Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

Yamaha Sonogenic SHS-500 per il puro divertimento

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Ragazzi, avete notato anche voi questa nuova keytar? Mi piacerebbe vedere qualcuno esibirsi con Yamaha SHS-500, magari in una festa con gli amici oppure per strada, nella piazza del paese. Non penso che questo strumento possa essere una vera alternativa alle tastiere arranger: mi sembra piuttosto un gran bel giocattolone divertente.

Yamaha Sonogenic SHS-500

Non serve per imparare a suonare: serve per divertirsi suonando i brani preferiti, grazie all’accoppiata con l’app Chord Tracker di Yamaha. Questa applicazione è in grado di riprodurre file audio digitali, analizzarne l’armonia della canzone e calcolare gli accordi: può quindi inviare le informazioni degli accordi stessi sulla SHS-500 (tramite Bluetooth) perché siano visualizzati sul piccolo display LCD. La modalità Jam Function, che farà inorridire diversi musicisti, corregge qualsiasi nota si suoni allineando le note alla scala armonica del brano audio in esecuzione. Impossibile steccare. Ho cercato di capire quale utilità possa avere, a parte il divertimento fanciullesco: e mi è venuto in mente che potrebbe tornare utile per esercitarsi ad andare a tempo. O forse no… Voi che dite?

Altrimenti la si può usare come una normale tastierina digitale e suonare regolarmente portandola a tracolla.

Cerco di immaginarmi scolaresche intere abbandonare finalmente il flauto e prendere confidenza in massa con la musica grazie a questa keytar. Potrebbe funzionare?

Pensatela come volete, io non riesco a credere che Yamaha non abbia fatto i propri calcoli con SHS-500. Staremo a vedere in quale area di mercato riuscirà a farsi spazio.

Costa 269 Euro, ha 37 tasti superleggeri, 48 note di polifonia, 30 timbri e funziona anche a pile. In tutto pesa 1,5kg.

Buon divertimento!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

7 maggio 2019 at 21:34

Pubblicato su Yamaha

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Approfondiamo la conoscenza di Casio CT-X5000

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Dopo avervi raccontato i risultati del mio test dell’arranger Casio CT-X5000, condivido oggi con voi una serie di altre osservazioni “sparse”. Alcune di queste segnalano i punti di forza di questo strumento; altre osservazioni possono essere interpretate come tappe di un percorso di crescita. Se, da una parte, Casio è oggi in grado di offrire un arranger competitivo nella fascia di primo ingresso alla categoria, ci sono alcuni dettagli che richiedono ancora una particolare attenzione.

Casio CT-X5000

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Il primo aspetto inatteso di CT-X5000 è il buon livello del generatore sonoro AiX: si basa su una tabella di campioni timbrici realistici in linea con la tendenza odierna di fornire un arsenale sonoro valido anche sugli strumenti economici. Queste risorse timbriche sono ben sfruttate dagli accompagnamenti automatici di serie: ed è il secondo aspetto che colpisce positivamente. Casio è cresciuta ed ora se la può giocare con musicisti di diverse generazioni. Su tutti i suoni, svetta la buona fattura dei suoni dei pianoforti sia acustici sia elettrici.

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Sono sovrapponibili due parti Upper e ben due parti Lower. La possibilità di gestire due parti Lower alla sinistra del punto di split, è alquanto insolito nel panorama arranger.

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Nella sua essenzialità, CT-X5000 si fa notare per l’abbondanza dei gingilli di bordo, fra questi vale la pena menzionare: arpeggiatore, preregolazioni, mixer, lettore di basi MIDI, registratore MIDI, player audio con tanto di taglio vocale (basi WAV presenti su memoria USB).

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Ho trovato molto interessanti le preregolazioni musicali. È possibile richiamare una delle 310 memorie che includono il timbro, lo stile ed altri dati di impostazione, insieme alle progressioni degli accordi dell’auto-accompagnamento. Mi immagino che qualcuno di voi stia già cercando di fare confronti con il Chord Sequencer di casa Korg.

