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Informazioni su Genos nel blog di Yamaha USA

Esplorando il web, il motore di ricerca (io uso abitualmente Bing e giammai Google, sapete che non mi piace seguire pedissequamente la massa), mi ha portato sul blog di Yamaha USA, dove ho trovato una discreta serie di approfondimenti (in lingua inglese) su Genos che passo a segnalarvi.

Cominciamo da una guida tutorial all’uso di AI Fingered per il riconoscimeno degli accordi in base alla diteggiatura. Il tutorial è fatto molto bene con dettagliate fotografie illustrative di ogni passo: l’autore è Gabriel Aldort, pianista alternativo. AI Fingered consente di suonare gli accordi con due, tre o quattro dita: ci pensa l’arranger Yamaha ad interpretare le vostre intenzioni musicali e lo fa analizzando in tempo reale lo svolgimento armonico del brano che state suonando. Un punto in più è la possibilità di suonare l’inversione del basso anche solo con due dita. Se sentite la necessità di rinfrescare la vostra memoria sui concetti di diteggiatura negli arranger, vi consiglio di rileggere la rassegna comparativa che avevo pubblicato tempo fa.

Il team di Yamaha USA si è invece occupato in prima persona della stesura di quattro articoli corredati da diversi filmati video che dimostrano le potenzialità di Genos negli accompagnamenti: si potranno vedere le possibilità nell’uso coordinato di stili e Multipad, nella creazione di una colonna sonora, nei repertori del country e del blues e nell’EDM altrimenti nota come Dance.

Questo blog nordamericano è in continuo aggiornamento, per cui vi consiglio di tenerlo d’occhio.

Se invece avete difficoltà con l’inglese, ricordate che, da tempo, Yamaha pubblica un blog ufficiale in italiano: ne avevamo già scritto qui in passato.

 

 

Gruppo di Tastieropoli, su Facebook: intervista con Eber Dimarti

Cari lettori di Tastiere Arranger, dopo avervi raccontato delle due comunità web più vivaci sui temi a noi cari, dapprima gli amici di Supporti Ketroniani dall’entusiasmo contagioso e poi gli amici di Arrangers Italia appassionati come noi delle tastiere con accompagnamenti, il dovere di cronaca ci impone di riportarvi qui in merito al gruppo di Facebook noto come Tastieropoli: al di là del nome (bellissimo), sono i numeri che parlano a loro favore, dal momento che, dalla creazione del gruppo di fine novembre 2017 ad oggi, questa comunità vanta già 2532 membri iscritti. Una crescita rapidissima che chiediamo di commentare a Eber Dimarti, fondatore e moderatore del gruppo insieme a Daniela Losasso.

Gruppo di Tastieropoli, su Facebook

ED: Sto vivendo questa esperienza con molta passione. L’idea è nata dopo aver frequentato altre comunità web dove le regole vigenti determinavano la specificità degli argomenti. Io, per carattere, sono diverso: a me piace affrontare qualsiasi argomento con libertà. Su Tastieropoli possiamo parlare di tutte le tastiere a ruota libera. Possiamo pubblicizzare le nostre attività e i nostri prodotti. Chi è musicista e fa serate, può raccontare la propria esperienza. Chi ha programmato uno style, può parlarne. Chi ha problemi con questa o quella tastiera, può esternare le proprie difficoltà e chiedere aiuto. La libertà di parola è una bella cosa.

Re’: Eber, tu sai che le comunità web devono però darsi delle regole, altrimenti si rischia di portare le discussioni al di fuori della materia principale o, peggio, di accendere conflitti.

ED: Sono d’accordo. Infatti il rispetto reciproco è l’unica regola che ci siamo dati. Il rispetto delle persone e del lavoro degli altri è fondamentale. Daniela ed io, in qualità di moderatori, interveniamo nelle occasioni in cui la discussione eccede a senso unico. La critica è utile se è ragionata, se è costruttiva. Se è solo distruttiva non serve a niente.

