Raffica di aggiornamenti software in casa Ketron

Ketron, arranger workstation Made in Italy

Con l’arrivo dell’autunno, Ketron ha inondato di aggiornamenti software i propri clienti a favore di diversi modelli di arranger: SD9 ha ottenuto un nuovo sistema operativo che apporta una ricca serie di importanti perfezionamenti; SD40 ha ricevuto ben due aggiornamenti da applicare in stretta sequenza; e, infine, la famiglia di prodotti Audya si arricchisce di funzioni di diagnosi e della possibilità di sbloccare le protezioni di copia nel caso di sostituzione dell’Hard Disk.

SD9: abbondanza di miglioramenti

Battezzata con la numerazione di 1.02, questa rivisitazione del software consente di andare a correggere 18 guasti software che sono stati rilevati nei primi mesi di vita del prodotto nel mondo reale. L’intervento correttivo è un buon segno a prescindere, per tutti i clienti che hanno scelto questo prodotto del marchio anconetano o per tutti i clienti che, in prospettiva, stanno valutando questo acquisto. I guasti riparati riguardano condizioni d’uso particolari o esecuzioni di operazioni in specifiche sequenze e ora SD9 si presenta con una maggiore robustezza operativa e un’affidabilità superiore.

Ma non è tutto qua. Il sistema operativo 1.02 introduce una schiera importante di perfezionamenti e che andiamo ad elencare in dettaglio grazie al contributo di Marcello Colò di Ketron:

  • Come se non bastasse la qualità notevole dello strumento, con il software 1.02 il suono globale di SD9 incrementa ancor di più la botta d’impatto grazie all’equalizzazione Flat che, all’interno della funzione Enhancer, concede allo strumento un sensibile aumento delle frequenze medio–basse.
  • Udite! Udite! Anche Ketron introduce la funzione Half Bar: se il tasto viene premuto entro i primi due movimenti, quando si arriva a metà misura, il tempo riparte del primo quarto. In questo modo, finalmente, si potranno gestire le c.d. mezze misure a favore della creatività e, soprattutto, al rispetto rigoroso della partitura.
  • Ketron ha aggiunto la possibilità di scegliere la successiva variazione 1 oppure 2 durante l’esecuzione di un Fill-In di uno style.
  • Al fine di migliorare la visibilità, il numero dei caratteri del nome dello style attivo (e visualizzato in alto a sinistra sullo schermo) è stato portato a 24: in base alla lunghezza della stringa, il sistema diminuisce o aumenta le dimensioni del font.
  • La flessibilità di utilizzo cresce: il Lock Tempo non è più automatico.
  • Con l’intento di accontentare quei clienti che avevano chiesto un immediato adeguamento del basso automatico, la latenza è stata migliorata e ora è possibile cambiare velocemente gli accordi in modalità Bass Lowest. Il miglioramento è percepibile in tempo reale.
  • Incrementata la velocità di buffering dello streaming audio su Live Drum e Launch Pad. Quest’ultimo in particolare è ora in grado di gestire fino a tre file wave contemporanei calcolando in tempo reale Pitch e Time Stretching.
  • È stato introdotto un nuovo controllo della compressione della dinamica negli style con Drumset e Audio Drum: si chiama MIDI Compress.
  • Launch Pad si arricchisce di Auto-Fill e della possibilità di memorizzazione nelle Registration.
  • In modalità USB, SD9 come se fosse composta da due generatori sonori: lasciando il collegamento USB intatto e commutando da SD9, si possono gestire le due sorgenti sonore in modo indipendente.
  • La gestione delle Registration è stata estesa di numerose piccole-grandi migliorie: salvataggio completo per le famiglie Voice, memorizzazione dell’Intro dello style, degli slider Right e 2nd Voice e altro ancora.

Vi pare poco?

 

SD40: due aggiornamenti da applicare in sequenza

Per quanto concerne il modulo SD40, Ketron ha pubblicato due aggiornamenti software a distanza di pochi giorni, tra il 28 settembre e il 12 ottobre. La più recente versione software Styles SD40 va applicata immediatamente dopo aver installato la versione 1.0.2. È importante applicare entrambi gli aggiornamenti per avere una macchina stabile. Per l’elenco delle funzioni aggiornate e migliorate, vi rimando all’elenco pubblicato da Ketron.

 

Lunga vita ai modelli Audya: versione 5.4C

Anche per i classici modelli Audya, l’azienda di Ancona ha riservato novità: l’ultimo rilascio è uscito il 4 ottobre e include nuove routine di test interno, sia hardware sia software. Queste funzioni di diagnosi sono utili per il miglioramento dei prodotti, permettendo uno scambio di informazioni tecniche accurate fra azienda e centri di assistenza, a beneficio esclusivo degli utenti finali che possono così ottenere rapide risposte alle possibili difficoltà tecniche che possono sorgere nelle situazioni di utilizzo più impensate.

