Pad, Multipad, Live Control, Groove Creator, LaunchPad e Kaoss FX

In un articolo di qualche settimana fa, avevo ripreso alcune nozioni di base sugli arranger. Ricordate? In quell’occasione, avevo cercato di ragionare riflettendo su come il successo degli arranger degli ultimi 20-30 anni sia stato fondato primariamente sul set di pulsanti Intro/Variation/Ending che ha agevolato un controllo semplice e immediato della rappresentazione universale della forma narrativa musicale fatta di introduzioni, strofe, ritornelli e finali. Da molti anni, anche con gli arranger più economici, è possibile costruire composizioni musicali o semplicemente dedicarsi ad esecuzioni strumentali con estrema libertà, componendo con varietà i vari mattoncini messi a disposizione. Possiamo lavorare rispettando le intenzioni originali (cominciare con il pattern dell’Intro e terminare con l’Ending) oppure rivoluzionare tutto e partire da un Ending per terminare con un Intro. Chi ce lo impedisce?

Oggi facciamo un passo in avanti nelle nostre considerazioni: grazie alla notevole diffusione di DAW e di macchine per DJ, la costruzione della musica contemporanea si è trasformata. Oggi molti prediligono una sintassi musicale basata su groove e loop ciclici e ripetitivi, cioè su formati lontani dalla forma-canzone classica. Ma la tecnologia degli arranger non è rimasta a guardare: si è evoluta al punto da rendersi disponibile alla creatività artistica anche di chi appartiene a quella categoria di musicisti. Di più, i contorni classici dei pattern MIDI si sono mescolati con le potenzialità dei frammenti audio. I limiti non sono dati dagli strumenti, ma dalla capacità dei singoli di sfruttare la tecnologia messa a disposizione.

Mi rendo conto di rischiare di ragionare in modo astratto: vediamo allora di essere concreti, facendo alcuni esempi in cui gli arranger possono essere utilizzati senza fare ricorso ai pulsanti classici dello stile. Ho cercato di radunarne alcuni.

Pad/Multipad

Per Yamaha si chiamano Multipad, per Korg sono Pad; mentre per Roland si chiamano Audio Key. La sostanza è che in molti arranger delle ultime generazioni, è possibile associare sequenze MIDI e/o audio ai pulsanti pad e da qui attivare parti musicali a tempo di esecuzione. Immaginate di voler iniziare una canzone con il rumore di fondo di una stazione dei treni, di un centro urbano assordato dalle auto o di un ruscello di montagna con l’acqua che saltella fra le rocce. Oppure immaginate di aver registrato l’intero brano con l’interpretazione della voce del cantante a cappella: ora potete suonare e accompagnare la voce anche se lui/lei è assente. O ancora, pensate di disporre di un campione di un suono percussivo originale. Potete avviare un loop audio a metà di un brano, potete importare campioni sullo strumento e metterli in loop. Qualsiasi tipo di suono e potete farlo ripetere a tempo insieme alla vostra esecuzione. questi arranger vi consentono di sostituire le tracce MIDI degli stili e far suonare tracce audio. Anche gli arranger Casio, per quanto economici, consentono di importare brevi campioni audio e metterli in riproduzione.

Yamaha Live Control e Groove Creator

Per gestire il Live Control, i modelli della serie Yamaha PSR degli ultimi 10 anni circa dispongono di due manopole sul pannello, mentre il top di gamma Genos offre 6 manopole e 9 slider, oltre un visore secondario di controllo. Al di là della possibilità di pilotare i parametri delle voci (volume, balance, EQ, reverb, chorus, altri effetti, EQ, cutoff, attack, release), quello che ci interessa documentare qui quanto il Live Control renda possibile nel dominio interattivo degli stili, come ad esempio:

  • Regolare la lunghezza del retrigger dello stile.
  • Attivare/disattivare la riproduzione dei canali degli stili, ad uno ad uno semplicemente girando le manopole.
  • Controllare tutti i parametri dell’arpeggiatore (dinamica, lunghezza di ciascuna nota, velocità dell’arpeggio).

