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Marco Santonocito, una storia professionale fra musica e tastiere

Lo spazio odierno del nostro blog è dedicato a Marco Santonocito, musicista e professionista nel settore. Da anni si dedica attivamente al mondo della musica e al mercato degli strumenti musicali a tastiera in particolare. Alla sua lunga e ricca esperienza mi sono rivolto per raccontare ai lettori di tastiere.wordpress.com alcuni spunti concreti e diretti sullo storia e sull’attuale stato delle vendite di tastiere arranger.

Santonocito

Marco Santonocito

Re’: Ciao Marco, cominciamo da te. In qualità di musicista, quali sono state le esperienze che oggi ricordi con maggiore intensità?

MS: Quando avevo 16 anni, ascoltavo la PFM, il rock progressivo dei Rush, l’hard rock dei Led Zeppelin e i Pink Floyd. All’epoca, i miei strumenti erano un Elka X705 e un Crumar DS2. Con il mio primo gruppo, suonavo rock con testi in italiano. Ho iniziato presto a lavorare da Lajolo, uno dei negozi di strumenti musicali più rinomati di Torino di quegli anni, dove ho potuto provare e approfondire la conoscenza di meravigliosi synth come Roland Jupiter 6 e 8, Prophet-5, OBX e i vari synth Korg come Lambda, Delta, Trident, Sigma e Polysix. All’epoca, uscivo la sera dal negozio, mangiavo qualcosa in fretta e furia e proseguivo in un pianobar sino a notte fonda, tutti i giorni per qualche anno. Il ritmo era pesante da sopportare ma la voglia di suonare era tanta. Quando facevo pianobar suonavo con un piano Yamaha CP30, un Korg Lambda e un Minimoog usato, comprato dopo averlo noleggiato al mitico Federico Monti Arduini alias Guardiano del faro. A casa avevo anche un organo Hammond C3 con Leslie, che ovviamente restava lì parcheggiato visto il peso che lo rendeva impossibile da trasportare.

Re’: Sei un decano della vendita di strumenti musicali. Da quando operi nel mondo dei negozi degli strumenti musicali?

MS: Lavoro nel settore dal 1980, forse tra gli anni migliori della musica moderna, di sicuro incredibilmente vivi per quanto riguarda le novità nelle tastiere.

Re’: Molti ti conoscono per le tue dimostrazioni strumentali di notevole qualità. Quando dimostri un pianoforte o una tastiera elettronica, a che cosa ti ispiri?

MS: Per prima cosa cerco istintivamente di capire la persona che ho davanti a me, le sue esigenze, le sue preferenze e le sue debolezze, guardandola in faccia e suonando un brano della sua epoca. A volte succede che il cliente si commuove, questo significa che sei riuscito a toccarlo nell’anima e a presentare lo strumento come un oggetto prezioso.

Rassegna di arranger

Re’: Marco, possiamo commentare brevemente i migliori arranger che hai suonato in questi anni? Partiamo dal primo arranger di grande successo: Roland E70.

MS: E chi non ha avuto una tastiera E70? Lo strumento del pianistabar, lo strumento per eccellenza con i suoi accompagnamenti tipici da rolandiano: ci potevi suonare di tutto. Ovviamente non puoi paragonarla alle grandi sonorità di oggi, ma pensiamo ai primi anni novanta: non esisteva pianista senza una Roland.

Re’: Ne avevo una anch’io! Ma passiamo ad un altro arranger: Solton MS60.

MS: Ma che bella! Facile da usare, suoni puliti, finalmente tu sentivi un bel sax. Penso che MS60 fosse l’unica a quei tempi capace di riprodurre un violino così reale. Ricordo una stupenda fisarmonica, un sacco di floppy -disk con stili nuovi. Facevi ballare un paese intero. La si vede in giro ancora oggi, peccato la scocca che dopo qualche anno rimane appiccicosa, forse le vernici non erano delle migliori.

Re’: Una delle mie preferite, per cui provo una grande nostalgia: Korg i3.

MS: Mi sembrava di avere il mondo in mano: la nominai la tastiera dagli accompagnamenti ribelli, con quella carica esplosiva e il fill-in generato ogni 4 battute. Impazzivo per il suono del sax soprano. Peccato per quel difetto nella lettura dei MIDI file: non riconosceva la traccia 10 (drums). Era costruita con un bel materiale e una buona meccanica.

Re’: Sempre in tema di nostalgia, parliamo un attimo di Technics KN7000.

MS: Detto dagli agenti che commercializzavano il prodotto, sono stato il dimostratore che ha venduto più KN7000 in Italia. Il sound Technics colpiva subito, belli i pianoforti e i fiati, erano suoni molto classici. Ricordo il grande display a colori, l’amplificazione che ti dava buone soddisfazioni, un caldo sax tenore, fantastica la tromba: mi bastava suonare Gonna Fly Now, tema del film Rocky e qualche brano di Ennio Morricone e la tastiera era venduta.

Re’: E ora Korg Pa80.

MS: La tastiera che aprí un varco alla serie PA, buona la posizione dei comandi. Il sound era tipico Korg: moderno e facile. E’ piaciuta subito a molti, grazie al doppio lettore MIDI di bordo.

Re’: E che mi dici di Yamaha Tyros4?

MS: Grande! Sono rimasto entusiasta dai suoni molto reali, suoni orchestrali, realistiche le chitarre. In negozio suonavi i temi di film come “I pirati dei Caraibi”, qualche brano dei Pink Floyd e vedevi le bocche aperte delle persone stupite dalla sonorità che usciva da quella tastiera.

Re’: Torniamo in casa Korg con Pa3X.

MS: Era l’evoluzione di Pa800. Finalmente una tastiera che si sentiva sotto le dita con una buona meccanica, Gli accompagnamenti Korg erano tipicamente caldi ed avvolgenti. Onestamente era un po’ macchinosa, ma i materiali erano ottimi. Suonare un brano di Santana era il massimo.

Re’:  E poi arrivò Yamaha Tyros 5.

MS: All’impatto, devo ammettere che grandissime differenze dalla Tyros 4 non ne abbia trovato, anche perché – come dico sempre – non possiamo aspettarci sempre la luna!  Meravigliosi i suoni orchestrali, gli ottoni, i corni e gli archi. E le chitarre, come sempre, suonavano molto reali. Non manca nulla. Interessante anche la zona DJ.

Re’: E terminiamo con due parole su Korg Pa4X.

