Tyros5 Entertainer Gold + Super Style Parade 2016

Yamaha Tyros 5

Yamaha Tyros 5

E’ arrivato, anche per un prodotto di successo come Yamaha Tyros 5, il momento di sostenere e rilanciare le proprie vendite con una campagna promozionale di lungo corso. A distanza di oltre due anni dal lancio commerciale, è evidente come l’interesse di nuovi potenziali clienti senta il bisogno di essere alimentato con una nuova iniezione di energia attrattiva. Cosa che renderà felici quanti erano interessati all’acquisto di un nuovo arranger di classe ammiraglia. Il nuovo pacchetto promozionale si chiama “Entertainer Gold – Super Style Parade 2016” ed offre un contenuto accessorio che viene incluso in omaggio acquistando Tyros 5.

Vediamo il contenuto di questo kit addizionale:

  • Il modulo di memoria flash FL1024 che aggiunge 1GB di memoria residente al fine di disporre di ulteriori campioni e nuove forme d’onda, espandendo di fatto la capacità potenziali dell’arranger workstation.
  • Download di due pacchetti di espansione: Entertainer 2016 e Euro Dance 2016. Grazie a queste estensioni, Tyros 5 è arricchita di un totale di altri 140 stili aggiuntivi, 80 voci, 22 MultiPad e 27 banchi di Registration utili nei generi Entertainer, Schlager, Volksmusik, Ballroom, Swing, Pop, Rock, Disco, Dance e House. Yamaha sottolinea che oltre 50 degli stili aggiuntivi sono completamente nuovi e sono stati realizzati appositamente essere inclusi in questi pacchetti.

La durata della campagna comincia oggi primo aprile 2016 e termina a fine gennaio 2017 e, a differenze di altre classiche promozioni, non è condizionata dall’esaurimento delle scorte visto che tutte le Tyros 5 vendute in questo periodo saranno consegnate con il kit in omaggio.

Ketron SD7: tutorial PDF e video

In un recente articolo, vi ho documentato come Ketron SD7 si sia rivelato il modello di arranger che è stato oggetto di maggiore interesse negli ultimi dodici mesi. In effetti, anche in altre sedi, abbiamo percepito ripetuti segnali della curiosità espressa sul web per questo strumento, visto che i forum di appassionati di arranger pullulano di interventi a favore e circolano diverse esperienze di musicisti che testimoniamo come SD7 si stia giocando la propria buona reputazione allo stesso livello delle altre ammiraglie, Korg Pa4X e Tyros 5 in primis.

A favore di quanti entrano in possesso di un arranger nuovo come SD7, nel mese di febbraio, Ketron ha pubblicato una guida di istruzioni aggiuntive, nell’ottica di spiegare “come fare” specifiche procedure, operazioni tipiche, suggerimenti, soluzioni pronte all’uso per svariate necessità. Per ora il documento è disponibile solo in lingua inglese e potete consultarlo in formato PDF: Tutorial SD7

AjamSonic, il distributore USA di Ketron, ha invece realizzato alcuni brevi filmati video con la stessa finalità di dimostrare “come fare”. Anche questi tutorial sono in lingua inglese, se avete difficoltà a capire, potete fare ricorso alla funzione Sottotitoli disponibile su YouTube. Ecco gli argomenti di questi filmati:

Alla prossima!

Yamaha Tyros 5: approfondiamo la conoscenza delle voci Ensemble

Pulsante Ensemble Voices

Pulsante Ensemble Voices

Le voci di Ensemble

Tyros 5 è sul mercato da oltre due anni, non è quindi una novità. Ma è tuttora a listino, rappresenta l’ammiraglia di casa Yamaha mentre le voci sul suo successore appaiono ancora come un pio desiderio dei molti estimatori della serie Tyros piuttosto che una notizia fondata. E allora oggi vale la pena ritornare qui e migliorare insieme la conoscenza di questo prodotto. Da dove cominciare? Devo confessarvi che, sin dal giorno del lancio, mi hanno incuriosito le Ensemble Voices: ho avuto l’occasione recentemente di collaudarle di persona, eccomi quindi a raccontarvi la mia esperienza.

A beneficio di chi non sappia di che cosa stia parlando, questi suoni particolari rappresentano un modo originale di suonare una tastiera digitale. Solitamente, quando si vogliono suonare parti diverse nello stesso momento, si ricorre alla creazione di zone virtuali sull’ampiezza della tastiera assegnando suoni diversi a ciascun segmento di tasti (split). Oppure si mettono più strumenti in sovrapposizione (layer). Ebbene, le voci di Ensemble riprendono entrambi questi concetti e li estendono andando a creare una funzionalità capace di interpretare in modo dinamico quali voci vanno effettivamente suonate per ogni singolo tasto suonato. Immaginatevi un quartetto d’archi dove voi suonate quattro note contemporaneamente e ciascuna nota viene inviata ad uno strumento diverso. In questo modo la ricchezza espressiva può aumentare la propria naturalezza. Il sistema è abbastanza intuitivo, ma richiede un discreto esercizio per imparare a controllare l’esecuzione.

Una voce di Ensemble è fatta di quattro parti

Una voce di Ensemble è fatta di quattro parti

Quattro voci per quattro parti da tastiera

Quando attivate le Ensemble Voices su Tyros5 entrate in una modalità dove sono ammessi soltanto alcuni suoni, tendenzialmente quelli acustici e monofonici. Lo schermo vi presenta in basso i primi otto quartetti di voci di Ensemble: potete richiamarne uno di loro oppure premere Preset e andare a sceglierne un altro fra tutti quelli di serie o fra quelli che vi siete personalizzati.

I quartetti Preset sono raggruppati nelle famiglie: ottoni (Brass), archi (String), legni (Woodwind), cori (Choir) e altri (Others). All’interno di ciascun gruppo potete trovare diversi quartetti già preimpostati. Potete modificarli  semplicemente premendo i pulsanti arancioni sul pannello Right1-2-3-Left sul pannello della tastiera. Tyros 5 vi lascia scegliere le voci che desiderate all’interno della lista di strumenti previsti nei vari gruppi. In altre parole potete creare un quartetto, ad esempio, con una voce di ottoni, una di archi, una di legni e un coro, ma non potete andare a scegliere una voce polifonica al di fuori della cerchia prevista (nessun pianoforte, nessun organo e così via).

