Archivio dell'autore: Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

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Informazioni su Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

Ho creato nel 2009 il blog Tastiere Arranger per raccontare tutto quello che si deve sapere sulle tastiere con accompagnamenti. Ho collaborato in passato con MusicOff e AudioFader. Oggi, oltre a scrivere per questo blog, faccio parte del team di autori di SM Strumenti Musicali dove pubblico test, focus e recensioni sugli arranger.

Pedali per tastiere arranger: volume o espressione?

Korg XVP-10 - Pedale del volume e dell'espressione

Korg XVP-10: Pedale del volume e dell’espressione

Volume ed espressione

Se suonate soltanto in casa, è probabile che non vi siate mai posti il problema di alzare o abbassare il volume del vostro arranger in tempo reale. Ma, la prima volta che uscite e suonate dal vivo, vi rendete immediatamente conto di quanto sia vitale il poter agire sul volume continuando a suonare e cioè senza staccare le mani dalla tastiera.

In queste condizioni, per controllare il volume di uscita, si utilizza abitualmente un pedale. Uno dei due fra quelli che (apparentemente ma solo apparentemente) sembrano svolgere lo stesso ruolo e cioè controllare l’intensità del suono. Il primo è il pedale del volume vero e proprio, il secondo è il pedale dell’espressione. Lavorano in modo diverso: vediamo come.

Partiamo dal MIDI

Prima di tutto, facciamo chiarezza sulla nozione di base e cioè sulla distinzione fra i due controlli (volume ed espressione) a livello di implementazione MIDI.

  • Nel MIDI, il volume è determinato dal controller 7 che influenza direttamente l’intensità del volume di uscita secondo la classica scala di valori che va da 0 (silenzio) a 127 (volume massimo).
  • Invece, l’espressione risponde al controller 11 e agisce come una sorta di percentuale del controllo del volume. Facciamoci aiutare da un esempio: supponiamo che state registrando una canzone di tre tracce, un pianoforte (volume ad 80) un basso (volume ad 85) e una batteria (volume a 90). Ora immaginiamo che vogliate aumentare il volume dei tre strumenti mantenendo inalterato il bilanciamento nel mix tra gli strumenti stessi. Potete agire sul volume in due modi diversi: 1) calcolare a mano i valori di ciascuno strumento aggiungendo una percentuale e arrotondarli al valore più vicino, 2) aggiungere un valore fisso a tutti gli strumenti. OPPURE c’è una terza via: assegnare il medesimo valore di espressione a tutti e tre gli strumenti.

    Boss FV-500L - Volume ed espressione

    Boss FV-500L – Volume ed espressione

Cosa succede con i due diversi tipi di pedale

Passiamo ora a vedere cosa succede quando suonate in tempo reale con un pedale del volume oppure con un pedale dell’espressione.

Con il pedale del volume, potete naturalmente variare l’intensità del segnale che viene ricevuto dalle uscite stereo della tastiera e inviato all’ingresso dell’amplificazione; in breve, questo pedale esegue le stesse operazioni che sono possibili con la manopola (o il cursore) sul pannello dello strumento, consentendovi di variare il volume master senza staccare le mani dalla tastiera in un momento in cui state suonando in tempo reale.

Con il pedale dell’espressione, invece, potete fare qualcosa di diverso: innanzitutto, controllare le dinamiche espressive con variazioni più tenui del volume per non correre alcun rischio di degradare il segnale, visto che le variazioni sono valori percentuali a quanto avete previsto sul valore del volume. Se poi il vostro arranger lo consente, potete utilizzare questo pedale per controllare il volume di alcune tracce soltanto (ad esempio Upper 2 e non Upper 1). Su alcune tastiere, potete programmarlo per agire su altri controlli come l’aftertouch, il pitch bend o addirittura i parametri dell’unità degli effetti. Inoltre il pedale dell’espressione può essere configurato per agire solo sui suoni e non sugli effetti e, quindi, nel momento in cui alzate di schianto il pedale, ottenete un silenzio meno drastico e più naturale.

Collegamenti fisici diversi

Dal punto di vista delle connessioni fisiche, visto che il pedale del volume riceve il segnale dalle uscite audio della tastiera e lo invia al sistema di amplificazione, occorre collegare quest’ultimo tramite due cavi dalle uscite stereo (OUT) della tastiera ed entrare negli ingressi del pedale, e poi dall’uscite del pedale con altri due cavi raggiungete il mixer o l’amplificatore esterno.

