Archivio dell'autore: Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

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Informazioni su Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

Ho creato nel 2009 il blog Tastiere Arranger per raccontare tutto quello che si deve sapere sulle tastiere con accompagnamenti. Ho collaborato in passato con MusicOff e AudioFader. Oggi, oltre a scrivere per questo blog, faccio parte del team di autori di SM Strumenti Musicali dove pubblico test, focus e recensioni sugli arranger.

Dietro le quinte dello speciale “Pianoforti digitali” di AudioFader

AudioFader è una rivista web il cui editore è Quine Business Publisher

Cari amici lettori di Tastiere Arranger, oggi condivido con voi il racconto di quanto io e Riccardo Gerbi abbiamo combinato insieme nei mesi scorsi. Il risultato della nostra fatica partecipata è lo Speciale pianoforti digitali da pochi giorni pubblicato su AudioFader. A dire il vero, Riccardo in primis ha realizzato un’opera monumentale, una guida ragionata all’acquisto la cui lettura è accessibile a tutti gratuitamente: è richiesta soltanto la registrazione al sito. Da parte mia, sono felice di aver potuto dare una mano per la scrittura di una parte dello speciale: da pagina 15 a pagina 21 troverete il capitolo da me esteso e dedicato ai (UDITE! UDITE!) pianoforti digitali con arranger. Credo che potrà essere molto interessante per voi lettori di questo blog.

Re’: Eccoci, Riccardo.

RG: Ciao Renato.

Re’: Vorrei raccontare qui delle giornate e delle notti passate a lavorare distanti ma vicini per lo speciale dedicato ai pianoforti digitali di AudioFader. Ma non so da che parte cominciare. A ripensarci ora, mi vengono in mente ore interminabili passate a scrivere, a confrontarsi al telefono, a scambiare email con infiniti rimbalzi; e poi le conferenze web continuamente interrotte da linee Internet zoppicanti, con correzioni cicliche dello stesso testo per giorni. E poi quanto tempo passato alla lettura per documentarsi, alla verifica puntuale di tutte le schede tecniche, i contatti con le case produttrici per la conferma dei dati e delle impressioni, le visite nei negozi di strumenti musicali per provare gli strumenti. Ricordavo il mio file di Word che cresceva incessantemente: tu suggerivi dei ritocchi, io correggevo, poi arrivava Luca Pilla che in una frazione di secondo cassava una buona parte del testo, ci chiedeva di migliorare ancora e dovevamo riscrivere intere parti da capo. Che faticaccia! Ma, alla fine, ammettiamolo: siamo soddisfatti di questo lavoro vero?

RG: Redigere una speciale di questo tipo è sempre molto appassionante, perché frutto di un lavoro in team, per fornire al lettore un’informazione più completa e dettagliata; nello specifico, effettivamente è stato un lavoro piuttosto importante, e stilare tutte le tabelle con marchi e modelli suddivisi per fasce di prezzo ha richiesto parecchio tempo e pazienza, però sono soddisfatto del lavoro svolto, perché abbiamo realizzato un vademecum sul pianoforte digitale valido sia per chi è alla ricerca di una guida all’acquisto, sia per l’appassionato che vuole semplicemente saperne di più.

Re’: La parte del leone è tutta tua Riccardo. Sei tu la grande anima di questo lavoro importante e che – non ho timore a dirlo – farà giurisprudenza per anni, a favore di quanti cercano un compendio completo sui pianoforti digitali ed aggiornato ai nostri tempi. Ma i lettori di questo blog devono anche sapere che Luca Pilla e tu Riccardo avete dato fiducia al sottoscritto, coinvolgendomi e chiedendomi di contribuire nella stesura della parte dedicata ai pianoforti arranger. Colgo l’occasione per ringraziarvi. Lo stato di salute della nicchia di mercato degli arranger non è poi così malandato come alcuni malpensanti sostengono.

RG: Assolutamente, anzi: il pianoforte digitale casalingo dotato di arranger mantiene la sua piccola fetta di mercato. Si tratta di uno strumento che ha nella versatilità il suo punto forte: utile ai figli per studiare e ai genitori per divertirsi o intrattenere gli amici nel tempo libero, gli studi compiuti in tempi recenti sul design hanno trasformato lo strumento anche in un elegante complemento di arredo per qualsiasi ambito domestico, e come ben sai nello specifico anche l’occhio vuole la sua parte… Io spero che i vari attori di questo mercato mantengano un supporto software adeguato per questi strumenti, perché style sempre aggiornati alle ultime hit musicali sono “benzina” preziosa per alimentare la sezione arranger di questi strumenti.

Re’: Riccardo, io trovo che questa iniziativa editoriale sia una bomba. Dopo aver passato anni della mia gioventù a leggere Faremusica e Strumenti Musicali, mi è sembrato straordinario aver avuto l’occasione di fare parte di una squadra che intende ridare vita ad un’esperienza giornalistica che purtroppo non ha più tanti attori sul mercato. Con la pubblicazione di questo speciale, AudioFader propone a tutti la bellezza di poter leggere un’ampia rassegna di prodotti e un approfondimento tecnico di numerosi strumenti musicali, utile per tutti i musicisti. Dobbiamo essere ottimisti, credo che questo sia solo l’inizio. Non ti senti emozionato anche tu?

