Informazioni su Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger
Ho creato nel 2009 il blog Tastiere Arranger per raccontare tutto quello che si deve sapere sulle tastiere con accompagnamenti. Ho collaborato in passato con MusicOff e AudioFader. Oggi, oltre a scrivere per questo blog, faccio parte del team di autori di SM Strumenti Musicali dove pubblico test, focus e recensioni sugli arranger.
Ecco per voi una nuova infografica: offre una panoramica completa dell’evoluzione della tecnologia applicata alle tastiere arranger dal 1980 al 2024. Questa rappresentazione è stata progettata per fornire uno sguardo immediato e chiaro sui principali sviluppi e innovazioni che hanno trasformato il mondo delle tastiere arranger negli ultimi quattro decenni.
Consideratela come un colpo d’occhio utile per i musicisti appassionati di tecnologia musicale e per chiunque sia interessato a comprendere come le tastiere arranger siano diventate strumenti così versatili e potenti.
Non perdete l’occasione di esplorare l’affascinante mondo degli arranger! E restate sintonizzati per ulteriori aggiornamenti e approfondimenti. Buona lettura!
Come riportato oggi su SM Strumenti Musicali, lo storico produttore di fisarmoniche Cavagnolo ha siglato con la società MM49 (di Tavullia nelle Marche) un accordo di distribuzione dei prodotti francesi sul mercato italiano. Ai numerosi modelli di fisarmoniche acustiche e digitali, dal 2019 la collezione di Cavagnolo include anche strumenti arranger: il primo modello era noto con il nome di Air Symphony; quest’anno 2024, è uscito il nuovo Zenith One. Il concetto base è quello di un modulo compatto e leggero che utilizza un tablet come superficie di controllo, idea che è stata applicata recentemente anche da KETRON con EVM. MM49 è la società di Michele Mucciacito, il quale – oltre a fornire collaborazioni per la produzione di contenuti musicali per diversi produttori internazionali di arranger – assume oggi anche un ruolo commerciale/tecnico per la distribuzione degli strumenti Cavagnolo in Italia e, sopratutto, per l’assistenza tecnica post-vendita, onde garantire un supporto continuativo in lingua italiana a tutti i clienti che vorranno sperimentare le fisarmoniche e gli arranger francesi. Michele ha recentemente sviluppato e registrato una versione dei suoni e degli stili adatti al mercato italiano e sarà presto disponibile.
Per tutte le altre informazioni, vi invito a leggere il mio articolo su SM Strumenti Musicali.
Jean-Michele Jarre suona una fisarmonica Cavagnolo
L’annuncio improvviso (ma non inatteso) dei giorni scorsi ha generato un’eco straordinaria sul web, dimostrando ancora una volta il potere della comunicazione digitale e l’importanza di una strategia di lancio ben orchestrata.
Fonte Yamaha
A distanza di cinque anni dal rilascio dei modelli precedenti, Yamaha rinnova la serie degli arranger workstation “di mezzo”.
PSR-SX920 è una workstation arranger che offre oltre 1.500 voci di alta qualità e 575 stili. Include le voci Super Articulation2 (S.Art2) e armonizzatore vocale.
PSR-SX720 è un modello leggermente più semplice ma comunque potente. Offre oltre 1.000 voci e 400 stili, rendendola ideale per musicisti che cercano la potenza dei modelli PSR-SX a costi più contenuti.
Entrambi i modelli rappresentano un discreto passo avanti nel graduale ed ostinato cammino di crescita delle tastiere arranger di Yamaha per musicisti di tutti i livelli. Il generatore sonoro è il classico AWM, le note di polifonia sono 128; tre timbri possono essere riprodotti in layer sulla mano destra e una quarta voce sulla mano sinistra. Fanno parte del patrimonio di entrambi i modelli la presenza di Chord Looper, Smart Chord, sequencer MIDI e Audio, schermo a colori di 7 pollici, effetti microfono/chitarra, Noise Gate, compressore, EQ a tre bande, Audio link su Multpad, Interfaccia USB-to-Host per traffico MIDI (no Audio!) e Playlist. Da Genos2, questi strumenti ereditano il Crossfade Portamento grazie al quale il suono passa dolcemente dalla nota suonata in precedenza alla nota successiva. Con Style Dynamics Control, è possibile regolare l’energia di ogni stile con un solo Live controller: da pianissimo a fortissimo.
