Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

Arranger Korg a tutto tondo: intervista con Raffaele Mirabella di Eko Music Group

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Preparatevi: l’articolo di oggi richiede tutta la vostra attenzione e, credetemi, ne vale la pena. Oggi facciamo insieme il punto a tutto tondo sugli arranger Korg con il sostegno diretto di Raffaele Mirabella (Product Specialist di Eko Music Group, l’azienda che distribuisce in Italia i prodotti Korg). è un’occasione unica e privilegiata per i lettori di Tastiere Arranger: ci permette di entrare nel merito del valore dei professional arranger nel mondo di oggi, per chi suona dal vivo, in studio o anche semplicemente in un contesto casalingo.

Credo che in questa intervista possiate trovare indicazioni preziose, se siete interessati a comprendere a fondo il significato degli arranger Korg. E sono personalmente grato a Raffaele per aver concesso questa intervista: possiamo soltanto imparare dalla sua lunga esperienza nel settore delle tastiere digitali, prima in Yamaha, poi in General Music (GEM) ed ora con Korg. Il contenuto di questa intervista è piuttosto succoso, per cui cercate un posto tranquillo, mettetevi comodi e rilassatevi dedicando il vostro tempo alla lettura. Il momento è ora: siete pronti a espandere la vostra conoscenza degli arranger Korg?

Raffaele Mirabella, Eko Music Group

Eko Music Group: distributore nazionale non esclusivo

Re’: Raffaele, cominciamo dalla tua azienda: Eko Music Group è un’importante e storica azienda nel nostro paese e vanta nel proprio portafoglio commerciale un ampio numero di produttori di strumenti musicali.

RM: Per limitarci al mondo delle tastiere, oltre a Korg, Eko distribuisce Nord, StudioLogic, Roli, e Alesis. La quota di Korg è del 65%, Nord del 25% e il resto è diviso fra gli altri brand.

Il valore aggiunto della generazione nata con Pa4X

Re’: La serie dei professional arranger di casa Korg ha una storia notevole e rappresenta un elemento importante del listino Korg, accanto a synth, workstation, pianoforti digitali e altri prodotti. Quali sono gli elementi di novità più importanti che la generazione inaugurata da Pa4X ha introdotto sul mercato, quali sono i punti di forza e perché un musicista dovrebbe essere interessato.

RM: L’ultima generazione della serie Pa presenta non solo le “ovvie” caratteristiche evolutive rispetto ai modelli precedenti, ma introduce alcuni elementi per certi aspetti tecnologici rivoluzionari, ma decisamente poco spettacolari ed appariscenti ad una analisi solo superficiale. Innanzitutto l’introduzione su tastiere di classe arranger della tecnologia dei suoni in streaming, introdotta per prima da Korg su Kronos nel 2010/2011. Come possiamo immaginare l’obiettivo di ogni costruttore di strumenti musicali e di tastiera in primis, è sempre teso al miglioramento costante della resa timbrica dei propri strumenti. Nelle tastiere elettroniche a campionamento, fino in tempi recenti, l’unica soluzione per avere un database di suoni sempre più ampio e di alta qualità (cioè multi sample più accurati), è stato quello di aumentare costantemente le dimensioni della memoria destinata ai suoni interni, e sviluppare nel contempo sistemi di compressione dati lossless, cioè senza perdita di qualità percepibile, che in pratica permettono di immagazzinare una quantità sempre maggiore di suoni condividendo lo stesso spazio. Korg ha integrato una “terza via”, che è quella di utilizzare la memoria interna solo come buffer temporaneo per la lettura dei sample, utilizzando come storage
area un disco virtuale interno. Questa soluzione permette di superare le limitazioni della RAM fisica, sfruttando tutto lo spazio disponibile del disco virtuale. Questo sistema ovviamente richiede l’utilizzo di tecnologia avanza con DSP molto veloci e performanti, unita a una gestione software “Rock Solid”.

Re’: Ci sono altri aspetti importanti di novità.