RG: La scomparsa di riviste storiche come appunto Strumenti Musicali – con cui ho collaborato per oltre dieci anni – ha creato un vuoto nell’informazione di questo settore, e se nei forum dedicati le informazioni vanno sempre prese “con le pinze”, conto sulle dita di una mano su Internet i siti o i blog attendibili in termini di informazioni (tra cui il tuo…). Con il progetto AudioFader, Luca ha voluto riunire una serie di “penne storiche” del panorama italiano per quanto concerne gli strumenti musicali e l’audio Pro, per dare sul web un punto di riferimento autorevole per il settore: questi sono i motivi che mi hanno spinto ad aderire con entusiasmo all’iniziativa, e in seguito di coinvolgerti per proseguire a scrivere della nostra passione.

Re’: Dall’indagine e dall’ampio confronto di tutti i prodotti, lo stato dell’arte dei pianoforti digitali che emerge è piuttosto ricco. Non trovi? Ci sono numerosi aspetti musicali e tecnologici vincenti in questi ultimi anni.

RG: Assolutamente. E uno speciale come quello che abbiamo redatto ti consente di fermarti un attimo e riflettere sui progressi tecnologici raggiunti: avresti mai immaginato dieci anni fa che uno strumento dagli alti contenuti tecnologici fosse proposto oggi a un prezzo inferiore ai 500 Euro? Ogni elemento dello strumento è stato costantemente affinato, per restituire al pianista un feeling sempre più vicino alla controparte acustica; nel frattempo, la miniaturizzazione ha consentito di realizzare strumenti dal piccolo ingombro e un peso complessivo che – per quanto riguarda i modelli portatili – oggi si aggira intorno ai 12 chili; per chi non lo sapesse, un pianoforte digitale portatile nel 2001 pesava mediamente sui 25/30 chilogrammi, un bel traguardo! Come già detto in precedenza, anche i recenti studi di design hanno dato un’ulteriore spinta al mercato, che a differenza di altre categorie di strumenti musicali non ha sofferto del recente periodo di crisi.

Re’: E ora… quale sarà la prossima storia che potremo raccontare su AudioFader?

RG: Fino a quando le nostre telefonate manterranno una durata media di due ore, di storie ne avremo da raccontare! Scherzi a parte, posso anticipare che – per quanto riguarda lo speciale di AudioFader dedicato ai pianoforti digitali – avrà una cadenza annuale, così da “rinfrescare” tabelle e capitoli con i nuovi modelli e i vari progressi tecnologici raggiunti negli ultimi 12 mesi. Come ben sai, dei progetti futuri non possiamo parlarne adesso, ma qualcosa “bolle in pentola”, e chissà che al prossimo MusikMesse non si possa annunciarlo insieme…

Re’: Mi rivolgo ai lettori del blog e mi ripeto: la lettura dello speciale pianoforti digitali è gratuita. Registratevi su AudioFader e scaricate direttamente il file PDF. Abbiamo lavorato molto, ora saremmo felici di essere ripagati con il valore prezioso e altrettanto gratuito della vostra gradita attenzione. Ci contiamo!

RG: Oltretutto, all’interno di AudioFader potete trovare test e focus sui vari pianoforti digitali e tastiere arranger adesso in commercio, supportati da video che “sforno” quotidianamente: se iscriversi non costa nulla, rinunciare a questi contenuti è un delitto… Ai lettori ricordo infine che il vostro feedback è per noi importante, quindi scriveteci qui nel blog, sul sito internet di AudioFader, oppure sui nostri profili sparsi tra i vari Social Network, anche solo per un semplice consiglio: siete la benzina che alimenta la nostra passione, non dimenticatelo!

Re’: Un grazie sincero.

Lo speciale dedicato ai pianoforti con arranger comincia così: leggete il resto su AudioFader.com

Lo speciale dedicato ai pianoforti con arranger comincia così: leggete il resto su AudioFader.com

Novità! MyMusicFinder per Yamaha PSR-S970 con repertorio italiano (aggiornatissimo)

Amanti del MusicFinder e degli arranger Yamaha, oggi sono contento di annunciarvi un regalo speciale per ciascuno di voi: il MyMusicFinder per PSR-S970 con decine titoli recenti, sia italiani sia internazionali. Interpretatelo come segno di gratitudine dell’attenzione che avete prestato in questi anni al mio lavoro di stesura articoli per il blog tastiere.wordpress.com.

My Music Finder per PSR-S970

My Music Finder per PSR-S970

Da tempo ricevevo messaggi da fedeli lettori che mi invitavano ad aggiornare il vecchio MyMusicFinder. In effetti, ne esistevano diverse versioni, ma onestamente tutte un po’ datate. L’ultima era del 2012. Grazie alla gentile concessione di Yamaha, sono riuscito ad avere a disposizione un esemplare di PSR-S970 con cui ho lavorato nelle ultime settimane per produrre e collaudare una nuova versione aggiornata del MyMusicFinder raggiungendo il numero di 2083 titoli di canzoni celebri, pronte ad essere suonate sull’arranger Yamaha.

