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Tyros5 Entertainer Gold + Super Style Parade 2016

Yamaha Tyros 5

Yamaha Tyros 5

E’ arrivato, anche per un prodotto di successo come Yamaha Tyros 5, il momento di sostenere e rilanciare le proprie vendite con una campagna promozionale di lungo corso. A distanza di oltre due anni dal lancio commerciale, è evidente come l’interesse di nuovi potenziali clienti senta il bisogno di essere alimentato con una nuova iniezione di energia attrattiva. Cosa che renderà felici quanti erano interessati all’acquisto di un nuovo arranger di classe ammiraglia. Il nuovo pacchetto promozionale si chiama “Entertainer Gold – Super Style Parade 2016” ed offre un contenuto accessorio che viene incluso in omaggio acquistando Tyros 5.

Vediamo il contenuto di questo kit addizionale:

  • Il modulo di memoria flash FL1024 che aggiunge 1GB di memoria residente al fine di disporre di ulteriori campioni e nuove forme d’onda, espandendo di fatto la capacità potenziali dell’arranger workstation.
  • Download di due pacchetti di espansione: Entertainer 2016 e Euro Dance 2016. Grazie a queste estensioni, Tyros 5 è arricchita di un totale di altri 140 stili aggiuntivi, 80 voci, 22 MultiPad e 27 banchi di Registration utili nei generi Entertainer, Schlager, Volksmusik, Ballroom, Swing, Pop, Rock, Disco, Dance e House. Yamaha sottolinea che oltre 50 degli stili aggiuntivi sono completamente nuovi e sono stati realizzati appositamente essere inclusi in questi pacchetti.

La durata della campagna comincia oggi primo aprile 2016 e termina a fine gennaio 2017 e, a differenze di altre classiche promozioni, non è condizionata dall’esaurimento delle scorte visto che tutte le Tyros 5 vendute in questo periodo saranno consegnate con il kit in omaggio.

Yamaha Tyros 5: approfondiamo la conoscenza delle voci Ensemble

Pulsante Ensemble Voices

Pulsante Ensemble Voices

Le voci di Ensemble

Tyros 5 è sul mercato da oltre due anni, non è quindi una novità. Ma è tuttora a listino, rappresenta l’ammiraglia di casa Yamaha mentre le voci sul suo successore appaiono ancora come un pio desiderio dei molti estimatori della serie Tyros piuttosto che una notizia fondata. E allora oggi vale la pena ritornare qui e migliorare insieme la conoscenza di questo prodotto. Da dove cominciare? Devo confessarvi che, sin dal giorno del lancio, mi hanno incuriosito le Ensemble Voices: ho avuto l’occasione recentemente di collaudarle di persona, eccomi quindi a raccontarvi la mia esperienza.

A beneficio di chi non sappia di che cosa stia parlando, questi suoni particolari rappresentano un modo originale di suonare una tastiera digitale. Solitamente, quando si vogliono suonare parti diverse nello stesso momento, si ricorre alla creazione di zone virtuali sull’ampiezza della tastiera assegnando suoni diversi a ciascun segmento di tasti (split). Oppure si mettono più strumenti in sovrapposizione (layer). Ebbene, le voci di Ensemble riprendono entrambi questi concetti e li estendono andando a creare una funzionalità capace di interpretare in modo dinamico quali voci vanno effettivamente suonate per ogni singolo tasto suonato. Immaginatevi un quartetto d’archi dove voi suonate quattro note contemporaneamente e ciascuna nota viene inviata ad uno strumento diverso. In questo modo la ricchezza espressiva può aumentare la propria naturalezza. Il sistema è abbastanza intuitivo, ma richiede un discreto esercizio per imparare a controllare l’esecuzione.

Una voce di Ensemble è fatta di quattro parti

Una voce di Ensemble è fatta di quattro parti

Quattro voci per quattro parti da tastiera

Quando attivate le Ensemble Voices su Tyros5 entrate in una modalità dove sono ammessi soltanto alcuni suoni, tendenzialmente quelli acustici e monofonici. Lo schermo vi presenta in basso i primi otto quartetti di voci di Ensemble: potete richiamarne uno di loro oppure premere Preset e andare a sceglierne un altro fra tutti quelli di serie o fra quelli che vi siete personalizzati.