Invece con il pedale dell’espressione dovete fare un’altra strada, visto che il suo lavoro è inviare variazioni al controller 11 della tastiera: collegate le uscite del pedale – tipicamente jack TRS – al connettore del pedale assegnabile del vostro arranger e poi configuratelo opportunamente (ogni tastiera potrebbe essere un mondo a sé: cercate le istruzioni sul manuale).

Scelta di un pedale

Va da sé che, qualora il vostro arranger non abbia un ingresso per il controllo dell’espressione, potete solo optare per un pedale di controllo del volume. Nella scelta specifica di un pedale del volume, occorre tenere conto della qualità costruttiva e del pregio dei componenti: visto che alzando il potenziometro potete raggiungere i valori massimi di uscita del segnale audio, esiste il rischio reale di degradare il segnale, rischio che può essere contenuto ed escluso dalla qualità del pedale stesso.

Per la scelta di un pedale dell’espressione, è importante che la corsa di escursione dei valori sia lineare, senza scatti e per tutta la scala dei valori. E’ importante segnare correttamente la polarità, perché sia coerente con i valori previsti dalle specifiche tecniche del vostro arranger.

Quiklok VP26U - Pedale del volume

Quiklok VP26U – Pedale del volume

Alcuni modelli presenti sul mercato

Alcuni pedali funzionano solo per il controllo del volume o solo per l’espressione, mentre altri sono in grado di gestire alternativamente entrambi i funzionamenti. Ogni casa di strumenti musicali offre i propri pedali marchiati che vi garantiscono l’affidabilità, mentre sul mercato si trovano anche produttori indipendenti per i quali va appurata la compatibilità con il vostro arranger (un controllo preventivo non guasta, giusto per evitare sorprese).

  • Yamaha FC7 è apprezzato da molti musicisti ed è in grado di controllare sia il volume sia l’espressione e può anche essere utilizzato per qualsiasi altro parametro assegnabile.
  • Il semplice Korg EXP-2 e il più evoluto Korg XVP-10 sono pedali che agevolano entrambi i controlli. XVP-10 è dotato di due canali indipendenti di ingresso/uscita. E’ possibile collegare uno strumento o un processore di effetti godendo di uscite stereofoniche e controllare il volume di entrambi i canali contemporaneamente, o collegare due strumenti indipendenti e controllare il loro volume nello stesso momento.
  • Ketron 9PE006 è un pedale che controlla soltanto il volume.
  • Roland EV-5 è il pedale d’espressione tipico per tastiere elettroniche, mentre Roland EV-7 è un pedale dalla corsa molto lunga per essere utilizzato propriamente con i suoni d’organo della serie VK Roland.
  • Anche la sussidiaria Boss distribuisce pedali per volume/espressione come Boss FV-500L mentre il più piccolo FV-50L è un pedale stereo del solo volume. I pedali Boss in alluminio sono particolarmente diffusi fra i musicisti, date le dimensioni e la robustezza.
  • Quiklok VP26U è un pedale del volume molto robusto e universale; Bespeco VM16 e Bespeco VM18L sono le due varianti di due pedali per volume ed espressione adattabili alle diverse rotazioni.
  • Per finire citiamo anche il pedale Behringer FCV100 che può essere usato sia per il volume sia per l’espressione. Funziona a batterie a 9V oppure con un trasformatore DC a 12V.

E ora, se ho stuzzicato la vostra curiosità, andate in un negozio di strumenti musicali e provate qualche pedale da voi!

Ultime notizie da Ketron

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Mi piace lo stile introdotto recentemente da Ketron sul nuovo sito. Mi piace in particolare la dinamicità della pagina principale, dove scorrono le notizie. Mi dà un senso di vitalità, mi fa capire che la situazione non è statica: c’è movimento. Mi comunica che Ketron è vitale. E che il comparto di ricerca, sviluppo e produzione degli arranger ha ancora qualcosa da dire. E che, in particolare, il Made in Italy nella produzione di strumenti musicali non ha ancora cessato di tenere alta la propria bandiera. Bene!

E allora commentiamo insieme le ultime notizie, quelle uscite dopo il 13 novembre, giorno in cui ci siamo confrontati insieme qui sulle novità fino a quella data.