Come è composto questo database:

  • Il nucleo principale di titoli da cui sono partito è il MyMusicFinderV13 per PSR-S910.
  • Ho rivisto ad una ad una tutte le canzoni italiane presenti, andando a revisionare la scelta dello stile o anche solo dell’Intro, Main e Ending. E’ stato un lavoro di messa a punto che andava fatto, per sfruttare al meglio gli stili di fabbrica presenti su PSR-S970.
  • Successivamente, grazie alla gentile collaborazione di Mauro Di Ruscio di Yamaha Europe Italian Branch, ho potuto arricchire il file con altri titoli internazionali più recenti, aggiungendo i record del MusicFinder ufficiale e disponibile online.
  • E infine, spero lo apprezzerete, ho lavorato alcune settimane per aggiungere una trentina di nuove canzoni italiane: alcune di queste sono recenti novità del 2016 e anche del 2017.

Fra i titoli italiani aggiunti, potrete trovare: Occidentali’s Karma di Francesco Gabbani, Che sia benedetta di Fiorella Mannoia, Sigarette di Neffa, Sola di Nina Zilli, Partigiano reggiano, Ci si arrende e 13 buone ragioni di Zucchero, Amen di Noemi, Nessun grado di separazione di Francesca Michielin, Siamo uguali di Lorenzo Fragola, Yanez di Davide Van den Sfroos, A modo tuo di Elisa/Ligabue, L’anima vola e Ti vorrei sollevare di Elisa e altre ancora. Un momento di ilarità famigliare mi ha dato lo spunto per inserire due spassosissimi titoli di Checco Zalone: Angela e La prima repubblica.

La nuova versione si chiama MyMusicFinderPSR-S970 e, ovviamente, è disponibile al download gratuito. Chiunque possiede un arranger Yamaha PSR-S970 può tranquillamente installare questo file rimpiazzando totalmente il MusicFinder di serie: non perderà alcun titolo originale, anzi si troverà un paio di migliaia di titoli in più con cui sbizzarrirsi nelle proprie esecuzioni. Se disponete di un arranger Yamaha diverso da PSR-S970, allora è necessario convertire il file al formato della vostra tastiera su PC: per fare questo, c’è sempre il comodo programma di utilità (gratuito) di Michael Bedesem: MusicFinderView. Se ne parla in lingua inglese in questa pagina web, dove potete trovare il collegamento per scaricarlo.

Nel maggio 2015, avevo pubblicato una piccola guida su come aggiornare il MusicFinder di bordo. Nel caso, dategli una lettura.

Buon divertimento!

Siete versatili o verticali?

Introduzione

Come noto, un arranger esce sul mercato con la dotazione standard di accompagnamenti automatici “versatili”, pronti ad essere utilizzati per suonare un discreto numero di canzoni. In molti casi, è sufficiente variare il tempo ed eliminare una o più tracce, perché uno stile possa rivelarsi adatto per l’accompagnamento in brani molto diversi fra di loro. Naturalmente, il musicista può fare la differenza, personalizzando la propria esecuzione e mettendoci dentro la propria creatività al fine di ottenere un brano arrangiato, diverso dall’originale, ma più attuale e più personale.

Oltre agli stili di fabbrica, nei negozi virtuali del web o in forma di libero scambio su alcuni forum, fanno capolino gli stili “verticali”, quelli cioè costruiti su misura di una canzone specifica, i c.d. Song Style, che vi consentono di avere a disposizione l’Intro originale della canzone, i suoni più vicini a quelli del disco, i giri di basso e i break di batteria necessari per un’esecuzione fedele al brano famoso.

A questo punto, la domanda che vi pongo è semplice: voi quale situazione prediligete? Versatili o verticali? Ci sono i pro e i contro per ciascun tipo di accompagnamento automatico. L’argomento è molto interessante, almeno per chi – come il sottoscritto – suona arranger da una vita. Per cui mi ci tuffo dentro ora, in questo articolo. Voi che fate: mi seguite?

Bill Haley & His Comets - Rock Around the Clock (1954)

Bill Haley & His Comets – Rock Around the Clock (1954)