Live Control è disponibile su PSR-S970/S770, PSR-S975/S775, PSR-SX900/SX700 , PSR-S670, PSR-SX600, Genos e molte altre.

Nei modelli più economici e di ultima generazione, oltre al Live Control, la casa giapponese ha introdotto Groove Creator, utile per arricchire gli stili in esecuzione. Ben si adatta ad una varietà di generi musicali dance per performance dinamiche e consente di combinare frasi e pattern e preset ritmici ottenendo variazioni dinamiche in tempo reale.

Groove Creator è disponibile PSR-E463/PSR-EW410 e PSR-E473/PSR-EW425.

Ketron Launchpad

Nell’ultima serie di strumenti, Ketron ha introdotto un congegno innovativo con cui predisporre le proprie performance. Il Launchpad consente di riprodurre song dal Player MIDI, in cui sostituire le parti percussive con Live Drum, aggiungere Live Guitar e sostituire al volo le tracce del MIDI file con quelle di uno stile. Tutti i cambi di scena avvengo a tempo e con musicalità. È possibile inserire file audio (WAV), altre tracce audio in loop. Il LaunchPad memorizza progressioni di accordi da richiamare dal vivo. Nel LaunchPad possono essere create fino a sei scene con 12 tracce ciascuna e qui possono configurare ambienti sonori completamenti diversi fra di loro. La fantasia al potere!

LaunchPad è disponibile su Ketron SD9, SD40 e SD80.

Korg KAOSS FX

Parliamo ora di KAOSS FX, la funzionalità interattiva pensata da Korg e che risponde ai gesti sul touch screen, generando eventi MIDI che, in modo istantaneo, possono controllare simultaneamente numerosi e diversi parametri. Il punto di forza è la fluidità del risultato. Facendo scorrere il dito sul touch screen, il passaggio fra le impostazioni avviene con graduale continuità al fine di:

  • Ridurre o aumentare il numero delle tracce attive ottenendo un mix più scarno e dare maggiore valore al solista.
  • Rimodellare la base ritmica e accelerando/decelerando il tempo e l’intensità.
  • Scatenare diverse forme dell’arpeggiatore.
  • Interagire con il pubblico modificando l’intensità dell’arrangiamento.
  • Passare da una Variation all’altra dello stile in totale scioltezza.
  • Riarrangiare uno stile in tempo reale da jazz a hip-hop, da dance a pop.
  • Lasciare a KAOSS FX la scelta di improvvisare su musica preregistrata.

Tutto avviene giocando sul touch screen tenendo conto che lo strumento interpreta la vostra intenzione analizzando cosa fate sull’asse XY. Il bello di KAOSS FX è che si può utilizzare sia in modo Style Play sia in modo Song Play.

KAOSS FX è disponibile sugli arranger Pa700, Pa1000 e Pa4X.

Conclusione

Veniamo al dunque… davvero qualcuno di voi pensa ancora che gli arranger di oggi siano rimasti quelli di vent’anni fa con le sole armi di Intro-Variation-Ending a disposizione? Ma dai!

Tastiere arranger – Parte I

Tastiere arranger, perché?

Siete incuriositi? Arranger calunniati e incompresi, Che cosa rende speciali gli arranger, Suonare gli arranger

Tastiere arranger, cosa sono?

Che cosa è un arranger, soprattutto

Caratteristiche: Nozioni di base, Ritmi, arpeggi e stili di accompagnamento, Riconoscimento degli accordi in base a diversi tipi di diteggiatura,
Glossario per arranger, Score: lo spartito digitale,
Touch-screen e controlli fisici, Drawbar, Il di dietro degli arranger,
Evoluzione incessante

Accessori: Supporto a tavolino, Pedale del volume e dell’espressione, Voltare pagina dello spartito,

Approfondimenti: I manuali in italiano degli arranger, I vecchi e buoni arranger, Tastiere portatili?, Un sistema operativo fidato, Arranger in studio, 10 domande e 10 risposte sugli arranger , 10 domande senza risposta

Sondaggi: Analisi dei dati 2016, Sondaggio 2021 sull’utilizzo delle tastiere arranger: i risultati

Questa non ve la potete perdere: Cronologia degli arranger dalle origini ad oggi

Tastiere arranger, quale comprare?