Re’: Chi sono gli iscritti al gruppo di Tastieropoli?

ED: Ci sono musicisti di diversa estrazione. Professionisti, semi-professionisti e amatori. Ci sono musicisti di varia provenienza e, pur restando nell’ambito delle tastiere e della musica, gli argomenti spaziano un po’ dappertutto. Fanno parte di Tastieropoli anche persone che operano all’interno delle aziende che producono o distribuiscono tastiere o prodotti per fare musica: ad esempio Ketron, Yamaha, Korg, M-Live e Dexibell. Sono presenti a titolo personale, ma i loro interventi sono autorevoli, perché innanzano il livello di conoscenza e aiutano tutti a capire meglio le caratteristiche dei diversi strumenti. Per chi fa serate e suona dal vivo, la partecipazione a questa comunità può rivelarsi molto utile.

Re’: Eber, puoi raccontarci qualcosa di più di te.

ED: Io sono fortunato e vivo di musica. Mi sono diplomato al Conservatorio Giovanni Battista Pergolesi di Fermo in percussioni. Ho svolto i due anni di tirocinio necessari per poter insegnare e oggi il mio lavoro principale è quello di insegnante. Insegno batteria, percussioni e i primi livelli di tastiera. Con mia moglie Daniela, già diplomata allo stesso Conservatorio in Canto Jazz si sta specializzando ora in Discipline Musicali Jazz, con lei abbiamo formato il duo Eber & Dany. Suoniamo in occasioni di feste, matrimoni, serate all’insegna del pianobar, eventi in piazza… Maciniamo km insieme per fare musica: da quando abbiamo cominciato, ci esibiamo mediamente per 50 serate circa all’anno, prevalentemente nel marchigiano ma anche fuori, il nostro raggio d’azione è 250km da Magliano di Tenna (Fermo), dove risediamo. Abbiamo una nostra pagina Facebook e un sito Internet dove sono pubblicate le nostre informazioni e documentiamo le nostre attività musicali.

Re’: Vi faccio i miei complimenti: ho visto nel portale Matrimonio.com che dal 2014 al 2018, siete stati premiati ogni anno con il Wedding Awards, come migliori fornitori di feste di matrimoni dell’anno, in base alle recensioni ottenute.

Eber & Dany

ED: Siamo il top del top (ride).

Re’: Parlami della vostra strumentazione attuale.

ED: Eroghiamo il suono con una coppia di amplificatori ProMaxx di FBT con coni woofer da 14″ e driver ad alta frequenza da 1.4″ e una capacità di potenza sonora da oltre 700W. Dopo aver usato mixer Behringer, ora stiamo sperimentando il nuovo mixer digitale di M-Live: ha pochi canali ma dispone dei tagli di frequenza di cui abbiamo bisogno. E poi ci piace la sua semplicità d’uso e compattezza. I microfoni dinamici a cardioide sono Sennheiser della serie Evolution 900. E, come tastiera, da poco, da qualche mese mi esibisco con l’ammiraglia Yamaha Genos. Prima lavoravo essenzialmente con Ketron SD9.

Re’: Càspita, questo è molto interessante.

ED: Il mio primo arranger è stato una Korg Pa4X che ho lasciato prima che uscisse il nuovo sistema operativo e poi, come dicevo, sono passato a Ketron SD-9 con cui ho lavorato più a lungo e di cui ho sempre apprezzato il forte realismo dei timbri. Per completezza di informazioni, ho anche collaborato con Ketron come beta-tester, ai tempi in cui ero membro di Supporti Ketroniani, cercando di dare il mio contributo per consentire a Ketron stessa di perfezionare e migliorare il prodotto. Ora con Genos, mi trovo bene: come tutte le tastiere digitali di nuova progettazione, anche questo strumento aveva denunciato qualche problema iniziale di stabilità software. Ma, come anche tu hai documentato nel tuo blog, in pochissimi mesi Yamaha sta rilasciando una rapida serie di aggiornamenti del firmware che risolvono i problemi rilevati. La macchina è impressionante dal punto di vista sonoro. L’aspetto che più mi ha colpito è la presenza di ben 28 DSP disponibili per assegnare 28 diversi effetti Insert: anche quando attivi un effetto diverso per ciascuna traccia del sequencer, la polifonia rimane dedicata alle note, senza compromessi. Il realismo è assicurato. E poi pesa solo 13kg: non è banale per chi va in giro a suonare.