Lo strumento assegna ciascuna di queste voci a una delle quattro parti utilizzate abitualmente per stabilire quali voci suonare in tempo reale: Right1, Right2, Right3 e Left. Attenzione: le quattro parti vanno però “viste” nell’ordine fisico dei pulsanti sul pannello, da sinistra verso destra: e cioè la parte 1 è controllata dal pulsante Left, la parte 2 dal pulsante Right1, la parte 3 dal Right2 e la parte 4 da Right3.

Pagina di Edit

Pagina di Edit

Pagina Edit di controllo dell’assegnazione delle note

Creato il vostro quartetto preferito, potete controllarlo in tempo reale: se attivate la funzione di Edit, vi appare una pagina importante in cui il sistema vi dimostra quali note sono effettivamente suonate. Mi spiego meglio: di norma, dovremmo ora suonare solo quattro note per volta, una per ogni parte; ma noi potremmo anche suonare dieci note con tutte le dita delle due mani. Tyros 5 lascerà agire sempre quattro solo note al massimo, una per ogni suono previsto nel quartetto. E per capire quali note esattamente, è stata pensata la pagina di Edit, dove vedrete illuminarsi di arancione le note sulla tastiera che stanno effettivamente suonando in quel momento, mentre tutti gli altri tasti premuti sono evidenziate in colore celeste (sono le note mute).

La domanda che ci si pone ora è ovvia: ma quale criterio utilizza Tyros 5 per stabilire quali quattro note suonate vanno assegnate alle singole parti? Ci sono diverse tecniche (Key Assign Type) e voi potete scegliere quella che più si addice a ciascun quartetto. Vediamone solo alcune, le principali:

  • Unison 1 – Latest: se attivate questa tecnica, le quattro parti suonano all’unisono la stessa nota, la più alta. Tutte le altre note suonate sono ignorate. Esempio: suonate insieme Do/Mi/Sol/Si sulla tastiera e sentirete solo la nota del Si, suonata da tutti e quattro gli strumenti.
  • Unison 2 – Highest and Lowest: le prime due parti suonano all’unisono la nota più alta e le altre due parti suonano la nota più bassa. Nell’esempio di cui sopra, i primi due strumenti (parte 1 e 2) suonano il Si mentre Parte 3 e 4 suonano la nota più bassa fra quelle suonate, il Do.
  • 4 Voice Close: le quattro parti suonano nell’ordine: la nota più alta va allo strumento assegnato alla parte 1 (Left), scendendo si va alla parte 2 (Right1); poi si passa alle note più basse, la penultima suona la parte 3 (Right2) e la nota più bassa viene assegnata alla parte 4 (Right3). Sono ignorate le eventuali note suonate sulla tastiera in più, quelle comprese fra le prime due e le ultime due.
  • 4 Voice Open: come sopra ma con la sola diversità che la seconda nota dall’altro viene assegnata alla parte 3 (Right2) e non alla parte 2 (Right 1) e viceversa per la penultima nota dal basso. Insomma le due parti centrali si scambiano le note.
  • 4 Voice Incremental1: qui si parte dalla nota più alta (From Highest) o più bassa (From Lowest) e si assegnano le note in sequenza. E’ il metodo con cui conviene cominciare per prendere dimestichezza.

E’ possibile ridurre il quartetto ad un terzetto, a un duo o anche ad uno strumento solista. Basta disattivare i pulsanti blu delle Part Select, come si farebbe normalmente con gli altri tipi di suoni quando si vogliono solo alcune delle parti Right1-2-3-Left.

E per tutto il resto?

Per tutto il resto, le Ensemble Voice si comportano come tutti gli altri suoni. Potete personalizzarle e associare ai banchi delle Registration. Potete anche avviare uno stile di accompagnamento e, se lo fate, la zona di note a vostra disposizione per le voci Ensemble è quella a destra del punto di split: suonerete quindi gli accordi con la mano sinistra e le quattro voci a destra, come d’abitudine insomma. Potete anche registrare in formato MIDI: il Song Creator memorizzerà le quattro parti nei primi quattro canali del MIDI file. In questo caso, con la funzione Score potrete verificare le singole parti suonate: è una comodità unica per chi scrive arrangiamenti.

Ricordate che le voci di Ensemble sono fatte per essere suonate in tempo reale e non sono il risultato di una alchimia di programmazione. La loro immediatezza d’uso rappresenta il punto di vantaggio che Tyros 5 presenta sul mercato.

Le Ensemble Voice richiedono un discreto esercizio prima di essere padroneggiate. In caso contrario potreste trovarvi nella difficoltà di ascoltare note indesiderate, soprattutto quando il tempo di esecuzione è molto veloce. Il consiglio è quello di esercitarsi bene, provando le varie configurazioni di Key Assign Type per trovare quella ideale per ciascuna vostra esibizione musicale.

PS: Ci sarebbe ancora molto da dire, ma oggi mi sono dilungato troppo. E’ domenica sera, è tardi. Vado a dormire, mi aspetta una lunga settimana. A presto!

Arranger workstation: analisi dei dati

Possiamo parlare di analytics?

A fronte di un discreto interesse per conoscere le quote di mercato dei vari produttori di strumenti musicali nel comparto arranger, non esistono in realtà fonti ufficiali che possano documentare e soddisfare tale curiosità. Ovviamente non stiamo parlando della qualità intrinseca dei prodotti, ma semplicemente della loro percezione sul mercato. Ho provato in diversi modi di trovare informazioni attendibili, ma i produttori di strumenti musicali si tengono ovviamente abbottonati, mentre qualche informazione trapela dai vari negozianti: ma anche da questi, non sono riuscito a ottenere conferme ufficiali con tabelle numeriche organizzate. Avevo quindi rinunciato da tempo.

