Non so quanti di voi seguano il canale YouTube di Masataka Kono, ma se non lo fate ancora, vale davvero la pena scoprirlo. Questo musicista giapponese, oltre ad essere un valente pianista jazz, ha un talento raro che esprime nel raccontare gli strumenti che prova e lo fa con una chiarezza e una competenza tali da catturare rapidamente l’attenzione. Le sue performance, unite a commenti sempre puntuali, sono una miniera di informazioni. La comprensione dei suoi interventi è facilitata dai sottotitoli tradotti in inglese. Personalmente, grazie a Kono-san ho imparato a riconoscere pregi e limiti di diversi strumenti attuali.
Da cinque anni, nel suo canale ospita infatti una vasta serie di arranger: Roland Go:Keys 3, Korg EK-50, Yamaha PSR-E473 (insieme ai modelli E383 ed E373) e Casio CT‑S1000V. Ma il Nostro non si limita alle tastiere con accompagnamenti: altrettanto illuminanti sono le prove dedicate ad altri strumenti Roland (come Juno D6, RD‑400, Go:Piano 88), Yamaha (CK‑61, CP‑88, Montage M6, MODX M6, PSS‑A50) e Casio (CT‑S1). Ne ho citato solo alcuni, ce ne sono molti di più.
Oggi vorrei segnalarvi un paio di video recenti, quelli in cui Kono‑san si diverte a esplorare un esemplare di Korg Pa5X, mettendone in luce con grande naturalezza molte delle sue qualità.
Nota bene: non stupitevi se il Nostro sta dedicando spazio a Korg Pa5X e non a Yamaha Genos2, è dovuto al fatto che da sempre le serie Tyros e Genos NON sono disponibili nel mercato interno giapponese.
A proposito di Korg Pa5X, negli ultimi giorni di dicembre 2025, sono usciti tre video-tutorial nuovi per lo strumento sul canale ufficiale, dove è illustrato il funzionamento di alcune fra le nuove funzionalità rilasciate con l’aggiornamento V1.4.0.
Pa5X – Recording Studio (Quick Record)
Record Modes (Record, Overwrite, Overdub)
Pa5X Recording Studio – Edit
Se ve lo siete perso tre mesi fa, potete ancora recuperare il tutorial in italiano di Algam Eko sullo stesso argomento e presentato da Raffaele Mirabella con un maggior livello di dettagli esplicativi.
Oggi 25 novembre 2025, Korg Pa5X si arricchisce con il nuovo aggiornamento OS V1.4.2: un rilascio che non introduce funzioni rivoluzionarie ma, sulla stessa lunghezza d’onda del precedente V1.4.1, punta a raffinare e stabilizzare l’esperienza d’uso. Le note di rilascio parlano chiaro: ottimizzazioni e bug fix mirati.
Tra i punti salienti:
Filtro SysEx sul MIDI OUT: aggiunta di un controllo più granulare sul traffico MIDI, evitando comportamenti anomali con dispositivi esterni nei casi di SysEx.
Transizioni fra stili più fluide: addio ai fastidiosi sbalzi di volume quando si cambia stile di accompagnamento al volo.
Valori di espressione per le tracce in modalità OFF: possiamo presumere che, gestendo comunque i valori di Expression anche per le tracce che sono in stato “OFF”, anche se una traccia non produce suono, i suoi valori di espressione vengono calcolati o mantenuti, evitando incoerenze quando la traccia viene riattivata.
Blocco dei pulsanti del tempo: utile quando le finestre Metronomo e/o Ricerca sono aperte.
Gestione Fill migliorata: ora anche i Fill-In più brevi (¼) sono selezionabili senza vincoli.
Correzioni su metriche multiple negli stili: per performance più raffinate.
Stima più precisa della durata degli MP3 lunghi: niente più interruzioni inaspettate di playback MP3.