RM: Certamente. Il Player dedicato alla registrazione dei file audio Mp3 diventa “doppio” cioè ora è possibile registrare utilizzando come risorsa sonora un altro Mp3: questo processo è teoricamente replicabile a piacere. È stata reintrodotta la modalità di lettura DIRECT dei dati operativi dello strumento come: suoni, styles, ecc. un trucco che permette di ampliare in modo esponenziale le locazioni USER (cioè personalizzabili), di questi elementi. Non è da sottovalutare poi l’incremento degli effetti in Insert (Insert FX), utilizzabili simultaneamente su styles e song. La presenza della funzione STYLE CREATOR BOT è utile per ricavare automaticamente uno style completo, da “qualsiasi” SMF. E poi c’è la funzione CHORD SCAN, che calcola ed estrae, da qualsiasi SMF, la traccia degli accordi visualizzabili sullo schermo o su video esterno. Non dimentichiamo l’introduzione delle funzioni in tempo reale KAOSS. Insomma le novità sono tante e importanti: la totalità di queste nuove funzioni risponde anche al tuo quesito originale e cioè “perché un musicista dovrebbe essere interessato”. Del resto, il valore di tutte queste caratteristiche è che sono la soluzione alla domanda reale del mercato: queste nuove implementazioni software sono state introdotte grazie ai suggerimenti ed alle indicazioni raccolte da Korg tramite i propri specialisti nei vari paesi, dai musicisti e dagli utilizzatori.

Re’: Personalmente sono rimasto colpito favorevolmente dal recente rinnovamento del sistema operativo.

RM: Sì, è altrettanto importante segnalare che Pa4X è stata sottoposta ad un corposo restyling grazie alla nuova versione software OS release 2.0, che è stato rilasciato completamente gratuito per i clienti (un aspetto che non darei per scontato), e che arricchisce lo strumento con nuovi suoni, styles, funzioni ecc. Questa iniziativa fa percepire al musicista utente degli arranger Korg della serie Pa di possedere uno strumento in evoluzione continua, continuamente sottoposto ad ottimizzazioni e miglioramenti da parte dell’azienda costruttrice.

Korg Pa1000 in vendita nei negozi di strumenti musicali

Tipicità dei modelli Pa700 e Pa1000

Re’: Il lancio contemporaneo di due modelli Pa700 e Pa1000 mi ha incuriosito. È stato un caso o una scelta strategica che si ripeterà in futuro?

RM: A dire il vero, Korg ci ha abituato da tempo ormai a “sorprese” di questo tipo, come quando ad esempio nel 2010/11 presentò contemporaneamente due flagship: KRONOS per le synth workstation e Pa3X per gli arranger. Nel caso recente delle nuove Pa700/1000, possiamo solo supporre che si tratti di una scelta di natura marketing/commerciale orientata a dare subito al cliente una maggiore possibilità di scelta, modulandola opportunamente in base al rapporto: prestazioni/funzioni/possibilità economiche individuali.

Re’: Come possiamo distinguere con chiarezza Pa1000 e Pa700 nell’affollato panorama di arranger?

RM: Per dare una risposta sintetica, tieni presente un elemento fondante nella filosofia di sviluppo e produzione della serie Pa, cioè tutti gli strumenti che fanno parte di questa serie possiedono la medesima qualità sonora, quindi dall’Entry
Level, al flagship non ci sono differenze di suono in termini qualitativi (rumore residuo, rapporto s/n, dinamica ecc.), ma solo in termini di quantità di risorse sonore come suoni e styles, la memoria RAM utente, o alcune funzioni accessorie come il processore vocale, ecc. Un tipo di scelta quindi che legittima in pieno la definizione di: “professional arranger” per tutta la linea. Per farti un esempio pratico: c’è una fascia di utente che spesso non ha bisogno di tutte le possibilità operative e delle risorse del modello “Top”, anzi talvolta può esserne perfino intimorita. Solitamente appassionati, utilizzatori dello strumento in un contesto “casalingo”, che sono rimasti particolarmente colpiti dalle risorse musicali e dalla sonorità degli arranger Korg, per cui la scelta fra Pa700 e Pa1000 è determinata solo dalle esigenze personali e di… portafoglio. In definitiva un acquisto del genere consente di portarsi a casa uno strumento con le stesse possibilità operative dell’ammiraglia, senza spendere la stessa cifra.

Korg Pa700

Essere musicisti con arranger nel presente e nel futuro

Re’: Raffaele, tu conosci il mondo degli strumenti musicali da molto tempo, la tua esperienza è di lunga data. Come hai visto cambiare il concetto di arranger nel corso degli anni fino ad oggi?