Solo il modello superiore (PSR-SX920), oltre ad avere un numero superiore di risorse (leggete qui sotto per i dettagli), è dotato di armonizzatore vocale, uscita video (richiede adattatore USB), Bluetooth e area di memoria atta ad ospitare gli stili audio scaricabili tramite la app Expansion Explorer. Anche gli altoparlanti di bordo sono più possenti (15W+10Wx2 contro 15Wx2). Tutto il resto sostanzialmente equivale fra i due nuovi modelli.
Ora vediamo insieme le differenze principali di PSR-SX920 rispetto il predecessore PSR-SX900:
Caratteristica
PSR-SX900 Obsoleto
PSR-SX920 Nuovo!
Quindi…
Peso
11,5 kg
11,6 kg
Poco più pesante
Numero di voci
1.337 Voci, 56 Drum/SFX kit 480 Voci XG
1.587 Voices 63 Drum/SFX kit 480 Voci XG
250 voci in più
Voci speciali
0 S.Articultation2 0 S.Articultation+ 252 S.Art! 54 Mega Voices 24 Organ Flutes
Come noto, Pa5X rappresenta il vertice della serie di Professional Arranger di KORG. Completamente riprogettata, rispetto i modelli precedenti, offre sin dal 2022 un avanzato generatore sonoro e un’interfaccia utente all’avanguardia. Il 3 luglio scorso era stata annunciata la versione 1.3.0 del nuovo sistema operativo, introducendo significative nuove funzionalità e ottimizzazioni. Ne avevamo già parlato in quell’occasione. Oggi vorrei riprendere l’argomento con maggiore profondità, temo che l’intervento di luglio sia sfuggito a molti, a causa delle piacevoli distrazioni estive.
Di seguito vi riporto una mia visione in merito all’elenco delle principali novità. Per dettagli completi, consultate il sito ufficiale KORG. Queste migliorie sono significative e aumentano sensibilmente il contenuto dello strumento, ma latita ancora il grande assente: sempre lui, il sequencer MIDI integrato con gli stili, che permetteva sui modelli precedenti la creazione di Song editabili partendo dal Database di stili di accompagnamento. Dato che è una funzione irrinunciabile per chi lavora con gli arranger workstation, il popolo di appassionati attende che questo annuncio avvenga prima o poi, magari con il prossimo rilascio…
KAOSS FX – Fonte: korg.com
Ecco un sommario delle novità, in ordine prioritario di importanza a giudizio di chi scrive (voi fate il vostro elenco).
Ritorna finalmente KAOSS FX, il celebre acceleratore MIDI interattivo in grado di elaborare in tempo reale stili e MIDI file, offrendo effetti inconsueti per la musica dal vivo, soprattutto in ambito Dance ed EDM. Attenzione! Questa caratteristica esclusiva attribuisce a questo modello un vantaggio competitivo rispetto il mercato.
L’area Style Edit è stata completamente riprogettata, Deo gratias. È stato introdotto un nuovo pulsante Record/Play per ciascuna traccia, come avviene comunemente nelle DAW per computer. Sono state aggiunte funzioni classiche come Delete Note, Copy Track Settings (utile per trasferire tutte o parte delle impostazioni di una traccia tra diversi Style Element), UNDO con cronologia degli annullamenti su cinque livelli. Per bilanciare le tracce durante la registrazione di stile, è possibile modificare simultaneamente i valori di Expression su tutte le tracce in uno Style Element. Ora è anche possibile modificare la lunghezza di una Chord Variation dopo averla registrata: riducendo la sua lunghezza, le misure in eccesso vengono tagliate automaticamente, mentre aumentando la lunghezza le prime misure sono ripetute nelle nuove.