Matrix Pad: assegnazione dei PAD alla Matrix (strano, per qualche ragione ero convinto fosse già ben funzionante nelle versioni precedenti).
SongBook: evitati effetti collaterali quando si cancella un elemento dal SongBook.
Se V1.4.0 ha riacceso i riflettori sull’ammiraglia Korg e V1.4.1 ha consolidato, con V1.4.2 il lavoro dietro le quinte contribuisce a rendere tutto ancora più stabile. Dopo le critiche sulla lentezza di Korg nel rilasciare aggiornamenti, questa nuova rapida sequenza di rilasci (tre nuove versioni in 5 mesi) è un notevole segnale da sottolineare per tutti gli appassionati del comparto arranger.
Dopo il clamore suscitato dal rilascio della versione 1.4, a fine settembre KORG ha pubblicato il Pa5X OS v1.4.1, un aggiornamento mirato che aggiunge poche nuove funzioni ma – soprattutto – risolve problemi critici emersi con l’adozione massiva del precedente firmware.
Cosa cambia rispetto la versione precedente? La v1.4 aveva introdotto una vera rivoluzione: Recording Studio avanzato, Full Song Edit per costruire sequenze MIDI professionali, Style Creator Bot per generare stili da file MIDI, miglioramenti nella gestione risorse e nuovo De-Esser per il processore vocale.
Ma come spesso accade, la potenza porta anche fragilità. Alcuni utenti hanno segnalato guasti che potevano compromettere l’esperienza live e in studio. Ecco perché è nata la v1.4.1.
Problemi principali risolti nella v1.4.1
Risolta l’inattesa interruzione delle note sostenute alla pressione del tasto FILL.
La linea di basso poteva suonare in modo errato quando si cambiava l’accordo con un leggero ritardo.
Risolto il problema della parte Lower che a volte veniva annullata dopo l’eseguzione dell’Intro.
Con Synchro Start attivo, l’uso di uno Switch assegnato a Quarter Tone poteva avviare inavvertitamente lo stile di accompagnamento.
La pressione del pulsante RESET/TAP poteva interrompere l’esecuzione dello stile e i Pad.
Passando da una voce SongBook basata su Song a una basata su stile, i LED nella sezione STYLE ELEMENTS del pannello di controllo potevano mostrare una selezione errata.
Il Manual Bass poteva ricevere un valore di Expression errato dal pedale di espressione, causando un livello di volume indesiderato.
Il Global Mic Preset selezionato (che si può scegliere in Impostazioni > Menu > Mic Setup > pagina Setup) non veniva salvato automaticamente.
Le tracce Song in mute venivano talvolta eliminate durante il salvataggio del brano.
Migliorie introdotte con v1.4.1
Non ci sono solo bug fix, ma anche qualche miglioria.
Style Creator Bot: è stata migliorata la compatibilità con gli Standard MIDI files e ottimizzata la creazione dei Keyboard Set associati.
Visualizzazione testi nei file MP3: migliorata la sincronizzazione dei testi associati a file MP3.
Riconoscimento degli accordi: ora è molto accurato anche all’avvio di uno stile di accompagnamento.
In breve
La v1.4.1 non è un aggiornamento creativo, ma è fondamentale per la credibilità del Pa5X. In un mercato dove la concorrenza (Yamaha Genos2 in primis) punta tutto sulla stabilità, KORG dimostra di voler ascoltare gli utenti e reagire rapidamente.
Questo rilascio è anche un segnale forte: la piattaforma Pa5X è viva, e il team di sviluppo di Korg Italy nelle Marche è attivo e reattivo. Non è solo una tastiera arranger, è un ecosistema in evoluzione, che cresce anche grazie al messaggio di ritorno da parte della comunità dei clienti-musicisti che hanno scelto di suonare Pa5X. Il passo successivo potrebbe essere l’applicazione di questa piattaforma sui modelli di classe mid-range (i successori di Pa1000 e Pa700 che reggono il passo dal lontano 2017): ma non sappiamo ancora quando succederà.