RM: Le tastiere di classe arranger nell’ultimo periodo stanno ancora cambiando il ruolo e di conseguenza la fisionomia. In primo luogo c’è stato un progressivo adeguamento delle risorse sonore – suoni e styles – al mondo musicale circostante. È finita da tempo l’epoca degli arranger realizzati con tecnologie di “riporto”, derivate cioè da altre linee di prodotti dello stesso costruttore ad almeno una generazione tecnologica di distanza, con database sonori approssimativi e styles “così così”. Oggi non è raro vedere anche su palchi live importanti, la presenza di tastiere Korg della serie Pa, estremamente apprezzate per suoni e funzioni anche in contesti altamente professionali: un fatto assolutamente impensabile fino a qualche anno fa. Alla crescita delle potenzialità musicali, per contro è in atto un apprezzabile tentativo di razionalizzare è “semplificare” le funzioni, renderle più accessibili, e comprensibili; anche se sotto questo profilo l’interfaccia utente Korg con l’uso di display Touch View sempre più avanzati, ha sempre avuto una marcia in più dal punto di vista dell’operatività generale. Il vero invecchiamento a mio avviso lo stanno subendo anagraficamente solo gli utenti di questa tipologia di prodotto! Korg sta lavorando e continuerà a lavorare moltissimo per allargare la base degli utenti, per questo tipo di strumenti, come dimostra l’introduzione con l’ultimo OS delle funzioni KAOSS, fino a poco tempo fa appannaggio esclusivo degli strumenti di classe DJ.

Re’: Secondo te, quale ruolo possono rivestire oggi i musicisti che si esibisco dal vivo con arranger?

RM: Dopo l’equivoco degli anni 80/90 in cui questo tipo di strumento è stato visto (spesso a proposito), come il paravento di una certa categoria di musicisti, utilizzatori intensivi di MIDI File, in cui la tastiera era vista solo come un “serbatoio” di basi, e altri contenuti extramusicali (testi, ecc.), a cui appoggiarsi nel caso di performance vocali spesso ai limiti di legge… Questo tipo di personaggio si è emancipato al punto tale da evitare di doversi portare dietro una ingombrante e costosa tastiera, per virare definitivamente verso l’uso del solo computer, con un player free, suoni improbabili e sempre gli stessi milioni di MIDI file di programmazione approssimativa e dall’esito musicale ripetitivo. Dalla natura delle domande che mi vengono rivolte svolgendo il servizio di supporto tecnico musicale Korg, parrebbe che il musicista dotato di arranger ed un certo tipo di capacità tattile, stia tornando a suonare per distinguersi (anche in termine di cachet…), dalla categoria dei Karaoke Performer, e quindi sia sensibile alle problematiche esecutive, musicali e tecniche.

Re’: Un grazie sincero, Raffaele. Sono certo che ti sono grati anche i lettori di Tastiere Arranger per questo tuo notevole contributo.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

2 maggio 2018 at 09:09

Pubblicato su Korg

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Novità funzionali degli arranger 2018 di casa Yamaha

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psr-s775

Non so voi, ma io, quando ho visto i quattro filmati video pubblicati a metà aprile sul canale YouTube di Yamaha Corporation, ho immediatamente apprezzato la capacità di sintesi e l’efficacia comunicativa della casa giapponese. Le novità 2018 nel settore arranger per Yamaha sono le due coppie di modelli che hanno visto la luce al Winter NAMM di gennaio e che sono state proposte per la prima volta in fiera in Europa al recente MusikMesse di Francoforte.

Anziché riportare una carrellata estesa delle funzionalità di questi strumenti, cosa che sarebbe potuta apparire ripetitiva per gli appassionati del settore, Yamaha si è concentrata soltanto sulle novità specifiche, illustrandole in modo brillantemente sintetico, grazie a brevi filmati realizzati con molta cura.

PSR-S975/S775: Mono/legato

Cominciamo dagli arranger workstation PSR-S975/S775 che, come vi abbiamo documentato a suo tempo, rappresentano un’aggiornamento tecnologico dei precedenti modelli PSR-S970/S770.

La prima funzione che vediamo insieme consente di suonare un timbro monofonico in modo “legato”, ottenendo la discesa naturale ancorché rapida della tensione del suono. Per definizione, l’esecuzione musicale in legato prevede che le note siano suonate e accostate l’una all’altra senza interruzioni, in modo che il suono della nota successiva cominci a ridosso di quella precedente. Ne consegue che sono i suoni monofonici quelli che possano trarre il maggiore vantaggio espressivo: fiati, archi, chitarre solista e così via.
Vi sarà tutto più chiaro osservando il filmato video che segue con la dimostrazione del “legato” sulle tastiere PSR: l’esempio utilizzato è quello di un assolo di chitarra classica.