L’aggiornamento software include anche una nuova caratteristica: trattasi della funzione utente HD UNLOCK. Si trova nell’ambiente DISK UTILITY e va riferita ai possessori di memorie USB con stili e suoni: va utilizzata nell’eventualità di sostituzioni del disco fisso e nel caso di installazione di dischi SSD. Come noto infatti, le memorie USB di Ketron sono protette dalle copie non autorizzate; e questa protezione riconosce anche dispositivi differenti (quali HD o SSD). La nuova funzione HD UNLOCK sblocca quindi tale protezione, consentendo la nuova installazione sempre sulla stessa tastiera con HD o SSD sostituito.

 

Conclusioni

In caso di problemi, potete fare riferimento in primis al servizio di assistenza Ketron oppure partecipare alla comunità web dei Supporti Ketroniani e fare conto sulla solidarietà di altri entusiasti clienti di questi arranger Made in Italy.

Comunità di appassionati di arranger, su Facebook

Arrangers Italia

Oggi diamo spazio alla comunità web di appassionati di arranger workstation e che si ritrova abitualmente intorno alla pagina Facebook di Arrangers Italia. Ce ne parla uno dei suoi animatori più ardenti, Filippo Liguori.

Re’: Filippo, raccontaci da dove è nata questa esperienza.

FL: Le passioni aiutano le persone ad incontrarsi e, molte volte, da un incontro virtuale nascono amicizie che diventano reali, nonostante le distanze chilometriche. Così, da un occasionale conoscenza sbocciata sul web, è nato il nostro gruppo. Spinti dallo stesso forte amore per la musica e per le tastiere arranger, abbiamo deciso di andare controcorrente rispetto la tendenza odierna di stare ognuno dietro allo schermo del PC a casa propria. Ci siamo incontrati per dare un volto alle opinioni: tutto ciò che è condiviso di persona è più forte e rende i legami veri.

Re’: Non sei solo, quindi.

FL: Condivido questa esperienza con un gruppo di validi musicisti: Vincenzo Borriello, Pino Palladino, Gianluca Scala, Luca Peluso, Marco Filacchione, Francesco De Vincenzo e Peppe Malatesta. Quando abbiamo pensato ad Arrangers Italia, volevamo mettere le nostre esperienze al servizio di altri, condividere opinioni sul mondo delle tastiere arranger e non solo. Ci sarebbe piaciuto essere un punto di riferimento per un aggiornamento continuo. Non ci saremmo mai aspettati di raggiungere in così breve tempo un numero così elevato di contributi e di letture, siamo onorati e più che mai soddisfatti. I 1350 iscritti alla pagina Facebook appartengono a tutte le fasce di età e a svariate nazionalità, musicisti per passione e di professione, cantanti, tecnici altre figure professionali e non. Certo è impossibile conoscere tutti ma, per quanto si può capire dalla presentazione che ognuno dà di sé nella propria pagina, non possiamo non prendere atto di quanto sia forte e diffusa la passione per la musica ad ogni livello, che siano nuovi talenti o musicisti dall’esperienza consolidata. Ringraziamo, pertanto, coloro che partecipano attivamente alle discussioni donando, senza interesse alcuno, parte della loro conoscenza e professionalità.

Re’: L’argomento dominante è dunque quello degli arranger.

FL: Cerchiamo di pubblicare notizie riguardanti le nuove uscite sul mercato, confrontiamo i prodotti attualmente in circolazione dando uno sguardo al passato; condividiamo volentieri video delle esibizioni degli iscritti, controlliamo le pagine ufficiali dei produttori per comunicare aggiornamenti e rilasci di nuove versioni software. Il reparto musicale dedicato agli arranger è vasto, vario e in continuo aggiornamento: certo non esiste la tastiera perfetta, ma sicuramente è possibile trovare lo strumento che si adatta alle necessità del musicista. Tutte le maggiori case produttrici offrono una vasta gamma di prodotti adatta a soddisfare anche i più esigenti, gli studenti e chi suona per puro divertimento. Chi vuole suonare da solo o dal vivo ha la possibilità di avere a sua disposizione una band completa e di eseguire con semplicità quanto si desidera. Certo per fare questo è necessario sapere suonare, contrariamente a quanto si pensa dei suonatori di arranger. Fantastico potere modificare stili a piacimento del musicista, personalizzare i brani registrare e riprodurre. Nel corso degli anni, le funzionalità si sono ampliate e le modalità di utilizzo delle tastiere si sono molto semplificate quindi, il tastierista può concentrarsi maggiormente sull’esecuzione dei brani e ne consegue a mio parere un miglioramento del progetto creativo e uno sviluppo maggiore delle idee musicali.

Re’: Dimmi di più della tua storia di musicista, Filippo.

FL: Mi sono avvicinato alla musica sin da ragazzino, grazie ad un progetto scolastico. Ho studiato il pianoforte e le tastiere, fra i miei insegnanti, ho avuto il maestro Marco Parisi Sr. a Salerno. Mi sono appassionato alle tastiere arranger negli anni ’90 quando, con un gruppo di amici, abbiamo iniziato a fare serate: a quei tempi suonavo una Roland E-86, la regina del piano bar dell’epoca. Ho suonato anche altre tastiere quando mi esibivo con il gruppo musicale Sabra: Korg M1 e Yamaha DX7. La mia carriera da professionista è stata breve, ma intensa. Successivamente ho suonato per me, per pura passione, cercando sempre di perfezionarmi e migliorarmi, perché la musica la senti dentro e il primo destinatario delle emozioni prima del pubblico è lo stesso musicista.