MS: Anche in questa workstation di alta gamma ho trovato ottimi suoni e arrangiamenti. Nulla da dire: è uno strumento professionale a tutti gli effetti, anche qui un po’ macchinosa da lavorare ma la pasta Korg è inconfondibile: puoi tirare fuori suoni grassi tipici da synth, come piacciono a me, una buona alternativa a Yamaha Tyros 5. Certo che averle tutte e due… sarebbe il massimo.

Cambiamenti

Re’: Il mercato degli ultimi anni è cambiato.

MS: E’ cambiato da quando i computer hanno fatto irruzione nella produzione musicale: il mercato è stato stravolto ed i musicisti sono stati messi da parte in favore di soluzioni più economiche, per non parlare poi della recente onda dei deejay. Giusto o sbagliato che sia, a volte bisogna saper accettare i cambiamenti e trovare un proprio spazio malgrado tutto. Ma è un fatto che il settore si è reso saturo di gente che “fa musica” o piuttosto crede o dice di “fare musica”, ma questo è un altro discorso. I tempi sono mutati in modo radicale, le case costruttrici oggi mescolano i prodotti rincorrendo l’utopia di tastiere che possano essere suonate ma anche semplicemente “attivate” mediante l’uso di pad e tasti destinati a chi non ha alcuna capacità tecnica. Per i veri musicisti si è persa l’euforia derivante dal poter provare uno strumento nuovo. Da alcuni anni mancano nuove idee e i produttori di strumenti musicali cercano di soddisfare esigenze le più disparate e magari inconciliabili nello stesso strumento con il solo risultato di rendere forse più vibrante e ricco di novità il mercato dei plug-in da abbinare alle master keyboard.

Re’: Oggi il mercato sta vivendo la sfida del web. Come si stanno preparando i negozi tradizionali?

MS: Oggi il web è un grande aiuto per presentare al mondo la propria vetrina, ma come tutte le cose il web manca di contatto umano. Ci si trova con grande difficoltà a spiegare come suona uno strumento, non vedo gli occhi illuminati del cliente e non intuisco il suo desiderio e/o le sue necessità, di conseguenza non si riesce a comunicare la magia dell’oggetto. Poi si trova il cliente che esige solo un prezzo ed ovviamente acquista solo dove costa meno pensando che uno strumento musicale o un frigorifero siano la stessa cosa ed ignorando che la vera qualità ha un costo.

Re’: Passando agli arranger. Secondo DISMA Musica le tastiere arranger economiche stanno aumentando le proprie vendite, mentre quelle più pregiate stanno perdendo quota. È così anche secondo la tua esperienza?

MS: È indubbio che le vendite delle tastiere di fascia alta si siano un po’ arenate, al contrario delle tastiere più economiche. Onestamente è difficile capire se è colpa della crisi, della paura di spendere o dell’incapacità di saper dare un giusto valore alla qualità. Del resto, gli arranger orami sono diventati una sorta di workstation a tutti gli effetti: soddisfano i musicisti più esigenti grazie alle loro potenzialità, danno modo al tastierista di sfruttare al meglio tutte le caratteristiche per una performance completa. Sono prodotti maturi.

Re’: Grazie Marco. Un abbraccio.

MS: Buona musica a tutti!

Marco Santonocito nasce nel 1962 a Torino. Da giovane si dedica allo studio del pianoforte e alle tastiere elettroniche acquisendo svariate tecniche da molteplici insegnanti. Nel 1980 inizia le prime esperienze musicali in vari locali piemontesi, lavora presso un negozio di strumenti musicali di Torino e studia le tecniche di accordatura e manutenzione dei pianoforti acustici. Negli anni ha collaborato con la RAI e per i concerti di vari autori di primo piano come Lucio Dalla, Riccardo Cocciante, Pino Daniele, Franco Battiato, Fiorella Mannoia, Rossana Casale, Tullio de Piscopo, Roberto Vecchioni, Toots Thielemans, Peter Cincotti, Joe Sample e Randy Crawford, Manu Katche e Michel Camilo. Recentemente ha collaborato con Roberto Cacciapaglia e Checco Zalone.
Per saperne di più, visitate: sito di Marco Santonocito.

Concludiamo riportando un filmato che Marco Santonocito ha registrato nel 2008 per dimostrare fino a dove un musicista, dotato di buona tecnica, si può spingere con un arranger Yamaha della serie Tyros.

Ogni occasione è buona per (imparare a) suonare

Cattura

Ogni occasione è buona per suonare. Che voi siate diplomati al conservatorio o che siate principianti, le vostre giornate sono costellate di momenti buoni per suonare uno strumento musicale. Se le vostre capacità vi consentono di affrontare le rapsodie di Gershwin oppure soltanto Kumbaya, non importa, la sostanza non cambia: l’essenziale è suonare. E saper suonare, alla fine è solo frutto di esercizio: per cui, mettetevi il cuore in pace ed esercitatevi, esercitatevi e ancora esercitatevi. Conosco poche soddisfazioni nella vita pari a quelle che si provano quando ci si rende conto di aver imparato a suonare un brano nuovo in modo accettabile, dopo decine (centinaia, migliaia!) di prove. Quando intuite di possedere un brano nelle vostre dita, in quel momento vi sentite un leone. Imparare a suonare qualcosa di nuovo è un’esperienza educativa fantastica. È una disciplina che crea carattere e irrobustisce la propria forza di volontà. È un toccasana per l’anima, visto che può generare ottimismo e stima di sé. E quando sembra che tutto sia in salita e ci si sente incapaci di progredire, in realtà è bene prendere atto che è solo questione di tempo e di gradualità. Con la musica, non conviene mai fare il passo più lungo delle proprie capacità. Uno sforzo per volta. Quello che avete appena imparato, va consolidato prima di procedere oltre. Ripetete l’esercizio. Non stancatevi mai. E suonate. Suonate con le vostre mani. Davvero, non lasciatevi condizionare dalle basi (SMF o MP3 che siano) e piuttosto imparate a suonare da voi. Fatevi accompagnare da un ritmo o da uno stile di accompagnamento se avete un arranger. Ma suonate, diamine suonate con le vostre mani!

