Pack Greetings from Italy Versione 2 (per Genos e PSR-S975/S775)

Nel mese di novembre, Yamaha Music Soft ha pubblicato – in sordina – la versione aggiornata del pacchetto di espansione Greetings from Italy rendendolo compatibile con gli arranger workstation di ultima generazione: Genos e PSR-S975/S775. L’aggiornamento software include tutti i contenuti della versione precedente con l’aggiunta di dodici stili nuovi, altri suoni e inediti groove. Vi ho già raccontato, in un paio d’occasioni, l’importanza di questo lavoro sponsorizzato dal distributore italiano di prodotti Yamaha: ricorderete il mio racconto diretto registrato dai protagonisti in questo blog nel maggio 2017 e, successivamente, il test approfondito pubblicato dal sottoscritto su SM Strumenti Musicali nel mese di settembre dello stesso anno.  

Versione 2 del celebre pacchetto di espansione per arranger Yamaha

Le vendite del primo pacchetto sono state particolarmente incoraggianti e hanno superato i confini italiani, propagandosi verso paesi esteri in Europa ed oltre, con grande soddisfazione del quartiere generale di Yamaha. Ed è così che Michele Mucciacito di Evento Suono, nel continuare la propria collaborazione con il distributore italiano di Yamaha, allo stesso tempo, si può permettere il lusso di strizzare l’occhio ad una dimensione più internazionale.

L’expansione pack originale era focalizzato sul repertorio da balera del centro-sud: questa volta si aggiungono ritmi e timbri provenienti dalla Romagna e da altre regioni nel nord-Italia. Fra i nuovi stili di repertorio liscio, possiamo citare Romagna Waltz, Romagna Polka, Piacentina Waltz, Piacentina Polka e Tango Beguine. Nelle sale da ballo, i ritmi tradizionali si lasciano contaminare spesso da sfumature più moderne: non a caso, nella versione 2 Michele ha inserito stili nuovi come Pop Beguine, Hully Gully Dance, Party Ballad, Moderato Dance, Tarantella Dance, Disco Cha Cha e un Terzinato che stimolerà le coppie dei più teneroni sulla pista. Da non sottovalutare, poi, la riproposizione della voce di soprano di Alessandra Bosco che caratterizza le parti di alcuni stili già presenti della prima versione.

Fra le voci inedite in questa secondo rilascio di Greetings from Italy, fanno capolino un timbro di clarinetto in Do (lo strumento che Secondo Casadei aveva assegnato alle parti virtuosistiche principali del liscio romagnolo), un timbro di fisarmonica alla piacentina (con accordature particolari adatte per valzer, polka e mazurka) e un kit di percussioni specifico per la pizzica. Ci sono 60 memorie di Registration e non mancano due MIDI file da effetto, vale a dire La donna è mobile e Libiamo ne’ lieti calici, che chiudono le danze in modo spettacolare.

Come succede in situazioni simili, il nuovo pacchetto non è compatibile a ritroso sui modelli Yamaha precedenti, come Tyros 5 e PSR-S970/S770: per questi arramger resta valido il pacchetto originale. Il prezzo è però rimasto invariato – 129,99 Euro – indipendentemente dal modello di destinazione.

Riuscirà Yamaha a conquistare quote di mercato importanti nel settore dell’intrattenimento in balera & affini, un settore da sempre dominato da un’azienda italiana (marchigiana) molto nota ai lettori di questo blog? Lo scopriremo presto, se vedremo crescere nelle sale da ballo il numero di musicisti che suonano Genos, PSR-S975 o PSR-S775 con i ritmi di questo nuovo pacchetto di espansione.

La mia lista

Per una volta in questo blog  non parliamo di strumenti, ma di musicisti. Parliamo di pianisti, tastieristi e organisti in particolare. Ecco a voi dieci nomi: anche se non hanno mai occupato i grandi titoli, sono di tutto rispetto. Non era il mio intento quello di elencare i dieci artisti rock più bravi alle tastiere in assoluto: del resto, la mia lista non contiene i nomi di celebrità universalmente acclamate come Keith Emerson, Rick Wakeman, Tony Banks, Jordan Rudess, Jon Lord, Ray Manzarek, Joe Zawinul, Chick Corea e così  via. Gli artisti della mia lista sono pianisti e organisti che ho ammirato e seguito, alcuni di questi da tantissimi anni. Questa è solo una lista dei miei artisti preferiti e non è nemmeno definitiva: voi potete fare la vostra e condividerla nei commenti, se volete. L’ordine non significa una classifica: i numeri da uno a dieci sono puramente casuali.