Re’: Suonare dal vivo è faticoso, ma dà grandi soddisfazioni.

ED: Nel corso di una lunga serata, al giorno d’oggi, ti devi spendere sia come animatore sia come musicista per tenere alto il livello di divertimento e riempire la pista. Per suonare, mi affido a style che suono interattivamente o a basi su cui suono sovrapponendo alcune parti dal vivo. Animare una festa è un duro lavoro, ma Daniela ed io sappiamo quanto è importante farlo con entusiasmo per essere solari e comunicativi, per rendere speciale quel giorno di festa. Purtroppo però, ed è un dato di fatto acquisito, si suona sempre di meno nei locali. La nostra realtà di musicisti è rovinata da tutti quei discorsi che girano intorno ai talent in TV: quei programmi televisivi ti sbattono davanti una realtà che non c’è. Puoi anche diventare famoso da un giorno all’altro, ma dopo cosa fai? Dove vai a cantare e a suonare se non c’è più una rete di locali, un’infrastruttura reticolare in Italia che ti consente di farti le ossa e di crescere come musicista? Anche le scuole di musica ne risentono: si presentano genitori che, al primo colloquio, ti chiedono già una scadenza, vogliono sapere quanto ci vuole perché il loro figlio o la loro figlia possa imparare a suonare il pianoforte. Vogliamo tutto subito ma, con la musica, questo non è realistico. Perché la musica è una cosa meravigliosa, ma per farla bene non ci sono scorciatoie: si richiede studio e impegno nel tempo.

Una sbirciatina al setup di Eber & Dany

MusikMesse 2018: Yamaha annuncia la versione V1.30 di Genos

Dimostrazione di Yamaha Genos

È passato in sordina, nei giorni caotici della fiera di Francoforte, l’annuncio di una nuova versione del sistema operativo di Yamaha Genos: la versione V1.30 rilasciata proprio in occasione del MusikMesse 2018.

È un rilascio importante in cui la più rilevante novità è la nuova funzione Voice Guide. I comandi vocali possono essere attivati/disattivati e servono per leggere ad alta voce le funzioni associate alle icone del touch-screen oppure ai pulsanti fisici, a vantaggio dei musicisti non vedenti.

In aggiunta a questo, ci sono altre tre migliorie:

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MusikMesse 2018: le conclusioni

L’edizione 2018 del MusikMesse potrebbe passare alla storia come quella in cui il calo di visitatori ha accentuato una curva discendente che, ad onor del vero, si trascinava da tempo (secondo gli organizzatori, i visitatori sono stati il 10% in meno dello scorso anno). E’ un fenomeno endemico e non è un caso: in tutto il mondo, le fiere tradizionali hanno difficoltà ad attrarre le grandi folle, sin da quando i clienti e il mercato hanno avuto la possibilità di aggiornarsi quotidianamente tramite Internet. E questo vale non solo per gli strumenti musicali, ma per qualsiasi categoria merceologica.

Veniamo ora al nostro argomento preferito: gli arranger. E scorriamo velocemente insieme le novità dei presenti e commentiamo anche gli assenti.