Stili versatili

Da quando esistono le tastiere arranger, da sempre gli accompagnamenti automatici proposti di serie vanno a coprire un vasto repertorio nei vari generi, tipicamente pop, rock, jazz, canzoni sentimentali (ballads in inglese), ballabili, musica etnica e così via. Seppur costruiti sui ritmi e sulle melodie di brani tipici di ciascun repertorio, la gran parte degli stili di serie sono disegnati nel modo più orizzontale possibile per poter essere utilizzati nel maggior numero di composizioni possibili. Una tastiera di buona qualità ha numerosi stili di accompagnamento: prendiamo ad esempio Yamaha PSR-S970 (l’arranger che ho sottomano in questi giorni) ha 450 stili in totale. Sono tantissimi. Ma nello specifico genere Pop&Rock ne ha 49 e se, quello è il vostro ambito preferito, sappiate che con 49 stili dovete essere in grado di suonare parecchio materiale e, in linea teorica, tutta la produzione musicale pop e rock. Voglio dire: da quando nel 1954 Bill Haley & His Comets ha inciso Rock Around the Clock  fino ai giorni nostri in cui LP ha registrato Lost On You, il mercato discografico ha visto decine di migliaia di canzoni di genere con innumerevoli variazioni ritmiche e incalcolabili giri di basso. Possiamo pensare di suonare qualsiasi brano Pop & Rock con 49 stili soltanto a disposizione? Forse non proprio tutti, ma nella stragrande maggioranza dei casi è possibile trovare una buona soluzione.

Possiamo individuare, tra quei 49, lo stile che si avvicina di più, assegnare il tempo corrispondente al brano in questione, togliere le tracce di accompagnamento eccessive (a volte ci ritroviamo a suonare la nostra parte con il solo accompagnamento di basso e batteria, perché no?), dimentichiamo i pattern e le variazioni non applicabili. Alla fine, ci troveremo fra le mani un buon arrangiamento, in taluni casi un ottimo mix. Il risultato dipende da due fattori: loro e noi. Loro sono i programmatori degli stili Korg, Yamaha, Ketron, Roland e Casio: gli stili devono avere il carattere giusto per “bucare” e uscire in ascolto; e non devono eccedere nella vicinanza a specifiche composizioni, perché altrimenti se ne ridurrebbe l’utilizzo ad una canzone soltanto, un paio al massimo. Dall’altra parte, ci siamo noi: siamo noi con le nostre capacità, la nostra creatività, la nostra voglia di divertirci, sperimentare e imparare. A questo punto quello che possiamo ottenere è molto probabilmente una bella esecuzione e non un clone del brano originale. Vale la pena provarci.

Del resto, se proprio vogliamo suonare sopra l’arrangiamento esatto del disco, allora non giriamoci intorno e utilizziamo direttamente uno Standard MIDI file o piuttosto una base MP3. Ma se, nonostante tutto, siamo qui che vogliamo suonare stili di accompagnamento della sezione arranger è perché siamo esseri umani, non macchine, e desideriamo creare qualcosa di personale che possa far dire – a chi ci ascolta – frasi del tipo: “Conosco questa canzone e mi piace come la suoni tu, come l’hai fatta tua rendendola una cosa nuova, attuale”. I bravi musicisti fanno miracoli con l’arranger quando sanno reinventare un repertorio suonandolo in modo nuovo: fra il pubblico, molti hanno le antenne pronte e ascoltano con attenzione. E capiscono. La gente non è tutta stupida e intuisce subito quando si trova davanti ad un musicista sincero, uno che non fa finta e che sta dando tutto sé stesso per comunicare, per divertire, far ballare e far sognare.

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LP – Death Valley (2016)

Stili verticali

Tuttavia non è tutto qui. Ci sono anche i c.d. Song Style. Se non sapete che cosa significhi questo termine, sappiate che siete in buona compagnia: anch’io ne ignoravo l’esistenza fino ad alcuni anni fa, quando questo lessico è apparso con insistenza nei forum di musicisti suonatori di arranger. Il Song Style al contrario degli stili generici che abbiamo descritto qui sopra, è uno stile verticale, costruito a pennello per una canzone specifica. In questo modo, il musicista che suona l’arranger riesce ad essere sicuramente fedele all’arrangiamento originale e la sua esecuzione potrà essere apprezzata più facilmente da quella parte di pubblico che di solito è restìa ad approvare la reinvenzione e la libertà creativa.

I Song Style sono comodi soprattutto per chi lavora come intrattenitore nel pianobar, nei ristoranti, matrimoni, feste e così via. Quando, nel baccano e nella confusione, il musicista si trova in difficoltà a far emergere la propria arte. Suonare in questi contesti è spesso un duro lavoro.

Dove trovare i Song Style? A volte sono nascosti fra gli stili preset, talvolta sono distribuiti gratuitamente dalla casa produttrice delle tastiere (cercate nell’area Download del sito ufficiale), spesso si trovano nei portali che vendono stili su Internet, altrimenti si possono scambiare nelle comunità web (occhio ai comportamenti truffaldini in questi casi) e, infine, potete anche crearli da voi. La tecnica più semplice per costruire un Song Style è partire da uno Standard MIDI file esistente e, tramite specifici strumenti software – argomento che potremmo esplorare in questo blog un giorno – esportare i vari segmenti della canzone dentro i pattern dell’arranger: Intro, una variazione per la strofa, una per il ritornello, Fill-in per gli stacchi, se serve anche un Break e, alla fine di tutto, il suo Ending finale. Ne consegue che, all’interno di un Song Style, è piuttosto comune ritrovare pezzi interi di Standard MIDI file.