I quartetti Preset sono raggruppati nelle famiglie: ottoni (Brass), archi (String), legni (Woodwind), cori (Choir) e altri (Others). All’interno di ciascun gruppo potete trovare diversi quartetti già preimpostati. Potete modificarli  semplicemente premendo i pulsanti arancioni sul pannello Right1-2-3-Left sul pannello della tastiera. Tyros 5 vi lascia scegliere le voci che desiderate all’interno della lista di strumenti previsti nei vari gruppi. In altre parole potete creare un quartetto, ad esempio, con una voce di ottoni, una di archi, una di legni e un coro, ma non potete andare a scegliere una voce polifonica al di fuori della cerchia prevista (nessun pianoforte, nessun organo e così via).

Lo strumento assegna ciascuna di queste voci a una delle quattro parti utilizzate abitualmente per stabilire quali voci suonare in tempo reale: Right1, Right2, Right3 e Left. Attenzione: le quattro parti vanno però “viste” nell’ordine fisico dei pulsanti sul pannello, da sinistra verso destra: e cioè la parte 1 è controllata dal pulsante Left, la parte 2 dal pulsante Right1, la parte 3 dal Right2 e la parte 4 da Right3.

Pagina di Edit

Pagina di Edit

Pagina Edit di controllo dell’assegnazione delle note

Creato il vostro quartetto preferito, potete controllarlo in tempo reale: se attivate la funzione di Edit, vi appare una pagina importante in cui il sistema vi dimostra quali note sono effettivamente suonate. Mi spiego meglio: di norma, dovremmo ora suonare solo quattro note per volta, una per ogni parte; ma noi potremmo anche suonare dieci note con tutte le dita delle due mani. Tyros 5 lascerà agire sempre quattro solo note al massimo, una per ogni suono previsto nel quartetto. E per capire quali note esattamente, è stata pensata la pagina di Edit, dove vedrete illuminarsi di arancione le note sulla tastiera che stanno effettivamente suonando in quel momento, mentre tutti gli altri tasti premuti sono evidenziate in colore celeste (sono le note mute).

La domanda che ci si pone ora è ovvia: ma quale criterio utilizza Tyros 5 per stabilire quali quattro note suonate vanno assegnate alle singole parti? Ci sono diverse tecniche (Key Assign Type) e voi potete scegliere quella che più si addice a ciascun quartetto. Vediamone solo alcune, le principali:

  • Unison 1 – Latest: se attivate questa tecnica, le quattro parti suonano all’unisono la stessa nota, la più alta. Tutte le altre note suonate sono ignorate. Esempio: suonate insieme Do/Mi/Sol/Si sulla tastiera e sentirete solo la nota del Si, suonata da tutti e quattro gli strumenti.
  • Unison 2 – Highest and Lowest: le prime due parti suonano all’unisono la nota più alta e le altre due parti suonano la nota più bassa. Nell’esempio di cui sopra, i primi due strumenti (parte 1 e 2) suonano il Si mentre Parte 3 e 4 suonano la nota più bassa fra quelle suonate, il Do.
  • 4 Voice Close: le quattro parti suonano nell’ordine: la nota più alta va allo strumento assegnato alla parte 1 (Left), scendendo si va alla parte 2 (Right1); poi si passa alle note più basse, la penultima suona la parte 3 (Right2) e la nota più bassa viene assegnata alla parte 4 (Right3). Sono ignorate le eventuali note suonate sulla tastiera in più, quelle comprese fra le prime due e le ultime due.
  • 4 Voice Open: come sopra ma con la sola diversità che la seconda nota dall’altro viene assegnata alla parte 3 (Right2) e non alla parte 2 (Right 1) e viceversa per la penultima nota dal basso. Insomma le due parti centrali si scambiano le note.
  • 4 Voice Incremental1: qui si parte dalla nota più alta (From Highest) o più bassa (From Lowest) e si assegnano le note in sequenza. E’ il metodo con cui conviene cominciare per prendere dimestichezza.