1. Billy Preston

Il primo della serie è il compianto Billy Preston (1946-2006) dalla carriera ampia e variegata. A 10 anni era un ragazzo prodigio e già suonava per Mahalia Jackson, negli anni ’60 suonava abitualmente per Little Richard. E’ diventato celebre in Europa per aver suonato con i Rolling Stones e i Beatles (è suo l’organo in Let It Be). Qui lo vediamo in una versione istrionica e veemente di That’s the Way God Planned It da cui potete percepire la disinvoltura e la padronanza del palco.

2. Jools Holland

Il numero due della lista è Jools Holland. Questo signore non è solo il conduttore della più nota trasmissione televisiva musicale Later… trasmessa dal 1992 ad oggi sulla BBC 2 britannica: Jools è anche un valente pianista solitamente accompagnato dalla Rhythm and Blues Orchestra che lo segue nelle tournee del vivo. Ammiriamo Jools in Grand Hotel, video promozionale girato in occasione del suo album del 2016: Piano.

3. Nina Simone

Non posso fare a meno di citare Nina Simone (1933-2003), un’artista dal talento unico: passione e coraggio l’hanno portata a brillare nel firmamento delle stelle della musica. Se avete la possibilità di accedere a Netflix vi consiglio la visione di What happened Miss Simone?  È la storia della sua vita: ne resterete affascinati. Vi propongo una registrazione live del 1976: I Wish I Knew How It Would Feel To Be Free da cui si intuisce che, solo per uno scherzo amaro del destino, il talento di Nina non ha avuto dalla vita quello che avrebbe meritato.

4. Benmont Tench

Il quarto artista si chiama Benmont Tench: è stato il pianista di Tom Petty & the Heartbreakers. Ho avuto la fortuna di vedere questo mitico gruppo dal vivo negli anni ’80 a Torino e devo confidarvi che è stato uno dei concerti più appassionanti della mia vita. Nel 2014 Benmont ha pubblicato un album solita il cui singolo You Should Be So Lucky ci dà un saggio della propria tecnica pianistica in pura ispirazione rock & blues.

5. Roy Bittan

Siamo al quinto artista, un maestro del pianoforte prestato al rock’n’roll. Si chiama Roy Bittan. Il suo nome è legato alla lunga storia di successo della E Street Band di Bruce Springsteen (l’ho ammirato di persona a San Siro, nel giugno 1985). Al di là della collaborazione con il Boss, Roy va citato per un bellissimo album di strumentali pianistici (Out of the Box) e per la partecipazione alla registrazione in studio con i Dire Straits di Tunnel of Love, brano che ha contribuito a portare alla storia grazie agli ampi arpeggi pianistici finali. Il filmato che vi propongo riporta Bruce Springsteen al mitico concerto al Madison Square Garden di New York nel 2000: seguite il lavoro al piano di Roy per tutta la durata del brano e non serve aggiungere altro.

6. Seth Farber

Voglio citare ora il nome di Seth Farber, un pianista che non ha mai raggiunto la celebrità, ma che personalmente ho apprezzato come musicista al servizio di Willy De Ville (l’ennesimo grande artista sottovalutato dal grande pubblico ma amato con passione estrema dai propri fan; per la cronaca, Willy è scomparso nel 2009). Dicevamo di Seth Farber: questo pianista dispone di una tecnica versatile che gli consente di essere aggressivo nei brani rock, torrido nei ritmi latini e dolcissimo nelle ballate. Purtroppo, non si trova molto su YouTube su Seth e ho dovuto scegliere per voi un brano molto intimo in cui accompagna al piano il compianto Willy De Ville in Spanish Harlem. Un’esecuzione accorata ed appassionata.