PSR-S975/S775: Half Bar Fill-in

In origine, la funzione di Half Bar era disponibile solo sugli arranger Roland dove era presente un pulsante dedicato alle c.d. “mezze misure” a favore della creatività e, soprattutto, del rispetto rigoroso della partitura. Negli ultimi anni, si è scatenata la corsa ad introdurre tale funzione anche da parte di altri costruttori di arranger. Nell’autunno del 2017 era stata annunciata da Ketron su SD9. Mentre in casa Yamaha, un primo tentativo era stato fatto sui modelli PSR-S970/S770 grazie allo Style Retrigger e all’uso delle manopole del Live Control. Ora però, la procedura è molto più pratica: è possibile associare la nuova funzione denominata Half Bar Fill-in ad un pedale da premere entro i primi due movimenti: quando il tempo raggiunge la metà della misura, il tempo riparte del primo quarto. Osservate il filmato e tenete d’occhio il box in basso a destra che scandisce il metronomo. Si presti attenzione che, oltre a premere il pedale, è necessario attivare allo stesso tempo un Fill-In dello stile per ottenere la mezza misura.

PSR-E463/PSR-EW410: Quick Sampling

Veniamo ora alle due tastiere destinate ai musicisti di primo ingresso: PSR-E463 e PSR-EW410, entrambe consentono di catturare i suoni da qualsiasi sorgente utilizzando l’ingresso AUX per riprodurli successivamente alla bisogna secondo tre modalità disponibili:

  1. Normal: l’intonazione del suono varia in base alle note suonate sulla tastiera in tempo reale.
  2. Loop: il campione viene eseguito in loop senza alcun intervento sull’intonazione (tipico dei suoni percussivi o degli effetti speciali).
  3. One-shot: il campione è eseguito una sola volta senza variazione dell’intonazione.

I campioni Loop e One-shot sono controllati dall’ultime ottave sulla destra della tastiera, mentre Normal è controllato dalla 4-5 ottave a sinistra come dal disegno che segue.

PSR-E463/PSR-EW410: Groove Creator

Con Groove Creator si chiude questa breve rassegna di novità introdotte da Yamaha sui propri arranger. Questa sarà probabilmente la funzionalità più gettonata dai giovanissimi e dagli appassionati DJ che la sfrutteranno per creare i propri groove agendo sulle singole tracce On/Off, passando da una sezione all’altra dello stile oppure aggiungendo effetti diversi agendo sulle manopole del Live Control. Come da questo filmato.

Prezzi

PSR-S975 si trova generalmente nei negozi al prezzo di 1.999 Euro; PSR-S775 si trova intorno ai 1.199 Euro.
Da parte loro, i modelli più economici si orientano fra i 329 Euro di PSR-E463 e i 470 Euro di PSR-EW410.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

28 aprile 2018 at 13:49

Il leggio elettronico Moraldiweb Music Manager raggiunge la versione 7

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A distanza di due anni, torniamo a parlare di Moraldiweb Music Manager. E lo facciamo per commentare insieme il recente annuncio della versione 7.

Ricordo che Moraldiweb Music Manager è un software molto utile per i tastieristi che suonano dal vivo: permette di visualizzare lo spartito (o il testo) delle canzoni su uno schermo tablet e di scorrere velocemente il repertorio andando a selezionare i brani mettendoli nella sequenza prevista.

Dal vivo, basterà sfogliare le pagine per avere a disposizione gli spartiti che servono, uno dopo l’altro.  Questo strumento software potrebbe rivelarsi utili per chi suona tastiere arranger sprovviste di un valido lettore di spartiti (altrimenti noto con il nome di score).

Nell’articolo pubblicato due anni fa, avevamo celebrato questo programma di utilità enfatizzando il fatto come fosse uno dei primi autentici visualizzatori di spartiti per tablet Windows.

Ora però gli autori di questa applicazione si sono “allargati” e il software si è fatto molto più ricco.

Vediamo insieme alcune fra le novità principali così come sono state annunciate:

  • La versione di lettura spartiti di Music Manager 7 è ora compatibile con un largo spettro di piattaforme: PC e tablet Windows, Apple Mac, Linux e tablet/smartphone Android.
  • Il software di inserimento spartiti è disponibile con tutte le piattaforme di cui sopra, con la sola eccezione di Android (per il momento).
  • Le funzioni a video sono disponibili in 20 lingue diverse fra cui italiano, inglese, spagnolo, russo, portoghese, francese, tedesco, cinese, giapponese, olandese, polacco, ungherese, greco e così via.
  • E’ possibile creare una propria raccolta personale di scene MIDI, indipendenti da partiture e testi. In qualsiasi momento durante una performance musicale, è possibile aprire l’elenco delle proprie scene midi e selezionarne una per richiamare all’istante tutta la strumentazione collegata.
  • Rinnovamento grafico dell’interfaccia a video dei moduli Score Insert (per caricare nuovi spartiti) e EasyLive (per visualizzare gli spartiti).
  • Un numero esteso di altri miglioramenti e rifaccimento di parti già esistenti.