Devo dire che, contrariamente a molte opinioni lette online, questa lunga attesa non mi ha mai lasciato completamente perplesso. D’altronde, nel 2022 il centro di sviluppo di Korg Italy ha avviato una fase cruciale di transizione: lo storico team capitanato da Francesco Castagna, insieme ai suoi fidati collaboratori tra cui Andrea Bernardelli, è andato meritatamente in pensione. Questa svolta ha richiesto tempo al reparto R&D per riorganizzarsi e ripartire con una nuova energia. È proprio per questo che l’intero processo di sviluppo, particolarmente complesso e intenso, ha inevitabilmente richiesto più tempo del previsto.
In altre parole, il ritardo nel completare la piattaforma dell’ammiraglia arranger di casa Korg non è stato solo dovuto al fatto che l’azienda italo-giapponese ha riscritto da capo tutto il sistema operativo su un’architettura hardware rinnovata, ma anche (e direi soprattutto) al fatto che il centro R&D di Korg ha vissuto questo cambio generazionale molto impattante e le nuove risorse hanno avuto bisogno di tempo per padroneggiare tutto il software e farsi carico dei nuovi sviluppi.
C’è poi un dato incoraggiante: la casa-madre giapponese Korg continua a credere negli arranger studiati e prodotti in Italia. Quando la generazione che aveva gettato le fondamenta dell’azienda marchigiana nel 1996 – prima con Korg iS40, poi con il successo mondiale di Pa80 e ben 4 generazioni di Professional Arranger – ha lasciato il testimone, Korg non ha seguito l’esempio di Roland (che nel 2013 decise di smantellare il proprio centro R&D di Acquaviva Picena). Al contrario, ha scelto di investire e rinnovare, confermando la sede marchigiana come cuore pulsante del progetto internazionale.
Ora non ci resta che sperare che questa lunga attesa si traduca in risultati tangibili per tutti i musicisti che hanno scelto – e continueranno a scegliere – di suonare Korg Pa5X.
La notizia è sicura ma la data ancora incerta. Non abbiamo ancora una previsione ufficiale del giorno di rilascio, ma il 24 giugno scorso il sito ufficiale di Korg ha confermato l’imminente uscita della versione 1.4.0 del sistema operativo di Pa5X.
Sin dal primo annuncio nel giugno 2022, l’assenza di funzioni importanti si era fatta notare e l’attesa era divenuta febbrile. Cinque aggiornamenti si sono susseguiti nei tre anni a seguire ma, salvo la versione 1.3.0, tutti gli altri erano poca cosa rispetto i desideri degli appassionati. Finalmente, le acque si sono smosse con l’anteprima al NAMM nel mese di gennaio di quest’anno, che per molti è suonata come una promessa di un qualcosa di importante che era ‘quasi pronto’. Le funzionalità mostrano chiaramente che si tratta di un aggiornamento sostanzioso, una sorta di Pa5X Next (ricordate?).
Il nuovo Recording Studio (fonte: korg.com)
Per i pochi a cui è sfuggita la notizia, ripropongo qui i contenuti principali in arrivo:
Il nuovo Quick Record: porta il nome di Recording Studio e (auspichiamo) finalmente dovrebbe consentire la registrazione di basi MIDI sfruttando i pattern degli stili.
Il nuovo Sequencer: sarà chiamato Full Song Edit e include l’editing avanzato e totale dei brani MIDI.
La riedizione di Style Creator Bot utile per convertire i file MIDI in stili, con la speranza che vada a coprire le lacune della versione precedente, prevedendo funzioni di personalizzazioni così come abbiamo visto fare in Yamaha MIDI Song to Style.
La possibilità di personalizzare a piacere l’ordinamento delle risorse utente e delle icone.
Una funzionalità che copia e scambia i Keyboard Set fra le diverse voci del SongBook.