7. Georgie Fame

Vorrei farvi ora il nome di Georgie Fame che aveva goduto una certa celebrità negli anni sessanta con diversi singoli di successo. A partire dalla fine degli anni ’80 era ritornato a suonare dal vivo per accompagnare all’organo Hammond, il vate irlandese Van Morrison, in numerose tournèe. Ero tentato di proporvi lo splendido lavoro di Georgie con il più classico dei brani di Van Morrison cioè Moondance, ma poi ho cambiato idea, quando ho trovato questo gioiello di feeling, atmosfera, nostalgia e (anche) divertimento in cui Georgie gioca all’organo duettando con Van in Vanlose Stairway.

8. Steve Nieve

Il numero otto della serie è Steve Nieve. Per anni ha suonato il piano e l’organo con i diversi gruppi guidati da Elvis Costello e con i Madness. A seguire, si è dedicato ad una discreta carriera da solista. Osservate la sua bravura al pianoforte in questa registrazione del 2015: Muriel On The Beach.

9. Sara Bareilles

L’artista numero nove è la giovane Sara Bareilles. Con lei veniamo ai giorni nostri. Sara è una cantante pop di successo dell’ultimo decennio. E’ anche autrice dei propri brani; da un paio d’anni, si è fatta notare nel mondo di Broadway grazie allo spettacolo Waitress e all’interpretazione della parte di Maddalena nell’acclamatissima diretta TV di Jesus Christ Superstar nella notte di Pasqua 2018. Qui la vediamo nel suo ultimo singolo Armor dove potete apprezzarne la personalità.

10. Warren Zevon

Terminiamo la rassegna con Warren Zevon (1947-2003) anche lui è già passato a miglior vita. La sua tecnica pianistica era essenziale, robusta e particolarmente ritmica. Mi piaceva per questo, appartiene alla stessa scuola di Roy Bittan e Benmont Tench: niente fronzoli e tutta sostanza travolgente da blue collar rock. Questa è Excitable Boy, uno dei suoi migliori successi nei primi anni ottanta. This is my generation. Che nostalgia.

Alla prossima!

Suonare l’arranger in chiesa

Suonare un arranger Korg in chiesa

Chissà quanti fra di voi, lettori abituali di questo blog, suonate l’organo liturgico o le tastiere durante le celebrazioni in chiesa. A me succede talvolta, a dire il vero sempre più di rado: da tempo infatti , se posso, preferisco farmi da parte e dare spazio alle giovani generazioni. Tuttavia, salta sempre fuori la necessità di fare il tappabuchi e mi tocca prendere il mio strumento arranger (e qui la portabilità è tutto!), caricarlo in auto e raggiungere la mia chiesa oppure quella dove si svolge un matrimonio o una celebrazione particolare. 

Organi liturgici portatili

Da secoli, lo strumento più adatto all’uso liturgico è l’organo. Ci sono sul mercato diversi strumenti digitali portatili che sono idealmente candidati a questo scopo. La giovanissima Dexibell propone due modelli diversi: Classico L3 per il repertorio più “esatto” e Combo J7 per l’emulazione Hammond; entrambi i prodotti includono diverse varianti di pianoforti acustici ed elettrici, archi e altri strumenti acustici tali da coprire un’estesa paletta sonora. Un’azienda italiana di lunga tradizione è Viscount che offre due modelli portatili di organo: Legendo Solo è l’organo che simula le ruote foniche tonewheels e Cantorum VI Plus che si distingue per la parte più classica.  Orla, ancora un’azienda italiana, offre Stage Concert uno strumento con 88 tasti pesati che si presta ad essere un ibrido fra organo, pianoforte digitale con piccola sezione arranger. E poi c’è Ahlborn con il modello Parvus II, organo portatile costruito intorno al processore DRAKE della compianta Generalmusic. Il mondo dei cloni di organi portatili Hammond è molto più vasto e il mercato offre un discreto elenco di strumenti da diversi produttori (Clavia Nord, Roland, Crumar, DLQ e Hammond-Suzuki ovviamente), ma qui mi fermo, altrimenti uscirei dal seminato di questo blog.