La nota di rilascio completa è disponibile sul sito di MoraldiWeb. Ve ne consiglio la lettura diretta.
Non perdetevi i filmati tutorial di istruzione.

Tutte le altre informazioni sono disponibili sul sito ufficiale dell’applicazione.

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Ecco a voi ora la dimostrazione di Moraldiweb Music Manager per Microsoft Windows.

Concludiamo con la dimostrazione di Moraldiweb Music Manager per Android.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

23 aprile 2018 at 21:58

Pubblicato su Software

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MusikMesse 2018: Yamaha annuncia la versione V1.30 di Genos

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Dimostrazione di Yamaha Genos

È passato in sordina, nei giorni caotici della fiera di Francoforte, l’annuncio di una nuova versione del sistema operativo di Yamaha Genos: la versione V1.30 rilasciata proprio in occasione del MusikMesse 2018.

È un rilascio importante in cui la più rilevante novità è la nuova funzione Voice Guide. I comandi vocali possono essere attivati e disattivati tramite uno dei pulsanti ASSIGNABLE o al controllo del pedale. Torneremo su questo punto specifico per apprezzarne l’uso e, specialmente, il vantaggio per i musicisti non vedenti.

In aggiunta a questo, ci sono altre tre migliorie: Leggi il seguito di questo post »

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

16 aprile 2018 at 18:30

Pubblicato su Yamaha

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MusikMesse 2018: le conclusioni

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L’edizione 2018 del MusikMesse potrebbe passare alla storia come quella in cui il calo di visitatori ha accentuato una curva discendente che, ad onor del vero, si trascinava da tempo (secondo gli organizzatori, i visitatori sono stati il 10% in meno dello scorso anno). E’ un fenomeno endemico e non è un caso: in tutto il mondo, le fiere tradizionali hanno difficoltà ad attrarre le grandi folle, sin da quando i clienti e il mercato hanno avuto la possibilità di aggiornarsi quotidianamente tramite Internet. E questo vale non solo per gli strumenti musicali, ma per qualsiasi categoria merceologica.

Veniamo ora al nostro argomento preferito: gli arranger. E scorriamo velocemente insieme le novità dei presenti e commentiamo anche gli assenti.

I presenti

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Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

16 aprile 2018 at 05:00

MusikMesse 2018: lo stand Orla

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Orla non manca un appuntamento al MusikMesse da oltre 35 anni. L’azienda di Recanati si è recata a Francoforte per presentare alcuni modelli nuovi di pianoforti digitali, ma non ha portato novità nel segmento arranger.

Lo stand Orla al MusikMesse 2018

Il punto di interesse per il nostro blog resta il Grand 500, il pianoforte codino lanciato nel 2017 e che ha dato lustro all’offerta di Orla sul mercato con una rinnovata tavola di 362 timbri suddivisi in 10 famiglie e campioni ad alta Leggi il seguito di questo post »

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

14 aprile 2018 at 23:09

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MusikMesse 2018: aggiornamenti software per gli arranger Korg

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Nella nostra rassegna cominciata mercoledì scorso con il resoconto degli stand di Ketron, Casio e Yamaha, siamo ora arrivati virtualmente al marchio Korg, protagonista assoluto degli strumenti digitali a tastiera a livello globale e del comparto arranger in particolare, ma la cui presenza nella fiera 2018 non sembra fare molto rumore. Il prodotto più interessante del momento in casa Korg è sicuramente il synth analogico Prologue (provato in diretta da Steve Airoldi e Riccardo Gerbi del canale Strumenti Musicali di AudioFader, ecco il video).

Korg Messe

Suonare Korg Pa1000 al MusikMesse 2018

In occasione di Francoforte, la casa italo-giapponese (scrivo così perché, nonostante il quartiere generale dell’azienda sia in Giappone, la progettazione, lo sviluppo e la produzione degli arranger avviene ad Osimo presso la sede di Korg Italy), non ha portato nessun nuovo strumento che potesse riguardare il segmento di prodotti di nostro interesse. Del resto, non possiamo più parlare di novità dell’ultima ora di Pa1000 e Pa700, due ottimi prodotti che hanno visto la luce lo scorso settembre.

Nel segmento arranger, al centro c’è sempre Leggi il seguito di questo post »

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

14 aprile 2018 at 09:18

Pubblicato su Korg

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