Chissà quanti di voi lettori di questo blog sono anche assidui lettori del mensile Strumenti Musicali edito da Tecniche Nuove. Personalmente leggo questa rivista da molti anni (ne abbiamo già parlato qui, ricordate?).
Credo che ne valga la pena perché è una della rare riviste in edicola rivolte a chi fa musica e soprattutto perché ogni tanto è possibile leggervi gli articoli di Riccardo Gerbi sui temi cari a noi appassionati suonatori di arranger workstation.
E così è successo anche per il numero di dicembre, dove Riccardo ha riportato i risultati del proprio test relativo al software convertitore di stili per arranger: EMC Style Works Universal XT.
Per chi non lo sapesse, trattasi di un software per PC Windows che essenzialmente consente di scambiare stili dei diversi produttori perché siano eseguibili su modelli di costruttori diversi: Ketron, Roland, Yamaha, Korg, Technics, GEM, Wersi e Kawai. Ma questa non è l’unica caratteristica di Style Works, che offre altre possibilità: Continua a leggere







Non ho mai nascosto le mie difficoltà nel trovare nelle edicole una copia della rivista Strumenti Musicali. Ma questa volta sono stato fortunato e sono riuscito a trovare il numero di giugno 2012 nella libreria dell’aeroporto di Torino in occasione dell’ultimo volo per lavoro. E così sono qui a segnalarvi quella parte di contenuto che potrebbe essere interessante per i lettori di questo blog. A dire il vero, nell’area di test del mensile non si riscontrano recensioni di prodotti arranger, ma un articolo speciale è dedicato all’uso delle workstation sul palco. Ora voi direte: che cosa ci quagliano le workstation con gli arranger? Ebbene la risposta è proprio in questo speciale dove l’amico Riccardo Gerbi evidenzia un aspetto che generalmente è trascurato. In effetti, se per workstation intendiamo un prodotto completo per l’uso pratico dei musicisti, con caratteristiche di portabilità e stabilità, dotato di un arsenale di timbri residenti a disposizione per l’esecuzione dal vivo o per la registrazione, allora ecco che la workstation di oggi “può declinarsi tanto nella veste di sintetizzatore che in quella di arranger“. Questa osservazione è pienamente condivisibile. Del resto dal vivo, 
Voglio ringraziare alcuni preziosi amici del forum di 