Re’: Oltre a Roland E-86, hai avuto altri arranger?

L’arranger ha fatto la differenza per me e, dopo avere suonato quasi tutto, partendo da un vecchio organo EKO, passando per Roland E-15, GEM WS1, la già menzionata Roland E-86, e poi Korg Pa900, l’italiana Ketron SD7, il piccolo ma grande nei suoni modulo Roland BK-7m e il top della serie BK, BK-9. Oggi la padrona della mia postazione è Korg Pa4X, affidabile come poche, accompagnata recentemente dalla neo-nata Roland FA-07.

Re’: Non credo che ti fermerai qui, Filippo. Grazie del tuo tempo e un caro saluto a tutti i membri di Arrangers Italia.

Gianluca Scala, Pino Palladino, Vincenzo Borriello, Filippo Liguori

Yamaha alza il sipario su Genos

Yamaha Genos, l’ammiraglia di una nuova stirpe di arranger workstation

Come da programma, l’attesa è terminata oggi due ottobre 2017. Yamaha ha finalmente svelato il gioiello tecnologico che molti tastieristi del mondo occidentale attendavano con ansia da settimane o mesi: la stirpe di Genos è cominciata e va a prendere quel posto che, sino a ieri, era stato occupato con successo dalla fortunata dinastia Tyros, avendo quest’ultima ormai raggiunto il proprio apice e completato la propria evoluzione con Tyros5. Dopo avervi raccontato così tanto in questo blog sui diversi modelli Tyros, non potevamo davvero perderci l’appuntamento odierno e celebrare insieme a voi lettori fedeli questa pietra miliare nella storia degli arranger workstation.

Le prime impressioni a caldo, raccontate da Mauro Di Ruscio

Siamo fortunati, le prime parole che ci introducono a Genos sono quelle di Mauro Di Ruscio esperto dimostratore Yamaha e affermato musicista.

Re’: Mauro, tu hai avuto la possibilità di mettere le mani fra i primi su Genos già da qualche settimana. Raccontaci le tue prime impressioni.

MDR: Il primo aspetto che colpisce è la facilità di utilizzo. Da una parte, Genos nasce con un bellissimo schermo touch screen, dall’altra ci sono comodissimi slider e knob assegnabili ed utili nell’utilizzo live. Tutta la grafica dei vari menu è stata rinnovata, le pagine video sono facilmente leggibili ed intuitive.

Re’: La nuova generazione sonora ti ha conquistato?

MDR: Bello il suono di pianoforte, al top della tradizione Yamaha. Sono altrettanto belli i suoni di piani elettrici, per non parlare degli archi: stupendi. I suoni di chitarra sono ancora più sorprendenti di quelli di Tyros5. Ho trovato migliorati anche i suoni di organo. Ho potuto apprezzare i nuovi suoni con tre Super Articulation! L’evoluzione dei suoni di synth e dei pad continua e ti cattura.

Re’: Come ti sei trovato con la sezione arranger?

MDR: Negli style ci sono tracce di basso da paura. Gli accompagnamenti di chitarra sono sempre più realistici. Belli i vari riff di chitarra presenti negli arpeggiatori che caratterizzano e arricchiscono ancora di più gli style. Strepitosi i Kit Drum e i campioni delle Drum Machine per la musica anni ’80. Multipad belli e migliorati. Tastiera bella, si suona veramente bene.

Re’: Novità tecnologiche di miglioramento?

MDR: Ho trovato comodo poter caricare due song audio contemporaneamente. Il kit audio opzionale è migliorato tanto. Ho trovato miglioramenti sensibili nel vocoder e nell’harmonizerGenos ha a bordo già un’ampia memoria flash pronta per ospitare per i pack aggiuntivi. Ci sono tre ingressi USB-to-Device. Penso che avrai capito che mi piace veramente tanto.

Re’: Non ho dubbi. Grazie, Mauro!

Macro-differenze rispetto Tyros5

Analizziamo insieme, brevemente, le caratteristiche tecniche alla ricerca dei dettagli di innovazione che il nuovo strumento ha introdotto rispetto Tyros5.

La prima grande differenza si percepisce a prima vista: il look è cambiato molto, siamo più vicini a Montage che alla famiglia Tyros. Questo nuovo arranger workstation nasce a 76 tasti e, per ora, non è prevista la versione a 61 tasti; è più corta di 11 cm ed è più leggera di ben 3kg (13kg contro 16). Lo schermo LCD con touch-screen e più ampio a 9” (pare non reclinabile). Ci sono sette configurazioni di risposta al tocco contro cinque. Spiccano sulla sinistra del pannello sei manopole assegnabili per il controllo di parametri dal vivo: sopra di esse un piccolo schermo OLED monocromatico visualizza i valori attivi per ciascun parametro assegnato. Tre pulsanti sono dedicati al controllo delle Super Articulation!