C’è sempre un’occasione giusta per suonare. Siete da soli in casa? Suonate per voi stessi. Siete in vacanza? Portatevi dietro la vostra tastiera e dedicate il vostro tempo libero a suonare. Partecipate ad una festa di amici? Tirate fuori la vostra tastiera e suonate in pubblico. Recatevi nelle chiese: sono piene di organi e tastiere, dedicategli il vostro tempo. Non esiste scuola migliore dell’accompagnamento liturgico: vi consente di farvi le ossa senza grossi rischi (non ci saranno mai fischi, ma al contrario avrete sempre la comprensione di tutti, non è fantastico?). Volete tirare su qualche risparmio? Presentatevi nei piccoli locali e offritevi per suonare dal vivo e poi fatelo davvero: nessuna base in playback, solo voi e le vostre capacità. Il pubblico percepirà la differenza. Vedete un pianoforte abbandonato nella hall di un albergo? Chiedete il permesso al direttore dell’hotel e poi suonate. Avete un gruppo di amici con chitarre, basso e percussioni? E cosa aspettate: chiamateli e trovatevi la sera a provare. Le occasioni per suonare dal vivo salteranno fuori da sole: feste patronali, matrimoni, anniversari, compleanni, eventi comunali, pro loco, associazioni, scuole, birrerie, piccoli concerti… a differenza di quanto si crede, esistono numerosi spazi dover poter suonare. Ed è un peccato vederli occupati (abusivamente?) da quelli che si presentano con un PC e un lettore qualsiasi di basi.

Se dovete suonare in pubblico, non arrivate impreparati, altrimenti i risultati potrebbero generare frustrazione in voi stessi. Quindi esercitatevi a fondo a casa, molte volte. Fate sentire i vostri pezzi a qualche amico per capire dove siete ancora incerti. Ancora meglio, se potete andate a lezione da un maestro, seguite i suoi consigli e lavorate sugli esercizi che vi darà. Soprattutto agli inizi, andare da un maestro è fondamentale per le impostazioni iniziali della postura e delle mani, per essere indirizzati sulla giusta strada. Se non potete permettervi un maestro, ci sono le scuole di musica, dove è possibile ottenere lezioni in classe e indicazioni su come correggere gli errori e migliorare la tecnica. In uno spartito, studiate una misura alla volta con entrambe le mani: apparentemente sembrerà complesso, ma in realtà è di gran lunga più facile imparare a suonare un brano nuovo subito con le due mani, piuttosto che imparare l’intero brano con una sola mano, poi con l’altra e alla fine ricominciare da capo per metterle insieme.

Se vi sentite insicuri, non imparate i brani nuovi alla velocità dello spartito. Rallentate il metronomo e studiateli ad una velocità più lenta: all’inizio è importante tenere il tempo, anche se più lentamente. Poi, quando vi sentite pronti, accelerate leggermente il metronomo di 5-10 BPM e riprovate. E anche qui, quando avete raggiunto la padronanza, accelerate ancora fino a raggiungere il tempo previsto dalla composizione originale. Un passo alla volta. E poi magari non fermatevi nemmeno qui: accelerate il brano di più e continuate ad esercitarvi. Se siete capaci di suonare un brano ad una velocità molto più elevata, quando tornerete alla velocità originale, vi sentirete più tranquilli, più a vostro agio. E, a quel punto, non sarà più questione di azzeccare le note giuste e di tenere il tempo, perché tutto questo sarà già nelle vostre corde. E vi potrete concentrare sulla qualità dell’esecuzione dando il giusto valore ai dettagli: il forte, il piano, i respiri, le sfumature, l’intensità espressiva, le emozioni. Sì, le emozioni.

Che cosa è la musica se non un prezioso monumento alle vostre emozioni?

Mercato degli strumenti musicali in crescita

IMG_5273Non so se vi è sfuggito il comunicato del 6 giugno scorso pubblicato da DISMA Musica, l’associazione dei distributori e produttori di strumenti musicali in Italia. In tale comunicato si dà notizia dei numeri totali del mercato nazionale così come registrati a fine 2015. Ebbene, l’enfasi che viene data è la crescita dei volumi di fatturato delle aziende del settore. E’ un incremento di affari che dimostra un segnale di piccola ripresa dell’economia italiana e un rinnovato interesse a fare musica nel Belpaese. La crescita è del 10% e sembra che anche il primo trimestre del 2016 offra dati ancor più confortanti. C’è da esserne lieti, sicuro.

Se si entra nel dettaglio dei numeri, si osserva come i segmenti di prodotto che stanno crescendo di più riguardano le tastiere portatili, le chitarre elettriche e acustiche, gli strumenti a plettro, l’amplificazione del suono, i registratori e la computer music.

Non tutti però vincono: ci sono strumenti musicali che stanno vivendo la loro stagione di difficoltà: armoniche a bocca, amplificatori per strumenti singoli, microfoni, pianoforti acustici e… arranger. Sono informazioni che ci fanno riflettere e richiedono approfondimenti, specialmente per i professionisti del settore.

Per quanto riguarda l’oggetto principale del nostro blog, prendiamo atto come i piccoli arranger portatili stiano diventando molto interessanti mentre quelli più evoluti abbiano raggiunto la loro definitiva maturità e stiano intevitabilmente perdendo terreno. Non è una novità.

Quale sarà il futuro degli arranger workstation? Restate sintonizzati su questo blog perché saremo qui a raccontarvelo.

PS: Per ulteriori approfondimenti, vi consiglio la lettura dell’articolo di Francesco Prisco pubblicato da Repubblica.

Torino Synth Meeting 2016 (TSM)

Nella giornata di sabato 28 maggio, mi sono mescolato ai partecipanti della sesta edizione del Torino Synth Meeting e ho inaspettatamente fatto incetta di amici vecchi e nuovi, suoni, esperienze di nuovi strumenti, sprazzi di lezioni di audiologia, contaminazioni diversificate e tanta musica. Devo confessarvi che, da vecchio suonatore di tasti bianchi e di tasti neri, avevo il timore di trovarmi un po’ spaesato in una fiera essenzialmente dedicata ai sintetizzatori intesi come generatori di segnali audio non necessariamente comandati da uno strumento a tastiera. E, invece, con gioia ho trovato che qui c’era spazio per tutte le forme di strumenti musicali elettronici.

I fondatori di questa iniziativa nata nel 2011, Francesco Mulassano e Luca Torasso, possono essere soddisfatti: alla sesta tornata, questo evento rappresenta tutta la propria maturità. Ricordate? Ne avevamo dato notizia anche l’anno scorso. PS: Se vi interessa conoscere la storia di TSM, vi suggerisco questa lettura.