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A dispetto di quanto pensavo prima di provare lo strumento di persona, sono rimasto colpito dall’ampiezza delle funzioni di programmazione di CT-X5000: è possibile registrare i propri stili di accompagnamento partendo da ritmi esistenti per poi riscrivere da zero le parti dei singoli pattern; sono registrabili i phrase pad associabili ad ogni stile; e c’è anche un sequencer MIDI con cui registrare le proprie esecuzioni sia in tempo reale sia passo a passo; non manca l’editing di base dei timbri.

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Non sottovaluterei la leggerezza (7kg soltanto) e le dimensioni compatte (94,8 x 38,4 x 11,6 cm) che mettono CT-X5000 in buona luce per chi cerca la massima portabilità.

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Ho sperimentato inizialmente come una restrizione la caratteristica del Fill-In che entra in azione solo premendo la stessa variazione che si sta suonando, costringendo de facto a premere due tasti per il passaggio da una variazione all’altra con battuta di Fill-In. Devo però riconoscere che, una volta capito e assimilato, questa scomodità è comunque gestibile.

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CT-X5000 è uno strumento equilibrato e ha qualcosa da dire nell’ambito delle tastiere di primo ingresso che, come ho già ampiamente documentato, sono cresciute in termine di qualità sonora e di estensione funzionale. Sospettiamo che Casio non si fermerà qui e andrà avanti e, in questo contesto e nel nostro piccolo, ci permettiamo di elencare quelle caratteristiche che, se aggiunte ad una prossima versione dello strumento, potrebbero consentire a Casio di fare un balzo nella famiglia di prodotti immediatamente superiore, in direzione degli arranger di media levatura, segmento oggi dominato da Yamaha e Korg.

  • I pattern di Intro/Ending hanno una sola variazione ciascuna. Agevolarne tre varianti è considerato un aspetto ormai standardizzato. Aggiungerei anche il pulsante Break.
  • Le 64 note di polifonia richiedono di essere portate a 128 mentre il repertorio di 235 stili potrebbe essere più attraente con il superamento della soglia di 350 e andare oltre. Non è solo una questione di mera quantità: l’aggiunta di stili nuovi va interpretata come l’occasione per aumentare la densità del realismo sonoro.
  • Affrontare termini attuali di User Experience porterebbe ad evitare tecniche di “nascondimento” delle funzioni dietro trucchetti operativi e piuttosto a semplificare l’accesso alle funzionalità. Fra tutte queste, quelle che meritano maggiore attenzione sono l’accesso all’arpeggiatore, le operazioni generali di impostazione (Function), l’obbligo di premere il pulsante Rhythm per almeno uno/due secondi per attivare le voci OneTouch e il tempo specifico dello stile e l’accesso alle 310 preregolazioni musicali premendo a lungo il tasto ACCOMP.
  • Sebbene sia possibile collegare uno smartphone o un tablet all’ingresso Audio In (jack mini-stereo da 3,5mm) per mettere basi in playback, tuttavia, avere un lettore MP3 di bordo non guasterebbe affatto.
  • Pur consapevole dell’inevitabile aumento del prezzo di listino, investirei infine sull’hardware e, in modo particolare, migliorando la plastica dei tasti, il display e i diffusori di bordo.

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Le caratteristiche attuali di CT-X5000 sono in linea con un prodotto il cui prezzo di vendita oscilla fra i 359 e 409 Euro.

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Concludiamo con un filmato video esplicativo. Il bravissimo Ralph Maten ci dimostra come usare CT-X5000 in modo creativo: la traccia vocale arriva dal player WAV, mentre tutto il resto sono suoni e stili preset di questo arranger Casio. Seguite bene le mani di Ralph e osservate tutti i dettagli fino alla fine del brano: apprezzerete l’abilità Ralph nello sfruttare la varietà di timbri, stili, registration e phrase pad presenti di serie sullo strumento.

Ralph Maten suona Shape Of You di Ed Sheeran

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

1 maggio 2019 at 10:45

Pubblicato su Casio

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Non esistono le tastiere sorpassate

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Siamo musicisti o consumatori acritici di telefonini? Toglietevelo dalla testa: per noi, non possono esistere le tastiere sorpassate.

