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Medeli

Qualcuno di voi avrà notato che, su TastiereArranger.com, non abbiamo mai parlato di Medeli. Finora.

Non è stato un caso, né una distrazione: è stata una mia scelta editoriale e me ne prendo la responsabilità. Avevo provato alcuni prodotti Medeli in passato, quando capitava di trovarli esposti nei negozi di strumenti musicali. Ma, ogni volta, non mi hanno mai dimostrato né la qualità né la solidità necessarie per trovare spazio in un blog rivolto a musicisti esigenti, abituati a strumenti affidabili e con una vera identità sonora. Per anni la distribuzione è stata intermittente e – diciamolo senza mezzi termini – i prodotti Medeli non erano competitivi rispetto ai marchi che hanno dominato il nostro mercato negli ultimi decenni.

Nonostante ciò, ho sorvolato troppo a lungo sull’argomento. È arrivato il momento di parlare qui anche di Medeli.

Fonte: https://www.medeli.eu/

La storia del marchio parte nel 1983, quando Medeli Electronics nasce a Hong Kong, fondata dall’ingegnere George Cheng, appassionato di musica e formato alla Tsinghua University. L’obiettivo è chiaro fin dall’inizio: creare strumenti elettronici accessibili, affidabili e pensati per un pubblico ampio. Il primo prodotto, la tastiera MC‑3, è un successo: oltre un milione di unità vendute. Un risultato che permette all’azienda di investire in ricerca, DSP proprietari, nuove linee produttive e, soprattutto, nella tecnologia che renderà possibile la nascita degli arranger Medeli.

Fonte: TIMELINE | medeli hk

Prima di firmare i propri arranger, Medeli attraversa una lunga fase di produzione OEM. È un capitolo spesso ignorato: l’azienda costruisce strumenti per marchi europei e americani che cercano tastiere entry‑level e mid‑level affidabili a bassi costi di produzione. Cercando in rete – e ammesso che le fonti siano affidabili – emergono diversi modelli significativi: Wersi ha affidato a Medeli la produzione dei modelli Performer le tastiere didattiche e arranger entry‑level per il mercato tedesco; e poi l’italiana Generalmusic (GEM) ha fatto ricorso a queste linee di produzione per modelli di fascia bassa come la serie GK e, successivamente, anche l’expander GEM RP‑X. Per Kurzweil, ha dato vita a diversi modelli consumer ed educativi, fra cui le serie KP e KS. Per la giapponese Roland ha prodotto la versione economica di E‑09 (Asian Edition) e, molto più recentemente, Roland E-X10, E‑X20 e E‑X30, versioni pensate per mercati emergenti ma comparse anche in Italia, con risultati incerti. Questa lunga fase OEM ha permesso a Medeli di accumulare un know‑how enorme: migliaia di feedback, centinaia di revisioni, una comprensione profonda di ciò che un arranger deve fare per essere davvero utile a chi suona.

Dopo i primi modelli ingenui della serie M, con il tempo, Medeli introduce modelli più ambiziosi a proprio marchio, con DSP più ricchi, tastiere migliori e stili più complessi. È la fase in cui il produttore di Hong Kong cerca di smettere di apparire come un costruttore “solo per principianti” e inizia a parlare anche ai performer. Questo periodo di crescita è stato documentato nel 2019 dall’amico Riccardo Gerbi su SM Strumenti Musicali. E così è fino al salto di qualità della la serie AKX (2021). Con AKX10 e AKX603 Medeli punta al territorio delle workstation‑arranger superiori, con suoni moderni, effetti seri, controlli professionali e una gestione più evoluta dell’accompagnamento. La serie AKX segna l’ingresso in un segmento competitivo, dove la qualità non può essere “buona per il prezzo”: deve essere buona, punto.

Oggi Medeli non è più un produttore nascosto dietro altri brand. Opera in oltre 70 paesi, conta oltre un migliaio di dipendenti e sviluppa DSP proprietari, software, tecnologie e strumenti come pochi avrebbero previsto negli anni ’80. Sul sito ufficiale, il distributore italiano è Frenexport SPA con sede a Porto Recanati. Sul mercato italiano si trovano diversi modelli di arranger che mi riservo di provare, tra cui – se ne avrò l’occasione – la nuova AKX10S, lanciata nel 2026 e che – si dice – sia in grado di suonare gli stili Yamaha dopo conversione.

Chissà: magari riuscirò a rivedere le mie perplessità e farmi smentire.

MusikMesse 2019: in trasformazione

C’è stato un tempo in cui il MusikMesse primaverile di Francoforte era l’evento planetario più importante dell’anno per i professionisti e gli appassionati degli strumenti musicali. Successivamente, il ruolo predonimante globale è stato catturato dal Winter NAMM californiano, mentre il Messe teutonico comunque ha mantenuto un peso vivace a livello internazionale in qualità di strategica vetrina di prodotto. Ma il progressivo ed inesorabile calo di visitatori e di attenzione da parte dei media, così come registrato negli ultimi anni, ha provocato un’inevitabile trasformazione, tangibile in questa edizione del 2019.

Al MusikMesse 2019 non mancano le novità e le sorprese: occorre però armarsi di occhi nuovi e di tanta curiosità musicale.

Si sono rarefatti gli ampi stand dei grandi produttori di strumenti musicali con tutti i prodotti tirati a lucido e schierati pronti per la prova della massa di visitatori. Ci sono rare eccezioni fra cui Kurzweil, che si è presentata al Messe in pompa magna con l’annuncio di PC4. Gli spazi della fiera sono stati ripresi da business center e da produttori diversi dove, a sorpresa, hanno preso il sopravvento i produttori artigianali del Made in Italy specialisti nella liuteria, nella produzione degli strumenti a fiato e nella realizzazione di fisarmoniche, come stanno ben documentando in questi giorni i colleghi della redazione di SM Strumenti Musicali. Persino Nord Keyboard che, in contemporanea con la fiera, ha lanciato il Nord Grand piano con tastiera pesata di fattura Kawai, si è defilata in un hotel nelle vicinanze del MusikMesse, senza esporre alcunché in fiera.

Kurzweil PC4, novità al MusikMesse 2019

Va da sé che questo nostro blog delle Tastiere Arranger si è dovuto adeguare. Quest’anno non abbiamo l’occasione di raccontarvi gli stand degli espositori, come eravamo soliti fare da molti anni. Non vi è traccia di novità che possano scuotere l’attenzione dei suonatori di arranger, con la sola eccezione del produttore cinese Medeli sotto l’egida del distributore Frenexport: sono tastiere di cui l’amico Riccardo Gerbi ha pubblicato recentemente un interessante carrellata sulla rivista web SM Strumenti Musicali. La lettura è consigliata a tutti voi.

I tempi cambiano e le considerazioni fatte a suo tempo sulle fiere ai tempi di Internet diventanto quanto più attuali.

Dulcis in fundo, nonostante il silenzio di Francoforte, circolano voci di corridoio secondo le quali Yamaha sia in procinto di ufficializzare qualche interessante novità a breve. E allora restiamo attenti e sintonizzati!