Il posto scelto quest’anno (il Bunker) ci ha proiettati in una struttura aperta in cui confluiscono i resti di un passato industriale con la voglia di miscelare arte e svago. I murales e lo stato di apparente abbandono si innestono in un luogo dedicato allo sport e ai giochi d’acqua e ora il fabbricato sembra dividersi fra luogo di arte, discoteca, struttura per ospitare l’estate-ragazzi e contagi di cultura no-global. Una scelta molto originale.

Protagonisti e visitatori del Torino Synth Meeting 2016

Protagonisti e visitatori del Torino Synth Meeting 2016

Non ho avuto il tempo di visitare gli stand di tutti gli espositori e di partecipare a tutti i seminari organizzati. C’erano tutti i grandi e piccoli nomi e anche qualche sorpresa. Mi soffermo a commentare proprio un paio di quest’ultime. Dapprima l’elegante C15 della tedesca NonLinear Labs (era presente il fondatore Stephan Schmitt in persona) che propone di azzerare vent’anni di storia di workstation per riportare lo strumento digitale a tastiera alle proprie origini per cui era nato: suonare in tempo reale con bei suoni a disposizione in un elegante scocca in legno (made in Italy by Simone Fabbri); il progetto è in evoluzione, sarà apprezzato dai musicisti che amano suonare con le proprie mani e mi ha colpito il fatto che non fosse prevista nessuna interazione MIDI, solo wifi. E poi ho notato che molti si soffermavano presso lo stand del giapponese Nori Ubukata che offriva una valida dimostrazione della declinazione francese del theremin: Theresyn.

Passando ai seminari, ho seguito la dimostrazione di Roland Aira svolta da Marco Rebollini dei Metrophonique. Nella sala ci siamo tutti ammutoliti quando si è presentato Enrico Cosimi che ha dedicato il proprio intervento alla produzione italiana di GRP Synthetizer: non è stata soltanto la presentazione di un prodotto, ma un’autentica e ampia lezione di carattere accademico. Ho seguito con particolare interesse, forse perché qui più ci si avvicinava ai miei territori, il momento in cui Manuele Montesanti ha presentato Montage, il nuovo sintetizzatore di casa Yamaha che ho apprezzato per la forza esplosiva dei nuovi convertitori audio e per i campioni di pianoforte CFX e Boesendorf, per tutti i campioni principali di piani elettrici, organi e violini. Fra i tanti protagonisti che affollavano il Bunker ho anche intravisto Davide Di Leo (Boosta dei Subsonica) che si è reso disponibile al confronto con i visitatori dell’evento a fine giornata, segno ulteriore del prestigio raggiunto dal Torino Synth Meeting.

Per il sottoscritto, è stata anche l’occasione per incontrare amici appassionati di strumenti musicali e professionisti del settore, fra cui il mitico Riccardo Gerbi che ha lasciato una traccia video dell’evento. Eccolo qua sotto, per voi: il Torino Synth Meeting 2016 in 180 secondi.

Scott Bradlee alza il sipario sul presente e sul futuro degli arranger

Scott Bradlee con Robyn Adele Anderson

Scott Bradlee con Robyn Adele Anderson

A volte nei miei scritti pubblicati in questo blog, mi interrogo su quale possa essere il futuro delle tastiere arranger e se ancora possano averne uno, visto il dinamismo irrequieto con cui si muove la tecnologia digitale. Poi, nei giorni scorsi, càpito per caso sul filmato video di Scott Bradlee (guardatelo qui sotto!) e ho l’intuizione: eccolo qui il presente e il futuro degli arranger. Non è questione di tecnologia. Siamo noi. Siamo noi essere umani. Siamo noi musicisti. In particolare siamo noi, quando ci prendiamo cura di noi stessi e ci dedichiamo allo studio della musica, quando ci esercitiamo a fondo su una partitura e non ci accontentiamo del risultato facile. E insistiamo, provando fino a quando non ne ne esce un’esibizione convincente (a proposito se qualcuno di voi non ha ancora visto il film Whiplash, è tempo di recuperare e di farlo il più presto).

Ed è comunque qui che nasce il concetto autentico di arranger. E’ in ciascuno di noi. Perché di fatto, noi non dipendiamo dagli stili preset di una tastiera di accompagnamenti automatici: in ciascuno di noi, il repertorio di stili possibili è illimitato, la tavolozza sonora ha i limiti dovuti solo allo strumento che ci capita sottomano in quel momento. Scott Bradlee ce ne dà una dimostrazione e, solo casualmente, nel filmato si esibisce con un pianoforte digitale Nord Stage. Il bello è che potrebbe utilizzare qualsiasi tastiera, qualsiasi pianoforte digitale o acustico, di qualsiasi marca.

In questa dimostrazione, possiamo verificare soltanto 26 stili e sono tutti suonati sulla stessa canzone: la ninna nanna più scontata del mondo anglosassone: Twinkle Twinke Little Star.  Sono 26 arrangiamenti che raccontano in una manciata di minuti la storia di un secolo di musica. Vi consiglio la visione: per favore, se non lo avete ancora visto, dedicate ora cinque minuti della vostra vita a questo filmato e riconciliatevi con la musica “suonata con le mani”.

Per la cronaca, ecco i nomi degli style che l’arranger oggi ci dimostra:

  • Waltz
  • Ragtime
  • Charleston
  • Boogie Woogie
  • Swing
  • Bossa Nova
  • Doo Wop
  • RocknRoll
  • British Rock
  • Country&Western
  • Psychedlic Rock
  • Motown
  • Funk
  • Disco
  • Singer/Songwriter
  • Reggae
  • New Wave
  • Hard Rock
  • Grunge
  • Gangsta Rap
  • Techno
  • Pop Funk
  • Modern Alt Rock
  • Reggeton
  • Dubstep
  • Modern Dance Pop

L’avete visto tutto fino alla fine? Bene, ora fermatevi un momento. E pensate a quando vi interrogate sul perché non siete soddisfatti di suonare il vostro arranger attuale. Chiedetevi anche: siete sicuri che il problema sia nello strumento in sé? Magari non è sempre così. A volte siete solo voi stessi che avete bisogno di nuove motivazioni, di nuove ispirazioni, di rinnovare la forza di volontà per lavorare sulla vostra musica. Forse avete solo bisogno di un nuovo repertorio, di una nuova musica, di una nuova vita.

Ricordate sempre, l’antico motto di questo blog: prima viene il musicista, poi lo strumento.

