Per qualcuno è una banalità, per altri un metodo vale l’altro; per altri ancora, questo è un aspetto serio da studiare a fondo per imparare a suonare con soddisfazione la propria tastiera arranger.
Si chiama diteggiatura, in inglese fingering.
In musica, la diteggiatura determina quali dita e quali posizioni della mano vadano utilizzate per suonare uno strumento. E’ l’argomento principe da cui si comincia nella lezione numero uno di qualsiasi studente che voglia imparare a suonare. Non per nulla gli spartiti dei primi esercizi riportano sempre in chiaro il numero del dito da utilizzare accanto alle varie note sullo spartito.
Nel mondo degli arranger, invece, la diteggiatura ha un ruolo fondamentale nel riconoscimento degli accordi. Agli albori di questo segmento di strumenti a tastiera, il controllo degli accordi che guidavano gli stili di accompagnamento era affidato alla sola mano sinistra, dato che l’arranger riconosceva gli accordi solo Continua a leggere →
Chi frequenta abitualmente questo blog sa che raramente ritorno e modifico articoli già pubblicati in passato. Su un argomento già trattato, preferisco scrivere un articolo nuovo. Di norma è sempre così, poi ci sono le eccezioni. Ad esempio vi segnalo le pagine che trovate sulla destra della home page sotto il titoletto Informazioni. Vi consiglio di visitarle di tanto in tanto , almeno per verificare gli aggiornamenti periodici di questi tre articoli di cui ora vi faccio cenno, in quanto possono rappresentare un breviario informativo aggiornato sugli arranger.
Il secondo è la Rassegna del mondo arranger dove troverete uno specchietto sommario che riporta gli arranger lanciati sul mercato globale in questimi ultimi cinque anni, in ordine cronologico inverso di apparizione.
E, per finire, non dimenticate di fare clic su I prezzi degli arranger dove è pubblicata una sintetica guida all’acquisto. I prezzi sono puramente indicativi: e di certo potrete trovare negozi pronti ad applicarvi importi diversi (inferiori o superiore). Ma così, almeno avete un’idea di base per l’orientamento. Recentemente ho aggiunto la colonna dell’anno di lancio di ciascun modello, giusto per far capire quali modelli sono da più tempo a listino.
E ora vi lascio con Barry Gonen, la sua voce e la sua Yamaha Tyros 4, alle prese con la reinterpretazione di Moondance (brano scritto e pubblicato da Van Morrison nel febbraio 1970, soltanto 45 anni fa).
Se siete entrati in possesso recentemente di un nuovo strumento digitale a tastiera e vi sentite impotenti davanti alle numerose funzioni nascoste all’interno della scocca del vostro nuovo arranger, ecco per voi alcuni piccoli suggerimenti. Tanto per cominciare.
Controllate la garanzia
La prima cosa da fare, al momento dell’acquisto di uno strumento musicale, è assicurasi l’assistenza durante il periodo di garanzia. Conservate lo scontrino di acquisto in un posto sicuro. Di certo non tenetelo per mesi/anni nel vostro portafoglio: quasi tutti i registratori di cassa utilizzano stampanti termiche e l’inchiostro è portato a deteriorarsi in fretta e correte quindi il rischio che – a distanza di tempo – il vostro scontrino non sia più leggibile. Una buona idea è quello di passarlo allo scanner e conservarne anche una copia digitalizzata. Non si sa mai: potreste aver necessità di ristamparlo alla bisogna.
Con l’ausilio di un solo pianoforte acustico o di una chitarra a sei corde sono state composte le musiche e le melodie più belle di tutti i tempi. Con un antiquato registratore a quattro tracce, i Beatles hanno prodotto i loro primi capolavori. E’ inevitabile: l’assenza di comodità costringe il nostro cervello a lavorare di più, costringe il nostro cuore a battere con maggiore passione, costringe i nostri sensi a raddrizzare le antenne alla ricerca di stimoli nuovi.
L’assenza di risorse produce creatività.
Qualcuno sostiene che l’età dell’oro della musica sia alle nostre spalle: e questo concetto dovrebbe riguardare sia la musica classica, sia il rock. Molti sostengono che la musica vintage sia soltanto un ricordo e difficilmente potremmo renderlo nuovamente attuale.
Onestamente io questo non lo so. Quello però che posso costatare è come quella musica straordinaria di un tempo sia stata realizzata con strumenti limitati e con tecnologie datate, nulla a che vedere con la vastissima offerta di gingilli tecnologici che abbiamo a disposizione oggi; e a buon mercato rispetto un tempo.
Vi segnalo un piccolo ma utile canale YouTube: si chiama TutorSynth, è originario dalla Croazia e offre un interessante serie di filmati video istruttivi per gli scopi più diversi legati alle tastiere arranger. I filmati sono tutti auto-esplicativi e valgono come esempi concreti di utilizzi specifici di arranger.
Per chi possiede Tyros2, ad esempio, potrebbe tornare utile una guida alla conversione dei campioni dal formato Tyros3 al precedente formato Tyros2 (da UVN a TVN).
I mercati virtuali dove acquistare risorse MIDI e audio per arranger workstation non stanno vivendo una stagione di sviluppo. Tuttavia i migliori di questi siti sono ancora attivi e mettono a disposizione un discreto numero di risorse interessanti ed originali. Parliamo oggi di MIDI Spot, un negozio di stili e MIDI file per arranger nato a fine degli anni novanta che, in passato, aveva rappresentato un punto di riferimento per i suonatori di strumenti Roland, Solton/Ketron e Technics e che ora si è concentrato sui possessori di strumenti Yamaha.
La sede di MIDI Spot è in Danimarca e nel negozio virtuale è possibile acquistare stili originali, MIDI file e file in formato Audio.
Se disponete di un apparato iOS, potete leggervi gratuitamente tutti i numeri arretrati della rivista bimestrale Strumenti Musicali. Questa opportunità vale per tutto il mese di agosto 2014.
La notizia è positiva in sé, chissà che non stuzzichi l’interesse di qualche lettore aumentando il numero di abbonati. E’ un peccato però che la pregevole iniziativa sia ristretta alla cerchia limitata dei possessori di dispositivi Apple: la consultazione infatti è veicolata tramite l’appStrumenti Musicali scaricabile dall’Apple Store.
Gli arretrati disponibili risalgono nel passato fino al numero di gennaio 2012. Chissà se un giorno saranno disponibili su web gli arretrati della rivista pubblicati dagli editori precedenti negli anni novanta e duemila, cioè nel periodo dell’età dell’oro degli arranger.
Vi segnalo una selezione degli articoli interessanti per gli appassionati di arranger workstation, tutti firmati da Continua a leggere →
Oh, finalmente: ecco un bel filmato divulgativo, ecco una veloce carrellata che aiuta a far chiarezza fra workstation e arranger. Rick Formidoni è il responsabile della formazione all’uso degli strumenti musicali in Korg USA e, finora, si era distinto sul web grazie ad una seria di micro-filmati della durata di una manciata di secondi ciascuno, in cui presentava definizioni sintetiche sui basilari concetti degli strumenti Korg.
Questa volta Rick si rivolge a quanti stanno valutando l’acquisto di una nuova tastiera musicale e non sono ancora sicuri della propria scelta. Nasce così questo prezioso aiuto volto a evidenziare le differenze principali fra una workstation classica e una tastiera arranger professionale.
Accanto a Rick si scorgono le tre workstationKorg a listino: Kronos X, Krome e Kross. Gli si contrappongono gli arranger della serie Pa: Pa3X, Pa900 e Pa600. Ma un confronto analogo si potrebbe fare con altri marchi:
in casa Yamaha paragonando le workstationMotif XF, MOXF e MOX con gli arrangerTyros 5, PSR-S950 e PSR-S750
in casa Roland paragonando le workstationFA06/FA08, Jupiter e Juno-DI con gli arranger BK-9 e BK-5
non possiamo invece fare un confronto analogo in casa Ketron, visto che produce (ottimi) arranger ma non workstation nel senso tradizionale del termine.
In breve ecco le ragioni per cui scegliere una workstation classica:
siete alla ricerca di una vasta e rinnovata tavolozza sonora che sfrutti la miglior tecnologia allo stato dell’arte per produrre il panorama musicale più ricco di immaginazione e creatività
dovete produrre colonne sonore per film o TV ricorrendo a sovrapposizioni di tappeti sonori originali
lavorate e registrate in uno studio professionale e avete bisogno di personalizzare tutti i parametri di una libreria vastissima di suoni sul vostro PC o Mac.
suonate in una band e siete alla ricerca dei migliori suoni tipici da tastiera: pianoforte, organo, sintetizzatore…
avete necessità di controllare rapidamente i filtri, gli effetti e i parametri dei vostri suoni
volete disporre di un vastissimo arsenale sonoro fatto di numerosi GB.
registrate in formato audio, disponendo di effetti esterni e ricorrendo a strumenti specifici di produzione musicale
Ed ecco le situazioni per cui è preferibile optare per una tastiera arranger professionale:
avete un’idea di brano musicale partendo da una sequenza di accordi e cercate una band virtuale che suoni con voi
suonate leggendo lo spartito e i testi delle canzoni o avete bisogno di proiettare i testi su uno schermo video esterno per una festa in stile karaoke
siete un compositore e state cercando lo strumento più veloce per produrre un demo di qualità delle vostre canzoni
siete l’unico musicista nei paraggi e avete bisogno di riempire di suoni e di accompagnamenti le vostre esibizioni
avete la necessità di controllare rapidamente dal vivo il trasporto di ottava o di semitoni del vostro strumento musicale
avete l’intenzione di far suonare i vostri MIDI file sfruttando una tavolozza sonora di rango professionale
cantate e avete bisogno di un armonizzatore vocale a più voci.
Ma Rick Formidoni riserva il consiglio più interessante alla fine della sua rassegna: andate in un negozio fornito di strumenti musicali, provate da voi stessi, fate i confronti con le vostre mani e le vostre orecchie.
In questo scorcio di tardissima primavera e di incipiente estate, non si registrano solitamente novità trascendentali nel mercato degli arranger workstation, fatte salve le soliti nobili eccezioni che a volte sorprendono anche gli addetti ai lavori.
Oggi però, mentre controllavo ed aggiornavo la tabella dei prezzi degli arranger sul mercato, ho notato con curiosità alcune oscillazioni di prezzo, rispetto almeno il periodo della recente fiera di Franconforte.
Questo articolo è la traduzione italiana di un interessante scritto di Craig Anderton uscito sulla prestigiosa rivista USA Keyboard Magazine nel mese di novembre 2009. Craig ha scritto parole che condivido al 100% e ho pensato che fosse una buona idea far conoscere questo scritto ai lettori italiani di questo blog (1).
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Io comprendo perché tu abbia già quasi voltato pagina: ho scritto “tastiera arranger” e tu stai pensando a quel ragazzo che hai visto all’Holiday Inn mentre suonava You Light Up My Life limitandosi a premere alcuni pulsanti sulla tastiera e a cantarci sopra. E chissà potresti anche avere ragione, ma forse potresti anche sbagliarti.
Le tastiere arranger, come quelle della serie Korg Pa, Yamaha Tyros/PRS-S, Roland BK e Ketron Audya (2), sono il risultato di una evoluzione avvenuta negli anni e oggi offrono suoni di qualità e frasi musicali umanizzate, rendendo disponibili molte altre funzionalità utili per fare musica. Ora vediamo insieme perché questa materia potrebbe riguardare anche Continua a leggere →