E’ possibile ridurre il quartetto ad un terzetto, a un duo o anche ad uno strumento solista. Basta disattivare i pulsanti blu delle Part Select, come si farebbe normalmente con gli altri tipi di suoni quando si vogliono solo alcune delle parti Right1-2-3-Left.

E per tutto il resto?

Per tutto il resto, le Ensemble Voice si comportano come tutti gli altri suoni. Potete personalizzarle e associare ai banchi delle Registration. Potete anche avviare uno stile di accompagnamento e, se lo fate, la zona di note a vostra disposizione per le voci Ensemble è quella a destra del punto di split: suonerete quindi gli accordi con la mano sinistra e le quattro voci a destra, come d’abitudine insomma. Potete anche registrare in formato MIDI: il Song Creator memorizzerà le quattro parti nei primi quattro canali del MIDI file. In questo caso, con la funzione Score potrete verificare le singole parti suonate: è una comodità unica per chi scrive arrangiamenti.

Ricordate che le voci di Ensemble sono fatte per essere suonate in tempo reale e non sono il risultato di una alchimia di programmazione. La loro immediatezza d’uso rappresenta il punto di vantaggio che Tyros 5 presenta sul mercato.

Le Ensemble Voice richiedono un discreto esercizio prima di essere padroneggiate. In caso contrario potreste trovarvi nella difficoltà di ascoltare note indesiderate, soprattutto quando il tempo di esecuzione è molto veloce. Il consiglio è quello di esercitarsi bene, provando le varie configurazioni di Key Assign Type per trovare quella ideale per ciascuna vostra esibizione musicale.

PS: Ci sarebbe ancora molto da dire, ma oggi mi sono dilungato troppo. E’ domenica sera, è tardi. Vado a dormire, mi aspetta una lunga settimana. A presto!

Arranger calunniati ed incompresi

Keyboard
Keyboard Magazine

La nota rivista USA Keyboard Magazine ha recentemente pubblicato un interessante confronto fra Korg Pa4X e Yamaha Tyros 5. Un aspetto interessante di quell’articolo, firmato da Jerry Kovarsky, è l’introduzione dove l’autore illustra brevemente il valore unico che un arranger può offrire ai vari musicisti nel mondo, specialmente a quelli che suonano dal vivo in un contesto professionale. Lascio a voi la lettura completa dell’articolo in inglese sul sito originale, mentre qui – a favore dei lettori di tastiere.wordpress.com – vorrei riservare la traduzione italiana della parte iniziale del lungo testo di Jerry. E’ una lettura che potrebbe tornare utile a tutti voi e, in particolare, a quanti sono indecisi se acquistare un arranger oppure una workstation.

Nessuna categoria di strumenti è più calunniata ed incompresa delle tastiere arranger

È certamente un divario culturale: in Europa, Regno Unito e in tutto il mondo arabo, una tastiera arranger è uno strumento per prestazioni professionali, utilizzato con orgoglio e di grande effetto. Negli Stati Uniti, questa categoria è guardata dall’alto in basso: la presenza di amplificatori di bordo o di pulsanti Ballroom spesso scatenano cenni di ironia. E questo è un vero peccato, perché il comparto degli arranger è cresciuto in modo significativo dagli anni ’80 ad oggi, evolvendosi in modo straordinario rispetto l’era delle tastierine portatili.

Gli arranger di alta levatura offrono accompagnamenti mozzafiato fondati su architetture sonore avanzate, garantendo al musicista sofisticate sfumature sonore a volte impossibili sulle workstation. E, per dimostrarvelo, oggi metterò in scena per voi uno scontro fra titani, comparando le migliori offerte Korg e Yamaha per vedere da vicino che cosa può aspettarsi un musicista itinerante.

Siete voi il cliente? Allora pensateci bene!  

In primo luogo, permettetemi di condividere con voi la mia prospettiva. Il cliente tipico di questi prodotti è un musicista che suona da solo, magari in un duo. Sono i classici one-man-band che necessitano di uno strumento capace di riprodurre le diverse parti, sostenere il canto con effetti di bordo, produrre armonie vocali e visualizzare i testi e consentire infine la riproduzione di brani MIDI e/o audio. Questi musicisti sono più interessati a suonare le loro canzoni e a dare vita ad un bello spettacolo, piuttosto che lavorare di editing audio e perdersi in speculazione tecnologiche da ingegneri del suono. Gli arranger sono progettati avendo in mente musicisti autentici.

