Archivio dell'autore: Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

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Informazioni su Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

Ho creato nel 2009 il blog Tastiere Arranger per raccontare tutto quello che si deve sapere sulle tastiere con accompagnamenti. Ho collaborato in passato con MusicOff e AudioFader. Oggi, oltre a scrivere per questo blog, faccio parte del team di autori di SM Strumenti Musicali dove pubblico test, focus e recensioni sugli arranger.

Korg alza il sipario su Havian 30

Havian 30

Korg Havian 30

Siamo alla vigilia della fiera di Francoforte e, come da recente tradizione, alcuni produttori di strumenti musicali annunciano le proprie novità con qualche giorno di anticipo.

Oggi parliamo del ritorno in casa Korg del pianoforte arranger, tipologia di strumento che non vedeva novità dal 2008, da quando cioè Pa588 era stato presentato al mercato. Prima di proseguire, devo riconoscere a tutti voi, miei cari lettori fedeli di questo blog, di aver tratto conclusioni troppo affrettate in passato. Pensavo infatti che, con il lancio di Pa3X Le nel 2014, il progetto attuale di arranger (la terza serie di modelli Pa) fosse stato spremuto in tutte le variabili possibili e, che quella serie nata nel 2011 avesse raggiunto la pienezza del progetto: del resto, c’era la ammiraglia Pa3X che aveva rinnovato la collezione Korg, la sua versione portatile Pa900, una edizione ancor più compatta Pa600, un adattamento per il repertorio mediorientale PA600QT, una variante ridotta all’osso Pa300 e la recente versione a 76 tasti più leggera Pa3x Le. Non avevo tenuto conto che una ennesima derivazione era ancora possibile: il pianoforte digitale ad 88 tasti pesati in un mobile elegante in grado di fare una gran bella figura nell’arredamento di casa. A questo punto, non mi permetto più di condividere previsioni, chissà che Korg Italy non si inventi prossimamente l’arranger della terza serie Pa nella versione a modulo, a fisarmonica, keytar o a Continua a leggere

Mescolare gli arrangiamenti per re-inventare la musica

Suonare, cantare, emozionarsi

Suonare, cantare, emozionarsi

Qual è il gioco più divertente mentre suonate a casa in privato il vostro arranger? Per me, è quello di prendere una canzone qualsiasi e di suonarla con uno stile di accompagnamento lontano dall’originale. Ad esempio: mi diverte suonare il repertorio di Rod Stewart in stile Country & Western, quello di Eric Clapton in stile Jazz, i Beatles in modo Funk, Van Morrison in Latin, Ligabue in Contemporary, Fabrizio De André in formato swing e le canzoni di Franco Battiato come se fossero una colonna sonora di un film. A volte gli accostamenti sono assordanti, spesso funzionano dopo alcuni tentativi diversi, altre volte si scoprono accoppiamenti sorprendenti e riusciti al primo colpo. In qualche caso il risultato è al limite dell’assurdo, del comico o del geniale. Forse non tutti questi arrangiamenti creativi nati al volo possono essere ripresi dal vivo, ma in taluni casi funzionerebbero alla grande, se non fosse per la prigrizia e il conformismo degli italiani, i quali apprezzano le cover solo se identiche all’originale (che noia!). In tutti gli arranger questo gioco è possibile. A volte, restando nello stesso stile ma cambiando il tempo (da 4/4 in 3/4 si ottengono effetti straordinari, ad esempio io nel mio piccolo suonavo Alice in 3/4 molti anni prima che Francesco De Gregori lo facesse davvero).