SD7 1.1.1
Qualcuno di voi ricorda il piccolo disguido a causa del quale il nuovo sistema operativo dell’apprezzata SD7 non era stato reso scaricabile immediatamente in forma stabile. Ketron era già intervenuta il 17 novembre per correggere l’anomalia, ripristinando un grande entusiasmo fra i recenti acquirenti di SD7. Ma non sono passati nemmeno altri nove giorni, che ancora una volta Ketron interviene pubblicando una successiva versione del firmware. Siamo così arrivati alla versione 1.1.1. E’ naturale che, in tempi così ravvicinati, non potesse arrivare un aggiornamento importante, si limita infatti a migliorare la sincronia dei file di testo con le basi audio e MIDI, a sistemare qualcosina sul controllo del Pitch Bend e a consentire l’accesso alle REGISTRATION dal menu MEDIA.

MIDJPRO 1.3.4
Gli aggiornamenti software di Ketron vanno a braccetto e, quasi contemporaneamente, assistiamo alla pubblicazione della versione 1.3.4 del sistema operativo di MIDJPRO, la scatola magica. Anche qui registriamo piccole briciole di miglioramento: la stessa sincronia dei file di testo di cui sopra, l’aggiustamento di alcuni ritmi e l’aggiornamento del manuale.

Descrizione di procedure utili
Gli aggiornamenti software fanno sempre piacere ma (a mio modesto avviso) la più gradita novità è la pubblicazione di articoli istruttivi che spiegano come creare un nuovo stile per Ketron SD7, come attivare l’effetto rotary sui suoni d’organo e, il più atteso, come importare su SD7 e MIDJPRO gli stili provenienti dai modelli Ketron precedenti della serie SD e MIDJAY, aspetto di cui ci aveva parlato anche Giorgio Marinangeli (ricordate?).

PS: Colgo l’occasione per salutare pubblicamente Giorgio Marinangeli, caro amico di questo blog: gli auguro tutto il meglio, a seguito della sua recente decisione di terminare la collaborazione con Ketron e di abbandonare il  mondo dell’ingegneria musicale per passare ad un altro settore professionale. Excelsior!

Con un arranger in una casa di riposo e un nugolo di bambini

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Oggi mi sento un po’ naif.

E’ successo domenica scorsa, in una situazione per me un po’ insolita ma molto semplice: ho accompagnato un coro di bambini che si sono recati con entusiasmo in una casa di riposo per anziani, per una classica mattinée con canti, barzellette, giochi di magia e danza.

Vi devo confessare che, grazie al mio arranger workstation Korg Pa800, ho potuto fare un sacco di cose:

  • Ho collegato le due uscite audio a due amplificatori esterni da 150 Watt ciascuno per diffondere il suono nel salone.
  • Ho usato gli amplificatori di bordo della mia tastiera come spie per il sottoscritto.
  • Alcuni anziani erano già nella sala mentre montavo gli strumenti. Ho passato allora un MIDI file di un minuetto classico per pianoforte come base per provare i livelli: mentre ascoltavo la resa dal fondo della sala, mi sono reso conto di aver fatto resuscitare l’attenzione di qualche anziano dalle loro carrozzine (chissà quale ricordo devo avere risvegliato).
  • Ho collegato un microfono Shure SM58 all’ingresso Audio Input della Pa800 e questo è stato usato successivamente dai due bambini che fungevano da disinvolti presentatori e da altri due piccoli e bravi raccontatori di barzellette (fantastici, per la cronaca).
  • In pochi minuti ero pronto. Quando sono arrivati tutti i bambini abbiamo cominciato. Ho accompagnato il coro in un paio di brani, sfruttando gli stili della sezione arranger. Avevo preparato la scaletta sfruttando la CustomList del SongBook, dove avevo configurato le voci da suonare dal vivo (STS) e le tracce degli stili. Così è stato facile ed immediato richiamare le impostazioni richieste.
  • Per il primo brano avevo scelto uno stile con una buona presenza nei bassi e nei suoni percussivi: questo scelta ha permesso al coro dei bambini di sentire bene il tempo e non perdersi.
  • All’attacco del secondo brano cantato, c’è stata una piccola ma fatale indecisione e la maestra del coro ha dato l’avvio con un leggero ritardo e così i bambini si sono trovati indietro di due movimenti con il canto: nessun problema, alla misura successiva ho premuto il pulsante magico Tap Tempo Reset e ci siamo trovati tutti a tempo in un niente (chissà se poi qualcuno se ne è accorto). Troppo comodo!
  • Durante i giochi di magia e lo spettacolino di danza, ho passato un paio di basi MP3 che mi erano stati dati dagli organizzatori dell’evento, sfruttando il doppio sequencer di Pa800 .
  • Alla fine, mentre tutti uscivano ho suonato – in tempo reale – un paio di ballate classiche e strumentali, sempre sfruttando gli stili della sezione arranger.
  • In meno di dieci minuti ho smontato tutto. Sempre da solo.