Lo so già che cosa vi state chiedendo: i Song Style sono molto comodi, ma non si corre il rischio che il titolare dei diritti d’autore dello Standard MIDI file possa eccepire qualcosa? In effetti questo rischio c’è, ad onore del vero. Ma, ovviamente, se avete acquistato il Song Style da qualche portale web che detiene i copyright, allora non avete alcun problema e siete in una botte di ferro.

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Chiudiamo con Michel Voncken, il celebre divulgatore di strumenti Yamaha mentre si esibisce in Sultans of Swing (Dire Straits), suonando uno stile Pop&Rock presente nell’arranger workstation PSR-S970.

Entusiasmo contagioso nel forum web dei supporti ketroniani

Il logo di Supporti Ketroniani

Il logo di Supporti Ketroniani

Quanti di voi ricordano l’annuncio che avevamo commentato insieme nell’ottobre 2016 in merito alla nascita del forum Ketron? Bene, oggi torniamo sull’argomento, perché gli avvenimenti hanno registrato un’evoluzione rapida nelle scorse settimane. Date le basi di generosa spontaneità, era inevitabile che l’organizzazione subisse una scossa di assestamento iniziale e che quindi, dopo un avvio esaltante, il gruppo si dovesse ricompattare. E tutto è avvenuto intorno a cinque pilastri fondamentali: Antonio Rizzato (nome di battaglia Nico er Pirata), Eber Dimarti, Luca Scala (noto come Turpe), Filippo Liguori e Pino Palladino (Giupa per gli amici). Il forum ha un nuovo nome Supporti Ketroniani, un’inedita formula grafica e una nuova piattaforma web.

L’impaginazione web sfoggiata del nuovo sito è straripante di immagini e icone: non vi spaventate, vi permette di apprezzare il classico entusiasmo degli esordienti. E’ un segno della schiettezza e della sincerità che i ragazzi dei supporti ketroniani generosamente spendono per dare vita e continuità a questo luogo di condivisione. Sono convinto che, con il tempo, sapranno fare tesoro della loro esperienza e lavoreranno di fino per maturare anche sotto l’aspetto grafico. La piattaforma è quella di Forum Attivo.

Quando una persona si iscrive a Supporti Ketroniani, viene invitato a presentarsi: è un’iniziativa molto simpatica che dà subito un tono caloroso di famigliarità, aiutando la nuova persona ad entrare in contatto facilmente con gli altri membri del forum. Del resto, la lettura delle presentazioni offre uno spaccato realistico del mercato Ketron, permettendo di evidenziare quali sono i prodotti più diffusi e in quali contesti sono utilizzati.

Nella sezione denominata Angolo del bar è possibile parlare di tutto. Al suo interno spicca l’area di scambio risorse: permette di condividere il proprio patrimonio software, suscitando un inevitabile ampliamento del pacchetto di file a disposizione di tutti: l’unione fa la forza! Ci sono registration, audio drum, stili, loop MIDI e così via. Al fine di non rischiare nulla sul piano della legalità, i moderatori del forum sono espliciti e rigorosi nell’invitare tutti i membri a non scambiare MIDI file e SongStyle (stili cioè costruiti su misura di una specifica canzone, di solito partendo da un MIDI file protetto da copyright).  Gli stili scambiati sono tutti originali e costruiti con la tecnica dello Style Modeling presente su SD40, SD9 e SD7 e motivo di gran vanto per Ketron. E’ possibile anche trovare le indicazioni dei forumer più esperti su come modificare i suoni per personalizzare le voci e arricchire il proprio arsenale sonoro secondo le finalità di ciascuno: di norma, queste informazioni sono applicabili a tutte le tastiere Ketron.

Sandro Fontanella (Ketron), Antonio Rizzato (forum), Marcello Colò (Ketron) e Filippo Liguori (forum)

Sandro Fontanella (Ketron), Antonio Rizzato (forum), Marcello Colò (Ketron) e Filippo Liguori (forum)

L’area News, Eventi e Concorsi Forum è alquanto inedita per i forum di questo tipo. Al di là di ricordare gli eventi più importanti, le fiere e gli eventi organizzati da Ketron in Italia, periodicamente i moderatori del forum pubblicano qui un concorso per stuzzicare la creatività musicale, fotografica o video dei partecipanti della comunità.

Nella sezione Styles e risorse aggiuntive è possibile ritrovare la documentazione relativa alle chiavette USB di stili aggiuntivi distribuiti da Ketron, oltre ai collegamenti alla documentazione ufficiale e agli aggiornamenti firmware.

Per completare la libreria di informazioni, ci sono sezioni dedicate ai consigli, al supporto sui singoli modelli, alle configurazioni software per chi lavora con Cubase e Adobe Audition e agli accessori e al loro funzionamento. Non manca l’area destinata agli annunci dei privati per il mercatino dell’usato.

Il forum è affiancato da una pagina su Facebook e da un canale YouTube: in quest’ultimo sono presenti numerosi filmati sugli strumenti Ketron con dimostrazioni, recensioni e video-guide. Il canale è dedicato prevalentemente ai nuovi modelli: SD7, SD9, SD40, MidJPro e SD1000.