Ma poi ho pensato che WordPress fornisce un piccolo set di dati statistici per chi scrive blog sulla sua piattaforma: è così ho deciso di scavare fra i diversi web analytics che, nel caso specifico, mi hanno concesso di intuire alcune basi di orientamento dell’interesse e dell’attenzione di voi lettori di tastiere.wordpress.com.

Com’è tipico nelle analisi statistiche, i dati a disposizione sono il risultato di un’indagine fatta su un campione: nel nostro caso i lettori del blog sono solo una parte della totalità di persone che compongono il fenomeno collettivo degli appassionati suonatori di tastiere arranger: tuttavia mi sembra che voi lettori possiate essere considerati una buona rappresentativa dei caratteri della totalità.

Ho quindi analizzato le letture del blog degli ultimi  dodici mesi (parliamo quindi di 200.000 visite tra marzo 2015 e febbraio 2016) misurando tutte le volte in cui qualcuno di voi lettori ha inserito un termine di ricerca nel campo apposito. E sì, forse non lo sapevate, ma WordPress (come Bing, Google e tutti gli altri motori di ricerca) memorizza in un Database i dati ricercati su Internet. Ho successivamente scaricato questo elenco su un foglio elettronico, ho normalizzato i dati perché fossero misurabili e ho tratto queste conclusioni. Sono lieto di condividere i risultati con voi: del resto, è farina del vostro sacco.

L’attenzione catturata dai diversi produttori di arranger workstation

Ricerche

Quote di interesse e attenzione per ciascun produttore di tastiere arranger

Tutti i grafici vanno spiegati, altrimenti rischiano di confondere anziché chiarire. In questa rappresentazione “a torta” potete osservare la suddivisione percentuale delle ricerche effettuate su questo blog negli ultimi  12 mesi.

Non è una sorpresa osservare come Yamaha sia in testa: il 39% delle ricerche fatte era su prodotti, servizi o risorse Yamaha. Al secondo posto c’è Korg ma ben distanzato (19%). Il calo di investimenti Roland nel mondo arranger non sta probabilmente condizionando troppo i consumatori, visto che questa casa mantiene ancora un buon livello di attenzione: il terzo posto si attesta al 17%: quando Roland deciderà di ritornare a fare sul serio potrà partire da una buona fetta di estimatori. Al quarto posto troviamo Ketron che, grazie ad un prodotto di successo come SD7, sta crescendo nel livello di interesse dei lettori.

In coda ci sono Casio, Wersi e, persino Generalmusic che, pur non avendo più strumenti in produzione, continua a vantare un buon parco di modelli circolanti. Sotto la voce “Altri”, ci sono i marchi che non raggiungono quote significative: Orla, Deebach e Technics.

L’attenzione catturata dai modelli di arranger workstation

Se ora passiamo all’analisi dei singoli modelli di strumenti, è interessante osservare come la Top 20 di chi suscita il maggiore interesse, contenga alcune sorprese.

Ricerche modelli

Modelli più ricercati sul blog

Attenzione! Mi ripeto ancora una volta: questa classifica non dice il numero di prodotti più venduti sul mercato, ma riporta quali modelli sono stati oggetto di maggiore interesse da parte dei lettori. Vale dire ad esempio: se in testa vedete Ketron SD-7, significa che quel modello è quello per cui si è verificato il livello di attenzione più alto fra i lettori di tastiere.wordpress.com. Certo non è un valore oggettivo e assoluto: tuttavia è un’indicazione significativa e può essere interpretata. Il maggior livello di interesse di un prodotto vorrà pur dire qualcosa, vero?

Incrociando i dati fra il grafico di cui sopra e questa graduatoria è notevole sottolineare come i primi due modelli in testa appartengano a Ketron e Roland e non a Yamaha, sebbene quest’ultimo sia il marchio più popolare.

Del resto le ragioni della popolarità di Yamaha risiedono nel numero elevato di modelli (ben otto fra i primi venti modelli), segue Korg con sette modelli e Roland con quattro). Ketron è in testa alla classifica ma appare nella lista dei  migliori con un solo modello: anche questo è un segnale.

Conclusioni

Lascio a voi il gioco di meditare interpretazioni diverse, ribadendo il concetto che questi  dati non vogliono assegnare punteggi sulla qualità dei vari prodotti, tantomeno sui numeri di vendita. Sono solo un segno della loro popolarità basato sul campione dei lettori. Insomma, diciamo che almeno mi sono fatto un’idea abbastanza precisa sul peso dei diversi interessi da parte dei lettori di questo blog.

Rilascio nuovi sistemi operativi Korg: V2.0 per Pa300 e Havian 30, V1.1.3 per Pa4X

Il tempo passa e scorre. Le cose cambiano e a volte migliorano. In questa occasione è il caso di essere ottimisti visto che il 25 febbraio u.s. Korg ha rilasciato l’aggiornamento del sistema operativo per diversi modelli di arranger.

Pa300

Korg Pa300, la tastiera portatile

Cominciamo dalla versione 2.0.0 per la tastiera portatile Pa300 e per il pianoforte digitale con sezione arranger Havian 30

Su entrambi gli strumenti, si dà ora la possibilità di accedere all’area di memoria dove è ammessa la possibilità di caricare 32MB di campioni personali (PCM User), dando il via così al caricamento di librerie sonore aggiuntive che possono estendere le possibilità sonore dello strumento.

Un secondo aspetto migliorativo riguarda Pa300 soltanto ed è l’introduzione di Final Limiter, un nuovo effetto che consente di alzare il volume dell’amplificazione di bordo senza correre il rischio di distorgere il suono.

L’aggiornamento di Pa300 è scaricabile da qui. Quello di Havian 30 è invece disponibile qui.

E veniamo ora all’ammiraglia Pa4X per la quale è stato previsto un upgrade che va a risolvere un problema software che si verificava talvolta in faso di avvio dello strumento. Si tratta della versione 1.1.3 e potete scaricarla da qui.

