Informazioni su Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger
Ho creato nel 2009 il blog Tastiere Arranger per raccontare tutto quello che si deve sapere sulle tastiere con accompagnamenti. Ho collaborato in passato con MusicOff e AudioFader. Oggi, oltre a scrivere per questo blog, faccio parte del team di autori di SM Strumenti Musicali dove pubblico test, focus e recensioni sugli arranger.
Sono certo che molti di voi ricordano bene il pack Greetings from Italy per Yamaha Tyros e PSR-S970/S770, soprattutto dopo che, nel maggio scorso, Michele Mucciacito, Mauro Di Ruscio e Danilo Donzella ci avevano raccontato la genesi e le caratteristiche di questa preziosa raccolta di stili e suoni.
Ora, per quanti suonano liscio e musica tradizionale italiana, segnalo che la recensione dettagliata e i risultati del mio test su questo Expansion Pack sono disponibili sul portale AudioFader: potete leggere il testo completo previa registrazione gratuita. La descrizione dettagliata, la valutazione tecnica e le impressioni d’uso: è tutto scritto e qui disponibile.
Ecco qui per voi, una pillola di assaggio dell’articolo, per stuzzicare la vostra curiosità e invitarvi alla lettura integrale su AudioFader.
È risaputo che gli arranger Yamaha, finora, non avevano mai avuto a disposizione sufficienti frecce per colpire la clientela propensa a suonare con continuità il repertorio tradizionale italiano. Del resto, le serie Tyros e PSR-S sono il risultato di una progettazione pensata a livello internazionale e, nel tempo, questo punto di forza non era stato affiancato seriamente da progetti diversi e specifici per il mercato italiano. Ora però la musica è cambiata: con il recente lancio del pack Greetings from Italy, Yamaha va a coprire questo vuoto e concede ai propri arranger di ultima generazione la possibilità di fare centro anche qui, attraendo l’attenzione dei musicisti che suonano abitualmente dal vivo nelle balere e nelle feste di piazza.
Continuate la lettura dell’articolo con l’intero test qui.
Korg rinnova la serie Pa di arranger professionali con Pa700 (nella foto) e Pa1000
Il tam tam mediatico che sta convogliando l’attenzione internettiana intorno all’imminente lancio di Yamaha Genos sta offuscando in questi giorni il recente annuncio delle ultime novità di casa Korg: Pa1000 e Pa700. Senza nulla togliere all’importanza dell’evento relativo al successore di Tyros 5, credo sia altrettanto doveroso rivolgere la nostra attenzione ai due gioielli di tecnologia applicata alla musica che vanno ad aggiornare l’offerta di Korg, avendo ampliato la famiglia di modelli derivati da Pa4X.
Siete dunque alla caccia di informazioni su Pa1000 e Pa700? Ecco a voi la rapida bibliografia web del momento.
Cominciamo dal momento istituzionale: la presentazione dei due prodotti sul sito di Eko Music Group, già distributore nazionale dei prodotti Korg in Italia: Pa1000 e Pa700. In lingua tricolore, troverete le descrizioni dei due prodotti e le specifiche tecniche (piccola soddisfazione personale: osservate come l’espressione forgiata anni fa dal sottoscritto per il motto di questo blog “suonare con stile” sia stata mutuata e riutilizzata nel testo di presentazione; personalmente mi fa molto piacere).
In attesa che sia disponibile la versione italiana, è possibile assistere ai manuali video di entrambi i prodotto in lingua sul sito internazionale di Korg: manuali Pa1000 e manuali Pa700. Sono 10 interessanti filmati istruttivi la cui visione è consigliata per chi vuole saperne di più.
E’ anche disponibile la guida rapida (in italiano!) per Pa700 e Pa1000 e il manuale utente completo (in inglese) per Pa700 e Pa1000.
Sono altresì scaricabili dal web i driver aggiornati a favore di quanti collegano il nuovo arranger Pa700 o Pa1000 al proprio computer (Windows 7, Windows 8, Windows 10 e Mac).