E De-Esser, nuovi effetti per la voce per il microfono collegato alla porta dedicata.
Il nuovo Full Song Edit (fonte: korg.com)
Fa ovviamente piacere vedere cosa è finalmente in dirittura d’arrivo – ma è innegabile che la lunga attesa abbia messo alla prova la pazienza dei clienti: sia quelli che hanno acquistato l’ammiraglia di casa Korg dal 2022 ad oggi, sia quelli che attendevano questo rilascio per passare al nuovo modello. In sintesi: bene l’annuncio, benissimo le nuove funzioni, ma ora serve concretezza. Gli utenti sono pronti, ispirati, e forse anche un po’ affaticati dall’incertezza. Speriamo che la prossima comunicazione sia finalmente quella decisiva, con una data chiara e ravvicinata.
La versione 1.3.1 del software di Pa5X consiste in un semplice aggiornamento, volto a rimuovere guasti software e aumentare il livello di stabilità dello strumento. L’annuncio risale a ieri 29 ottobre: è una buona notizia, ma non aggiunge funzionalità di sostanza al prodotto.
Korg ha migliorato la flessibilità del SongBook e ora offre l’uso di suoni diversi per una traccia anche in elementi di stile diversi. La selezione del suono non è forzata dall’operazione di salvataggio della voce nel SongBook. Inoltre, ha risolto un problema legato all’uso degli effetti: il routing del segnale segue ora correttamente le impostazioni audio. I guasti software più evidenti sono stati risolti in aree come SCALE in combinazione con la trasposizione, l’allineamento di testi e accordi per monitor HDMI esterni, parametri del Keyboard Set e compatibilità dei caratteri dei testi. In ultimo, onde ridurre i consumi energetici, la funzionalità di spegnimento automatico predefinita ha ridotto il timer delle impostazioni di fabbrica da 2 ore a 20 minuti (è comunque possibile attivare/disattivare questa funzione in base alle proprie esigenze).
Come noto, Pa5X rappresenta il vertice della serie di Professional Arranger di KORG. Completamente riprogettata, rispetto i modelli precedenti, offre sin dal 2022 un avanzato generatore sonoro e un’interfaccia utente all’avanguardia. Il 3 luglio scorso era stata annunciata la versione 1.3.0 del nuovo sistema operativo, introducendo significative nuove funzionalità e ottimizzazioni. Ne avevamo già parlato in quell’occasione. Oggi vorrei riprendere l’argomento con maggiore profondità, temo che l’intervento di luglio sia sfuggito a molti, a causa delle piacevoli distrazioni estive.
Di seguito vi riporto una mia visione in merito all’elenco delle principali novità. Per dettagli completi, consultate il sito ufficiale KORG. Queste migliorie sono significative e aumentano sensibilmente il contenuto dello strumento, ma latita ancora il grande assente: sempre lui, il sequencer MIDI integrato con gli stili, che permetteva sui modelli precedenti la creazione di Song editabili partendo dal Database di stili di accompagnamento. Dato che è una funzione irrinunciabile per chi lavora con gli arranger workstation, il popolo di appassionati attende che questo annuncio avvenga prima o poi, magari con il prossimo rilascio…
KAOSS FX – Fonte: korg.com
Ecco un sommario delle novità, in ordine prioritario di importanza a giudizio di chi scrive (voi fate il vostro elenco).
Ritorna finalmente KAOSS FX, il celebre acceleratore MIDI interattivo in grado di elaborare in tempo reale stili e MIDI file, offrendo effetti inconsueti per la musica dal vivo, soprattutto in ambito Dance ed EDM. Attenzione! Questa caratteristica esclusiva attribuisce a questo modello un vantaggio competitivo rispetto il mercato.