Quando avevo fra le mani una Roland E-50, ricordo la funzione Cover: era molto divertente perché consentiva di Continua a leggere

Yamaha Indian Devotional Pack for PSR-S950, PSR-S750 e PSR-S650

Yamaha Voice & Style Expansion

Yamaha Voice & Style Expansion

In tempi duri come quelli che stiamo vivendo, affrontare il tema della fede e della preghiera dal punto di vista musicale sembra essere un po’ insolito. Il mondo della religione (delle religioni) da secoli è terra di conquista da parte di persone e di ideologie che poco hanno a che fare con la spiritualità. E’ successo e succede in tutte le religioni nel mondo. E non si tratta solo del rumore degli spari e delle bombe di chi si nasconde dietro una fede per portare a compimento azioni che sono opposte ai princìpi di amore e perdono che sono alla base di tutte le fedi: che cosa c’entra infatti la misericordia con le violenze, le stragi e gli omicidi di innocenti? Valutiamo le azioni dai frutti e dai risultati per capire le intenzioni.

E’ in questo contesto che oggi sono rimasto sorpreso dalla pubblicazione da parte di Yamaha di un pacchetto di espansione di suoni e stili denominato Devotional Pack 1 e nella cui copertina sono raffigurati i simboli delle cinque grandi religioni più diffuse in India: induismo, Sikhismo, Bhakti, cristianesimoIslam. Queste risorse sono valide per PSR-S950, PSR-S750 e PSR-S650. La tradizione musicale è quella Continua a leggere

Riconoscimento degli accordi in base a diversi tipi di diteggiatura

Tecniche per suonare gli accordi

Tecniche per suonare gli accordi

Per qualcuno è una banalità, per altri un metodo vale l’altro; per altri ancora, questo è un aspetto serio da studiare a fondo per imparare a suonare con soddisfazione la propria tastiera arranger.

Si chiama diteggiatura, in inglese fingering.

In musica, la diteggiatura determina quali dita e quali posizioni della mano vadano utilizzate per suonare uno strumento. E’ l’argomento principe da cui si comincia nella lezione numero uno di qualsiasi studente che voglia imparare a suonare. Non per nulla gli spartiti dei primi esercizi riportano sempre in chiaro il numero del dito da utilizzare accanto alle varie note sullo spartito.

Nel mondo degli arranger, invece, la diteggiatura ha un ruolo fondamentale nel riconoscimento degli accordi. Agli albori di questo segmento di strumenti a tastiera, il controllo degli accordi che guidavano gli stili di accompagnamento era affidato alla sola mano sinistra, dato che l’arranger riconosceva gli accordi solo Continua a leggere

Ketron Audya: rilascio del sistema operativo 5.3D

E così è arrivato il momento di aggiornare il sistema operativo anche per i felici possessori di arranger workstation Ketron della serie Audya. La notizia è uscita proprio oggi.

Il nuovo software prevede alcune piccole sistemazioni. La novità più importate riguarda l’ottimizzazione della gestione file da memoria flash USB (le famigerate penne USB). Nelle precedenti versioni, si potevano avere interminabili tempi di attesa all’inserimento di una penna USB dove fossero stati messi oltre 1000 file nella stessa cartella. Ora, con il nuovo software, tutto funziona molto meglio di prima e l’accesso alle memorie USB è più reattivo.

Ketron ha poi applicato altre migliorie in merito all’importazione dei file WAVE negli User Audio Drum e ad altri aspetti generali del sistema.

Non si tratta di certo di un rilascio software rivoluzionario, ma i clienti Ketron saranno lieti di sapere che il produttore italiano di Ancona continua ad investire tempo e risorse per migliorare i propri prodotti, ancora oggi quando sono passati quasi dieci anni dalla presentazione del modello che ha dato il via a tutta la serie. Ci sono altri produttori di strumenti musicali che si comportano in questo modo? Non credo.