Dexibell Classico L3

Suonare un arranger in un contesto liturgico

Del resto questo sito è dedicato agli arranger e, su questo terreno, vorrei tornare a condividere le mie riflessioni. Qualsiasi arranger si presta “sulla carta” ad essere utilizzato in chiesa per accompagnare un coro: Korg, Yamaha, Ketron, Roland, Casio e così via. Ovviamente, suonare un arranger in chiesa non è la stessa cosa come farlo su un palco, in balera o al ristorante. Innanzitutto, il punto essenziale è che qualsiasi strumento utilizzato nella liturgia, serve essenzialmente per accompagnare e sostenere il canto e, in certi momenti. per riempire il silenzio dell’azione liturgica, aiutando i partecipanti a mantenere la concentrazione. Personalmente, faccio spesso ricorso ai suoni d’organo presenti sul mio arranger, sia classici sia moderni. Talvolta passo all’uso di pad e tappeti d’archi, al pianoforte acustico o al piano vintage EP. In molte situazioni, un suono di pianoforte acustico in layer con un pad rappresenta la condizione più efficace. Quando è presente anche un chitarrista, mi trovo molte volte a suonare le parti di basso. Cerco di non caricare troppo gli effetti ed evito tutto il resto, di solito. Se mi trovo a suonare da solo e il coro da guidare è fatto di ragazzi giovani, faccio anche ricorso a qualche stile di accompagnamento nei brani più ritmati.

Per quanto riguarda i suoni classici d’organo, vale la pena segnalare che alcuni arranger possono essere estesi con pacchetti dedicati come Church Organ per Yamaha e #01 Church Organ per Korg.

Musica per il worship negli USA

Dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, al contrario della vecchia Europa, la musica religiosa moderna sta vivendo un periodo di grande popolarità: il repertorio worship è molto vasto e brulica di artisti che vi si dedicano con passione. Provate a cercare da voi Christian Music su Spotify, Deezer, Amazon Music o Apple Music e potrete intuire le dimensioni e la varietà di questo fenomeno musicale. La crescita continua dagli anni 90 ad oggi e, secondo Billboard, negli USA le vendite della musica di ispirazione cristiana sono superiori a quelle della musica classica, jazz, latin, new age e delle colonne sonore.

Yamaha spinge PSR-S975 e PSR-S775 per la musica worship

Data questa situazione, recentemente Yamaha USA ha dato vita ad una serie di azioni promozionali volte ad attirare l’attenzione del mondo dei tastieristi di worship su PSR-S975/S775: ne è un esempio questo video tutorial dedicato ai musicisti che accompagnano il canto dell’assemblea in condizioni di One Man Band. Una realtà nella quale, per la cronaca, l’arranger si trova ben attrezzato grazie ad un valido arsenale di suoni, all’amplificazione di bordo, alla possibilità di utilizzare basi MIDI o MP3, alla disponibilità di collegare un microfono per cantare con un’armonizzatore vocale e, infine, alla capacità di proiettare i testi delle canzoni.

Prima di chiudere, vorrei segnalarvi una giovane artista che, dopo essersi dimostrata una brava autrice e interprete di musica worship, ha raggiunto nel 2018 la cima delle classifiche e di download negli USA. Si chiama Lauren Daigle: da un paio di mesi sto “consumando” il mio abbonamento di musica streaming ascoltando all’infinito il suo ultimo album Look Up Child. Lauren non è un fulmine a ciel sereno: nella sua musica e nella sua voce potete trovarci  un po’ di Adele e di Amy Winehouse. Ma vale la pena davvero ascoltarla.

Ketron SD90: la mia recensione pubblicata su SM Strumenti Musicali

Potete considerare la mia recensione di Ketron SD90 (pubblicata oggi su SM Strumenti Musicali) come il seguito del focus pubblicato sullo stesso strumento alcune settimane fa. Vi rimando a quell’articolo per la descrizione generale del prodotto: stavolta invece si tratta della mia esperienza diretta sullo strumento e degli approfondimenti che ho avuto la possibilità di esaminare di persona, grazie al fatto di aver avuto un esemplare di SD90 fra le mie mani per alcune settimane.

Ketron SD90

Ketron assicura che, fatto salvo il concetto di modulo senza tastiera e senza amplificazione di bordo, tutte le altre caratteristiche di SD90 sono equivalenti in SD9 e SD60: in questo senso, quanto ho scritto, dovrebbe valere per tutti e tre gli arranger Ketron di ultima generazione.