Il numero di stili di fabbrica è stato ampliato di altri 45 nuovi stili tutti da provare. Questa è SEMPRE una bella notizia. Sarà apprezzata da molti.
Questa novità mi piace tantissimo giacché la trovo super-utile: ora si possono modificare le Chord Sequence già esistenti o appena create. Moooolto bene. Le classiche funzioni di editing come Add, Delete, Replace o Measure sono accessibili tramite grandi pulsanti virtuali sulla pagina, insieme a una lista che mostra la successione degli accordi, rendendo ogni modifica più semplice.
La Matrix Pad è stata arricchita con nuovi preset. La funzione Chord Sequence permette di registrare fino a sedici sequenze di accordi, attivabili in qualsiasi momento tramite i 16 Pad. A vantaggio di chi suona spesso dal vivo, è possibile preparare progressioni armoniche per un intero brano e richiamarle al volo quando necessario.
Il nuovo sistema operativo di Pa5X supporta il formato audio MP3 di tipo CDG, con testi grafici. Permette in altre parole di sincronizzare le immagini con la musica, rendendo la lettura del testo più interessante. Inoltre, può migliorare una performance di Karaoke, per chi visualizza i testi e le immagini su un grande schermo esterno collegato all’uscita HDMI di Pa5X.
Ora si può usare il Matrix Pad per selezionare gli elementi di una Set List del SongBook. E la nuova funzione Reorder Set List consente di riordinare rapidamente i brani previsti in una Set List.
Chord Sequence edit mode – Fonte: korg.com
Non è tutto qui, altre notivà completano l’elenco anche se la loro importanza potrebbe riguardare gli utilizzatori più avanzati.
Il nuovo sistema operativo aumenta significativamente il numero di campioni caricabili. Con 8GB di RAM per i sample utente (compressi da 4GB lineari), ora può ospitare oltre 53.000 Sample, circa l’80% in più rispetto ai precedenti 30.000. Anche il Preload Buffer è stato ampliato da 260 MB a 420 MB. Inoltre, le locazioni di memoria per User Sound e User DrumKit sono raddoppiate arrivando rispettivamente a 12 e 6 banchi.
I Drum Kit utilizzano la notevole tecnologia Round Robin, rendendo i suoni percussivi più realistici ed eliminando ripetizioni innaturali. La gamma dinamica è stata ampliata a 16 livelli di velocity rispetto agli 8 precedenti. Ogni tasto può produrre 16 livelli dinamici e 4 Round Robin.
Pa5X facilita la programmazione dei Sample supportando il formato del campionatore software TX16Wx, permettendo di creare librerie con bilanciamento dei Round Robin e mappatura automatica dei Sample, che possono essere caricati direttamente sullo strumento.
Nell’ambito del SongBook, gli elementi che usano file audio MP3 ora possono salvare le impostazioni degli effetti, come il Finalizer, l’equalizzazione e il mastering. Inoltre si possono scambiare i Keyboard Set fra elementi del SongBook, utile per scegliere i suoni più adatti a ogni parte di un brano.
Si può impostare qualsiasi traccia attiva inserendo i dati MIDI come Bank Select MSB, LSB e Program Change tramite il tastierino virtuale integrato.
Amici di Tastiere Arranger come state? Spero che abbiate passato delle splendide vacanze estive! O magari ci siete ancora dentro. Avete visitato qualche posto nuovo o avete fatto qualche esperienza particolare?
Nel mio caso, a parte una puntatina al mare e una manciata di giorni trascorsi scalando montagne, per il resto mi sono immerso nel test di KETRON EVM. Ho scritto per voi il risultato della mia esperienza e l’ho appena condiviso su SM Strumenti Musicali.
Gli arranger non sono proprio intelligenza artificiale (IA) nel senso più stretto, ma – da decenni – sfruttano tecnologie avanzate che li rendono incredibilmente simili.