Negli Stati Uniti, molti tastieristi si trovano a suonare dal vivo in circostanze simili. Chi suona da solo in un bar o in un ristorante, con un duo con cantante o con un suonatore di strumento a fiato o con tre strumenti senza un batterista, potrebbe trovare interessante procurarsi un arranger. L’accompagnamento automatico delle percussioni è in grado di dare maggiore flessibilità e superiore realismo musicale rispetto un’isolata drum-machine o rispetto una ripetitiva sequenza ritmica senza variazioni come tipicamente succede con le blasonate workstation.

Esperienza

Personalmente, quando accompagno un cantante dal vivo, io uso solo le parti percussive di uno stile e suono il basso con la mano sinistra. A volte avvio l’accompagnamento in modo da eseguire un assolo con un suono “non da tastiera”, per ottenere un realistico accompagnamento di chitarra oppure per dare sostanza a brani del repertorio rock e dance. Insomma, mi adatto alle varie situazioni. Metto spesso alcune parti degli stili in silenzio, dato che alcuni di questi sono così ricchi di parti da rischiare di risultare insopportabili dal vivo. L’arranger è flessibile e consente maggiore varietà e dinamismo rispetto una serata con la sola voce e pianoforte, meglio ancora di una serata “inscatolata” dall’uso delle basi preconfezionate, dato che è possibile variare la struttura delle canzoni e interagire con gli altri musicisti in tempo reale. Ovviamente non porto con me l’arranger quando suono concerti jazz con la mia banda al completo. No, perché ho altri strumenti per quelle occasioni, ma il mio arranger è la scelta giusta per buona parte del lavoro che faccio dal vivo.

E voi per caso scrivete canzoni?

Un arranger è lo strumento perfetto per elaborare nuove idee quando siete concentrati sulla melodia, sul testo, sulla progressione degli accordi, sulla struttura basilare di una canzone. Pensate, avete a disposizione un gruppo completo di musicisti professionisti che non aspettano altro che ascoltare le vostre idee per suonarle subito con voi. Potete cambiare la sequenza degli accordi, lo stile o il feeling di un brano, senza dovervi perdere nel rifare da capo le registrazioni delle singole parti MIDI in una DAW. Tutto succede secondo i vostri tempi e le vostre attese: ci sono momenti in cui la vostra attenzione è tutta su come comporre una canzone, e un arranger eccelle in tutto questo, al contrario di quanto potete fare con un sequencer, dove vi si presenta una pagina di tracce vuote che dovete creare da voi stessi.

Ho avuto la vostra attenzione adesso?

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OK, qui termina la mia traduzione: se volete, continuate la lettura dell’articolo in inglese su KeyboardMag, dove Jerry prosegue con il confronto diretto e serrato fra le due ammiraglie del momento: Korg Pa4X e Yamaha Tyros 5.
 
 

Confronto suoni fra Tyros5 e Pa4X

Dal canale YouTube curato da Muzykuj, portale interamente dedicato agli strumenti a tastiera e curato dal Music Store di Poznan (Polonia), oggi vi segnalo un nuovo filmato e lo faccio volentieri perché è un buon resoconto di un confronto diretto possibile fra alcuni suoni di serie presenti su Yamaha Tyros5 e Korg Pa4X: il dimostratore è riuscito nell’intento di offrire una sobria dimostrazione strumentale dei due arranger. Il filmato offre ai musicisti la possibilità di un’impressione in merito alla diversa sostanza sonora e ai dettagli principali che distinguono gli strumenti campionati. Del resto, la dimostrazione riguarda soltanto una manciata di strumenti, prevelentamente acustici; nessuno stile di accompagnamento e nessun mix MIDI da ascoltare in playback. Il filmato è da seguire con le cuffie.