Seguiranno ulteriori riflessioni, prossimamente su questo blog.

Buona lettura!

Sondaggio Yamaha MusicSoft

Sondaggio presso i clienti Yamaha

Yamaha Music Soft ha indetto un sondaggio aperto per raccogliere opinioni, punti di vista ed esperienze di quanti sono alla ricerca di risorse musicali aggiuntive per un arranger della casa dei tre diapason. 

Perché non cogliete l’occasione e dite la vostra?

Per rispondere, fate clic qui: https://sslsurvey.de/EKB-MusicSoft-EN-2018 

Non è dato sapere fino a quanto le porte del sondaggio saranno aperte per dare il proprio contributo segnalando i propri gusti musicali e le proprie esigenze. Affrettatevi quindi.

Dopo aver risposto a tutte le domande (sono facili, non preoccupatevi), il sistema visualizza un codice sconto del 10% che sarà riconosciuto sui prossimi acquisti sulla piattaforma di Yamaha Music Soft.

Chiudiamo con la segnalazione di questo video in cui Tom Ring di Yamaha Music Soft presenta brevemente cosa siano gli accompagnamenti automatici negli arranger e come sia possibile aggiungere altri Style Files
scaricandoli (a pagamento) dal sito ufficiale.

Volume 32: otto stili addizionali per Korg Pa4X, Pa1000 e Pa700

Nei giorni scorsi, alla vigilia del Black Friday e a distanza regolare di quattro mesi dalla pubblicazione del volume 31 di stili addizionali, sul sito ufficiale di Eko Music Group è apparsa la pagina web che annuncia la disponibilità dell’ennesima nuova raccolta di stili per arranger. Anche questi sono scaricabili gratuitamente dai possessori dell’ultima generazione di professional arranger: Pa4X, Pa1000 e PA700.

Korg Pa1000, appartiene all’ultima generazione di professional arranger

Il Volume 32 contiene otto nuovi stili dedicati al repertorio Pop, Soul e Dance. Ecco i titoli:

  • Angel Dance
  • Bitter Sweet Dance
  • Latin Dance
  • Cintura Lat Dance
  • Done
  • Side Pop
  • E. City Pop
  • Lost in Groove

Anche per questa raccolta, come nei casi precedenti, a causa dell’utilizzo di timbri e drum kit presenti dal sistema operativo 2.0 in poi, chi possiede una Korg Pa4X è tenuto ad installare quella versione software sullo strumento per poter suonare propriamente questi stili. Gli altri due modelli coinvolti (Pa1000 e Pa700) non dovrebbero avere questo tipo di problemi.

Fate clic qui per il download dell’intero set file.

E ora gustiamoci insieme la qualità sonora di Korg Pa4X grazie a questo filmato di Pete Shaw, dimostratore inglese per conto di Korg UK.

Reportage Dexibell: su SM Strumenti Musicali

Dexibell VIVO S9

Oggi vi invito a fare un giro con me ad Acquaviva Picena, nella sede di DEXIBELL.

A dire il vero, vi avevo già raccontato qualcosa di quella giornata, in occasione dell’approfondimento di XMURE, l’arranger audio. Questa volta, vi segnalo il nuovo articolo, uscito oggi su SM Strumenti Musicali, in cui racconto tutto il resto: chi è DEXIBELL, l’araba fenice nata dalle ceneri di Roland Europe e destinata a diventare uno dei protagonisti globali per la produzione di strumenti a tastiera, pianoforti e organi digitali. Il recente lancio di VIVO S9 è solo il pretesto per raccontarvi alcune ore vissute dal sottoscritto accanto ad un team di professionisti straordinari, persone che hanno fatto la storia degli strumenti digitali in Italia e nel mondo, lavorando per un’importante multinazionale giapponese; e che ora operano nel pieno dominio del Made in Italy, battendo bandiera tricolore sotto l’egida di Proel.

Buona lettura su SM Strumenti Musicali.

 

 

Korg EK-50: aggiornamento software 1.4

Korg EK-50, arranger per il puro divertimento

Nella giornata di ieri 31 ottobre, è stata data notizia ufficiale della pubblicazione dell’aggiornamento software 1.4 di Korg EK-50, il primo arranger della storia di Korg così semplice da imparare, da non dover richiedere lo studio del manuale.