OK, voi direte: tutto qua? Non era niente di che, non era una situazione professionale e nemmeno impegnativa. Era solo uno spettacolino con bambini per un pubblico di persone molto anziane, disposte ad ascoltar di tutto pur di rompere la monotonia. Sì lo so, probabilmente era proprio così, avete ragione voi, ma… ma quant’è comodo disporre di un buon arranger e quanto è bello suonare le cose più semplici?

Alla prossima!

PS: Dimenticavo di dirvi che l’amico Riccardo Gerbi mi ha recentemente coinvolto fra i collaboratori della sua redazione e, da oggi, è cominciata per me una nuova piccola avventura nell’editoria web della musica. Troverò il tempo per stare dietro anche a questo nuovo impegno? Proviamoci. Intanto vi segnalo che è uscito il mio primo articolo di consigli per i regali natalizi per chi suona tastiere arranger: Arranger Workstation – Regali di Natale #1 Ovviamente la lettura è consigliata.

 

MusicOff: arranger Yamaha della serie PSR-S

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Riccardo Gerbi e Paolo Stefano raccontano i nuovi arranger Yamaha

Ritorno ancora a parlarvi di MusicOff, il portale dedicato alla comunità dei musicisti, a seguito della recente crescita di interesse che questo sito sta maturando verso il mondo delle tastiere, arranger compresi. Merito sicuramente dell’ingresso in redazione di Riccardo Gerbi.

Ed è proprio dedicato a noi, appassionati suonatori di arranger, l’ultimo articolo pubblicato e che Riccardo ha arricchito con la presenza di filmati originali nei quali Paolo Stefano, specialista di prodotto in casa Yamaha, illustra le qualità migliori della serie PSR-S.

Del resto eravamo rimasti un pochino meravigliati delle novità uscite a raffica all’inizio della scorsa estate quando Yamaha aveva lanciato a breve distanza PSR-S670, PSR-S770 e PSR-S970, tre modelli per tre diversi segmenti di mercato, ma accomunati dallo stesso motore e dalla stessa filosofia di strumento. Mi sembra giusto cogliere questa occasione per approfondire.

Ecco dunque il link all’articolo di Riccardo Gerbi: non perdetevelo!

http://www.musicoff.com/articolo/yamaha-psr-serie-s

Buona lettura e buona visione dei filmati.

Confronto suoni fra Tyros5 e Pa4X

Dal canale YouTube curato da Muzykuj, portale interamente dedicato agli strumenti a tastiera e curato dal Music Store di Poznan (Polonia), oggi vi segnalo un nuovo filmato e lo faccio volentieri perché è un buon resoconto di un confronto diretto possibile fra alcuni suoni di serie presenti su Yamaha Tyros5 e Korg Pa4X: il dimostratore è riuscito nell’intento di offrire una sobria dimostrazione strumentale dei due arranger. Il filmato offre ai musicisti la possibilità di un’impressione in merito alla diversa sostanza sonora e ai dettagli principali che distinguono gli strumenti campionati. Del resto, la dimostrazione riguarda soltanto una manciata di strumenti, prevelentamente acustici; nessuno stile di accompagnamento e nessun mix MIDI da ascoltare in playback. Il filmato è da seguire con le cuffie.

Laddove è possibile, il musicista si è avvalso dei pulsanti Super Articulation 2 e della rondella di modulazione su Tyros5 oppure del timone e dei pulsanti appositi per guidare i suoni DNC di Pa4X. Fateci caso.

Non so se condividete le mie impressioni che seguono. Anzi probabilmente no. E’ normale infatti che i tastieristi siano divisi nelle valutazioni in modo soggettivo, seguendo i propri gusti e le diverse esigenze di ciascuno. Io comunque vi dico la mia, fate vobis.