Quando un produttore di strumenti musicali annuncia il rilascio di un prodotto nuovo, è inevitabile che evidenzi le novità. Lo faccio anch’io, qui in questo blog. Lo facciamo tutti noi, appassionati suonatori di strumenti digitali. Tuttavia, da tutto ciò, non se ne deduce meccanicamente che tutti gli strumenti musicali prodotti precedentemente diventino di colpo delle “chiaviche”.

Non esistono tastiere sorpassate

Lo dimostrano i veri musicisti quando portano sul palco i loro veri strumenti e non quelli che ricevono in qualità di endorser. Spesso, ancora oggi, vedo tastieristi in giro suonare tastiere d’altri tempi con l’etichetta GEM o Casio. E anche modelli d’annata marchiati Korg, Yamaha, Ketron, Roland e persino Technics. Sono tutti strumenti fuori produzione da lungo tempo: ma continuano a fare il loro sporco lavoro. E non ho mai notato nulla di obsoleto in quelle occasioni. Quello che ho visto e ascoltato sono artisti che sanno suonare. Io non vedo e non ascolto altro: musicisti. Al centro di uno strumento musicale, c’è l’artista, la musica, il suono. Non lo strumento in sé.

E allora riflettete con me.

Anch’io vorrei cambiare la mia tastiera arranger che pesa 13 kg e, alla mia età, le operazioni di carico e scarico dall’auto – ogni volta che vado a suonare in giro – cominciano a incidere. Certo mi farebbe comodo una tastiera più leggera. E magari la prenderò presto. Tuttavia, non mi passa per il cervello il pensiero di considerare sorpassato il mio strumento di oggi, anche se è fuori produzione da oltre sette anni e perché pesa 3kg in più del modello più recente. Era uno strumento mirabile quando era uscito, mi aveva conquistato e ho imparato a padroneggiarlo: non vedo ragioni per cui io oggi debba pensare di cambiarlo solo perché “sorpassato”. Magari nelle mani di un ragazzo giovane, alle prime armi nel mondo delle tastiere digitali, il mio vecchio arranger potrebbe rivelarsi alla stregua di uno strumento nuovissimo che gli potrà aprire gli orizzonti sul fare musica. Il concetto di sorpassato è totalmente soggettivo. Direi fuorviante.

Si suona lo strumento che si ha in mano e lì si concentrano tutte le nostre forze.

Comprate uno strumento nuovo e, dopo due-tre anni, succede che questo sia sostituito a listino da un modello più recente. E, in quel momento, che fate? Entrate in crisi di panico pensando alla svalutazione dell’usato? Ma dài, ragazzi, mica avete comprato un’automobile che si consuma con il numero di chilometri? A me piace pensare a come tirare fuori il meglio dallo strumento che ho a disposizione. Il produttore smette di rilasciare aggiornamenti software? Non mi lascio mica scoraggiare: lo strumento che ho oggi è stabile ed efficace e questo è quello che conta. Posso continuare a suonare. Passano gli anni e sfrutto il tempo a disposizione per studiare e conoscere a fondo quello strumento che, altrimenti, conoscerei solo in superficie: quello piuttosto è un rischio ineluttabile per chi cambia tastiera ogni due anni.

Yamaha Tyros 5, Tyros 4, PSR-S950, PSR-S750, PSR-S970 e PSR-S770; Korg Pa3X, Pa900 e Pa600; Ketron Audya; Roland BK-9.
Ecco alcuni esempi fra i tanti: sono modelli fuori produzione, ma non mi sembrano strumenti sorpassati. Vi permettono, ancora oggi, di suonare musica con grande soddisfazione.

Anche il modello successivo al mio, prima o poi, tramonta e viene sostituito a listino. Quello nuovo ovviamente ha suoni aggiornati, più memoria, un’interfaccia video più intuitiva, qualche porta di comunicazione adeguata ai tempi. In quel momento mi chiedo se mi serve tutta questa tecnologia in più. Se serve veramente, non c’è storia: mi procuro il nuovo strumento. Altrimenti… bene lo stesso. Di certo non mi lascio prendere dalla brama della novità e dall’invidia del nuovo. Ho una tastiera musicale fra le mani e, benedetto Iddio, ho una grande fortuna, posso suonare! Posso suonare! Posso suonare!