La nota di rilascio che accompagna questo annuncio è piuttosto abbottonata. Si limita infatti a recitare : “Sono stati corretti alcuni bug software di basso livello”.

A dire il vero, non dovrebbe essere necessario un rilascio software specifico solo per sistemare guasti software di poco conto. Evidentemente questo non è il caso.

E comunque sia, al di là della comunicazione stringata, è sempre una buona pratica mantenere il software aggiornato. Pertanto, se avete già acquistato EK-50, l’ultimo arranger lanciato da casa Korg, vi consiglio di scaricare l’aggiornamento e procedere senza esitazione. 

(Chissà che la versione di software successiva non contenga funzioni migliorative?)

Ed ora assistiamo insieme alla carrellata di timbri e stili di Korg EK-50 grazie al contributo dello spagnolo Jesùs Lavilla.

Approfondiamo la conoscenza di Yamaha PSR-E463 e PSR-EW410

Oggi ci concentriamo sulle tastiere Yamaha della serie PSR-E, il segmento di primo ingresso destinato a principianti, agli entusiasti amatori e ai giovani novizi delle tastiere. Abbiamo già avuto modo di sottolineare come i modelli di questo segmento siano cresciuti negli ultimi anni, grazie alla fiorente ereditarietà di caratteristiche e suoni che in passato erano riservati a prodotti di levatura superiore. I modelli in particolare a cui ci riferiamo sono PSR-E463 e PSR-EW410: hanno visto la luce al Winter NAMM di gennaio 2018 e sono stati presentati al mercato europeo in occasione del Musik Messe dello scorso aprile.

Guardiamoli insieme da vicino.

Suonare Yamaha PSR-EW410

Come noto, i due modelli si equivalgono nella sostanza e ciò che distingue PSR-EW410 fra i due è l’approccio preferenziale per i giovani pianisti (76 tasti contro 61 e la presenza del campione di Live! Grand Piano), la capacità di amplificazione superiore e più brillante, il numero più ampio di zone della tastiera da assegnare ai campioni, e due uscite audio addizionali. PSR-E463 si difende con una migliore trasportabilità in termini di dimensioni e di peso (1,8kg di differenza) dimostrandosi più accessibile e più versatile.

Entrambi i modelli sono dotati di un display di bordo, essenziale ma migliorato rispetto la generazione precedente. Pur restando ancora uno schermo LCD non grafico, la leggibilità delle informazioni è più semplice e più chiara. La superficie plastica che circonda lo schermo riflette l’ambiente circostante e potrebbe rendere difficile la lettura del display in ambienti luminosi: consiglierei di ritagliare un cartoncino per ricoprire la superficie specchiante.

Le manopole del Live Control possono controllare non solo quanto si suona da tastiera ma anche le parti di accompagnamento; il numero di parametri sale a dieci (cinque per ciascuna manopolina): cutoff, riverbero, DSP parametro A e B, attacco, bilanciamento del volume, risonanza, Chorus, rilascio, retrigger rate. Lo spostamento da un parametro al successivo non è immediato, dato che richiede la pressione ripetuta del tasto Knob Assign fino a cinque volte prima a raggiungere il valore richiesto.

Yamaha PSR-EW410
Yamaha PSR-EW410

Il Quick Sampling è elementare ma funziona e rende disponibile nuovi campioni da dare in pasto al Groove Creator, la funzionalità più popolare fra i giovanissimi e gli appassionati DJ: da notare il pulsante Musical Climax permette di connettere diversi Groove ed espandere le possibilità di variazioni esecutive in tempo reale. La funzione Audio Rec serve per registrare in formato audio su memoria USB: tali registrazioni possono così essere esportate rapidamente su social network, WhatsApp, SoundCloud o come colonna sonora di video su YouTube

La presa USB-to-Host annulla la necessità di un’interfaccia audio e consente di registrare direttamente su PC: è  sufficiente un qualsiasi cavo standard USB. Il connettore della cuffia è sul retro, un po’ scomodo onestamente.