Innanzitutto: 10 suggerimenti per l’acquisto di una tastiera

Riflessioni per chi non si accontenta: Siamo musicisti o consumatori di prodotti digitali?, Non esistono le tastiere sorpassate, Come togliersi di dosso la scimmia, Se avete comprato da poco un arranger

Anche questa pagina non ve la potete perdere: Prezzi di riferimento degli arranger

Tastiere arranger, per saperne di più

Panorama di fine anno del comparto arranger: 2018, 2019, 2020, 2021

Storie: Storie di uomini, donne, tirocinanti e artisti affermati

Fonte: Casio Music Gear

Elka OMB 5, arranger negli ultimi anni ’80

Grazie alla solerte segnalazione di Fabrizio, lettore attento che ringrazio – oggi è giunto il momento di andare a recuperare una presenza storica, breve ma importante, nella storia degli arranger: quella di Elka.

Fonte della foto: Giorgio Marinangeli

Lo storico produttore italiano di Castelfidardo si è coperto di gloria per aver progettato e costruito sintetizzatori che hanno fatto la storia della musica elettronica negli anni 70 e 80 come Rhapsody e Synthex. Sono strumenti resi celebri dall’uso negli studi di registrazione di celebrità come Jean Michel Jarre, Stevie Wonder, Tangerine Dream e Supertramp.

Tuttavia, c’è stato un tempo in cui Elka produceva tastiere con accompagnamenti. Era stato il punto di arrivo di una lunga serie di esperienze avviate con gli organi elettronici dotati di ritmi automatici (come Artist, E-49 e X-30) fino ad arrivare a Wilgamat III, macchina rack con 16 pattern di accompagnamento. A seguire, Elka ha potuto raggiungere l’apice delle proprie produzioni arranger con due modelli che avevano riscosso un buon successo in tutta Europa alla fine degli anni 80: OMB 3 e OMB 5. Il primo era un modulo senza tastiera, mentre OMB 5 aveva 37 tasti (da Do a Do).

I due prodotti OMB erano comparsi sul mercato nel 1988 vantando due possenti generatori sonori: un motore FM (con 24 preset synth e 6 suoni di basso) e un sintetizzatore con 32 campioni PCM memorizzati in ROM e prevalentemente destinati alle percussioni.  Questi due propulsori fornivano la potenza sonante su cui poggiava la sezione arranger; questa era stata costruita a “tabelle libere”, dava cioè la possibilità di applicare liberamente ciascuna delle variazioni dello stile ai diversi tipi arrangiamento. Gli stili preset erano 20, anche gli arrangiamenti di basso erano 20, i tipi di arrangiamento erano 6. Non mancavano 20 Intro, 40 Fill-In e 20 Ending. Lo strumento includeva un sequencer a 9 tracce multi-timbriche.

Per conoscere da vicino gli arranger Elka, ho chiesto soccorso all’amico Giorgio Marinangeli. Nel suo celebre blog potete trovare informazioni nelle pagine dedicate alla rassegna della musica elettronica del passato e su OMB 5 in particolare.

Dovete poi sapere che Giorgio vanta una larga collezione di strumenti dell’epoca e la scorsa settimana ha condiviso il proprio esemplare di OMB 5 con il mitico Marcello Colò per la produzione di un video musicale che farà venire i brividi ai nostalgici, nella speranza che anche le nuove generazioni possano tornare ad apprezzare le sonorità degli anni ’80.

Guardiamo insieme questo video allora: nella prima parte Giorgio ci illustra le caratteristiche dello strumento e poi, nella seconda parte, Marcello ci offre la dimostrazione degli stili di accompagnamento. Insomma, grazie Giorgio, grazie Marcello ed ecco a voi: Elka OMB 5.

I 20 stili preset di Elka – Fonte: manuale Elka OMB 5

Alla ricerca di arranger con tasti semi-pesati

Prima di cominciare a leggere, se non avete dimestichezza con i concetti basi delle meccaniche di tastiera, vi consiglio un breve ripasso su come Orientarsi fra i diversi modelli di tastiera in base al peso e alla dinamica dei tastiere. E sì, perché oggi proviamo a dare uno sguardo al listino completo degli arranger del 2022 sotto la prospettiva del peso dei tasti.