Personalmente, ho percepito quanto i moderatori ci tengano a precisare che non sono una sorgente ufficiale di informazioni ufficiali di Ketron; tuttavia, lasciatemelo scrivere, la loro esperienza diretta e il loro entusiasmo per il marchio, rappresentano una risorsa importante per tutti i musicisti. E soprattutto questa comunità è una risorsa per Ketron stessa: si è ritrovata fra le mani un’esperienza spontanea e leale di social network a cui attingere. Cosa che, di ritorno, può solo tornare utile all’immagine e alla popolarità dall’azienda di Ancona.

Jerry Kovarsky: tastiere for dummies

Tastiere for Dummies - Edizioni Hoepli

Tastiere for Dummies – Edizioni Hoepli

Oggi vi parlo di un libro. Sì, stavolta vi consiglio di dedicarvi alla lettura. Da un paio d’anni è disponibile sul mercato il libro che (ora la sparo grossa!) avrei voluto essere capace di scrivere io.

Voi sapete che io scrivo questo blog solo per passione e non sono nessuno nel mondo delle tastiere, quindi state tranquilli: se non ho ancora pubblicato un libro, non vi siete persi niente. Ma Jerry Kovarsky è davvero qualcuno e il suo libro è un qualcosa che nessun lettore di questo blog dovrebbe perdersi. Specialmente se avete l’onestà di ammettere che vi mancano ancora conoscenze sufficienti per padroneggiare il mondo delle tastiere digitali e siete desiderosi di saperne di più.

Abbiamo già parlato di Jerry Kovarsky in questo blog: ad esempio, nell’intervista che Max Tempia ha rilasciato per i lettori di questo blog lo scorso anno (NDA: se non l’avete ancora letta, vi consiglio farlo ora, almeno nella prima parte; poi tornate qui, che continuiamo il nostro discorso). Bene, in quell’intervista Max ci ha raccontato di Jerry  Kovarsky, membro del leggendario Voicing Team di Korg e che ha guidato i grandi progetti delle storiche workstation Korg insieme a Michele Paciulli e altri musicisti. Dopo aver abbandonato Korg, Jerry ha avviato una collaborazione con Casio sempre nell’ambito delle tastiere digitali. Non solo, Jerry è riuscito a stupire tutti anche nel mondo dell’editoria musicale specializzata: il Nostro scrive dannatamente bene e i suoi numerosi e vivaci articoli sono pubblicati da diversi anni sulla rivista americana Keyboard Magazine: quei testi sono oro che cola per quanti suonano tastiere ai giorni nostri. I più fedeli lettori di questo blog ricorderanno l’illuminante articolo di Jerry che mi sono permesso di tradurre in italiano nel febbraio 2016: Arranger calunniati ed incompresi.

Torniamo al libro. Dicevamo, se siete assetati di informazioni su come suonare le tastiere, non potevate chiedere di più di questo: che Jerry Kovarsky mettesse nero su bianco la sintesi della sua ultra decennale esperienza e conoscenza e che lo facesse utilizzando un linguaggio semplice, alla portata di tutti, come è nella tradizione della collana for dummies.

Cari amici, cari fedeli lettori di tastiere.wordpress: questo libro vi spiega tutto quello che vi serve sapere: perché i tasti pesati o waterfall, a cosa serve l’aftertouch, e come sono fatti i suoni campionati e ancora: fondamenti della musica, effetti e ritmi di accompagnamento, MIDI, audio, editing dei suoni… Udite! Udite! Ci sono ben due capitoli dedicati agli arranger (agli arranger!) e agli stili di accompagnamento: già da soli questi due testi valgono l’acquisto di tutto il libro.

Tastiere for dummies non può annoiarvi, visto che può essere letto in pillole, solo quando serve per capire certuni argomenti. Un po’ come un manuale di facile consultazione da leggere alla bisogna. Va da sé che la lettura sistematica dall’inizio alla fine potrebbe solo giovarvi, dandovi la possibilità di ottenere una panoramica ragionata e completa su tutta la conoscenza di base necessaria per orientarvi nell’ampio universo della musica suonata e prodotta con tastiere digitali.

Il prezzo di copertina è di 15 Euro circa, ma se siete clienti Kindle potete scaricarlo in versione digitale a soli 10,99 Euro. In ogni caso, sono cifre abbordabili e il piccolo investimento non è nulla a confronto del valore che otterrete da questa lettura.

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In questo filmato che segue, Jerry si diletta con un suono di pianoforte accompagnato dai ritmi di accompagnamento (Casio Privia PX-5S).

Ketron SD40 | Sistema operativo versione 1.0.1

Ketron SD40

Ketron SD40

Il modulo arranger Ketron SD40 è stato presentato al Musik Messe nell’aprile del 2016, come ultimo di una lunga serie di moduli sonori di successo disegnati e realizzati dall’azienda di Ancona. Molti di voi ricorderanno MS40, X4, XD3,  SD3 e Audya 4. Come noto, da numerosi anni, Ketron esercita un ruolo di predominio tecnologico e commerciale sul mercato specifico dei moduli arranger.