L’area Style Edit è stata completamente riprogettata, Deo gratias. È stato introdotto un nuovo pulsante Record/Play per ciascuna traccia, come avviene comunemente nelle DAW per computer. Sono state aggiunte funzioni classiche come Delete Note, Copy Track Settings (utile per trasferire tutte o parte delle impostazioni di una traccia tra diversi Style Element), UNDO con cronologia degli annullamenti su cinque livelli. Per bilanciare le tracce durante la registrazione di stile, è possibile modificare simultaneamente i valori di Expression su tutte le tracce in uno Style Element. Ora è anche possibile modificare la lunghezza di una Chord Variation dopo averla registrata: riducendo la sua lunghezza, le misure in eccesso vengono tagliate automaticamente, mentre aumentando la lunghezza le prime misure sono ripetute nelle nuove.
Il numero di stili di fabbrica è stato ampliato di altri 45 nuovi stili tutti da provare. Questa è SEMPRE una bella notizia. Sarà apprezzata da molti.
Questa novità mi piace tantissimo giacché la trovo super-utile: ora si possono modificare le Chord Sequence già esistenti o appena create. Moooolto bene. Le classiche funzioni di editing come Add, Delete, Replace o Measure sono accessibili tramite grandi pulsanti virtuali sulla pagina, insieme a una lista che mostra la successione degli accordi, rendendo ogni modifica più semplice.
La Matrix Pad è stata arricchita con nuovi preset. La funzione Chord Sequence permette di registrare fino a sedici sequenze di accordi, attivabili in qualsiasi momento tramite i 16 Pad. A vantaggio di chi suona spesso dal vivo, è possibile preparare progressioni armoniche per un intero brano e richiamarle al volo quando necessario.
Il nuovo sistema operativo di Pa5X supporta il formato audio MP3 di tipo CDG, con testi grafici. Permette in altre parole di sincronizzare le immagini con la musica, rendendo la lettura del testo più interessante. Inoltre, può migliorare una performance di Karaoke, per chi visualizza i testi e le immagini su un grande schermo esterno collegato all’uscita HDMI di Pa5X.
Ora si può usare il Matrix Pad per selezionare gli elementi di una Set List del SongBook. E la nuova funzione Reorder Set List consente di riordinare rapidamente i brani previsti in una Set List.
Chord Sequence edit mode – Fonte: korg.com
Non è tutto qui, altre notivà completano l’elenco anche se la loro importanza potrebbe riguardare gli utilizzatori più avanzati.
Il nuovo sistema operativo aumenta significativamente il numero di campioni caricabili. Con 8GB di RAM per i sample utente (compressi da 4GB lineari), ora può ospitare oltre 53.000 Sample, circa l’80% in più rispetto ai precedenti 30.000. Anche il Preload Buffer è stato ampliato da 260 MB a 420 MB. Inoltre, le locazioni di memoria per User Sound e User DrumKit sono raddoppiate arrivando rispettivamente a 12 e 6 banchi.
I Drum Kit utilizzano la notevole tecnologia Round Robin, rendendo i suoni percussivi più realistici ed eliminando ripetizioni innaturali. La gamma dinamica è stata ampliata a 16 livelli di velocity rispetto agli 8 precedenti. Ogni tasto può produrre 16 livelli dinamici e 4 Round Robin.
Pa5X facilita la programmazione dei Sample supportando il formato del campionatore software TX16Wx, permettendo di creare librerie con bilanciamento dei Round Robin e mappatura automatica dei Sample, che possono essere caricati direttamente sullo strumento.
Nell’ambito del SongBook, gli elementi che usano file audio MP3 ora possono salvare le impostazioni degli effetti, come il Finalizer, l’equalizzazione e il mastering. Inoltre si possono scambiare i Keyboard Set fra elementi del SongBook, utile per scegliere i suoni più adatti a ogni parte di un brano.
Si può impostare qualsiasi traccia attiva inserendo i dati MIDI come Bank Select MSB, LSB e Program Change tramite il tastierino virtuale integrato.