Il suono del flauto traverso risulta naturale su entrambi gli strumenti, uno dei due dà l’impressione di essere leggermente più carico di effetti e quindi può sembrare più brillante e meno naturale. I suoni di Grand Piano (pianoforte a coda) rivelano una forte somiglianza: a primo impatto, se li ascoltate ad occhi chiusi, è richiesta un po’ di attenzione per distinguerli. Sono ottimi suoni entrambi e solo negli ascolti successivi e ripetuti è possibile cogliere le maggiori differenze: se volete approfondire il confronto, vi consiglio di ascoltare le sequenze audio pubblicate altrove sempre su YouTube.  In questa rassegna, la tromba con sordina è la voce forse meno riuscita su entrambi gli strumenti.  Il suono del leggendario DX7 emerge con maggiore fedeltà su Tyros5 (come è ovvio che sia), anche se al sottoscritto non dispiace affatto la versione presente su Pa4X, soprattutto nell’accompagnamento funk. Nel suono di chitarra classica emerge la capacità di Yamaha di sapere riprodurre con realismo le sonorità più acustiche, mentre si fa apprezzare la diversa presenza del corrispondente suono Korg. Per quanto riguarda la chitarra acustica, avrei preferito una valutazione dello strimpellare (strumming), ma capisco che in questa presentazione, il musicista si è limitato a farci ascoltare quanto si può suonare in tempo reale, trascurando l’ascolto di sequenze MIDI.  Anche per violino, armonica e fisarmoniche valgono le osservazioni che ho fatto sopra sui suoni degli altri strumenti.

Alla fine, che vi posso dire? E’ uno scontro fra titani: entrambi gli arranger workstation escono vincitori, dando evidenza del buon lavoro fatto da Yamaha e Korg per inserire una tavolozza sonora di gran pregio.

Aggiornamenti software in casa Ketron: SD7 1.1.0 e MIDJPRO 1.3.3

A seguito della tempestiva e gradita richiesta di Davide, fedele lettore di https://tastiere.wordpress.com, sono qui oggi a commentare brevemente con voi le recenti novità Ketron, vale a dire il rilascio di nuove versioni software del sistema operativo di SD7 e MIDJPRO.

SD7 versione 1.1.0

Chi ha già prontamente scaricato e aggiornato la propria Ketron SD7 non sta risparmiando le espressioni di entusiasmo a seguito delle migliorie sperimentate e ai guasti risolti. Nonostante le cautele che si dovrebbero avere in queste occasioni, dobbiamo prendere atto che, in effetti, le novità sono numerose. Una lunga serie di nuove funzionalità ha arricchito SD7, fra cui la nuova opzione Style-Player Single, l’Arranger Transposer, il salvataggio di vari tipi di file nelle Registration, la funzione Rootless Chord per il riconoscimento di accordi complessi, i nuovi tipi di riconoscimento degli accordi, la rapida gestione del Sustain nel modo Pianist e così via. Sono stati altresì perfezionati i suoni e i dettagli di numerosi stili di accompagnamento. I guasti risolti consentono una maggiore fluidità nell’uso dello strumento, come il cambio di stile immediato e la scomparsa dei problemi nell’utilizzo dei Fader in modalità Player.

L’impressione di alcuni è che lo strumento ora suoni molto meglio di quanto non succedesse prima con la versione software originale: è un aspetto sorprendente, visto che già la precedente versione aveva provocato grande entusiasmo nella comunità dei suonatori di arranger. 

Insomma l’aggiornamento 1.1.0 sembra rappresentare una tappa importante per chi possiede questo arranger. La lista dettagliata di tutte le migliore è disponibile sul sito ufficiale: SD7 1.1.0 da dove potete anche scaricare l’aggiornamento software.

Nota bene: Se avete scaricato l’aggiornamento prima del 17 novembre, occorre tornare sul sito e scaricarlo di nuovo, qualche intoppo era presente nei giorni precedenti. Ora è stato risolto.

MIDJPRO versione 1.3.3

La scatola magica di casa Ketron continua a crescere di nuove funzionalità, grazie all’ennesimo aggiornamento software rilasciato (è il sesto!).

E’ possibile ora visualizzare gli accordi di uno Standard MIDI File anche all’interno della vista Lyrics, si dispone di un nuovo accordatore per chitarra, la riproduzione dei MIDI file ora gestisce meglio gli eventi MIDI multipli sovrapposti, lo schermo può essere personalizzato con temi grafici selezionabili, è stata migliorata la compatibilità e l’importazione di alcuni stili in formato .KST, mentre il manuale utente è stato arricchito di informazioni più accurate. E non dimentichiamo di menzionare la raffica di correzioni apposte a vari problemi minori.