Una categoria a parte sono i pianoforti arranger: la presenza di tasti pesati è qui scontata. È interessante prendere nota come non sia necessario per forza spendere montagne d’oro per acquistare un pianoforte digitale: si trovano tasti pesati già a 550 euro e a salire. Ovviamente, in base all’aumentare del prezzo dello strumento, si potrà avere una meccanica di qualità crescente.

In cima a tutti gli altri arranger, ci sono i modelli dotati di tasti semi-pesati, la cui resistenza alla pressione permette di avere la giusta sensazione di sicurezza sotto le dita, agevolando velocità di esecuzione e controllo efficace dell’aftertouch. Se cerchiamo fra tutti gli strumenti arranger quali di questi montano tasti semi-pesati, potremmo trovare qualcosa di significativo soltanto nell’area degli arranger top di gamma: mi riferisco alle ammiraglie Korg Pa4X, Yamaha Genos, Ketron SD-9, SD-60 e SD-7.

Fatar TP/9 tasti semi-pesati

Nel segmento sottostante, non si hanno più tasti semi-pesati, nemmeno nelle due straordinarie coppie di arranger (autentici fuoriclasse, intendiamoci) che seguono. Da una parte ci sono Yamaha PSR-SX700 e PSR-SX900 con i loro tasti FSB: pur offrendo una certa resistenza alla corsa, presentano un contatto morbido che non permette di eguagliare i tasti FSX montati da Genos. Dall’altra parte ci sono Korg Pa1000 e Pa700, che meritano due discorsi separati: sotto i tasti di Pa1000 è incollata una sottile piastra metallica che offre una sensazione diversa rispetto Pa700; tuttavia – a mio modo di vedere – la sostanza non cambia. La mia opinione è che il produttore italo-giapponese avrebbe fatto centro riproponendo i tasti scelti per Pa800 (erano esemplari!) ed è un peccato che non li abbia riproposti qui.

Scendendo di prezzo e di categoria, negli arranger per tutti (secondo la mia nomenclatura adottata), l’esperienza d’uso varia da modello a modello e in taluni casi troviamo tasti di tipo synth che possono comunque dare fiducia grazie alla loro corsa sicura. In base alla mia esperienza, ritengo in questa categoria di prodotto si possano trovare tasti “suonabili”, chi più chi meno.

Scendendo al livello inferiore degli arranger per esordienti (dove comunque ho scelto di escludere i modelli i cui tasti non sono sensibili al tocco, giacché privi di capacità espressiva), sono presenti normalmente tasti leggeri. Sono prodotti economici al risparmio, cosa vi aspettavate?

Alla fine, possiamo affermare che – esclusi i pianoforti con accompagnamenti – non ci sono tastiere arranger provviste di tasti semi-pesati al di sotto delle ammiraglie. Occorre cioè spendere almeno 2340 euro o molto di più per trovarli.

Chissà se, a breve, qualche produttore di tastiere arranger andrà a cogliere l’opportunità di fare business in questa area oggi scoperta del mercato…

Oscillazione prezzi arranger febbraio 2022

È passata l’esaltazione dei prezzi del periodo natalizio 2021, ma la successiva stabilizzazione non ha riportato i listini ai livelli bassi di un anno fa. Trovate l’elenco aggiornato nella solita pagina dedicata ai prezzi di riferimento del mercato arranger che ho appena aggiornato.