Scusate lo sfogo.

Buona Pasqua a tutti!

Il bravissimo Roberto Zeolla interpreta Santana su Yamaha PSR-S970

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

20 aprile 2019 at 12:56

Korg Pa1000 e Pa700: lo stesso aggiornamento software, ma in due tempi diversi

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In un giorno di benedetta pioggia dal cielo, metto in sottofondo uno degli album che amo di più fra quelli usciti negli ultimi tempi (Encore di Anderson East) e comincio a scrivere a favore dei lettori del blog delle tastiere arranger. Lo faccio insieme a voi, cercando ad analizzare il significato degli ultimi due rilasci di software da parte di Korg sui Professional Arranger. [NDA: se non avete ancora letto l’intervista rilasciata da Raffaele Mirabella al nostro blog, vi consiglio di farlo ora, giusto per rinfrescarsi le idee sulla materia].

Korg Pa700 è il fratello "minore" di Pa1000, ma nasconde una potenza di suono staordinaria
Korg Pa700

L’annuncio di nuovo software è avvenuto in due colpi, a distanza di circa un mese uno dall’altro: l’11 marzo Korg ha reso noto l’aggiornamento del firmware di Pa1000 battezzandolo V1.3.1 e il 10 aprile (tre giorni fa) ha comunicato l’uscita di V1.4 per Pa700. Cerchiamo di fare chiarezza.

Nuove versioni di sistema operativo per Korg Pa700 (1.4) e Pa1000 (1.3.1)

Di solito questi due strumenti viaggiano per vie parallele e, pur distinguendosi dal volume di caratteristiche di bordo, ricevono abitualmente aggiornamenti omonimi. Ma stavolta il rilascio e asincrono e la numerazione è difforme. Ma non lasciatevi ingannare: a livello sostanziale, il contenuto dell’aggiornamento 1.4 di Pa700 corrisponde integralmente a quanto rilasciato con la versione 1.3.1 di Pa1000. Le novità essenziali coincidono su entrambi i modelli. Vediamole insieme, ad una ad una.

Modifiche hardware: uscita video HDMI e batteria clock

Nasce una seconda serie di modelli Pa700 e Pa1000 a seguito di una modifica hardware che comporta la sostituzione dell’uscita video (da RCA video composito a HDMI) e della batteria dell’orologio interno (Korg opta ora per batterie CR1632 di dimensioni più piccole e con inferiore capacità). Da questa novità, consegue la nascita di un nuovo impacchettamento del sistema operativo per entrambi i modelli. Da ora in poi, si dovrà prestare attenzione alla serie di produzione per capire quale package di sistema operativo possa essere installato e quale batteria di clock debba essere rimpiazzata. La prima serie è denominata Type A e la seconda Type B e il numero di serie determina l’appartenenza.

Modello Numero di serie Uscita video Batteria
Pa1000 Type A fino a 39999 RCA (composito) CR2032
Pa1000 Type B da 40000 HDMI CR1632
Pa700 Type A fino a 39999 RCA (composito) CR2032
Pa700 Type B da 40000 HDMI CR1632

Da questo rilascio software in poi, Pa700 e Pa1000 avranno rispettivamente un firmware diverso a livello di microcodice in base alla serie di produzione ma, a livello funzionale, si distingueranno unicamente per la diversa gestione dell’uscita video (RCA video composito vs. HDMI).

Porta HDMI per gli schermi esterni

La nuova uscita HDMI permette agli arranger Korg di entrare finalmente nel ventunesimo secolo a beneficio di chi possiede monitor attuali (ormai HDMI è uno standard de facto). E anche coloro che hanno schermi con uscite DVI o VGA saranno contenti perché potranno trovare più facilmente gli adattatori specifici nei centri commerciali, cosa che stava per farsi complicata per chi cercava gli adattatori RCA. Osserviamo a latere come gli altri produttori di tastiere digitali facciano ancora fatica ad accettare lo standard HDMI.