Anche la nota di rilascio di MIDJPRO può essere consultata sul sito ufficiale Ketron: http://www.ketron.it/9-ultime-notizie/update-1-3-3

Conclusione

Tenete conto che la procedura di aggiornamento su entrambi gli strumenti si aspetta che ci siano 80MB di spazio libero nella memoria SSD interna.

Antony Spatola, un riferimento per chi suona arranger

Oggi vi voglio raccontare di Antony Spatola, un bravissimo musicista siciliano che rappresenta un punto di riferimento nel web per tutti noi appassionati di tastiere arranger. Sono anni che Antony ed io ci scambiamo messaggi, informazioni tecniche ed opinioni sulle tastiere arranger e, non mi vergogno a dirlo, mi sono ritrovato qui – in diverse occasioni – a scrivere in questo blog concetti che erano nati in me come il frutto del ricco e produttivo scambio con Antony. E non sono il solo, visto che il nostro amico è un’autentica celebrità nella comunità dei suonatori di tastiere arranger, sia a livello professionale sia a livello amatoriale, e molti si rivolgono a lui per consigli e suggerimenti.

Il canale YouTube di Antony

Oltre ad essere competente in materia di strumenti, il nostro amico è un valente esecutore e dalle sue mani sono uscite diverse dimostrazioni che rendono giustizia delle possibilità degli strumenti arranger a tastiera. Per cui, vi consiglio di seguire i suoi filmati su YouTube: possono rappresentare un’ottima occasione per conoscere le potenzialità sonore dei vari strumenti. I filmati che seguono sono solo una selezione fra tutti i filmati che potrete guardare da voi su FezCuraDo67.

Yamaha Tyros 4

La dimostrazione di Yamaha Tyros4 avviene tramite una reinterpretazione orchestrale di Ave Maria Paien tratta dal musical Notre-Dame de Paris e qui suonata con appassionata partecipazione emotiva.

Yamaha PSR-S970/S770

Ora tenetevi forte: non crederete alle vostre orecchie in questa dimostrazione delle voci Tutti e Epic Choir importate su PSR-S970 tramite Yamaha Expansion Manager. Se avete il PC collegato all’impianto hifi, provate ad ascoltare. E’ impressionante, soprattutto quando entrano i cori, non trovate?

Roland E80

Qualcuno di voi si ricorda ancora di Roland E80? Io ne ho parlato in questo blog, andando a riprendere una mia recensione del lontano 2007. In questo filmato, Antony ci fa sentire di che pasta erano i suoni dei pianoforti Rhodes e i tappeti pad.

E poi che dire del timbro di Grand Piano che viene qui suonato ai vari livelli di dinamica, lasciando intendere la grande estensione espressiva, la varietà delle sfumature, la ricchezza di intenzioni. Sembra quasi impossibile che questi suoni possano arrivare da un arranger Roland.

Immagino che voi la pensiate come me: dopo la visione di questi filmati, aumenta il rammarico per l’infelice decisione di Roland Corporation di chiudere il centro R&D di Acquaviva Picena che ha saputo, in vari decenni, realizzare un’incredibile serie di arranger straordinari, fra cui E80 rappresentava uno degli strumenti più completi e riusciti.

GEM Equinox 76

Date un qualsiasi strumento a tastiera in mano ad Antony e vedete che cosa ne tira fuori. Ecco ora un esempio di un suono a sei operatori FM generato su una storica workstation GEM Equinox 76 che non fa di certo rimpiangere lo storico Yamaha DX7.

E che dire del suono My Epic Lead sempre tratto da GEM Equinox 76. Il bello è che questa tavolozza sonora era presente anche negli arranger GEM WK4 e WK8. Quanta nostalgia!

Chi è Antony Spatola

Antony nasce a Mirabella Imbaccari (CT) nel 1967. Si diploma in Pianoforte presso il Liceo Musicale Vincenzo Bellini di Caltanissetta. Si perfeziona poi in direzione di coro mentre prosegue gli studi pianistici nel triennio successivo. Nel 1996 dà vita al gruppo musicale pop Makaria esibendosi sui palchi di tutta la Sicilia. L’anno successivo il gruppo partecipa al Festival Regionale di Caltanissetta e si classifica al secondo posto, ottenendo così il diritto di accesso alle semifinali di Castrocaro Terme. Dal 1999 al 2008 entra a far parte della formazione Jazz/Swing ragusana 1930 Orchestra in qualità di pianista. Nel frattempo di dedica allo studio delle nuove tecnologie applicate alla musica ed inizia un’attività promozionale di lunga data per conto di Roland Corporation. E’ attualmente impegnato con la band catanese Torkio Live con la quale sta intraprendendo un serio progetto musicale.