La polifonia è raddoppiata a 256 note ma non sono pienamente sfruttabili essendo segmentata in 128 note dedicate alle voci di fabbrica e altre 128 disponibili per le voci aggiuntive del pack di espansione. L’arsenale di voci si espande ancora e raggiunge il numero di 1652 timbri (erano 1279): ma, diavolo, chi avrà mai il tempo per suonare tutte queste voci davvero? Ci sono 10 nuovi kit percussivi denominati Revo! Drums/SFX; le voci Ensemble salgono da 55 a 76, le Super Articulation! passano da 288 a 390, le Super Articulation 2! da 44 a 75, le MegaVoice da 54 a 82 e così via. Scompare invece la sezione Organ World con i suoi 40 suoni d’organo e si ritorna alla categoria delle voci Organ Flutes con 24 suoni rinnovati e perfezionati.

La memoria flash è già disponibile a 1.8GB e la memoria interna è di 58GB. Non servirà aggiungere altra memoria e nemmno un disco fisso interno. Il numero di stili di fabbrica si espande ancor più, da 539 a 550.

In buona sostanza, l’aspetto principale che appare come la grande innovazione è il sistema operativo. O meglio ancora, è l’interfaccia video che è stata completamente riscritta per essere pilotata da un generoso schermo touch-screen. Senza dubbio la facilità d’uso è cresciuta, tuttavia, per quanto riguarda lo schermo tattile nello specifico, valgono sempre le osservazioni fatte a suo tempo in questo blog, quando avevamo segnalato che comunque questa scelta non rappresenta necessariamente un valore aggiunto per tutti.

Conclusioni

Naturalmente, torneremo sull’argomento Genos. Nel frattempo, per saperne di più, vi consiglio di leggere la brochure oppure di cercare altre informazioni fra i trentatré filmati video pubblicati sul sito ufficiale.

Qui, prima di chiudere, non potevamo farci mancare la prima dimostrazione di Genos pubblicata da parte di Martis Harris per i colori di Kraft Music. Dura 16 minuti ma valgono tutto il vostro tempo.

Il test dell’Expansion Pack: Greetings from Italy (per Tyros 5 e PSR-S970/S770)

Sono certo che molti di voi ricordano bene il pack Greetings from Italy per Yamaha Tyros e PSR-S970/S770, soprattutto dopo che, nel maggio scorso, Michele Mucciacito, Mauro Di Ruscio e Danilo Donzella ci avevano raccontato la genesi e le caratteristiche di questa preziosa raccolta di stili e suoni.

Ora, per quanti suonano liscio e musica tradizionale italiana, segnalo che la recensione dettagliata e i risultati del mio test su questo Expansion Pack sono disponibili sul portale AudioFader: potete leggere il testo completo previa registrazione gratuita. La descrizione dettagliata, la valutazione tecnica e le impressioni d’uso: è tutto scritto e qui disponibile.

Ecco qui per voi, una pillola di assaggio dell’articolo, per stuzzicare la vostra curiosità e invitarvi alla lettura integrale su AudioFader.

È risaputo che gli arranger Yamaha, finora, non avevano mai avuto a disposizione sufficienti frecce per colpire la clientela propensa a suonare con continuità il repertorio tradizionale italiano. Del resto, le serie Tyros e PSR-S sono il risultato di una progettazione pensata a livello internazionale e, nel tempo, questo punto di forza non era stato affiancato seriamente da progetti diversi e specifici per il mercato italiano. Ora però la musica è cambiata: con il recente lancio del pack Greetings from Italy, Yamaha va a coprire questo vuoto e concede ai propri arranger di ultima generazione la possibilità di fare centro anche qui, attraendo l’attenzione dei musicisti che suonano abitualmente dal vivo nelle balere e nelle feste di piazza.

Continuate la lettura dell’articolo con l’intero test qui.

Tutto quello che avreste voluto sapere su Korg Pa1000 e Pa700

Korg rinnova la serie Pa di arranger professionali con Pa700 (nella foto) e Pa1000

Il tam tam mediatico che sta convogliando l’attenzione internettiana intorno all’imminente lancio di Yamaha Genos sta offuscando in questi giorni il recente annuncio delle ultime novità di casa Korg: Pa1000 e Pa700. Senza nulla togliere all’importanza dell’evento relativo al successore di Tyros 5, credo sia altrettanto doveroso rivolgere la nostra attenzione ai due gioielli di tecnologia applicata alla musica che vanno ad aggiornare l’offerta di Korg, avendo ampliato la famiglia di modelli derivati da Pa4X.

Siete dunque alla caccia di informazioni su Pa1000 e Pa700? Ecco a voi la rapida bibliografia web del momento.