Suonare tastiere arranger è un’arte in movimento che si evolve negli anni. Nel corso del tempo, le tecnologie disponibili e le tendenze creative hanno aperto strade inesplorate per gli appassionati delle tastiere con accompagnamenti. Ed oggi gli arranger consentono di produrre performance musicali memorabili.
Dare vita alla propria musica
Oltre a migliorare le abilità da tastierista, è possibile utilizzare un arranger per creare brani musicali unici secondo la sensibilità di ciascuno.
Gli arranger permettono di concentrarsi sull’aspetto creativo del fare musica.
È sempre incantevole scoprire la magia di un suono che infonde vitalità, per poi lasciarsi guidare dall’ispirazione e tessere melodie ed arpeggi su un tappeto sonoro che si genera da sé. Grazie ai registratori MIDI e audio, presenti ormai in qualsiasi arranger (anche i più economici), è possibile ottenere una base di qualità, a volte solo essenziale a volte persino superba, ma sempre apprezzabile (in formato SMF, WAV, in certi strumenti anche in formato MP3). Come punto di partenza, si ha a disposizione un tesoro di stili di accompagnamento personalizzabili, ognuno di essi con la qualità avvolgente di uno studio di registrazione. Si possono creare progressione di accordi su misura della creatività di ciascuno o partire dalle canzoni che più si amano. Gli arranger sono in effetti piccoli studi di registrazione e includono tutte le caratteristiche basilari per creare musica originale. Se poi collegate l’arranger ad un software DAW su PC, Mac o tablet, il numero di mezzi a disposizione cresce ottenendo un mondo enorme di possibilità per modellare la musica nei minimi dettagli.
Iniziare e poi non perdere la speranza
Per chi comincia, è importante non scoraggiarsi: è bene sperimentare e, se non piacciono i primi risultati, buttare tutto via e ricominciare da capo. Fate sentire i brani da voi creati ai vostri amici, fate tesoro dei loro suggerimenti e poi agite di testa vostra. Ed Sheeran ha dichiarato di essere in grado di scrivere fino a 5 canzoni al giorno quando deve pubblicare un album: certo è un caso eccezionale di prolificità. Ha tuttavia un senso buttarsi a scrivere e registrare numerosi brani (ma proprio tanti) e poi, quando si è raggiunto un buon livello di abbondanza, fare una cernita e concentrarsi sulle idee migliori. Quello che diceva Michael Jordan in senso sportivo potrebbe avere un significato analogo per la creazione della musica: “Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.” Non siate sorpresi quindi di dove scrivere e registrare un centinaio (o anche più) di brani musicali prima di arrivare ad un’idea buona per la pubblicazione. Creare musica può essere un’attività divertente e, quando si prende il ritmo, non stanca mai.
Idee di arranger
Quando si tratta di produrre la propria musica con un arranger, l’offerta è vasta e variegata. Le novità tecnologiche piovono su strumenti di ogni fascia di prezzo. Ad esempio, Roland Go:Keys 3 e Go:Keys 5 si distinguono per i suoni Zen-Core e l’espandibilità tramite Roland Cloud, due aspetti che le rendono interessanti tra gli arranger moderni. Casio CTS-1000V, invece, offre ai tastieristi la possibilità di far “cantare” il proprio strumento grazie al processore vocale, il tutto in un design moderno e compatto (se non siete interessati al canto, c’è sempre il fratello minore, CTS-500). Nel frattempo, Yamaha PSR-SX600 continua la tradizione di qualità degli arranger standard, con richiami alla vecchia serie Tyros. I giovani producer possono sperimentare con Korg i3 e così trovare modi innovativi per fare musica. Per chi cerca qualità a buon prezzo, Yamaha PSR-E473 e PSR-EW425 e Korg EK-50 Limitless offrono un set di suoni moderni per la produzione di nuovi brani. Per chi punta più in alto, sono sempre attuali le due coppie di arranger workstation Yamaha PSR-SX900/PSR-SX700 e Korg Pa1000/Pa700. Infine, per chi ha ampie capacità di budget, le ammiraglie come Korg Pa5X, Yamaha Genos2 e i modelli Ketron della serie Event garantiscono prestazioni eccezionali sia dal vivo che in studio, con una vasta gamma di suoni e stili di gran classe.