Le principali osservazioni, rispetto l’ultimo sondaggio prezzi che risale al mese di novembre 2021, sono:

  • Stabili i prezzi dei modelli top di gamma, dove si percepiscono segnali di prodotti in esaurimento in vista di un prossimo fine ciclo di vita.
  • Nel segmento successivo degli arranger workstation, calano di poco i prezzi. La discesa più significativa riguarda Korg Pa1000 (-11%).
  • Fra gli arranger per tutti, fanno la loro comparsa – anche se non ancora disponibili nei negozi – i prezzi di lancio delle novità annunciate a gennaio: Casio CT-S1000V / CT-S500 e Yamaha PSR-EW425 / E473.
  • Gli aggiustamenti nel segmento entry-level sono minimi, tranne due casi: spicca infatti la discesa sensibile del prezzo che coinvolge due prodotti Casio: CT-S400 (-18%) e CT-S300 (-12%).
  • Nell’area dei pianoforti arranger, i prezzi salgono tendenzialmente del 5-10%. Appare per la prima volta il nuovo Casio CDP-S360 con il prezzo di lancio superiore del 10% rispetto il modello equivalente precedente. Unica eccezione in controtendenza riguarda Korg XE20 che ora si trova ad un prezzo leggermente inferiore (-6%).

Consultate l’elenco completo dei modelli e dei prezzi di riferimento.

Riflessioni sul mercato dell’usato in tempi di epidemia

http://www.smstrumentimusicali.it

Qualche settimana fa, Riccardo Gerbi aveva pubblicato la propria guida al mercato dell’usato per pianoforti e synth. Poi la palla è passata al sottoscritto. Ed è così che è nato lo speciale dedicato alle tastiere arranger usate. Su SM Strumenti Musicali.it

Buona lettura!

Casio alza il sipario su CDP-S360

Mentre la valanga promozionale dell’arranger vocale Casio CT-S1000V si espande a macchia d’olio su YouTube in queste settimane (vedi nota in calce), rischia di passare in sordina l’annuncio avvenuto negli stessi giorni di Casio CT-S1000V e CT-S500 in relazione ad un altro nuovo prodotto Casio. Tant’è che qui, sul blog delle Tastiere Arranger, ci troviamo soltanto oggi a colmare la lacuna con un qualche stacco di differimento.

Parliamo del pianoforte digitale Casio CDP-S360. Anche lui, nel suo piccolo, merita di essere menzionato in questo blog, giacché qui si cerca di fare del nostro meglio per documentare e illustrare tutti i prodotti musicali sul mercato dotati di stili di accompagnamento.

Casio CDP-S360 (fonte immagine CASIO-Music.com)

Voi sapete che Casio è solita distribuire sul mercato un modello per poco tempo: normalmente dopo appena tre anni, applica un certo restyling al fine di lanciare un modello nuovo, leggermente migliorato rispetto il precedente. CDP-S360 è infatti la rivisitazione di CDP-S350 che aveva visto la luce nel 2019.

Se volete approfondire la conoscenza del nuovo strumento, vi consiglio la lettura del focus appena pubblicato dall’amico Riccardo Gerbi su SM Strumenti Musicali: lì troverete i dettagli e l’analisi delle novità introdotte da Casio sul nuovo pianoforte arranger (la presentazione riguarda anche un altro pianoforte CDP-S110 ma questo è sprovvisto di accompagnamenti automatici, sappiatelo).

In questa sede, colgo l’attimo per un rapido excursus sul repertorio di stili presenti. CDP-S360 include 200 ritmi di accompagnamento, suddivisi in 15 categorie. La prima costatazione emergente è la larga presenza di stili etnici che occupano un quarto dell’intera serie. Hanno una discreta presenza i generi musicali arabi, indiani, cinesi, indonesiani e giapponesi. L’Europa è rappresentata dai paesi del nord-est: Schlager germanico, musica polacca, caucasica e russa. Tacciono i ritmi di musica popolare italiana. Ci dobbiamo consolare con gli altri 150 stili dove spadroneggia il mainstream: Pop, 8 Beat, 16 Beat, Rock, Dance, Jazz, Latin (34 stili!), Country, ensemble orchestrali e i classici stili lenti Ballad.  Spiccano a parte – e sono degni di nota – ben 20 stili dedicati ad arpeggi e accompagnamenti pianistici.

Nel mese di gennaio, Casio ha investito massicciamente sul web per dare voce a CT-S1000V, pubblicando ben otto video ufficiali sul canale Casio Music Global, sei video su Casio Music Gear e altri ancora su Casio Music Europe e Casio Music Italia. E poi ci sono i diversi video sponsorizzati su Sweetwater, Kraft Music, etc.