SD40 pesa solo 2Kg e spicca per dimensioni compatte (32 x 18 x 10 cm): sono dettagli importanti che ci rivelano quanto questo oggetto sia comodo da trasportare in ogni dove. SD40 è pronto ad essere collegato ad una tastiera master, ad un pianoforte digitale, ad una fisarmonica MIDI, permettendo così al musicista di esibirsi dal vivo con una sezione arranger di stili professionali, la cui energia è ampiamente riconosciuta grazie ai suoni Ketron, celebri per realismo e naturalezza.

Lo scorso 11 gennaio 2017 Ketron ha annunciato l’aggiornamento software 1.0.1 di SD40. Tale aggiornamento è essenzialmente dedicato ad una migliore operatività delle memorie flash USB, grazie allo sviluppo di un’ulteriore compatibilità con i formati di chiavette USB in circolazione. Nell’entusiasta comunità che gravita intorno al forum dei Supporti Ketroniani, è stato rilevato dagli utenti più esperti che il nuovo sistema operativo offre anche un miglioramento della dinamica dello strumento, sebbene questo aspetto non sia stato confermato ufficialmente dalla casa produttrice.

Le informazioni tecniche su questo prodotto sono consultabili nella brochure commerciale.

Yamaha MusicSoft: sconto quantità su MIDI file e stili di accompagnamento


L’investimento realizzato da Yamaha per rinnovare il proprio negozio virtuale e che si è concretizzato lo scorso maggio con il rinnovamento totale della parte grafica e operativa di quel sito, richiede ora che il numero di vendite continui ad essere significativo. E così, al fine di premiare gli acquisti più sostanziosi, Yamaha Music Club riserva ora una scala di sconti crescenti in riferimento alle quantità:

  • chi acquista da 3 a 5 articoli, MIDI file e/o stili di accompagnamento, riceve uno sconto immediato del 5%
  • chi ne acquista da 6 a 8, riceve uno sconto del 10%
  • e per chi acquista almeno 9 articoli, fra brani MIDI e stili di accompagnamento, lo sconto sale al 15%

Lo sconto è applicato non appena gli articoli sono salvati nel carrello. Gli sconti non sono generosi come quelli che il sito applicava nel periodo natalizio (20%), sono tuttavia sempre apprezzabili. La promozione è disponibile dal 26 gennaio scorso e non è stata data comunicazione di quando terminerà. Tuttavia, suggerisco a chi di voi è interessato di fare comunque un giro.

Per maggiori informazioni riguardanti l’offerta, visitate la pagina: http://it.yamaha.com/it/news_events/musical_instruments/promo_midi_stili/

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Pianoforti e tastiere digitali nel blog di Yamaha Music Club

Immagine tratta dal blog di Yamaha Music Club

Immagine tratta dal blog di Yamaha Music Club

Quando ho aperto questo mio blog – nel lontano 10 ottobre 2009 – ero incerto e confuso: qualcuno mi avrebbe letto? sarei stato all’altezza? per quanto tempo sarei riuscito a pubblicare materiale? Ma su un punto ero abbastanza fermo: la convinzione che il “blog” era lo strumento ideale per comunicare sul web passando contenuti. Producendo comunicazione efficace. Questa consapevolezza l’hanno intesa anche le aziende e, infatti, negli ultimi dieci anni, molte di esse hanno aperto il proprio blog istituzionale.

Un blog aziendale può vivacizzare uno statico sito-vetrina di prodotti, introducendo aggiornamenti frequenti in un linguaggio più comunicativo e spontaneo, in pratica, attirando maggior traffico di clienti e diffondendo una maggiore conoscenza diretta sui propri prodotti e servizi.

Da alcuni mesi Yamaha Italia ha aperto il proprio blog dedicato al mondo dei pianoforti e delle tastiere e lo ha collocato all’interno del portale https://yamahamusicclub.it/

E’ un blog giovane, solo quattro mesi di vita, ma il richiamo del marchio e la qualità dei contenuti hanno già destato l’attenzione di una platea molto ampia. Ci ha confidato Raffaele Volpe direttore commerciale di Yamaha Music Europe per il settore Classics del mercato italiano che ha dato vita a questa iniziativa: “Abbiamo una miriade di argomenti di cui parlare come azienda. Il sito è nato per comunicare sui piani digitali in primis. Per ora abbiamo qualche migliaio di lettori. Dopo due mesi il post migliore è uscito a fine novembre con più di 4300 lettori in pochi giorni”.

Gli autori principali del blog sono Roberta Ferrari e Marta Caldara.

Roberta è la responsabile didattica e della formazione degli insegnanti del settore Educational di Yamaha in Italia. I suoi articoli affrontano temi importanti legati all’insegnamento della musica e del suo valore per lo sviluppo delle persone, ad esempio Musicoterapia e Come vincere l’ansia da palcoscenico. La musica è sí divertimento ma non solo: la lettura degli articoli di Roberta può  aiutare a riflettere e a capire il valore della musica per la vita.