Qualora vogliate approfondire, ho testato di persona alcuni di questi strumenti e potete leggere direttamente le mie recensioni su SM Strumenti Musicali.
Il recente lancio di nuovi arranger nell’area delle tastiere di primo ingresso ha evidenziato un elemento comune che merita attenzione. Non so quanti di noi l’abbiano notato. Roland Go:Keys 3 (e Go:Keys 5), come Yamaha PSR-E383 (e PSR-EW320) includono interessanti funzionalità per la riproduzione di sequenze degi accordi.
Queste funzionalità, già presenti da anni negli arranger di fascia alta, stanno ora diffondendosi anche nei modelli meno costosi. I più attenti fra i lettori di questo blog sicuramente ricordano l’approfondimento che avevo dedicato all’argomento nel gennaio 2020, durante il confronto ravvicinato fra il Chord Looper di Yamaha PSR-SX900/Genos e il Chord Sequencer di Korg Pa700, Pa1000, Pa4X.
Non mi pare sia solo una coincidenza il fatto che i produttori stanno investendo risorse nello sviluppo di nuovi trattamenti per l’uso delle sequenze di accordi. La possibilità di dare in pasto agli stili degli arranger una progressione di accordi prestabilita consente un vantaggio importante per i musicisti più esperti: quello di avere entrambe le mani libere per suonare la tastiera in tempo reale. Immaginate di suonare una parte pianistica senza l’obbligo di dover pensare a suonare una triade armonica per comunicare all’arranger il cambio di accordi in tempo reale. Oppure di essere assorti in un impegnativo assolo di synth lead. Un’altra opportunità d’uso è quella rielaborare una canzone per adattarla a una vasta gamma di generi senza modificare la progressione degli accordi, semplicemente cambiando lo stile. Per i meno esperti, immaginate quanto possa essere semplificata la propria esecuzione quando i cambi di accordo avvengono sempre a tempo, misura per misura. E magari con accordi complessi che non sono ancora parte delle proprie abilità esecutive.
Roland Go:Keys 3
Il Chord Sequencer presente in Roland GO:KEYS 3 e 5 offre caratteristiche interessanti: dispone di 304 pattern disponibili che possono essere personalizzati, salvati e poi reimportati tramite memoria USB, rendendo illimitato il numero di progressioni gestibili sullo strumento. Il cambio di accordo può essere registrato a livello di misura o di singolo beat. La ricerca all’interno dei diversi pattern può essere facilita assegnando un contrassegno (tag) a ciascun elemento. È possibile salvare il valore del Transpose degli accordi da -11 a +11.
Si offre con grande facilità d’uso l’Auto Chord Play consegnato nella dotazione standard di Yamaha PSR-E383/EW320: in questo caso, i pattern disponibili sono soltanto 50. I cambi d’accordo possono essere impostati ogni due misure, ogni misura oppure ogni due beat. Le progressioni standard di serie coprono la stragrande maggioranza delle sequenze in uso dai brani più famosi. Dal manuale d’uso non si evince come modificare le progressioni standard e come crearne di nuove.
Yamaha PSR-EW320
Al di là di questi modelli di recente uscita, vale la pena ricordare che Yamaha Genos2 include il Chord Looper derivato da PSR-SX900 e Genos originale. Con l’hardware più recente, Genos2 offre due comodi pulsanti fisici per controllare la registrazione e la ripetizione delle progressioni di accordi. Apprezzabile particolarmente la possibilità di mantenere attiva la sequenza di accordi durante il cambio in tempo reale degli stili, senza interrompere la riproduzione. Questo consente di eseguire medley infiniti con una varietà di ritmi e arrangiamenti, mantenendo comunque una progressione armonica coerente. Genos2 include le sequenze di accordi più classiche per generi come Popular Pop, Pop Alternative, 80s Pop, 50s Doo-Wop, 12 Bar Blues, Andalusian Cadence, The Canon e Mixolydian. Sono disponibili in tutte e 12 le tonalità. Per la cronaca, manca la possibilità di far ripartire dall’inizio una progressione di accordi ad ogni cambio di variazione (Main A, B, C, D).