Evoluzione tecnologica delle serie Pa
Per quanti si chiedono quali caratteristiche specifiche di Pa1000 siano state aggiunte rispetto il modello precedente Pa900, possiamo qui citare questi aspetti essenziali: il naturale aggiornamento dei suoni e degli stili preset, la memoria RAM estesa da 192MB a 600MB (lineari) con la possibiltà di caricare campioni compressi, un processore più robusto e veloce che rende più rapidi i tempi di avvio e permette di far lavorare meglio i 128 oscillatori a favore della polifonia, un numero superiore di locazioni di memoria per le proprie personalizzazioni, uno schermo con migliore definizione, inclinabile e pronto ad essere utilizzato come controller del Kaoss FX, il nuovo convertitore di MIDI file in stili di accompagnamento (Style Creator Bot), un maggior numero di effetti fra cui il Vocoder, la possibilità di memorizzare le progressioni di accordi del Chord Sequencer negli style e nel Songbook e i nuovi amplificatori di bordo che promettono una maggiore dinamica sonora.
Analoghe valutazioni possono essere su Pa700 rispetto a Pa600 con l’ampliamento ad esempio della memoria RAM da 256MB (lineari) contro 96MB, gli amplificatori da 25W cad. invece di 15W e coni per i bassi, un peso più leggero di oltre 1KG (non male!) e uno schermo con superiore definizione dei colori.
Per quanto riguarda le differenze fra i due modelli nuovi (Pa1000 e Pa700), vi rimando al mio precedente articolo pubblicato qualche settimana fa.
Styles
Vi suggerisco qui la visione del terzo video-manuale (della serie di dieci), in cui la voce narrante di Steve McNally (Korg USA) ci illustra con pienezza le funzioni di controllo della sezione arranger con i suoi 430 stili di fabbrica. Ricordate sempre che, se avete difficoltà a intendere il testo in inglese, potete attivare i sottotitoli con la traduzione automatica in italiano.
Conclusioni
Vi racconterò di più di Pa1000 e Pa700 in futuro. Alla prossima!
Da mesi circolavano indiscrezioni. Negli ampi spazi della fiera di Francoforte, lo scorso aprile, la notizia veniva data per certa: in autunno avremmo assistito alla fine della stra-fortunata serie Tyros e, dalla sua ceneri, sarebbe sorta come un’araba fenice una nuova generazione di tastiere arranger al top di gamma.
Che cosa si potrà fare di più che non sia stato già fatto con le cinque serie di modelli Tyros? Che cosa di rivoluzionario si potrà mai immaginare in questo mercato tecnologico ormai maturo e che, nei nuovi modelli, ci stupisce solo più per i dettagli di contorno? Da quanto tempo non assistiamo al lancio di un prodotto che introduca un rinnovamento straordinario sul modo di suonare le tastiere con gli accompagnamenti? Ce lo chiediamo in tanti.
Non che il 2017 sia stato un anno avaro di novità (come purtroppo era stato il 2016). Al contrario, quest’anno non è mancato l’impegno da parte delle case produttrici di strumenti musicali. In questo blog, infatti, abbiamo registrato una serie discreta di annunci interessanti.
Aveva aperto le danze Ketron con la presentazione definitiva di SD9 il cui punto distintivo di innovazione era nella presenza del Launch Pad, una soluzione disegnata su misura dei musicisti interessati a moltiplicare la propria creatività dal vivo.
Il secondo botto è arrivato da casa Korg, dove il rinnovamento ha avuto effetti significativi su tutta la serie Pa. Per prima, l’ammiraglia Pa4X è stata rigenerata grazie ad un nuovo sistema operativo che l’ha dotata di nuove funzioni, nuovi suoni e nuovi stili e l’ha arricchita nell’usabilità a favore dei musicisti dèditi al dj-set.