Yamaha alza il sipario su PSR-E473 e PSR-EW425

Troppa grazia, Sant’Antonio! Dopo un 2021 arido di novità, il nuovo anno è cominciato con due doppi botti. Nel secondo giorno della fiera virtuale del Believe In Music, ci è data la possibilità di celebrare un altro annuncio dopo quello di cui vi abbiamo raccontato ieri con Casio. Per la seconda volta, siamo di fronte ad un duplice lancio: questa volta tocca a Yamaha con PSR-E473 e PSR-EW425, a distanza di 4 anni dai modelli equivalenti e precedenti. Si ripete la consolidata tradizione di lanciare “a coppie” i modelli di tastiere arranger. Anche stavolta si tratta sostanzialmente dello stesso strumento presentato in due edizioni: 61 e 76 tasti. Sono prodotti economici, tuttavia – prestate attenzione – non siamo nel livello-base degli arranger di primo ingresso (quello a cui appartengono PSR-E373 e PSR-EW310), qui siamo su un gradino leggermente superiore, grazie ad un set di attributi più significativo.

Yamaha PSR-E473 – Fonte immagine http://www.yamaha.it

PSR-E473 (61 tasti)

Come voi ben sapete, modello dopo modello, questo tipo di tastiere riceve funzioni e caratteristiche che in passato erano riservate ai modelli per professionisti. L’evoluzione di Yamaha si mantiene persistente. Se confrontato con il modello anteriore (PSR-E463 uscito nel 2018), Yamaha ha eliminato il tastierino numerico, dotando lo strumento di pulsanti di accesso diretto per categoria di suoni e stili come nei modelli superiori. Ci sono nuovi suoni e nuovi stili disegnati su misura di queste nuove possibilità. Premendo il pulsante Motion Effect, si possono aggiungere effetti al volo, intervenire sul suono con un filtro o  creare alterazioni di tonalità.  

La polifonia sale da 48 a 64 note e i processori effetti ora sono due: DSP1 lavora sulle mandate per il suono generale mentre DSP2 che può essere assegnato a parti specifiche Insert. I timbri crescono da 758 ad 820; fra questi ci sono 15 voci Lite Super Articulation che, come noto, aumentano il tasso di realismo dei suoni: si distinguono principalmente le chitarre e i cori (come Shoo Bee Doo Bah e Gospel Choir già apprezzati su altri strumenti Yamaha di classe superiore).  Gli stili sono 290 e 152 le sequenze per l’arpeggiatore. La registrazione audio lavora sulle memorie flash USB esterne secondo lo standard WAV 16bit a 44,1kHZ fino a 80 minuti di registrazione. Dall’ingresso del microfono si raggiunge il sistema di campionamento che viene invece semplificato e riorganizzato attorno ai quattro nuovi pad di Quick Sampling sul pannello frontale.

La potenza degli amplificatori di bordo può essere enfatizzata premendo il pulsante Mega Boost che aumenta il volume di +6dB.  Pesa 7kg e le dimensioni sono 99,2 cm x 40,4 cm x 13,6 cm.

Yamaha PSR-EW425 – Fonte immagine http://www.yamaha.it

PSR-EW425 (76 tasti)

Il secondo modello non si discosta solo per il maggiore numero di tasti. PSR-EW425 è dotato di alcuni timbri specifici: sono frutto del campionamento dei suoni ripresi dalla serie YC, come i suoni di organo Hammond arricchiti dall’immancabile clic percussivo associato alla pressione del tasto e dal tono sporco del campione al fine di rendere più realistici e vintage il tono di questi suoni. Per quanto riguarda il pianoforte, entrambi i modelli portano con sé il celebrato campione Live! Concert Grand Piano, ma la tastiera a 76 tasti include anche la variante Live! Grand Piano quando il fratello a 61 tasti si deve accontentare di aggiungere Stereo Grand Piano.