Estensione dei MIDI Preset

Korg ha esteso il numero di preimpostazioni MIDI disponibili per facilitare le operazioni di configurazione automatica dello strumento, quando viene connesso a dispositivi esterni.

Le 16 configurazioni MIDI preimpostate possono essere tutte sovrascritte, qualora non vi bastino quelle tipiche già pronte per l’uso per collegare, ad esempio, una Master Keyboard, un generatore sonoro esterno (expander o VST), una DAW, una fisarmonica, un tablet per il SongBook, o per gestire l’invio selettivo di messaggi MIDI secondo le varie parti, e così via.

Scorciatoia operativa

Questa è una chicca che potrà tornare utile a quanti sono soliti registrare style o song con Pa700 o Pa1000: mentre si lavora attivando il modo Style Record o Song Record, premendo contemporaneamente il pulsante SHIFT e uno dei pulsanti UPPER OCTAVE, lo strumento apre direttamente la pagina Tuning del Mixer. È stato introdotto un trucchetto insomma. Da imparare e mandare a memoria, perché nascosto dietro tasti che hanno un altro significato.

Grazie a Zoran Cikovak (da Vukovar in Croatia) per questo filmato in cui possiamo vedere e ascoltare Korg Pa700 in azione

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

13 aprile 2019 at 12:00

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Yamaha annuncia il firmware 1.4 di Genos

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Nel precedente articolo di due giorni fa sul MusikMesse in mutamento , non vi potevo raccontare ancora nulla, dato che mancava ancora l’ufficialità. E poi volevo evitare che fosse interpretato da qualcuno di voi come un pesce d’aprile. Ma i più svegli fra di voi avevano già mangiato la foglia. Ora è comunque ufficiale, dato che Yamaha ha dato voce all’annuncio che riguarda la versione 1.4 del firmware Genos.

In arrivo a giugno il firmware 1.40 per Yamaha Genos

In breve, a distanza di un anno dall’uscita della versione 1.30, il nuovo aggiornamento software consente di espandere ulteriormente uno strumento che conteneva già un volume impressionante di caratteristiche:

  • Innanzitutto Yamaha ha rifinito l’usabilità delle funzioni al touch screen: grazie all’esperienza sul campo da parte di numerosi musicisti, è naturale intervenire ancora per ritocchi che possano rendere l’esperienza utente (UX) più fluida e immediata.
  • Nuove funzioni di controllo Live e nuove funzioni assegnabili.
  • E poi troviamo l’atteso supporto software allo schermo esterno, sempre tramite uscita USB (in assenza di un’uscita video, servirà sempre un adattatore). Andrà così a risolversi una piccola lacuna che avevo personalmente evidenziato nella mia recensione su SM Strumenti Musicali (ricordate?).
  • Il comunicato non lo dice, ma possiamo dare per scontato che gli ultimi residui guasti software siano stati oggetto di una revisione al fine di offrire definitivamente un prodotto stabile e robusto.

L’annuncio è stato diffuso tramite un filmato video sul YouTube da parte di Yamaha Corporation. E la promessa di rilascio è per giugno 2019.

Avete già letto la brochure di Yamaha Genos? Fate clic qui.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

6 aprile 2019 at 11:49

Pubblicato su Yamaha

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MusikMesse 2019: in trasformazione

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C’è stato un tempo in cui il MusikMesse primaverile di Francoforte era l’evento planetario più importante dell’anno per i professionisti e gli appassionati degli strumenti musicali. Successivamente, il ruolo predonimante globale è stato catturato dal Winter NAMM californiano, mentre il Messe teutonico comunque ha mantenuto un peso vivace a livello internazionale in qualità di strategica vetrina di prodotto. Ma il progressivo ed inesorabile calo di visitatori e di attenzione da parte dei media, così come registrato negli ultimi anni, ha provocato un’inevitabile trasformazione, tangibile in questa edizione del 2019.

Al MusikMesse 2019 non mancano le novità e le sorprese: occorre però armarsi di occhi nuovi e di tanta curiosità musicale.