La raffica di novità Korg non si è fermata qui: il recente lancio contemporaneo di Pa1000 e Pa700 ha dato un ulteriore tocco di vivacità all’offerta del mercato, portando il contenuto del rinnovamento dal top di gamma fino ai due modelli del segmento medio.
Yamaha invece ha dato un primo cenno di vitalità nei giorni scorsi scorsi con i nuovi pianoforti Clavinova CSP, dotati di sezione arranger e dove spicca il trasferimento del controllo delle funzioni dal pannello all’interfaccia video touch-screen di un tablet esterno con l’app Smart Pianist.
E ora? Ora tocca ancora a Yamaha. Il conteggio alla rovescia sul web sta catturando magicamente l’attenzione degli appassionati. Tutti i dettagli saranno svelati il due di ottobre. Intanto la casa giapponese gioca nel creare suspense con una pagina web dedicata nella quale una serie di filmati video svelerà pian piano l’aspetto della nuova ammiraglia, pur nascondendo la tastiera nei ritagli dei filmati: si chiamerà Genos, nel greco antico significava “stirpe”. Il primo video è uscito lo scorso 8 settembre, il secondo è uscito oggi 15 settembre. I prossimi sono previsti per il 22 e il 29 settembre. Poi, la settimana successiva, dovremmo sapere tutto. E allora è inutile perdersi in speculazioni: aspettiamo qualche settimana e poi potremmo tutti scriverne e parlarne con cognizione di causa.
Nel frattempo? Nel frattempo, lo sapete, ve l’ho scritto fino alla noia in questo blog: nel frattempo suoniamo con gioia la tastiera che abbiamo ora. Del resto, per fare buona musica non conta poi così tanto quale esatta tecnologia digitale abbiamo fra le mani: conta sempre di più la persona, il musicista. Siamo noi i protagonisti. Siamo noi che diamo valore. Il resto, lo dice la parola stessa, sono solo “strumenti”.
E così, dopo il tentativo di Roland con BK-Partner e l’innovativo lancio di Dexibell XMURE, arranger software con tracce audio, era presumibile che anche Yamaha avrebbe deciso di fare sul serio nel mondo delle applicazioni su dispositivo mobile: si chiama SmartPianist ed è l’arma in più di cui sono dotati i nuovi pianoforti Clavinova CSP, disponibili nei negozi in questi giorni di settembre.
Il pianoforte Clavinova CSP va collegato (tramite wireless o cavo USB) ad un tablet sul quale va installata l’applicazione SmartPianist che si presenta bella bella sullo schermo del dispositivo esterno, consentendo l’accesso istantaneo a 400 brani, 701 voci e 470 stili di accompagnamento pronti ad essere guidati da accordi suonati in tempo reale.
L’aver trasferito il controllo di tutte le funzioni sull’interfaccia video di un tablet esterno, ha permesso a Yamaha di progettare pianoforti sgombri di pulsanti e dalla linea pulita, classica ed elegante.
Piano Room e tutti gli altri timbri (701 in tutto)
All’avviamento dell’applicazione, SmartPianist si presenta con il modulo Piano Room con cui scegliere i rinomati suoni campionati di due fuoriclasse dei pianoforti acustici come Yamaha CFX e Bösendorfer Imperial.
Lo schermo ampio migliora la semplicità d’uso nell’impostazione dei vari parametri che modificano de facto il suono: simulazione della posizione di apertura del coperchio, luminosità del suono, la sensibilità al tocco, effetti e così via.
Al di fuori della Piano Room, è possibile richiamare altri timbri dello strumento facilmente individuali essendo raggruppati secondo le classiche famiglie di pianoforti elettrici, organi, chitarra & basso, archi e cori, fiati e legni, percussioni e sintetizzatori.
L’applicazione consente tutte le operazioni che tradizionalmente potevano essere svolte tramite pulsanti e cursori sul pannello, come impostare due suoni in layer oppure in split, agire sulla trasposizione della tonalità e così via.