Carrellata di recenti filmati sugli arranger workstation

Oggi, se avete tempo di seguire qualche filmato, allora fermatevi qui con me: faremo insieme un giro fra i vari canali di  YouTube, alla ricerca di recenti pubblicazioni in tema di arranger workstation.

Cominciamo dagli inglesi di A&C Hamilton: meritano la nostra attenzione per la loro qualità come dimostratori di strumenti musicali. La scena di apertura spetta alla presentazione della nuova ammiraglia di casa Korg: Pa4X.

Se qualcuno di voi non si accontenta di questa classica dimostrazione ed è alla ricerca di materiale più ruggente, allora perché non seguire la selezione degli stili rock di Korg Pa4X realizzata dal maestro Menno Beijer di Oostendorp Music:

Non ci sono ancora in circolazione molte dimostrazioni del piccolo arranger Korg Liverpool e allora vi propongo questo filmato sui generis che arriva dal lontano Giappone, con il maestro Katsunori Ujiie.

Saltiamo da Korg a Yamaha e diamo spazio al mitico Michel Voncken, il primo dimostratore che ha portato gli arranger Yamaha su YouTube, con celebri filmati che risalgono a dodici anni anni fa con Tyros 1 e PSR-2100. E’ passata molta acqua sotto i ponti da quei giorni e, come si evince nel video, il nostro deve essersi dedicato nel frattempo ad una invasiva cura dimagrante. Buon per lui! Se non capite il tedesco, cercate di passarci sopra: sono solo intervalli brevi di parlato, mentre la musica la fa da padrona per tutta la durata di questa brillante presentazione di Yamaha PSR-S970.

Un altro bravo dimostratore che ho scoperto recentemente è Blake Angelos: arriva dagli Stati Uniti. Nel filmato che segue, ci dimostra alcune delle belle cose che si possono fare con PSR-S770, l’arranger Yamaha che vanta un eccellente rapporto prezzo-prestazioni.

Ci sono insoliti pensieri che mi circolano in testa in merito a Roland E-A7: non è forse un caso che tutte le dimostrazioni sul web arrivano dalla Polonia, dalla Serbia, dalla Turchia, dalla Tailandia e paesi analoghi. Potrebbe essere la conferma che Roland esclude che il modello E-A7 possa essere indicato per il mercato europeo occidentale e italiano in particolare. Forse è proprio così. Insomma, in attesa di una auspicata smentita, guardiamoci insieme una recente dimostrazione di E-A7: arriva dal Vietnam.

Concludiamo con Barry Gonen un musicista inglese che vive in Israele e che pubblica da tempo una lunga serie di filmati autoprodotti e registrati unicamente con la sua Yamaha Tyros 4: base musicale e voce.  Lo riporto qui come assaggio di che cosa si possa fare cantando e suonando con un arranger workstation.  Dall’immenso repertorio di Barry, ecco a voi Johnny B Goode, nuova versione del celeberrimo brano di Chuck Berry.

Divertitevi!

Ketron rinnova il formato del proprio sito web

Nuovo formato del sito Ketron

Nuovo formato del sito Ketron

Ci sono delle ragioni per cui ora il sito Internet di Ketron vale il tempo di essere visitato.

Innanzitutto, il nuovo formato web è reattivo (avrei dovuto utilizzare la parola responsive, ma voi sapete quanto detesti l’abuso di termini stranieri nella lingua italiana): voglio dire, ora le pagine del sito si adattano spontaneamente alle dimensioni dello schermo agevolando una comoda consultazione, sia che siate di fronte allo schermo grande di un PC, su quello più piccolo di un tablet o anche solo su quello minuscolo di uno smartphone. Ormai tutti i siti principali offrono questa comodità che, per la cronaca, è disponibile sul portale che ospita questo blog sulle tastiere arranger da diversi anni.