Si sono rarefatti gli ampi stand dei grandi produttori di strumenti musicali con tutti i prodotti tirati a lucido e schierati pronti per la prova della massa di visitatori. Ci sono rare eccezioni fra cui Kurzweil, che si è presentata al Messe in pompa magna con l’annuncio di PC4. Gli spazi della fiera sono stati ripresi da business center e da produttori diversi dove, a sorpresa, hanno preso il sopravvento i produttori artigianali del Made in Italy specialisti nella liuteria, nella produzione degli strumenti a fiato e nella realizzazione di fisarmoniche, come stanno ben documentando in questi giorni i colleghi della redazione di SM Strumenti Musicali. Persino Nord Keyboard che, in contemporanea con la fiera, ha lanciato il Nord Grand piano con tastiera pesata di fattura Kawai, si è defilata in un hotel nelle vicinanze del MusikMesse, senza esporre alcunché in fiera.

Kurzweil PC4, novità al MusikMesse 2019

Va da sé che questo nostro blog delle Tastiere Arranger si è dovuto adeguare. Quest’anno non abbiamo l’occasione di raccontarvi gli stand degli espositori, come eravamo soliti fare da molti anni. Non vi è traccia di novità che possano scuotere l’attenzione dei suonatori di arranger, con la sola eccezione del produttore cinese Medeli sotto l’egida del distributore Frenexport: sono tastiere di cui l’amico Riccardo Gerbi ha pubblicato recentemente un interessante carrellata sulla rivista web SM Strumenti Musicali. La lettura è consigliata a tutti voi.

I tempi cambiano e le considerazioni fatte a suo tempo sulle fiere ai tempi di Internet diventanto quanto più attuali.

Dulcis in fundo, nonostante il silenzio di Francoforte, circolano voci di corridoio secondo le quali Yamaha sia in procinto di ufficializzare qualche interessante novità a breve. E allora restiamo attenti e sintonizzati!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

4 aprile 2019 at 21:02

Casio CT-X5000: una bella scoperta

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Casio CT-X5000, arranger economico ma interessante

Negli anni fervidi di frequente stesura di nuovi articoli per questo blog o per altri siti dedicati agli strumenti musicali, ho sempre tenuto a mente una convinzione che non ho mai smesso di considerare. Quando mi vien voglia di criticare facilmente uno strumento, penso al lavoro e alle scelte delle persone che ci stanno dietro. Forse alcuni di voi avranno mal giudicato questa mia tendenza a evitare giudizi drastici e questa mia abitudine mi ha anche reso vittima di alcuni commenti sfavorevoli.

Ma grazie a questo spirito, credo di aver ottenuto la vostra attenzione in questi lunghi dieci anni (e sì, il prossimo ottobre festeggeremo il decennale di Tastiere Arranger); ed è con questo stesso spirito senza pregiudizi che ho affrontato il test di Casio CT-X5000, il modello di punta della nuova serie di arranger della casa giapponese, celebre per aver saputo introdurre tecnologia digitale ad alto tasso innovativo all’interno di prodotti economici. È così infatti per le calcolatrici, per gli orologi, i prodotti per l’ufficio e anche per gli strumenti musicali.

CT-X5000 è fedele alla strategia e alla storia di Casio e, anche se mi sto immaginando il vostro sguardo perplesso mentre vi state chiedendo se per caso abbia preso un abbaglio, devo onestamente confessarvi che questo strumento non è affatto male. Il luogo comune che relega le tastiere Casio nel recinto del parco giochi, per una volta, va sfatato.

In passato, nelle pagine di questo stesso blog, mi sono interrogato quando mai gli arranger Casio avrebbero saputo competere con i grandi nomi blasonati di Yamaha, Korg e Roland. Direi che… potremmo esserci quasi. Per lo meno, nel segmento delle tastiere di primo ingresso, ci siamo. Ci siamo davvero.

Casio CT-X5000 il top della gamma CT-X

È tutto perfetto? No, no di certo. La qualità costruttiva è adeguata ad un prodotto che costa meno di 400 Euro, i tasti sono leggeri leggeri, gli amplificatori di bordo altrettanto, il display è essenziale, l’esperienza utente fornita presenta alcuni aspetti sui quali è inevitabile ancora uno sforzo da parte del centro R&D di Casio per consentire la naturalezza e l’immediatezza abitualmente presente sugli strumenti di chi sviluppa arranger al top di gamma da oltre vent’anni. E se timbri e stili mi hanno favorevolmente sorpreso, va anche detto che la loro quantità è al minimo sindacale (appena 256 stili, solo un Intro e un Ending, 64 note di polifonia, e poi non tutte le famiglie di suoni sono ben approfondite).

Ma ci sono altri aspetti molto interessanti e incredibilmente coinvolgenti: il generatore AiX agevola una fornitura di timbri realistici in linea con la tendenza odierna di fornire un arsenale sonoro di tutto rispetto anche sugli strumenti economici. Il repertorio stili Casio è cresciuto sensibilmente ed ora se la può giocare con musicisti di diverse generazioni. La qualità dei suoni dei pianoforti sia acustici sia elettrici è tale da permeare positivamente la stragrande maggioranza dei ritmi (così si chiamano gli stili di accompagnamento nello slang di Casio). Nella loro essenzialità, diversi stili di CT-X5000 si lasciano suonare molto bene e, in alcuni momenti, ho ritrovato il gusto di meraviglia che si percepisce quando ti capita fra le mani la possibilità di suonare qualcosa di nuovo.

Sono sovrapponibili due parti Upper e ben due parti Lower. Ci sono le possibilità di programmare Phrase Pad e Registration. Una bella scoperta sono le 310 pre-regolazioni musicali che corrispondono ad una raccolta di configurazioni con i dati di progressione degli accordi. La completezza delle funzioni di programmazione arriva alla registrazione di uno stile partendo da zero o da stili esistenti, la registrazioni MIDI di proprie esecuzioni sia in tempo reale sia passo a passo e l’editing di base dei timbri.  La ricchezza di strumentazione di bordo include arpeggiatore, mixer, lettore di basi MIDI e molto di più. Non sottovaluterei la sua leggerezza e le dimensioni compatte che lo mettono in una buona luce per chi cerca la massima portabilità.

Dimostrazione dei suoni di pianoforte di Casio CT-X5000

Se tiriamo le somme sulle caratteristiche di questo strumento e le confrontiamo con il prezzo di vendita al pubblico, possiamo affermare che Casio è riuscita stavolta a mettere sul mercato un arranger ben bilanciato e con una chiara identità.

Di certo CT-X5000 potrebbe destare l’attenzione di chi non ha mai avuto un arranger prima, ma anche degli orfani degli arranger storici Roland. Dubito invece che quanti hanno particolari esigenze – e si sono fatti la bocca buona con gli arranger Korg e Yamaha delle ultime generazioni – possano distogliere lo sguardo e dirigersi verso questo prodotto Casio. Per farlo, vanno superate le restrizioni che ho citato qui sopra.

A dire il vero, in merito alle difficoltà d’uso, se vi limitate a suonare dopo aver selezionato i timbri e gli stili, direi che non avrete problemi; ma, se cercate di attivare qualcosa di più come – ad esempio – One Touch, richiamare le pre-regolazioni, agire sugli effetti, sfruttare l’arpeggiatore, o semplicemente raggiungere i numerosi setting di personalizzazione, allora l’interazione con il sistema operativo presenta ancora qualche legnosità operativa. Se ne può venire fuori? Certo, basta leggere le istruzioni sul manuale (a proposito, finalmente un manuale accettabile anche per Casio! Bravi!).

A fronte di queste minus, rimane comunque una buona sensazione generale dello strumento. Lo confermo ancora: è stato molto divertente suonare Casio CT-X5000 per alcune settimane. Magari approfondiremo la materia prossimamente entrando nei dettagli tecnici, chissà.

PS: Se siete sicuri che non collegherete mai lo strumento ad un mixer o ad un sistema PA, potete risparmiare altri 100 Euro passando al modello inferiore CT-X3000.

La celebre performance di Fabio Augusto, specialista Casio dal Brasile

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

30 marzo 2019 at 12:59

Pubblicato su Casio

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