  • Cominciamo dal momento istituzionale: la presentazione dei due prodotti sul sito di Eko Music Group, già distributore nazionale dei prodotti Korg in Italia: Pa1000 e Pa700. In lingua tricolore, troverete le descrizioni dei due prodotti e le specifiche tecniche (piccola soddisfazione personale: osservate come l’espressione forgiata anni fa dal sottoscritto per il motto di questo blog “suonare con stile” sia stata mutuata e riutilizzata nel testo di presentazione; personalmente mi fa molto piacere).
  • In attesa che sia disponibile la versione italiana, è possibile assistere ai manuali video di entrambi i prodotto in lingua sul sito internazionale di Korg: manuali Pa1000 e manuali Pa700. Sono 10 interessanti filmati istruttivi la cui visione è consigliata per chi vuole saperne di più.
  • E’ anche disponibile la guida rapida (in italiano!) per Pa700 e Pa1000 e il manuale utente completo (in inglese) per Pa700 e Pa1000.
  • Sono altresì scaricabili dal web i driver aggiornati a favore di quanti collegano il nuovo arranger Pa700 o Pa1000 al proprio computer (Windows 7, Windows 8, Windows 10 e Mac).

Evoluzione tecnologica delle serie Pa

Per quanti si chiedono quali caratteristiche specifiche di Pa1000 siano state aggiunte rispetto il modello precedente Pa900, possiamo qui citare questi aspetti essenziali: il naturale aggiornamento dei suoni e degli stili preset, la memoria RAM estesa da 192MB a 600MB (lineari) con la possibiltà di caricare campioni compressi, un processore più robusto e veloce che rende più rapidi i tempi di avvio e permette di far lavorare meglio i 128 oscillatori a favore della polifonia, un numero superiore di locazioni di memoria per le proprie personalizzazioni, uno schermo con migliore definizione, inclinabile e pronto ad essere utilizzato come controller del Kaoss FX, il nuovo convertitore di MIDI file in stili di accompagnamento (Style Creator Bot), un maggior numero di effetti fra cui il Vocoder, la possibilità di memorizzare le progressioni di accordi del Chord Sequencer negli style e nel Songbook e i nuovi amplificatori di bordo che promettono una maggiore dinamica sonora.

Analoghe valutazioni possono essere su Pa700 rispetto a Pa600 con l’ampliamento ad esempio della memoria RAM da 256MB (lineari) contro 96MB, gli amplificatori da 25W cad. invece di 15W e coni per i bassi, un peso più leggero di oltre 1KG (non male!) e uno schermo con superiore definizione dei colori.

Per quanto riguarda le differenze fra i due modelli nuovi (Pa1000 e Pa700), vi rimando al mio precedente articolo pubblicato qualche settimana fa.

Styles

Vi suggerisco qui la visione del terzo video-manuale (della serie di dieci), in cui la voce narrante di Steve McNally (Korg USA) ci illustra con pienezza le funzioni di controllo della sezione arranger con i suoi 430 stili di fabbrica. Ricordate sempre che, se avete difficoltà a intendere il testo in inglese, potete attivare i sottotitoli con la traduzione automatica in italiano.

Conclusioni

Vi racconterò di più di Pa1000 e Pa700 in futuro. Alla prossima!

Rulli di tamburi: la stirpe di Yamaha Genos è alle porte

Da mesi circolavano indiscrezioni. Negli ampi spazi della fiera di Francoforte, lo scorso aprile, la notizia veniva data per certa: in autunno avremmo assistito alla fine della stra-fortunata serie Tyros e, dalla sua ceneri, sarebbe sorta come un’araba fenice una nuova generazione di tastiere arranger al top di gamma.

Che cosa si potrà fare di più che non sia stato già fatto con le cinque serie di modelli Tyros? Che cosa di rivoluzionario si potrà mai immaginare in questo mercato tecnologico ormai maturo e che, nei nuovi modelli, ci stupisce solo più per i dettagli di contorno? Da quanto tempo non assistiamo al lancio di un prodotto che introduca un rinnovamento straordinario sul modo di suonare le tastiere con gli accompagnamenti? Ce lo chiediamo in tanti.

Non che il 2017 sia stato un anno avaro di novità (come purtroppo era stato il 2016). Al contrario, quest’anno non è mancato l’impegno da parte delle case produttrici di strumenti musicali. In questo blog, infatti, abbiamo registrato una serie discreta di annunci interessanti.

  • Aveva aperto le danze Ketron con la presentazione definitiva di SD9 il cui punto distintivo di innovazione era nella presenza del Launch Pad, una soluzione disegnata su misura dei musicisti interessati a moltiplicare la propria creatività dal vivo.
  • Il secondo botto è arrivato da casa Korg, dove il rinnovamento ha avuto effetti significativi su tutta la serie Pa. Per prima, l’ammiraglia Pa4X è stata rigenerata grazie ad un nuovo sistema operativo che l’ha dotata di nuove funzioni, nuovi suoni e nuovi stili e l’ha arricchita nell’usabilità a favore dei musicisti dèditi al dj-set.
  • La raffica di novità Korg non si è fermata qui: il recente lancio contemporaneo di Pa1000 e Pa700 ha dato un ulteriore tocco di vivacità all’offerta del mercato, portando il contenuto del rinnovamento dal top di gamma fino ai due modelli del segmento medio.
  • Yamaha invece ha dato un primo cenno di vitalità nei giorni scorsi scorsi con i nuovi pianoforti Clavinova CSP, dotati di sezione arranger e dove spicca il trasferimento del controllo delle funzioni dal pannello all’interfaccia video touch-screen di un tablet esterno con l’app Smart Pianist.

E ora? Ora tocca ancora a Yamaha. Il conteggio alla rovescia sul web sta catturando magicamente l’attenzione degli appassionati. Tutti i dettagli saranno svelati il due di ottobre. Intanto la casa giapponese gioca nel creare suspense con una pagina web dedicata nella quale una serie di filmati video svelerà pian piano l’aspetto della nuova ammiraglia, pur nascondendo la tastiera nei ritagli dei filmati: si chiamerà Genos, nel greco antico significava “stirpe”. Il primo video è uscito lo scorso 8 settembre, il secondo è uscito oggi 15 settembre. I prossimi sono previsti per il 22 e il 29 settembre. Poi, la settimana successiva, dovremmo sapere tutto. E allora è inutile perdersi in speculazioni: aspettiamo qualche settimana e poi potremmo tutti scriverne e parlarne con cognizione di causa.

Nel frattempo? Nel frattempo, lo sapete, ve l’ho scritto fino alla noia in questo blog: nel frattempo suoniamo con gioia la tastiera che abbiamo ora. Del resto, per fare buona musica non conta poi così tanto quale esatta tecnologia digitale abbiamo fra le mani: conta sempre di più la persona, il musicista. Siamo noi i protagonisti. Siamo noi che diamo valore. Il resto, lo dice la parola stessa, sono solo “strumenti”.

Yamaha alza il sipario sui pianoforti Clavinova CSP con arranger pilotato dall’app Smart Pianist

Yamaha CSP-170

E così, dopo il tentativo di Roland con BK-Partner e l’innovativo lancio di Dexibell XMURE, arranger software con tracce audio, era presumibile che anche Yamaha avrebbe deciso di fare sul serio nel mondo delle applicazioni su dispositivo mobile: si chiama SmartPianist ed è l’arma in più di cui sono dotati i nuovi pianoforti Clavinova CSP,  disponibili nei negozi in questi giorni di settembre.

Il pianoforte Clavinova CSP va collegato (tramite wireless o cavo USB) ad un tablet sul quale va installata l’applicazione SmartPianist che si presenta bella bella sullo schermo del dispositivo esterno, consentendo l’accesso istantaneo a 400 brani, 701 voci e 470 stili di accompagnamento pronti ad essere guidati da accordi suonati in tempo reale.

L’aver trasferito il controllo di tutte le funzioni sull’interfaccia video di un tablet esterno, ha permesso a Yamaha di progettare pianoforti sgombri di pulsanti e dalla linea pulita, classica ed elegante.

Piano Room e tutti gli altri timbri (701 in tutto)

All’avviamento dell’applicazione, SmartPianist si presenta con il modulo Piano Room con cui scegliere i rinomati suoni campionati di due fuoriclasse dei pianoforti acustici come Yamaha CFX e Bösendorfer Imperial.

Lo schermo ampio migliora la semplicità d’uso nell’impostazione dei vari parametri che modificano de facto il suono: simulazione della posizione di apertura del coperchio, luminosità del suono, la sensibilità al tocco, effetti e così via.

Al di fuori della Piano Room, è possibile richiamare altri timbri dello strumento facilmente individuali essendo raggruppati secondo le classiche famiglie di pianoforti elettrici, organi, chitarra & basso, archi e cori, fiati e legni, percussioni e sintetizzatori.

L’applicazione consente tutte le operazioni che tradizionalmente potevano essere svolte tramite pulsanti e cursori sul pannello, come impostare due suoni in layer oppure in split, agire sulla trasposizione della tonalità e così via.

Controllo dello stile su SmartPianist

Controllo dello stile su SmartPianist

E poi… l’arranger!

I 470 stili di accompagnamento sono gestibili tramite diversi pattern: 4 Main, 4 Fill-In, un Break e, purtroppo, un solo Intro e un solo Ending. Anche qui, le dimensioni generose dello schermo del tablet consentono di controllare facilmente le variazioni, le tracce attive, il volume e il tempo. L’accordo in esecuzione può essere visualizzato chiaramente al centro del display.

A dire il vero, la sezione arranger in sé non rappresenta l’autentica novità di questo annuncio: del resto, è qui a disposizione la celebrata qualità a cui Yamaha ci ha abituato da molto tempo, con la produzione di una serie sterminata di stili presenti sui pianoforti Clavinova CVP e sugli arranger workstation della serie Tyros e PSR. Le tracce degli accompagnamenti sono in formato MIDI, mentre non si hanno informazioni in merito alla presenza eventuali di tracce audio come viste su Tyros5, PSR-S950 e PSR-S970. Ancora una volta: la novità per Yamaha è nell’uso del touch-screen del tablet per il controllo in tempo reale di tutte le funzionalità dello strumento.

Non manca la gestione delle Song

La pagina Song si apre con la visualizzazione Score dello spartito digitale con la parte di piano: da qui si può passare alla presentazione agli accordi o delle liriche con il testo della canzone. Per la cronaca, Smart Pianist contiene anche l’interessante funzionalità Audio To Score che crea automaticamente lo spartito di un accompagnamento dai brani presenti nel tablet permettendo di suonare insieme ai brani preferiti.

E’ poi presente la pagina analoga al Mixing Console con cui agire sul volume delle varie tracce nella comodità massima del touchscreen del tablet.

Le capacità di registrazione sono sempre a portata di mano ed è possibile registrare sia in formato MIDI sia in formato audio stereo sulla memoria del tablet con sole limitazioni di spazio date dal tablet stesso (e non più dalle risorse hardware dello strumento Yamaha).

Due modelli: CSP-150 e CSP-170

Il Clavinova CSP è disponibile in due versioni: CSP-150 e CSP-170, in tre finiture: nero, nero lucido e bianco. CSP-170 è dotato di amplificatori più potenti (45W x 2 contro 30W x 2) e di 88 tasti NWX (Natural Wood X) ricoperti di avorio sintetico. L’applicazione Smart Pianist è comune ad entrambi i modelli, è compatibile con iOS 10.3 può essere scaricata gratuitamente da Apple Store. Yamaha prevede che la versione per Android sarà disponibile nella primavera 2018.

Il pianista in erba potrà apprendere a suonare il pianoforte grazie alle luci guida dei LED luminosi rosso e blu che appaiono al di sopra del tasto per guidare l’allievo durante l’esecuzione del brano.

L’elenco completo delle specifiche tecniche è disponibile sul sito ufficiale Yamaha.

Mettetevi ora comodi e ascoltate questa bella presentazione di David Hall di Kraft Music.

Korg alza il sipario su Pa1000 e Pa700

Korg Pa1000

Adoro i colori di questi arranger workstation nuovi di zecca. Li vedremo prossimanente nei migliori negozi di strumenti musicali.

Da diversi anni, il centro R&D di Korg Italy propone un progressivo e inesorabile aggiornamento tecnologico dei propri prodotti. Stavolta il lancio è gèmino: due prodotti in un botto solo, un solo annuncio vale per due prodotti paralleli (scommetto che non vi è sfuggita l’analogia con la strategia Yamaha segnata dalla gestione della coppia PSR/S970 e PSR-S770). Pa1000 si colloca nella stessa posizione che era occupata da Pa900, mentre Pa700 leggermente più in basso, dove Pa600 aveva raccolto numerosi consensi.

Insomma, sono finalmente arrivati i discendenti di Pa4X: gli aspetti distintivi di entrambi i nuovi modelli sono riconoscibili nella continuità di progetto Pa, l’espansione di risorse hardware, il rinnovato arsenale sonoro Korg, la presenza dei suoni DNC, gli accompagnamenti di serie rivisti ed estesi, il grande schermo TFT a colori TouchView a 7 pollici, il Chord Sequencer, l’uscita video RCA di serie, il modulo effetti GuitarFX per elaborare il suono di una chitarra collegata all’ingresso Audio In e una scocca dalle dimensioni contenute che favorisce la portabilità.

Il fratello maggiore vanta il processore processore vocale TC Helicon, tasti semipesati con aftertouch, oltre 430 stili di accompagnamento e la possibilità di inclinare lo schermo. Il fratellino si difende proponendo 370 stili di serie, un peso più leggero (9,9kg contro 10.75kg). Pa1000 offre 1750 suoni di bordo (50 in più), due suoni di pianoforte stereo multi-layer (contro uno), memoria utente per i propri campioni di 600MB lineari (contro 256MB sempre lineari).

Rispetto i modelli precedenti, Pa700 e Pa1000 sono carrozzati con una memoria PCM di gran lunga superiore e un numero più vasto di locazioni interne. Il sistema di amplificazione è stato migliorato per ottenere maggiore dinamica sonora. I due nuovi arranger ereditano le novità tecnologiche introdotte nel 2015 su Pa4X inclusi gli importanti aggiornamenti rilasciati lo scorso giugno/luglio come lo Style Creator Bot, il gingillone per i DJ Kaoss FX e la porta USB-host; vanno in pensione i predecessori Pa900 (uscito nel 2013) e Pa600 (uscito nel 2012).

Tutte le specifiche sono sul sito del distributore Korg italiano: Pa1000 e Pa700.

Per quanto riguarda i prezzi, Pa1000 si attesterà molto probabilmente poco sotto i 2.000 Euro, mentre Pa700 non dovrebbe superare i 1.300 Euro. Ma è ancora presto per esserne sicuri: i prezzi subiranno aggiustamenti nelle prossime settimane, quando i negozi cominceranno a ricevere le prime consegne.

Vi consiglio ora la visione di due filmati: il primo è il video ufficiale dimostrativo di Pa700, pubblicato sul canale istituzionale di Korg, in cui sono enfatizzate le capacità di intrattenimento danzante del nuovo strumento.

Nel secondo filmato troviamo Frank Tedesco alle prese con registrazioni più misurate ed espressive. Sempre Korg Pa700.

Roland GO:KEYS, GO:PIANO e GO:MIXER, un’alternativa agli arranger?

La strada per il rinnovamento dell’offerta di tastiere digitali per il divertimento è piuttosto varia: oggi esploriamo insieme il tentativo in corso da parte di Roland in questo ambito.

Possiamo interpretare la serie Roland di strumenti GO come un tentativo di basare l’usabilità delle tastiere sulla connessione con smartphone o tablet.  Altrimenti possiamo osservare questi strumenti come un’alternativa agli arranger di primo ingresso (come Yamaha PSR-E363/EW300, Casio serie CTK), una proposta destinata a chi non ha ancora esperienza nel mondo della musica e vuole cominciare in modo divertente.

Strumenti per principianti e per lo svago

Come dicevo siamo nell’ambito dell’hobby, prevalentemente in solitudine senza però precludere la possibilità di condivisione in casa o con gli amici, o ancora in via remota tramite gli affollatissimi social network. Dimenticate gli strumenti hardware dalle notevoli risorse di bordo: qui serve il vostro dispositivo mobile, smartphone o tablet: attivate la connessione bluetooth e lasciate che lo strumento Roland pensi a tutto il resto.

Con GO:KEYS potete suonare parti di strumenti digitali e creare la vostra musica, con GO:PIANO potete concentrarvi sul suono del pianoforte, con GO:MIXER potete addirittura registrare filmati.

Il funzionamento a batteria e la presenza di piccoli amplificatori vi consentono di suonare dappertutto, ovunque possiate essere catturati dall’ispirazione: in giardino, in un parco, nei corridoi della scuola, in campeggio, in riva ad un lago in montagna, sulla spiaggia o nella sala di attesa di una stazione ferroviaria. Se poi la situazione richiede di non disturbare gli astanti, l’uscita cuffie fa al vostro gioco. Perché non portare uno di questi strumenti con voi nei viaggi e magari suonare in camera d’albergo?

GO:KEYS

Le funzioni di accompagnamento di un classico arranger richiedono la conoscenza degli accordi: su GO:KEYS invece è disponibile Loop Mix, un approccio nuovo che permette di ottenere accompagnamenti partendo da conoscenza zero. Trattasi della riproduzione di frasi musicali che si ripetono in loop e con cui costruire intuitivamente brani multitraccia in tempo reale. E per rifinire il tutto, è presente il performance pad, con cui manipolare i propri brani alla stregua di un DJ, regolando l’intonazione e i filtri.

GO:PIANO

Per i principianti pianisti, Roland ha previsto questa variante di modello con 61 tasti di forma e dimensioni standard, allo scopo di emulare le sensazioni naturali di un pianoforte. Immaginatevi GO:PIANO come un piano super-portatile che pesa meno di 4Kg da usare in tutte le stanze della casa e in viaggio. A scopo didattico, Roland ha affiancato a questi strumenti l’abbonamento gratuito del primo trimestre a Skoove, la piattaforma germanica per lo studio della musica che offre corsi di piano interattivi online.

GO: MIXER

Chiude la rassegna questo scatolotto che permette di estendere le capacità di registrazione audio e video del vostro smartphone per creare filmati video da condividere su YouTube o altre piattaforme di social network.

GO:MIXER potrebbe utilizzato anche più semplicemente per registrare il vostro canto su brani famosi, grazie alla disponibilità del Center Cancel, vecchia conoscenza degli arranger Roland come E-A7.

I prezzi? GO:KEYS e GO-PIANO possono essere acquistati al prezzo di 290 Euro, mentre GO:MIXER si trova a 99 Euro. Va da sé che, per sfruttare a fondo le funzionalità di questi strumenti, serviranno un buon smartphone (o tablet), magari una cuffia e, se desiderate registrare il canto, anche un microfono dinamico.

Korg Pa4X: rilascio del sistema operativo 2.0.1

Korg Pa4X v2.0.1

Il primo giorno di agosto, a distanza di poco più di un mese dal rilascio della modernizzazione del sistema operativo di Korg Pa4X (versione 2.0 del 30 giugno 2017), Korg è corsa ai ripari con la pubblicazione di una successiva edizione 2.0.1 dedicata esclusivamente alla riparazione di guasti software, molto probabilmente introdotti proprio con la versione precedente. Per la cronaca, i guasti software riguardavano lo split, il SongBook, il Sampling e la visualizzazione dei testi in formato CDG associati a basi MP3.

Tutti i dettagli sono sul sito ufficiale.

Va da sé che non ci sono alternative per i possessori di questa tastiera: installare la versione 2.0.1 subito dopo aver installato la versione 2.0, le cui importanti innovazioni meritano di essere osservate da tutti gli appassionati di tastiere arranger, come abbiamo documentato qui in questo blog nelle settimane scorse.

Per la cronaca, la versione 2 del sistema operativo è gratuita per chi aveva acquistato un esemplare di Pa4X, mentre dobbiamo registrare un leggero innalzamento di prezzo del prodotto sul mercato: la versione a 61 tasti sale mediamente a 3.599 Euro mentre il modello a 76 tasti raggiunge i 3.799 Euro. Ovviamente, alcuni particolari punti vendita possono ancora offrire questi prodotti a prezzi inferiori: verificate direttamente di persona con il vostro negoziante di fiducia.