Musik Messe 2016: le conclusioni

MusikMesse 2016 - Francoforte (Germania)

MusikMesse 2016 – Francoforte (Germania)

Dopo anni di siccità, da qualche tempo i produttori di strumenti musicali – con sezione arranger – hanno ricominciato ad esibire prodotti nuovi a raffica. E così, dopo il Winter NAMM dello scorso gennaio, anche l’edizione primaverile della principale fiera europea ha confermato il buon momento produttivo del comparto. Non so se ci avete fatto caso ma, dall’inizio del 2016 ad oggi, fra NAMM e Messe, sono già stati annunciati almeno otto nuovi modelli di arranger: ci sembra un buon momento. E’ la testimonianza di una discreta continuità di attenzione da parte dei produttori.

Ma andiamo con ordine.

  • Per il secondo anno di fila, il botto è stato registrato allo stand Ketron, dove sono sempre bravi a mantenere il riserbo alla vecchia maniera fino all’ultimo minuto. Quest’anno si sono presentati in fiera il 7 aprile mattina con un triplo annuncio di nuovi arranger: SD9 valeva da solo il biglietto di ingresso in fiera giacché è il segno evidente di un bel passo in avanti rispetto al “già” fortunato SD7; SD40 rinnova la tradizione dei moduli arranger mentre SD80 ravviva un segmento di nicchia, quello degli arranger con tastiere cromatiche.
  • Il numero uno al mondo dei produttori di strumenti musicali è arrivato a Francoforte con due nuovi arranger: presso lo stand Yamaha era infatti possibile provare PSR-EW400 e PSR-E453. Siamo nel segmento di prodotti dedicati al mondo dei principianti, degli amatori e di chi è alla ricerca del puro divertimento. E’ quindi interessante osservare come il costruttore giapponese abbia pensato di aggiungere un modello con tastiera estesa fino a 76 tasti, raramente presente in questa categoria di prezzo. L’occasione della fiera è stata sfruttata da Yamaha anche per mostrare il nuovo pacchetto promozionale che porta smalto nuovo all’offerta dell’ammiraglia Tyros 5.
  • Per quanto concerne lo stand Korg, dopo aver visto una versione internazionale e una localizzata per i crucchi di Pa4X, a Francoforte era visibile la terza declinazione dell’ammiraglia, quest’ultima destinata al mercato orientale. Prepariamoci: prima o poi giungeranno nuove variazioni di altri arranger workstation derivati da Pa4X: la serie è appena cominciata.
  • E parliamo dello stand Casio ora, dove è stata l’occasione per verificare i due recenti modelli di arranger nel segmento medio: MZ-X500 e MZ-X300. Questi strumenti appaiono come il risultato di un discreto rinnovamento del catalogo Casio. Bisognerà provarli di persona prima o poi, per poter valutare in profondità.
  • E tutti gli altri marchi? Altrove non sono state rilevate novità per il settore arranger e a noi non resta altro che aspettare investimenti futuri in questo comparto anche dagli altri produttori.

Volete saperne di più? Sono convinto che, nei prossimi giorni, Riccardo Gerbi pubblicherà su MusicOff i propri resoconti in formato video. Vi consiglio quindi di restare sintonizzati su quel portale. Potremo vedere presto, con i nostri occhi, le esperienze attese dei momenti più intensi di quanto è accaduto nei giorni scorsi al MusikMesse 2016.

Buona musica a tutti!

Musik Messe

Arranger workstation: analisi dei dati

Possiamo parlare di analytics?

A fronte di un discreto interesse per conoscere le quote di mercato dei vari produttori di strumenti musicali nel comparto arranger, non esistono in realtà fonti ufficiali che possano documentare e soddisfare tale curiosità. Ovviamente non stiamo parlando della qualità intrinseca dei prodotti, ma semplicemente della loro percezione sul mercato. Ho provato in diversi modi di trovare informazioni attendibili, ma i produttori di strumenti musicali si tengono ovviamente abbottonati, mentre qualche informazione trapela dai vari negozianti: ma anche da questi, non sono riuscito a ottenere conferme ufficiali con tabelle numeriche organizzate. Avevo quindi rinunciato da tempo.

Ma poi ho pensato che WordPress fornisce un piccolo set di dati statistici per chi scrive blog sulla sua piattaforma: è così ho deciso di scavare fra i diversi web analytics che, nel caso specifico, mi hanno concesso di intuire alcune basi di orientamento dell’interesse e dell’attenzione di voi lettori di tastiere.wordpress.com.

Com’è tipico nelle analisi statistiche, i dati a disposizione sono il risultato di un’indagine fatta su un campione: nel nostro caso i lettori del blog sono solo una parte della totalità di persone che compongono il fenomeno collettivo degli appassionati suonatori di tastiere arranger: tuttavia mi sembra che voi lettori possiate essere considerati una buona rappresentativa dei caratteri della totalità.

Ho quindi analizzato le letture del blog degli ultimi  dodici mesi (parliamo quindi di 200.000 visite tra marzo 2015 e febbraio 2016) misurando tutte le volte in cui qualcuno di voi lettori ha inserito un termine di ricerca nel campo apposito. E sì, forse non lo sapevate, ma WordPress (come Bing, Google e tutti gli altri motori di ricerca) memorizza in un Database i dati ricercati su Internet. Ho successivamente scaricato questo elenco su un foglio elettronico, ho normalizzato i dati perché fossero misurabili e ho tratto queste conclusioni. Sono lieto di condividere i risultati con voi: del resto, è farina del vostro sacco.

L’attenzione catturata dai diversi produttori di arranger workstation

Ricerche

Quote di interesse e attenzione per ciascun produttore di tastiere arranger

Tutti i grafici vanno spiegati, altrimenti rischiano di confondere anziché chiarire. In questa rappresentazione “a torta” potete osservare la suddivisione percentuale delle ricerche effettuate su questo blog negli ultimi  12 mesi.

Non è una sorpresa osservare come Yamaha sia in testa: il 39% delle ricerche fatte era su prodotti, servizi o risorse Yamaha. Al secondo posto c’è Korg ma ben distanzato (19%). Il calo di investimenti Roland nel mondo arranger non sta probabilmente condizionando troppo i consumatori, visto che questa casa mantiene ancora un buon livello di attenzione: il terzo posto si attesta al 17%: quando Roland deciderà di ritornare a fare sul serio potrà partire da una buona fetta di estimatori. Al quarto posto troviamo Ketron che, grazie ad un prodotto di successo come SD7, sta crescendo nel livello di interesse dei lettori.