Potenti altoparlanti da 12W+12W raddoppiano la potenza sonora rispetto il modello a 61 tasti: PSR-EW425 è una tastiera portatile capace di farsi sentire anche in pubblico, seppur in ambienti non molto ampi. Il consumo elettrico è difforme: qui sono richiesti 11W (contro 9W) tramite sei batterie in formato D LR20 (contro il formato AA LR6) oppure un adattatore DC 16V (contro 12V). Pesa 8,3kg e le dimensioni sono 120,0 cm x 40,4 cm x 13,6 cm.

Conclusioni

Eccetto quanto menzionato qui sopra, per il resto i due strumenti si equivalgono nella sostanza.

Attendiamo di trovarli nei negozi e di poterli provare.

Casio alza il sipario su CT-S1000V e CT-S500

Si è aperto oggi 20 gennaio 2022 il mondo virtuale di Believe In Music 2022, la “fiera a distanza” che – in tempi di epidemia – fa le veci del Winter NAMM. E noi siamo qui puntuali a celebrare l’annuncio di due nuovi arranger. Oh, finalmente!

Casio CT-S1000V – Arranger con sintesi vocale

Casio CT-S1000V

Dalla rete, Casio ci presenta un prodotto piuttosto originale. CT-S1000V è un arranger espressamente pensato come processore vocale. Grazie a tecnologia proprietaria dell’azienda giapponese, il nuovo strumento è in grado di cantare o persino parlare tramite un sintetizzatore vocale. Non è richiesto necessariamente un microfono: i testi da elaborare possono essere inviati allo strumento digitandoli sull’app di uno smartphone. Quando si suona la tastiera, questa emette i suoni con le parole ricevute: è possibile suonare le note in polifonia per produrre armonizzazioni fino a 22 diversi voci con effetti come il Choir Group, Vocoder, Talk Box e Ghost.

Si possono personalizzare i parametri della voce del canto: genere maschile/femminile, età del cantante, modulazione e profondità del vibrato. CT-S1000V visualizza in tempo reale i testi sul piccolo schermo LCD di bordo. I testi possono essere sincronizzati per sillabe (Note Mode) per cantare ad ogni cambio di nota o di effetto. In alternativa, ed è questa la grande novità rispetto gli armonizzatori vocali tradizionali, i testi possono essere gestiti al ritmo secondo l’inserimento dei dati (Phrase Mode) al fine di riprodurre intere frasi al primo cambio di nota.

Il generatore sonoro è il celebrato AiX visto originariamente sulla fortunata serie CT-X e agisce su 800 timbri e 243 stili di accompagnamento. Il parco connessioni sul retro dello strumento è dotato di quanto serve a cui si aggiunge WUBT10, il dispositivo Bluetooth utile per comunicare con smartphone e tablet: riceve le stringhe dei testi, il traffico MIDI e il segnale audio da riprodurre sugli amplificatori stereo di bordo o da registrare nel campionatore.

L’idea di Casio è originale e non vedo l’ora di poter sperimentare di persona CT-S1000V.

CT-S500

La seconda novità è un prodotto più tradizionale, ma comunque sempre interessante. La nuova serie Casiotone CT-S evolve e si arricchisce di una tastiera compatta ed ultraportatile che rappresenta l’aggiornamento di CT-S400: la polifonia sale da 48 a 64 note, i timbri da 600 a 800. Tra i nuovi suoni, si segnalano gli Advanced Tones che gestiscono tre timbri in layer e i Classic Tones provenienti dai synth Casio delle serie VL, VZ e CZ. Anche il numero di effetti, EQ e DSP è superiore. Gli stili sono 243 contro 200; l’arpeggiatore include 150 sequenze.  Non mancano campionatore audio e registratore MIDI a sei tracce. Il lettore può rimuovere la traccia vocale del canto dalla base audio. Ci sono uscite di linea da 1/4″ per il collegamento a mixer o sistemi PA. Anche questo arranger include l’adattatore MIDI/Audio Bluetooth WU-BT01. Come il modello precedente può lavorare a batterie ed essere suonato stando in piedi grazie ad una tracolla.

È uno strumento semplice alla porta delle tasche di tutti, come da tradizione Casio, ma la presenza della tecnologia AiX garantisce una migliore qualità e quantità timbrica rispetto i modelli più economici dello stesso marchio.