I presenti

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MusikMesse 2018: lo stand Yamaha

Spazio per dimostratori arranger al MusikMesse 2018

Aspettavamo Yamaha al varco, dopo che aveva sparato i propri colpi migliori al Winter NAMM di gennaio: nell’occasione americana, l’azienda giapponese aveva infatti presentato due coppie di novità arranger, PSR-S975 con PSR-S775 per i più esperti e PSR-EW410 e PSR-E463 per i musicisti in erba. E l’evento di Francoforte diventa la prima occasione in cui Yamaha può presentare in una fiera europea il nuovo top di gamma, Genos: il super modello lanciato nell’ottobre 2017 è ora ammirabile in tutto il suo splendore al MusikMesse, approfittando della collaborazione di un endorser di eccezione come Jacob Collier, polistrumentista e giovane vincitore di Grammy. Non solo: l’apertura della fiera coincide con l’annuncio del rilascio del nuovo sistema operativo di Genos (V1.30) che introduce interessanti novità e aumenta il livello di stabilità della macchina.

Per i clienti, si segnala inoltre la conferma della promozione in corso a favore Continua a leggere

Riflessioni sulla versione 1.20 del firmware di Yamaha Genos

22 febbraio 2018: Yamaha annuncia la V1.20 di Genos

Innovare costa

Innovare costa in termini di investimenti nella ricerca e nella sperimentazione. Costa sotto il punto di vista del tempo e dell’impegno. Innovare richiede uno sforzo superiore per chi progetta, per chi immagina, per chi produce. D’altro canto, c’è un costo conseguente anche per chi compra: in termini monetari per l’acquisto, in termini di tempo e impegno per l’apprendimento, ma non solo. C’è un costo legato alla gioventù della piattaforma.

Mi spiego meglio. Con l’introduzione di Genos, l’azienda Yamaha ha stabilito di innovare dalle fondamenta il proprio concetto di arranger workstation. Seppur superba dal punto di vista del motore sonoro e del realismo acustico dei timbri, degli effetti e dei convertitori DA, è sotto il profilo dell’usabilità che Genos ha caratterizzato il proprio distintivo balzo in avanti verso il futuro nel mondo degli strumenti digitali a tastiera. Se, da una parte, suonare i 76 tasti bianchi e neri è una tecnica famigliare a tutti i pianisti, organisti e tastieristi in genere, è con l’accesso generale a tutte le funzioni dello strumento che Yamaha ha tentato di offrire al Continua a leggere

Yamaha Genos: la recensione di Jerry Kovarsky (traduzione in italiano)

 

Questo articolo è la traduzione italiana della recensione che il mitico Jerry Kovarsky ha scritto dopo aver testato la nuova ammiraglia di casa Yamaha. Potete leggere gratuitamente il testo in lingua inglese sul sito originale, dove è stato pubblicato il 25 gennaio 2018.
La proprietà di questo articolo appartiene quindi a eMusician.
E’ possibile abbonarsi alla rivista digitale al costo di 19.99 dollari all’anno.
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YAMAHA GENOS: WORKSTATION DIGITALE, TASTIERA ARRANGER E MOLTO DI PIÙ

L’uscita della nuova tastiera ammiraglia di Yamaha è una grande novità per compositori e artisti. La casa di produzione giapponese ha progettato questo strumento con l’intento di creare una tastiera arranger così evoluta e perfezionata da essere considerata come il miglior successore possibile di Tyros 5.

Se siete alla ricerca di una workstation digitale oppure se state cercando una tastiera arranger, in entrambi i casi Yamaha Genos è così ricca di funzionalità da soddisfarvi comunque.

Nella mia recensione di Tyros 5 scritta nel 2016 per la rivista Keyboard Magazine, avevo identificato il cliente ideale per le tastiere arranger nel musicista che si esibisce come One Man Band. Questi richiedono uno strumento in grado di suonare gran parte delle tracce musicali, supportando allo stesso tempo il cantante con un armonizzatore vocale e riproducendo brani MIDI o audio con il lettore di testi. Del resto, i musicisti per i quali sono state progettate le tastiere arranger sono più interessati a suonare e ad esibirsi dal vivo, piuttosto che immergersi nell’editing audio o in altre funzionalità profonde e più complesse.