Ecco alcune caratteristiche tipiche degli arranger che li avvicinano all’IA.
Accompagnamento automatico
Suonare un arranger è come suonare in un duo, in un trio, con una band (o addirittura con un’intera orchestra). È uno strumento personale che segue ogni tuo movimento, pronto a suonare insieme a te in perfetta armonia! Gli arranger possono creare accompagnamenti musicali istantanei, trasformando ogni tua performance in un’esperienza sonora avvincente e vibrante. Vuoi approfondire? Ritmi, arpeggi e stili di accompagnamento
Riconoscimento degli accordi
Questi strumenti sono in grado di riconoscere gli accordi che suoni e adattare l’accompagnamento di conseguenza. È come avere un musicista esperto con te, che capisce esattamente cosa vuoi suonare e ti supporta in ogni momento! Vuoi saperne di più? Riconoscimento degli accordi in base a diversi tipi di diteggiatura
Funzioni educative
Alcuni arranger sono dotati di funzioni educative che si adattano al tuo livello di abilità e ti forniscono feedback personalizzato. È come avere un insegnante di musica sempre a disposizione, pronto ad aiutarti a migliorare! Riflettiamo insieme un attimo? Ogni occasione è buona per (imparare a) suonare
Personalizzazione e memorizzazione
Gli arranger possono memorizzare le tue preferenze e impostazioni, permettendoti di personalizzare la tua esperienza musicale. È come se lo strumento imparasse da te, rendendo ogni sessione di suono unica e su misura per te. Galleria di strumenti: Prezzi di riferimento degli arranger
Generazione di musica
Alcuni arranger avanzati possono persino generare melodie o ritmi originali basati sui tuoi input. È come avere un compositore creativo al tuo fianco, pronto a esplorare nuove idee musicali insieme a te! Alcuni modelli di arranger: Yamaha PSR-SX900, Korg Pa1000/Pa700, Ketron Event
Musicista al centro
Ma c’è un punto fondamentale. Come nell’Intelligenza Artificiale, anche nel mondo degli arranger, c’è un essere umano al centro. A dare impulsi al motore degli arranger c’è la creatività umana. Sono le idee e l’immaginazione dei tastieristi che danno vita a esperienze musicali appaganti ed avanzate. Senza la nostra creatività, gli stili degli arranger sarebbero solo un insieme di pattern spenti, ciclici e ripetitivi. È la nostra capacità di sognare e inventare che rende il nostro arranger uno strumento potente ed affascinate e che ci porta a dire: “Non riesco a smettere. Quando comincio, non riesco più a smettere di suonare la mia tasiera”.
Nelle nostre precedenti avventure di Arranger Legacy, vi abbiamo svelato le radici di Korg Italy in un racconto nato in occasione della celebrazione di iS40 e i40M. Era il 1998, un anno di svolta; un paio d’anni dopo (nel 2000 esattamente), il centro R&D italo-giapponese aveva poi scosso il mondo degli arranger con l’innovativa Pa80 – una storia che ci piacerebbe raccontarvi, ma non questa volta. Oggi, infatti, il salto temporale ci porta ad immergerci nel 2003, l’anno in cui Pa1X ha fatto il proprio trionfale debutto nella versione PRO, segnando un nuovo capitolo nella saga di Korg e cambiando per sempre il panorama dei Professional Arranger di alta gamma.