Forse non è molto, ma è già qualcosa di importante. E soprattutto è il segno che Korg continua a dare importanza ai propri prodotti mantenendo l’impegno ad aumentare il valore degli investimenti fatti dai propri clienti.

Comprare o vendere tastiere usate

I lettori di questo blog conoscono già il nome di Antony Spatola, grazie alla presentazione che abbiamo pubblicato lo scorso novembre. A lui ci affidiamo oggi con questa intervista che Antony ci ha concesso e di cui gli sono grato. L’argomento è interessante per molti: quanti di noi infatti hanno già considerato la possibilità di acquistare o vendere uno strumento musicale sul mercato dell’usato? A volte si tratta solo di vendere il proprio vecchio strumento per trovare le risorse necessarie per l’acquisto di una tastiera nuova in negozio. Siamo di fronte ad un mondo irto di incertezze e di rischi, ma imparare dall’esperienza concreta di Antony in questo campo ci consente di schiarire i contorni più delicati di questa materia.

Occasioni di strumenti usati in vendita sul web

Occasioni di strumenti usati in vendita sul web

Re’: La prima domanda è in merito al prezzo di mercato. Ci sono delle fonti indipendenti che possono dare un’indicazione autorevole sulla valutazione dell’usato?

AS: A mio parere, non esistono fonti universalmente attendibili e nemmeno quotazioni ufficiali di mercato. È bene cominciare verificando se lo strumento usato dispone di un periodo residuo di garanzia; e poi considerare le condizioni d’uso, vagliare la dotazione accessoria originale e quella extra.
Di solito, ma non è una regola, uno strumento usato ma in garanzia e ancora in produzione, in ottime condizioni estetico funzionali, dotato dei suoi accessori originali e, non ultimo, del suo imballo originale, potrebbe essere quotato scorporando l’IVA del 22%, con l’aggiunta di una percentuale che varia in base al numero di mesi rimanenti del periodo di garanzia. Ma davvero non sono regole da seguire. Occorre sempre il buon senso, quello che viene sempre meno in questi casi.
Potrebbe poi essere fuorviante guardare gli annunci altrui: non possono essere una misura di paragone nel senso più assoluto.
In definitiva: ognuno può vendere al prezzo che ritiene più opportuno. Ovviamente è bene valutare se la propria richiesta sia plausibile da parte di possibili acquirenti e quanto si è disposti a perdere in valore monetario dal proprio strumento.
È infine da sfatare il mito secondo cui gli strumenti di un certo blasone tengano meglio il prezzo rispetto ad altri strumenti.

Re’: Quali sono i canali più efficaci su cui pubblicare i propri annunci di vendita?

AS: Posso citare alcuni mercatini online molto quotati e anche pubblicizzati sui media: www.mercatinomusicale.com , www.subito.it, www.kijiji.it, mercatini locali, senza trascurare i mercatini su Facebook che prendono sempre più importanza in quanto meno soggetti a truffe grazie al profilo che ognuno di noi possiede con l’iscrizione al noto social network.

Re’: Quali sono, secondo te, le informazioni più importanti da scrivere in un annuncio?

AS: Fermo restano che, in base alla mia esperienza nella compra vendita, ho appurato che quasi nessuno riferisce nei propri annunci la “verità”. Un annuncio ben fatto deve tener conto di una descrizione sommaria, corretta e senza lacune. Descrivere le reali condizioni d’uso dello strumento coadiuvato da buone foto. Peccato che il numero delle foto da inserire nei propri annunci sia molto limitato. Si va dalle cinque foto del Mercatino musicale, alle sei foto di Subito.it fino alle otto foto che è possibile inserire su eBay Annunci (alias Kijiji)

Attenzione alle truffe sul web!

Attenzione alle truffe sul web!

Re’: I truffatori si nascondo con facilità nel web. Come possiamo verificare in anticipo che non si tratti di un tentativo di raggiro?

AS: Il truffatore medio non inserisce quasi mai un contatto telefonico. Inserisce spesso foto rubate ad altri annunci di altri venditori che, a loro insaputa, non sanno nemmeno che le proprie foto sono utilizzate per realizzare una truffa. Spesso la descrizione dell’annuncio redatto dal truffatore è realizzata in uno pseudo italiano maccheronico. Il prezzo proposto dall’impostore, salvo pochi casi, è ininfluente per capire se si tratti di una truffa da queste associazioni criminali (non è quasi mai un singolo ma di solito un gruppo di delinquenti ben organizzati). Hanno imparato negli anni ad inserire prezzi che non siano sospettosi. Anche dalla modalità del pagamento si può intuire se fidarsi o no.

Re’: Fra bonifico e contrassegno, qual è la forma di pagamento più affidabile?

AS: Nel corso della mia esperienza, ho raccolto varie testimonianze anche da parte di alcuni miei conoscenti che mi hanno raccontato il loro modo di operare acquisti. Il pagamento con bonifico anticipato è il più sicuro ma esige chiaramente la fiducia di colui che si accolla il pagamento anticipato contando sulla totale stima del venditore.
Personalmente non consiglio il pagamento in contrassegno che, fra l’altro, obbliga a delle spese extra (assicurazione anche se lo strumento non è in garanzia, compenso del trasportatore per la gestione dell’incasso e soprattutto il tempo che intercorre tra la consegna del bene e l’approvvigionamento della somma che sarà versata a mezzo assegno bancari – possono passare oltre venti giorni lavorativi – e con la scomodità di andare a versare o cambiare l’assegno presso un istituto bancario).

Re’: A volte si dispone della confezione originale del prodotto o della custodia, a volte no.

AS: Se si dispone dell’imballo originale, si ha una altissima percentuale di consegna del bene senza problemi. Diversamente occorre disporre di un imballo alternativo della stessa valenza dell’originale. Oppure rivolgersi a spedizionieri che sono in grado di realizzare l’imballo adeguato allo strumento da spedire. Con costi, ovviamente, elevati.
In questi casi, occorre ricreare le condizioni interne dell’imballo originale. Questo prevede una certa esperienza e non si può improntare tutto sul momento. Occorre ricordare che gli strumenti musicali, soprattutto a tastiera, non appoggiano su alcun lato dell’imballo e sono “sospesi” dentro l’imballo mediante i supporti di polistirolo o altro materiale idoneo. Mancando questi e non riproducendoli al meglio, si mette seriamente a rischio la spedizione e il contenuto del pacco.

Pubblicare fotografie dello strumento in vendita aumenta la visibilità sui portali di annnci

Pubblicare fotografie dello strumento in vendita aumenta la visibilità sui portali di annnci

Re’: Ci sono precauzioni possibili sulla puntualità della consegna?

AS: Per ridurre il numero di giorni in cui il prodotto è nelle mani del corriere, è bene spedire entro e non oltre il mercoledì della settimana per assicurare una consegna entro 48 ore. In due giorni lavorativi qualsiasi corriere è in grado di consegnare in qualsiasi parte d’Italia.

Re’: Se acquisti uno strumento musicale usato da un negozio, puoi richiedere una garanzia?

AS: I negozi che vendono un proprio prodotto usato sono obbligati a dare garanzia. Se un negozio che vende un usato proprio non offre alcuna garanzia, rivolgetevi ad altro negozio.

Re’: Quali situazioni di rischio si possono verificare durante il trasporto?

AS: Ogni spedizione, che sia dotata di imballo originale o imballo alternativo, è soggetto ad un minimo rischio. La causa di questa insicurezza è da attribuire al comportamento medio dei corrieri che operano sul territorio nazionale. Consiglio l’assicurazione solo per gli strumenti in garanzia e se è possibile risalire ad essa mediante scontrino fiscale o fattura. Assicurare uno strumento non in garanzia è solo una perdita di denaro. Nel caso di un sinistro, uno strumento usato non in garanzia anche se assicurato, dopo mesi di peripezie, comporterà un rientro economico di 1 Euro per kg volumetrico. La volumetria del pacco viene stabilita moltiplicando i tre lati del pacco e dividendo per un numero che varia da corriere a corriere (di solito è 4.000 o 5.000).

Re’: Le ultime raccomandazioni per chi compra?

AS: In caso di acquisto: assicuratevi che il venditore disponga dell’imballo originale o di uno adeguato. Che sappia imballare bene il prodotto. Che sia disposto a fornirvi un numero telefonico “in chiaro” (diffidate da chi non vi fa visualizzare il proprio numero telefonico), tutte le foto reali dello strumento, eccetera. Preferite sempre il pagamento con bonifico bancario tracciabile e assicuratevi che il venditore sia correntista di una banca “fisica” o banca online senza macchia e affidabile.

Vega

Sul mercato dell’usato online, ci sono strumenti altrimenti introvabili

Re’: E per chi vende?

AS: In caso di vendita: sempre che vi riteniate delle persone corrette, richiedete il pagamento a mezzo bonifico bancario senza dimenticare di non far mancare la vostra fiducia ad una persona che non vi conosce e che dev’essere supportata al meglio. Quando andate in agenzia di spedizione, fatevi rilasciare copia della ricevuta di spedizione con numero di tracking e inviatela all’interessato. Seguite in prima persona l’iter della spedizione perché è sempre il venditore responsabile dello strumento inviato fino a quando non sarà consegnato all’acquirente. Non esiste, dal mio punto di vista, la tipica frase: “La colpa è del corriere”. Se lo strumento che avete spedito arriva danneggiato non potete dire all’acquirente che la colpa è solo del corriere. Non dimenticate che l’acquirente vi ha dato tutti i soldi che avete richiesto in totale fiducia. Per cui è giusto che ognuno faccia la propria parte. Vincere “facile” non è ammesso in nessuna transazione o compravendita.

Re’: Grazie Antony, a presto.

 

Yamaha DGX-660: una conversazione con Danilo Donzella

Vi abbiamo già raccontato di Yamaha DGX-660 in occasione della sua prima presentazione al mercato presso il Winter NAMM 2016. Oggi vorrei tornare sulla materia, visto che è notizia ormai certa la distribuzione sul mercato europeo, cosa che avverrà nel mese di aprile. Ce ne occupiamo qui con voi, grazie alla disponibilità di Danilo Donzella, key account di Yamaha Music Europe Branch Italy, che si è reso gentilissimo nell’aprire le porte della propria azienda per accogliere il sottoscritto a favore dei lettori affezionati di https://tastiere.wordpress.com

Danilo Donzella e Yamaha DGX-660

Danilo Donzella e Yamaha DGX-660

Re’: Di fronte ad uno strumento dedicato ai pianisti, è inevitabile che la prima domanda riguardi la qualità dei tasti.

DD: Yamaha produce in proprio le meccaniche dei propri strumenti a tastiera, mettendoci dentro tutta la propria esperienza e conoscenza derivante dai pianoforti acustici. La qualità dei componenti e la tecnologia fanno la differenza. Nel caso specifico di DGX-660, si è fatto ricorso alla tastiera standard pesata e graduata GHS: è una qualità di tasti che ben si adatta a questo tipo di prodotto. I tasti sono pesati al punto giusto in modo da consentire una buona esperienza pianistica: tieni conto che – sulla scala dei valori di qualità dei tasti – Yamaha offre altri modelli, ciascuno di essi è specifico e cresce di valore in base alla levatura superiore dei modelli su cui è montato.

Re’: Poco fa, quando hai acceso DGX-660 e abbiamo cominciato ad ascoltare gli stili, devo confessarti che mi ha colpito la buona qualità sonora degli amplificatori di bordo, pur sapendo che la potenza del segnale è disegnata per gli ambienti casalinghi.

DD: In effetti abbiamo due amplificatori da 6W ciascuno, che solo apparentemente potrebbero non sembrare sufficienti. Come hai sentito con le tue orecchie, sono più che adeguati.

Re’: Tu lo sai che, quando avevo provato il modello precedente DGX-650 alla fiera di Bologna del 2013 non ero riuscito ad avviare gli stili automatici?

DD: Succede la prima volta a chi è abituato alle impostazioni delle serie Tyros e PSR-S dove il pulsante ACMP è tipicamente a sinistra, prima degli altri pulsanti o comunque evidenziato. Qui, nella serie DGX invece, quel pulsante è posto leggermente più centrale. E quindi può capitare di non individuarlo subito. Basta saperlo e vedrai che non ci si sbaglia più.

Re’: Che mi dici del Piano Room?

DD: Su questo strumento, Yamaha ha reso disponibile una selezione di diversi suoni di pianoforte che si prestano a svariate circostanze. È uno spazio virtuale nel quale puoi scegliere il tuo suono di pianoforte preferito e collocarlo nell’ambiente ideale dei tuoi esercizi o della tua esibizione: una semplice stanza, il palco di un club o della sala di un concerto. Il motore sonoro è quello derivato dai pianoforti CF.

Re’: Quali tipi di registrazioni sono permesse?

DD: Ci sono due possibilità di registrare le proprie esecuzioni: la prima è un registratore MIDI a sei tracce di cui una è dedicata alla progressione degli accordi, la seconda è un registratore audio su memoria USB. Entrambe le modalità possono aiutare chi studia il pianoforte per riascoltare i propri esercizi e imparare a migliorarsi. Nel caso del registratore MIDI è possibile vedere lo spartito delle proprie registrazioni per avere un’impressione immediata della precisione esecutiva dei propri esercizi. Penso che molti apprezzeranno la chiarezza e le dimensioni dello schermo LCD di bordo. Per la registrazione audio, vorrei farti notare che puoi collegare un microfono all’ingresso Mic In e registrare così anche la voce di un cantante oltre a tutte le parti suonate sulla tastiera. Questo aspetto potrebbe favorire anche le serate karaoke con gli amici a casa.

Re’: E, secondo me, potrebbe servire anche nelle scuole di canto, dove già negli anni passati, avevo visto alcuni i pianoforti DGX. Cambiamo argomento: personalmente mi ci ritrovo con un pianoforte di colore nero, lo trovo particolarmente elegante, ma non mi aspettavo che ci fosse un mercato per i pianoforti di colore bianco.

DD: È un colore sempre più richiesto. Proprio perché DGX-660 è rivolto ad un’utenza casalinga, la disponibilità di un colore bianco consente una migliore integrazione con gli arredamenti moderni che oggi troviamo spesso nelle nostre case. L’aspetto esteriore è comunque molto curato ed elegante. Credo che un pianoforte come questo si presti bene in diversi contesti domestici. Comunque sia, il nero è sempre disponibile.

Re’: Vedo che ci sono 205 stili.

DD: In effetti questo strumento non nasce come arranger workstation, ma come pianoforte digitale con l’integrazione della sezione arranger. La ricchezza degli stili è proprio voluta per permettere di utilizzare un pianoforte digitale con 88 tasti per divertirsi, registrare, approcciarsi tramite gli accompagnamenti automatici ai vari generi musicali. Gli stili Yamaha sono realizzati internamente e cercano di sfruttare al meglio la tavolozza sonora e gli effetti di bordo di ogni strumento. Puoi includere nella registrazione delle tue canzoni MIDI anche le tracce di accompagnamento. Oltre agli stili SFF secondo lo standard Yamaha, puoi qui anche provare a suonare gli stili SFF GE con un sottofondo realistico delle parti di chitarra.

Re’: Ci sono altri aspetti importanti che vorresti segnalare?

DD: La polifonia è stata aumentata a 192 note, ovvero 64 note in più rispetto il modello precedente. E poi c’è la possibilità di impostare tre diverse diteggiature per il riconoscimento degli accordi: Multi Finger, Full Keyboard e AI Fingered.

Re’: Quale tipo di cliente potrebbe essere interessato a procurarsi DGX-660?

DD: Penso ai pianisti principianti, agli appassionati, a quanti amano suonare in casa un pianoforte di qualità ad un prezzo contenuto, alla portata di molti: oggi è possibile avere in casa un pianoforte digitale con l’aggiunta della sezione arranger che consente di sommare ore e ore di divertimento senza annoiarsi.

Re’: Grazie Danilo. A presto.

 

 

Moraldiweb: lo spartito digitale per Microsoft Windows

surface music

Tablet PC con Microsoft Windows

Sino a ieri, coloro che desideravano liberarsi degli spartiti di carta per suonare avevano di fronte a sé due soluzioni principali: acquistare una fra le ammiraglie arranger workstation dove un grande e comodo schermo ad alta definizione consente una visione perfetta degli spartiti (score) oppure procurarsi un tablet iPad o Android e fare ricorso alle app presenti in quegli store.

Ora invece, anche chi possiede un PC o un tablet con Microsoft Windows può fare ricorso agli spartiti digitali, grazie ad soluzione alternativa Made in Italy che, nella sua semplicità, dimostra tutta la propria genialità.

Si chiama Moraldiweb Music Manager. Non si limita soltanto a visualizzare lo spartito (o il testo) delle canzoni su uno schermo, ma consente di scorrere velocemente il repertorio andando a selezionare i brani e mettendoli nella sequenza che ci si aspetta. Dal vivo, basterà sfogliare le pagine per avere a disposizione gli spartiti che servono, uno dopo l’altro. Gli ideatori di questa soluzione (Pierpaolo Moraldi lo sviluppatore e Mattia Moraldi il musicista) hanno saputo dare vita ad una soluzione pratica e di immediato utilizzo.

Quando scaricate il software, disponete di due strumenti:

  • Potete usare ScoreInsert.exe a casa vostra o in studio, con calma per inserire gli spartiti nell’archivio digitale e contrassegnarli con vostre chiavi di ricerca (tag).
  • Potete usare easylive.html durante le vostre esibizioni per impostare la tag di ricerca e visualizzare gli spartiti sullo schermo.

Non si richiede di installare alcunché sul vostro PC. Il file .exe è un puro eseguibile, mentre easylive.html non è che una pagina web che, se visualizzata sul browser dopo aver premuto F11, occupa tutto lo schermo e rende perfetta la visualizzazione. Attenzione! Questa funzione è eseguibile solo su  Chrome, quindi non potete utilizzare Moraldiweb sugli altri browser tipici del mondo PC come Firefox, Edge ed Explorer.

Il manuale è scritto molto bene: bisogna complimentarsi con gli autori, perché hanno fatto un lavoro egregio. La grafica del software bada alla sostanza e poco alla forma: chissà, magari nelle prossime versioni vedremo arricchita anche questa parte, oltre ovviamente alla desiderata compatibilità con gli altri browser diffusi.

Gli spartiti visualizzati devono essere immagini in formato JPEG (il formato PDF non è supportato). Potete digitalizzare i vostri spartiti cartacei tramite uno scanner o una macchina fotografica (compreso il vostro smartphone) oppure cercarli sul web nel motore di ricerca Moraldiweb.

L’utilizzo ideale di Moraldiweb Music Manager è ovviamente su un tablet PC da porre sopra il leggio della vostra tastiera. Data la recente diffusione di tablet nel mondo Windows, credo che questo programma si rivelerà interessante per molti. Del resto il successo del microprocessore Intel Skylake si sta diffondendo a macchia d’olio e sul mercato sono già disponibili ottimi prodotti come Microsoft Surface, HP Spectre 13 e il piccolo ed economico Lenovo Ideapad MIIX 300.

Potete scaricare l’applicazione da http://www.moraldiweb.it/leggio, da qui potrete anche acquistare alcuni accessori interessanti come l’interfaccia hardware per il pedale del sustain che vi consente di voltare pagina dello spartito senza staccare le mani dalla vostra tastiera.

Una serata all’Ariston: la musica come la vita si fa solo insieme

Sanremo 0Anche quest’anno, mi è stata assegnata l’incombenza di accompagnare alcuni ospiti al Festival di Sanremo così come era successo l’anno scorso e così come vi avevo raccontato. La novità dell’edizione 2016 è che la kermesse musicale è stata giudicata dal nostro governo come un obiettivo sensibile del terrorismo islamico (sic) e così – per la prima volta – tutti gli spettatori sono stati schedati e perquisiti all’ingresso. Quella sera, la presenza massiccia di forze dell’ordine intorno al teatro ha inevitabilmente attenuato il consueto ambiente di festa davanti all’Ariston.

Una volta entrati, abbiamo ammirato la scenografia che ci ha favorevolmente impressionato anche se, dilatandosi dal palco verso la platea, aveva causato la rimozione delle prime file di poltrone, riducendo così il numero delle persone nel pubblico in sala. Il minor numero di poltrone ha ridotto il lavoro per i figuranti, quelli pagati per correre a occupare le poltrone di chi si assenta un attimo per una tappa alle toilette.

Sanremo 1Siamo capitati nella serata delle cover e, quindi, abbiamo assistito  all’esecuzione di ottime canzoni tratte dal migliore repertorio italiano. Quella sera sono stati semplicemente sublimi gli incommensurabili Stadio che, con La notte dei miracoli di Lucio Dalla, hanno coinvolto e commosso tutto il pubblico in sala. Grandi. E’ stato invece per me sorprendente Clementino che ha dato vita ad una versione esplosiva, trascinante e particolarmente comunicativa della bellissima Don Rafaè scritta da Massimo Bubola e rifinita poi da Fabrizio De Andrè. Ho trovato poi ben curata la buona dinamica dell’arrangiamento di Cuore di Rita Pavone, in cui Arisa ha dimostrato a sorpresa di aver ancora una buona freschezza nelle corde vocali. Seppur non molto originale, Enrico Ruggeri è stato convincente nel presentare la versione rock della Canzuncella degli Alunni del sole. Per una volta, Morgan non ha cercato di strafare e, quindi, i Bluvertigo sono piaciuti per come si sono impegnati a rispettare La lontananza di Mimmo Modugno. Le grandi canzoni del mitico Renato Carosone sono apparse in due occasioni: Tu vuo’ fa l’americano con Rocco Hunt, più arruffapopolo che cantante, e O’Sarracino con un Neffa non proprio comodo nel ruolo. Ha strappato numerosi applausi il coraggio dei giovani siciliani Caccamo & Iurato che hanno deciso di confrontarsi con Amore senza fine (Pino Daniele). Elio e le storie tese sono stati sempre bravi e geniali, senza dubbio, ma A fifth of Beethoven non mi ha coinvolto, non era successo nemmeno quando avevo diciassette anni e quel brano (allora strumentale) spopolava nelle discoteche. Di  Noemi ricordo la grinta con cui ha cantato Dedicato scritta da Ivano Fossati e resa celebre da Loredana Berté.Sanremo 2

Era la serata celebrativa dei Pooh che hanno dimostrato sul palco di non avere ancora smarrito le loro buone qualità tecniche, salvo Riccardo Fogli che probabilmente pagava l’assenza dai concerti del gruppo negli ultimi 43 anni. Durante il loro medley, tutto il pubblico femminile in teatro cantava le canzoni a memoria e a squarciagola, mentre io mi sentivo a disagio, un po’ come se fossi l’unico uomo presente in un negozio di Accessorize.

Questa volta l’orchestra era separata dalla platea e le pause pubblicità erano molto brevi: non mi è stato possibile avvicinarmi ai musicisti e, con mio rammarico, non sono riuscito a scambiare nemmeno una parola con i maestri. Come sempre, gli strumenti a tastiera erano tutti incerottati per nascondere il marchio e il modello di tastiera. Ho scattato alcune foto e le potete vedere qui: cercate di capire da voi quali strumenti erano presenti.

Purtroppo la presenza del pianista Ezio Bosso era nella serata precedente e quindi mi sono perso il suo magico intervento. Come tutti, l’ho visto in TV ed è bastato per ravvivare l’ammirazione per un uomo così pieno di coraggio e che ha lasciato un segno con le sue parole: “la musica come la vita si fa solo insieme”.

Cari lettori di questo blog, voi che siete come me appassionati suonatori di tastiere arranger,  lo sapete che ascoltare la musica dal vivo è sempre un’esperienza unica e straordinaria. In questo caso, dobbiamo ancora ringraziare Adriano Aragozzini per aver riportato nel 1990 l’orchestra al Festival al posto dell’odioso playback delle basi, che purtroppo ancora dilaga in modo ossessivo nella TV come in  X-Factor ed eventi analoghi.

Sanremo 3

Arranger calunniati ed incompresi

Keyboard
Keyboard Magazine

La nota rivista USA Keyboard Magazine ha recentemente pubblicato un interessante confronto fra Korg Pa4X e Yamaha Tyros 5. Un aspetto interessante di quell’articolo, firmato da Jerry Kovarsky, è l’introduzione dove l’autore illustra brevemente il valore unico che un arranger può offrire ai vari musicisti nel mondo, specialmente a quelli che suonano dal vivo in un contesto professionale. Lascio a voi la lettura completa dell’articolo in inglese sul sito originale, mentre qui – a favore dei lettori di tastiere.wordpress.com – vorrei riservare la traduzione italiana della parte iniziale del lungo testo di Jerry. E’ una lettura che potrebbe tornare utile a tutti voi e, in particolare, a quanti sono indecisi se acquistare un arranger oppure una workstation.

Nessuna categoria di strumenti è più calunniata ed incompresa delle tastiere arranger

È certamente un divario culturale: in Europa, Regno Unito e in tutto il mondo arabo, una tastiera arranger è uno strumento per prestazioni professionali, utilizzato con orgoglio e di grande effetto. Negli Stati Uniti, questa categoria è guardata dall’alto in basso: la presenza di amplificatori di bordo o di pulsanti Ballroom spesso scatenano cenni di ironia. E questo è un vero peccato, perché il comparto degli arranger è cresciuto in modo significativo dagli anni ’80 ad oggi, evolvendosi in modo straordinario rispetto l’era delle tastierine portatili.

Gli arranger di alta levatura offrono accompagnamenti mozzafiato fondati su architetture sonore avanzate, garantendo al musicista sofisticate sfumature sonore a volte impossibili sulle workstation. E, per dimostrarvelo, oggi metterò in scena per voi uno scontro fra titani, comparando le migliori offerte Korg e Yamaha per vedere da vicino che cosa può aspettarsi un musicista itinerante.

Siete voi il cliente? Allora pensateci bene!  

In primo luogo, permettetemi di condividere con voi la mia prospettiva. Il cliente tipico di questi prodotti è un musicista che suona da solo, magari in un duo. Sono i classici one-man-band che necessitano di uno strumento capace di riprodurre le diverse parti, sostenere il canto con effetti di bordo, produrre armonie vocali e visualizzare i testi e consentire infine la riproduzione di brani MIDI e/o audio. Questi musicisti sono più interessati a suonare le loro canzoni e a dare vita ad un bello spettacolo, piuttosto che lavorare di editing audio e perdersi in speculazione tecnologiche da ingegneri del suono. Gli arranger sono progettati avendo in mente musicisti autentici.

Negli Stati Uniti, molti tastieristi si trovano a suonare dal vivo in circostanze simili. Chi suona da solo in un bar o in un ristorante, con un duo con cantante o con un suonatore di strumento a fiato o con tre strumenti senza un batterista, potrebbe trovare interessante procurarsi un arranger. L’accompagnamento automatico delle percussioni è in grado di dare maggiore flessibilità e superiore realismo musicale rispetto un’isolata drum-machine o rispetto una ripetitiva sequenza ritmica senza variazioni come tipicamente succede con le blasonate workstation.

Esperienza

Personalmente, quando accompagno un cantante dal vivo, io uso solo le parti percussive di uno stile e suono il basso con la mano sinistra. A volte avvio l’accompagnamento in modo da eseguire un assolo con un suono “non da tastiera”, per ottenere un realistico accompagnamento di chitarra oppure per dare sostanza a brani del repertorio rock e dance. Insomma, mi adatto alle varie situazioni. Metto spesso alcune parti degli stili in silenzio, dato che alcuni di questi sono così ricchi di parti da rischiare di risultare insopportabili dal vivo. L’arranger è flessibile e consente maggiore varietà e dinamismo rispetto una serata con la sola voce e pianoforte, meglio ancora di una serata “inscatolata” dall’uso delle basi preconfezionate, dato che è possibile variare la struttura delle canzoni e interagire con gli altri musicisti in tempo reale. Ovviamente non porto con me l’arranger quando suono concerti jazz con la mia banda al completo. No, perché ho altri strumenti per quelle occasioni, ma il mio arranger è la scelta giusta per buona parte del lavoro che faccio dal vivo.

E voi per caso scrivete canzoni?

Un arranger è lo strumento perfetto per elaborare nuove idee quando siete concentrati sulla melodia, sul testo, sulla progressione degli accordi, sulla struttura basilare di una canzone. Pensate, avete a disposizione un gruppo completo di musicisti professionisti che non aspettano altro che ascoltare le vostre idee per suonarle subito con voi. Potete cambiare la sequenza degli accordi, lo stile o il feeling di un brano, senza dovervi perdere nel rifare da capo le registrazioni delle singole parti MIDI in una DAW. Tutto succede secondo i vostri tempi e le vostre attese: ci sono momenti in cui la vostra attenzione è tutta su come comporre una canzone, e un arranger eccelle in tutto questo, al contrario di quanto potete fare con un sequencer, dove vi si presenta una pagina di tracce vuote che dovete creare da voi stessi.

Ho avuto la vostra attenzione adesso?

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OK, qui termina la mia traduzione: se volete, continuate la lettura dell’articolo in inglese su KeyboardMag, dove Jerry prosegue con il confronto diretto e serrato fra le due ammiraglie del momento: Korg Pa4X e Yamaha Tyros 5.