Yamaha Genos2
Le Chord Sequences rilasciate su Korg Pa5X nel 2022 sono andate ad aggiornare la funzionalità equivalente che era presente nella generazione precedente dei Professional Arranger (Chord Sequencer in Pa700, Pa1000 e Pa4X). La più recente ammiraglia di casa Korg è in grado di applicare le progressioni di accordi distintamente su uno dei due Player dello strumento. Il display offre un controllo accurato della sequenza degli accordi e del loro stato esecutivo. I pattern di accordi preset (oltre 200 unità in una varietà di repertorio che spazia dal pop al jazz) non possono essere modificati; sono però disponibili locazioni di memoria USER per la creazione di pattern personali. Le progressioni memorizzate sono associabili a stili, ad elementi del SongBook o semplicemente accessibili da una libreria dedicata.
Per concludere, vi invito alla visione di questo video registrato da Woody Alan per il suo celebre canale Woody Piano Shack. Potrete apprezzare le notevoli profondità musicali degli arrangiamenti presenti in Korg Pa5X mentre Woody si limita a sfruttare semplicemente le Chord Sequences.
Quest’anno Korg si è presentata al Winter NAMM californiano con un sacco di novità. Sul lato dei pianoforti, abbiamo Grand Stage X (nuovo piano da palco) e Poetry (un elegante pianoforte digitale dedicato agli amanti della musica di Frederic Chopin). Ci sono nuove versioni a modulo di strumenti noti come wavestate module (sintetizzatore digitale) e modwave module (synth basato su wavetable). La nuova edizione del synth FM di casa Korg esce in due formati: opsix MK II (49 tasti) e opsix module. Si estende la famiglia dei synth programmabili Nutekt con l’annuncio di NTS-1 MK II e NTS-3 kaoss pad kit. Va rilevata poi la presenza dei suoni Virtual Analogue con KingKORG NEO e l’annuncio del nuovo microKORG ispirato ad un vocoder storico lanciato oltre 20 anni fa. C’è anche KR-11 (Rhythm Box compatta e portatile) e TM-70 (accordatore e metronomo) che si accompagna con CM-400 (microfono a contatto per l’accordatore).
No, non siamo rimasti del tutto a bocca asciutta, visto che nella fiera USA fa la propria comparsa la nuova versione di un accessorio importante per i suonatori di Professional Arranger al top di gamma. Si chiama PaAS MK2: è un sistema d’ascolto progettato da KORG Italy per l’ammiraglia Pa5X. Questo amplificatore a tre vie (alti, medi e bassi) è realizzato in alluminio e composto di cinque speaker. La potenza è di circa 30+60 W Stereo.
Grazie ad una tecnologia proprietaria Korg l’installazione è molto semplice e non richiede alcun cavo di connessione.
Infine, sebbene PaAS MK2 sia in grado di esprimere la massima potenza sostanzialmente con uno dei tre modelli di Pa5x (88, 76 o 61 tasti), questo sistema di altoparlanti è compatibile anche con i modelli precedenti di arranger Korg: Pa4X, Pa3X e Pa3X Le.
Foto Korg US
Per chiudere: Korg Italy resta molto abbottonata, ma siamo convinti che non si siano arrestati i lavori di sviluppo software perché tutte le funzionalità presenti su Pa4X siano riportate anche sull’ultima generazione Pa5X. Siamo fiduciosi di vedere tutto questo entro il 2024.