L’erede di Pa80
PA1X si presenta dunque come un’evoluzione della mitica Pa80, conservandone l’architettura strutturale sotto il cofano. Dal punto di vista hardware, Pa1X si distingue dal suo predecessore grazie alla scocca robusta in alluminio e alla tastiera di fabbricazione Fatar (nella versione a 76 tasti semi-pesati questi hanno forme pianistiche, mentre nella versione a 61 sono nel tipico profilo synth). La generazione sonora di Pa1X si basa su Hyper Integrated (HI): è lo stesso generatore che montava la workstation Triton con 62 note di polifonia; ritorna il touch screen (già visto anni prima su i30 in casa Korg), oltre a 870 voci, 350 stili editabili, drawbar digitali, joystick per la modulazione del pitch e slider assegnabili, tre ingressi pedali. Il mercato resta impressionato dalla presenza a bordo dell’ottimo processore vocale TC-Helicon. Quest’ultimo e il generatore sonoro sono le uniche eccezioni di provenienza straniera, rispetto un prodotto interamente progettato e costruito in Italia: da una parte lavora il centro ricerca & sviluppo di Korg Italy a Campocavallo di Osimo (AN), dall’altra opera l’assemblaggio e il collaudo tecnico affidato ad un’azienda terza, la Elbac di Castelfidardo (AN).
Roberto Marcucci durante il tour dimostrativo di Korg Pa1X PRO (2003)
Dopo il modello PRO a 76 tasti, nel 2004 la versione a 61 tasti ed amplificata
Pa1X Pro è dunque la prima versione con 76 tasti; segue Pa1X con 61 tasti e bi-amplificazione di bordo: 2×35 Watt + 2×12 Watt, 4 altoparlanti a 2-vie, con l’aggiunta di Bass Reflex. Anche questi amplificatori erano stati ideati, sviluppati e messi a punto in casa da Korg Italy. L’Hard-Disk era disponibile come accessorio opzionale. Le dimensioni si riducono e il peso scende da 22 kg a 19,5 kg. Per completare il panorama, a seguire ci sarà spazio per una versione speciale (Pa1X Pro Elite), una sorta di edizione Full Optional pensata per il mercato britannico (include di serie il disco fisso interno, un ingresso bilanciato per il microfono, la possibilità di mixaggio in tempo reale e il controllo dei drawbar).
Storia di uominie professionisti
Lo strumento è progettato per affascinare i musicisti, offrendo una vasta gamma di funzionalità per la composizione e l’esecuzione musicale. Per realizzare Pa1X, Korg Italy ha fatto leva sullo stesso team che aveva creato Pa80. Alla guida c’è sempre Francesco Castagna che coordina la parte musicale; Jurgen Schmitz è il vero responsabile tecnico del progetto e la mente autentica dietro l’innovazione; Andrea Bernardelli (entrato in Korg con Pa80) si occupa della parte musicale, distinguendosi come creatore del SongBook. Roberto Marcucci si dedica alla preparazione di tutti i suoni.
La programmazione degli stili è il risultato di un lavoro di squadra nel laboratorio di Campocavallo. Fra questi si distingue, pur dall’esterno, una nostra vecchia conoscenza, Michele Mucciacito, che cura gli stili di repertorio italiano e latino: successivamente, Michele produrrà il contenuto di una Expansion Board (la Latin Card) con 32 stili e campionamenti musica latino-americano e che avrà un discreto successo. Anche Marcello Colò, collega del team Arranger Legacy, ha avuto un ruolo in quelle vicende: in quegli anni, Marcello collabora con Syncro, il distributore nazionale dei prodotti Korg, e si alterna con Roberto Marcucci per le date del tour dimostrativo. Il ruolo di Marcello è anche quello di raccogliere e riferire il riscontro del mercato a Korg Japan, interfacciandosi con Oscar Tedesco di Mastertronics, partner globale di Korg all’epoca, per l’assistenza tecnica.
Marcello Colò durante il tour dimostrativo di Korg Pa1X PRO (2003)
Una storia di successo
Dal punto di vista commerciale, PA1X vende discretamente bene, ma – ovviamente – non raggiunge i numeri eccezionali di Pa80 (quest’ultima detiene ancora oggi il record assoluto di vendite mondiali fra tutti i modelli Korg nella sua storia). Del resto, i tempi sono cambiati e tre anni dopo, nel 2006, Korg dovrà uscire in fretta per aggiornare il catalogo con Pa800: la tecnologia corre e reclama la dotazione della porta per le chiavette USB al posto del floppy-disk in via di estinzione.