In coda ci sono Casio, Wersi e, persino Generalmusic che, pur non avendo più strumenti in produzione, continua a vantare un buon parco di modelli circolanti. Sotto la voce “Altri”, ci sono i marchi che non raggiungono quote significative: Orla, Deebach e Technics.

L’attenzione catturata dai modelli di arranger workstation

Se ora passiamo all’analisi dei singoli modelli di strumenti, è interessante osservare come la Top 20 di chi suscita il maggiore interesse, contenga alcune sorprese.

Ricerche modelli

Modelli più ricercati sul blog

Attenzione! Mi ripeto ancora una volta: questa classifica non dice il numero di prodotti più venduti sul mercato, ma riporta quali modelli sono stati oggetto di maggiore interesse da parte dei lettori. Vale dire ad esempio: se in testa vedete Ketron SD-7, significa che quel modello è quello per cui si è verificato il livello di attenzione più alto fra i lettori di tastiere.wordpress.com. Certo non è un valore oggettivo e assoluto: tuttavia è un’indicazione significativa e può essere interpretata. Il maggior livello di interesse di un prodotto vorrà pur dire qualcosa, vero?

Incrociando i dati fra il grafico di cui sopra e questa graduatoria è notevole sottolineare come i primi due modelli in testa appartengano a Ketron e Roland e non a Yamaha, sebbene quest’ultimo sia il marchio più popolare.

Del resto le ragioni della popolarità di Yamaha risiedono nel numero elevato di modelli (ben otto fra i primi venti modelli), segue Korg con sette modelli e Roland con quattro). Ketron è in testa alla classifica ma appare nella lista dei  migliori con un solo modello: anche questo è un segnale.

Conclusioni

Lascio a voi il gioco di meditare interpretazioni diverse, ribadendo il concetto che questi  dati non vogliono assegnare punteggi sulla qualità dei vari prodotti, tantomeno sui numeri di vendita. Sono solo un segno della loro popolarità basato sul campione dei lettori. Insomma, diciamo che almeno mi sono fatto un’idea abbastanza precisa sul peso dei diversi interessi da parte dei lettori di questo blog.

Comprare o vendere tastiere usate

I lettori di questo blog conoscono già il nome di Antony Spatola, grazie alla presentazione che abbiamo pubblicato lo scorso novembre. A lui ci affidiamo oggi con questa intervista che Antony ci ha concesso e di cui gli sono grato. L’argomento è interessante per molti: quanti di noi infatti hanno già considerato la possibilità di acquistare o vendere uno strumento musicale sul mercato dell’usato? A volte si tratta solo di vendere il proprio vecchio strumento per trovare le risorse necessarie per l’acquisto di una tastiera nuova in negozio. Siamo di fronte ad un mondo irto di incertezze e di rischi, ma imparare dall’esperienza concreta di Antony in questo campo ci consente di schiarire i contorni più delicati di questa materia.

Occasioni di strumenti usati in vendita sul web

Occasioni di strumenti usati in vendita sul web

Re’: La prima domanda è in merito al prezzo di mercato. Ci sono delle fonti indipendenti che possono dare un’indicazione autorevole sulla valutazione dell’usato?

AS: A mio parere, non esistono fonti universalmente attendibili e nemmeno quotazioni ufficiali di mercato. È bene cominciare verificando se lo strumento usato dispone di un periodo residuo di garanzia; e poi considerare le condizioni d’uso, vagliare la dotazione accessoria originale e quella extra.
Di solito, ma non è una regola, uno strumento usato ma in garanzia e ancora in produzione, in ottime condizioni estetico funzionali, dotato dei suoi accessori originali e, non ultimo, del suo imballo originale, potrebbe essere quotato scorporando l’IVA del 22%, con l’aggiunta di una percentuale che varia in base al numero di mesi rimanenti del periodo di garanzia. Ma davvero non sono regole da seguire. Occorre sempre il buon senso, quello che viene sempre meno in questi casi.
Potrebbe poi essere fuorviante guardare gli annunci altrui: non possono essere una misura di paragone nel senso più assoluto.
In definitiva: ognuno può vendere al prezzo che ritiene più opportuno. Ovviamente è bene valutare se la propria richiesta sia plausibile da parte di possibili acquirenti e quanto si è disposti a perdere in valore monetario dal proprio strumento.
È infine da sfatare il mito secondo cui gli strumenti di un certo blasone tengano meglio il prezzo rispetto ad altri strumenti.

Re’: Quali sono i canali più efficaci su cui pubblicare i propri annunci di vendita?

AS: Posso citare alcuni mercatini online molto quotati e anche pubblicizzati sui media: www.mercatinomusicale.com , www.subito.it, www.kijiji.it, mercatini locali, senza trascurare i mercatini su Facebook che prendono sempre più importanza in quanto meno soggetti a truffe grazie al profilo che ognuno di noi possiede con l’iscrizione al noto social network.

Re’: Quali sono, secondo te, le informazioni più importanti da scrivere in un annuncio?

AS: Fermo restano che, in base alla mia esperienza nella compra vendita, ho appurato che quasi nessuno riferisce nei propri annunci la “verità”. Un annuncio ben fatto deve tener conto di una descrizione sommaria, corretta e senza lacune. Descrivere le reali condizioni d’uso dello strumento coadiuvato da buone foto. Peccato che il numero delle foto da inserire nei propri annunci sia molto limitato. Si va dalle cinque foto del Mercatino musicale, alle sei foto di Subito.it fino alle otto foto che è possibile inserire su eBay Annunci (alias Kijiji)

Attenzione alle truffe sul web!

Attenzione alle truffe sul web!

Re’: I truffatori si nascondo con facilità nel web. Come possiamo verificare in anticipo che non si tratti di un tentativo di raggiro?

AS: Il truffatore medio non inserisce quasi mai un contatto telefonico. Inserisce spesso foto rubate ad altri annunci di altri venditori che, a loro insaputa, non sanno nemmeno che le proprie foto sono utilizzate per realizzare una truffa. Spesso la descrizione dell’annuncio redatto dal truffatore è realizzata in uno pseudo italiano maccheronico. Il prezzo proposto dall’impostore, salvo pochi casi, è ininfluente per capire se si tratti di una truffa da queste associazioni criminali (non è quasi mai un singolo ma di solito un gruppo di delinquenti ben organizzati). Hanno imparato negli anni ad inserire prezzi che non siano sospettosi. Anche dalla modalità del pagamento si può intuire se fidarsi o no.