Con questa idea in mente, personalmente credo di avere Continua a leggere

Yamaha Genos: dalla metamorfosi del Music Finder nasce Playlist

Yamaha Genos

È possibile ancora rimanere incantati?

Quante volte vi succede di rimanere incantati davanti a qualcosa? Non così spesso, immagino, specialmente di questi tempi in cui il senso di meraviglia è stato seppellito dal dispotismo razionale del materialismo. Ma, senza inoltrarci in voli pindarici di natura filosofica – non è questo blog il posto giusto – limitiamoci alle esperienze di ogni giorno: il pianto di un bambino che nasce, il sorriso improvviso di una persona a cui vuoi bene, un gesto di gentilezza da parte di uno sconosciuto, una giornata di sole dopo otto settimane di pioggia (credetemi: non sto esagerando, so di quel che parlo). Orbene, è sempre bello essere sorpresi da un improvviso senso di incanto, come quello che ho provato io quando – dietro suggerimento di Filippo Liguori di Arrangers Italia – ho importato il MyMusicFinder su Yamaha Genos e, sfruttando l’innovativa funzione Playlist, ho cercato di suonare i titoli di alcune canzoni che avevo programmato in passato sul MusicFinder degli arranger Yamaha della precedente generazione.

Ora, non credevo alle mie orecchie: conosco bene quelle impostazioni del MusicFinder, mi sono molto famigliari gli stili di arrangiamento che ci stanno dietro e i timbri Yamaha di ogni traccia dell’accompagnamento. Che dirvi? Mi sembrava come se tutto fosse stato rinnovato e abbellito. Suonare quelle stesse canzoni su Genos risultava diverso, più realistico e straordinariamente attuale. È in quel momento che mi è sembrato di cogliere i primi cenni del balzo in avanti che ha voluto compiere il centro R&D di Yamaha con il progetto Genos. E dire che Tyros 5 e PSR-S970/S770 non scherzavano mica.

Genos rivoluziona il mondo degli arranger ispirandosi ad una storia di successo

DisplayList su Yamaha Genos

Parliamo quindi della nuova funzione Playlist. Trattasi del nuovo metodo di configurazione rapida dello strumento per richiamare le impostazioni desiderate su Genos e suonare con gli strumenti e gli stili più adatti per la propria esecuzione. In altre parole, sembra essere il tentativo (riuscito) di offrire la stessa comodità che casa Korg offriva sui propri arranger con il nome di SongBook.

Immaginatevi di memorizzare in un banco di registration una particolare song, uno stile di accompagnamento, determinati timbri da suonare in tempo reale con la tastiera, gli effetti, il trasporto, il tempo, persino un file di testo. Sino a ieri queste impostazioni andavano associate ad un banco di registration (8 memorie per ciascun banco) e, per suonare dal vivo, occorreva aprire ciascun banco, volta per volta. Ora invece Genos consente di organizzare le memorie di registrazione in comode scalette che possono essere richiamate istantaneamente dal vivo. O anche a casa, beata comodità!

L’elenco delle canzoni da suonare appare a video ed è sufficiente selezionare un titolo per richiamare la specifica memoria di uno specifico banco di registration. La vastità del repertorio non spaventerà più nessuno: una Playlist può contenere fino a 2.500 memorie ed è possibile richiamare le impostazioni del pannello corrispondenti per ciascuna canzone con un singolo tocco.