In secondo luogo, il sito nasce già trilingue (italiano, inglese e francese): contiamo dunque che la versione italiana sia aggiornata in tempo reale rispetto la versione inglese tipicamente orientata ad una platea internazionale più vasta e, quindi, maggiormente soggetta ad aggiornamenti continui.

E poi il sito è semplice e chiaro: si presta ad essere navigato con facilità. Sì certo, la grafica è essenziale, ma i prodotti a listino sono elencati con chiarezza secondo la propria categoria di appartenenza, le pagine di supporto di ciascun modello contengono tutti gli aggiornamenti software, compresi delle istruzioni per l’installazione e anche le dimostrazioni audio sono accessibili. Nella scheda dei singoli prodotti sono presenti i link per accedere alla scheda tecnica, ai filmati, ai manuali, ai depliant, alle pagine di suggerimenti e di scarico risorse addizionali.

Le pagine più gettonate saranno molto probabilmente quelle dedicata alle librerie di stili. Da qui, è possibile ottenere tutti gli stili Ketron aggiuntivi per espandere il repertorio di fabbrica dello strumento. E’ una ghiotta occasione per espandere il proprio arsenale di accompagnamenti automatici di qualità.

E che dire poi della pagina di domande e risposte? Si chiama FAQ ed è vivamente consigliata a tutti i possessori di uno strumento Ketron. Non mancano gli elenchi dei punti vendita autorizzati e dei punti di assistenza, tutti divisi per regione di residenza. Sempre in tema di assistenza, è possibile mettersi in contatto con l’azienda di Ancona compilando una pagina web dove inserire i propri dati e i propri commenti: è un’occasione buona non solo per chiedere aiuto, ma anche per esprimere le proprie opinioni sul sito stesso o sui prodotti Ketron in generale.

Per finire, nel sito troverete facilmente la pagina di iscrizione alle newsletter periodiche.

Yamaha alza il sipario su PSR-A3000

Yamaha PSR-A3000

Yamaha PSR-A3000

Sono passati quattro anni dall’uscita di Yamaha PSR-A2000 e così anche per questo modello è giunto il giorno del rinnovamento a listino. Del resto il 2015 è stato un anno di importanti novità nel comparto arranger per Yamaha, come abbiamo documentato in questo blog nei mesi scorsi: PSR-S970 e PSR-S770, Clavinova serie 700, PSR-S670 e PSR-E353 e PSR-E253.

Come il suo predecessore, anche il nuovo modello PSR-A3000 è indirizzato a coloro che sono interessati a personalizzare il proprio strumento a tastiera per il repertorio regionale, in particolare per il mondo orientale. E’ confermata la presenza dei pulsanti di controllo delle scale arabe ed orientali e, rispetto la versione precedente, ora ci sono nuove voci Oriental Super Articulation che riproducono effetti particolarmente utili in quel mondo come il vibrato e il tremolo; e poi è disponibile la modalità Mono Legato che permette di suonare i fraseggi con i trilli senza usare il joystick, una funzione perfetta per chi intendere riprodurre dal vivo i suoni del sitar o surbahar .

Il joystick di bordo offre il tradizionale controllo della tonalità e della modulazione, con l’aggiunta di altre funzioni assegnabili come Filter e Style Track che possono dare un dominio più immediato degli stili in tempo reale.

Brevemente, i punti di forza di PSR-A3000 sono:

  • possibilità di aggiungere i propri campioni e i propri drumkit tramite Yamaha Expansion Manager (YEM) software già visto con Tyros 5; tali drumkit possono poi essere dati in pasto a Style Creator.
  • lo spazio di memoria per nuovi suoni è cresciuto da 64MB a 512MB e quello per stili e Standard MIDI file è salito da 1,4MB a 13MB.
  • ci sono le funzioni di controllo di tracce audio (pitch shift, time stretch, vocal cancel) oltre al richiamo immediato di sequenze audio tramite Audio Link Multi Pad 
  • lo schermo di bordo è TFT 7″ a colori
  • il repertorio stili di fabbrica raggiunge il numero di 400, e 194 di questi stili appartengono alla musica orientale
  • il sistema di amplificazione di bordo è stato rinnovato con coni di dimensioni maggiori e 15W anziché 12W.

Tutti i dettagli sono sulla pagina ufficiale del prodotto.

Ancor più del modello precedente, PSR-A3000 sembra poco interessante per chi suona repertorio italiano, dove PSR-S970 e PSR-S770 rappresentano ancora la prima scelta in casa Yamaha.