Tra i competitor principali di Pa1X dell’epoca, vanno citati Yamaha Tyros e Ketron SD1-Plus; la prima soprattutto nell’ambito Home Studio e casalingo, la seconda più nel versante Live. Un po’ in disparte Roland che, pur essendo un temibile concorrente come marchio, in quel periodo era sul mercato con la serie VA, una generazione di arranger un po’ in ombra rispetto i gloriosi modelli delle serie G. Sullo sfondo, Generalmusic era già de facto sul viale del tramonto.
Nell’arco della storia degli arranger, Pa1X ha un forte significato soprattutto quello che è stato il suo seguito: una serie di ammiraglie che daranno lustro al marchio Korg basandosi su un’architettura che ha avuto il pregio di durare vent’anni con Pa2X, Pa3X fino a Pa4X. Mentre l’attuale Pa5X, come sapete, è tutta un’altra cosa.
Conclusione e ringraziamenti
Per saperne di più, non esitate a farvi un giro su SM Strumenti Musicali con l’eccellente intervento di Riccardo Gerbi e il ricco approfondimento di Giorgio Marinangeli nel suo blog omonimo.
Ringrazio la fonte principale per le informazioni di questo articolo e cioè Andrea Bernardelli ex-collaboratore di Korg Italy e, accanto a lui, Marcello Colò. Quel Marcello che ora potete seguire nel video che segue.
Suonare tastiere arranger è un’arte in movimento che si evolve negli anni. Nel corso del tempo, le tecnologie disponibili e le tendenze creative hanno aperto strade inesplorate per gli appassionati delle tastiere con accompagnamenti. Ed oggi gli arranger consentono di produrre performance musicali memorabili.
Dare vita alla propria musica
Oltre a migliorare le abilità da tastierista, è possibile utilizzare un arranger per creare brani musicali unici secondo la sensibilità di ciascuno.
Gli arranger permettono di concentrarsi sull’aspetto creativo del fare musica.
È sempre incantevole scoprire la magia di un suono che infonde vitalità, per poi lasciarsi guidare dall’ispirazione e tessere melodie ed arpeggi su un tappeto sonoro che si genera da sé. Grazie ai registratori MIDI e audio, presenti ormai in qualsiasi arranger (anche i più economici), è possibile ottenere una base di qualità, a volte solo essenziale a volte persino superba, ma sempre apprezzabile (in formato SMF, WAV, in certi strumenti anche in formato MP3). Come punto di partenza, si ha a disposizione un tesoro di stili di accompagnamento personalizzabili, ognuno di essi con la qualità avvolgente di uno studio di registrazione. Si possono creare progressione di accordi su misura della creatività di ciascuno o partire dalle canzoni che più si amano. Gli arranger sono in effetti piccoli studi di registrazione e includono tutte le caratteristiche basilari per creare musica originale. Se poi collegate l’arranger ad un software DAW su PC, Mac o tablet, il numero di mezzi a disposizione cresce ottenendo un mondo enorme di possibilità per modellare la musica nei minimi dettagli.
Iniziare e poi non perdere la speranza
Per chi comincia, è importante non scoraggiarsi: è bene sperimentare e, se non piacciono i primi risultati, buttare tutto via e ricominciare da capo. Fate sentire i brani da voi creati ai vostri amici, fate tesoro dei loro suggerimenti e poi agite di testa vostra. Ed Sheeran ha dichiarato di essere in grado di scrivere fino a 5 canzoni al giorno quando deve pubblicare un album: certo è un caso eccezionale di prolificità. Ha tuttavia un senso buttarsi a scrivere e registrare numerosi brani (ma proprio tanti) e poi, quando si è raggiunto un buon livello di abbondanza, fare una cernita e concentrarsi sulle idee migliori. Quello che diceva Michael Jordan in senso sportivo potrebbe avere un significato analogo per la creazione della musica: “Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.” Non siate sorpresi quindi di dove scrivere e registrare un centinaio (o anche più) di brani musicali prima di arrivare ad un’idea buona per la pubblicazione. Creare musica può essere un’attività divertente e, quando si prende il ritmo, non stanca mai.
