arranger, potete seguire questo articolo passo passo, dato che è infarcito di suggerimenti pratici; altrimenti potete recarvi in un negozio di strumenti musicali e provare da voi.

Il pulsante ASSIGN e le due manopole

Pulsante e manopole del LIVE CONTROL

Sulla sinistra del pannello di Yamaha PSR-S970 (e degli altri arranger workstation Yamaha di ultima generazione come PSR-S770 e PSR-S670), ci sono gli oggetti di controllo che richiedono la vostra attenzione odierna. Si tratta del pulsante [ASSIGN] e di due manopole che possono assumere significati diversi in base alle necessità del momento. Queste manopole consentono di controllare in modo intuitivo la vostra musica “in tempo reale”, aggiungendo variazioni al suono senza interrompere la vostra esecuzione musicale.

Premete quindi il pulsante [ASSIGN] una prima volta e vi appare una pagina video (più sotto un esempio). Ci sono otto diverse impostazioni gemelle, una per ognuna delle due manopole, che potete richiamare alla bisogna: attenzione, se premete ancora [ASSIGN] vi sposterete sull’impostazione successiva, in modo analogo, potete premere uno degli otto pulsanti sotto lo schermo per raggiungere immediatamente il programma richiesto.

Oggi vediamo insieme che cosa possiamo ottenere grazie a queste otto impostazioni di fabbrica: sappiate che potete sostituirle con altre a voi più consone (a pagina 11 del Reference Manual di PSR-S970/PSR-S770 trovate l’elenco completo di tutte le possibilità a disposizione).

Sapete già usare il PART SELECT, vero?

Pulsanti PART SELECT

Prima di cominciare a provare da voi stessi, occorre padroneggiare le funzioni di [PART SELECT] sulla destra del pannello di PSR-S970/PSR-S770/PSR-S670. Queste funzioni sono volte a stabilire quali voci intendete suonare dalla tastiera in tempo reale: e sì, questi arranger Yamaha permettono di suonare in sovrapposizione (layer) due voci chiamate rispettivamente RIGHT 1 e RIGHT 2, perché sono suonate con la mano destra nella sezione UPPER dei tasti, quando avviate gli accompagnamenti automatici (tasto [ACMP] acceso). In realtà se [ACMP] è disattivato, potete suonare queste voci su tutta l’estensione della tastiera. Ovviamente è possibile stabilire di suonare una voce soltanto accendendo solo RIGHT 1 oppure RIGHT 2, altrimenti suonarne due, attivandole entrambe. La scelta invece di quale voce assegnare a RIGHT 1, e quale a RIGHT 2, avviene dopo aver premuto il tasto [PART SELECT] sovrastante. Un’ultimo cenno: se state combinando in layer le due voci , sappiate che le manopole di LIVE CONTROL agiranno variando entrambe le voci.

Funzione 1: taglio del filtro e risonanza + riverbero

Ora entriamo nel merito, finalmente. Passiamo infatti alla descrizione dei vari programmi preset del LIVE CONTROL, partendo dal primo che consente di modificare il timbro del suono regolando la frequenza di taglio del filtro e la risonanza. Paroloni incomprensibili? In effetti, la cosa migliore è sperimentare da voi stessi. Se quindi avete a disposizione uno di questi arranger Yamaha, provate da voi. In questo caso vi suggerisco di selezionare una voce di synth come WireLead e di suonare alcune note a lungo senza rilasciare il tasto: mentre il suono viene emesso, girate con la mano sinistra alternativamente e lentamente le due manopole per capire come varia il suono. Potete anche selezionare un suono acustico, ad esempio RockPiano, impostate la manopola e suonate: in questo caso (solitamente, poi ognuno fa un po’ come gli pare), non conviene modificare i filtri mentre si suona, ma agite sulle manopole prima di cominciare a suonare.

La seconda manopola agisce sul riverbero: se avete ancora impostato il RockPiano, suonate degli accordi a tempo cadenzato e agite sulla manopola prima di ogni accordo per sentire la differenza e prendete atto delle potenzialità di dosaggio di questo effetto.

Funzione 2: Balance voci RIGHT 1 e RIGHT 2 + Chorus

Premete ora [ASSIGN] (oppure il pulsante 2 sotto lo schermo) per richiamare la seconda funzione che vi serve per pilotare le due voci RIGHT 1 e RIGHT 2 in sovrapposizione. Ad esempio, impostate con PART SELECT la voce di pianoforte ConcertGrand su RIGHT 1 e una voce di archi come RealStrings su RIGHT 1 e poi provate varie impostazioni della manopola 1. Scoprirete come bilanciare il mix fra i due suoni: in pratica avete a disposizione un sistema più immediato e rapido di quanto era possibile fare normalmente con la funzione di balance [BAL.] e i pulsanti 6 e 7 sotto lo schermo.

Ho trovato molto divertente la seconda manopola che, mentre nel primo programma agiva sul riverbero, qui ha effetto sul Chorus: personalmente mi sono divertito a selezionare il suono di chitarra JazzArtist per sentire con le varie posizioni della manopola di destra. Suonate note brevi e rilasciate subito i tasti per dare spazio al Chorus perché faccia il suo lavoro. Avete provato? Se siete come me, non siete riusciti a smettere subito, ma siete andati avanti per mezzora.

Funzione 3: attacco e rilascio

Il terzo programma agisce sull’attacco e sul rilascio. Se girate la prima manopola tutta a sinistra avrete un attacco immediato del suono, se la girate a destra avrete un attacco molto lento, ritardato. Nella mia prova ho scelto la voce di chitarra LightChorus e ho impostato la manopola a ore 10 per ottenere il risultato desiderato. Praticamente è scomparso l’attacco (tipico del plettro sulla corda della chitarra) ed è rimasto solo il prolungamento del suono successivo, quasi fosse un tappeto d’archi dal tono molto delicato. Provate, provate da voi tutte le altre sfumature possibili con altri suoni.

Ecco le otto impostazioni di fabbrica del LIVE CONTROL sullo schermo di Yamaha PSR-S970

Pausa: alcune osservazioni generali

Ho avuto talvolta la sensazione che il motore sonoro perdesse il controllo e alcuni effetti durassero più a lungo del dovuto: se così capita anche a voi, guardate sullo schermo e cercate i pulsanti [F] RESET e [G] ALL RESET. Premete uno dei due per ottenere il ripristino che cercate.

Inoltre ho notato che, se cambiate il suono assegnato a RIGHT 1 o RIGHT 2 mentre provate l’impatto di alcune manopole sulla vostra musica, la nuova voce compare al suo stato predefinito: occorre girare leggermente la manopola per applicare subito l’effetto voluto.

Funzione 4: arpeggio

Il quarto programma agisce sull’arpeggio:  sorvolerei su questo argomento oggi, rimandandovi ad un articolo specifico che ho in mente per una pubblicazione prossima. Sempre sul blog di tastiere arranger.

     Occhio ai programmi che seguono: le funzioni 5 e 6 sono formidabili!     

 

Funzione 5: Style Retrigger

Il quinto programma mi ha incuriosito e attratto di più dei precedenti: è lo Style Retrigger. Più facile da fare che da spiegare. Ci provo. Ora, voi sapete che uno stile di accompagnamento è fatto di sequenze musicali (Intro, Main Variation, Fill-In e così via) e che ogni sequenza è composta da più misure che sono eseguite in ciclo all’infinito fino a quando voi non le fermate: ebbene lo scopo dello Style Retrigger è di riavviare quel pattern anche a metà della sequenze di misure o addirittura – e qui sta l’importanza – anche a metà di una misura. Sì avete capito bene: anche gli arranger Yamaha (come da sempre quelli Roland tramite Half Bar e Korg tramite Tap Tempo Reset) hanno finalmente la possibilità di gestire una misura di 2/4 all’interno di un brano 4/4. Ovviamente, trattandosi di un controllo in tempo reale, dovete agire sulla manopola perfettamente a tempo. Come funziona? Per esercitarvi prendete uno stile semplice con due sole misure per variazione come SlowFox dal banco Ballroom. Eventualmente le prime volte rallentate il tempo del metronomo.
Avviate lo stile con la prima variazione [A] e seguite il tempo sullo schermo principale: ogni misura ha 4 beat. Al beat 3 girate la manopola a sinistra a ore 9 e vedrete in azione immediata lo Style Retrigger e cioè, anziché eseguire il beat 3 e 4 di quella misura, lo stile riparte dall’inizio della battuta. E’ la ricercata Half Measure, non è fantastico? C’è un solo limite: questa funzione non agisce sul pattern del [BREAK] dove onestamente avrebbe fatto molto comodo. Magari, ci sarà in futuro nelle prossime versioni software. Se girate invece la manopola oltre le ore 12 otterrete la ripetizione continua dello stesso beat: con un po’ di esercizio, potrete ottenere effetti nuovi dal vivo e aumentare le opportunità di divertimento sulla vostra tastiera.

Funzione 6: on/off tracce dello stile + Multi Pad

Se lo Style Retrigger vi ha appassionato, il sesto programma vi entusiasmerà quando suonerete dal vivo, dato che vi consente di attivare/disattivare le tracce dello stile in esecuzione. Per carità, si poteva fare prima con la funzionalità PART CHANNEL ON/OFF, ma qui la comodità è più immediata e, quando si suona dal vivo, questo è proprio quello che serve. Per provarne l’efficacia, aprite il banco di stili R&B e selezionate 70sChartSoul. Immaginatevi di avere davanti a voi fisicamente il vostro gruppo: a sinistra il percussionista, affianco a lui il bassista; più al centro il pianista e il chitarrista e, sulla destra, fiati e sax. Avviate lo stile dalla variazione [D], la più completa di parti, e girate la prima manopola tutta a sinistra e poi, seguendo il crescendo della musica a destra, con brevi scatti verso destra. Sentirete entrare in azione i vari musicisti ad uno ad uno al momento giusto che vorrete voi.
Se vi state divertendo in questo momento, pensate al vostro pubblico a quanto potrà risultare ricca e varia la vostra esibizione per loro. Se poi richiamate il PART CHANNEL ON/OFF sullo schermo, mentre girate la manopola potete osservare le varie spie che si accendono e spengono offrendovi il pieno dominio di quello che succede in ascolto. Fantastico!

Rimaniamo sul sesto programma ancora un momento perché offre una possibilità espressiva eccezionale sulla seconda manopola coinvolgendo il controllo del Multi Pad. Vi consiglio di selezionare lo stile Ballad 6-8 Slow Rock e di premere [SELECT] del MULTI PAD CONTROL per aprire il banco GuitarPhrase e selezionare a pagina 3 SteelGuitar6-8. Ora cercate di avviare insieme: prima lo stile e poi il primo dei quattro pulsanti Multi Pad. Se cambiate gli accordi, sia lo stile sia il Multi Pad vi seguiranno. La manopola di destro vi tornerà utile per il bilanciamento del volume tra  la riproduzione dello stile e del Multi Pad: ruotate la manopola verso sinistra per aumentare il volume dello stile, ruotarla verso destra per aumentare il volume del Multi Pad.

Io penso che il programma 6 del LIVE CONTROL sia potentissimo: agendo su entrambe le manopole, otterrete risultati nuovi e creativi. E’ come avere un arranger nuovo fra le mani.

Funzione 7: create il vostro DJ Set

Prima di conoscere a fondo il LIVE CONTROL, pensavo che queste funzionalità avrebbero interessato essenzialmente i più giovani se interessati a tecniche di missaggio nell’ambito della musica elettronica moderna. E, invece, no: come vedete, siamo dovuti arrivare al programma 7 per raggiungere questa possibilità di utilizzo. Io l’ho sperimentata sullo stile RetroPop che potete trovare nel banco degli stili Dance. Agite su entrambe le manopole insieme mentre lo stile è in esecuzione. E divertitevi come un autentico DJ.

Funzione 8: per chitarristi e cantanti

L’ottavo e ultimo programma del LIVE CONTROL torna utile per chi collega una chitarra al [MIC/GUITAR INPUT] o un microfono all’ingresso [AUX IN]. Ovviamente, quest’ultima possibilità vale solo per il modello PSR-S970 essendo solo questo dotato di un armonizzatore vocale nella serie di modelli PSR-S.

Conclusione

Oggi sono stato un po’ prolisso, lo so. Ma la materia mi ha davvero preso la mano. Spero di aver stuzzicato la curiosità a quanti di voi già suonano – o stanno valutando di suonare in futuro – un arranger Yamaha. Vi lascio in compagnia di una nostra vecchia conoscenza, il bravo Menno Beijer di Oostendorp Muziek (Olanda) e alla sua dimostrazione di stili Dance: tenete d’occhio la parte finale e il momento in cui entrano in azione le manopole del LIVE CONTROL.

Korg Pa80 Card Converter: aggiornamento alla versione 1.10

Korg Pa80 Converter – Copyright Korg Italy

Pa80 è stato l’arranger più venduto della storia di Korg e chissà se qualcuno di voi ne ha ancora uno in casa. Sono certo che molti di voi ricorderanno lo scorso anno, quando Max Tempia ha raccontato ai lettori di tastiere arranger la genesi di questo prodotto di successo: tutto questo è ormai storia. Del resto, la qualità intrinseca di quell’arranger workstation è talmente pregiata che, ancora oggi, Korg mantiene a listino lo stesso prodotto, seppure sotto forme hardware più innovative, più contenute ed originali: si vedano microARRANGER e Liverpool.

Veniamo ora a noi: per i felici possessori di Pa80, nel 2008 Korg Italy aveva rilasciato un programma software di utilità per PC che aveva lo scopo di convertire i dati utente personalizzati su quello strumento per renderli disponibili anche su modelli di arranger successivi. Ora la novità del 2017 sta nel fatto che, nel mese di gennaio scorso, Korg Italy ha pubblicato la versione aggiornata 1.10 di quel software: si chiama Converting PA80 Card e funziona su tutte le più recenti versioni di PC con Microsoft Windows 7, 8 e 10. I dati salvati su Pa80 possono essere ora convertiti e riportati su Pa4X, Pa3X, Pa300, Pa600, Pa900, Pa3XLe, Havian 30, Pa2X Pro, Pa800 e Pa1X Pro.

Immagine tratta dal manuale di Pa80 Card Converter – Copyright Korg Italy

Il processo di conversione riguarda i dati memorizzati nella scheda di memoria (Flash Card) opzionale che va quindi inserita su Pa80 per cominciare. Queste schede di espansione erano vendute con diversi tagli: da 8MB fino a 64MB. Da qui, va eseguita una copia su floppy-disk e pertanto vi si richiede di prepararvi con una sufficiente scorta dei vecchi dischetti. Lo so, sono sempre più difficili da trovare. Dimenticavo, servirà anche un lettore esterno di dischetti da collegare alla porta USB del vostro PC.

Il software converte solo i dati utente presenti originariamente sulla Flash Card e non agisce sui dati salvati nella memoria interna di Pa80. La tecnica utilizzata dal software è quella di convertire tutti i dati nel formato proprietario del modello Pa1X, nella certezza che tutti i modelli successivi della serie Pa garantiscono la compatibilità totale con Pa1X stessa. Il processo riporta User Sounds, campioni e stili ma non coinvolge Performance e banchi di STS. Di conseguenza solo le tracce degli stili possono essere convertite e non le tracce assegnate alle voci da tastiera.