Addio, glorioso e amato MusicFinder

Playlist manda in pensione lo storico MusicFinder che, infatti, non è presente su Genos. È possibile importare i record di MusicFinder utilizzati sulle precedenti tastiere Yamaha (come il MyMusicFinder per Yamaha PSR-S970) per utilizzare i record sulla Playlist di Genos, nello stesso modo in cui si utilizzava la funzione MusicFinder sui modelli precedenti. Il nuovo strumento include una funzione di importazione automatica dei record di MusicFinder: ogni titolo viene convertito in banchi di memoria di registrazione e salvati in una cartella nell’unità User di Genos. Contemporaneamente, nell’unità flash USB la conversione crea una Playlist dei file di banco memoria di registrazione convertiti (con lo stesso nome del file importato). Le impostazioni di MusicFinder vengono registrate nel numero di memoria di registrazione [1] per ciascun banco.

Chi desidera utilizzare Playlist nello stesso modo con cui utilizzava il MusicFinder originale, deve attivare il pulsante [OTS LINK] per abilitare il cambio automatico dei timbri da suonare in tempo reale in base a ciascuna delle quattro variazioni MAIN dello stile di accompagnamento.

Durante la procedura di conversione, le parole chiave e il genere di ciascun record del MusicFinder sono convertiti come informazioni tag e ciò rende possibile la ricerca dei record dal display di selezione del banco di registrazione.

Conclusione

La storia di Playlist ci porta ad osservare come Yamaha abbia riutilizzato il patrimonio funzionale e tecnologico accumulato in vent’anni di tastiere delle serie PSR e Tyros e lo abbia riportato in una dimensione di usabilità moderna ed attuale. La curva di apprendimento di Genos sarà rapida per chi ha confidenza con gli arranger Yamaha, ma il risultato sarà davvero nuovo per tutti: la musica che romba sotto la scocca di Genos darà vita ad una nuova generazione di musica a favore di una rinnovata stirpe di musicisti.

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Lasciamoci con Il mio canto Libero di Lucio Battisti, reinterpretato da Filippo Liguori con Yamaha Genos (style Country Folk Ballad).

Yamaha alza il sipario su Genos

Yamaha Genos, l’ammiraglia di una nuova stirpe di arranger workstation

Come da programma, l’attesa è terminata oggi due ottobre 2017. Yamaha ha finalmente svelato il gioiello tecnologico che molti tastieristi del mondo occidentale attendavano con ansia da settimane o mesi: la stirpe di Genos è cominciata e va a prendere quel posto che, sino a ieri, era stato occupato con successo dalla fortunata dinastia Tyros, avendo quest’ultima ormai raggiunto il proprio apice e completato la propria evoluzione con Tyros5. Dopo avervi raccontato così tanto in questo blog sui diversi modelli Tyros, non potevamo davvero perderci l’appuntamento odierno e celebrare insieme a voi lettori fedeli questa pietra miliare nella storia degli arranger workstation.

Le prime impressioni a caldo, raccontate da Mauro Di Ruscio

Siamo fortunati, le prime parole che ci introducono a Genos sono quelle di Mauro Di Ruscio esperto dimostratore Yamaha e affermato musicista.

Re’: Mauro, tu hai avuto la possibilità di mettere le mani fra i primi su Genos già da qualche settimana. Raccontaci le tue prime impressioni.

MDR: Il primo aspetto che colpisce è la facilità di utilizzo. Da una parte, Genos nasce con un bellissimo schermo touch screen, dall’altra ci sono comodissimi slider e knob assegnabili ed utili nell’utilizzo live. Tutta la grafica dei vari menu è stata rinnovata, le pagine video sono facilmente leggibili ed intuitive.

Re’: La nuova generazione sonora ti ha conquistato?

MDR: Bello il suono di pianoforte, al top della tradizione Yamaha. Sono altrettanto belli i suoni di piani elettrici, per non parlare degli archi: stupendi. I suoni di chitarra sono ancora più sorprendenti di quelli di Tyros5. Ho trovato migliorati anche i suoni di organo. Ho potuto apprezzare i nuovi suoni con tre Super Articulation! L’evoluzione dei suoni di synth e dei pad continua e ti cattura.

Re’: Come ti sei trovato con la sezione arranger?

MDR: Negli style ci sono tracce di basso da paura. Gli accompagnamenti di chitarra sono sempre più realistici. Belli i vari riff di chitarra presenti negli arpeggiatori che caratterizzano e arricchiscono ancora di più gli style. Strepitosi i Kit Drum e i campioni delle Drum Machine per la musica anni ’80. Multipad belli e migliorati. Tastiera bella, si suona veramente bene.

Re’: Novità tecnologiche di miglioramento?

MDR: Ho trovato comodo poter caricare due song audio contemporaneamente. Il kit audio opzionale è migliorato tanto. Ho trovato miglioramenti sensibili nel vocoder e nell’harmonizerGenos ha a bordo già un’ampia memoria flash pronta per ospitare per i pack aggiuntivi. Ci sono tre ingressi USB-to-Device. Penso che avrai capito che mi piace veramente tanto.

Re’: Non ho dubbi. Grazie, Mauro!

Macro-differenze rispetto Tyros5

Analizziamo insieme, brevemente, le caratteristiche tecniche alla ricerca dei dettagli di innovazione che il nuovo strumento ha introdotto rispetto Tyros5.

La prima grande differenza si percepisce a prima vista: il look è cambiato molto, siamo più vicini a Montage che alla famiglia Tyros. Questo nuovo arranger workstation nasce a 76 tasti e, per ora, non è prevista la versione a 61 tasti; è più corta di 11 cm ed è più leggera di ben 3kg (13kg contro 16). Lo schermo LCD con touch-screen e più ampio a 9” (pare non reclinabile). Ci sono sette configurazioni di risposta al tocco contro cinque. Spiccano sulla sinistra del pannello sei manopole assegnabili per il controllo di parametri dal vivo: sopra di esse un piccolo schermo OLED monocromatico visualizza i valori attivi per ciascun parametro assegnato. Tre pulsanti sono dedicati al controllo delle Super Articulation!

La polifonia è raddoppiata a 256 note ma non sono pienamente sfruttabili essendo segmentata in 128 note dedicate alle voci di fabbrica e altre 128 disponibili per le voci aggiuntive del pack di espansione. L’arsenale di voci si espande ancora e raggiunge il numero di 1652 timbri (erano 1279): ma, diavolo, chi avrà mai il tempo per suonare tutte queste voci davvero? Ci sono 10 nuovi kit percussivi denominati Revo! Drums/SFX; le voci Ensemble salgono da 55 a 76, le Super Articulation! passano da 288 a 390, le Super Articulation 2! da 44 a 75, le MegaVoice da 54 a 82 e così via. Scompare invece la sezione Organ World con i suoi 40 suoni d’organo e si ritorna alla categoria delle voci Organ Flutes con 24 suoni rinnovati e perfezionati.

La memoria flash è già disponibile a 1.8GB e la memoria interna è di 58GB. Non servirà aggiungere altra memoria e nemmno un disco fisso interno. Il numero di stili di fabbrica si espande ancor più, da 539 a 550.

In buona sostanza, l’aspetto principale che appare come la grande innovazione è il sistema operativo. O meglio ancora, è l’interfaccia video che è stata completamente riscritta per essere pilotata da un generoso schermo touch-screen. Senza dubbio la facilità d’uso è cresciuta, tuttavia, per quanto riguarda lo schermo tattile nello specifico, valgono sempre le osservazioni fatte a suo tempo in questo blog, quando avevamo segnalato che comunque questa scelta non rappresenta necessariamente un valore aggiunto per tutti.

Conclusioni

Naturalmente, torneremo sull’argomento Genos. Nel frattempo, per saperne di più, vi consiglio di leggere la brochure oppure di cercare altre informazioni fra i trentatré filmati video pubblicati sul sito ufficiale.