Re’: Fra bonifico e contrassegno, qual è la forma di pagamento più affidabile?

AS: Nel corso della mia esperienza, ho raccolto varie testimonianze anche da parte di alcuni miei conoscenti che mi hanno raccontato il loro modo di operare acquisti. Il pagamento con bonifico anticipato è il più sicuro ma esige chiaramente la fiducia di colui che si accolla il pagamento anticipato contando sulla totale stima del venditore.
Personalmente non consiglio il pagamento in contrassegno che, fra l’altro, obbliga a delle spese extra (assicurazione anche se lo strumento non è in garanzia, compenso del trasportatore per la gestione dell’incasso e soprattutto il tempo che intercorre tra la consegna del bene e l’approvvigionamento della somma che sarà versata a mezzo assegno bancari – possono passare oltre venti giorni lavorativi – e con la scomodità di andare a versare o cambiare l’assegno presso un istituto bancario).

Re’: A volte si dispone della confezione originale del prodotto o della custodia, a volte no.

AS: Se si dispone dell’imballo originale, si ha una altissima percentuale di consegna del bene senza problemi. Diversamente occorre disporre di un imballo alternativo della stessa valenza dell’originale. Oppure rivolgersi a spedizionieri che sono in grado di realizzare l’imballo adeguato allo strumento da spedire. Con costi, ovviamente, elevati.
In questi casi, occorre ricreare le condizioni interne dell’imballo originale. Questo prevede una certa esperienza e non si può improntare tutto sul momento. Occorre ricordare che gli strumenti musicali, soprattutto a tastiera, non appoggiano su alcun lato dell’imballo e sono “sospesi” dentro l’imballo mediante i supporti di polistirolo o altro materiale idoneo. Mancando questi e non riproducendoli al meglio, si mette seriamente a rischio la spedizione e il contenuto del pacco.

Pubblicare fotografie dello strumento in vendita aumenta la visibilità sui portali di annnci

Pubblicare fotografie dello strumento in vendita aumenta la visibilità sui portali di annnci

Re’: Ci sono precauzioni possibili sulla puntualità della consegna?

AS: Per ridurre il numero di giorni in cui il prodotto è nelle mani del corriere, è bene spedire entro e non oltre il mercoledì della settimana per assicurare una consegna entro 48 ore. In due giorni lavorativi qualsiasi corriere è in grado di consegnare in qualsiasi parte d’Italia.

Re’: Se acquisti uno strumento musicale usato da un negozio, puoi richiedere una garanzia?

AS: I negozi che vendono un proprio prodotto usato sono obbligati a dare garanzia. Se un negozio che vende un usato proprio non offre alcuna garanzia, rivolgetevi ad altro negozio.

Re’: Quali situazioni di rischio si possono verificare durante il trasporto?

AS: Ogni spedizione, che sia dotata di imballo originale o imballo alternativo, è soggetto ad un minimo rischio. La causa di questa insicurezza è da attribuire al comportamento medio dei corrieri che operano sul territorio nazionale. Consiglio l’assicurazione solo per gli strumenti in garanzia e se è possibile risalire ad essa mediante scontrino fiscale o fattura. Assicurare uno strumento non in garanzia è solo una perdita di denaro. Nel caso di un sinistro, uno strumento usato non in garanzia anche se assicurato, dopo mesi di peripezie, comporterà un rientro economico di 1 Euro per kg volumetrico. La volumetria del pacco viene stabilita moltiplicando i tre lati del pacco e dividendo per un numero che varia da corriere a corriere (di solito è 4.000 o 5.000).

Re’: Le ultime raccomandazioni per chi compra?

AS: In caso di acquisto: assicuratevi che il venditore disponga dell’imballo originale o di uno adeguato. Che sappia imballare bene il prodotto. Che sia disposto a fornirvi un numero telefonico “in chiaro” (diffidate da chi non vi fa visualizzare il proprio numero telefonico), tutte le foto reali dello strumento, eccetera. Preferite sempre il pagamento con bonifico bancario tracciabile e assicuratevi che il venditore sia correntista di una banca “fisica” o banca online senza macchia e affidabile.

Vega

Sul mercato dell’usato online, ci sono strumenti altrimenti introvabili

Re’: E per chi vende?

AS: In caso di vendita: sempre che vi riteniate delle persone corrette, richiedete il pagamento a mezzo bonifico bancario senza dimenticare di non far mancare la vostra fiducia ad una persona che non vi conosce e che dev’essere supportata al meglio. Quando andate in agenzia di spedizione, fatevi rilasciare copia della ricevuta di spedizione con numero di tracking e inviatela all’interessato. Seguite in prima persona l’iter della spedizione perché è sempre il venditore responsabile dello strumento inviato fino a quando non sarà consegnato all’acquirente. Non esiste, dal mio punto di vista, la tipica frase: “La colpa è del corriere”. Se lo strumento che avete spedito arriva danneggiato non potete dire all’acquirente che la colpa è solo del corriere. Non dimenticate che l’acquirente vi ha dato tutti i soldi che avete richiesto in totale fiducia. Per cui è giusto che ognuno faccia la propria parte. Vincere “facile” non è ammesso in nessuna transazione o compravendita.

Re’: Grazie Antony, a presto.

 

Una serata all’Ariston: la musica come la vita si fa solo insieme

Sanremo 0Anche quest’anno, mi è stata assegnata l’incombenza di accompagnare alcuni ospiti al Festival di Sanremo così come era successo l’anno scorso e così come vi avevo raccontato. La novità dell’edizione 2016 è che la kermesse musicale è stata giudicata dal nostro governo come un obiettivo sensibile del terrorismo islamico (sic) e così – per la prima volta – tutti gli spettatori sono stati schedati e perquisiti all’ingresso. Quella sera, la presenza massiccia di forze dell’ordine intorno al teatro ha inevitabilmente attenuato il consueto ambiente di festa davanti all’Ariston.

Una volta entrati, abbiamo ammirato la scenografia che ci ha favorevolmente impressionato anche se, dilatandosi dal palco verso la platea, aveva causato la rimozione delle prime file di poltrone, riducendo così il numero delle persone nel pubblico in sala. Il minor numero di poltrone ha ridotto il lavoro per i figuranti, quelli pagati per correre a occupare le poltrone di chi si assenta un attimo per una tappa alle toilette.