Ma il bello deve ancora venire: infatti, sembra che Continua a leggere

Yamaha PSR-E253: arranger per esordienti

Yamaha PSR-E253

Yamaha PSR-E253

Dopo aver pubblicato l’ultimo articolo sulle nuove tastiere portatili di casa Yamaha, mi sono soffermato ad osservare con maggiore attenzione l’aspetto esteriore del fratellino minore PSR-E253 ed è stato evidente che, nel momento in cui ha progettato il nuovo arranger, Yamaha non sia andata con lo stampino per replicare semplicemente il modello superiore PSR-E353 con qualche taglio per ridurne il prezzo. Infatti, da una parte PSR-E353 sembra richiamare in termini estetistici il modello precedentemente a listino (PSR-E343 lanciato solo due anni fa, nel 2013); dall’altra parte, sembra di cogliere dal disegno di PSR-E253 come si sia voluto realizzare una tastiera ancor più portatile, ancor più destinata al divertimento. Gli angoli e i bordi sono smussati e questo ne facilità la manualità durante il trasporto, riduce l’occupazione degli spazi e la rende più comoda da muovere o anche solo più semplice da riporre in casa. Il disegno è meno classico e più spartano, ricorda le prime PSR Yamaha dei primi anni novanta ed è più accattivante per un pubblico di Continua a leggere

Le piccole tastiere Yamaha si moltiplicano: PSR-E353 e PSR-E253

Yamaha PSR-E353

Yamaha PSR-E353

I più ricchi di fosforo fra di voi ricorderanno che lo scorso gennaio ne avevamo fatto cenno: nel corso degli articoli quotidiani di resoconto della fiera invernale nordamericana, abbiamo riportato brevemente la notizia dell’uscita dell’ennesima coppia di prodottini arranger per principianti e giocolieri: PSR-E353 e PSR-E253.

A scanso di equivoci siamo nel territorio delle tastierine che, costando poco, sono accessibili al grande pubblico. Negli anni, questa serie di modelli ha migliorato sensibilmente il proprio motore sonoro e, nelle mani di chi sa suonare, permette di fare una discreta figura nelle festicciole, nelle serate improvvisate, come guida nelle prove di canto, all’aperto fra amici d’estate (potete alimentarle con le batterie stilo LR6). Peso e dimensioni vi consentirebbero anche di portarla con voi in un’escursione e suonare davanti a un lago di montagna in quota. O semplicemente potete darla ai vostri bimbi perché comincino a prendere confidenza con il fare musica, giocando con una tastiera (sempre meglio di un videogioco o uno smart phone).

La qualità costruttiva è di norma ai minimi termini: i tasti super leggeri sono però dinamici. La dotazione sonora non è vasta ma copre quanto serve per suonare (573 voci su PSR-E353 e 372 sul fratellino minore PSR-E253). Il Grand Piano utilizza suoni con campionamento stereo. Il numero di accompagnamenti automatici è adeguato alla categoria: 158 stili nel fratello maggiore e 100 stili nel minore. Sono altresì disponibili i due effetti principali: il riverbero per avere la sensazione di suonare in una sala da concerto e il chorus per aggiungere al suono respiro e risonanza. Entrambi i prodotti sono dotati poi di Continua a leggere

Yamaha Tyros 5: rilascio del sistema operativo v1.11

Ci eravamo lasciati su questo argomento nel luglio del 2014, quando avevamo commentato insieme il rilascio V1.06 del sistema operativo di Yamaha Tyros5. Da allora si sono susseguiti diversi aggiornamenti, tutti resi noti nella pagina ufficiale di supporto Yamaha. Sostanzialmente si è tratta di guasti software risolti in sequenza.

V1.08:

  • E’ stato necessario intervenire perché il Drum Kit Voices del pacchetto di espansione Turkish non suonava correttamente.

V1.10:

  • Aggiunta la possibilità di modificare i suoni di fabbrica utilizzando il software Yamaha Expansion Manager . E’ necessaria la versione 2.2 dello stesso.
  • Corrette le icone di alcuni suoni di fabbrica che non indicavano lo strumento appropriato.

E ora l’ultimo aggiornamento V1.11:

  • Risolto un problema a causa del quale lo stile in esecuzione o il brano in playback potevano soffrire ritardi di esecuzione nel momento in cui le impostazioni dello strumento subivano variazioni indirette a seguito di attivazione di Registration, OTS o suoni Ensemble.

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Pagine di questo blog

Suonare, suonare, suonare

Suonare, suonare, suonare

Chi frequenta abitualmente questo blog sa che raramente ritorno e modifico articoli già pubblicati in passato. Su un argomento già trattato, preferisco scrivere un articolo nuovo. Di norma è sempre così, poi ci sono le eccezioni. Ad esempio vi segnalo le pagine che trovate sulla destra della home page sotto il titoletto Informazioni. Vi consiglio di visitarle di tanto in tanto , almeno per verificare gli aggiornamenti periodici di questi tre articoli di cui ora vi faccio cenno, in quanto possono rappresentare un breviario informativo aggiornato sugli arranger.

Il primo è l’Indice di questo blog che potete utilizzare per consultare un elenco sintetico di tutti gli articoli pubblicati su https://tastiere.wordpress.com.

Il secondo è la Rassegna del mondo arranger dove troverete uno specchietto sommario che riporta gli arranger lanciati sul mercato globale in questimi ultimi cinque anni, in ordine cronologico inverso di apparizione.

E, per finire, non dimenticate di fare clic su I prezzi degli arranger dove è pubblicata una sintetica guida all’acquisto. I prezzi sono puramente indicativi: e di certo potrete trovare negozi pronti ad applicarvi importi diversi (inferiori o superiore). Ma così, almeno avete un’idea di base per l’orientamento. Recentemente ho aggiunto la colonna dell’anno di lancio di ciascun modello, giusto per far capire quali modelli sono da più tempo a listino.

E ora vi lascio con Barry Gonen, la sua voce e la sua Yamaha Tyros 4, alle prese con la reinterpretazione di Moondance (brano scritto e pubblicato da Van Morrison nel febbraio 1970, soltanto 45 anni fa).

A presto!

Verosimile somiglianza fra Korg Pa900 e Pa3X Le

Lo scorso settembre, al momento del lancio di Korg Pa3X Le, in molti (compreso il sottoscritto) ci eravamo concentrati sulle differenze fra l’ammiraglia classica Pa3X e il nuovo prodotto. E ora invece, dopo un confronto più attento, sulle specifiche tecniche, sulle risorse di suoni e stili e sulle caratteristiche del sistema operativo, è risultata inevitabile l’osservazione secondo cui le somiglianze di questo prodotto vanno ricondotte piuttosto a Korg Pa900, prodotto uscito sul mercato nel giugno 2013.

Le differenze fra i due prodotti si limitano sostanzialmente a:

  • numero dei tasti (76 contro 61)
  • dimensioni fisiche (1,03m di lunghezza contro 1,19m)
  • peso (da 13,55kg contro 10,76kg)
  • amplificazione (la semplice compatibilità con il sistema accessorio di amplificazione PaAS contro gli amplificatori di bordo).

Si distinguono altri aspetti marginali, ma sostanzialmente il motore dentro questi due arranger workstation è sempre lo stesso. Korg Pa3X Le vanta ad esempio una manciata di suoni per synth in più,

Tutto ci porta a pensare che il nome giusto dell’ultimo arranger lanciato da Korg avrebbe dovuto essere Pa900 76; il fatto di averlo chiamato Pa3X Le è legato evidentemente a pure strategie di marketing e al fatto di dover giustificare una differenza di prezzo che pesa 700 Euro circa fra i due modelli (2499 Euro contro 1799 Euro).

A prescindere, siamo comunque di fronte a due validi prodotti, ottimi per essere portati sul palco e altrettanto affidabili in studio o a casa. La scelta fra i due arranger sembra risiedere essenzialmente nella capacità di resistere alla tentazione di spendere 700 Euro in più per avere i 76 tasti. In questo caso, però, considerate nella spesa anche un sistema di amplificazione.

Vi lascio ora in compagnia del bravo tastierista olandese Menno Beijer che ci dimostra le potenzialità di Korg Pa900 in un filmato video pubblicato recentemente da Oostendorp Music.