Per saperne di più, leggete il comunicato sul sito ufficiale.

Create Song Styles: le canzoni “al centro”

cattura

Dal lontano Ontario (Canada) un signore di nome Ron Phillipchuk ha avuto un’idea originale: chiamare a raccolta i musicisti del mondo per condividere il modo con cui imparare a suonare nuove canzoni e a perfezionare la propria esibizione. Canzone per canzone. This is Create Song Styles.

Il mondo di Internet pullula di comunità web che, condividendo il proprio materiale e le proprie conoscenze, vanno a costruire luoghi di sapere, enciclopedie, biblioteche intere di risorse a disposizione di altri. Immaginate ora di entrare in un sito web scritto a più a mani dove potete cercare una canzone e trovate quello che serve sapere:

  • le informazioni sul compositore e sul cantante che l’ha resa famosa
  • in taluni casi, nozioni di cronaca in merito al contesto storico e artistico in cui quella canzone ha avuto luce
  • talvolta, lo spartito in formato PDF
  • oppure gli accordi
  • o il file di testo delle liriche
  • magari lo standard MIDI file
  • a volte la rielaborazione MP3
  • e, soprattutto, uno o più stili per arranger che permettono di eseguire quella canzone in modo impeccabile sulle tastiere più diffuse sul mercato: Yamaha, Korg, Casio, Roland e Ketron.

Ci sono numerosi siti web in cui è possibile condividere stili per arranger, ma quello di cui vi parlo oggi è davvero speciale: come ama ripetere Ron Phillipchuck è un sito “orientato alle canzoni” (song-centric). Cerchiamo di fare chiarezza: al contrario della vasta galleria di stili, magari suddivisi per repertorio, ma in cui si rischia di perdersi, qui si parte dalle singole canzoni per arrivare fino agli stili più indicati.

Le sezioni del forum sono numerose: oltre alle stanze virtuali per canzone e per artista, ci sono aree di discussione specifiche per ciascun costruttore di arranger: Yamaha, Roland, Korg e Ketron. A seguire ci sono i collegamenti ad altri importanti forum di condivisione stili e MIDI file. Non mancano sezioni specifiche per condividere tecniche e trucchi di programmazione degli stili per arranger.

pianoPuò fare piacere a molti sapere che il sito è disponibile in diverse lingue: inglese, olandese, francese, tedesco e – evviva! – italiano. Per coloro che vogliono imparare, sono disponibili stanze del forum, dove gli iscritti possono accedere al numeroso materiale che illustra i metodi per creare Song Style. La tecnica più popolare è basata su MIDI-to-Style, software realizzato e distribuito dal mitico Jorgen Sorensen dalla Danimarca.

Per quanti hanno perplessità sul rispetto dei diritti d’autore (argomento vivace per chiunque utilizzi Song Styles di questo tipo), è doveroso precisare che chi si iscrive viene informato dagli amministratori di Create Song Styles in anticipo: “You also agree not to post any copyrighted material unless you own the copyright or you have written consent from the owner of the copyrighted material”. Traduzione: “Accetti inoltre di non inviare alcun materiale protetto da copyright a meno che tu stesso non possiedi il copyright o hai il consenso scritto da parte del proprietario del materiale protetto da copyright”. Tale avviso riguarda tutti i materiali condivisi: anche spartiti PDF, MP3 e SMF originali potrebbero essere coperti da copyright.

Il servizio di Create Song Styles non è gratuito. Occorre abbonarsi secondo un piano tariffario: 11 dollari USA per un solo mese, 16 dollari per sei mesi, oppure 21 dollari per tutto l’anno (ovviamente quest’ultimo è il più conveniente).

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Se non sapete che cosa sia un Song Style, vi consiglio la lettura di questo recente articolo che ho pubblicato sulla stessa materia. Buona lettura.