Controllo dello stile su SmartPianist
E poi… l’arranger!
I 470 stili di accompagnamento sono gestibili tramite diversi pattern: 4 Main, 4 Fill-In, un Break e, purtroppo, un solo Intro e un solo Ending. Anche qui, le dimensioni generose dello schermo del tablet consentono di controllare facilmente le variazioni, le tracce attive, il volume e il tempo. L’accordo in esecuzione può essere visualizzato chiaramente al centro del display.
A dire il vero, la sezione arranger in sé non rappresenta l’autentica novità di questo annuncio: del resto, è qui a disposizione la celebrata qualità a cui Yamaha ci ha abituato da molto tempo, con la produzione di una serie sterminata di stili presenti sui pianoforti Clavinova CVP e sugli arranger workstation della serie Tyros e PSR. Le tracce degli accompagnamenti sono in formato MIDI, mentre non si hanno informazioni in merito alla presenza eventuali di tracce audio come viste su Tyros5, PSR-S950 e PSR-S970. Ancora una volta: la novità per Yamaha è nell’uso del touch-screen del tablet per il controllo in tempo reale di tutte le funzionalità dello strumento.
Non manca la gestione delle Song
La pagina Song si apre con la visualizzazione Score dello spartito digitale con la parte di piano: da qui si può passare alla presentazione agli accordi o delle liriche con il testo della canzone. Per la cronaca, Smart Pianist contiene anche l’interessante funzionalità Audio To Score che crea automaticamente lo spartito di un accompagnamento dai brani presenti nel tablet permettendo di suonare insieme ai brani preferiti.
E’ poi presente la pagina analoga al Mixing Console con cui agire sul volume delle varie tracce nella comodità massima del touchscreen del tablet.
Le capacità di registrazione sono sempre a portata di mano ed è possibile registrare sia in formato MIDI sia in formato audio stereo sulla memoria del tablet con sole limitazioni di spazio date dal tablet stesso (e non più dalle risorse hardware dello strumento Yamaha).
Due modelli: CSP-150 e CSP-170
Il Clavinova CSP è disponibile in due versioni: CSP-150 e CSP-170, in tre finiture: nero, nero lucido e bianco. CSP-170 è dotato di amplificatori più potenti (45W x 2 contro 30W x 2) e di 88 tasti NWX (Natural Wood X) ricoperti di avorio sintetico. L’applicazione Smart Pianist è comune ad entrambi i modelli, è compatibile con iOS 10.3 può essere scaricata gratuitamente da Apple Store. Yamaha prevede che la versione per Android sarà disponibile nella primavera 2018.
Il pianista in erba potrà apprendere a suonare il pianoforte grazie alle luci guida dei LED luminosi rosso e blu che appaiono al di sopra del tasto per guidare l’allievo durante l’esecuzione del brano.
L’elenco completo delle specifiche tecniche è disponibile sul sito ufficiale Yamaha.
Mettetevi ora comodi e ascoltate questa bella presentazione di David Hall di Kraft Music.
Adoro i colori di questi arranger workstation nuovi di zecca. Li vedremo prossimanente nei migliori negozi di strumenti musicali.
Da diversi anni, il centro R&D di Korg Italy propone un progressivo e inesorabile aggiornamento tecnologico dei propri prodotti. Stavolta il lancio è gèmino: due prodotti in un botto solo, un solo annuncio vale per due prodotti paralleli (scommetto che non vi è sfuggita l’analogia con la strategia Yamaha segnata dalla gestione della coppia PSR/S970 e PSR-S770). Pa1000 si colloca nella stessa posizione che era occupata da Pa900, mentre Pa700 leggermente più in basso, dove Pa600 aveva raccolto numerosi consensi.
Insomma, sono finalmente arrivati i discendenti di Pa4X: gli aspetti distintivi di entrambi i nuovi modelli sono riconoscibili nella continuità di progetto Pa, l’espansione di risorse hardware, il rinnovato arsenale sonoro Korg, la presenza dei suoni DNC, gli accompagnamenti di serie rivisti ed estesi, il grande schermo TFT a colori TouchView a 7 pollici, il Chord Sequencer, l’uscita video RCA di serie, il modulo effetti GuitarFX per elaborare il suono di una chitarra collegata all’ingresso Audio In e una scocca dalle dimensioni contenute che favorisce la portabilità.
Il fratello maggiore vanta il processore processore vocale TC Helicon, tasti semipesati con aftertouch, oltre 430 stili di accompagnamento e la possibilità di inclinare lo schermo. Il fratellino si difende proponendo 370 stili di serie, un peso più leggero (9,9kg contro 10.75kg). Pa1000 offre 1750 suoni di bordo (50 in più), due suoni di pianoforte stereo multi-layer (contro uno), memoria utente per i propri campioni di 600MB lineari (contro 256MB sempre lineari).
Rispetto i modelli precedenti, Pa700 e Pa1000 sono carrozzati con una memoria PCM di gran lunga superiore e un numero più vasto di locazioni interne. Il sistema di amplificazione è stato migliorato per ottenere maggiore dinamica sonora. I due nuovi arranger ereditano le novità tecnologiche introdotte nel 2015 su Pa4X inclusi gli importanti aggiornamenti rilasciati lo scorso giugno/luglio come lo Style Creator Bot, il gingillone per i DJ Kaoss FX e la porta USB-host; vanno in pensione i predecessori Pa900 (uscito nel 2013) e Pa600 (uscito nel 2012).
Tutte le specifiche sono sul sito del distributore Korg italiano: Pa1000 e Pa700.
Per quanto riguarda i prezzi, Pa1000 si attesterà molto probabilmente poco sotto i 2.000 Euro, mentre Pa700 non dovrebbe superare i 1.300 Euro. Ma è ancora presto per esserne sicuri: i prezzi subiranno aggiustamenti nelle prossime settimane, quando i negozi cominceranno a ricevere le prime consegne.
Vi consiglio ora la visione di due filmati: il primo è il video ufficiale dimostrativo di Pa700, pubblicato sul canale istituzionale di Korg, in cui sono enfatizzate le capacità di intrattenimento danzante del nuovo strumento.
Nel secondo filmato troviamo Frank Tedesco alle prese con registrazioni più misurate ed espressive. Sempre Korg Pa700.
La strada per il rinnovamento dell’offerta di tastiere digitali per il divertimento è piuttosto varia: oggi esploriamo insieme il tentativo in corso da parte di Roland in questo ambito.
Possiamo interpretare la serie Roland di strumenti GO come un tentativo di basare l’usabilità delle tastiere sulla connessione con smartphone o tablet. Altrimenti possiamo osservare questi strumenti come un’alternativa agli arranger di primo ingresso (come Yamaha PSR-E363/EW300, Casio serie CTK), una proposta destinata a chi non ha ancora esperienza nel mondo della musica e vuole cominciare in modo divertente.
Strumenti per principianti e per lo svago
Come dicevo siamo nell’ambito dell’hobby, prevalentemente in solitudine senza però precludere la possibilità di condivisione in casa o con gli amici, o ancora in via remota tramite gli affollatissimi social network. Dimenticate gli strumenti hardware dalle notevoli risorse di bordo: qui serve il vostro dispositivo mobile, smartphone o tablet: attivate la connessione bluetooth e lasciate che lo strumento Roland pensi a tutto il resto.
Con GO:KEYS potete suonare parti di strumenti digitali e creare la vostra musica, con GO:PIANO potete concentrarvi sul suono del pianoforte, con GO:MIXER potete addirittura registrare filmati.
Il funzionamento a batteria e la presenza di piccoli amplificatori vi consentono di suonare dappertutto, ovunque possiate essere catturati dall’ispirazione: in giardino, in un parco, nei corridoi della scuola, in campeggio, in riva ad un lago in montagna, sulla spiaggia o nella sala di attesa di una stazione ferroviaria. Se poi la situazione richiede di non disturbare gli astanti, l’uscita cuffie fa al vostro gioco. Perché non portare uno di questi strumenti con voi nei viaggi e magari suonare in camera d’albergo?
GO:KEYS
Le funzioni di accompagnamento di un classico arranger richiedono la conoscenza degli accordi: su GO:KEYS invece è disponibile Loop Mix, un approccio nuovo che permette di ottenere accompagnamenti partendo da conoscenza zero. Trattasi della riproduzione di frasi musicali che si ripetono in loop e con cui costruire intuitivamente brani multitraccia in tempo reale. E per rifinire il tutto, è presente il performance pad, con cui manipolare i propri brani alla stregua di un DJ, regolando l’intonazione e i filtri.
GO:PIANO
Per i principianti pianisti, Roland ha previsto questa variante di modello con 61 tasti di forma e dimensioni standard, allo scopo di emulare le sensazioni naturali di un pianoforte. Immaginatevi GO:PIANO come un piano super-portatile che pesa meno di 4Kg da usare in tutte le stanze della casa e in viaggio. A scopo didattico, Roland ha affiancato a questi strumenti l’abbonamento gratuito del primo trimestre a Skoove, la piattaforma germanica per lo studio della musica che offre corsi di piano interattivi online.
GO: MIXER
Chiude la rassegna questo scatolotto che permette di estendere le capacità di registrazione audio e video del vostro smartphone per creare filmati video da condividere su YouTube o altre piattaforme di social network.
GO:MIXER potrebbe utilizzato anche più semplicemente per registrare il vostro canto su brani famosi, grazie alla disponibilità del Center Cancel, vecchia conoscenza degli arranger Roland come E-A7.
I prezzi? GO:KEYS e GO-PIANO possono essere acquistati al prezzo di 290 Euro, mentre GO:MIXER si trova a 99 Euro. Va da sé che, per sfruttare a fondo le funzionalità di questi strumenti, serviranno un buon smartphone (o tablet), magari una cuffia e, se desiderate registrare il canto, anche un microfono dinamico.
Il primo giorno di agosto, a distanza di poco più di un mese dal rilascio della modernizzazione del sistema operativo di Korg Pa4X (versione 2.0 del 30 giugno 2017), Korg è corsa ai ripari con la pubblicazione di una successiva edizione 2.0.1 dedicata esclusivamente alla riparazione di guasti software, molto probabilmente introdotti proprio con la versione precedente. Per la cronaca, i guasti software riguardavano lo split, il SongBook, il Sampling e la visualizzazione dei testi in formato CDG associati a basi MP3.
Va da sé che non ci sono alternative per i possessori di questa tastiera: installare la versione 2.0.1 subito dopo aver installato la versione 2.0, le cui importanti innovazioni meritano di essere osservate da tutti gli appassionati di tastiere arranger, come abbiamo documentato qui in questo blog nelle settimane scorse.
Per la cronaca, la versione 2 del sistema operativo è gratuita per chi aveva acquistato un esemplare di Pa4X, mentre dobbiamo registrare un leggero innalzamento di prezzo del prodotto sul mercato: la versione a 61 tasti sale mediamente a 3.599 Euro mentre il modello a 76 tasti raggiunge i 3.799 Euro. Ovviamente, alcuni particolari punti vendita possono ancora offrire questi prodotti a prezzi inferiori: verificate direttamente di persona con il vostro negoziante di fiducia.
Da tempo, avrei voluto scrivere per questo blog un articolo sulle applicazioni realizzate da Yamaha per i dispositivi mobili di casa Apple. Mi riferisco a Piano Diary, Digital Piano Controller, Chord Tracker, Repertoire Finder, Sound Controller e altre ancora. Per qualche insondabile ragione, nel momento in cui mi accingo a scrivere qualcosa in materia, divento vittima del classico blocco dello scrittore e non riesco a farci nulla. Tuttavia, visto l’interesse inevitabile sull’argomento da parte di chi possiede o comunque suona arranger Yamaha, mi sembra giusto colmare la lacuna segnalandovi il bell’articolo redatto da Alessandro Teruzzi per gli amici di MusicOff.
Se non avete ancora letto , dategli uno sguardo ora.
Gli anni passano e i cicli si ripetono: la dominante edizione invernale del Winter NAMM (solitamente a gennaio) è alternata ogni anno da un evento estivo dai toni minori e di scarso significato a livello internazionale. Si chiama Summer NAMM e si è appena svolto a Nashville nei giorni scorsi, dal 13 al 15 luglio 2017. Ancora una volta, l’appuntamento si è rivelato alla stregua di un’edizione marginale per gli appassionati suonatori di arranger. Del resto, quel poco che è stato annunciato come novità sul tema delle tastiere con accompagnamenti, in realtà non era altro che la presentazione al mercato USA di quanto già visto in Europa ad aprile al Musik Messe 2017.
Ad esempio Casio ha presentato la schiera rinnovata di tastierine economiche da gioco come CTK-3500, CTK-2550, LK-265 e LK-190, dando poi spazio all’applicazione gratuita Chordana Play, dedicata ai neofiti della musica e disponibile per i dispositivi Apple e Android.
Anche sul fronte Yamaha valgono discorsi analoghi, dato che i comunicati ufficiali passano per novità fra le tastiere portatili solo PSR-EW300, strumento economico di cui abbiamo già fatto cenno in questo blog.
Non è molto, lo so. Ma questo è quello che passa il convento.
Quante volte ci siamo detti in passato: perché dover cambiare tastiera per ottenere funzioni nuove? Non sarebbe forte se i produttori di arranger workstation si concentrassero sul rilascio periodico di nuovo software evolutivo invece di proporre ai propri clienti l’accesso a proprie risorse economiche per comprare un nuovo strumento ogni due anni? Ebbene, oggi possiamo affermare che questo tipo di desideri è stato ascoltato in casa Korg. A fine giugno 2017, a distanza cioè di quasi due anni dal lancio avvenuto nel settembre 2015 e del successivo aggiornamento di novembre 2016, l’azienda italo-giapponese ha annunciato il rilascio gratuito della versione 2.0 del sistema operativo della propria ammiraglia Pa4X Pro, recentemente premiata in Germania dalla stampa specializzata come migliore arranger workstation (MIPA Awards). E con il nuovo sistema operativo arriva un’infornata corposa di nuovi timbri e nuovi stili di accompagnamento.
L’introduzione di Kaoss FX
Questo nuovo sistema operativo non è un semplice aggiornamento software, è molto di più. Dopo l’installazione del nuovo software, il musicista si trova davanti ad uno strumento più ricco di funzionalità e, se vogliamo, trasformato nell’usabilità grazie all’introduzione di KaossFX. Ne saranno entusiasti coloro che suonano gli arranger in contesti di DJ set: non pensate esclusivamente in termini di performance live in discoteche, club e via dicendo, ma anche nelle situazioni di chi esegue mix nel proprio studio per creare playlist personalizzate, pubblicare musica da distribuire secondo canali digitali innovativi oppure semplicemente coltivare il proprio hobby.
KaossFX è in buona sostanza lo stesso software Korg che abbiamo visto sul mercato per la prima volta nel 1999 su Kaoss Pad, un controller MIDI portatile di successo, con capacità aggiuntive di gestire campioni audio e di processare effetti. Il suo punto di forza era nella superficie touch-screen: sfruttando il posizionamento del tocco su un classico piano cartesiano, si poteva agire sulle coordinate X e Y e pilotare eventi MIDI ottenendo de facto stringhe di controllo continuo. La novità odierna è nello schermo touch-screen di Pa4X che può ora essere usato nello stesso modo, come possiamo vedere nel filmato che segue.
Come avete visto, KaossFX consente di controllare in tempo reale l’arpeggiatore, i filtri, l’intonazione e molto di più.
Risorse addizionali
La novità della versione 2.0 di Pa4X non è tutta qui. L’aggiornamento è affiancato da un significativo e importante rilascio di nuove risorse:
Dal punto di vista del sistema operativo propriamente detto, si registrano altre novità:
La funzione MIDI Song to Style Converter cambia nome e diventa Style Creator Bot: oltre a creare automaticamente uno stile partendo da una canzone in formato MIDI file, è ora possibile generare una Chord Sequence, in base gli accordi contenuti in una Song. Potete immaginarne l’uso: prendete il MIDI file più trito e ritrito del vostro repertorio e rigeneratelo ottenendo una nuova song più fresca che sfrutta gli originali stili di accompagnamento presenti sullo strumento.
Con Chord Detect, è possibile ora leggere gli accordi di qualsiasi MIDI file sulla pagina Lyrics e Score. Non sarà necessario inserire gli eventi degli accordi nel MIDI file. Questa funzione di calcolo, in passato, era presente su tutti gli arranger Roland, e ora è disponibile anche per i clienti Korg. Ovviamente, se trasportate la tonalità della song, gli accordi possono essere ricalcolati.
La comoda porta USB Host posta sul pannello frontale può essere sfruttata per collegamenti MIDI con controller esterni (pad, microtastiere, pianoforti digitali), senza dover fare ricorso ai soliti adattatori. Tutto più sempice.
Ci sono altre piccole migliorie di usabilità fra cui vale la pena menzionare la configurazione del punto di split in ciascuna locazione di Keyboard Set, le 128 posizioni aggiuntive per i Drum Kit, una migliore regolazione del guadagno del microfono (Mic Input Meter), le estensioni all’edit degli stili, del SongBook e – finalmente! – la possibilità di attivare il Keyboard Set immediatamente o, a scelta, solo sulla misura successiva.
Non manca una generale semplificazione dell’usabilità dello strumento e una maggiore stabilità grazie al fatto di aver risolto i vari guasti software emersi nel tempo.
Conclusioni
Nella versione originale di lancio nel 2015, Pa4X era già un contenitore straordinario di ottimi timbri e di stili di accompagnamento innovativi, e traboccava di un numero sterminato di funzioni software. Con questo aggiornamento, le potenzialità digitali e le capacità di programmazione raggiungono livelli mai visti prima su un arranger workstation. Se da una parte esultano i musicisti programmatori e quelli dediti al DJ set, dall’altra parte anche i musicisti tradizionali (quelli che suonano con le proprie mani su tasti bianchi e neri) possono trovare motivi di interesse grazie all’espansione del numero di voci e di stili.
Manca qualcosa? E’ difficile trovare ragioni per cui lamentarsi davanti a questa abbondanza. Tuttavia – personalmente – mi sento di insistere su un punto particolare: non ho trovato traccia della rivisitazione del file system proprietario basato su cartelle .SET e sulle conseguenti strutture di risorse organizzate per banchi e numero predefinito di locazioni di memoria. Sembra dunque che questa scelta progettuale sia dura a morire. Chissà se un giorno Korg non deciderà di rinnovare anche questo aspetto, regalando un botto definitivo di semplicità operativa ai propri strumenti.
L’aggiornamento è d’obbligo per chi possiede già questa ammiraglia. Per tutti gli altri, è un motivo in più per visitare un negozio di strumenti musicali e provare di persona dove sono arrivati i progettisti del centro R&D di Korg Italy.
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Per saperne di più, potete visitare le note di rilascio redatte da RaffaeleMirabella e pubblicate sulla pagina dedicata nel sito del distributore nazionale Eko Music Group oppure sul sito internazionale di Korg.