Veniamo a Marta: anche lei collabora con Yamaha, come concertista, formatrice e dimostratrice. Adoro lo stile di scrittura degli articoli firmati da Marta: è vivace, originale. Mi piace la capacità di seminare nel testo riferimenti concreti ed esperienze reali. Provate a leggere questi articoli e capirete a che cosa mi riferisco: Yamaha Piaggero, Imparare a suonare con FlowKey e Clavinova serie CLP

Buona lettura!

Winter NAMM 2017: le conclusioni

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Che il settore degli arranger sia stramaturo non è una novità: è un fatto consolidato da almeno una decina d’anni. Che poi il mercato degli Stati Uniti (dove si svolge annualmente il Winter NAMM) sia stato da sempre piuttosto insensibile alle tastiere con accompagnamenti, è altrettando risaputo. E allora, non vi deve sorprendere il fatto che gli arranger, il nostro argomento preferito, non abbiano conquistato quest’anno le prime pagine e i social network. L’unico angolo del nostro comparto che ha registrato qualche timida novità è quello delle tastiere più economiche, un segmento studiato per principianti e amatori e che, da qualche tempo, si sta aprendo ai DJ in provetta. Osservate che questo tipo di prodotti è oggetto di attenzioni anche da parte di alcuni chitarristi alla ricerca di accompagnamenti automatici.  Ecco, in questo settore di consumo, qualcosina di nuovo si è visto in casa Yamaha e Casio.

Per tutti i dettagli, vi rinvio alla lettura dei resoconti che ho pubblicato per voi nei giorni scorsi:

In merito agli altri produttori di arranger (Ketron, Deebach, Orla, Wersi), non sono pervenute notizie di presenza alla fiera nordamericana.

 

Winter NAMM 2017: lo stand Casio

Stand Casio al Winter NAMM 2017

Stand Casio al Winter NAMM 2017

Dopo aver passato in rassegna nei giorni scorsi gli stand Roland, Korg e soprattutto Yamaha, non sono rimasto poi sorpreso nell’apprendere che anche Casio ha qualcosa di nuovo da dire nel comparto delle tastiere arranger solamente nello spazio dedicato alle tastierine economiche. Voi sapete meglio di me che Casio opera tipicamente in quell’area di mercato. E la nostra visita virtuale allo stand in fiera, nel Winter NAMM 2017, oggi ci ha portati a prendere atto dell’annuncio di modelli portatili nella serie CTK (CTK-3500, CTK-2550, CTK-1550) e nella serie LK con tasti ad illuminazione (LK-265, LK-247 e LK-190).

Questa categoria di strumenti offre abitualmente possibilità di lezioni interattive: in questi modelli, tali funzioni si aprono all’insegnamento della diteggiatura (Voice Fingering Guide), ad un sistema graduale di apprendimento (Step-up Lesson System) e all’insegnamento su come esercitarsi con brani specifici accompagnando lo studente in ogni singola fase di studio (Lesson Lite).

Casio CTK-2550

Casio CTK-2550

Tre di questi nuovi modelli (CTK-2550, CTK-3500 e LK-265) dispongono di un collegamento diretto alla nuova app Chordana Play, che permette di imparare a suonare le canzoni preferite tramite MIDI file scaricabili. Tramite un cavo jack stereo da 3,5 mm a tre contatti, è possibile collegare un dispositivo iOS alla tastiera. Il nome di Chordana Play richiama inevitabilmente Cortana, il celebre software di assistenza e riconoscimento vocale sviluppato da Microsoft per il sistema operativo Windows Phone e poi applicato con successo a Windows 10. In realtà, Chordana Play è una applicazione didattica e gratuita per iOS realizzata con lo scopo di facilitare i musicisti in erba ad estendere il proprio repertorio, anche nel caso di chi ha poca esperienza con le tastiere digitali. Mentre un brano è in esecuzione, l’applicazione suggerisce la posizione corretta di entrambe le mani sulla tastiera in tempo reale e può anche visualizzare lo spartito. L’app sarà disponibile al download non prima di marzo 2017.

Chordana Play all'opera collegata ad una tastiera Casio della serie LK con tasti illuminati

Chordana Play all’opera collegata ad una tastiera Casio della serie LK con tasti illuminati

Tutte queste nuove tastiere sono dotate della nuova modalità Dance Music, che divide la tastiera in diverse sezioni di strumenti come batteria, basso e altro ancora. Suonando le diverse combinazioni di tasti, è possibile creare e remixare i brani destinati alle serate ispirate alla discoteca. Dance Music offre 50 stili predefiniti. Nasce spontanea una riflessione: come nel caso degli stili della categoria DJ, recentemente introdotta da Yamaha, anche per Casio ora gli arranger si stiano evolvendo cercando di attirare il mercato dei miscelatori di musica. Per ora è  possibile solo nell’ambito del puro divertimento, poi si vedrà.

Per conoscere gli altri annunci che Casio ha presentato al Winter NAMM 2017, vi consiglio la lettura del sito istituzionale, dove si parla ampiamente di Casio GP-300WE, il nuovo modello che espande il catalogo della famiglia di pianoforti ibridi CELVIANO.