Suonare Yamaha PSR-E463
Suonare Yamaha PSR-E463

I suoni di strumenti acustici sono quelli che stupiscono di più per la loro qualità. La tavolozza sonora comprende 237 suoni richiamabili da pannello, 24 kit percussivi e le classiche 457 voci XGlite. Non mancano suoni speciali: 8 Sweet!, 3 Cool! e 3 Dynamic per offrire spunti di maggiore realismo. La polifonia è di sole 48 note e questo è l’elemento più evidente in cui si segna il divario esistente fra questo segmento di modelli e quelli di categoria superiore dove ormai la fa da padrone il concetto delle 128 note polifoniche. Qualcuno potrebbe rallegrarsi della presenza della rotella del pitch bend, ma altresì avvertire l’assenza della modulation wheel necessaria per controllare alcuni suoni di synth. Ma, ancora una volta, in questo segmento di prodotti a questo prezzo, è normale aspettarsi qualche taglio.

Venendo alla sezione arranger, il numero totale di stili di accompagnamento è 235, cioè 15 in più rispetto la generazione precedente. Sui modelli economici il numero di pattern è ridotto ai minimi termini: c’è un solo Intro e si sente la mancanza del Count-In; per coerenza c’è anche un solo Ending, di solito lungo alcune misure, fa difetto quindi la possibilità di chiudere la propria esibizione rapidamente con una sola misura. 

Una vasta collezione di app per smartphone consente di espandere increbilmente le possibilità di interazione con questi due strumenti: visitata la pagina dedicata per maggiori informazioni.

Ci sarebbe ancora molto da dire e da commentare: vi lascio alla lettura diretta delle specifiche tecniche sul sito Yamaha e, soprattutto, alla visita in un negozio di strumenti musicali per provarle di persona.  PSR-E463 si trova spesso a 299 Euro e PSR-EW410 a 385 Euro.

Arranger: i prezzi calano, ma non per tutti

Esibirsi con Roland GO:KEYS a Picadilly Circus (Londra, 2018)

Nei giorni scorsi, mentre aggiornavo la tabella dei prezzi indicativi degli arranger sul mercato, è stato inevitabile osservare il generale assestamento dei prezzi che ha avuto effetto su tutti i modelli lanciati nella prima parte del 2018. Rispetto l’aggiornamento precedente, che risaliva ad aprile, colpisce il fatto come il mercato si sia già adattato, rinunciando a sfruttare più a lungo quell’effetto novità che permette solitamente di cogliere migliori profitti nel primo ciclo di vendite, quando gli appassionati di particolari modelli e definiti marchi sono disposti a spendere un po’ di più pur di avere a disposizione l’ultima novità.

Il business degli strumenti musicali è così arduo ai giorni nostri, da accelerare ancor più la fase di passaggio dal prezzo-novità al valore regolare di vendita?

Il fenomeno è trasversale, avendo coinvolto i modelli al top di gamma, quelli medi e i più economici. Sono esclusi i modelli usciti da luglio in poi come Korg EK-50, Ketron SD90 e SD60: per loro, effettivamente, sarebbe stato davvero troppo presto.

E’ un buon segno?

In genere, la discesa dei prezzi può rallegrare i consumatori perché possono accedere più agevolmente ai prodotti desiderati. Tuttavia, questo aspetto ci deve fare pensare: un calo generalizzato dei prezzi comprime il margine dei commercianti e, indirettamente, quello di tutta la filiera che li precede: distributori, produttori, progettisti e artisti.

E un mercato che vive da anni  un periodo critico, come quello degli strumenti musicali, potrà continuare ad evolvere nell’innovazione solo fino a quando sarà sostenibile. Il giorno in cui non ci saranno più margini di guadagno, le case potrebbero essere costrette a ridurre gli investimenti, rinunciando sempre di più alla ricerca e alla realizzazione di modelli nuovi. Ricordiamo quanti importanti attori sono già scomparsi dalla scena delle tastiere con accompagnamenti: Generalmusic, Technics, Farfisa

Esultiamo pure per il calo di prezzi, ma facciamolo nella speranza che non sia una vittoria di Pirro. E, mi raccomando, andiamo a visitare ogni tanto i negozi di strumenti musicali.  Che sia la volta buona in cui troviamo la tastiera arranger che stavamo cercando?

Perché no?