Idee di arranger
Quando si tratta di produrre la propria musica con un arranger, l’offerta è vasta e variegata. Le novità tecnologiche piovono su strumenti di ogni fascia di prezzo. Ad esempio, Roland Go:Keys 3 e Go:Keys 5 si distinguono per i suoni Zen-Core e l’espandibilità tramite Roland Cloud, due aspetti che le rendono interessanti tra gli arranger moderni. Casio CTS-1000V, invece, offre ai tastieristi la possibilità di far “cantare” il proprio strumento grazie al processore vocale, il tutto in un design moderno e compatto (se non siete interessati al canto, c’è sempre il fratello minore, CTS-500). Nel frattempo, Yamaha PSR-SX600 continua la tradizione di qualità degli arranger standard, con richiami alla vecchia serie Tyros. I giovani producer possono sperimentare con Korg i3 e così trovare modi innovativi per fare musica. Per chi cerca qualità a buon prezzo, Yamaha PSR-E473 e PSR-EW425 e Korg EK-50 Limitless offrono un set di suoni moderni per la produzione di nuovi brani. Per chi punta più in alto, sono sempre attuali le due coppie di arranger workstation Yamaha PSR-SX900/PSR-SX700 e Korg Pa1000/Pa700. Infine, per chi ha ampie capacità di budget, le ammiraglie come Korg Pa5X, Yamaha Genos2 e i modelli Ketron della serie Event garantiscono prestazioni eccezionali sia dal vivo che in studio, con una vasta gamma di suoni e stili di gran classe.
Qualora vogliate approfondire, ho testato di persona alcuni di questi strumenti e potete leggere direttamente le mie recensioni su SM Strumenti Musicali.
Con l’intento di mantenere un’accurata cronaca dei fatti (sono consapevole che gli utilizzatori degli strumenti Ketron della serie Event siano probabilmente già al corrente di questo rilascio che risale all’8 maggio scorso) e spinto dal desiderio di garantire un’esaustiva documentazione (un tratto distintivo di questo blog che non ho mai saputo contenere), è per me doveroso oggi condividere anche in questa sede l’aggiornamento alla versione 3.0.0 del software Event. Trattasi di un potenziamento del software valido per il modello originale a 76 tasti, per la sua variante a 61 tasti e per la versione a modulo EventX.
Per conoscere il dettaglio dei guasti software riparati e la descrizione delle migliorie introdotte, vi rimando al testo dell’annuncio ufficiale emesso dalla società di Ancona.
In termini statistici, possiamo così riassumere le novità principali:
48 correzioni software
13 migliorie introdotte nell’area degli stili di accompagnamento
6 arricchimenti in area Player
5 modifiche nella funzionalità Phrase
2 interventi evolutivi nella gestione delle Voice
3 abbellimenti per Registration/Performance
5 miglioramenti in zona Sampler
2 funzionalità in più per Micro/Voicetron
10 altri perfezionamenti (Miscellaneous).
Sono numeri importanti, non credete?
A parte, va poi citata la nuova funzione del Player denominata Key Tune: in pratica, Ketron ha aggiunto la possibilità di riprodurre file audio tramite un tasto della tastiera e con una minima latenza. Si possono gestire file in formato .wav (16 bit e 44100 Hz) dal Player 1: un file di tipo KeyTune può contenere fino a 32 audio e questo può essere associato ad uno stile: in tal modo, sembra possibile avviare fino a 32 melodie diverse mentre si esegue uno stile. Da provare!
In ultimo, con la versione 3.0.0 è possibile modificare i colori dei pulsanti a video, accedendo a tutte le sfumature concesse dal modello di colori RGB.
Concludo con un sommario della serie Ketron Event, consigliandovi queste letture: