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La tastiera arranger migliore per (ri)cominciare

Molti di voi hanno avuto una tastiera tra le mani da ragazzi. Alcuni l’hanno suonata per anni, altri solo per un’estate, poi la vita ha preso il sopravvento e la musica è rimasta indietro. Eppure, basta un accordo sentito per caso, un vecchio brano che riaffiora, un video che vi sorprende, e quel desiderio torna a bussare. È un richiamo che non si spegne, anche dopo molto tempo.

Allerta spoiler! Oggi parliamo di Yamaha PSR-E583 e PSR-E483, Korg EK-50L e i3 (2020), Casio CT-S500 e CT-S1000V, Roland GO:KEYS 3 e GO:KEYS 5. Cos’hanno in comune queste tastiere? Scopriamolo insieme.

Foto di Danik Prihodko

La verità è che non esiste un’età giusta per ricominciare. La musica vi accoglie così come siete, con le mani un po’ arrugginite, con la memoria che torna a scatti, con la voglia di ritrovare un pezzo di voi stessi. E spesso scoprite che il gesto ritorna più facilmente del previsto: il tocco, il ritmo, la sensazione di casa. Del resto le tastiere di oggi rendono tutto più semplice. Suoni ispirati, accompagnamenti che vi sostengono, interfacce immediate. Dovete solo lasciarvi guidare dal piacere di suonare. Bastano pochi minuti al giorno per far rinascere un’abitudine che credevate perduta.

Se sentite di appartenere a questa categoria, non temete: non siete soli. Molti di voi, arrivati a questo punto, si chiedono quale sia la tastiera arranger migliore per (ri)cominciare. La verità è che, se siete in questa fase, qualsiasi strumento moderno ha suoni, stili e funzioni che vent’anni fa erano impensabili, anche nelle fasce più economiche. La tecnologia ha fatto un salto enorme e oggi persino una tastiera da meno di 300 euro permette di suonare grande musica, divertirsi e ritrovare il piacere di stare sui tasti. Se la passione è viva, il consiglio più sincero è semplice: entrate in un negozio di strumenti musicali, provate ciò che vi ispira e scegliete la tastiera che rientra nel vostro budget. Il resto lo farà la vostra voglia di tornare a suonare.

Ricominciare significa regalarvi uno spazio vostro, un momento in cui il tempo rallenta e la mente respira. È un ritorno che non ha regole e non ha scadenze. Accendete la tastiera, appoggiate le dita, lasciate uscire il primo accordo. Il resto arriverà da sé.

Non mi credete? Ecco cosa si può fare con Casio CT-S500 (279 euro), Yamaha PSR-E483 (379 euro), PSR-E583 (499 euro), Korg i3 (425 euro) o Roland GO:KEYS 3 (355 euro) e GO:KEYS 5 (444 euro). Godetevi questi video dimostrativi e fate la vostra scelta.

Casio CT-S500 – Prezzo di riferimento 279 euro
Yamaha PSR-E483 – Prezzo di riferimento 379 euro (PSR-E583: 499 euro)
Korg i3 – Prezzo di riferimento 425 euro
Roland GO:KEYS 5 – Prezzo di riferimento 444 euro

Yamaha rilascia MIDI Song to Style 1.2

Con il lancio recente di PSR-E583 e PSR-E483 – visibili allo stand Yamaha del Winter NAMM 2026 in questi giorni – la casa giapponese ha reso nota la disponibilità di un aggiornamento software relativo all’applicazione software MIDI Song to Style di cui vi ho scritto tutto nel test pubblicato qui in questo blog nel febbraio 2024.
Fino ad oggi, l’applicazione funzionava con strumenti dotati di quattro variazioni principali dello stile (Genos, serie PSR-SX, Tyros, PSR-S e precedenti). Con la nuova versione, il supporto si estende anche agli strumenti della serie E, che utilizzano due variazioni principali, proprio come i due nuovi modelli.

Fonte: yamaha.com

La documentazione ufficiale riporta che, non appena si colleghi una tastiera, l’applicazione riconosce automaticamente se deve lavorare in modalità a due o quattro variazioni. È sufficiente trascinare il MIDI file e scegliere se usare la modalità Easy, immediata e intuitiva, oppure la modalità Edit, per un controllo più dettagliato. In pochi clic, lo stile di accompagnamento prende vita, pronto per essere utilizzato nell’arranger.

Per chi gestisce tastiere diverse (a 2 e 4 variazioni), è necessario partire dallo stile a quattro variazioni, salvarlo, e poi convertirlo in versione a due variazioni scegliendo semplicemente le sezioni che si vogliono mantenere.

Yamaha alza il sipario su PSR-E583 e PSR-E483

Con l’annuncio odierno di PSR-E583 e PSR-E483, è inevitabile il confronto con il precedente PSR- E473 (ricordate il mio test di quest’ultimo?). Ecco una panoramica ragionata delle differenze principali.

Per quanto riguarda suoni e stili, la nuova generazione offre una libreria più ampia e, sulla carta, più raffinata. L’aumento degli stili e degli effetti suggerisce una maggiore varietà timbrica e più possibilità di personalizzazione. PSR- E473 offriva 820 voci, 290 stili, 152 tipi di arpeggio, un numero limitato di Super Articulation ed effetti DSP. I nuovi prodotti includono di più: oltre 860 voci (890 sul modello superiore), 345 stili, 164 tipi di arpeggio, una lista di Super Articulation Lite più estesa e DSP ampliati (41 DSP1 + 12 DSP2).

Fonte: Yamaha.com

La polifonia resta confinata nelle 64 note. In termini di peso, PSR-583 è poco più pesante (7,3kg contro 7,0kg) rispetto gli altri due modelli (vecchio e nuovo). I consumi elettrici salgono da 9W a 13W per entrambi i modelli. Viene mantenuta la presenza di interfaccia audio USB.

I controlli in tempo reale rivelano nei nuovi strumenti alcune migliorie per modellare il suono. Il modello precedente gestiva due manopole Live Control, un pulsante Motion Effect e il Pitch Bend. PSR-E483 non si discosta molto ma Yamaha riporta un Motion Effect potenziato e DSP più numerosi. La musica cambia con PSR-E583: possiede tutto ciò che ha PSR-E483 e in più compaiono la Modulation Wheel ed un ingresso per il pedale d’espressione; in altre parole, abbiamo il primo modello della serie PSR-E in grado di offrire un controllo espressivo paragonabile a tastiere di fascia superiore.

Dal punto di vista della connettività, osserviamo un passo in avanti a favore dei musicisti più creativi, mentre la presenza della porta USB-C modernizza il tutto.

PSR-E583 – Fonte: http://www.yamaha.com

Dal punto di vista dell’usabilità, non cambiano le funzioni (fra cui Auto Chord Play e Sampling), ma l’aspetto è più maturo e vicino alle serie superiori di Yamaha, grazie ad un’interfaccia video migliore (display a griglia più leggibile) e un design più professionale (pannello completamente nero). La registrazione audio è possibile fino a 80 minuti (in formato WAV 44.1 kHz, 16-bit, stereo): è una caratteristica classica già presente in molti arranger Yamaha e ora viene offerta anche nei modelli di questa fascia di prezzo.

L’annuncio odierno segnala un cambio di rotta: Yamaha, da alcuni anni, ci aveva abituato a lanciare i modelli PSR-E in coppia con una versione a 61 ed una a 76 tasti. Questa volta, invece, entrambi i modelli hanno 61 tasti.

In breve: l’impressione iniziale che possiamo condividere è che PSR-E483 sia un aggiornamento coerente (più suoni, più stili, più DSP, connettività migliorata) che non rivoluziona, ma raffina. Mentre PSR-E583 si presenta come un piccolo salto generazionale: la Modulation Wheel e il pedale d’espressione lo rendono il modello più “strumento” della serie PSR-E.