Laddove è possibile, il musicista si è avvalso dei pulsanti Super Articulation 2 e della rondella di modulazione su Tyros5 oppure del timone e dei pulsanti appositi per guidare i suoni DNC di Pa4X. Fateci caso.

Non so se condividete le mie impressioni che seguono. Anzi probabilmente no. E’ normale infatti che i tastieristi siano divisi nelle valutazioni in modo soggettivo, seguendo i propri gusti e le diverse esigenze di ciascuno. Io comunque vi dico la mia, fate vobis.

Il suono del flauto traverso risulta naturale su entrambi gli strumenti, uno dei due dà l’impressione di essere leggermente più carico di effetti e quindi può sembrare più brillante e meno naturale. I suoni di Grand Piano (pianoforte a coda) rivelano una forte somiglianza: a primo impatto, se li ascoltate ad occhi chiusi, è richiesta un po’ di attenzione per distinguerli. Sono ottimi suoni entrambi e solo negli ascolti successivi e ripetuti è possibile cogliere le maggiori differenze: se volete approfondire il confronto, vi consiglio di ascoltare le sequenze audio pubblicate altrove sempre su YouTube.  In questa rassegna, la tromba con sordina è la voce forse meno riuscita su entrambi gli strumenti.  Il suono del leggendario DX7 emerge con maggiore fedeltà su Tyros5 (come è ovvio che sia), anche se al sottoscritto non dispiace affatto la versione presente su Pa4X, soprattutto nell’accompagnamento funk. Nel suono di chitarra classica emerge la capacità di Yamaha di sapere riprodurre con realismo le sonorità più acustiche, mentre si fa apprezzare la diversa presenza del corrispondente suono Korg. Per quanto riguarda la chitarra acustica, avrei preferito una valutazione dello strimpellare (strumming), ma capisco che in questa presentazione, il musicista si è limitato a farci ascoltare quanto si può suonare in tempo reale, trascurando l’ascolto di sequenze MIDI.  Anche per violino, armonica e fisarmoniche valgono le osservazioni che ho fatto sopra sui suoni degli altri strumenti.

Alla fine, che vi posso dire? E’ uno scontro fra titani: entrambi gli arranger workstation escono vincitori, dando evidenza del buon lavoro fatto da Yamaha e Korg per inserire una tavolozza sonora di gran pregio.

Yamaha Tyros 5: rilascio del sistema operativo v1.11

Ci eravamo lasciati su questo argomento nel luglio del 2014, quando avevamo commentato insieme il rilascio V1.06 del sistema operativo di Yamaha Tyros5. Da allora si sono susseguiti diversi aggiornamenti, tutti resi noti nella pagina ufficiale di supporto Yamaha. Sostanzialmente si è tratta di guasti software risolti in sequenza.

V1.08:

  • E’ stato necessario intervenire perché il Drum Kit Voices del pacchetto di espansione Turkish non suonava correttamente.

V1.10:

  • Aggiunta la possibilità di modificare i suoni di fabbrica utilizzando il software Yamaha Expansion Manager . E’ necessaria la versione 2.2 dello stesso.
  • Corrette le icone di alcuni suoni di fabbrica che non indicavano lo strumento appropriato.

E ora l’ultimo aggiornamento V1.11:

  • Risolto un problema a causa del quale lo stile in esecuzione o il brano in playback potevano soffrire ritardi di esecuzione nel momento in cui le impostazioni dello strumento subivano variazioni indirette a seguito di attivazione di Registration, OTS o suoni Ensemble.

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Euro Organ Artist per Yamaha Tyros 4 e Tyros 5

Euro Organ Artist per T4 e T5

Euro Organ Artist per T4 e T5

Negli anni ’70 in tutta Europa – in Germania ed Olanda soprattutto – spopolavano gli organi elettronici prodotti dalla società tedesca Wersi, il cui modello più celebre – Helios – aveva conquistato molti musicisti intrattenitori, quelli che si dedicavano al repertorio popolare a metà strada fra i ritmi latini più classici, lo swing e un’enormità di colonne sonore strumentali. Lo strumento era dotato di suoni analogici, doppio manuale, pedaliera, cursori di tipo drawbar e una sezione ritmica molto rudimentale. La tecnica più diffusa richiedeva che la mano sinistra suonasse gli accordi in modo ritmico e sincopato. In un certo senso, possiamo affermare che dalle ceneri di questo tipo di organo, negli anni  novanta prese le mosse l’idea di base da cui è nato il concetto primordiale di arranger. Ma questa è tutta un’altra storia.

La novità è che, nei giorni scorsi, la società indipendente Otonosekai ha dedicato al Wersi Helios un pacchetto di suoni e stili con piena compatibilità con i più recenti modelli di Yamaha Tyros (4 e 5). Otonosekai non dispone di un proprio sito di eCommerce: il prodotto software è scaricabile dal Continua a leggere

Tyros5 (e PSR-S950): brevi dimostrazioni di funzioni audio

Se un’illustrazione vale più di mille parole, allora un filmato può essere più esplicativo di qualsiasi altro tentativo di spiegazione. Oggi vi segnalo alcuni video recentemente pubblicati sul canale YouTube di Yamaha Corporation.

In una manciata di secondi, anche i più duri di orecchie possono comprendere l’utilità delle funzioni “audio” che sono state introdotte sugli arranger workstation di casa Yamaha, PSR-S950 prima e Continua a leggere

Suonare musica liturgica e natalizia con Tyros5

Elenco stili

Elenco stili

A un anno esatto di distanza dal lancio di Church Organ per PSR-S950, PSR-S750PSR-S650, siamo qui oggi che teniamo traccia del fatto che Yamaha ha pubblicato una versione arricchita di quel pacchetto di risorse, destinandolo alla propria ammiraglia Tyros5. Si chiama Church & Christmas e contiene 30 stili, 60 voci e 80 registrazioni.

Possono essere interessati essenzialmente due tipi di musicisti: chi suona musica liturgica, per i quali sono disponibili strumenti tradizionali come organi da chiesa, archi, ottoni, flauti e cori; e chi suona repertorio natalizio al di fuori delle funzioni religiose: per costoro sono pronti all’uso stili e groove moderni, adatti sia per la musica gospel pop sia per i concerti natalizi in genere. Per quanto concerne gli stili, alcuni di questi purtroppo sono vittima del gusto Schlager che domina (ahinoi!) in Yamaha Europe.

Il software può essere scaricato al prezzo di Continua a leggere

Caccia alle migliorie proposte da Yamaha in Tyros 5

Yamaha Tyros5

Yamaha Tyros5

Da tempo avevo il desiderio di pubblicare in questo blog una carrellata tecnica, dettagliata e approfondita in merito alle novità che Yamaha aveva apportato a fine 2013 sulla sua ammiraglia Tyros5 rispetto il modello precedente Tyros4.  Avevo in effetti già tracciato alcuni cenni negli articoli pubblicati lo scorso autunno. Ora, per la stesura di questo nuovo articolo di approfondimento, mi sono avvalso della collaborazione di Francesco Massa, il quale ha svolto un prezioso lavoro comparando in modo serrato le due macchine accese ed affiancate, collaudate sullo stesso impianto audio e confrontando lo stesso materiale. Dal risultato della sua indagine è nata l’ispirazione e gran parte del contenuto di questo articolo. Un grazie sincero quindi a Francesco, la cui attività musicale è stata già oggetto di alcuni articoli in questo blog.

Ora entriamo nel merito delle ventitré differenze più evidenti fra Tyros4 e Tyros5. Continua a leggere

Hephæstus Sounds: risorse per Yamaha Tyros4 e Tyros5

Hephaestus Sounds

Hephaestus Sounds

Le intenzioni annunciate da Francesco Massa, in un’intervista concessa al nostro blog nell’ottobre del 2012,  hanno avuto seguito e ora è bello potervi raccontare del negozio virtuale che offre suoni e stili per Yamaha Tyros 4Tyros 5. Il buon Francesco si è ispirato al mito greco di Efesto per dare un nome alla sua iniziativa presente su diversi spazi del web:

Il listino di prodotti in offerta è in crescita e, per quanto concerne Tyros4 e Tyros5 sono Continua a leggere