Qui, prima di chiudere, non potevamo farci mancare la prima dimostrazione di Genos pubblicata da parte di Martis Harris per i colori di Kraft Music. Dura 16 minuti ma valgono tutto il vostro tempo.

Rulli di tamburi: la stirpe di Yamaha Genos è alle porte

Da mesi circolavano indiscrezioni. Negli ampi spazi della fiera di Francoforte, lo scorso aprile, la notizia veniva data per certa: in autunno avremmo assistito alla fine della stra-fortunata serie Tyros e, dalla sua ceneri, sarebbe sorta come un’araba fenice una nuova generazione di tastiere arranger al top di gamma.

Che cosa si potrà fare di più che non sia stato già fatto con le cinque serie di modelli Tyros? Che cosa di rivoluzionario si potrà mai immaginare in questo mercato tecnologico ormai maturo e che, nei nuovi modelli, ci stupisce solo più per i dettagli di contorno? Da quanto tempo non assistiamo al lancio di un prodotto che introduca un rinnovamento straordinario sul modo di suonare le tastiere con gli accompagnamenti? Ce lo chiediamo in tanti.

Non che il 2017 sia stato un anno avaro di novità (come purtroppo era stato il 2016). Al contrario, quest’anno non è mancato l’impegno da parte delle case produttrici di strumenti musicali. In questo blog, infatti, abbiamo registrato una serie discreta di annunci interessanti.

  • Aveva aperto le danze Ketron con la presentazione definitiva di SD9 il cui punto distintivo di innovazione era nella presenza del Launch Pad, una soluzione disegnata su misura dei musicisti interessati a moltiplicare la propria creatività dal vivo.
  • Il secondo botto è arrivato da casa Korg, dove il rinnovamento ha avuto effetti significativi su tutta la serie Pa. Per prima, l’ammiraglia Pa4X è stata rigenerata grazie ad un nuovo sistema operativo che l’ha dotata di nuove funzioni, nuovi suoni e nuovi stili e l’ha arricchita nell’usabilità a favore dei musicisti dèditi al dj-set.
  • La raffica di novità Korg non si è fermata qui: il recente lancio contemporaneo di Pa1000 e Pa700 ha dato un ulteriore tocco di vivacità all’offerta del mercato, portando il contenuto del rinnovamento dal top di gamma fino ai due modelli del segmento medio.
  • Yamaha invece ha dato un primo cenno di vitalità nei giorni scorsi scorsi con i nuovi pianoforti Clavinova CSP, dotati di sezione arranger e dove spicca il trasferimento del controllo delle funzioni dal pannello all’interfaccia video touch-screen di un tablet esterno con l’app Smart Pianist.

E ora? Ora tocca ancora a Yamaha. Il conteggio alla rovescia sul web sta catturando magicamente l’attenzione degli appassionati. Tutti i dettagli saranno svelati il due di ottobre. Intanto la casa giapponese gioca nel creare suspense con una pagina web dedicata nella quale una serie di filmati video svelerà pian piano l’aspetto della nuova ammiraglia, pur nascondendo la tastiera nei ritagli dei filmati: si chiamerà Genos, nel greco antico significava “stirpe”. Il primo video è uscito lo scorso 8 settembre, il secondo è uscito oggi 15 settembre. I prossimi sono previsti per il 22 e il 29 settembre. Poi, la settimana successiva, dovremmo sapere tutto. E allora è inutile perdersi in speculazioni: aspettiamo qualche settimana e poi potremmo tutti scriverne e parlarne con cognizione di causa.

Nel frattempo? Nel frattempo, lo sapete, ve l’ho scritto fino alla noia in questo blog: nel frattempo suoniamo con gioia la tastiera che abbiamo ora. Del resto, per fare buona musica non conta poi così tanto quale esatta tecnologia digitale abbiamo fra le mani: conta sempre di più la persona, il musicista. Siamo noi i protagonisti. Siamo noi che diamo valore. Il resto, lo dice la parola stessa, sono solo “strumenti”.