Sanremo 1Siamo capitati nella serata delle cover e, quindi, abbiamo assistito  all’esecuzione di ottime canzoni tratte dal migliore repertorio italiano. Quella sera sono stati semplicemente sublimi gli incommensurabili Stadio che, con La notte dei miracoli di Lucio Dalla, hanno coinvolto e commosso tutto il pubblico in sala. Grandi. E’ stato invece per me sorprendente Clementino che ha dato vita ad una versione esplosiva, trascinante e particolarmente comunicativa della bellissima Don Rafaè scritta da Massimo Bubola e rifinita poi da Fabrizio De Andrè. Ho trovato poi ben curata la buona dinamica dell’arrangiamento di Cuore di Rita Pavone, in cui Arisa ha dimostrato a sorpresa di aver ancora una buona freschezza nelle corde vocali. Seppur non molto originale, Enrico Ruggeri è stato convincente nel presentare la versione rock della Canzuncella degli Alunni del sole. Per una volta, Morgan non ha cercato di strafare e, quindi, i Bluvertigo sono piaciuti per come si sono impegnati a rispettare La lontananza di Mimmo Modugno. Le grandi canzoni del mitico Renato Carosone sono apparse in due occasioni: Tu vuo’ fa l’americano con Rocco Hunt, più arruffapopolo che cantante, e O’Sarracino con un Neffa non proprio comodo nel ruolo. Ha strappato numerosi applausi il coraggio dei giovani siciliani Caccamo & Iurato che hanno deciso di confrontarsi con Amore senza fine (Pino Daniele). Elio e le storie tese sono stati sempre bravi e geniali, senza dubbio, ma A fifth of Beethoven non mi ha coinvolto, non era successo nemmeno quando avevo diciassette anni e quel brano (allora strumentale) spopolava nelle discoteche. Di  Noemi ricordo la grinta con cui ha cantato Dedicato scritta da Ivano Fossati e resa celebre da Loredana Berté.Sanremo 2

Era la serata celebrativa dei Pooh che hanno dimostrato sul palco di non avere ancora smarrito le loro buone qualità tecniche, salvo Riccardo Fogli che probabilmente pagava l’assenza dai concerti del gruppo negli ultimi 43 anni. Durante il loro medley, tutto il pubblico femminile in teatro cantava le canzoni a memoria e a squarciagola, mentre io mi sentivo a disagio, un po’ come se fossi l’unico uomo presente in un negozio di Accessorize.

Questa volta l’orchestra era separata dalla platea e le pause pubblicità erano molto brevi: non mi è stato possibile avvicinarmi ai musicisti e, con mio rammarico, non sono riuscito a scambiare nemmeno una parola con i maestri. Come sempre, gli strumenti a tastiera erano tutti incerottati per nascondere il marchio e il modello di tastiera. Ho scattato alcune foto e le potete vedere qui: cercate di capire da voi quali strumenti erano presenti.

Purtroppo la presenza del pianista Ezio Bosso era nella serata precedente e quindi mi sono perso il suo magico intervento. Come tutti, l’ho visto in TV ed è bastato per ravvivare l’ammirazione per un uomo così pieno di coraggio e che ha lasciato un segno con le sue parole: “la musica come la vita si fa solo insieme”.

Cari lettori di questo blog, voi che siete come me appassionati suonatori di tastiere arranger,  lo sapete che ascoltare la musica dal vivo è sempre un’esperienza unica e straordinaria. In questo caso, dobbiamo ancora ringraziare Adriano Aragozzini per aver riportato nel 1990 l’orchestra al Festival al posto dell’odioso playback delle basi, che purtroppo ancora dilaga in modo ossessivo nella TV come in  X-Factor ed eventi analoghi.

Sanremo 3

Il rapporto 2015 del blog tastiere.wordpress.com

Continua la tradizione di fine anno secondo cui i “folletti” delle statistiche di WordPress.com preparano e pubblicano un rapporto annuale per documentare il numero di letture di ogni blog, compreso questo.

Cattura

Commentiamo brevemente insieme i risultati:

  • Questo blog è stato visto oltre 198.000 volte nel 2015.
  • Il giorno più trafficato dell’anno è stato il 20 aprile con 913 pagine lette. Il messaggio più popolare quel giorno è stato Ketron alza il sipario su SD7 (al Musik Messe 2015).
  • Nel 2015, ci son stati 75 nuovi articoli, che hanno portato gli archivi totali del blog a 395 articoli.
  • I lettori provengono prevalentemente dall’Italia (88%) ma si contano numerose letture anche da Stati Uniti, Germania, Svizzera e Francia. In totale questo blog è stato letto in 119 paesi nel mondo.
  • Anche i commenti contribuiscono ad arricchire il contenuto di questo blog: è doveroso ringraziare i commentatori più prolifici: Liberato, Pietro, Manuele, Alberto, Roberto1, Maurizio.

Il blog tastiere.wordpress.com esiste da diversi anni: il primo articolo porta la data del 10 ottobre 2009. Da allora, dopo alcuni mesi molto timidi in cui le mie aspettative erano di avere 25 lettori al massimo, questo blog ha registrato un crescendo inarrestabile di interesse e quest’anno abbiamo sfiorato di poco le 200.000 letture in 12 mesi. E il numero medio è di 542 visite giornaliere.
Per la cronaca, dal 2009 ad oggi il numero totale di letture è di 693.000 (sic!). Credo che questi numeri parlino da soli ed evidenziano un buon segnale di attenzione, cosa che dovrebbe far riflettere i manager delle aziende che producono tastiere musicali.

Cattura

Numero di visite annuali su tastiere.wordpress.com

Del resto, è stato un anno importante per il comparto degli arranger workstation e, nonostante la consueta disattenzione da parte dei media, i produttori di strumenti musicali hanno lanciato sul mercato numerosi modelli. I dieci più importanti sono stati commentati e presentati qui in questo blog che si è ancora una volta dimostrato un punto di riferimento per chi suona ed è appassionato di questa materia. Ancora una volta mi sento in obbligo di ringraziare tutti voi lettori, per la gradita attenzione. Scusate se mi ripeto, ma voi lettori siete il motivo che mi spinge a continuare a scrivere nuovi articoli, così spontaneamente e con il solo ritorno della vostra amicizia e fedeltà nella lettura.

Permettetemi di citare le recenti parole di Papa Francesco per augurare a tutti un buon anno nuovo: «Attraverso il perdono, vinciamo il male con il bene, trasformiamo l’odio in amore e rendiamo così più pulito il mondo».

Un abbraccio,
Renato

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Per chi  se li fosse persi, ecco qui gli articoli più significativi del 2015: